Riprendiamo e pubblichiamo l'articolo che compare sul sito della Federciclismo con, al suo interno, la cronaca degli ultimi attimi di vita di Thomas Casarotto, i commenti della sua squadra e una sua brevissima biografia.
"Quattro giorni di agonia non sono bastati a Thomas Casarotto per sopravvivere alle contusioni riportate nella caduta che lo ha coinvolto nel corso della terza tappa del Giro del Friuli dilettanti; ferite mortali che hanno stroncato la vita di un ragazzo straordinario e di una delle più belle speranze del ciclismo italiano. Un tremendo lutto ha strappato all'affetto del gruppo della Generali - Uc Arcobaleno Mestre il sorriso di Thomas, atleta leale, compagno generoso e amico di tante avventure; il suo ricordo non può lasciare impassibili quanti hanno avuto l'onore di conoscerlo e di condividere con lui tanti e tanti chilometri in sella alle due ruote.
"Si tratta di una grave perdita, che ci lascia sgomenti e senza parole. In questo momento così difficile voglio testimoniare la vicinanza di tutta la squadra alla famiglia Casarotto colpita da un così tremendo lutto; chiedo a tutti di fare sentire il proprio sostegno alla mamma, al papà e alla sorella di Thomas sia in questi momenti così difficili, sia fra qualche giorno quando i riflettori si spegneranno su questa vicenda perchè Thomas non sia dimenticato". Qqueste le parole del presidente Mauro Flora, provato da quattro giorni di snervante attesa.
La decisione di staccare la spina è giunta inesorabile alle 18 circa, al termine di un pomeriggio di osservazione da parte dell'equipe medica dell'ospedale di Udine; in queste ore i medici stanno provvedendo all'espianto degli organi che, nel rispetto della volontà dei genitori, saranno trapiantati nella notte ad altri pazienti che potranno tornare a vivere grazie al dono di Thomas.
BIOGRAFIA
Avrebbe compiuto 20 anni il prossimo 30 dicembre, Thomas, che si era messo in luce tra gli juniores conquistando alcune tra le più belle gare del calendario di categoria con la maglia della Schio Utensilnord; risultati importanti che lo avevano portato a debuttare tra i dilettanti con la Zalf Desirèe Fior con cui ha centrato il suo ultimo successo. Era il 5 settembre 2009 e grazie ad un'azione da lontano il ragazzo di Schio (Vi) vinceva a braccia alzate sul traguardo di Villanova di Camposampiero (Pd).
Nei mesi invernali il trasferimento alla neo-nata Generali "Thomas era un ragazzo davvero eccezionale, sapeva farsi voler bene da tutti in gruppo e aveva delle doti da autentica promessa" racconta il ds Roberto Zoccarato che confida "Con lui avevamo già parlato dei programmi in vista della prossima stagione e si era dimostrato desideroso di dare il proprio apporto al progetto della Generali."
In questo 2010 Thomas Casarotto, atleta completo, capace di essere protagonista soprattutto sui percorsi misti, aveva già ottenuto alcuni piazzamenti anche se era ancora alla ricerca del primo successo stagionale.
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mercoledì 15 settembre 2010
domenica 7 febbraio 2010
Incidente in un rally, muore il c.t. Franco Ballerini
Alzarsi la domenica mattina e trovarsi di fronte questa notizia, mentre si cerca di programmare la giornata per seguire le corse, è terribile. Riporto per cronaca l'articolo della Gazzetta dello Sport, altro da dire, sinceramente, non c'è.
Franco Ballerini, 45 anni, c.t. della Nazionale di ciclismo, 4 titoli Mondiali e uno olimpico vinti sull'ammiraglia dal 2001, è morto all'Ospedale di Pistoia dopo un incidente avvenuto stamattina intorno alle 8.30 nella zona di Larciano, dove stava partecipando a un rally. Ballerini, grande appassionato di auto, faceva il navigatore al pilota toscano Ciardi: per motivi ancora da chiarire, la loro auto, una Renault New Clio Sport R3, è uscita di strada. Entrambi sono stati portati immediatamente all'ospedale pistoiese, ma Ballerini è spirato nonostante il prodigarsi dei medici. Il pilota è ancora in vita, ma in condizioni gravi, nel reparto di Rianimazione.
L'incidente è avvenuto in un tratto di strada all'interno di un bosco tra le località di Casa al Vento e Larciano. L'auto guidata da Ciardi, con Ballerini navigatore, ha sbandato e si è schiantata frontalmente su un muro, ribaltandosi. I soccorsi sono stati immediati, perché una postazione di soccorso della Misericordia era a 50 metri dal luogo dell'incidente. Le condizioni di Ballerini sono apparse subito disperate, in quanto l'impatto è avvenuto dal suo lato: per 45 minuti i sanitari hanno cercato di rianimarlo, poi hanno deciso di portarlo all'ospedale di Pistoia, ma ormai era clinicamente morto. Il pilota Ciardi, invece, è in condizioni gravi: ha riportato la frattura del bacino. All'ospedale di Pistoia il primo ad arrivare, in lacrime, è stato Alfredo Martini, poi Paolo Bettini, Luca Scinto e tantissimi amici del c.t. Ballerini, che lascia la moglie Sabrina e due figli.
Franco Ballerini era nato l'11 dicembre 1964 ed era è il c.t. della Nazionale dei professionisti dal 1° agosto 2001. Aveva gareggiato sino a metà aprile di quell'anno, quando al Velodromo del Nord aveva concluso la carriera portando a termine la sua 13ª Parigi-Roubaix. Ballerini ha vinto la classica del pavé due volte (1995 e 1998). Nel suo palmares figurano anche la Tre Valli Varesine dell' 87; la Parigi-Bruxelles, il GP Americhe a Montreal di Coppamondo e il Giro del Piemonte del ' 90; la tappa di Morbegno al Giro e il Romagna del ' 91. Cinque le sue presenze in Nazionale da corridore: 4 da titolare, 1 da riserva.
articolo tratto da gazzetta.it
Franco Ballerini, 45 anni, c.t. della Nazionale di ciclismo, 4 titoli Mondiali e uno olimpico vinti sull'ammiraglia dal 2001, è morto all'Ospedale di Pistoia dopo un incidente avvenuto stamattina intorno alle 8.30 nella zona di Larciano, dove stava partecipando a un rally. Ballerini, grande appassionato di auto, faceva il navigatore al pilota toscano Ciardi: per motivi ancora da chiarire, la loro auto, una Renault New Clio Sport R3, è uscita di strada. Entrambi sono stati portati immediatamente all'ospedale pistoiese, ma Ballerini è spirato nonostante il prodigarsi dei medici. Il pilota è ancora in vita, ma in condizioni gravi, nel reparto di Rianimazione.
L'incidente è avvenuto in un tratto di strada all'interno di un bosco tra le località di Casa al Vento e Larciano. L'auto guidata da Ciardi, con Ballerini navigatore, ha sbandato e si è schiantata frontalmente su un muro, ribaltandosi. I soccorsi sono stati immediati, perché una postazione di soccorso della Misericordia era a 50 metri dal luogo dell'incidente. Le condizioni di Ballerini sono apparse subito disperate, in quanto l'impatto è avvenuto dal suo lato: per 45 minuti i sanitari hanno cercato di rianimarlo, poi hanno deciso di portarlo all'ospedale di Pistoia, ma ormai era clinicamente morto. Il pilota Ciardi, invece, è in condizioni gravi: ha riportato la frattura del bacino. All'ospedale di Pistoia il primo ad arrivare, in lacrime, è stato Alfredo Martini, poi Paolo Bettini, Luca Scinto e tantissimi amici del c.t. Ballerini, che lascia la moglie Sabrina e due figli.
Franco Ballerini era nato l'11 dicembre 1964 ed era è il c.t. della Nazionale dei professionisti dal 1° agosto 2001. Aveva gareggiato sino a metà aprile di quell'anno, quando al Velodromo del Nord aveva concluso la carriera portando a termine la sua 13ª Parigi-Roubaix. Ballerini ha vinto la classica del pavé due volte (1995 e 1998). Nel suo palmares figurano anche la Tre Valli Varesine dell' 87; la Parigi-Bruxelles, il GP Americhe a Montreal di Coppamondo e il Giro del Piemonte del ' 90; la tappa di Morbegno al Giro e il Romagna del ' 91. Cinque le sue presenze in Nazionale da corridore: 4 da titolare, 1 da riserva.
articolo tratto da gazzetta.it
domenica 22 novembre 2009
Anthony Orsani perde la vita in un incidente stradale
Tra i tanti articoli, prendiamo quello de La Nazione sulla tragica scomparsa del giovane ciclista Anthony Orsani.
Una giovanissima vita spezzata a causa di un incidente stradale. Anthony Orsani, 17 anni, giovane ma già campione italiano juniores a cronometro di ciclismo, è morto oggi all'ospedale di Empoli in seguito alle ferite riportate in un incidente stradale avvenuto intorno alle 13.30 a Vinci (in provincia di Firenze).
Secondo le prime ricostruzioni degli avvenimenti, il ragazzo, che abitava con i genitori a Castelmartini, nel comune di Larciano (Pistoia), era in sella alla sua bici quando si è scontrato con una Fiat Panda che proveniva dalla direzione opposta. L'incidente è avvenuto su un tratto rettilineo. Quando i soccorsi sono giunti sul posto il ragazzo era cosciente ma è morto pochi minuti dopo essere arrivato all'ospedale di Empoli.
Il ciclista, che avrebbe compiuto 18 anni il prossimo 2 dicembre, stava allenandosi insieme ad alcuni compagni della società G.S. Mastromarco, di Lamporecchio (Pistoia), con i cui colori doveva debuttare a gennaio, tra gli under 23, alla Vuelta Tachira in Venezuela, dopo essere stato a lungo in forza alla società dilettantistica Stabbia.
Ancora non è chiara la dinamica dell'incidente e i carabinieri stanno lavorando per risalire ai fatti. Finora si apprende che alla guida dell'auto c'era un diciottenne che stava rientrando a casa dopo una partita di calcio. L'impatto è stato molto violento e Orsani, dopo aver picchiato contro la Panda, è finito sul ciglio della strada. Il ciclista, che si era laureato campione italiano di crono nel giugno scorso, aveva già vestito i colori della nazionale agli europei di luglio in Belgio ed era stato convocato anche per i Mondiali ai quali aveva poi rinunciato.
fonte: La Nazione
Una giovanissima vita spezzata a causa di un incidente stradale. Anthony Orsani, 17 anni, giovane ma già campione italiano juniores a cronometro di ciclismo, è morto oggi all'ospedale di Empoli in seguito alle ferite riportate in un incidente stradale avvenuto intorno alle 13.30 a Vinci (in provincia di Firenze).
Secondo le prime ricostruzioni degli avvenimenti, il ragazzo, che abitava con i genitori a Castelmartini, nel comune di Larciano (Pistoia), era in sella alla sua bici quando si è scontrato con una Fiat Panda che proveniva dalla direzione opposta. L'incidente è avvenuto su un tratto rettilineo. Quando i soccorsi sono giunti sul posto il ragazzo era cosciente ma è morto pochi minuti dopo essere arrivato all'ospedale di Empoli.
Il ciclista, che avrebbe compiuto 18 anni il prossimo 2 dicembre, stava allenandosi insieme ad alcuni compagni della società G.S. Mastromarco, di Lamporecchio (Pistoia), con i cui colori doveva debuttare a gennaio, tra gli under 23, alla Vuelta Tachira in Venezuela, dopo essere stato a lungo in forza alla società dilettantistica Stabbia.
Ancora non è chiara la dinamica dell'incidente e i carabinieri stanno lavorando per risalire ai fatti. Finora si apprende che alla guida dell'auto c'era un diciottenne che stava rientrando a casa dopo una partita di calcio. L'impatto è stato molto violento e Orsani, dopo aver picchiato contro la Panda, è finito sul ciglio della strada. Il ciclista, che si era laureato campione italiano di crono nel giugno scorso, aveva già vestito i colori della nazionale agli europei di luglio in Belgio ed era stato convocato anche per i Mondiali ai quali aveva poi rinunciato.
fonte: La Nazione
venerdì 6 novembre 2009
Il pistard Dimitri De Fauw si è suicidato
Il pistard belga Dimitri De Fauw, 28 anni, si è suicidato. Lo ha annunciato la televisione pubblica fiamminga Sporza, citando una fonte sicura ma senza rilasciare altre precisazioni.
Dal 2003 al 2005 De Fauw fece parte della Quick Step per le corse su strada, ma era conosciuto soprattutto per le sue performance in pista nelle Sei Giorni ed era molto popolare in Belgio.
Mercoledì, era arrivato settimo alla Sei Giorni di Grenoble insieme al danese Marc Hester.
Secondo i medici, De Fauw aveva una forma di depressione da qualche anno. Nel 2006, nella Sei Giorni di Gand, aveva provocato accidentalmente l'incidente dello spagnolo Isaac Galvez, morto per i danni provocati dalla caduta.Dal 2003 al 2005 De Fauw fece parte della Quick Step per le corse su strada, ma era conosciuto soprattutto per le sue performance in pista nelle Sei Giorni ed era molto popolare in Belgio.
Mercoledì, era arrivato settimo alla Sei Giorni di Grenoble insieme al danese Marc Hester.
Sempre su Sporza, ha parlato l'amico e connazionale Keisse: "Non posso crederci. Mercoledi, eravamo tornati insieme in macchina dalla Sei Giorni di Grenoble. Non aveva niente di strano nei suoi comportamenti. Avevamo deciso di andare ad allenarci insieme nei prossimi giorni. Sicuramente pensava ancora spesso al decesso di Galvez ma non ne parlava mai."
fonte: dhnet.be
mercoledì 14 ottobre 2009
E' morto Frank Vandenbroucke - Aggiornamento
Aggiornamento del 14/10
Tre persone sono state arrestate e deferite al giudice locale per furto nella stanza di VDB.
La donna, che era stata con lui durante la notte, avrebbe rubato 2 telefoni cellulari e dei soldi, dichiarando, quando se n'è andata al mattino, che il corridore era ancora vivo.
Lutto nel mondo del ciclismo. All'età di 34 anni, si spegne Frank Vandenbroucke, campione sulla breccia per meriti sportivi a metà anni '90 e per doping e continui alti e bassi negli anni successivi.
Gli ultimi aggiornamenti dicono che non è morto in albergo, ma alla "Maison Blue", dove stava in compagnia di una donna senegalese, che ha dichiarato che nella notte si è sentito male e ha perso conoscenza.
Questa versione è stata confermata anche da un impiegato della "Maison Blue", che ha dichiarato che la donna in nottata è venuta a chiedere uno strofinaccio perchè VDB aveva vomitato e successivamente non è mai uscito dalla stanza.
La storia, purtroppo, si fa ancora più torbida e ulteriori dettagli sono destinati a comparire.
Tutto questo ci fa ricordare quel maledetto giorno di San Valentino del 2004, quando scomparve l'indimenticabile Marco Pantani. Stessa immensa classe, stesso triste destino, almeno così pare.
Fonte: dhnet.be
Tre persone sono state arrestate e deferite al giudice locale per furto nella stanza di VDB.
La donna, che era stata con lui durante la notte, avrebbe rubato 2 telefoni cellulari e dei soldi, dichiarando, quando se n'è andata al mattino, che il corridore era ancora vivo.
Lutto nel mondo del ciclismo. All'età di 34 anni, si spegne Frank Vandenbroucke, campione sulla breccia per meriti sportivi a metà anni '90 e per doping e continui alti e bassi negli anni successivi.
Gli ultimi aggiornamenti dicono che non è morto in albergo, ma alla "Maison Blue", dove stava in compagnia di una donna senegalese, che ha dichiarato che nella notte si è sentito male e ha perso conoscenza.
Questa versione è stata confermata anche da un impiegato della "Maison Blue", che ha dichiarato che la donna in nottata è venuta a chiedere uno strofinaccio perchè VDB aveva vomitato e successivamente non è mai uscito dalla stanza.
La storia, purtroppo, si fa ancora più torbida e ulteriori dettagli sono destinati a comparire.
Tutto questo ci fa ricordare quel maledetto giorno di San Valentino del 2004, quando scomparve l'indimenticabile Marco Pantani. Stessa immensa classe, stesso triste destino, almeno così pare.
Fonte: dhnet.be
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martedì 13 ottobre 2009
La carriera di Frank Vandenbroucke
Potremmo parlare ore e ore dei problemi di doping, di depressione, di risalite in bicicletta e di cadute. Sia fisiche che mentali.
Ma in questo momento, dato che non conoscevamo l'uomo, vogliamo portare rispetto e profonda commozione per una vita che si spegne a soli 34 anni, senza giudicare e fare processi, senza darsi troppe risposte perchè le ipotesi sono ancora troppe.
Quindi, come omaggio al corridore, che abbiamo amato nei momenti di splendore, vogliamo ricordare i suoi risultati, le sue imprese, le sue squadre, dal debutto con la Lotto nel 1994, passando per il periodo d'oro alla Mapei, poi Cofidis, Lampre, Domo, Quickstep, e il lento declino degli anni successivi.
La sua più grande impresa fu la vittoria alla Liegi - Bastogne - Liegi del 1999, in maglia Cofidis, dove riuscì a staccare tutti sull'ultima salita e a involarsi verso una vittoria solitaria.
Tra le altre corse, ricordiamo nel 1998 la Gand-Wevelgem, l'Het Volk nel 1999 e le vittorie in Italia del Trofeo Laigueglia nel 1996 e del Trofeo Matteotti nel 1997.
Vinse anche la Parigi-Nizza nel 1998 e 2 tappe alla Vuelta Espana nel 1999.
Io me lo voglio ricordare così, mentre scatta sulla Redoute alla Liegi. E fa il vuoto, davanti ai migliori.
Ma in questo momento, dato che non conoscevamo l'uomo, vogliamo portare rispetto e profonda commozione per una vita che si spegne a soli 34 anni, senza giudicare e fare processi, senza darsi troppe risposte perchè le ipotesi sono ancora troppe.
Quindi, come omaggio al corridore, che abbiamo amato nei momenti di splendore, vogliamo ricordare i suoi risultati, le sue imprese, le sue squadre, dal debutto con la Lotto nel 1994, passando per il periodo d'oro alla Mapei, poi Cofidis, Lampre, Domo, Quickstep, e il lento declino degli anni successivi.
La sua più grande impresa fu la vittoria alla Liegi - Bastogne - Liegi del 1999, in maglia Cofidis, dove riuscì a staccare tutti sull'ultima salita e a involarsi verso una vittoria solitaria.
Tra le altre corse, ricordiamo nel 1998 la Gand-Wevelgem, l'Het Volk nel 1999 e le vittorie in Italia del Trofeo Laigueglia nel 1996 e del Trofeo Matteotti nel 1997.
Vinse anche la Parigi-Nizza nel 1998 e 2 tappe alla Vuelta Espana nel 1999.
Io me lo voglio ricordare così, mentre scatta sulla Redoute alla Liegi. E fa il vuoto, davanti ai migliori.
Commenti sulla morte di Vandenbroucke
Jean-Luc Vandenbroucke, zio e primo direttore sportivo di Frank
"Purtroppo, la morte di Frank è stata solo una mezza sorpresa. Noi sapevamo che non stava bene, che aveva sempre degli alti e dei bassi. E anche quando sembrava essersi ristabilito, sapevamo che una sorpresa poteva sempre essere dietro l'angolo."
Laurent De Backer, presidente della federazione belga di ciclismo
"L'avevo visto poco tempo fa e mi aveva assicurato che voleva ricominciare a correre. Penso che molti fan di ciclismo siano dispiaciuti. Ci lascia un grandissimo corridore come pochi altri abbiamo avuto in Belgio, con una carriera troppo corta ma formidabile"
Tom Danielson, ex compagno di squadra alla Fassa Bortolo
"E' triste sentire queste notizie di Frank. Ho fatto un anno con lui ed era come nessun altro. Ci mancherà tantissimo."
Lucien Van Impe, Mr.Bookmaker
"Ho recentemente parlato con lui, sembrava star bene, fresco e felice. La pensavo diversamente da lui ogni tanto, ma questo si risolveva automaticamente. Era un bravo ragazzo e un talento impareggiabile. Chissà cosa sarebbe successo se fosse rimasto dalla parte giusta?"
Patrick Lefevre, manager della QuickStep
"Sono abbattuto e sorpreso. L'ho visto martedi a una presentazione per un libro, e sembrava star bene. Era deluso per non aver trovato una squadra per l'anno prossimo ma convinto nel trovarla. Ed era molto felice per questa vacanza in Senegal
Fonte: dhnet.be, cyclingnews.com
"Purtroppo, la morte di Frank è stata solo una mezza sorpresa. Noi sapevamo che non stava bene, che aveva sempre degli alti e dei bassi. E anche quando sembrava essersi ristabilito, sapevamo che una sorpresa poteva sempre essere dietro l'angolo."
Laurent De Backer, presidente della federazione belga di ciclismo
"L'avevo visto poco tempo fa e mi aveva assicurato che voleva ricominciare a correre. Penso che molti fan di ciclismo siano dispiaciuti. Ci lascia un grandissimo corridore come pochi altri abbiamo avuto in Belgio, con una carriera troppo corta ma formidabile"
Tom Danielson, ex compagno di squadra alla Fassa Bortolo
"E' triste sentire queste notizie di Frank. Ho fatto un anno con lui ed era come nessun altro. Ci mancherà tantissimo."
Lucien Van Impe, Mr.Bookmaker
"Ho recentemente parlato con lui, sembrava star bene, fresco e felice. La pensavo diversamente da lui ogni tanto, ma questo si risolveva automaticamente. Era un bravo ragazzo e un talento impareggiabile. Chissà cosa sarebbe successo se fosse rimasto dalla parte giusta?"
Patrick Lefevre, manager della QuickStep
"Sono abbattuto e sorpreso. L'ho visto martedi a una presentazione per un libro, e sembrava star bene. Era deluso per non aver trovato una squadra per l'anno prossimo ma convinto nel trovarla. Ed era molto felice per questa vacanza in Senegal
Fonte: dhnet.be, cyclingnews.com
lunedì 12 ottobre 2009
E' morto Frank Vandenbroucke
Lutto nel mondo del ciclismo. All'età di 34 anni, si spegne Frank Vandenbroucke, campione sulla breccia per meriti sportivi a metà anni '90 e per doping e continui alti e bassi negli anni successivi.
Le notizie, ancora frammentarie, parlano di embolia polmonare mentre si trovava in Senegal.
Fonte: dhnet.be
Le notizie, ancora frammentarie, parlano di embolia polmonare mentre si trovava in Senegal.
Fonte: dhnet.be
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