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mercoledì 4 luglio 2012
Doping. Alex Rasmussen squalificato per 18 mesi, licenziato dalla Garmin Sharp
Il corridore danese Alex Rasmussen della Garmin Sharp è stato squalificato per 18 mesi dal TAS a seguito del ricorso dell'UCI all'assoluzione del corridore da parte degli organismi nazionali danesi. La squalifica, secondo quanto riportato dal comunicato del TAS, partirà il 1° ottobre 2011 quindi Rasmussen perderà tutti i risultati ottenuti da quel giorno a oggi.
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mercoledì 6 ottobre 2010
ProTour 2011, 20 squadre chiedono la licenza, 14 per la Professional
In data 5 Ottobre l'UCI ha emesso un comunicato sulle richieste pervenute per la registrazione alla prima e alla seconda divisione nel 2011. L'UCI, in associazione con la Ernst & Young, ha valutato quanto le squadre sono conformi ai regolamenti della federazione, specialmente nella parte dedicata all'amministrazione e alle finanze. I fascicoli presi in considerazione sono stati inviati all'UCI entro il 1° ottobre con alcune delle informazioni più importanti riguardanti budget, sponsor, solidità bancaria, corridori sotto contratto e struttura societaria.
A questo punto, sono tre le casistiche prese in considerazione dal comunicato dell'UCI, più tre casi riguardanti Astana, Europcar e Pegasus Sport.
1) Squadre già in possesso di una licenza ProTour per il 2011
- Ag2R - La Mondiale (Fra)
- Katusha (Rus)
- Lampre - ISD (Ita)
- Omega Pharma - Lotto (Bel)
- Quick Step Cycling Team (Bel)
- Rabobank Cycling Team (Ned)
- Saxo Bank Sungard (Den)
- Sky ProCycling (Gbr)
- Team Garmin - Cervelo (Usa)
- Team RadioShack (Usa)
Per queste squadre il processo di registrazione verrà completato entro il 1° Novembre se non ci saranno irregolarità. Nel tal caso, la richiesta verrà spostata alla Commissione Licenze.
2) Squadre che richiedono il rinnovo della licenza o una nuova licenza ProTour per il 2011
- BMC Racing Team (Usa)
- Cofidis (Fra)
- Euskaltel - Euskadi (Esp)
- Francaise des Jeux (Fra)
- Geox - TMC (Esp)
- HTC - Highroad (Usa)
- Liquigas Cannondale (Ita)
- Luxembourg Pro Cycling Project (Lux)
- Telefonica Movistar (Esp)
- Vacansoleil - DCM Procycling Team (Ned)
Per queste squadre la richiesta verrà mandata direttamente alla Commissione Licenze che, successivamente, accorderà la registrazione al ProTour per il 2011 soltanto a un numero limitato di squadre, visto che il totale delle squadre ProTour è fissato a 18.
3) Squadre che richiedono la licenza Professional Continental per il 2011
- Andalucia Caja Granada (Esp)
- Androni Giocattoli (Ita)
- Caja Rural (Esp)
- CCC Polsat Polkowice (Pol)
- Colnago CSF Inox (Ita)
- De Rosa - Ceramica Flaminia (Ita)
- Farnese Vini - Neri Sottoli (Ita)
- Landbouwkrediet (Bel)
- NetApp (Ger)
- Saur - Sojasun (Fra)
- Skil - Shimano (Ned)
- Topsport Vlaanderen - Mercator (Bel)
- United Healthcare Presented by Maxxis (Usa)
- Verandas Willems (Bel)
Per queste squadre, in totale 14, il processo sarà simile a quello delle squadre che hanno già la licenza ProTour e il loro status verrà registrato entro il 1° Novembre se non verranno riscontrare anomalie.
Ma come ogni anno, non sono tanto le richieste arrivate a far discutere ma quelle che, ancora, non sono state inviate o che non risultanto dal comunicato UCI.
La situazione più rumorosa è quella dell'Astana: la squadra kazaka, come dichiarato da un comunicato della stessa società, aveva sottoposto all'UCI la propria richiesta di rinnovo della licenza ma la squadra "non risulta sulla lista dei team selezionati per il ProTour solo temporaneamente a causa di un periodo troppo breve per allegare le dovute garanzie bancarie che saranno inviate all'UCI nelle prossime ore". Quando l'UCI riceverà da parte dell'Astana le garanzie bancarie dovute, la richiesta della squadra verrà discussa, ma nel frattempo la tassa di iscrizione della squadra salirà di 1000 franchi svizzeri al giorno automaticamente e qualsiasi corridori sotto contratto potrà concludere il proprio contratto unilateralmente entro il 31 ottobre.
Altra situazione scottante è quella della squadra australiana Team Pegasus che, nonostante non abbia ancora trovato uno sponsor principale per il 2011, sembrava destinata a richiedere una licenza ProTour per la prossima stagione. Questo il commento di uno dei nuovi acquisti della squadra, Robbie McEwen: "Deve essere un errore perché so che la squadra ha richiesto una licenza ProTour. Qualcuno ha portato il documento di richiesta direttamente da Brisbane in Svizzera la scorsa settimana".
Situazione sotto controllo, invece, per la nuova squadra di Jean-René Bernaudeau che ha ricevuto una estensione del tempo richiesto mentre stava cercando un rimpiazzo al precedente sponsor, la BBox Bouygues Telecom, con un altro, poi rivelatosi l'Europcar. Ma sembra praticamente certo che la squadra francese correrà con licenza Professional Continental nel 2011.
Rimaniamo in attesa dei successivi sviluppi, sperando che tutti questi controlli e questa grande serietà possano servire al ciclismo per offrire uno spettacolo sempre più ad alto livello, aggiungendo anche maggiore sicurezza e stabilità economica ai corridori.
A questo punto, sono tre le casistiche prese in considerazione dal comunicato dell'UCI, più tre casi riguardanti Astana, Europcar e Pegasus Sport.
1) Squadre già in possesso di una licenza ProTour per il 2011
- Ag2R - La Mondiale (Fra)
- Katusha (Rus)
- Lampre - ISD (Ita)
- Omega Pharma - Lotto (Bel)
- Quick Step Cycling Team (Bel)
- Rabobank Cycling Team (Ned)
- Saxo Bank Sungard (Den)
- Sky ProCycling (Gbr)
- Team Garmin - Cervelo (Usa)
- Team RadioShack (Usa)
Per queste squadre il processo di registrazione verrà completato entro il 1° Novembre se non ci saranno irregolarità. Nel tal caso, la richiesta verrà spostata alla Commissione Licenze.
2) Squadre che richiedono il rinnovo della licenza o una nuova licenza ProTour per il 2011
- BMC Racing Team (Usa)
- Cofidis (Fra)
- Euskaltel - Euskadi (Esp)
- Francaise des Jeux (Fra)
- Geox - TMC (Esp)
- HTC - Highroad (Usa)
- Liquigas Cannondale (Ita)
- Luxembourg Pro Cycling Project (Lux)
- Telefonica Movistar (Esp)
- Vacansoleil - DCM Procycling Team (Ned)
Per queste squadre la richiesta verrà mandata direttamente alla Commissione Licenze che, successivamente, accorderà la registrazione al ProTour per il 2011 soltanto a un numero limitato di squadre, visto che il totale delle squadre ProTour è fissato a 18.
3) Squadre che richiedono la licenza Professional Continental per il 2011
- Andalucia Caja Granada (Esp)
- Androni Giocattoli (Ita)
- Caja Rural (Esp)
- CCC Polsat Polkowice (Pol)
- Colnago CSF Inox (Ita)
- De Rosa - Ceramica Flaminia (Ita)
- Farnese Vini - Neri Sottoli (Ita)
- Landbouwkrediet (Bel)
- NetApp (Ger)
- Saur - Sojasun (Fra)
- Skil - Shimano (Ned)
- Topsport Vlaanderen - Mercator (Bel)
- United Healthcare Presented by Maxxis (Usa)
- Verandas Willems (Bel)
Per queste squadre, in totale 14, il processo sarà simile a quello delle squadre che hanno già la licenza ProTour e il loro status verrà registrato entro il 1° Novembre se non verranno riscontrare anomalie.
Ma come ogni anno, non sono tanto le richieste arrivate a far discutere ma quelle che, ancora, non sono state inviate o che non risultanto dal comunicato UCI.
La situazione più rumorosa è quella dell'Astana: la squadra kazaka, come dichiarato da un comunicato della stessa società, aveva sottoposto all'UCI la propria richiesta di rinnovo della licenza ma la squadra "non risulta sulla lista dei team selezionati per il ProTour solo temporaneamente a causa di un periodo troppo breve per allegare le dovute garanzie bancarie che saranno inviate all'UCI nelle prossime ore". Quando l'UCI riceverà da parte dell'Astana le garanzie bancarie dovute, la richiesta della squadra verrà discussa, ma nel frattempo la tassa di iscrizione della squadra salirà di 1000 franchi svizzeri al giorno automaticamente e qualsiasi corridori sotto contratto potrà concludere il proprio contratto unilateralmente entro il 31 ottobre.
Altra situazione scottante è quella della squadra australiana Team Pegasus che, nonostante non abbia ancora trovato uno sponsor principale per il 2011, sembrava destinata a richiedere una licenza ProTour per la prossima stagione. Questo il commento di uno dei nuovi acquisti della squadra, Robbie McEwen: "Deve essere un errore perché so che la squadra ha richiesto una licenza ProTour. Qualcuno ha portato il documento di richiesta direttamente da Brisbane in Svizzera la scorsa settimana".
Situazione sotto controllo, invece, per la nuova squadra di Jean-René Bernaudeau che ha ricevuto una estensione del tempo richiesto mentre stava cercando un rimpiazzo al precedente sponsor, la BBox Bouygues Telecom, con un altro, poi rivelatosi l'Europcar. Ma sembra praticamente certo che la squadra francese correrà con licenza Professional Continental nel 2011.
Rimaniamo in attesa dei successivi sviluppi, sperando che tutti questi controlli e questa grande serietà possano servire al ciclismo per offrire uno spettacolo sempre più ad alto livello, aggiungendo anche maggiore sicurezza e stabilità economica ai corridori.
sabato 2 ottobre 2010
Doping. Sospesa la spagnola Fullana, 2 anni a Giunti e Rebellin
Un lungo comunicato è apparso sul sito dell'UCI su alcune decisioni prese in materia di doping.
L'UCI ha comunicato all'atleta spagnola Margarita Fullana che è stata provvisoriamente sospesa. La decisione in merito alla sospensione è stata presa a seguito di un rapporto dal laboratorio accredidato Wada di Montreal che indicava la scoperta di tracce di EPO nel campione di urine prelevato alla ciclista in un test fuori dalle competizioni il 30 Agosto 2010. La sospensione della Fullana rimarrà in vigore finché una commissione giudicante formata dalla Federazione Spagnola determinerà se l'atleta ha commesso una violazione alle leggi sull'antidoping. L'atleta ha diritto alla richiesta e alla verifica delle analisi sul campione B.
Inoltre, l'UCI ha reso note anche alcune decisioni che le federazioni nazionali hanno preso in merito alle sanzioni per positività all'antidoping.
La Federazione Spagnola ha punito Eladio Jimenez Sanchez con una sospensione di 2 anni e con una multa di 8400 euro.
La Federazione Italiana ha punito Massimo Giunti con una sospensione di 2 anni e con una multa di 1750 euro.
La Federazione Monegasca ha punito Davide Rebellin con una sospensione di 2 anni a partire dal 28 Aprile 2009.
L'UCI ha comunicato all'atleta spagnola Margarita Fullana che è stata provvisoriamente sospesa. La decisione in merito alla sospensione è stata presa a seguito di un rapporto dal laboratorio accredidato Wada di Montreal che indicava la scoperta di tracce di EPO nel campione di urine prelevato alla ciclista in un test fuori dalle competizioni il 30 Agosto 2010. La sospensione della Fullana rimarrà in vigore finché una commissione giudicante formata dalla Federazione Spagnola determinerà se l'atleta ha commesso una violazione alle leggi sull'antidoping. L'atleta ha diritto alla richiesta e alla verifica delle analisi sul campione B.
Inoltre, l'UCI ha reso note anche alcune decisioni che le federazioni nazionali hanno preso in merito alle sanzioni per positività all'antidoping.
La Federazione Spagnola ha punito Eladio Jimenez Sanchez con una sospensione di 2 anni e con una multa di 8400 euro.
La Federazione Italiana ha punito Massimo Giunti con una sospensione di 2 anni e con una multa di 1750 euro.
La Federazione Monegasca ha punito Davide Rebellin con una sospensione di 2 anni a partire dal 28 Aprile 2009.
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giovedì 30 settembre 2010
Doping. Confermata la positività di Ezequiel Mosquera insieme al compagno Garcia Dapena
Della raffica di notizie sul doping che sono arrivate oggi, finalmente arriva anche qualche spiraglio di verità. Gli spagnoli Ezequiel Mosquera e David Garcia Dapena, rispettivamente secondo e undicesimo all'ultima Vuelta a Espana, sono stati trovati positivi dall'UCI a una sostanza chiamata Hydroxyethyl starch, a seguito di un controllo del 16 settembre scorso, proprio durante la corsa spagnola. Il laboratorio che ha rintracciato la positività è quello di Colonia, affiliato alla Wada. I due corridori della Xacobeo Galicia non sono stati sospesi perché la sostanza non è un vero e proprio prodotto dopante ma un coprente, utilizzato per mascherare altri prodotti.
Doping. Contador, Riccò, Mosquera: tutti già condannati, ma le prove?
Che giornata... che giornata! Neanche il tempo di festeggiare per la vittoria di Cancellara al Mondiale di Melbourne che le pagine web dei maggiori giornali sportivi si sono riempite di notizie sul doping, sulle positività, su sostanze sconosciute e capsule. Cerchiamo di fare un po' d'ordine, dando una comunicazione chiara su una situazione che, ovviamente, è molto più chiara di quello che sembra.
Iniziamo da Alberto Contador. Riportiamo la notizia.
"Alberto Contador è risultato positivo al Clenbuterolo, sostanza vietata da quest'anno al Tour de France. Lo spagnolo si era sottoposto al controllo il 21 luglio scorso nel secondo giorno di riposo del Tour a Pau, nei Pirenei. Un messaggio rilasciato dal suo addetto stampa personale spiega che Contador è stato vittima di una contaminazione degli alimenti. Dal momento della prima comunicazione dell'UCI in data 24 agosto, la contaminazione di Alberto Contador pare sia l'unica possibile spiegazione di quanto è accaduto e ora toccherà alle autorità del ciclismo chiarire questo gravissimo problema. Gli esperti consultati finora hanno deciso che questo è una caso di contaminazione degli alimenti, soprattutto se si considera il numero di test a cui si è sottoposto Contador all'ultimo Tour de France".
Bene. Ora, da ulteriori notizie e indiscrezioni, è venuto fuori che, parlando di quantità, qui si parla di "50 picogrammi, ben 400 volte meno del minimo fissato per parlarsi di doping". E quindi? Dov'è la notizia? Perché la sospensione?
In più, Contador ha successivamente dichiarato che: "Nelle analisi del 20 luglio non c'è traccia di nulla, in quelle del 21 poche tracce di clenbuterolo, in quelle del 22 ancora meno tracce. Significa che ho assunto cibo contaminato la sera del 20 luglio. E quella sera a cena ho mangiato un filetto che avevo fatto arrivare dalla Spagna".
Caso chiuso? Non andava neanche aperto se questa è la realtà.
Passiamo a Riccardo Riccò. Ecco la notizia, direttamente da Leggo.
"Altro colpo da ko per il ciclismo. E’ sotto inchiesta per doping Riccardo Riccò, secondo classificato al Giro d’Italia 2008. Nell’ambito della recente indagine dei Nas, che la scorsa settimana ha smascherato un’organizzazione con base a Roma, dedita al traffico di sostanze dopanti, Riccò ha infatti subito una perquisizione domiciliare presso la sua casa in località Serra Mazzoni, in provincia di Modena, nel corso della quale sono state trovate una cinquantina di compresse considerate dagli inquirenti sospette. Si tratta di pasticche anonime, conservate sfuse in un armadietto e in parte sminuzzate, quindi per identificarne la sostanza bisognerà attendere il risultato delle analisi. Riccò, al momento, risulta comunque denunciato dai carabinieri per violazione della legge sul doping, perché il suo nome compare in diverse intercettazioni telefoniche.
Riccò, come è noto, è cognato di Enrico Rossi, il ciclista arrestato la settimana scorsa insieme ad altre quattro persone tra cui un farmacista e un’infermiera. Inoltre, l’atleta ha sulle spalle già un precedente. Due anni fa, mentre era impegnato nel Tour de France, fu trovato positivo al Cera (Epo di terza generazione) e per questo subì una squalifica di due anni, scaduta a marzo scorso. Non solo. L’indagine dei Nas è iniziata a seguito di un sms inviato da uno sconosciuto, forse per errore, proprio all’allenatore di Riccò, nel quale si chiedevano informazioni su come reperire l’Epo.
Attualmente Riccò corre per la Ceramica Flaminia di Rieti, nel Lazio, stessa squadra del ciclista arrestato Rossi. E c’è un altro professionista iscritto alla Ceramica Flaminia ad essere finito nei guai: si tratta di Donato Cannone, pugliese, nato nel 1982. A casa di Cannone, anche lui denunciato per doping, i Nas hanno trovato 30 fiale e 40 compresse tra eccitanti e cortisonici".
Oltre a evidenziare il fatto che Riccò, da un pochino di tempo, corre per la Vacansoleil e non più per la Ceramica Flaminia (conoscenza del settore di chi ha scritto l'articolo molto elevata), dove sta la notizia? Che Donato Cannone è stato denunciato per possesso di eccitanti e cortisonici, ma Riccò? Cos'ha fatto? E' indagato perché risulta in alcune telefonate, per il resto sono notizie senza significato, per adesso. Le compresse sono anonime, le sostanze sono sconosciute attualmente. Se poi il tutto verrà verificato in prodotti dopanti, Riccò verrà giustamente denunciato, ma adesso?
E terminiamo con Ezequiel Mosquera.
"Ezequiel Mosquera, secondo all'ultimo Giro di Spagna, è risultato positivo. A dare la notizia per prima è stata Cadena Ser poi confermata dal sito spagnolo biciciclismo.com. Il 35enne corridore spagnolo, secondo alle spalle di Vincenzo Nibali all'ultima Vuelta, aveva firmato un nuovo contratto con la formazione olandese Vacansoleil. Ma non è tutto: sembra che anche un secondo corridore della Xacobeo Galicia sia risultato positivo alla Vuelta".
Risultato positivo. Per cosa? Non si sa. Quando? Non si sa. Lo scopriremo solo vivendo, diceva la Gialappa's.
Quindi, riassumendo: quello di Contador non è doping, Riccò è indagato ma poco di più, di Mosquera si sa ancora meno. Lungi da me fare la morale sul ciclismo e sul doping dicendo che non esiste e che sono in pochi quelli che si dopano, anche perché penso l'esatto contrario. Io, che non sono un giornalista, sono per il buon giornalismo, quello fatto di notizie vere e sensate, cercando la verità e non il titolone. Seguirò attentamente la faccenda con estremo interesse e condannerò sempre chi verrà scoperto positivo (sottolineo la parola scoperto), ma finché non ci sono condanne o sentenze, per favore, rimaniamo in silenzio. Ah, tanto per gradire, Franco Pellizotti sta aspettando ancora il giudizio su dei valori anomali del 2009 e, intanto, non può correre: avete sentito qualcuno scagliarsi contro la giustizia sportiva in favore del corridore italiano? Esatto, no.
Ultima cosa: per caso sono iniziati i Mondiali? Perché tutte queste positività contemporaneamente, mi destano qualche sospetto.
Iniziamo da Alberto Contador. Riportiamo la notizia.
"Alberto Contador è risultato positivo al Clenbuterolo, sostanza vietata da quest'anno al Tour de France. Lo spagnolo si era sottoposto al controllo il 21 luglio scorso nel secondo giorno di riposo del Tour a Pau, nei Pirenei. Un messaggio rilasciato dal suo addetto stampa personale spiega che Contador è stato vittima di una contaminazione degli alimenti. Dal momento della prima comunicazione dell'UCI in data 24 agosto, la contaminazione di Alberto Contador pare sia l'unica possibile spiegazione di quanto è accaduto e ora toccherà alle autorità del ciclismo chiarire questo gravissimo problema. Gli esperti consultati finora hanno deciso che questo è una caso di contaminazione degli alimenti, soprattutto se si considera il numero di test a cui si è sottoposto Contador all'ultimo Tour de France".
Bene. Ora, da ulteriori notizie e indiscrezioni, è venuto fuori che, parlando di quantità, qui si parla di "50 picogrammi, ben 400 volte meno del minimo fissato per parlarsi di doping". E quindi? Dov'è la notizia? Perché la sospensione?
In più, Contador ha successivamente dichiarato che: "Nelle analisi del 20 luglio non c'è traccia di nulla, in quelle del 21 poche tracce di clenbuterolo, in quelle del 22 ancora meno tracce. Significa che ho assunto cibo contaminato la sera del 20 luglio. E quella sera a cena ho mangiato un filetto che avevo fatto arrivare dalla Spagna".
Caso chiuso? Non andava neanche aperto se questa è la realtà.
Passiamo a Riccardo Riccò. Ecco la notizia, direttamente da Leggo.
"Altro colpo da ko per il ciclismo. E’ sotto inchiesta per doping Riccardo Riccò, secondo classificato al Giro d’Italia 2008. Nell’ambito della recente indagine dei Nas, che la scorsa settimana ha smascherato un’organizzazione con base a Roma, dedita al traffico di sostanze dopanti, Riccò ha infatti subito una perquisizione domiciliare presso la sua casa in località Serra Mazzoni, in provincia di Modena, nel corso della quale sono state trovate una cinquantina di compresse considerate dagli inquirenti sospette. Si tratta di pasticche anonime, conservate sfuse in un armadietto e in parte sminuzzate, quindi per identificarne la sostanza bisognerà attendere il risultato delle analisi. Riccò, al momento, risulta comunque denunciato dai carabinieri per violazione della legge sul doping, perché il suo nome compare in diverse intercettazioni telefoniche.
Riccò, come è noto, è cognato di Enrico Rossi, il ciclista arrestato la settimana scorsa insieme ad altre quattro persone tra cui un farmacista e un’infermiera. Inoltre, l’atleta ha sulle spalle già un precedente. Due anni fa, mentre era impegnato nel Tour de France, fu trovato positivo al Cera (Epo di terza generazione) e per questo subì una squalifica di due anni, scaduta a marzo scorso. Non solo. L’indagine dei Nas è iniziata a seguito di un sms inviato da uno sconosciuto, forse per errore, proprio all’allenatore di Riccò, nel quale si chiedevano informazioni su come reperire l’Epo.
Attualmente Riccò corre per la Ceramica Flaminia di Rieti, nel Lazio, stessa squadra del ciclista arrestato Rossi. E c’è un altro professionista iscritto alla Ceramica Flaminia ad essere finito nei guai: si tratta di Donato Cannone, pugliese, nato nel 1982. A casa di Cannone, anche lui denunciato per doping, i Nas hanno trovato 30 fiale e 40 compresse tra eccitanti e cortisonici".
Oltre a evidenziare il fatto che Riccò, da un pochino di tempo, corre per la Vacansoleil e non più per la Ceramica Flaminia (conoscenza del settore di chi ha scritto l'articolo molto elevata), dove sta la notizia? Che Donato Cannone è stato denunciato per possesso di eccitanti e cortisonici, ma Riccò? Cos'ha fatto? E' indagato perché risulta in alcune telefonate, per il resto sono notizie senza significato, per adesso. Le compresse sono anonime, le sostanze sono sconosciute attualmente. Se poi il tutto verrà verificato in prodotti dopanti, Riccò verrà giustamente denunciato, ma adesso?
E terminiamo con Ezequiel Mosquera.
"Ezequiel Mosquera, secondo all'ultimo Giro di Spagna, è risultato positivo. A dare la notizia per prima è stata Cadena Ser poi confermata dal sito spagnolo biciciclismo.com. Il 35enne corridore spagnolo, secondo alle spalle di Vincenzo Nibali all'ultima Vuelta, aveva firmato un nuovo contratto con la formazione olandese Vacansoleil. Ma non è tutto: sembra che anche un secondo corridore della Xacobeo Galicia sia risultato positivo alla Vuelta".
Risultato positivo. Per cosa? Non si sa. Quando? Non si sa. Lo scopriremo solo vivendo, diceva la Gialappa's.
Quindi, riassumendo: quello di Contador non è doping, Riccò è indagato ma poco di più, di Mosquera si sa ancora meno. Lungi da me fare la morale sul ciclismo e sul doping dicendo che non esiste e che sono in pochi quelli che si dopano, anche perché penso l'esatto contrario. Io, che non sono un giornalista, sono per il buon giornalismo, quello fatto di notizie vere e sensate, cercando la verità e non il titolone. Seguirò attentamente la faccenda con estremo interesse e condannerò sempre chi verrà scoperto positivo (sottolineo la parola scoperto), ma finché non ci sono condanne o sentenze, per favore, rimaniamo in silenzio. Ah, tanto per gradire, Franco Pellizotti sta aspettando ancora il giudizio su dei valori anomali del 2009 e, intanto, non può correre: avete sentito qualcuno scagliarsi contro la giustizia sportiva in favore del corridore italiano? Esatto, no.
Ultima cosa: per caso sono iniziati i Mondiali? Perché tutte queste positività contemporaneamente, mi destano qualche sospetto.
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mercoledì 29 settembre 2010
Mondiali 2013 a Firenze, l'UCI sceglie la proposta italiana
Apprendiamo e riportiamo dal sito della Federciclismo la notizia che i Mondiali su strada del 2013 sono stati assegnati alla candidatura italiana di Firenze, Lucca, Pistoia e Montecatini Terme. Il progetto ha battuto la concorrenza di Ponferrada, in Spagna, e Hooglede Gits, in Belgio, e permetterà all'Italia di rivivere i Mondiali di ciclismo dopo l'entusiasmante edizione di Varese 2010.
I primi commenti sono arrivati dalla bocca del presidente della Federazione Italiana Renato Di Rocco: "E' la vittoria del ciclismo italiano. Firenze, Lucca, Montecatini Terme e Pistoia organizzeranno i Campionati del Mondo Ciclismo su strada 2013. E' la vittoria della profonda tradizione ciclistica toscana. E' la vittoria per Franco Ballerini. E' la vittoria per il grande saggio Alfredo Martini. Al Comitato Organizzatore, presieduto da Claudio Rossi, che insieme agli Enti locali ha portato avanti un progetto vincente che amalgama le bellezze del territorio alle fatiche del ciclismo, il nostro sostegno, con la certezza che l'Italia ancora una volta saprà distinguersi per la sua eccellenza. E' anche con soddisfazione che a Montichiari, il primo velodromo coperto in Italia, siano stati assegnati i Mondiali di paraciclismo del 2011, prova valida per la qualificazione paraolimpica. Sono orgoglioso di rappresentare uno sport che si distingue nel nostro territorio come a livello internazionale per capacità organizzative, merito anche della gente comune che, appassionata delle due ruote, vuole vivere sempre di più il ciclismo".
I primi commenti sono arrivati dalla bocca del presidente della Federazione Italiana Renato Di Rocco: "E' la vittoria del ciclismo italiano. Firenze, Lucca, Montecatini Terme e Pistoia organizzeranno i Campionati del Mondo Ciclismo su strada 2013. E' la vittoria della profonda tradizione ciclistica toscana. E' la vittoria per Franco Ballerini. E' la vittoria per il grande saggio Alfredo Martini. Al Comitato Organizzatore, presieduto da Claudio Rossi, che insieme agli Enti locali ha portato avanti un progetto vincente che amalgama le bellezze del territorio alle fatiche del ciclismo, il nostro sostegno, con la certezza che l'Italia ancora una volta saprà distinguersi per la sua eccellenza. E' anche con soddisfazione che a Montichiari, il primo velodromo coperto in Italia, siano stati assegnati i Mondiali di paraciclismo del 2011, prova valida per la qualificazione paraolimpica. Sono orgoglioso di rappresentare uno sport che si distingue nel nostro territorio come a livello internazionale per capacità organizzative, merito anche della gente comune che, appassionata delle due ruote, vuole vivere sempre di più il ciclismo".
giovedì 16 settembre 2010
Doping. Sospeso Oscar Sevilla, 2 anni a Eladio Jimenez, archiviato il caso Vania Rossi
Oscar Sevilla sospeso
L'Unione ciclistica internazionale ha sospeso in via cautelare il corridore spagnolo Oscar Sevilla. L'atleta, tesserato quest'anno in una squadra elite colombiana, è risultato positivo a un test antidoping durante il Giro di Colombia dello scorso mese e rimarrà in attesa di giudizio da parte della Federazione Spagnola. Il nome di Sevilla non è la prima volta che viene associato al doping: al corridore, infatti, era stato vietato di partecipare al Tour de France nel 2006 per collegamenti con l'Operacion Puerto e successivamente licenziato dalla sua squadra di allora, la T-Mobile, anche se successivamente lo spagnolo non è mai stato squalificato ma è passato a correre in squadre minori come la spagnola Relax e l'americana Rock Racing.
Archiviato il caso Vania Rossi
Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto dal dott. Francesco Plotino, ritenuta fondata la richiesta di archiviazione della Procura Antidoping del Coni, ha archiviato il procedimento a carico dell'atleta Vania Rossi (tesserata delle Federazione Ciclistica Italiana).
Il test di controanalisi della ciclista, compagna di Riccardo Riccò risultata positiva al CERA agli ultimi campionati italiani di ciclocross (10 gennaio), non avevano confermato la positività del primo campione. Mancavano i criteri minimi di Cera secondo i criteri della Wada.
Eladio Jimenez squalificato per 2 anni
L’Uci ha reso nota la conclusione della procedura aperta dalla Federazione Spagnola su richiesta dell’Uci stessa presentata in data 7 dicembre 2009: il corridore Eladio Jimenez Sanchez è stato squalificato per due anni a causa di una positività al doping, precisamente all'EPO Ricombinante, e gli è stata inflitta una ammenda di 8.400 Euro. Il corridore era stato trovato positivo nell'agosto 2009 dopo aver terminato al quinto posto il Giro del Portogallo con la Centro Ciclismo de Loulé.
L'Unione ciclistica internazionale ha sospeso in via cautelare il corridore spagnolo Oscar Sevilla. L'atleta, tesserato quest'anno in una squadra elite colombiana, è risultato positivo a un test antidoping durante il Giro di Colombia dello scorso mese e rimarrà in attesa di giudizio da parte della Federazione Spagnola. Il nome di Sevilla non è la prima volta che viene associato al doping: al corridore, infatti, era stato vietato di partecipare al Tour de France nel 2006 per collegamenti con l'Operacion Puerto e successivamente licenziato dalla sua squadra di allora, la T-Mobile, anche se successivamente lo spagnolo non è mai stato squalificato ma è passato a correre in squadre minori come la spagnola Relax e l'americana Rock Racing.
Archiviato il caso Vania Rossi
Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto dal dott. Francesco Plotino, ritenuta fondata la richiesta di archiviazione della Procura Antidoping del Coni, ha archiviato il procedimento a carico dell'atleta Vania Rossi (tesserata delle Federazione Ciclistica Italiana).
Il test di controanalisi della ciclista, compagna di Riccardo Riccò risultata positiva al CERA agli ultimi campionati italiani di ciclocross (10 gennaio), non avevano confermato la positività del primo campione. Mancavano i criteri minimi di Cera secondo i criteri della Wada.
Eladio Jimenez squalificato per 2 anni
L’Uci ha reso nota la conclusione della procedura aperta dalla Federazione Spagnola su richiesta dell’Uci stessa presentata in data 7 dicembre 2009: il corridore Eladio Jimenez Sanchez è stato squalificato per due anni a causa di una positività al doping, precisamente all'EPO Ricombinante, e gli è stata inflitta una ammenda di 8.400 Euro. Il corridore era stato trovato positivo nell'agosto 2009 dopo aver terminato al quinto posto il Giro del Portogallo con la Centro Ciclismo de Loulé.
venerdì 10 settembre 2010
Doping. Roy Sentjens confessa l'uso di EPO e si ritira dalle corse
Tramite una lunga lettera sul proprio sito internet, il belga Roy Sentjens ha confessato l'uso di EPO, scoperto tramite un controllo a sorpresa a metà agosto, e ha inoltre annunciato il suo ritiro dalle competizioni. Il corridore della Milram, 30 anni quest'anno, nella lettera si apre completamente, facendo trapelare la propria vita di uomo e ciclista, con i dubbi e le paure di non farcela, con l'idea sempre presente di ricorrere a uno scorciatoia più facile, specialmente quando tutto sembra andare storto, i risultati non arrivano più e un contratto professionistico diventa più importante anche della propria salute, perché c'è una famiglia da mantenere e dei conti da pagare. Una vita di un uomo qualunque che sbaglia, che ricorre a quello che è vietato, proibito, ma che ha la dignità e il coraggio, quando viene scoperto, di rendere pubblica la sua debolezza e la sua colpevolezza, senza ricorrere a dichiarazioni di guerra aperta sapendo di essere nel torto.
Se volete leggervi qualche passo della lettera, la potrete trovare sul sito ufficiale del corridore, mentre a questo link trovate già la versione tradotta in inglese Link.
Se volete leggervi qualche passo della lettera, la potrete trovare sul sito ufficiale del corridore, mentre a questo link trovate già la versione tradotta in inglese Link.
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mercoledì 8 settembre 2010
Doping. Il belga Roy Sentjens della Milram sospeso per EPO
Apprendiamo dal sito dell'UCI che il corridore Roy Sentjens della squadra tedesca Team Milrarm è stato provvisoriamente sospeso. La decisione di sospendere il corridore belga è la conseguenza di una comunicazione da parte del laboratorio di Colonia, accredidato WADA, che delle tracce di EPO Ricombinante sono state trovate in un campione di urina prelevato al corridore in un controllo fuori dalle competizioni il 16 Agosto. Fatta salva la richiesta di controanalisi del corridore, la sospensione rimarrà in forza finché la federazione belga non prenderà provvedimenti sul caso.
Sentjens, in questo momento, stava correndo la Vuelta a Espana ma la squadra ha già fatto sapere che il corridore, al primo anno con la Milram, a seguito della sospensione verrà rimosso dalla corsa. In un comunicato il team manager Gerry van Gerwen ha aggiunto che, come previsto dai regolamenti interni della squadra, verranno effettuate delle ulteriori analisi sul corridore da parte di esperto indipendente e riconosciuto dalla WADA per garantire maggiore trasparenza.
Sentjens, in questo momento, stava correndo la Vuelta a Espana ma la squadra ha già fatto sapere che il corridore, al primo anno con la Milram, a seguito della sospensione verrà rimosso dalla corsa. In un comunicato il team manager Gerry van Gerwen ha aggiunto che, come previsto dai regolamenti interni della squadra, verranno effettuate delle ulteriori analisi sul corridore da parte di esperto indipendente e riconosciuto dalla WADA per garantire maggiore trasparenza.
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sabato 12 giugno 2010
L'UCI sospende la Vorarlberg - Corratec per problemi finanziari
L'Unione Ciclistica Internazionale ha sospeso per problemi finanziari la squadra austriaca Professional Vorarlberg - Corratec. La notizia è stata confermata da varie fonti interne all'UCI ma la comunicazione ufficiale non è ancora arrivata. La sospensione è provvisoria dato che la squadra ha perso la licenza per correre finché la situazione di disagio non sarà risolta. Ulteriori conferme a questa notizia arrivano dall'assenza della squadra alla partenza del Delta Tour Zeeland che è iniziato ieri in Olanda e dal fatto che il profilo della squadra è scomparso dal sito dell'UCI tra le squadre Professional.
I problemi economici della piccola squadra austriaca sono iniziati circa due anni fa quando lo sponsor principale, la Volksbank, ha lasciato la squadra. La formazione è ufficialmente composta da 18 corridori, per la maggior parte austriaci, della quale fanno parte anche gli italiani Piergiorgio Camussa, Andrea Capelli e Alexander Gufler. Corridori di spicco della squadra sono Rene Haselbacher, ex atleta di Astana e Gerolsteiner, lo svizzero Hubert Schwab, quattro anni con la Quick Step e il tedesco Sebastian Siedler. Il miglior piazzamento della squadra nel 2010, ancora a secco di vittoria, è stato il secondo posto dello svizzero Andreas Dietziker in una tappa della Settimana Lombarda a inizio aprile mentre Haselbacher è giunto per due volte terzo al Tour de Langkawi in Malesia a marzo, mentre Siedler nel 2009 aveva assicurato alla squadra due vittorie, una in Danimarca e una in Turchia.
I problemi economici della piccola squadra austriaca sono iniziati circa due anni fa quando lo sponsor principale, la Volksbank, ha lasciato la squadra. La formazione è ufficialmente composta da 18 corridori, per la maggior parte austriaci, della quale fanno parte anche gli italiani Piergiorgio Camussa, Andrea Capelli e Alexander Gufler. Corridori di spicco della squadra sono Rene Haselbacher, ex atleta di Astana e Gerolsteiner, lo svizzero Hubert Schwab, quattro anni con la Quick Step e il tedesco Sebastian Siedler. Il miglior piazzamento della squadra nel 2010, ancora a secco di vittoria, è stato il secondo posto dello svizzero Andreas Dietziker in una tappa della Settimana Lombarda a inizio aprile mentre Haselbacher è giunto per due volte terzo al Tour de Langkawi in Malesia a marzo, mentre Siedler nel 2009 aveva assicurato alla squadra due vittorie, una in Danimarca e una in Turchia.
venerdì 4 giugno 2010
Doping. De Bonis e Caucchioli squalificati 2 anni per il Passaporto Biologico
Negli ultimi giorni sono arrivate anche le prime squalifiche per valori irregolari riscontrati nel Passaporto Biologico dei corridori. I primi due atleti a incappare in questa squalifica sono stati gli italiani Francesco De Bonis e Pietro Caucchioli.
LE SENTENZE DEL TNA
Queste le due sentenze del Tribunale Nazionale Antidoping:
- "Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto da Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico di Francesco De Bonis, ritenuta la responsabilità dell’atleta in ordine alla violazione antidoping, gli infligge 2 anni di squalifica, con decorrenza dal 18/06/2009 e scadenza fissata al 17/06/2011. Condanna, inoltre, l’atleta alla sanzione pecuniaria di Euro 13.750,00. Lo condanna altresì al pagamento della somma di 3.500 franchi svizzeri per costi sostenuti dall’UCI e alla somma di Euro 15.737,20 sostenute dal CONI, per spese del procedimento disciplinare, ivi incluso l’onorario del consulente tecnico d’ufficio pari a Euro 3.000,00, meno Euro 1.000,00 già anticipate dalla parte".
- "Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto da Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico di Pietro Caucchioli, ritenuta la responsabilità dell’atleta medesimo in ordine alla violazione antidoping, gli infligge 2 anni di squalifica, a decorrere dal 18/06/2009 e con scadenza fissata al 17/06/2011. Condanna altresì l’atleta al pagamento della somma di 2.500 franchi svizzeri per costi sostenuti dall’UCI e alla somma di Euro 2.000,00 sostenuta dal CONI per spese del procedimento disciplinare".
LE REAZIONI DI DE BONIS E CAUCCHIOLI
Non si sono fatte attendere, come prevedibile, le reazioni dei due ciclisti.
- Questo è il comunicato che Francesco De Bonis ha rilasciato dopo la squalifica e che ho ritrovato dal sito di Repubblica.
"Comunico a seguito della sentenza del Tna (Tribunale Nazionale Antidoping) che pubblicherò gli atti in modo da illustrare le modalità con le quali si è giunti dopo un anno a questa sentenza, contro la quale ricorrerò in appello. Addirò anche la giustizia penale per i documenti falsi che sono stati prodotti sulla base dei quali sono stato ingiustamente condannato. Tutto ciò affinchè ogni altro atleta possa sapere che la procedura di accusa è di stampo inquisitorio. Ricorrerò anche alla Corte di Strasburgo contro un metodo che non consente nessun diritto di difesa per l'atleta".
- Questa è la lettera che Pietro Caucchioli ha inviato al sito internet tuttobiciweb.it in merito alla sua squalifica e che ripubblico. La fonte potrete trovarla qui.
"Il mio è un caso del tutto particolare e peculiare poiché l'accusa nei miei confronti non derivava (come è sempre avvenuto finora) da una riscontrata positività a qualche sostanza, bensì si basava solo su una presunzione di positività legata ad una valutazione dell'andamento dei miei parametri ematici nel corso del tempo. Oggi è stato applicato il passaporto biologico utilizzando dati NON CONFORMI AL PROTOCOLLO (creato a fine 2009) e in ogni caso le anomalie sono state riscontrate nel 2008: intendo sottolineare che nel corso dell'udienza il consulente della Procura Antidoping, Prof. D'Onofrio (che peraltro e' proprio uno degli esperti che hanno valutato il mio profilo per conto dell'UCI) ha ammesso la carenza di documentazione richiesta dal medesimo protocollo. TUTTO CIO' VI SEMBRA NORMALE? Faccio presente inoltre che, come le norme consentono, avevo richiesto un processo pubblico. Tale richiesta mi è stata incomprensibilmente negata. Non solo. Ho chiesto una perizia affinché fossero degli scienziati indipendenti e non legati da rapporti con l'UCI a valutare i dati ma anche ciò mi è stato negato. Attendo ora di leggere le motivazioni del TNA, riservandomi ovviamente
di fare appello e capire perchè mi siano stati inflitti due anni di squalifica, visto che il passaporto biologico, da regolamento UCI, può essere applicato solamente utilizzando dati che rispettino i requisiti di conformità. Il Passaporto Biologico vale 7 MILIONI di Euro, la mia carriera di ciclista molto meno".
LE SENTENZE DEL TNA
Queste le due sentenze del Tribunale Nazionale Antidoping:
- "Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto da Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico di Francesco De Bonis, ritenuta la responsabilità dell’atleta in ordine alla violazione antidoping, gli infligge 2 anni di squalifica, con decorrenza dal 18/06/2009 e scadenza fissata al 17/06/2011. Condanna, inoltre, l’atleta alla sanzione pecuniaria di Euro 13.750,00. Lo condanna altresì al pagamento della somma di 3.500 franchi svizzeri per costi sostenuti dall’UCI e alla somma di Euro 15.737,20 sostenute dal CONI, per spese del procedimento disciplinare, ivi incluso l’onorario del consulente tecnico d’ufficio pari a Euro 3.000,00, meno Euro 1.000,00 già anticipate dalla parte".
- "Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto da Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico di Pietro Caucchioli, ritenuta la responsabilità dell’atleta medesimo in ordine alla violazione antidoping, gli infligge 2 anni di squalifica, a decorrere dal 18/06/2009 e con scadenza fissata al 17/06/2011. Condanna altresì l’atleta al pagamento della somma di 2.500 franchi svizzeri per costi sostenuti dall’UCI e alla somma di Euro 2.000,00 sostenuta dal CONI per spese del procedimento disciplinare".
LE REAZIONI DI DE BONIS E CAUCCHIOLI
Non si sono fatte attendere, come prevedibile, le reazioni dei due ciclisti.
- Questo è il comunicato che Francesco De Bonis ha rilasciato dopo la squalifica e che ho ritrovato dal sito di Repubblica.
"Comunico a seguito della sentenza del Tna (Tribunale Nazionale Antidoping) che pubblicherò gli atti in modo da illustrare le modalità con le quali si è giunti dopo un anno a questa sentenza, contro la quale ricorrerò in appello. Addirò anche la giustizia penale per i documenti falsi che sono stati prodotti sulla base dei quali sono stato ingiustamente condannato. Tutto ciò affinchè ogni altro atleta possa sapere che la procedura di accusa è di stampo inquisitorio. Ricorrerò anche alla Corte di Strasburgo contro un metodo che non consente nessun diritto di difesa per l'atleta".
- Questa è la lettera che Pietro Caucchioli ha inviato al sito internet tuttobiciweb.it in merito alla sua squalifica e che ripubblico. La fonte potrete trovarla qui.
"Il mio è un caso del tutto particolare e peculiare poiché l'accusa nei miei confronti non derivava (come è sempre avvenuto finora) da una riscontrata positività a qualche sostanza, bensì si basava solo su una presunzione di positività legata ad una valutazione dell'andamento dei miei parametri ematici nel corso del tempo. Oggi è stato applicato il passaporto biologico utilizzando dati NON CONFORMI AL PROTOCOLLO (creato a fine 2009) e in ogni caso le anomalie sono state riscontrate nel 2008: intendo sottolineare che nel corso dell'udienza il consulente della Procura Antidoping, Prof. D'Onofrio (che peraltro e' proprio uno degli esperti che hanno valutato il mio profilo per conto dell'UCI) ha ammesso la carenza di documentazione richiesta dal medesimo protocollo. TUTTO CIO' VI SEMBRA NORMALE? Faccio presente inoltre che, come le norme consentono, avevo richiesto un processo pubblico. Tale richiesta mi è stata incomprensibilmente negata. Non solo. Ho chiesto una perizia affinché fossero degli scienziati indipendenti e non legati da rapporti con l'UCI a valutare i dati ma anche ciò mi è stato negato. Attendo ora di leggere le motivazioni del TNA, riservandomi ovviamente
di fare appello e capire perchè mi siano stati inflitti due anni di squalifica, visto che il passaporto biologico, da regolamento UCI, può essere applicato solamente utilizzando dati che rispettino i requisiti di conformità. Il Passaporto Biologico vale 7 MILIONI di Euro, la mia carriera di ciclista molto meno".
lunedì 31 maggio 2010
Alejandro Valverde squalificato, due anni di stop fino a fine 2011
Riprendo la notizia da Gazzetta.it. Seguiranno aggiornamenti e commenti sul caso.
"Il Tas di Losanna ha sospeso il ciclista spagnolo Alejandro Valverde per due anni, accogliendo il ricorso presentato dalla Unione Ciclistica Internazionale e dalla Wada, l'agenzia mondiale antidoping, contro la mancata sanzione da parte della federazione spagnola per il coinvolgimento del corridore nell'Operacion Puerto.
Il Tas ha fissato l'inizio della squalifica di Valverde al 1 gennaio 2010 ma ha respinto la richiesta di Uci e Wada per quanto riguarda l'annullamento dei risultati ottenuti da Valverde prima dell'inizio della squalifica. Nel 2009 il Coni aveva sanzionato Alejandro Valverde con una una squalifica di due anni sul solo territorio italiano, con la richiesta, al vaglio del Tribunale arbitrale di Losanna, di estendere lo stop a livello internazionale. Nel 2010 il leader della Caisse d'Epargne ha vinto 5 corse: la classifica finale del Giro del Mediterraneo, due tappe al Giro dei Paesi baschi, una tappa e la classifica finale del Giro di Romandia".
Comunicato di Alejandro Valverde
"Questa sanzione è da considerarsi totalmente ingiusta e illegale e per questo comunichiamo che verrà fatto ricorso presso il tribunale federale svizzero, massimo organo di giudizio svizzero e le cui decisioni sono impugnabili presso il Tribunale Europeo dei Diritti Umani. Il Tas ha riconosciuto che tutte le vittorie conseguite da Alejandro Valverde si sono basate sul fair play e che, in nessun caso, queste vittorie sono state ottenute come conseguenza di uso di pratiche proibite, il che conferma che Alejandro Valverde, probabilmente lo sportivo più controllato al mondo, non è ha mai fallito un controllo antidoping".
Francisco Sanchez Saber, rappresentante legale di Valverde
"E' una truffa della giustizia sportiva. Andiamo passo per passo e con pazienza per cercare di dimostrare l'innocenza di Valverde che è stato condannato per doping quando in circa 300 controlli effettuati negli ultimi anni non è mai stato trovato positivo". La sanzione a Valverde, secondo Sanchez Saber, "è una misura esemplare che il Tas ha scelto di adottare e finché non hanno raggiunto il loro scopo non si sono fermati".
Comunicato della Caisse d'Epargne, squadra di Valverde
"Accettiamo, e non possiamo fare altrimenti, la decisione. Fermo restando quanto sopra, vogliamo sottolineare che noi consideriamo la decisione del tutto ingiusta e incoerente. Vogliamo ricordare che il Tas afferma esplicitamente che non vi è alcuna prova che i risultati sportivi conseguiti da Alejandro Valverde siano derivanti da qualsiasi violazione antidoping.
In questo senso, la società capisce che la punizione "è una ulteriore conferma della posizione che ha sempre mantenuto Abarca Sports ", basata "sul comportamento esemplare a tutti i livelli " del corridore di Murcia "negli ultimi 5 anni e mezzo di permanenza con Abarca Sports".
Pat McQuaid, presidente dell'UCI
"Sono contento per la conclusione del caso Valverde. Da tempo era chiaro che fosse implicato nell’Operacion Puerto, ora finalmente è stato punito. È un messaggio chiaro per tutti i corridori: chiunque sia implicato in affari di doping, sarà perseguito fino alla condanna. Questo caso deve essere di esempio per tutti".
Il commento di Petrucci, presidente del CONI
"Finalmente questo lungo iter ha avuto conclusione. La giustizia anche se lenta arriva sempre alla parola fine, oramai non si può più farla franca. I miei complimenti vanno alla Procura Antidoping e al Tribunale Nazionale Antidoping del CONI che ha sempre creduto nella bontà del proprio provvedimento e a tutti gli organismi che hanno portato a questo risultato. Questa è una vittoria dell’etica e della correttezza".
Il commento di Juan Carlos Castano, presidente della federciclismo spagnola
"Accettiamo e rispettiamo la decisione del TAS, una decisione triste e dura per il ciclismo spagnolo e anche per l'interessato. Chi doveva prendere questa decisione era la RFEC secondo le norme spagnole e il diritto spagnolo. Noi sollecitammo il giudice dell'Operacion Puerto di lasciarci accedere alle prove per aprire un'inchiesta ma ricevemmo una risposta negativa".
"Il Tas di Losanna ha sospeso il ciclista spagnolo Alejandro Valverde per due anni, accogliendo il ricorso presentato dalla Unione Ciclistica Internazionale e dalla Wada, l'agenzia mondiale antidoping, contro la mancata sanzione da parte della federazione spagnola per il coinvolgimento del corridore nell'Operacion Puerto.
Il Tas ha fissato l'inizio della squalifica di Valverde al 1 gennaio 2010 ma ha respinto la richiesta di Uci e Wada per quanto riguarda l'annullamento dei risultati ottenuti da Valverde prima dell'inizio della squalifica. Nel 2009 il Coni aveva sanzionato Alejandro Valverde con una una squalifica di due anni sul solo territorio italiano, con la richiesta, al vaglio del Tribunale arbitrale di Losanna, di estendere lo stop a livello internazionale. Nel 2010 il leader della Caisse d'Epargne ha vinto 5 corse: la classifica finale del Giro del Mediterraneo, due tappe al Giro dei Paesi baschi, una tappa e la classifica finale del Giro di Romandia".
Comunicato di Alejandro Valverde
"Questa sanzione è da considerarsi totalmente ingiusta e illegale e per questo comunichiamo che verrà fatto ricorso presso il tribunale federale svizzero, massimo organo di giudizio svizzero e le cui decisioni sono impugnabili presso il Tribunale Europeo dei Diritti Umani. Il Tas ha riconosciuto che tutte le vittorie conseguite da Alejandro Valverde si sono basate sul fair play e che, in nessun caso, queste vittorie sono state ottenute come conseguenza di uso di pratiche proibite, il che conferma che Alejandro Valverde, probabilmente lo sportivo più controllato al mondo, non è ha mai fallito un controllo antidoping".
Francisco Sanchez Saber, rappresentante legale di Valverde
"E' una truffa della giustizia sportiva. Andiamo passo per passo e con pazienza per cercare di dimostrare l'innocenza di Valverde che è stato condannato per doping quando in circa 300 controlli effettuati negli ultimi anni non è mai stato trovato positivo". La sanzione a Valverde, secondo Sanchez Saber, "è una misura esemplare che il Tas ha scelto di adottare e finché non hanno raggiunto il loro scopo non si sono fermati".
Comunicato della Caisse d'Epargne, squadra di Valverde
"Accettiamo, e non possiamo fare altrimenti, la decisione. Fermo restando quanto sopra, vogliamo sottolineare che noi consideriamo la decisione del tutto ingiusta e incoerente. Vogliamo ricordare che il Tas afferma esplicitamente che non vi è alcuna prova che i risultati sportivi conseguiti da Alejandro Valverde siano derivanti da qualsiasi violazione antidoping.
In questo senso, la società capisce che la punizione "è una ulteriore conferma della posizione che ha sempre mantenuto Abarca Sports ", basata "sul comportamento esemplare a tutti i livelli " del corridore di Murcia "negli ultimi 5 anni e mezzo di permanenza con Abarca Sports".
Pat McQuaid, presidente dell'UCI
"Sono contento per la conclusione del caso Valverde. Da tempo era chiaro che fosse implicato nell’Operacion Puerto, ora finalmente è stato punito. È un messaggio chiaro per tutti i corridori: chiunque sia implicato in affari di doping, sarà perseguito fino alla condanna. Questo caso deve essere di esempio per tutti".
Il commento di Petrucci, presidente del CONI
"Finalmente questo lungo iter ha avuto conclusione. La giustizia anche se lenta arriva sempre alla parola fine, oramai non si può più farla franca. I miei complimenti vanno alla Procura Antidoping e al Tribunale Nazionale Antidoping del CONI che ha sempre creduto nella bontà del proprio provvedimento e a tutti gli organismi che hanno portato a questo risultato. Questa è una vittoria dell’etica e della correttezza".
Il commento di Juan Carlos Castano, presidente della federciclismo spagnola
"Accettiamo e rispettiamo la decisione del TAS, una decisione triste e dura per il ciclismo spagnolo e anche per l'interessato. Chi doveva prendere questa decisione era la RFEC secondo le norme spagnole e il diritto spagnolo. Noi sollecitammo il giudice dell'Operacion Puerto di lasciarci accedere alle prove per aprire un'inchiesta ma ricevemmo una risposta negativa".
martedì 25 maggio 2010
Doping. Le confessioni di Landis su Armstrong, squalificati Dekker, Bosisio e Astarloza, sospeso Alessandro Colò
Come avevo promesso, non mi occuperò più in prima persona di vicende di doping ma mi limiterò a riportare delle fonti esterne. Il caso Floyd Landis è scoppiato qualche giorno fa e ancora c'è poca chiarezza su questo fatto. Lui accusa Armstrong e Bruyneel e fa i nomi di Hincapie, Leipheimer e Zabriskie, il Team RadioShack e Armstrong stesso smentiscono duramente, così come l'UCI che rifiuta l'idea che qualche caso di doping sia stato occultato. Nuovi testimoni hanno deciso di parlare ma quello che mi viene in mente è che, caro Floyd, potevi parlare subito. La mentalità è sempre la stessa, tutti si dichiarono innocenti finché non crollano e confessano. Perché, se veramente vi sta così tanto a cuore il ciclismo e la lotta al doping, non confessate tutto PRIMA di doparvi facendo nomi e cognomi? Sarebbe meglio, no? Ma forse, non è neanche così semplice come dirlo. Riporto l'articolo a firma di Davide Chinellato comparso sulla Gazzetta il 20 Maggio.
IL CASO LANDIS E LE RISPOSTE DI ARMSTRONG E MCQUAID
"Ci ha messo 4 anni, ma alla fine Floyd Landis ha deciso di fare i conti con la sua coscienza. E ha vuotato il sacco, l’ex re del Tour 2006, raccontando di essersi dopato per la maggior parte della sua carriera, usando Epo, testosterone, ormone della crescita, frequenti trasfusioni di sangue, ormoni femminili e addirittura insulina. Colpa di Johan Bruyneel, attuale team manager della RadioShack, e Lance Armstrong, accusati in una serie di email spedite ai vertici del ciclismo americano e mondiale e alla Wada, l’agenzia mondiale antidoping, di averlo iniziato al doping. Il sette volte vincitore del Tour gli ha subito risposto: "E' la mia parola contro la sua, non vale nemmeno la pena di rispondergli o perderci tempo".
Landis vinse sulla strada il Tour de France 2006, ma qualche giorno dopo dovette riconsegnare la maglia gialla dopo la positività al testosterone. Da allora ha iniziato una battaglia legale per screditare il risultato di quei test, che alla fine gli è costata la carriera, i risparmi di una vita e il suo matrimonio. "Ho deciso di parlare per liberarmi la coscienza – ha raccontato l’ex ciclista a Espn - non voglio più essere parte del problema". Il primo approccio col doping nel luglio 2002, ai tempi della US Postal diretta da Johan Bruyneel e costruita attorno a Lance Armstrong. L’abuso di farmaci proibiti non è punibile dopo 8 anni, un’altra delle ragioni per cui Landis ha deciso di raccontare tutto: "Se non racconto tutto ora sarà inutile" ha detto, ammettendo di aver speso anche 90mila dollari l’anno in prodotti proibiti. "Ma non mi sento affatto colpevole – specifica lo statunitense -. L’ho fatto perché è quello che fanno i ciclisti per fare un passo avanti: potevo scegliere di doparmi e vedere se riuscivo a vincere, o non doparmi affatto. Io ho scelto di doparmi. Ma sapevo benissimo quello che prendevo, mi sono anche documentato".
Landis racconta a Espn di aver lavorato con Michele Ferrari, come tutto il resto della US Postal. "Prendeva un decimo dello stipendio di ogni corridore – dice Landis del medico assolto nel 2006 al processo per frode sportiva e doping -. Io gli ho dato 10mila dollari per la stagione 2002, tutti in contanti perché lui voleva così. Non volevo entrare in questo giro da solo, e quindi mi affidai a lui, anche perché era chiaro a tutti che Lance si fidava di lui. Il dottore mi aiutò con il prelievo e poi il reinserimento del mio stesso sangue". Landis racconta poi un episodio al Tour de France 2004: "L’autobus della squadra si fermò in una sperduta strada di montagna, facendo finta che la colpa era di un guasto. In realtà l’intera squadra si stava sottoponendo a trasfusioni del sangue".
La chiave della confessione di Landis è una serie di email spedita ai vertici del ciclismo Usa e mondiale e all’agenzia antidoping. Il Wall Street Journal ha messo le mani su tre messaggi, anche se quelli scritti dallo statunitense sono molti di più, e li rende pubblici nella sua edizione online. In una email datata 30 aprile, Landis racconta di come nel 2002, al suo arrivo alla US Postal, Bruyneel lo istruì all’uso di Epo sintetica, steroidi e trasfusioni del sangue per sfuggire ai controlli. A spiegargli come funzionava il processo è stato lo stesso Armstrong. "Io e Lance ne abbiamo parlato a lungo durante le sessioni di allenamento – scrive Landis -. E’ stato lui a spiegarmi l’evoluzione dell’uso dell’Epo e di come le trasfusioni fossero diventate necessarie per sfuggire ai controlli".
Landis racconta anche che nel 2003, dopo essersi rotto l’anca, volò a Girona, Spagna (la base europea di molti ciclisti americani) dove nel giro di tre settimane gli venne prelevato circa un litro di sangue, da utilizzare al Tour de France di quell’anno, in cui era gregario di Armstrong alla US Postal. Il prelievo secondo l’ex re del Tour 2006 sarebbe avvenuto nell’appartamento di Armstrong. Il sangue veniva custodito in un frigorifero nascosto nell’armadio del texano, in cui si trovava anche del plasma appartenente a George Hincapie, compagno di Landis e Armstrong alla US Postal. Landis racconta che era suo compito controllare la temperatura del frigo ogni giorno, e che Armstrong gli chiese di fare la guardia durante un suo periodo di assenza.
Nel 2006 Landis lascia la squadra americana per la svizzera Phonak. Al proprietario del team, Andy Rihs, racconta del sistema usato alla US Postal e di volerlo continuare anche nella nuova squadra. Rihs dà il suo ok e paga per i trattamenti, ma al Tour 2006 Landis risulta positivo al testosterone: è la fine della Phonak e della carriera dello statunitense. Il 34enne nativo della Pennsylvania racconta di aver iniziato lui stesso all’uso di sostanze dopanti Levi Leipheimer e David Zabriskie, compagni alla US Postal, e spiega nei dettagli come usare l’Epo senza finire nelle maglie dell’antidoping, definito “una pagliacciata”. Landis ha raccontato di aver tenuto diari dettagliati dei suoi allenamenti e dell’uso di farmaci proibiti durante tutta la sua carriera, e di essere pronto a metterli a disposizione delle autorità. Pat McQuaid, presidente dell’Uci, non ha però gradito le esternazioni dello statunitense: "E’ solo un tizio che cerca vendetta – lo bolla McQuaid -: è davvero molto triste per il ciclismo. Non mi fido affatto di lui: non ha nessuna prova, e poi stiamo parlando di un tizio condannato in un processo".
LA LISTA DELLA SPESA DEGLI SQUALIFICATI E SOSPESI
L'apparenza è proprio questa, una lista della spesa. E' il succo di un comunicato dell'UCI in data 21 Maggio che riporta tutte le squalificate comminate a qualche corridore e la comunicazione di altre due sospensioni. Partiamo proprio da queste. Il francese Mickael Larpe della Roubaix Lille Metropole è stato sospeso perché in un controllo antidoping alla corsa Cholet - Pays de Loire sono state trovate tracce di Epo Ricombinante, il famoso CERA, in un campione del suo sangue. L'italiano Alessandro Colò dell'ISD - Neri, invece, è stato sospeso perchè in un controllo antidoping alla Vuelta Mexico sono state trovate tracce di Clenbuterolo, uno steroide anabolizzante, trovato in un campione delle sue urine. Entrambi hanno diritto alle controanalisi sul campione B e verrano giudicati dalle proprie federazioni di appartenenza.
Ora, partiamo con la vera e propria lista degli squalificati.
- Thomas Dekker (Ned) 2 anni
- Mikel Astarloza (Esp) 2 anni
- Hector Guerra (Esp) 2 anni
- Gabriele Bosisio (Ita) 2 anni
- Kacper Szczepaniak (Pol) 4 anni
- Pawel Szczepaniak (Pol) 8 anni
- Alberto Fernandez De la Puebla (Esp) 2 anni
- Isidro Nozal (Esp) 2 anni
A causa della squalifica dei due giovani ciclocrossisti polacchi, l'ordine d'arrivo dei Mondiali Under 23 di Tabor di Gennaio cambia radicalmente. La vittoria va al francese Arnaud Jouffroy davanti al belga Tom Meeusen e all'altro polacco Marek Konwa. Salgono anche i due italiani meglio piazzati, Elia Silvestri e Matteo Trentin, rispettivamente ottavo e nono.
fonti: gazzetta.it, uci.ch
IL CASO LANDIS E LE RISPOSTE DI ARMSTRONG E MCQUAID
"Ci ha messo 4 anni, ma alla fine Floyd Landis ha deciso di fare i conti con la sua coscienza. E ha vuotato il sacco, l’ex re del Tour 2006, raccontando di essersi dopato per la maggior parte della sua carriera, usando Epo, testosterone, ormone della crescita, frequenti trasfusioni di sangue, ormoni femminili e addirittura insulina. Colpa di Johan Bruyneel, attuale team manager della RadioShack, e Lance Armstrong, accusati in una serie di email spedite ai vertici del ciclismo americano e mondiale e alla Wada, l’agenzia mondiale antidoping, di averlo iniziato al doping. Il sette volte vincitore del Tour gli ha subito risposto: "E' la mia parola contro la sua, non vale nemmeno la pena di rispondergli o perderci tempo".
Landis vinse sulla strada il Tour de France 2006, ma qualche giorno dopo dovette riconsegnare la maglia gialla dopo la positività al testosterone. Da allora ha iniziato una battaglia legale per screditare il risultato di quei test, che alla fine gli è costata la carriera, i risparmi di una vita e il suo matrimonio. "Ho deciso di parlare per liberarmi la coscienza – ha raccontato l’ex ciclista a Espn - non voglio più essere parte del problema". Il primo approccio col doping nel luglio 2002, ai tempi della US Postal diretta da Johan Bruyneel e costruita attorno a Lance Armstrong. L’abuso di farmaci proibiti non è punibile dopo 8 anni, un’altra delle ragioni per cui Landis ha deciso di raccontare tutto: "Se non racconto tutto ora sarà inutile" ha detto, ammettendo di aver speso anche 90mila dollari l’anno in prodotti proibiti. "Ma non mi sento affatto colpevole – specifica lo statunitense -. L’ho fatto perché è quello che fanno i ciclisti per fare un passo avanti: potevo scegliere di doparmi e vedere se riuscivo a vincere, o non doparmi affatto. Io ho scelto di doparmi. Ma sapevo benissimo quello che prendevo, mi sono anche documentato".
Landis racconta a Espn di aver lavorato con Michele Ferrari, come tutto il resto della US Postal. "Prendeva un decimo dello stipendio di ogni corridore – dice Landis del medico assolto nel 2006 al processo per frode sportiva e doping -. Io gli ho dato 10mila dollari per la stagione 2002, tutti in contanti perché lui voleva così. Non volevo entrare in questo giro da solo, e quindi mi affidai a lui, anche perché era chiaro a tutti che Lance si fidava di lui. Il dottore mi aiutò con il prelievo e poi il reinserimento del mio stesso sangue". Landis racconta poi un episodio al Tour de France 2004: "L’autobus della squadra si fermò in una sperduta strada di montagna, facendo finta che la colpa era di un guasto. In realtà l’intera squadra si stava sottoponendo a trasfusioni del sangue".
La chiave della confessione di Landis è una serie di email spedita ai vertici del ciclismo Usa e mondiale e all’agenzia antidoping. Il Wall Street Journal ha messo le mani su tre messaggi, anche se quelli scritti dallo statunitense sono molti di più, e li rende pubblici nella sua edizione online. In una email datata 30 aprile, Landis racconta di come nel 2002, al suo arrivo alla US Postal, Bruyneel lo istruì all’uso di Epo sintetica, steroidi e trasfusioni del sangue per sfuggire ai controlli. A spiegargli come funzionava il processo è stato lo stesso Armstrong. "Io e Lance ne abbiamo parlato a lungo durante le sessioni di allenamento – scrive Landis -. E’ stato lui a spiegarmi l’evoluzione dell’uso dell’Epo e di come le trasfusioni fossero diventate necessarie per sfuggire ai controlli".
Landis racconta anche che nel 2003, dopo essersi rotto l’anca, volò a Girona, Spagna (la base europea di molti ciclisti americani) dove nel giro di tre settimane gli venne prelevato circa un litro di sangue, da utilizzare al Tour de France di quell’anno, in cui era gregario di Armstrong alla US Postal. Il prelievo secondo l’ex re del Tour 2006 sarebbe avvenuto nell’appartamento di Armstrong. Il sangue veniva custodito in un frigorifero nascosto nell’armadio del texano, in cui si trovava anche del plasma appartenente a George Hincapie, compagno di Landis e Armstrong alla US Postal. Landis racconta che era suo compito controllare la temperatura del frigo ogni giorno, e che Armstrong gli chiese di fare la guardia durante un suo periodo di assenza.
Nel 2006 Landis lascia la squadra americana per la svizzera Phonak. Al proprietario del team, Andy Rihs, racconta del sistema usato alla US Postal e di volerlo continuare anche nella nuova squadra. Rihs dà il suo ok e paga per i trattamenti, ma al Tour 2006 Landis risulta positivo al testosterone: è la fine della Phonak e della carriera dello statunitense. Il 34enne nativo della Pennsylvania racconta di aver iniziato lui stesso all’uso di sostanze dopanti Levi Leipheimer e David Zabriskie, compagni alla US Postal, e spiega nei dettagli come usare l’Epo senza finire nelle maglie dell’antidoping, definito “una pagliacciata”. Landis ha raccontato di aver tenuto diari dettagliati dei suoi allenamenti e dell’uso di farmaci proibiti durante tutta la sua carriera, e di essere pronto a metterli a disposizione delle autorità. Pat McQuaid, presidente dell’Uci, non ha però gradito le esternazioni dello statunitense: "E’ solo un tizio che cerca vendetta – lo bolla McQuaid -: è davvero molto triste per il ciclismo. Non mi fido affatto di lui: non ha nessuna prova, e poi stiamo parlando di un tizio condannato in un processo".
LA LISTA DELLA SPESA DEGLI SQUALIFICATI E SOSPESI
L'apparenza è proprio questa, una lista della spesa. E' il succo di un comunicato dell'UCI in data 21 Maggio che riporta tutte le squalificate comminate a qualche corridore e la comunicazione di altre due sospensioni. Partiamo proprio da queste. Il francese Mickael Larpe della Roubaix Lille Metropole è stato sospeso perché in un controllo antidoping alla corsa Cholet - Pays de Loire sono state trovate tracce di Epo Ricombinante, il famoso CERA, in un campione del suo sangue. L'italiano Alessandro Colò dell'ISD - Neri, invece, è stato sospeso perchè in un controllo antidoping alla Vuelta Mexico sono state trovate tracce di Clenbuterolo, uno steroide anabolizzante, trovato in un campione delle sue urine. Entrambi hanno diritto alle controanalisi sul campione B e verrano giudicati dalle proprie federazioni di appartenenza.
Ora, partiamo con la vera e propria lista degli squalificati.
- Thomas Dekker (Ned) 2 anni
- Mikel Astarloza (Esp) 2 anni
- Hector Guerra (Esp) 2 anni
- Gabriele Bosisio (Ita) 2 anni
- Kacper Szczepaniak (Pol) 4 anni
- Pawel Szczepaniak (Pol) 8 anni
- Alberto Fernandez De la Puebla (Esp) 2 anni
- Isidro Nozal (Esp) 2 anni
A causa della squalifica dei due giovani ciclocrossisti polacchi, l'ordine d'arrivo dei Mondiali Under 23 di Tabor di Gennaio cambia radicalmente. La vittoria va al francese Arnaud Jouffroy davanti al belga Tom Meeusen e all'altro polacco Marek Konwa. Salgono anche i due italiani meglio piazzati, Elia Silvestri e Matteo Trentin, rispettivamente ottavo e nono.
fonti: gazzetta.it, uci.ch
lunedì 3 maggio 2010
Doping. Inizia male il Giro d'Italia, fuori Franco Pellizotti e Tadej Valjavec per i valori del passaporto biologico, sospeso anche Jesus Rosendo
Non inizia sotto i migliori auspici l'edizione 2010 del Giro d'Italia. Dopo le grandi discussioni sulle squadre invitate e su alcune squadre che non hanno presentato una lista partenti molto competitiva, è di oggi la notizia che due corridori non prenderanno parte al Giro perché, a breve, verrà aperto contro di loro un procedimento disciplinare da parte dell'Uci. E non parliamo, con tutto il rispetto, di due corridori di secondo piano, ma di un favorito per il podio finale come Franco Pellizotti della Liquigas - Doimo e un corridore di classifica come Tadej Valjavec dell'Ag2R. Assieme a questi due grandi nomi, l'UCI nel suo comunicato ha indicato anche il nome di Jesus Rosendo Prado dell'Andalucia - Cajasur. Il procedimento a loro carico verrà aperto perché alcuni valori, riscontrati tramite l'analisi continua del Passaporto Biologico, sono potenzialmente causati da pratiche dopanti, come espresso dallo stesso presidente dell'UCI Pat McQuaid lo scorso febbraio "Non c'è altra motivazione possibile se non una possibile pratica dopante".
Le prime reazioni sono già arrivate, con l'Ag2R e l'Andalucia - Cajasur che hanno immediatamente sospeso i rispettivi corridori e che ora aspetteranno la sentenza delle federazioni dei corridori e, se verranno confermate le colpe dei corridori, licenzieranno il proprio dipendente. La Liquigas, invece, non ha ancora emesso nessun comunicato ma si aspetta un pronunciamento nella giornata di domani, con la possibile sostituzione da parte di Pellizotti con Vincenzo Nibali.
In questa sede vorrei anche sottolineare che i tre corridori non sono stati accusati direttamente di doping ma che, in base ad alcune variazioni anomale nei loro valori del passaporto biologico, si presume che si siano dopati. C'è anche da dire che i corridori stessi hanno sottoscritto, visto che fanno parte di questo programma indetto dall'UCI, un regolamento antidoping e si devono attenere alle sanzioni previste dallo stesso.
Se posso dire la mia, dopo aver sentito Thomas Frei raccontare come si dopava e come evitava di essere preso ai controlli, ammettendo di essere stato beccato, passatemi il termine, per "sfiga", tutta questa faccenda e la lotta al doping in generale diventa un po' una cialtronata. Se poi il primo del Ranking Uci è un corridore che è attualmente squalificato per 2 anni dalle corse in Italia e coinvolto in una nuova inchiesta, ditemi voi se questo sport, che tanto amo e amiamo, ha ancora un po' di credibilità. Non ho mai voluto commentare le notizie sul doping per questo motivo, alzi la mano chi non è dopato e lo dimostri con assoluta certezza, e alzi la mano il direttore sportivo che non sapeva che i suoi corridori si dopavano.
Scusate lo sfogo ma, oggettivamente, fatico a stare dietro a tutti questi continui casi di presunto doping e fatico a stare dietro ai processi per chi si è dopato ma si proclama innocente. Da ora in avanti, tornerò a limitarmi a riportare articoli di importanti giornali, giusto per cronaca. Io torno a parlare delle corse, di dopati o meno, ma comunque entusiasmanti. La lotta al doping non è affar mio, per me la prestazione di un corridore può essere anche inferiore, più "umana", che tanto mi entusiasmerà lo stesso.
Le prime reazioni sono già arrivate, con l'Ag2R e l'Andalucia - Cajasur che hanno immediatamente sospeso i rispettivi corridori e che ora aspetteranno la sentenza delle federazioni dei corridori e, se verranno confermate le colpe dei corridori, licenzieranno il proprio dipendente. La Liquigas, invece, non ha ancora emesso nessun comunicato ma si aspetta un pronunciamento nella giornata di domani, con la possibile sostituzione da parte di Pellizotti con Vincenzo Nibali.
In questa sede vorrei anche sottolineare che i tre corridori non sono stati accusati direttamente di doping ma che, in base ad alcune variazioni anomale nei loro valori del passaporto biologico, si presume che si siano dopati. C'è anche da dire che i corridori stessi hanno sottoscritto, visto che fanno parte di questo programma indetto dall'UCI, un regolamento antidoping e si devono attenere alle sanzioni previste dallo stesso.
Se posso dire la mia, dopo aver sentito Thomas Frei raccontare come si dopava e come evitava di essere preso ai controlli, ammettendo di essere stato beccato, passatemi il termine, per "sfiga", tutta questa faccenda e la lotta al doping in generale diventa un po' una cialtronata. Se poi il primo del Ranking Uci è un corridore che è attualmente squalificato per 2 anni dalle corse in Italia e coinvolto in una nuova inchiesta, ditemi voi se questo sport, che tanto amo e amiamo, ha ancora un po' di credibilità. Non ho mai voluto commentare le notizie sul doping per questo motivo, alzi la mano chi non è dopato e lo dimostri con assoluta certezza, e alzi la mano il direttore sportivo che non sapeva che i suoi corridori si dopavano.
Scusate lo sfogo ma, oggettivamente, fatico a stare dietro a tutti questi continui casi di presunto doping e fatico a stare dietro ai processi per chi si è dopato ma si proclama innocente. Da ora in avanti, tornerò a limitarmi a riportare articoli di importanti giornali, giusto per cronaca. Io torno a parlare delle corse, di dopati o meno, ma comunque entusiasmanti. La lotta al doping non è affar mio, per me la prestazione di un corridore può essere anche inferiore, più "umana", che tanto mi entusiasmerà lo stesso.
mercoledì 28 aprile 2010
Doping. Squalifica per 2 anni per Gabriele Bosisio, Thomas Frei confessa l'uso di EPO
Gabriele Bosisio, ex corridore del, all'epoca, Team LPR - Brakes, è stato squalificato per 2 anni, secondo le norme del Codice WADA e del Regolamento UCI, dal Tribunale Nazionale Antidoping del CONI. La squalifica parte dal 6/10/2009 e finirà il 5/10/2011, cioè tra circa un anno e mezzo. Bosisio era stato trovato positivo all'EPO ricombinante (Cera) a un controllo antidoping a sorpresa dell'UCI, eseguito in base ai valori riscontrati dal Passaporto Biologico del corridore. Oltre alla squalifica, Bosisio dovrà pagare una sanzione economica di 9.625 euro, oltre alle spese per i controlli avvenuti al di fuori delle competizioni.
Nella giornata di ieri, invece, il ciclista svizzero Thomas Frei della BMC Racing Team ha confessato l'uso di EPO, subito dopo esser stato trovato positivo a un controllo antidoping al Giro del Trentino. Frei ha dichiarato di essersi dopato per gli ultimi due anni e di aver preso una microdose di Epo la sera prima del test, avvenuto di prima mattina. Il corridore ha anche escluso qualsiasi coinvolgimento della sua attuale squadra, la BMC, e ha dichiarato di essersi dopato senza che il suo team lo sapesse. La squadra, come immediata conseguenza, ha licenziato il corridore che, ovviamente, non ha richiesto le controanalisi.
La cosa che fa più scalpore o, almeno, che dovrebbe fare più scalpore è il fatto che Frei ha dichiarato di essersi dopato dall'estate del 2008, periodo in cui correva ancora nell'Astana. Lo svizzero ha anche precisato come riusciva a evitare di essere trovato positivo, cioè bevendo circa un litro d'acqua che avrebbero fatto risultare il test negativo. Il corridore non è riuscito a bere la quantità necessaria e il test è risultato positivo.
Ovviamente, una considerazione è d'obbligo: da quello che dice Frei, chi viene beccato per aver preso EPO è solo molto sfortunato, perché il modo per far sparire le tracce è quantomeno banale e immediato. Lotta al doping? Non scherziamo.
Nella giornata di ieri, invece, il ciclista svizzero Thomas Frei della BMC Racing Team ha confessato l'uso di EPO, subito dopo esser stato trovato positivo a un controllo antidoping al Giro del Trentino. Frei ha dichiarato di essersi dopato per gli ultimi due anni e di aver preso una microdose di Epo la sera prima del test, avvenuto di prima mattina. Il corridore ha anche escluso qualsiasi coinvolgimento della sua attuale squadra, la BMC, e ha dichiarato di essersi dopato senza che il suo team lo sapesse. La squadra, come immediata conseguenza, ha licenziato il corridore che, ovviamente, non ha richiesto le controanalisi.
La cosa che fa più scalpore o, almeno, che dovrebbe fare più scalpore è il fatto che Frei ha dichiarato di essersi dopato dall'estate del 2008, periodo in cui correva ancora nell'Astana. Lo svizzero ha anche precisato come riusciva a evitare di essere trovato positivo, cioè bevendo circa un litro d'acqua che avrebbero fatto risultare il test negativo. Il corridore non è riuscito a bere la quantità necessaria e il test è risultato positivo.
Ovviamente, una considerazione è d'obbligo: da quello che dice Frei, chi viene beccato per aver preso EPO è solo molto sfortunato, perché il modo per far sparire le tracce è quantomeno banale e immediato. Lotta al doping? Non scherziamo.
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giovedì 22 aprile 2010
Doping. Giornata negativa per il ciclismo, positivi Thomas Frei della BMC e Li Fuyu della RadioShack
Sono giorni nefasti per il ciclismo in materia di doping. Dopo la notizia della positività di Mattia Gavazzi alla cocaina, oggi sono state annunciate altre due positività, mentre l'inchiesta di Mantova continua nel suo iter burocratico.
Lo svizzero Thomas Frei della BMC Racing Team è stato licenziato dalla sua squadra perché risultato positivo all'EPO. Appena ricevuta la notizia che il campione A delle analisi del ciclista era risultato non negativo, la BMC ha applicato il suo codice etico interno licenziando il corridore e dichiarando che "il corridore ora dovrà personalmente rispondere alle accuse", escludendosi di fatto da qualsiasi implicazione.
Nella serata di oggi, un altro caso di positivà è stato annunciato dall'UCI: il corridore cinese Fuyu Li della RadioShack è stato sospeso dalla Federazione Internazionale per essere risultato positivo a un controllo antidoping dopo la Dwaars Door Vlaanderen il 23 Marzo al Clenbuterol, un farmaco usato nel mondo veterinario e in qualche medicina contro l'asma in giro per il mondo, assolutamente vietato e inserito nella lista delle sostanze proibite della Wada.
La squadra americana ha subito emesso un comunicato dicendo che "il corridore è stato immediatamente sospeso finché non usciranno i risultati sul campione B nelle prossime settimane. Se il test risulterà ancora positivo il corridore verrà rimosso dalla squadra. Il Team RadioShack e il suo management sta prendendo il caso molto seriamente. Noi rispetteremo i diritti del corridore ma applicheremo la nostra politica di tollerenza zero nel caso il campione B risulti ancora positivo".
Lo svizzero Thomas Frei della BMC Racing Team è stato licenziato dalla sua squadra perché risultato positivo all'EPO. Appena ricevuta la notizia che il campione A delle analisi del ciclista era risultato non negativo, la BMC ha applicato il suo codice etico interno licenziando il corridore e dichiarando che "il corridore ora dovrà personalmente rispondere alle accuse", escludendosi di fatto da qualsiasi implicazione.
Nella serata di oggi, un altro caso di positivà è stato annunciato dall'UCI: il corridore cinese Fuyu Li della RadioShack è stato sospeso dalla Federazione Internazionale per essere risultato positivo a un controllo antidoping dopo la Dwaars Door Vlaanderen il 23 Marzo al Clenbuterol, un farmaco usato nel mondo veterinario e in qualche medicina contro l'asma in giro per il mondo, assolutamente vietato e inserito nella lista delle sostanze proibite della Wada.
La squadra americana ha subito emesso un comunicato dicendo che "il corridore è stato immediatamente sospeso finché non usciranno i risultati sul campione B nelle prossime settimane. Se il test risulterà ancora positivo il corridore verrà rimosso dalla squadra. Il Team RadioShack e il suo management sta prendendo il caso molto seriamente. Noi rispetteremo i diritti del corridore ma applicheremo la nostra politica di tollerenza zero nel caso il campione B risulti ancora positivo".
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venerdì 16 aprile 2010
Ciclomercato. Gilberto Simoni firma per la Lampre e correrà il suo ultimo Giro d'Italia
La notizia era nell'aria da qualche mese, sembrava cosa fatta per molti addetti ai lavori ma la conferma ufficiale non era ancora arrivata. E anche oggi, conferma ufficiale della firma del contratto non c'è, ma le dichiarazioni che Gilberto Simoni ha concesso alla Gazzetta dello Sport suonano esattamente come un contratto firmato.
"Mario ed Emanuele Galbusera ce l'hanno fatta. Sapevano che io volevo chiudere la mia carriera con la loro maglia e anche loro lo volevano. C'era una specie di promessa tra di noi". Mario ed Emanuele Galbusera non sono altro che i proprietari della Lampre, ed è notizia di oggi che Simoni correrà per la squadra rosablu le ultime corse della sua magnifica carriera su strada, prendendo parte al Giro del Trentino e chiudendo con l'edizione 2010 del Giro d'Italia.
Un sogno che si avvera anche per i tanti tifosi e tutti gli appassionati, per vedere un'ultima volta sulle strade del Giro uno scalatore del suo calibro, come forse non ce ne sono più. "Considero il Giro la mia corsa. Ho continuato ad allenarmi perché ero convinto di poterlo correre. Potrò soffrire nella prima parte della corsa ma la parte migliore è alla fine. Ho anche sostenuto due test antidoping a sopresa. Sono pronto".
"Mario ed Emanuele Galbusera ce l'hanno fatta. Sapevano che io volevo chiudere la mia carriera con la loro maglia e anche loro lo volevano. C'era una specie di promessa tra di noi". Mario ed Emanuele Galbusera non sono altro che i proprietari della Lampre, ed è notizia di oggi che Simoni correrà per la squadra rosablu le ultime corse della sua magnifica carriera su strada, prendendo parte al Giro del Trentino e chiudendo con l'edizione 2010 del Giro d'Italia.
Un sogno che si avvera anche per i tanti tifosi e tutti gli appassionati, per vedere un'ultima volta sulle strade del Giro uno scalatore del suo calibro, come forse non ce ne sono più. "Considero il Giro la mia corsa. Ho continuato ad allenarmi perché ero convinto di poterlo correre. Potrò soffrire nella prima parte della corsa ma la parte migliore è alla fine. Ho anche sostenuto due test antidoping a sopresa. Sono pronto".
Simoni ha confermato che il contratto è stato portato in Svizzera per essere registrato all'UCI, di modo che il corridore possa correre il Giro del Trentino, proprio in preparazione del Giro. Ma la parte più curiosa di questo accordo sarà il ruolo che Simoni vestirà durante la corsa rosa e, soprattutto, come andrà il rapporto tra il trentino e il suo ex (e futuro) compagno di squadra, Damiano Cunego. Simoni abbandonò l'allora Saeco dopo la vittoria a sorpresa di Cunego al Giro del 2004, cosa che non andò giù a Simoni.
Ora, l'unica cosa che possiamo fare è aspettare il Giro del Trentino per vedere la condizione di Simoni e poi goderci per l'ultima volta questo grande atleta sulle strade delle sue montagne.
Ora, l'unica cosa che possiamo fare è aspettare il Giro del Trentino per vedere la condizione di Simoni e poi goderci per l'ultima volta questo grande atleta sulle strade delle sue montagne.
giovedì 1 aprile 2010
La Lampre - Farnese Vini ottiene la licenza ProTour definitiva per il 2010
In un comunicato ufficiale, l'UCI ha annunciato che la Lampre - Farnese Vini è stata registrata come squadra del ProTour per la stagione 2010 in via definitiva. La situazione si era già mossa il 25 gennaio scorso quando la federazione internazionale aveva annunciato che alla squadra italiana era stata concessa una registrazione temporanea fino al 31 marzo, scadenza limite per sistemare i propri conti.
La squadra italiana ha avuto un buon inizio di stagione e attualmente occupa il tredicesimo posto nella classifica del Ranking Mondiale, quarta tra le squadre nostrane.
Per il team rosablu le vittorie sono già sei, 4 portate da Petacchi, 1 da Hondo e 1 di Francesco Gavazzi. Petacchi ha vinto 2 tappe al Giro della Provincia di Reggio Calabria, 1 tappa al Giro di Sardegna e il Costa degli Etruschi, oltre a un importante terzo posto alla Milano - Sanremo, nonostante la caduta in allenamento qualche giorno primo. Danilo Hondo ha vinto a sorpresa la quarta tappa del Giro di Sardegna, approfittando della caduta dei migliori velocisti provocata da uno spettatore incauto. Francesco Gavazzi, infine, ha vinto la prima tappa del Giro di Sardegna. Da segnalare anche i quattro secondi posti tra Parigi Nizza e Tirreno Adriatico, portati da Petacchi, Mirco Lorenzetto e Grega Bole.
La squadra italiana ha avuto un buon inizio di stagione e attualmente occupa il tredicesimo posto nella classifica del Ranking Mondiale, quarta tra le squadre nostrane.
Per il team rosablu le vittorie sono già sei, 4 portate da Petacchi, 1 da Hondo e 1 di Francesco Gavazzi. Petacchi ha vinto 2 tappe al Giro della Provincia di Reggio Calabria, 1 tappa al Giro di Sardegna e il Costa degli Etruschi, oltre a un importante terzo posto alla Milano - Sanremo, nonostante la caduta in allenamento qualche giorno primo. Danilo Hondo ha vinto a sorpresa la quarta tappa del Giro di Sardegna, approfittando della caduta dei migliori velocisti provocata da uno spettatore incauto. Francesco Gavazzi, infine, ha vinto la prima tappa del Giro di Sardegna. Da segnalare anche i quattro secondi posti tra Parigi Nizza e Tirreno Adriatico, portati da Petacchi, Mirco Lorenzetto e Grega Bole.
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martedì 30 marzo 2010
Tour de France 2010. Gli organizzatori annunciano le 22 squadre invitate
Gli organizzatori del Tour de France, l'Amaury Sport Organisation, hanno annunciato oggi le 22 squadre selezionate per la Grande Boucle 2010. Oltre alle 16 squadre che avevano siglato un accordo con l'Aso e l'UCI nel 2008, sono state annunciate anche le sei wild card, andate a Garmin - Transitions, RadioShack, BMC, Team Sky, Katusha e Cervelo. Com'era nell'aria, niente invito per le olandesi Vacansoleil e Skil - Shimano, e neanche per la neonata formazione francese Saur - Sojasun. Con gli inviti alle sei squadre di cui sopra, al Tour potranno partecipare corridori come Lance Armstrong, Levi Leipheimer e Andreas Kloden della RadioShack, Christian Vandevelde della Garmin - Transitions, Cadel Evans della BMC, Bradley Wiggins del Team Sky e Carlos Sastre della Cervelo, andando ad aggiungersi agli altri contendenti delle squadre del Pro Tour. Sicuramente, una corsa che si preannuncia di un livello mai raggiunto prima.
Intanto, l'Aso ha anche annunciato che dall'anno prossimo le regole per gli inviti nei Grandi Giri cambieranno, visto che è stato siglato un accordo tra organizzatori e UCI che prevede l'invito automatico per i primi 17 team del ranking mondiale a fine 2010, con i rimanenti (attuali) cinque posti per le wild card. Una scelta che dovrebbe premiare le squadre che hanno fatto meglio nella stagione passata, ma che automaticamente elimina dalla lotta per un posto nei Grandi Giri le squadre Professional che, giocoforza, nel 2010 non correranno neanche una corsa del calendario mondiale o ProTour. Facendo un piccolo gioco con la classifica dell'anno scorso, le italiane Acqua & Sapone e Androni Giocattoli potrebbero correre automaticamente il Tour de France mentre Milram e Footon - Servetto dovrebbero giocarsi l'invito con le agguerite squadre professional. Se, invece, guardiamo quella di quest'anno, seppur parziale, non ci sarebbe posto per la Saxo Bank, Milram, Euskaltel, Ag2R e la RadioShack, a favore di Cofidis e Colnago. Ma ovviamente, tutto potrà cambiare in futuro, anche se per RadioShack, Francaise des Jeux e Footon - Servetto diventa già adesso difficile la risalita.
Queste, infine, sono le 22 squadre invitate:
AG2R La Mondiale (Fra)
Astana (Kaz)
Bbox Bouygues Telecom (Fra)
BMC Racing Team (Usa)
Caisse d'Epargne (Esp)
Cervelo TestTeam (Swi)
Cofidis (Fra)
Euskaltel-Euskadi (Esp)
Footon-Servetto (Esp)
Francaise des Jeux (Fra)
Garmin-Transitions (Usa)
HTC-Columbia (Usa)
Katusha (Rus)
Lampre-Farnese (Ita)
Liquigas-Doimo (Ita)
Omega Pharma-Lotto (Bel)
Quick Step (Bel)
Rabobank (Ned)
Team Milram (Ger)
Team RadioShack (Usa)
Team Saxo Bank (Den)
Team Sky (Gbr)
Intanto, l'Aso ha anche annunciato che dall'anno prossimo le regole per gli inviti nei Grandi Giri cambieranno, visto che è stato siglato un accordo tra organizzatori e UCI che prevede l'invito automatico per i primi 17 team del ranking mondiale a fine 2010, con i rimanenti (attuali) cinque posti per le wild card. Una scelta che dovrebbe premiare le squadre che hanno fatto meglio nella stagione passata, ma che automaticamente elimina dalla lotta per un posto nei Grandi Giri le squadre Professional che, giocoforza, nel 2010 non correranno neanche una corsa del calendario mondiale o ProTour. Facendo un piccolo gioco con la classifica dell'anno scorso, le italiane Acqua & Sapone e Androni Giocattoli potrebbero correre automaticamente il Tour de France mentre Milram e Footon - Servetto dovrebbero giocarsi l'invito con le agguerite squadre professional. Se, invece, guardiamo quella di quest'anno, seppur parziale, non ci sarebbe posto per la Saxo Bank, Milram, Euskaltel, Ag2R e la RadioShack, a favore di Cofidis e Colnago. Ma ovviamente, tutto potrà cambiare in futuro, anche se per RadioShack, Francaise des Jeux e Footon - Servetto diventa già adesso difficile la risalita.
Queste, infine, sono le 22 squadre invitate:
AG2R La Mondiale (Fra)
Astana (Kaz)
Bbox Bouygues Telecom (Fra)
BMC Racing Team (Usa)
Caisse d'Epargne (Esp)
Cervelo TestTeam (Swi)
Cofidis (Fra)
Euskaltel-Euskadi (Esp)
Footon-Servetto (Esp)
Francaise des Jeux (Fra)
Garmin-Transitions (Usa)
HTC-Columbia (Usa)
Katusha (Rus)
Lampre-Farnese (Ita)
Liquigas-Doimo (Ita)
Omega Pharma-Lotto (Bel)
Quick Step (Bel)
Rabobank (Ned)
Team Milram (Ger)
Team RadioShack (Usa)
Team Saxo Bank (Den)
Team Sky (Gbr)
mercoledì 17 marzo 2010
Caso Valverde. Il Tas si pronuncia a favore del Coni, anche l'Uci potrebbe prendere provvedimenti
Il Tribunale Arbitrale per lo Sport di Losanna ha respinto l'appello del corridore Alejandro Valverde della Caisse d'Epargne contro la squalifica di due anni inflittagli dal Tribunale Nazionale Antidoping italiano e dal Coni, confermando, quindi, che il corridore spagnolo non potrà correre in Italia fino al 10 Maggio 2011.
L'UCI, la federazione internazionale del ciclismo, ha subito emesso un comunicato sulla vicenda, accogliendo in maniera positiva la decisione del Tas e confermando che le conclusioni sul caso Valverde erano le stesse del Tribunale di Losanna, dopo attenta analisi da parte dell'UCI del materiale sull'Operacion Puerto e su Valverde. Ora, l'UCI è decisa a estendere la sospensione del corridore a livello internazionale.
Contro la decisione del Tas e le intenzioni dell'UCI si muove l'entourage del corridore, pronto a mettere in discussione la decisione del tribunale svizzero in base ad alcune obiezioni che verranno analizzate dalla Corte Federale Svizzera. Prima di tutto, si obietta sull'imparzialità di un giudice, dato che costui faceva parte precedentemente della Wada (Agenzia Mondiale Antidoping. Il secondo punto delle obiezioni dei legali di Valverde è che il Tas ha, di fatto, considerato illegale la decisione presa dagli organi di giustizia ordinaria spagnoli, competenza che non appartiene al ruolo del Tas di Losanna. Ultimo punto, la chiara violazione dei diritti fondamentali del corridore, specialmente quello di un regolare processo e il diritto alla privacy.
Una cosa è certa: di questa vicenda, ne sentiremo ancora parlare per molto tempo.
fonte: cyclingnews.com, uci.ch
L'UCI, la federazione internazionale del ciclismo, ha subito emesso un comunicato sulla vicenda, accogliendo in maniera positiva la decisione del Tas e confermando che le conclusioni sul caso Valverde erano le stesse del Tribunale di Losanna, dopo attenta analisi da parte dell'UCI del materiale sull'Operacion Puerto e su Valverde. Ora, l'UCI è decisa a estendere la sospensione del corridore a livello internazionale.
Contro la decisione del Tas e le intenzioni dell'UCI si muove l'entourage del corridore, pronto a mettere in discussione la decisione del tribunale svizzero in base ad alcune obiezioni che verranno analizzate dalla Corte Federale Svizzera. Prima di tutto, si obietta sull'imparzialità di un giudice, dato che costui faceva parte precedentemente della Wada (Agenzia Mondiale Antidoping. Il secondo punto delle obiezioni dei legali di Valverde è che il Tas ha, di fatto, considerato illegale la decisione presa dagli organi di giustizia ordinaria spagnoli, competenza che non appartiene al ruolo del Tas di Losanna. Ultimo punto, la chiara violazione dei diritti fondamentali del corridore, specialmente quello di un regolare processo e il diritto alla privacy.
Una cosa è certa: di questa vicenda, ne sentiremo ancora parlare per molto tempo.
fonte: cyclingnews.com, uci.ch
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