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lunedì 11 ottobre 2010

Gp Beghelli, Dario Cataldo sbaraglia tutti in volata

L'italiano Dario Cataldo ha vinto l'edizione 2010 del GP Beghelli regolando un gruppo ristretto di attaccanti sull'arrivo di Monteveglio in leggera salita. Il corridore della QuickStep ha preceduto nettamente il danese Jakob Fuglsang della Saxo Bank e l'altro italiano Daniele Pietropolli della Lampre Farnese Vini. Per Cataldo, dilettante di assoluto livello in passato, si tratta della terza vittoria da professionista ma è in assoluto la prima in una gara con avversari di assoluto livello internazionale, visto che le due precedenti vittorie erano arrivate con la maglia della nazionale italiana al Tour de l'Avenir del 2007.
La corsa si è svolta lungo un percorso di 195,8 chilometri con, nel finale, la salita dello Zappolino da affrontare per 8 volte. Nonostante questa asperità, la corsa è quasi sempre terminata con una volata, cosa che faceva presagire un arrivo allo sprint anche quest'anno. La situazione in gara ha preso una decisa svolta dopo 75 chilometri, quando Matteo Rabottini della Lampre, Alexander Mironov della Katusha, Andre Steensen della Saxo Bank, Fabrice Jeandesboz della Saur Sojasun, Elia Favilli dell'ISD Neri, Xavier Tondo Volpini della Cervelo, Domenico Loria della CDC e Volodymyr Zagorodny della Miche hanno preso il largo. Il vantaggio degli otto non ha mai raggiunto proporzioni interessanti, rimanendo sempre sotto i tre minuti. Al 6° giro Rabottini, Tondo, Favilli e Steensen se ne vanno sullo Zappolino mentre dal gruppo escono 9 corridori all'inseguimento, tra cui Sinkewitz, Riccò, Paolini e Gasparotto. La situazione si delinea al penultimo passaggio sulla salita dove i controattaccanti, diventati 8, rientrano sui 4 battistrada. La fuga dura, però, soltanto un giro e ai piedi dell'ultima ascesa il gruppo è compatto. Sullo Zappolino è Sinkewitz dell'ISD a fare la differenza, seguito da Cataldo, Fuglsang, Pietropolli e tutti gli altri. Il vantaggio di questi 11 battistrada rimane consistente fino all'ultimo chilometro e, nononstante un gruppo in forte rimonta, saranno loro a giocarsi la vittoria. Ai 250 metri, dopo una lunghissima trenata di Sinkewitz, è Cataldo a partire, staccando subito gli altri fuggitivi, tra cui velocisti del calibro di Martens e Pietropolli che rimangno chiusi e al corridore della QuickStep, non rimane che festeggiare.

ORDINE D'ARRIVO
1° Dario Cataldo (Ita) Quick Step
2° Jakob Fuglsang (Den) Team Saxo Bank s.t.
3° Daniele Pietropolli (Ita) Lampre Farnese Vini s.t.
4° Paul Martens (Ger) Rabobank s.t.
5° Marco Frapporti (Ita) Colnago CSF Inox s.t.
6° Alessandro Proni (Ita) Acqua & Sapone s.t.
7° Ludovic Turpin (Fra) AG2R La Mondiale s.t.
8° Luca Mazzanti (Ita) Team Katusha s.t.
9° Patrik Sinkewitz (Ger) ISD - Neri s.t.
10° Jerome Coppel (Fra) Saur - Sojasun s.t.

domenica 3 ottobre 2010

Circuito Franco-Belga ad Adam Blythe, volatona finale a Weylandt

Il britannico Adam Blythe ha vinto la 70° edizione del Circuito Franco-Belga non soffrendo più di tanto nella temibile ultima tappa, dopo aver ipotecato la vittoria finale con due vittorie di tappa. Il corridore dell'Omega Pharma Lotto ha preceduto in classifica generale il belga Sep Vanmarcke della Topsport Vlaanderen di 6 secondi e il danese Jakob Fuglsang della Saxo Bank di 7 secondi; bene anche gli italiani con Jacopo Guarnieri, vincitore della seconda tappa, quarto a 8 secondi, Marco Marcato quinto a 9 secondi ed Elia Viviani settimo a 12 secondi. Per Blythe si tratta della prima vittoria in una corsa a tappe, nonché delle primissime vittorie con la maglia della sua attuale squadra.
L'ultima tappa è andata in volata al belga Wouter Weylandt della QuickStep che ha preceduto i connazionali Gert Steegmans della RadioShack e Bert De Backer della Skil Shimano, firmando così la sua seconda vittoria stagionale dopo il successo al Giro d'Italia. La frazione odierna si dipanava tra Mons e Tournai per un totale di 164 chilometri, con lo spauracchio della salita di Croix Jubaro da affrontare sei volte nel finale. Il forte vento già dai primi chilometri spezza il gruppo in vari tronconi, favorendo anche tanti tentativi di fuga tra cui uno dei sei uomini prima ancora di entrare nel circuito con la salita di Croix Jubaro. Proprio sulle rampe di questa ascesa sono numerosi gli attacchi con, tra i protagonisti, gli italiani Marcato e Alessandro Proni dell'Acqua & Sapone. Si rivede davanti anche Tom Boonen ma il più convinto è sicuramente il danese Jakob Fuglsang della Saxo Bank che prova un'azione personale nel finale ma è costretto a desistere a 9 chilometri dal termine quando il gruppo principale gli ripiomba addosso. Si va allo sprint e qui il migliore è, dopo tanti piazzamenti, Weylandt che porta alla QuickStep la vittoria stagionale numero 16.

ORDINE D'ARRIVO
1° Wouter Weylandt (Bel) Quick Step
2° Gert Steegmans (Bel) RadioShack s.t.
3° Bert De Backer (Bel) Skil Shimano s.t.
4° Kristof Goddaert (Bel) Ag2R La Mondiale s.t.
5° Jens Keukeleire (Bel) Cofidis s.t.

CLASSIFICA FINALE
1° Adam Blythe (Gbr) Omega Pharma Lotto
2° Sep Vanmarcke (Bel) Topsport Vlaanderen a 6''
3° Jakob Fuglsang (Den) Saxo Bank a 7''
4° Jacopo Guarnieri (Ita) Liquigas Doimo a 8''
5° Marco Marcato (Ita) Vacansoleil a 9''
6° Gerald Ciolek (Ger) Team Milram a 12''
7° Elia Viviani (Ita) Liquigas Doimo s.t.
8° Johan Coenen (Bel) Topsport Vlaanderen a 13''
9° Gert Steegmans (Bel) RadioShack a 14''
10° Roy Curvers (Ned) Skil Shimano s.t.

lunedì 13 settembre 2010

Vuelta a Espana, Barredo trionfa a Lagos de Covadonga, Nibali controlla e resta in maglia

Quest'anno ci era già andato vicino una volta, alla vittoria, al Tour de France, grazie a un'incredibile azione solitaria terminata a pochissimi chilometri dal traguardo nella tappa vinta poi da Fedrigo. Ma questa volta non si trattava di indovinare il momento giusto per piazzare la stoccata vincente, questa volta bisognava semplicemente andare più forti degli altri sulla salita finale, quella simbolo dei Laghi di Covadonga. E il più veloce è stato lui, Carlos Barredo, alla prima vittoria in carriera in un Grande Giro, addirittura nella sua regione natale. Il corridore della Quick Step ha preceduto nettamente i suoi ex compagni di fuga con il belga Nico Sijmens della Cofidis secondo a 1 minuto e 7 secondi e lo slovacco Martin Velits dell'HTC Columbia terzo a 1 minuto e 43 secondi. La corsa per la classifica generale, invece, non ha regalato grandi emozioni se non con i pochi secondi guadagnati da Ezequiel Mosquera, andato all'attacco quando alla cima mancava ancora molto e rimasto a galleggiare con Nibali, Joaquim Rodriguez e un sorprendente Peter Velits alle sue spalle. Chi ha ceduto quasi di schianto è stato lo spagnolo Xavier Tondo, arrivato a 4 minuti dal vincitore e sceso al quinto posto in classifica generale con 2 minuti e 30 di ritardo da Nibali. E proprio riguardo alla maglia rossa, finalmente Nibali ha corso da leader, controllando la corsa con uno splendido Kreuziger e lasciando sfogare Mosquera, tenendolo lì a pochi secondi mentre tutti gli altri faticavano a tenere la sua ruota. E visto che per la cronometro di mercoledì i favori del pronostico sono tutti dalla sua parte, era inutile prendere dei rischi con il pericolo di perdere la corsa rispondendo a tutti gli attacchi.

LA CRONACA
La quindicesima tappa della Vuelta a Espana ha preso il via da Solares terminando dopo 187 chilometri sulla mitica salita dei Laghi di Covadonga. Frazione praticamente pianeggiante con la sola impennata finale a poter scuotere la tappa, difficile da interpretare e con il rischio di perdere tanto in una salita secca. L'avvio è stato subito velocissimo con tanti tentativi di fuga, tutti smorzati da un'ottima Liquigas - Doimo. Ma era soltanto questione di tempo e infatti, al chilometro 70, in sei sono riusciti ad andarsene. Martin Velits dell'HTC Columbia, Greg Van Avermaet e Olivier Kaisen dell'Omega Pharma-Lotto, Carlos Barredo della Quick Step, Pierre Cazaux della FDJ e Nico Sijmens della Cofidis hanno subito messo un grande vantaggio tra loro e il gruppo che è arrivato a toccare i 9 minuti e 30 secondi. Il plotone non ha dimostrato grande interesse nell'inseguimento e la fuga è potuta arrivare tranquillamente ai piedi della salita finale con ancora 7 minuti di vantaggio. La corsa per la vittoria si è decisa già sulle prime rampe della salita: Martin Velits ha provato un attacco ma al contrattacco è partito Barredo che ha imposto un buon ritmo fin sul traguardo arrivando con più di 1 minuto di vantaggio su Sijmens e lo stesso Martin Velits. Alle spalle dei fuggitivi si è corsa un'altra gara: impossibilitati a vincere la tappa, la gara si è portata soltanto sul piano della classifica generale. La situazione è rimasta in controllo della Liquigas fino ai -6 quando un ottimo Roman Kreuziger ha dovuto cedere il passo sotto gli attacchi prima di Carlos Sastre e poi di Ezequiel Mosquera. Lo spagnolo della Xacobeo Galicia è riuscito a guadagnare subito una quindicina di secondi sul gruppetto dei migliori approfittando dell'immobilismo alle sue spalle finché Nibali, da vero leader della classifica, ha preso in mano l'inseguimento portandosi dietro i soli Joaquim Rodriguez e Peter Velits. Il vantaggio di Mosquera è sempre rimasto costante fin sul traguardo grazie anche all'abilità di Nibali nel breve tratto in discesa prima dei chilometri finali della salita dove ha pure rischiato di cadere. Al traguardo Mosquera è arrivato con 11 secondi sul gruppetto Nibali, con il risultato di aver speso molte energie senza aver guadagnato più di tanto. Grazie alla grande prova in salita Velits ha guadagnato qualche posizione piazzandosi al quarto posto con Tondo, Nicolas Roche e Frank Schleck poco distanti dietro di lui. Da sottolineare anche la prova di Marzio Bruseghin, in gara con una ventina di punti di sutura e arrivato a soli 4 minuti dal vincitore.

ORDINE D'ARRIVO
1° Carlos Barredo (Esp) Quick Step
2° Nico Sijmens (Bel) Cofidis a 1'07''
3° Martin Velits (Svk) HTC Columbia a 1'43''
4° Greg Van Avermaet (Bel) Omega Pharma Lotto a 2'06''
5° Pierre Cazaux (Fra) Francaise des Jeux a 2'10''

CLASSIFICA GENERALE
1° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas Doimo
2° Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha a 4''
3° Ezequiel Mosquera (Esp) Xacobeo Galicia a 39''
4° Peter Velits (Svk) HTC Columbia a 2'29''
5° Xavier Tondo (Esp) Cervelo Test Team a 2'30''
6° Nicolas Roche (Irl) Ag2R La Mondiale a 2'47''
7° Frank Schleck (Lux) Team Saxo Bank a 2'48''
8° Tom Danielson (Usa) Garmin Transitions a 3'48''
9° Carlos Sastre (Esp) Cervelo TestTeam a 4'29''
10° Vladimir Karpets (Rus) Team Katusha a 5'27''

mercoledì 28 luglio 2010

Ciclomercato. Alberto Contador lascia l'Astana, Stijn Devolder andrà alla Vacansoleil

Il ciclomercato sta entrando nel vivo, noi di Parliamo di Ciclismo cercheremo di mantenervi costantemente aggiornati non parlando di trattative ma riportando soltanto le notizie, gli accordi già fatti e al massimo le dichiarazioni dei protagonisti, esattamente come in questo.
Perché né l'Astana né la Quick Step hanno parlato del loro rapporto, rispettivamente, con Contador e Devolder ma sono stati i corridori stessi a rilasciare tramite interviste e comunicati stampa la fine dell'avventura con le proprie squadre per lanciarsi verso nuove sfide nel 2011.
Partiamo da Alberto Contador: tramite un comunicato stampa dei rilasciato dal proprio ufficio stampa, lo spagnolo ha dichiarato che "Nonostante le posizioni di entrambe le parti non fossero distanti, la squadra voleva sapere con urgenza se Contador avrebbe rinnovato il contratto. Alberto Contador ha rifiutato l'ultimatum di Astana". E sono già partite le prime indescrezioni sulla prossima squadra del fresco vincitore del Tour di quest'anno, con la futura formazione di Bjarne Riis in prima posizione. Ma bisognerà fare attenzione anche a una squadra spagnola in costruzione per il 2011 con uomini come Echavarri e Unzue al suo interno.
La situazione di Stijn Devolder è, invece, molto più chiara: il corridore belga ha rilasciato un'intervista al giornale belga Het Laatste Nieuws dichiarando che l'anno prossimo correrà per la formazione olandese Vacansoleil.
"Mi hanno fatto una buona impressione" ha commentato Devolder sulla sua futura squadra. "La trattativa non andrà avanti a lungo. I contatti sono amichevoli e la squadra ha grandi ambizioni. Insieme a Bjorn Leukemans cercherò vittorie nelle Classiche e non mi aspetto nessuna difficoltà. Alla Quick Step ho lavorato molto bene con Tom Boonen".
Un grande acquisto per la Vacansoleil visto che Devolder porta alla formazione olandese due vittorie al Giro delle Fiandre, due Giro del Belgio, due campionati nazionali in linea e uno a cronometro, una Tre Giorni di La Panne e un Giro d'Austria.

lunedì 5 luglio 2010

Tour de France 2010, sotto la pioggia l'unico che rischia è Sylvain Chavanel, per lui tappa e maglia

Doveva essere la tappa delle strade della Liegi, la tappa per gli uomini delle classiche, una tappa spettacolare con tanti attacchi e bagarre in gruppo. Invece, la frazione odierna si è trasformata in uno stillicidio di corridori, caduti sopra un manto stradale impregnato d'acqua, arrivati al traguardo feriti e vinti, battuti dalle condizioni atmosferiche e dal coraggio che, sinceramente, è mancato a tutti tranne uno. Si, perché l'unico che ha continuato a fare corsa vera è stato il francese Sylvain Chavanel. Il corridore della Quick Step, in fuga sin dai primi chilometri, è rimasto davanti nel momento critico e poi ha approfittato della protesta del gruppo contro le condizioni proibitive delle strade. Prima di parlare della tappa e dare il giusto tributo al vincitore, volevo parlare un secondo della protesta del gruppo. Vi immaginate se in una Liegi Bastogne Liegi, in una Parigi Roubaix, in un Giro delle Fiandre, i corridori di testa smettono di pedalare perché il percorso è pericoloso? Vi sembra uno scenario possibile? Per me no! E allora perché una tappa del Tour de France, la più importante corsa del mondo, diventa pericolosa mentre una classica no? Perché al Giro d'Italia, con condizioni atmosferiche decisamente peggiori e frazioni molto più difficili, nessuno ha aperto bocca? Non sarà che forse questa volta ad andarci di mezzo sono andati i big? Non sarà che alla Saxo Bank di Cancellara faceva comodo smettere di correre per far rientrare Andy e Frank Schleck? Ma che corsa è se alla prima difficoltà, alla prima caduta di un big, TUTTI si devono fermare. Che credibilità può avere uno come Fabian Cancellara, re delle classiche del Nord, che si impaurisce per un po' di pioggia. La sicurezza dei corridori deve essere al primo posto, al secondo ci deve essere lo spettacolo. Chi non se la sente, può anche starsene a casa. Altrimenti evitiamo di correre tappe diverse dai noiosi trasferimenti in pianura, delle interminabili tappe alpine e pirenaiche con gli attacchi soltanto negli ultimi 3 chilometri. Il ciclismo è anche questo, nessuno vuole perdere il Tour alla seconda tappa, ci mancherebbe altro, ma qualcuno poteva anche iniziare a vincerlo oggi. E chi ci va di mezzo sono sempre gli spettatori.

Dopo questo piccolo sfogo (condiviso o meno, è il mio pensiero), passiamo alla corsa. E passiamo a parlare dell'unico corridore che ha terminato la prova dando il massimo, Sylvain Chavanel. Il corridore francese ha preceduto il gruppo di quasi 4 minuti ed è riuscito a conquistare la maglia gialla di leader della corsa, meritato simbolo di una tappa corsa da grande attaccante. La tappa ha preso il via da Bruxelles terminando a Spa dopo 201 chilometri di strappi familiari alle classiche del Nord. Dopo 17 chilometri in otto sono andati in fuga, Chavanel e Jerome Pineau della Quick Step, Matthew Lloyd e Jurgen Roelandts dell'Omega Pharma Lotto, Marcus Burghardt della BMC Racing, Sebastien Turgot della Bbox Bouygues Telecom, Rein Taaramae della Cofidis e Francesco Gavazzi della Lampre Farnese Vini. Il vantaggio non è mai salito oltre i 5 minuti e il gruppo sembrava tenere sotto controllo la fuga. Ma il nemico peggiore per i corridori è stata la pioggia che ha mietuto la prima vittima a 60 chilometri dall'arrivo quando Mickael Delage dell'Omega Pharma Lotto è caduto a terra dovendosi ritirare. Sulla salita dello Stockeu Chavanel e Roelandts se ne sono andati con il francese che ha proseguito da solo nella successiva discesa. E proprio nella discesa dello Stockeu, a causa di una caduta di Francesco Gavazzi, molti corridori cercando di evitare il corridore della Lampre sono andati a terra, frazionando il gruppo in parecchi tronconi. Le peggiori conseguenze le hanno subite Andy Schleck, Christian Vande Velde, Tyler Farrar e Alessandro Petacchi. Nella caduta sono rimasti attardati anche Alberto Contador, Lance Armstrong e Ivan Basso, con i primi due caduti e vittime di qualche escoriazione, mentre il gruppo della maglia gialla Cancellara ha iniziato a rallentare per permettere a tutti di rientrare. A 20 chilometri dal traguardo il gruppo ha praticamente smesso di pedalare e la corsa è stata neutralizzata con il solo Chavanel che ha mantenuto nell'ordine d'arrivo il proprio vantaggio sul gruppo, andando a conquistare un'importante vittoria e la prestigiosa maglia gialla.

ORDINE D'ARRIVO
1° Sylvain Chavanel (Fra) Quick Step
2° Maxime Bouet (Fra) Ag2R La Mondiale a 3'56''
3° Fabian Wegmann (Ger) Team Milram s.t.
4° Robbie McEwen (Aus) Team Katusha s.t.
5° Christian Knees (Ger) Team Milram s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Sylvain Chavanel (Fra) Quick Step
2° Fabian Cancellara (Swi) Team Saxo Bank a 2'57''
3° Tony Martin (Ger) Team HTC - Columbia a 3'07''
4° David Millar (Gbr) Garmin - Transitions a 3'17''
5° Lance Armstrong (Usa) Team Radioshack a 3'19''
6° Geraint Thomas (Gbr) Sky Professional a 3'20''
7° Alberto Contador Velasco (Esp) Astana a 3'24''
8° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 3'25''
9° Edvald Boasson Hagen (Nor) Sky Professional a 3'29''
10° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 3'32''

giovedì 1 luglio 2010

Tour de France 2010. Presentazione delle squadre: Quick Step (Bel)

17° PUNTATA: QUICK STEP
La squadra belga puntava, in questo Tour de France, praticamente soltanto su un corridore, Tom Boonen. L'ex campione del mondo, però, non si schiererà alla partenza questo sabato e la Quick Step ha dovuto reinventarsi velocemente i piani. Ai più sembra incomprensibile la scelta di sostituire Boonen con l'italiano Francesco Reda, discreto corridore ma niente di più. Circolavano i nomi del neo campione belga Devolder, di Weylandt o di Hulsmans, tutti e tre più adatti a sostituire Boonen. Ma analizziamo chi ci sarà, non chi ci poteva essere. Il capitano della formazione diventa automaticamente il corridore con più esperienza e più classe, il francese Sylvain Chavanel, che non lotterà per la classifica ma che punterà tutto su una vittoria di tappa. Al suo fianco ci saranno altri possibili attaccanti come Jerome Pineau, vincitore di una tappa al Giro di quest'anno, o Jurgen Van de Walle, mentre lo spagnolo Carlos Barredo potrà provarci nelle tappe di montagne. I due giovani Dries Devenyns e Kevin Seeldraeyers, specialmente il secondo, potrebbero provare a fare classifica nel loro esordio al Tour, ma entrambi non possono portare alla squadra belga più di un piazzamento nei primi 20. Terminano la squadra Maarten Wynants, Kevin De Weert e proprio Reda, buoni gregari e nulla più.

In sintesi
La mancanza di Boonen si farà sentire. Il belga poteva lottare per una vittoria di tappa nelle volate e nella frazione del pavé, senza di lui le certezze diventano possibilità. I francesi Pineau e Chavanel ci proveranno nelle fughe, Devenyns, Seeldraeyers e Barredo attaccheranno in salita o almeno cercheranno di rimanere a ruota dei migliori il più possibile, per il resto la Quick Step è poco altro. Si può sperare in una vittoria, ma le probabilità non sono così alte.

Iscritti
- Carlos Barredo (Esp) 1981
Miglior piazzamento al Tour de France: 41° nel 2007. 2° nell'arrivo di Saint-Etienne al Tour 2008. Vincitore della Clasica di San Sebastian nel 2009, di una tappa alla Parigi Nizza nel 2008 e di una tappa al Tour Down Under nel 2006.
- Sylvain Chavanel (Fra) 1979
Miglior piazzamento al Tour de France: 19° nel 2009. Vincitore nell'arrivo di Montlucon al Tour 2008. Vincitore di due 4 Giorni di Dunkerque, un Giro del Belgio, tre campionati nazionali a cronometro, una Freccia del Brabante e un Circuito della Sarthe.
- Dries Devenyns (Bel) 1983
Miglior piazzamento al Tour de France: Esordiente. Vincitore di tre tappe al Tour de Bretagne nel 2006 e di una tappa al Giro d'Austria nel 2009.
- Kevin De Weert (Bel) 1982
Miglior piazzamento al Tour de France: Esordiente. Nessuna vittoria da professionista, un 2° posto in una tappa alla Route du Sud nel 2008.
- Jerome Pineau (Fra) 1980
Miglior piazzamento al Tour de France: 27° nel 2004. 2° nell'arrivo di Pau al Tour 2002. Vincitore di una tappa al Giro d'Italia nel 2010, di un Tour de l'Ain, di una Clasica de Almeria e di una Parigi Bourges nel 2004.
- Francesco Reda (Ita) 1982
Miglior piazzamento al Tour de France: Esordiente. Vincitore di una tappa al Giro della provincia di Cosenza nel 2006.
- Kevin Seeldraeyers (Bel) 1986
Miglior piazzamento al Tour de France: Esordiente. Vincitore di una tappa alla Ronde de l'Isard nel 2005 e di una tappa al Giro della Valle d'Aosta nel 2006.
- Jurgen Van de Walle (Bel) 1977
Miglior piazzamento al Tour de France: 75° nel 2008. 43° nella cronometro di Saint Armand Montrond al Tour 2008. Vincitore dell'Halle Ingooigem nel 2009 e nel 2010.
- Maarten Wynants (Bel) 1982
Miglior piazzamento al Tour de France: Esordiente. Nessuna vittoria da professionista, 2° in una tappa dello Ster Elektrotoer nel 2007.

Vittorie nel 2010 - 2
5° tappa Giro d'Italia (Pineau), Halle Ingooigem (Van de Walle)

lunedì 28 giugno 2010

Campionati Nazionali. Assolo vincente di Stijn Devolder nel campionato belga

Stijn Devolder è ritornato dopo tre anni il campione nazionale belga della prova in linea avendo conquistato la corsa svoltasi oggi a Leuven. Il corridore della Quick Step ha preceduto di 23 secondi Philippe Gilbert dell'Omega Pharma Lotto e Frederik Veuchelen della Vacansoleil mentre Greg Van Avermaet ha regolato il resto degli inseguitori a 30 secondi. Per Devolder si tratta del secondo titolo nazionale della prova in linea dopo quello del 2007 e della seconda vittoria in stagione dopo il Giro del Belgio. Devolder succede a Tom Boonen, vincitore l'anno scorso, che non ha potuto difendere il proprio titolo a causa di un infortunio al ginocchio che gli ha precluso anche il Tour de France.
Al traguardo Devolder ha espresso a tutti la propria gioia: "Sono incredibilmente felice. Questo è un sogno diventato realtà. E' una maglia molto speciale per me, dopo averla vestita nel 2007 ho avuto probabilmente la migliore stagione della mia carriera. Spero che succeda ancora la stessa cosa. Questo successo, insieme a quello del Giro del Belgio ottenuto qualche settimana fa, mi ripagano di tutto il duro lavoro che ho fatto. Sono veramente molto soddisfatto".
La corsa si è tenuta lungo i 14,1 chilometri che di solito contraddistinguono il GP Jef Scherens, competizione che si tiene proprio nella città di Leuven, per un totale di 239,7 chilometri. Dopo una fuga iniziale di sei corridori, tra i quali l'eterno Nico Eeckhout, ripresa a 55 chilometri dall'arrivo, Philippe Gilbert ha ripetutamente attaccato il gruppo principale formando un plotoncino di una decina di corridori che si sarebbe giocato la corsa. Nel corso del penultimo giro il corridore dell'Omega Pharma Lotto ha proseguito con gli attacchi ma a 11 chilometri dall'arrivo è stato Devolder a piazzare quello vincente, con Gilbert e Frederik Veuchelen che hanno provato una tardiva azione di inseguimento. Devolder è arrivato tutto solo al traguardo mentre Gilbert ha superato Veuchelen in volata, dopo che il corridore della Vacansoleil non aveva collaborato per tutti gli ultimi chilometri.

ORDINE D'ARRIVO
1° Stijn Devolder (Quick Step)
2° Philippe Gilbert (Omega Pharma Lotto) a 23''
3° Frederik Veuchelen (Vacansoleil) a 24''
4° Greg Van Avermaet (Omega Pharma Lotto) a 30''
5° Nick Nuyens (Rabobank) s.t.
6° Jurgen Roelandts (Omega Pharma Lotto) s.t.
7° Dries Devenyns (Quick Step) s.t.
8° Johan Vansummeren (Garmin - Transitions) s.t.
9° Maxime Monfort (HTC - Columbia) s.t.
10° Bjorn Leukemans (Vacansoleil) s.t.

mercoledì 23 giugno 2010

Halle Ingooigem, vittoria di Jurgen Van de Walle della Quick Step

Il belga Jurgen Van de Walle ha vinto la 63° edizione della Halle Ingooigem, corsa di quasi 200 chilometri con un duro circuito finale da ripetere per sei volte. Il corridore della QuickStep ha preceduto di 21 secondi l'olandese Arnoud Van Groen della Vacansoleil e di 49 secondi il primo gruppetto di inseguitori regolato da Greg Van Avermaet dell'Omega Pharma Lotto. Per Van de Walle, alla prima vittoria stagionale, si tratta del secondo successo consecutivo nella corsa belga. A fine gara il corridore ha commentato: "Sono molto felice. Sono il primo corridore in grado di vincere due volte di fila in questa gara ed è speciale. Questa vittoria è una grande motivazione in vista del Tour de France. Devo ringraziare la mia squadra e in particolare Stijn Devolder che nella parte finale della corsa ha bloccato tutti gli attacchi dietro di me".
La corsa si è decisa nel circuito finale, a 20 chilometri dall'arrivo, quando in otto sono riusciti ad andarsene dal gruppo. La fuga era composta da Van De Walle e Stijn Devolder della Quickstep, Arnoud Van Groen e Johnny Hoogerland della Vacansoleil, Greg Van Avermaet dell'Omega Pharma-Lotto, Huub Duyn del Team Netapp, Bert Scheirlinckx della Landbouwkrediet e Andy Cappelle della Verandas Willems. Sull'ultima salita del Tiegemberg, lo strappo inserito nel circuito finale, ci ha provato Devolder ma il suo attacco è stato ripreso. A 3 chilometri dal traguardo ci ha provato Van de Walle e questa volta l'attacco è andato a buon fine con il solo Van Groen che si è lanciato all'inseguimento da solo, arrivando a 21 secondi dal corridore belga mentre a 49 secondi sono giunti tutti gli altri corridori del gruppo.

ORDINE D'ARRIVO
1° Jurgen Vandewalle (Bel) Quick Step
2° Arnoud Van Groen (Ned) Vacansoleil a 21''
3° Greg Van Avermaet (Bel) Omega Pharma - Lotto a 49''
4° Stijn Devolder (Bel) Quick Step s.t.
5° Huub Duyn (Ned) Team NetApp s.t.
6° Johnny Hoogerland (Ned) Vacansoleil s.t.
7° Bert Scheirlinckx (Bel) Landbouwkrediet s.t.
8° Andy Cappelle (Bel) Verandas Willems s.t.
9° Philippe Gilbert (Bel) Omega Pharma - Lotto a 2'15''
10° Johan Coenen (Bel) Topsport Vlaanderen a 2'20''

lunedì 31 maggio 2010

Tour de Belgique a Stijn Devolder, ultima tappa a Ben Hermans

Il belga Stijn Devolder ha vinto l'edizione 2010 del Tour de Belgique, la più importante corsa a tappe che si corre in Belgio. Il corridore della Quick Step ha preceduto in classifica di 52 secondi l'ex leader della corsa, il connazionale Dominique Cornu della Skil - Shimano, che ha perso terreno oggi sotto gli attacchi ripetuti di Devolder. Terzo posto per l'olandese Bram Tankink della Rabobank, squadra che ha provato in tutti i modi ad animare l'ultima tappa, la più difficile con 14 salite tra cui la Redoute. Per Devolder è la prima vittoria stagionale che arriva dopo una prima parte di stagione sicuramente non esaltante con le tante cadute nelle classiche del Nord.
L'ultima tappa è andata al giovane belga Ben Hermans della RadioShack che ha preceduto proprio Devolder sul traguardo. Terzo posto per Philippe Gilbert che ha regolato il gruppetto degli inseguitori. La tappa è partita subito forte con una fuga importante già nei primi chilometri. Christophe Kern della Cofidis, Jimmy Engoulvent della Saur Sojasun, Geoffroy Lequatre della Radioshack, Oscar Freire della Rabobank, Leif Hoste dell'Omega Pharma Lotto e Rob Ruijgh della Vacansoleil sono riusciti a guadagnare fino a 2 minuti sul gruppo ma sono stati ripresi poco dopo i 45 chilometri dall'arrivo. A questo punto ci ha provato Philippe Gilbert che si è portato dietro Freire e Lequatre, mentre Hermans, Thomas de Gendt della Topsport Vlaanderen e il ciclocrossista tedesco Philipp Walsleben della BKCP Powerplus sono rientrati poco dopo. A causa di una foratura Gilbert perdeva contatto con la fuga che veniva raggiunta da Devolder. Il leader Cornu seguiva a qualche secondo ma era chiaro che aveva perso il momento giusto per seguire Devolder mentre il gruppetto di Gilbert era poco dietro. Sulla Cote de Bois La Dame Devolder è andato all'attacco con il solo Hermans capace di seguirlo. I due hanno iniziato a collaborare arrivando con un buon vantaggio al traguardo, con Hermans che si è aggiudicato la tappa e Devolder la classifica generale.

ORDINE D'ARRIVO
1° Ben Hermans (Bel) Team Radioshack
2° Stijn Devolder (Bel) Quick Step s.t.
3° Philippe Gilbert (Bel) Omega Pharma - Lotto a 48''
4° Geoffroy Lequatre (Fra) Team Radioshack s.t.
5° Thomas De Gendt (Bel) Topsport Vlaanderen s.t.

CLASSIFICA FINALE
1° Stijn Devolder (Bel) Quick Step
2° Dominique Cornu (Bel) Skil - Shimano a 52''
3° Bram Tankink (Ned) Rabobank a 1'00''
4° Philippe Gilbert (Bel) Omega Pharma - Lotto a 1'11''
5° Thomas De Gendt (Bel) Topsport Vlaanderen a 1'22''
6° Ben Hermans (Bel) Team Radioshack a 1'23''
7° Koos Moerenhout (Ned) Rabobank a 1'39''
8° Oscar Freire (Esp) Rabobank a 1'40''
9° Nick Nuyens (Bel) Rabobank s.t.
10° Cyril Lemoine (Fra) Saur - Sojasun a 1'50''

venerdì 14 maggio 2010

Giro d'Italia, Jerome Pineau vince la 5°tappa dopo una lunga fuga, Nibali sempre in rosa

Il Giro d'Italia delle sorprese non si smentisce neanche nella quinta tappa. Se nelle scorse giornate era stato soprattutto il tempo atmosferico a fare la differenza, provocando cadute, distacchi e qualche ritiro, nella tappa che portava i corridori da Novara a Novi Ligure è stata la fuga di giornata, di solito destinata a finire negli ultimi chilometri, a conquistare il bersaglio grosso, con il francese Jerome Pineau che ha preceduto i compagni di fuga sul traguardo. Il corridore della QuickStep ha anticipato allo sprint il connazionale Julien Fouchard della Cofidis e il giapponese Yukiya Arashiro della BBox Bouygues Telecom, con il gruppo che è arrivato a 50 metri di distanza, regolato da Tyler Farrar della Garmin - Transitions. Per Pineau si tratta di un successo molto importante, inseguito per quasi sei anni visto che l'ultima vittoria risaliva al 2004 nella Parigi - Bourges. Altra giornata negativa per le squadre dei velocisti, incapaci negli ultimi chilometri di riprendere una fuga che stava esaurendo il suo significato.
La fuga dei tre uomini, Fouchard, Arashiro e Pineau, è iniziata dopo soltanto 25 chilometri e comprendeva fino a una trentina di chilometri dall'arrivo anche il tedesco Paul Voss del Team Milram. I quattro hanno subito guadagnato un buon vantaggio, arrivato intorno ai 4 minuti ai piedi della prima salita di giornata, l'Avolasca. Nel tentativo di non far guadagnare di più alla fuga la Lampre si è messa davanti a tirare, facendo scendere il vantaggio sotto i quattro minuti dopo la seconda salita della tappa, il Passo Coppi. L'inseguimento del plotone è proseguito per tutto il resto della tappa, con la Lampre come principale protagonista, facendo scendere il vantaggio ai 30 chilometri dall'arrivo sotto i tre minuti. Le speranze per la fuga di arrivare al traguardo sono diminuite maggiormente quando Voss, soddisfatto dei punti conquistati per la classifica dei GPM, si è lasciato sfilare facendosi riprendere dal plotone. Anche Arashiro sembrava ormai arrivato al limite ma i tre rimasti hanno continuato a spingere, mantenendo un discreto vantaggio. La situazione si è complicata ancora di più quando a tirare davanti al plotone sono arrivate anche Garmin, Sky e HTC - Columbia, portando il ritardo a meno di un minuto a 5 chilometri dall'arrivo. All'ultimo chilometro, quando il gruppo era ormai a 100 metri dai fuggitivi, uno scatto del giapponese Arashiro ha ridato vigore all'attacco, mentre alle spalle dei tre i velocisti erano rimasti senza uomini e la velocità è iniziata a scendere aspettando che qualcuno prendesse in mano la situazione, cosa che non è avvenuta. Ai 150 metri dal traguardo Pineau è uscito dalla ruota di Arashiro superandolo a doppia velocità e precedendo Fouchard sul traguardo con il giapponese terzo, mentre il gruppo aveva lanciato la volata troppo tardi, con Farrar quarto a pochi metri dal vincitore. Decisiva è stata l'esitazione del gruppo nell'ultimo chilometro, non c'è stata nessuna squadra che ha preso in mano la situazione e tutti aspettavano le mosse dell'altro. E si sa che, aspettando troppo, le corse alla fine si perdono.

ORDINE D'ARRIVO
1° Jerome Pineau (Fra) QuickStep
2° Julien Fouchard (Fra) Cofidis s.t.
3° Yukiya Arashiro (Jpn) BBox Bouygues Telecom s.t.
4° Tyler Farrar (Usa) Garmin - Transitions a 4''
5° Gregory Henderson (Nzl) Sky Professional s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo
2° Ivan Basso (Ita) Liquigas - Doimo a 13''
3° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 20''
4° Matthew Goss (Aus) HTC - Columbia a 26''
5° Andre Greipel (Ger) HTC - Columbia s.t.
6° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 33''
7° Vladimir Karpets (Rus) Katusha a 39''
8° Richie Porte (Aus) Saxo Bank a 45''
9° David Millar (Gbr) Garmin - Transitions s.t.
10° Paolo Tiralongo (Ita) Astana a 59''

lunedì 10 maggio 2010

Giro d'Italia, Wouter Weylandt vince la 3°tappa nel caos più totale, Vinokourov nuova maglia rosa

Il belga Wouter Weylandt ha vinto la terza tappa del Giro d'Italia che portava i corridori da Amsterdam a Middleburg, costeggiando per 224 chilometri il Mare del Nord. Il corridore della QuickStep ha superato in volata l'australiano Graeme Brown della Rabobank e il tedesco Robert Forster della Milram, mentre il grande favorito André Greipel dell'HTC - Columbia è giunto solo sesto, dimostrando uno stato di forma non certamente ottimale. Anche quest'ultima tappa in terra d'Olanda ha rivoluzionato per l'ennesima volta la classifica generale, facendo più sfracelli di una tappa alpina. Causa il forte vento e le numerose cadute, il gruppo si è frazionato più volte, con soltanto una trentina di corridori arrivati con lo stesso tempo del vincitore. A farne le spese più seriamente è stato l'americano Christian Vandevelde, capitano della Garmin, ritiratosi oggi dopo una caduta che gli ha procurato una frattura alla spalla destra. Terza tappa e terza maglia rosa diversa, vestita oggi dal kazako Alexandre Vinokourov dell'Astana, primo con lo stesso tempo dell'australiano Richie Porte della Saxo Bank e con un secondo di vantaggio su David Millar della Garmin. Probabilmente, dopo la cronosquadre avremo un altro cambio di maglia.
La tappa, dopo la pioggia di ieri, era soleggiata ma il vento, vista la vicinanza con il mare, sferzava la marcia dei corridori che facevano fatica a rimanere tutti insieme. Dopo soli 2 chilometri di corsa in tre si avvantaggiavano, Olivier Kaisen dell'Omega Pharma-Lotto, Jerome Pineau della Quick Step e Tom Stamsnijder della Rabobank. Vantaggio massimo per la fuga di circa 8 minuti dopo 40 chilometri di corsa, ma il gruppo tirato dalla BMC di Evans e con le squadre degli uomini di classifica in testa per proteggerli dalle cadute si è rifatto sotto prontamente, riprendendo i fuggitivi al chilometro 134. Nel frattempo, il gruppo si era già spezzato a causa del vento ma i ritardatari erano riusciti a rientrare. Ma poco dopo, il gruppo si è spezzato ancora in tre tronconi, con nel primo tutti i favoriti, nel secondo tutta la Lampre a tirare per Cunego e nel terzo il dolorante Pozzovivo con i suoi compagni di squadra. Seppur con difficoltà il gruppetto Lampre, aiutato anche da altre squadre, riesce a rientrare nel plotone ma proprio in quel momento Petacchi subisce una foratura, costringendo la squadra ad aspettare il suo velocista e a ricominciare a tirare.
Ma il momento topico arriva a 10 chilometri dall'arrivo quando una caduta coinvolge l'intera squadra del Team Sky costringendo a fermarsi anche Evans, ancora Cunego e Sastre. Wiggins si rialzerà dolorante e arriverà, insieme ai suoi compagni, a 4 minuti di ritardo, mentre Evans tutto solo si riporta sul gruppetto di Cunego e Sastre e inizia un folle inseguimento sulla testa della corsa che conta soltanto una trentina di uomini, con tutti gli altri favoriti davanti. Per sua sfortuna a pochi chilometri dall'arrivo subisce una caduta anche il giovane Modolo insieme a Pinotti, mentre il gruppetto Evans rimane a una ventina di secondi di ritardo. Giunti all'ultimo chilometro, è l'HTC - Columbia che ha preso in mano la situazione, pilotando nel migliore dei modi il capitano Greipel. Goss, come il giorno prima, lancia la volata ma è Weylandt a inserirsi tra l'australiano e il suo capitano portandosi dietro Brown e Forster, con Greipel che rimane sulle gambe e non riesce a fare la volata. La progressione di Weylandt è irresistibile e per Brown e Forster non c'è nulla da fare, con Hondo quarto e il giovane inglese Adam Blythe dell'Omega Pharma - Lotto quinto. Il gruppo di Evans, Cunego e Sastre arriva a 46 secondi mentre Pozzovivo arriverà con 8 minuti di ritardo insieme ai velocisti e ad altri corridori, tra cui bisogna purtroppo segnalare Francesco Masciarelli dell'Acqua & Sapone. In questo gruppo sono arrivati al traguardo anche tutti i compagni di squadra di Evans, rimasto solo negli ultimi 30 chilometri di corsa, dimostrando a chi aveva ancora qualche dubbio che la squadra americana non è assolutamente all'altezza del proprio capitano.

ORDINE D'ARRIVO
1° Wouter Weylandt (Bel) Quick Step
2° Graeme Brown (Aus) Rabobank s.t.
3° Robert Forster (Ger) Team Milram s.t.
4° Danilo Hondo (Ger) Lampre - Farnese Vini s.t.
5° Adam Blythe (GBr) Omega Pharma - Lotto s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana
2° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank s.t.
3° David Millar (GBr) Garmin - Transitions a 1''
4° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 5''
5° Marcel Sieberg (Ger) Team HTC - Columbia a 7''
6° Matthew Goss (Aus) Team HTC - Columbia a 10''
7° Andre Greipel (Ger) Team HTC - Columbia s.t.
8° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 12''
9° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 15''
10° Pieter Weening (Ned) Rabobank a 16''
11° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli s.t.
12° Vladimir Karpets (Rus) Team Katusha a 17''
14° Ivan Basso (Ita) Liquigas a 18''
24° Cadel Evans (Aus) BMC Racing a 43''
43° Carlos Sastre (Esp) Cervelo a 1'40''
50° Damiano Cunego (Ita) Lampre a 2'07''
55° Bradley Wiggins (Aus) Team Sky a 4'28''
145° Domenico Pozzovivo (Ita) Colnago a 9'30''

mercoledì 5 maggio 2010

Giro d'Italia 2010. Presentazione delle squadre: Quick Step (Belgio)

Quindicesima puntata del nostro viaggio attraverso le squadre che parteciperanno al prossimo Giro d'Italia, ormai imminente. Questa sera tocca alla squadra belga della QuickStep.
Pur essendo una squadra straniera l'anima della compagine è sicuramente italiana, con ben 5 corridori italiani su 9. In mancanza di un vero e proprio leader per la classifica finale, la squadra cercherà soprattutto di mettersi in mostra e di provare a vincere una o più tappe. I due corridori più rappresentativi sono gli italiani Matteo Tosatto e Marco Velo, con il primo che vedremo sicuramente in qualche fuga a Giro inoltrato, mentre il secondo farà parte del treno che cercherà di aiutare il giovane Wouter Weylandt nelle volate. E' proprio il belga il nome più interessante della squadra, vincitore di una tappa alla Vuelta già nel 2008 ed esordiente al Giro. Quest'anno ha avuto anche l'onore di essere lanciato in una volata da Tom Boonen, segno che la fiducia della squadra nei suoi confronti è alta. L'italiano Dario Cataldo e il bielorusso Branislau Samoilau, due grandi corridori da dilettanti, stanno ancora faticando da professionisti ma potranno correre il Giro liberi, senza particolari esigenze di fare risultato e potranno testarsi sulle salite più impegnative. Addy Engels e Jerome Pineau sono due ottimi attaccanti e, insieme a Mauro Facci e Francesco Reda, completano il roster della squadra. Attenzione a Reda, 8° nell'arrivo dell'anno scorso a Bologna sul San Luca e corridore che sta provando a ritagliarsi uno spazio nelle gare di un giorno.
In sintesi, la QuickStep proverà a vincere una tappa con le volate di Weylandt, le fughe di Tosatto nelle tappe vallonate e di Cataldo e Samoilau in quelle più difficili. In generale, si spera nell'esplosione di qualche giovane che potrebbe togliersi qualche soddisfazione.

Iscritti
- Dario Cataldo (Ita) 1985
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 58° nel 2009. 4° nella 3°tappa con arrivo a Valdobbiadene al Giro 2009. Vincitore del Giro d'Italia Baby nel 2006 e di 2 tappe al Tour de l'Avenir nel 2007.
- Addy Engels (Ned) 1977
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 24° nel 2002. 2° nella 12°tappa con arrivo a Sestri Levante al Giro 2006. Nessuna vittoria da professionista, 2° in una tappa alla Vuelta a Murcia nel 2003.
- Mauro Facci (Ita) 1982
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 34° nel 2007. 7° nella 15°tappa con arrivo a Faenza al Giro 2009. Nessuna vittoria da professionista, 2° alla Settimana Coppi e Bartali nel 2005.
- Jerome Pineau (Fra) 1980
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: Esordiente. Vincitore del Tour de Normandie nel 2002, della Clasica de Almeria, del Tour de l'Ain e della Parigi - Bourges nel 2004.
- Francesco Reda (Ita) 1982
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 138° nel 2009. 8° nella 14°tappa con arrivo a Bologna/San Luca al Giro 2009. Vincitore di una tappa al Giro della Provincia di Cosenza nel 2006.
- Branislau Samoilau (Blr) 1985
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 22° nel 2007. 12° nella 13°tappa con arrivo al Santuario di Oropa al Giro 2007. Campione bielorusso nel 2007 e vincitore di una tappa alla Settimana Lombarda nel 2008.
- Matteo Tosatto (Ita) 1974
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 43° nel 1999. Vincitore della 12°tappa con arrivo a Montebelluna al Giro 2001. Vincitore di una Coppa Placci, un Giro di Toscana, del GP Kanton Aargau e di una tappa al Tour de France.
- Marco Velo (Ita) 1974
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 11° nel 2001. 3° nella 14°tappa con arrivo a Pula al Giro 2004. Due volte campione italiano a cronometro nel 2000 e nel 2001.
- Wouter Weylandt (Bel) 1984
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: Esordiente. Vincitore della Ronde van het Groene Hart, di una tappa al Giro del Belgio e di una tappa all'Eneco Tour nel 2007, della Nokere Koerse e di una tappa alla Vuelta a Espana nel 2008 e della Le Samyn nel 2009.

lunedì 12 aprile 2010

Parigi - Roubaix, le pagelle di Parliamo di Ciclismo

Puntuali come sempre arrivano le pagelle di Parliamo di Ciclismo riguardanti la splendida gara che abbiamo potuto vivere ieri pomeriggio. Senza indugi, via con i voti!

Fabian Cancellara (Saxo Bank) 10
Lo stesso voto del Giro delle Fiandre, vince, stravince, incanta, sembra non avere avversari. Per lui il pavé è come per gli altri andare sull'asfalto dietro moto. Si parla della tattica sbagliata degli avversari, ma sinceramente si era capito quasi subito che si lottava per il secondo posto.

Tom Boonen (Quick Step) 5.5
Se il secondo posto alla Sanremo e il secondo al Fiandre ci potevano stare, il quinto posto della Roubaix fa male. Probabilmente non poteva battere Cancellara, ma spendersi in attacchi inutili per chilometri e farsi sorprendere dallo svizzero nel momento clou è un errore madornale. Paga ancora una volta una squadra mediocre.

Thor Hushovd (Cervelo) 6.5
Voto di media tra il 7.5 per il piazzamento e il 5.5 per la tattica scellerata di gara. La Cervelo aveva due uomini forti, lui e Hammond, davanti e quando è partito Cancellara nessuno lo stava marcando. Si vede che ne aveva, è stato bravo a gestirsi nel finale e, come nel più classico dei finali, non tira un metro fingendosi stanchissimo per poi battere Flecha allo sprint.

Juan Antonio Flecha (Sky) 6.5
Sembra averne ma perde, come tutti, l'attimo buono per accodarsi a Cancellara. E' l'unico che prova ad andarsene dal gruppetto degli inseguitori ed è come sempre generoso. Nel finale viene beffato da Hushovd che l'avrebbe battuto anche pedalando al contrario, il gesto di disappunto è comprensibile per il comportamento passivo del norvegese.

Roger Hammond (Cervelo) 7
Ottima spalla per Hushovd, fa la sua corsa provando un attacco su un tratto di pavé. Dopodiché, aiuta il capitano come può ma le energie son poche. Recupera stando a ruota e in volata batte Boonen confermandosi in un ottimo stato di forma.

Bjorn Leukemans (Vacansoleil) 7
Una riconferma per il belga dopo l'ottimo Giro delle Fiandre. Va all'attacco con Hoste nel momento giusto, per poco non resiste alla furia di Cancellara ma è costretto a staccarsi, cedendo all'impeto dello svizzero. Ripreso, resiste nel secondo gruppetto degli inseguitori e incamera un buon sesto posto.

Filippo Pozzato (Katusha) 6.5
Media tra il 7 per lo stato di forma e il 6 per il piazzamento, sicuramente non alla sua altezza. Fa quello che può e lo fa bene. Stava marcando a uomo Cancellara ma lo perde proprio nel momento decisivo. Non avrebbe retto alla distanza, questo è sicuro, ma comunque mi è piaciuto, soprattutto per la grinta dimostrata sul Carrefour de l'Arbre quando si trovava in difficoltà.

Leif Hoste (Omega Pharma Lotto) 6.5
Ha fatto il possibile per le sue condizioni fisiche, mezzo voto in meno rispetto a Leukemans perché lui Cancellara l'ha proprio visto passar via come una moto. Nel finale scompare dal gruppetto dei migliori conquistando un anonimo ottavo posto, ma forse più di così proprio non poteva fare.

QuickStep 4
Dov'è finita la squadra che dominava le classiche del Nord fino all'anno scorso? Boonen si è sempre ritrovato da solo, un po' per propri demeriti un po' per l'assenza dei compagni. Questo 4 va anche a Stijn Devolder, sicuramente sfortunato ma sempre disattento e mai presente nei momenti importanti della corsa.

Saxo Bank 7
Vedere un'intera squadra tirare il gruppo dopo la foresta di Arenberg fa sicuramente la sua figura. Bene, benissimo, fino ai 60 dall'arrivo, poi Cancellara viene lasciato completamente da solo, ma purtroppo Breschel è stato escluso per una caduta. Il 7 va anche per la fortuna di avere un campione come lo svizzero in squadra, ma comunque si poteva fare anche di più.

George Hincapie (BMC) 5
A un certo punto è scomparso dalla corsa, staccatosi in un tratto neanche troppo difficile di pavé. Sembrava in forma dopo il Fiandre, quando ha dichiarato di stare benissimo. Invece, prova incolore, anonima, simile alle altre sue apparazioni nelle classiche del Nord degli ultimi anni.

Garmin - Transitions 5
La sfortuna li ha colpiti in pieno quando nella stessa situazione hanno perso i due capitani (Maaskant e Vansummeren) e un volitivo Farrar. Millar ci ha provato ma questa corsa è probabilmente troppo per lui. Sicuramente non è colpa loro la caduta, però resta una prova negativa.

Rabobank 4
Erano in corsa? Si sono visti in qualche inquadratura Boom e Langeveld, ma sono scomparsi tanto velocemente quanto la strada diventava più difficile. Campagna del Nord disastrosa, devono ringraziare il buon Freire che, in pratica, ha già reso la stagione vincente grazie alla Milano - Sanremo.

Liquigas 5
Il migliore, alla fine, risulta essere il giovane Koren. Quinziato, Oss e Guarnieri sono coinvolti nella stessa caduta che ha coinvolto mezza Garmin, ma il primo comunque si è visto davanti dopo la foresta di Arenberg. Sagan ci ha provato ma probabilmente è ancora troppo giovane e la Roubaix richiede un minimo di esperienza. Aspettiamoli, sono giovani, cresceranno, ma comunque qualcosina di più ce lo potevamo aspettare.

Servais Knaven (Milram) 8
Termina la sua 16° Parigi - Roubaix raggiungendo il belga Raymond Impanis come numero di Roubaix finite. A questo record, aggiunge anche la vittoria nel 2001. Sicuramente sono emozioni che l'olandese si ricorderà per tutta la vita.

34 corridori arrivati fuori tempo massimo 8

Anche se ci hanno messo qualche minuto in più degli altri, per me è come se fossero arrivati insieme a Cancellara. Complimenti a tutti per aver voluto finire la corsa, probabilmente sapendo di arrivare fuori tempo massimo, ma dimostrando coraggio e voglia di arrivare fino a Roubaix.

Parliamo di Ciclismo 8
Non ci posso fare nulla se Boonen anche alla Roubaix sbaglia tattica. Facile prevedere la vittoria di Cancellara, meno il piazzamento di Flecha. Delusione su Hincapie, sorpresa nel vedere Hushovd e Pozzato ad alti livelli dopo i problemi avuti negli scorsi giorni, buona l'intuizione su Hammond. Resto deluso dai giovani, ma la Roubaix è una corsa ostica e ci vuole molta esperienza. Si rifaranno.

sabato 3 aprile 2010

Giro delle Fiandre, i pronostici di Parliamo di Ciclismo

Come già per la Milano - Sanremo, il giorno prima del Giro delle Fiandre mi voglio dilettare con dei pronostici sulla classica belga, sicuramente meno imprevedibile per la Sanremo e meno avvezza alle sorprese, visto il percorso molto duro e i grandi campioni che non vogliono, per nessun motivo, lasciarsela scappare.
Una variabile decisiva potrebbero essere le condizioni climatiche, visto che con pioggia, vento e freddo la corsa diventerebbe difficile per tutti, con rischio di cadute e scivolate che in un momento decisivo potrebbero tagliar fuori corridori importanti.
Prima di iniziare, sono da registrare, purtroppo, le defezioni importanti per gli italiani delle ultime ore, ovvero quelle di Filippo Pozzato della Katusha e Lorenzo Bernucci della Lampre, con soprattutto il primo molto motivato e in ottima condizione. Altra defezione, quella del giovane Edvald Boasson Hagen del Team Sky che ha problemi al tendine d'Achille e che spera di recuperare per la Parigi - Roubaix.
Dopo questi dovuti preamboli, via con i pronostici!
Nella prima fascia di favoriti Tom Boonen e Stijn Devolder della QuickStep e Fabian Cancellara del Team Saxo Bank. Sembra difficile che la corsa possa venir vinta da un corridore diverso da questi tre uomini. Hanno nettamente le due squadre più forti, specialmente la QuickStep che è farcita di corridori adatti a questo tipo di corse, mentre la Saxo Bank potrà giocarsi anche la carta di Matti Breschel, in ottima forma quest'anno.
In seconda fascia si potrebbero inserire moltissimi corridori, dato che sotto i tre sopracitati, di corridori forti e importanti ce ne sono molti. Allora divido la seconda fascia in tre categorie, a seconda di come potrebbe finire la corsa. La prima categoria prevede un arrivo in un gruppo ristretto o uno scatto negli ultimi chilometri, da finisseur, e ne fanno parte Manuel Quinziato e Daniel Oss della Liquigas, Leif Hoste e Philippe Gilbert dell'Omega Pharma Lotto, Juan Antonio Flecha della Sky e Sebastien Rosseler della RadioShack. Per i due italiani, le chance di vittoria non sono altissime, ma Quinziato ha sempre dimostrato di andar forte in queste corse e un attacco negli ultimi chilometri è nelle sue corde, mentre Daniel Oss si sta dimostrando l'uomo più forte nelle corse di un giorno tra i giovani italiani e potrebbe essere una gradita sorpresa, soprattutto perché negli sprint sa farsi rispettare e perché sembra nato sui muri e sul pavé del Belgio. Le speranze di vittoria sono più alte per il duo della Lotto Gilbert - Hoste, con Gilbert che potrebbe aspettare la volata mentre Hoste è un corridore difficile da andare a riprendere quando si mette davanti a tirare. La Lotto può schierare anche seconde punte del calibro Jurgen Roelandts e Greg Van Avermaet, particolare che può fare la differenza. Flecha è in forma, le corse del Nord sono la sua casa e ha tutto il Team Sky per sé, tra cui un certo Arvesen. Rosseler era partito molto bene a inizio stagione, è il leader indiscusso della RadioShack e per la prima volta può giocarsi le sue carte nelle classiche.
Se la corsa dovesse arrivare in volata, oltre a Boonen ci sono altri uomini pericolosi, come Danilo Hondo della Lampre, Daniele Bennati della Liquigas, Tyler Farrar della Garmin, Bernhard Eisel dell'HTC - Columbia, Thor Hushovd della Cervelo e Sep Vanmarcke della Topsport Vlaanderen. Tra questi, i candidati più forti a rimanere davanti nel finale sono Hushovd, Bennati e Eisel, tutti e tre in forma come dimostrato nelle gare precedenti e a proprio agio in corse dure come il Fiandre. Farrar ha dimostrato di andare forte vincendo una tappa alla 3 giorni di La Panne, ma sarà difficile per lui rimanere agganciato ai migliori sui muri, come per Danilo Hondo, che però rimane probabilmente l'unico uomo Lampre a poter fare risultato. La sorpresa potrebbe arrivare da Sep Vanmarcke, secondo dietro Eisel alla Gent - Wevelgem e uno dei nomi nuovi del ciclismo belga. Stiamo a vedere.
E se la corsa si decidesse da lontano con una fuga fiume? Difficile al Fiandre, ma niente è impossibile. Qui inserirei corridori che sarebbero dei piazzati nel 99% dei casi ma che potrebbero giocarsi le proprie carte se arrivassero con corridori dello stesso livello. Il duo dell'Astana Maxim Iglinskiy - Andriy Grivko, il trio Rabobank Lars Boom - Sebastian Langeveld - Nick Nuyens, David Millar e Johan Vansummeren della Garmin, Serguei Ivanov della Katusha, Marcus Burghardt, George Hincapie e Karsten Kroon della BMC e, in generale, un corridore della Vacansoleil. Il gruppo è nutrito, in pratica si tratta di corridori che possono far bene ma che, secondo me, sono battuti se non provano a inventarsi qualcosa.
Uno tra Iglinskiy e Grivko, con Gasparotto e Allan Davis, lo potrei vedere protagonista nelle fasi finali della corsa, soprattutto il kazako visto prima della Sanremo. Il trio della Rabobank può inventarsi qualcosa dato lo spessore dei tre, con Langeveld che ha promesso di dare tutto per vincere la corsa. Millar ci vuole provare, lo ha confessato dopo la vittoria alla 3 giorni di La Panne, la forma c'è e Vansummeren è un ottimo gregario in queste corse. Ivanov, in mancanza di Pozzato, potrà giocarsi le sue carte e al Nord il russo è sempre andato molto forte, da tenere d'occhio. Il trio della BMC Burghardt, Hincapie e Kroon, più il nostro Alessandro Ballan, sarebbe da inserire direttamente in prima fascia, se non che Hincapie e Kroon sembrano in fase calante, Burghardt ha perso lo smalto di inizio carriera e Ballan inizia a diventare un oggetto misterioso. Discorso a parte lo merita la Vacansoleil, visto che presenta al via in pratica un'intera squadra vincente. Hoogerland, Leukemans, Marcato, Mouris, Traksel e Westra stanno facendo benissimo al Nord, sono sempre in fuga e tatticamente corrono bene. Attenzione, quindi, potrebbe essere la squadra più sorprendente.

Riassunto finale, favorito d'obbligo Tom Boonen della QuickStep, è in forma, gli brucia la vittoria mancata alla Milano - Sanremo, ha una squadra fortissima e tutta per lui con un gregario d'eccezione come Devolder. Fabian Cancellara è mezzo gradino sotto solamente perché in una volata tra i due dovrebbe spuntarla Boonen. Se vincerà un altro, sarà comunque una mezza sorpresa. Siccome manca un nome per il podio, vado con Daniele Bennati, altrimenti Juan Antonio Flecha.

venerdì 26 marzo 2010

Volta a Catalunya, 5°tappa a Davide Malacarne dopo 179 km di fuga

Davide Malacarne della Quick Step ha vinto la quinta tappa della Volta a Catalunya nel modo più epico possibile, dopo una cavalcata lunga tutto il percorso in testa, prima con altri tre compagni e per gli ultimi 20 chilometri da solo. Per il giovane italiano si tratta della prima vittoria da professionista, dopo aver vinto due corse dedicate agli elite quando era ancora dilettante.
La tappa presentava cinque salite e, al mattino, il tempo era buono. In quattro subito partivano all'attacco, Malacarne, Javier Ramirez dell'Andalucia-CajaSur, Andres Sergio de Lis dell'Euskaltel e Gustavo Cesar Veloso della Xacobeo-Galicia. Per loro, massimo vantaggio di 10 minuti a metà corsa, finché la Katusha di Joaquim Rodriguez ma soprattutto la Liquigas non si sono messe davanti a tirare. Le trenate della squadra italiana hanno selezionato il gruppo sull'Alt de Porrera, riducendolo a 50 unità. A 20 chilometri dall'arrivo, Malacarne ha attaccato i suoi compagni di fuga, proseguendo l'azione da solo. I tre ex compagni dell'azzurro sono stati ripresi poco dopo, mentre Malacarne è riuscito a mantenere un buon vantaggio fino all'arrivo. Poco prima del traguardo, Andreas Kloden e Luis Leon Sanchez hanno provato un attacco riuscendo a guadagnare qualche secondo sul gruppo e gli abbuoni all'arrivo.
In classifica generale, nessun grande cambiamento con Joaquim Rodriguez sempre primo davanti a Xavier Tondo e Rein Taaramae.

ORDINE D'ARRIVO
1° Davide Malacarne (Ita) Quick Step
2° Andreas Klöden (Ger) Team Radioshack a 36''
3° Luis Leon Sanchez (Esp) Caisse d'Epargne a 37''
4° Michel Kreder (Ned) Garmin - Transitions s.t.
5° Rein Taaramae (Est) Cofidis s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Joaquim Rodriguez (Spa) Team Katusha s.t.
2° Xavier Tondo (Spa) Cervelo Test Team a 10''
3° Rein Taaramae (Est) Cofidis a 43''
4° Luis Leon Sanchez Gil (Spa) Caisse d'Epargne a 45''
5° Nicolas Roche (Irl) AG2R La Mondiale a 1'20''
6° Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions s.t.
7° Michel Kreder (Ned) Garmin - Transitions a 1'21''
8° Roman Kreuziger (Cze) Liquigas-Doimo a 1'22''
9° Janez Brajkovic (Slo) Team RadioShack a 1'25''
10° Remy Di Gregorio (Fra) Francaise des Jeux a 1'26''

fonte: cyclingnews.com

giovedì 11 marzo 2010

Tirreno - Adriatico, Boonen vince la 2°tappa, in un arrivo simile alla Sanremo

Quest'anno, se la Milano - Sanremo arriverà in volata, bisognerà fare i conti con il campione nazionale Tom Boonen. Il fuoriclasse della QuickStep ha vinto la seconda tappa della Tirreno - Adriatico battendo in volata il tedesco Paul Martens e Daniele Bennati, partito in testa grazie al treno Liquigas ma superato facilmente dal corridore belga.
L'arrivo di Montecatini Terme sembrava cosa fatta per i fuggitivi di giornata, ripresi a soli 3,5 chilometri dall'arrivo. Alan Marangoni della Colnago, Perez Lezaun dell'Euskatel, Diego Caccia dell'ISD-Neri e Mikhail Ignatiev della Katusha sono partiti dopo soli 11 chilometri e sono stati ripresi solo grazie all'azione delle squadre dei velocisti, tra cui Liquigas, Sky e Garmin.
Qui, la gara è stata presa in mano dalle squadre degli sprinter, che hanno affrontato il circuito finale di Montecatini a tutta. All'interno di questo circuito, la salita di Vico è stata fatale per i quei velocisti non ancora in forma smagliante, come Cavendish e Petacchi, che non hanno neanche provato la volata, con Cavendish arrivato addirittura a 9 minuti e mezzo di ritardo. Sembra impossibile per l'inglese anche soltanto pensare a un bis nella classica di domenica prossima, visto la sua difficoltà a tenere le ruote del gruppo su salite non certo proibitive.

ORDINE D'ARRIVO
1° Tom Boonen (Bel) QuickStep
2° Paul Martens (Ger) Rabobank s.t.
3° Daniele Bennati (Ita) Liquigas - Doimo s.t.
4° Robbie McEwen (Aus) Team Katusha s.t.
5° Jose Joaquin Rojas (Esp) Caisse d'Epargne s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram
2° Tom Boonen (Bel) QuickStep s.t.
3° Pablo Lastras (Esp) Caisse d'Epargne a 4''
4° Paul Martens (Ger) Rabobank s.t.
5° Alan Perez Lezaun (Esp) Euskaltel s.t.

giovedì 18 febbraio 2010

Tour of Oman, 5°tappa finalmente a Tom Boonen

Il campione del Belgio Tom Boonen ha vinto la quinta tappa del Tour of Oman grazie a una grande volata, combattuta testa a testa fin sul traguardo con l'argentino Juan José Haedo, secondo. Terzo posto per il giovane Michael Van Stayen della Topsport Vlaanderen. Per Boonen si tratta della terza vittoria in pochi giorni, dopo le due conquistate in Qatar, e ora può ambire anche alla vittoria finale, avendo soltanto due secondi di ritardo dal leader della corsa Bennati.
Molti corridori sono venuti al caldo mediorientale per rifinire la condizione e testare la gamba in vista dei primi appuntamenti importanti di stagione, e in molti hanno provato anche oggi ad andare in fuga. Opportunità colta oggi da un terzetto formato dal russo Nikita Eskov della Katusha, Matthe Pronk della Vacansoleil e l'ex campione del mondo Alessandro Ballan della BMC Racing. I tre hanno raggiunto un vantaggio massimo di cinque minuti, svanito con il passare dei chilometri grazie al lavoro delle squadre dei velocisti.
Dopo aver ripreso i fuggitivi a 25 chilometri dall'arrivo, squadre come QuickStep, Liquigas, Saxo Bank e Sky hanno preso il comando della corsa, pur con qualche difficoltà a causa del forte vento e delle molte rotonde.
Lanciato lo sprint, sono emersi dal gruppo Boonen e Haedo, che si sono confrontati fin sulla linea del traguardo, con il belga di poco vincitore.
Domani cronometro finale, 18,5 chilometri, favorito d'obbligo Fabian Cancellara. Chi potrà contrastarlo?

ORDINE D'ARRIVO
1° Tom Boonen (Bel) QuickStep
2° Juan José Haedo (Arg) Team Saxo Bank s.t.
3° Michael Van Stayen (Bel) Topsport Vlaanderen s.t.
4° Baden Cooke (Aus) Team Saxo Bank s.t.
5° Tyler Farrar (Usa) Garmin - Transitions s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Daniele Bennati (Ita) Liquigas - Doimo
2° Tom Boonen (Bel) QuickStep a 2''
3° Tyler Farrar (Usa) Garmin - Transitions a 6''
4° Gatis Smukulis (Lat) Ag2R - La Mondiale s.t.
5° Leigh Howard (Aus) HTC - Columbia s.t.

fonte: cyclingnews.com

venerdì 12 febbraio 2010

Tour of Qatar, Tom Boonen vince la 5°tappa, secondo Napolitano

Tom Boonen bissa il successo della terza tappa imponendosi nella quinta frazione del Tour of Qatar, grazie a uno sprint di forza e di grande resistenza, battendo Danilo Napolitano ed Edvald Boasson Hagen, giunti secondo e terzo.
Il vento l'ha fatta da padrone anche oggi, creando problemi durante tutta la corsa, specialmente nella seconda metà di gara. Infatti, il vento laterale ha frazionato ancora il gruppo, con tutti i migliori corridori rimasti nel gruppo di testa, compreso il leader Mol.
Questa volta, però, la scelta di alcuni atleti è stata quella di lasciarsi sfilare dal primo gruppo e di sfruttare il lavoro dei compagni rimasti indietro, per spendere meno energie possibili. Scelta condivisa da vari atleti, tra cui Haussler e Boonen, che si sono lasciati sfilare dal gruppo testa per raggiungere i compagni nel secondo gruppo.
Davanti, nonostante le defezioni di qualche corridore, il gruppo poteva contare su atleti del calibro di Cancellara e O'Grady della Saxo Bank, Bennati, Oss e Quinziato della Liquigas e Farrar della Garmin. Proprio i due atleti della Liquigas, Oss e Quinziato, hanno provato un attacco negli ultimi due chilometri, ma il gruppo è riuscito a tornare sotto neutralizzando la fuga dei 14 corridori che erano al comando praticamente sotto il triangolo rosso dell'ultimo chilometro. Al momento della volata, un grande lavoro è stato fatto da Stauff nel portare Boonen nelle prime posizioni, il resto l'ha fatto Theo Bos. Il corridore olandese della Cervelo ha provato ad anticpare la volata ma nella sua scia si è portato subito Boonen, che in pratica ha sfruttato il lavoro di Bos come quello del suo miglior gregario. Per il campione belga, si tratta del 17° trionfo in Qatar.

ORDINE D'ARRIVO
1° Tom Boonen (Bel) QuickStep
2° Danilo Napolitano (Ita) Katusha s.t.
3° Edvald Boasson Hagen (Nor) Team Sky s.t.
4° Theo Bos (Ned) Cervelo TestTeam s.t.
5° Juan José Haedo (Arg) Team Saxo Bank s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Wouter Mol (Ned) Vacansoleil
2° Geert Steurs (Bel) Topsport Vlaanderen a 9''
3° Tom Boonen (Bel) QuickStep a 1'45''
4° Roger Kluge (Ger) Team Milram a 1'59''
5° Marcus Burghardt (Ger) BMC Racing Team a 2'05''
6° Danilo Napolitano (Ita) Katusha a 2'09''
7° Philippe Gilbert (Bel) Omega Pharma - Lotto a 2'17''
8° Heinrich Haussler (Ger) Cervelo TestTeam a 2'37''
9° Francesco Chicchi (Ita) Liquigas - Doimo a 2'38''
10° Stuart O'Grady (Aus) Team Saxo Bank a 2'40''

fonte: cyclingnews.com

martedì 9 febbraio 2010

Tour of Qatar, Tom Boonen la spunta in volata nella 3°tappa e fa 16

Tom Boonen ha vinto la terza tappa del Tour of Qatar, portando a sedici i suoi successi nella corsa mediorientale. In uno sprint reso difficile da una caduta, Boonen ha battuto il tedesco Haussler e l'australiano Cooke, con l'italiano Daniele Bennati quinto.
Un plauso a tutta la QuickStep e in particolare al giovane neoacquisto Andreas Stauff, che ha guidato magistralmente Boonen fino ai 200 metri.
La tappa non ha avuto grandi sussulti, con le squadre dei velocisti ben intenzionate a non lasciar andare via nessuna fuga importante. In un finale da grande corsa a tappe, tutte le squadre dei velocisti hanno cercato di favorire i propri uomini, creando altresì una gran confusione, visto lo spazio limitato. A farne le spese, a 500 metri dall'arrivo, il tedesco Gerald Ciolek del Team Milram, che cadendo si è fratturato la clavicola.
In classifica generale, resta primo l'olandese della Vacansoleil Mol, sempre attento a rimanere tra i primi. Secondo il belga Steurs della Topsport Vlaanderen a 9 secondi e al terzo posto sale Tom Boonen a 1 minuto e 55 secondi.

ORDINE D'ARRIVO
1° Tom Boonen (Bel) QuickStep
2° Heinrich Haussler (Ger) Cervelo TestTeam s.t.
3° Baden Cooke (Aus) Team Saxo Bank s.t.
4° Kenny De Haes (Bel) Omega Pharma - Lotto s.t.
5° Daniele Bennati (Ita) Liquigas - Doimo s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Wouter Mol (Ned) Vacansoleil
2° Geert Steurs (Bel) Topsport Vlaanderen a 9''
3° Tom Boonen (Bel) QuickStep a 1'55''
4° Roger Kluge (Ger) Team Milram a 1'59''
5° Marcus Burghardt (Ger) BMC Racing Team a 2'05''
6° Danilo Napolitano (Ita) Katusha a 2'15''
7° Philippe Gilbert (Bel) Omega Pharma - Lotto a 2'17''
8° Stuart O'Grady (Aus) Team Saxo Bank a 2'40''
9° Tyler Farrar (Usa) Garmin Transitions a 2'41''
10° Heinrich Haussler (Ger) Cervelo TestTeam a 2'43''

fonte: cyclingnews.com

mercoledì 13 gennaio 2010

Passaporto biologico e Tour Down Under, scelte incomprensibili

Pochi giorni fa su questo sito ho parlato del caso del giovane Alexander Kristoff, impossibilitato a correre qualsiasi gara del Pro Tour o del calendario mondiale finchè non avrà fatto i test previsti per il passaporto biologico. L'articolo lo trovate qua.
Non passa, quindi, neanche una settimana che mi ritrovo a parlare di un caso praticamente identico, quello del tedesco Andreas Stauff, neo acquisto della QuickStep, che non è ancora stato sottoposto ai test e che non potrà correre, come il collega Kristoff, nessuna corsa a livello mondiale.
E fin qui, niente di nuovo, la disorganizzazione dell'UCI è ancora più palese e un altro giovane non potrà mettersi in mostra nella prima gara dell'anno obbligando, tra l'altro, la sua squadra a correre con un uomo in meno.
Ma c'è un particolare che stona con la rigidità dell'UCI nel trattamento dei due atleti sopracitati: al Tour Down Under, corsa Pro Tour che si corre in Australia, è stata invitata una squadra di corridori australiani, una specie di selezione nazionale, composta da corridori di squadre continental. E, ovviamente, nessuno di loro ha il passaporto biologico. Ma per accontentare gli organizzatori e la federazione australiana, ai corridori è permesso correre chiudendo un occhio sui regolamenti. Cosa che, e qui sta la cosa incomprensibile, non è permesso ai corridori di squadre ProTour.
Il regolamento c'è e andrebbe applicato per tutti, se si applicano delle deroghe andrebbero applicate per tutti. Insomma, o si ha il passaporto biologico o non si corre. Punto.
L'importante è trovare una soluzione a questo scempio, perchè è anche da queste piccole cose che si vede come funziona una federazione internazionale. In questo caso, abbastanza male.