La Lampre - Farnese Vini, squadra italiana iscritta al Pro Tour, ha ingaggiato per il resto della stagione 2010 il kazako Andrey Kashechkin, di ritorno dopo due anni di squalifica per doping ematico scontata dal 2007 al 2009. Il corridore debutterà con la maglia della sua nuova formazione al Brixia Tour che partirà in Italia il 21 Luglio. Con ogni probabilità Kashechkin correrà da capitano anche la Vuelta a Espana di quest'anno, corsa alla quale la Lampre parteciperà in forze per onorare l'impegno dello sponsor spagnolo AMPO. Dopo essere arrivato terzo alla Vuelta del 2006 e aver partecipato con buoni risultati al Tour 2007, Kashechkin è stato sospeso pochi giorni dopo la corsa francese per aver fallito un controllo ematico mentre era in vacanza in Turchia. Il kazako si era appellato alla Corte dell'Arbitrato per lo Sport ma ha perso la causa e subito una squalifica di due anni. Dopo essere tornato alle gare già nel 2009, nessuna squadra professionistica ha puntato su di lui ed è rimasto senza squadra fino a oggi, pur partecipando nella prova a cronometro ai Mondiali di Mendrisio.
L'investimento della Lampre su Kashechkin è una scommessa senza grandi garanzie visto che il corridore, in pratica, non corre una corsa dal Tour del 2007, a parte la parentesi al Mondiale. Il kazako sembrava proiettato, insieme al connazionale Vinokourov, a occupare una posizione di prestigio nelle grandi corse a tappe ma entrambi hanno fallito un test ematico nel 2007, perdendo un'importante fetta di carriera. Le qualità di Kashechkin, viste in varie occasioni sia a cronometro che in salita, non sono in discussione ma la capacità di recuperare dagli sforzi e la potenza necessaria per terminare una lunga competizione mancheranno sicuramente al corridore kazako. Dal 21 Luglio vedremo se la Lampre ha avuto ragione a puntare ancora su di lui.
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venerdì 9 luglio 2010
lunedì 31 maggio 2010
Alejandro Valverde squalificato, due anni di stop fino a fine 2011
Riprendo la notizia da Gazzetta.it. Seguiranno aggiornamenti e commenti sul caso.
"Il Tas di Losanna ha sospeso il ciclista spagnolo Alejandro Valverde per due anni, accogliendo il ricorso presentato dalla Unione Ciclistica Internazionale e dalla Wada, l'agenzia mondiale antidoping, contro la mancata sanzione da parte della federazione spagnola per il coinvolgimento del corridore nell'Operacion Puerto.
Il Tas ha fissato l'inizio della squalifica di Valverde al 1 gennaio 2010 ma ha respinto la richiesta di Uci e Wada per quanto riguarda l'annullamento dei risultati ottenuti da Valverde prima dell'inizio della squalifica. Nel 2009 il Coni aveva sanzionato Alejandro Valverde con una una squalifica di due anni sul solo territorio italiano, con la richiesta, al vaglio del Tribunale arbitrale di Losanna, di estendere lo stop a livello internazionale. Nel 2010 il leader della Caisse d'Epargne ha vinto 5 corse: la classifica finale del Giro del Mediterraneo, due tappe al Giro dei Paesi baschi, una tappa e la classifica finale del Giro di Romandia".
Comunicato di Alejandro Valverde
"Questa sanzione è da considerarsi totalmente ingiusta e illegale e per questo comunichiamo che verrà fatto ricorso presso il tribunale federale svizzero, massimo organo di giudizio svizzero e le cui decisioni sono impugnabili presso il Tribunale Europeo dei Diritti Umani. Il Tas ha riconosciuto che tutte le vittorie conseguite da Alejandro Valverde si sono basate sul fair play e che, in nessun caso, queste vittorie sono state ottenute come conseguenza di uso di pratiche proibite, il che conferma che Alejandro Valverde, probabilmente lo sportivo più controllato al mondo, non è ha mai fallito un controllo antidoping".
Francisco Sanchez Saber, rappresentante legale di Valverde
"E' una truffa della giustizia sportiva. Andiamo passo per passo e con pazienza per cercare di dimostrare l'innocenza di Valverde che è stato condannato per doping quando in circa 300 controlli effettuati negli ultimi anni non è mai stato trovato positivo". La sanzione a Valverde, secondo Sanchez Saber, "è una misura esemplare che il Tas ha scelto di adottare e finché non hanno raggiunto il loro scopo non si sono fermati".
Comunicato della Caisse d'Epargne, squadra di Valverde
"Accettiamo, e non possiamo fare altrimenti, la decisione. Fermo restando quanto sopra, vogliamo sottolineare che noi consideriamo la decisione del tutto ingiusta e incoerente. Vogliamo ricordare che il Tas afferma esplicitamente che non vi è alcuna prova che i risultati sportivi conseguiti da Alejandro Valverde siano derivanti da qualsiasi violazione antidoping.
In questo senso, la società capisce che la punizione "è una ulteriore conferma della posizione che ha sempre mantenuto Abarca Sports ", basata "sul comportamento esemplare a tutti i livelli " del corridore di Murcia "negli ultimi 5 anni e mezzo di permanenza con Abarca Sports".
Pat McQuaid, presidente dell'UCI
"Sono contento per la conclusione del caso Valverde. Da tempo era chiaro che fosse implicato nell’Operacion Puerto, ora finalmente è stato punito. È un messaggio chiaro per tutti i corridori: chiunque sia implicato in affari di doping, sarà perseguito fino alla condanna. Questo caso deve essere di esempio per tutti".
Il commento di Petrucci, presidente del CONI
"Finalmente questo lungo iter ha avuto conclusione. La giustizia anche se lenta arriva sempre alla parola fine, oramai non si può più farla franca. I miei complimenti vanno alla Procura Antidoping e al Tribunale Nazionale Antidoping del CONI che ha sempre creduto nella bontà del proprio provvedimento e a tutti gli organismi che hanno portato a questo risultato. Questa è una vittoria dell’etica e della correttezza".
Il commento di Juan Carlos Castano, presidente della federciclismo spagnola
"Accettiamo e rispettiamo la decisione del TAS, una decisione triste e dura per il ciclismo spagnolo e anche per l'interessato. Chi doveva prendere questa decisione era la RFEC secondo le norme spagnole e il diritto spagnolo. Noi sollecitammo il giudice dell'Operacion Puerto di lasciarci accedere alle prove per aprire un'inchiesta ma ricevemmo una risposta negativa".
"Il Tas di Losanna ha sospeso il ciclista spagnolo Alejandro Valverde per due anni, accogliendo il ricorso presentato dalla Unione Ciclistica Internazionale e dalla Wada, l'agenzia mondiale antidoping, contro la mancata sanzione da parte della federazione spagnola per il coinvolgimento del corridore nell'Operacion Puerto.
Il Tas ha fissato l'inizio della squalifica di Valverde al 1 gennaio 2010 ma ha respinto la richiesta di Uci e Wada per quanto riguarda l'annullamento dei risultati ottenuti da Valverde prima dell'inizio della squalifica. Nel 2009 il Coni aveva sanzionato Alejandro Valverde con una una squalifica di due anni sul solo territorio italiano, con la richiesta, al vaglio del Tribunale arbitrale di Losanna, di estendere lo stop a livello internazionale. Nel 2010 il leader della Caisse d'Epargne ha vinto 5 corse: la classifica finale del Giro del Mediterraneo, due tappe al Giro dei Paesi baschi, una tappa e la classifica finale del Giro di Romandia".
Comunicato di Alejandro Valverde
"Questa sanzione è da considerarsi totalmente ingiusta e illegale e per questo comunichiamo che verrà fatto ricorso presso il tribunale federale svizzero, massimo organo di giudizio svizzero e le cui decisioni sono impugnabili presso il Tribunale Europeo dei Diritti Umani. Il Tas ha riconosciuto che tutte le vittorie conseguite da Alejandro Valverde si sono basate sul fair play e che, in nessun caso, queste vittorie sono state ottenute come conseguenza di uso di pratiche proibite, il che conferma che Alejandro Valverde, probabilmente lo sportivo più controllato al mondo, non è ha mai fallito un controllo antidoping".
Francisco Sanchez Saber, rappresentante legale di Valverde
"E' una truffa della giustizia sportiva. Andiamo passo per passo e con pazienza per cercare di dimostrare l'innocenza di Valverde che è stato condannato per doping quando in circa 300 controlli effettuati negli ultimi anni non è mai stato trovato positivo". La sanzione a Valverde, secondo Sanchez Saber, "è una misura esemplare che il Tas ha scelto di adottare e finché non hanno raggiunto il loro scopo non si sono fermati".
Comunicato della Caisse d'Epargne, squadra di Valverde
"Accettiamo, e non possiamo fare altrimenti, la decisione. Fermo restando quanto sopra, vogliamo sottolineare che noi consideriamo la decisione del tutto ingiusta e incoerente. Vogliamo ricordare che il Tas afferma esplicitamente che non vi è alcuna prova che i risultati sportivi conseguiti da Alejandro Valverde siano derivanti da qualsiasi violazione antidoping.
In questo senso, la società capisce che la punizione "è una ulteriore conferma della posizione che ha sempre mantenuto Abarca Sports ", basata "sul comportamento esemplare a tutti i livelli " del corridore di Murcia "negli ultimi 5 anni e mezzo di permanenza con Abarca Sports".
Pat McQuaid, presidente dell'UCI
"Sono contento per la conclusione del caso Valverde. Da tempo era chiaro che fosse implicato nell’Operacion Puerto, ora finalmente è stato punito. È un messaggio chiaro per tutti i corridori: chiunque sia implicato in affari di doping, sarà perseguito fino alla condanna. Questo caso deve essere di esempio per tutti".
Il commento di Petrucci, presidente del CONI
"Finalmente questo lungo iter ha avuto conclusione. La giustizia anche se lenta arriva sempre alla parola fine, oramai non si può più farla franca. I miei complimenti vanno alla Procura Antidoping e al Tribunale Nazionale Antidoping del CONI che ha sempre creduto nella bontà del proprio provvedimento e a tutti gli organismi che hanno portato a questo risultato. Questa è una vittoria dell’etica e della correttezza".
Il commento di Juan Carlos Castano, presidente della federciclismo spagnola
"Accettiamo e rispettiamo la decisione del TAS, una decisione triste e dura per il ciclismo spagnolo e anche per l'interessato. Chi doveva prendere questa decisione era la RFEC secondo le norme spagnole e il diritto spagnolo. Noi sollecitammo il giudice dell'Operacion Puerto di lasciarci accedere alle prove per aprire un'inchiesta ma ricevemmo una risposta negativa".
mercoledì 28 aprile 2010
Doping. Squalifica per 2 anni per Gabriele Bosisio, Thomas Frei confessa l'uso di EPO
Gabriele Bosisio, ex corridore del, all'epoca, Team LPR - Brakes, è stato squalificato per 2 anni, secondo le norme del Codice WADA e del Regolamento UCI, dal Tribunale Nazionale Antidoping del CONI. La squalifica parte dal 6/10/2009 e finirà il 5/10/2011, cioè tra circa un anno e mezzo. Bosisio era stato trovato positivo all'EPO ricombinante (Cera) a un controllo antidoping a sorpresa dell'UCI, eseguito in base ai valori riscontrati dal Passaporto Biologico del corridore. Oltre alla squalifica, Bosisio dovrà pagare una sanzione economica di 9.625 euro, oltre alle spese per i controlli avvenuti al di fuori delle competizioni.
Nella giornata di ieri, invece, il ciclista svizzero Thomas Frei della BMC Racing Team ha confessato l'uso di EPO, subito dopo esser stato trovato positivo a un controllo antidoping al Giro del Trentino. Frei ha dichiarato di essersi dopato per gli ultimi due anni e di aver preso una microdose di Epo la sera prima del test, avvenuto di prima mattina. Il corridore ha anche escluso qualsiasi coinvolgimento della sua attuale squadra, la BMC, e ha dichiarato di essersi dopato senza che il suo team lo sapesse. La squadra, come immediata conseguenza, ha licenziato il corridore che, ovviamente, non ha richiesto le controanalisi.
La cosa che fa più scalpore o, almeno, che dovrebbe fare più scalpore è il fatto che Frei ha dichiarato di essersi dopato dall'estate del 2008, periodo in cui correva ancora nell'Astana. Lo svizzero ha anche precisato come riusciva a evitare di essere trovato positivo, cioè bevendo circa un litro d'acqua che avrebbero fatto risultare il test negativo. Il corridore non è riuscito a bere la quantità necessaria e il test è risultato positivo.
Ovviamente, una considerazione è d'obbligo: da quello che dice Frei, chi viene beccato per aver preso EPO è solo molto sfortunato, perché il modo per far sparire le tracce è quantomeno banale e immediato. Lotta al doping? Non scherziamo.
Nella giornata di ieri, invece, il ciclista svizzero Thomas Frei della BMC Racing Team ha confessato l'uso di EPO, subito dopo esser stato trovato positivo a un controllo antidoping al Giro del Trentino. Frei ha dichiarato di essersi dopato per gli ultimi due anni e di aver preso una microdose di Epo la sera prima del test, avvenuto di prima mattina. Il corridore ha anche escluso qualsiasi coinvolgimento della sua attuale squadra, la BMC, e ha dichiarato di essersi dopato senza che il suo team lo sapesse. La squadra, come immediata conseguenza, ha licenziato il corridore che, ovviamente, non ha richiesto le controanalisi.
La cosa che fa più scalpore o, almeno, che dovrebbe fare più scalpore è il fatto che Frei ha dichiarato di essersi dopato dall'estate del 2008, periodo in cui correva ancora nell'Astana. Lo svizzero ha anche precisato come riusciva a evitare di essere trovato positivo, cioè bevendo circa un litro d'acqua che avrebbero fatto risultare il test negativo. Il corridore non è riuscito a bere la quantità necessaria e il test è risultato positivo.
Ovviamente, una considerazione è d'obbligo: da quello che dice Frei, chi viene beccato per aver preso EPO è solo molto sfortunato, perché il modo per far sparire le tracce è quantomeno banale e immediato. Lotta al doping? Non scherziamo.
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giovedì 22 aprile 2010
Doping. Giornata negativa per il ciclismo, positivi Thomas Frei della BMC e Li Fuyu della RadioShack
Sono giorni nefasti per il ciclismo in materia di doping. Dopo la notizia della positività di Mattia Gavazzi alla cocaina, oggi sono state annunciate altre due positività, mentre l'inchiesta di Mantova continua nel suo iter burocratico.
Lo svizzero Thomas Frei della BMC Racing Team è stato licenziato dalla sua squadra perché risultato positivo all'EPO. Appena ricevuta la notizia che il campione A delle analisi del ciclista era risultato non negativo, la BMC ha applicato il suo codice etico interno licenziando il corridore e dichiarando che "il corridore ora dovrà personalmente rispondere alle accuse", escludendosi di fatto da qualsiasi implicazione.
Nella serata di oggi, un altro caso di positivà è stato annunciato dall'UCI: il corridore cinese Fuyu Li della RadioShack è stato sospeso dalla Federazione Internazionale per essere risultato positivo a un controllo antidoping dopo la Dwaars Door Vlaanderen il 23 Marzo al Clenbuterol, un farmaco usato nel mondo veterinario e in qualche medicina contro l'asma in giro per il mondo, assolutamente vietato e inserito nella lista delle sostanze proibite della Wada.
La squadra americana ha subito emesso un comunicato dicendo che "il corridore è stato immediatamente sospeso finché non usciranno i risultati sul campione B nelle prossime settimane. Se il test risulterà ancora positivo il corridore verrà rimosso dalla squadra. Il Team RadioShack e il suo management sta prendendo il caso molto seriamente. Noi rispetteremo i diritti del corridore ma applicheremo la nostra politica di tollerenza zero nel caso il campione B risulti ancora positivo".
Lo svizzero Thomas Frei della BMC Racing Team è stato licenziato dalla sua squadra perché risultato positivo all'EPO. Appena ricevuta la notizia che il campione A delle analisi del ciclista era risultato non negativo, la BMC ha applicato il suo codice etico interno licenziando il corridore e dichiarando che "il corridore ora dovrà personalmente rispondere alle accuse", escludendosi di fatto da qualsiasi implicazione.
Nella serata di oggi, un altro caso di positivà è stato annunciato dall'UCI: il corridore cinese Fuyu Li della RadioShack è stato sospeso dalla Federazione Internazionale per essere risultato positivo a un controllo antidoping dopo la Dwaars Door Vlaanderen il 23 Marzo al Clenbuterol, un farmaco usato nel mondo veterinario e in qualche medicina contro l'asma in giro per il mondo, assolutamente vietato e inserito nella lista delle sostanze proibite della Wada.
La squadra americana ha subito emesso un comunicato dicendo che "il corridore è stato immediatamente sospeso finché non usciranno i risultati sul campione B nelle prossime settimane. Se il test risulterà ancora positivo il corridore verrà rimosso dalla squadra. Il Team RadioShack e il suo management sta prendendo il caso molto seriamente. Noi rispetteremo i diritti del corridore ma applicheremo la nostra politica di tollerenza zero nel caso il campione B risulti ancora positivo".
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Doping. Mattia Gavazzi della Colnago positivo alla cocaina
"Il velocista bresciano Mattia Gavazzi e' risultato positivo alla cocaina alla Settimana Lombarda. Lo rende noto l'Uci. Le analisi sono state fatte dal laboratorio di Losanna. Il corridore della Colnago, che ha vinto la 2/a tappa della Settimana Lombarda e naturalmente ha diritto alle controanalisi, e' risultato positivo il 31 marzo, giorno della cronoscalata. Gavazzi e' stato subito sospeso in via precauzionale in attesa che la federazione italiana apra una procedura".
In aggiunta alla notizia, presa dal sito di Raisport, è doveroso aggiungere che il corridore era già stato squalificato in passato, quando non era ancora un professionista, proprio a causa di una positività alla cocaina, subendo una sospensione di 14 mesi. Purtroppo, la situazione per il figlio di Pierino Gavazzi non è cambiata nel tempo, pur avendo dichiarato in passato che proprio il ciclismo l'aveva aiutato a smettere.
In questa stagione Gavazzi era riuscito a vincere una tappa proprio della Settimana Lombarda, raggiungendo così i 22 successi nella sua carriera da professionista. Non ci resta che aspettare le controanalisi, se il corridore le richiederà, e le eventuali dichiarazioni sue o del suo entourage.
In aggiunta alla notizia, presa dal sito di Raisport, è doveroso aggiungere che il corridore era già stato squalificato in passato, quando non era ancora un professionista, proprio a causa di una positività alla cocaina, subendo una sospensione di 14 mesi. Purtroppo, la situazione per il figlio di Pierino Gavazzi non è cambiata nel tempo, pur avendo dichiarato in passato che proprio il ciclismo l'aveva aiutato a smettere.
In questa stagione Gavazzi era riuscito a vincere una tappa proprio della Settimana Lombarda, raggiungendo così i 22 successi nella sua carriera da professionista. Non ci resta che aspettare le controanalisi, se il corridore le richiederà, e le eventuali dichiarazioni sue o del suo entourage.
mercoledì 17 marzo 2010
Caso Valverde. Il Tas si pronuncia a favore del Coni, anche l'Uci potrebbe prendere provvedimenti
Il Tribunale Arbitrale per lo Sport di Losanna ha respinto l'appello del corridore Alejandro Valverde della Caisse d'Epargne contro la squalifica di due anni inflittagli dal Tribunale Nazionale Antidoping italiano e dal Coni, confermando, quindi, che il corridore spagnolo non potrà correre in Italia fino al 10 Maggio 2011.
L'UCI, la federazione internazionale del ciclismo, ha subito emesso un comunicato sulla vicenda, accogliendo in maniera positiva la decisione del Tas e confermando che le conclusioni sul caso Valverde erano le stesse del Tribunale di Losanna, dopo attenta analisi da parte dell'UCI del materiale sull'Operacion Puerto e su Valverde. Ora, l'UCI è decisa a estendere la sospensione del corridore a livello internazionale.
Contro la decisione del Tas e le intenzioni dell'UCI si muove l'entourage del corridore, pronto a mettere in discussione la decisione del tribunale svizzero in base ad alcune obiezioni che verranno analizzate dalla Corte Federale Svizzera. Prima di tutto, si obietta sull'imparzialità di un giudice, dato che costui faceva parte precedentemente della Wada (Agenzia Mondiale Antidoping. Il secondo punto delle obiezioni dei legali di Valverde è che il Tas ha, di fatto, considerato illegale la decisione presa dagli organi di giustizia ordinaria spagnoli, competenza che non appartiene al ruolo del Tas di Losanna. Ultimo punto, la chiara violazione dei diritti fondamentali del corridore, specialmente quello di un regolare processo e il diritto alla privacy.
Una cosa è certa: di questa vicenda, ne sentiremo ancora parlare per molto tempo.
fonte: cyclingnews.com, uci.ch
L'UCI, la federazione internazionale del ciclismo, ha subito emesso un comunicato sulla vicenda, accogliendo in maniera positiva la decisione del Tas e confermando che le conclusioni sul caso Valverde erano le stesse del Tribunale di Losanna, dopo attenta analisi da parte dell'UCI del materiale sull'Operacion Puerto e su Valverde. Ora, l'UCI è decisa a estendere la sospensione del corridore a livello internazionale.
Contro la decisione del Tas e le intenzioni dell'UCI si muove l'entourage del corridore, pronto a mettere in discussione la decisione del tribunale svizzero in base ad alcune obiezioni che verranno analizzate dalla Corte Federale Svizzera. Prima di tutto, si obietta sull'imparzialità di un giudice, dato che costui faceva parte precedentemente della Wada (Agenzia Mondiale Antidoping. Il secondo punto delle obiezioni dei legali di Valverde è che il Tas ha, di fatto, considerato illegale la decisione presa dagli organi di giustizia ordinaria spagnoli, competenza che non appartiene al ruolo del Tas di Losanna. Ultimo punto, la chiara violazione dei diritti fondamentali del corridore, specialmente quello di un regolare processo e il diritto alla privacy.
Una cosa è certa: di questa vicenda, ne sentiremo ancora parlare per molto tempo.
fonte: cyclingnews.com, uci.ch
martedì 16 marzo 2010
Ciclocross. Kacper Szczepaniak tenta il suicidio dopo la positività all'EPO
La vicenda sui fratelli Szczepaniank, Pawel e Kacper, si tinge di tinte scure. Infatti, come scritto dal giornale Het Laatste Nieuws, il più giovane dei due, Kacper, avrebbe tentato il suicidio. La fonte è stata confermata dal fratello Pawel, rivelando inoltre che è stato fondamentale l'aiuto del padre per fermare il giovane corridore.
I due ciclocrossisti polacchi sono stati sospesi settimana scorsa a causa di una positività all'EPO durante un controllo ai Campionati del Mondo di Ciclocross del 30 gennaio, svoltisi a Tabor in Repubblica Ceca. Pawel e Kacper erano giunti primo e secondo nella gara riservata agli Under 23.
Il giornale Het Laatste Nieuws è riuscito ad avere anche le dichiarazioni del direttore della squadra Telenet Fidea, nella quale correva Kacper. Hans Van Kasteren ha dichiarato che crede che sia stato un allenatore polacco ad avere incoraggiato i due fratelli all'uso di sostanze dopanti. "Ho parecchie informazioni per riuscire a capire chi è l'uomo in questione - ha dichiarato Van Kasteren. Non abbiamo mai approvato il doping, ma non ci vuole molto a capire perché questi ragazzi non hanno resistito molto alla tentazione. In Polonia, loro padre guadagna 250 euro al mese, mentre in una squadra di alto livello Kacper potrebbe guadagnarne 2500".
La vicenda rimane torbida e, anzi, si compone di altri elementi ancora più oscuri, che mettono in secondo piano il ciclismo, privilegiando le vite e la salute dei due ragazzi, decisamente più importanti di qualsiasi vittoria. Pawel e Kacper restano sospesi dall'UCI in attesa delle controanalisi e della decisione della giustizia sportiva polacca sul loro caso.
I due ciclocrossisti polacchi sono stati sospesi settimana scorsa a causa di una positività all'EPO durante un controllo ai Campionati del Mondo di Ciclocross del 30 gennaio, svoltisi a Tabor in Repubblica Ceca. Pawel e Kacper erano giunti primo e secondo nella gara riservata agli Under 23.
Il giornale Het Laatste Nieuws è riuscito ad avere anche le dichiarazioni del direttore della squadra Telenet Fidea, nella quale correva Kacper. Hans Van Kasteren ha dichiarato che crede che sia stato un allenatore polacco ad avere incoraggiato i due fratelli all'uso di sostanze dopanti. "Ho parecchie informazioni per riuscire a capire chi è l'uomo in questione - ha dichiarato Van Kasteren. Non abbiamo mai approvato il doping, ma non ci vuole molto a capire perché questi ragazzi non hanno resistito molto alla tentazione. In Polonia, loro padre guadagna 250 euro al mese, mentre in una squadra di alto livello Kacper potrebbe guadagnarne 2500".
La vicenda rimane torbida e, anzi, si compone di altri elementi ancora più oscuri, che mettono in secondo piano il ciclismo, privilegiando le vite e la salute dei due ragazzi, decisamente più importanti di qualsiasi vittoria. Pawel e Kacper restano sospesi dall'UCI in attesa delle controanalisi e della decisione della giustizia sportiva polacca sul loro caso.
giovedì 11 marzo 2010
Doping. I fratelli Szczepaniak, oro e argento mondiale under 23 nel ciclocross, sospesi per Epo.
Come per ogni caso di doping, mi limito a riportare la notizia senza commentare più di tanto. Ovviamente, l'amarezza è molto più grande in questo caso, perchè si parla di due corridori Under 23, due talenti, due fratelli, che sicuramente prevedono un sistema corrotto intorno a loro.
Tornando alla mera cronaca, i fratelli Pawel e Kacper Szczepaniak, oro e argento mondiale Under 23 nel ciclocross, sono stati sospesi dall'UCI in seguito alla positività all'Epo ricombinante riscontrata nei campioni prelevati durante i Campionati del Mondo di Tabor dello scorso gennaio. La positività è stata rilevata dal laboratorio accredidato Wada di Seibersdorf.
Come per Giunti, sospeso ieri dall'UCI e licenziato dall'Androni Giocattoli, i test ai due corridori erano mirati, visto i valori sospetti riscontrati dal passaporto biologico dei due fratelli polacchi.
Se confermata, la squalifica rivoluzionerebbe la classifica del Campionato del Mondo di Ciclocross Under 23, con il francese Arnaud Jouffroy che conquisterebbe l'oro davanti all'argento del belga Tom Meeusen e al bronzo del polacco Marek Konwa.
I due corridori potranno richiedere le controanalisi e sono in attesa di giudizio, che arriverà da una commissione decisa dalla federazione polacca di ciclismo.
fonte: uci.ch
Tornando alla mera cronaca, i fratelli Pawel e Kacper Szczepaniak, oro e argento mondiale Under 23 nel ciclocross, sono stati sospesi dall'UCI in seguito alla positività all'Epo ricombinante riscontrata nei campioni prelevati durante i Campionati del Mondo di Tabor dello scorso gennaio. La positività è stata rilevata dal laboratorio accredidato Wada di Seibersdorf.
Come per Giunti, sospeso ieri dall'UCI e licenziato dall'Androni Giocattoli, i test ai due corridori erano mirati, visto i valori sospetti riscontrati dal passaporto biologico dei due fratelli polacchi.
Se confermata, la squalifica rivoluzionerebbe la classifica del Campionato del Mondo di Ciclocross Under 23, con il francese Arnaud Jouffroy che conquisterebbe l'oro davanti all'argento del belga Tom Meeusen e al bronzo del polacco Marek Konwa.
I due corridori potranno richiedere le controanalisi e sono in attesa di giudizio, che arriverà da una commissione decisa dalla federazione polacca di ciclismo.
fonte: uci.ch
mercoledì 10 marzo 2010
Doping. Massimo Giunti dell'Androni Giocattoli positivo all'EPO
Una brutta notizia ha scosso questa mattina la partenza della prima tappa della Tirreno - Adriatico. Infatti, al via non si è presentato il corridore dell'Androni Giocattoli Massimo Giunti. Il corridore è stato sospeso per la positività all'Epo ricombinante, risultante da un campione analizzato nel laboratorio accreditato Wada di Losanna e ottenuto in un controllo fuori dalle competizioni del 23 febbraio scorso. Giunti, secondo il comunicato dell'UCI, è stato testato perché il profilo del suo passaporto biologico non era nella norma.
L'Androni Giocatolli, tramite il suo team manager Gianni Savio, ha emesso un comunicato in serata dichiarando che il corridore è stato licenziato, come stabilito dal codice sanitario interno, in quanto ha confermato la sua colpevolezza. Improbabile, quindi, che il corridore richieda le controanalisi.
L'Androni Giocattoli ha, altresì, confermato il suo impegno contro il doping e il suo impegno per continuare a mantenere una squadra di alto livello. Ora, bisognerà vedere le reazioni degli organizzatori delle corse come Giro d'Italia o le classiche del Nord, che potrebbe optare per un'altra squadra da invitare come wild card.
fonte: uci.ch
L'Androni Giocatolli, tramite il suo team manager Gianni Savio, ha emesso un comunicato in serata dichiarando che il corridore è stato licenziato, come stabilito dal codice sanitario interno, in quanto ha confermato la sua colpevolezza. Improbabile, quindi, che il corridore richieda le controanalisi.
L'Androni Giocattoli ha, altresì, confermato il suo impegno contro il doping e il suo impegno per continuare a mantenere una squadra di alto livello. Ora, bisognerà vedere le reazioni degli organizzatori delle corse come Giro d'Italia o le classiche del Nord, che potrebbe optare per un'altra squadra da invitare come wild card.
fonte: uci.ch
giovedì 4 marzo 2010
Doping. Thomas Dekker squalificato per 2 anni per EPO
Il ciclista olandese Thomas Dekker è stato squalificato per due anni per uso di EPO, come deciso dalla Federazione Ciclistica del Principato di Monaco, alla quale è affiliato Dekker. La sospensione terminerà il 1° Luglio del 2011.
Il giovane corridore, solo 24 anni, è stato testato in un controllo fuori dalle competizioni durante il periodo natalizio nel 2007, ma il test è risultato negativo. Secondo l'UCI, però, grazie ai dati raccolti attraverso il programma del passaporto biologico nel 2008 e nel 2009 sono state raccolte prove convincenti sull'uso di pratiche proibite per l'ossigenazione del sangue.
Questi risultati hanno convinto la Unione Ciclistica Internazionale a rivedere i controlli già effettuati su Dekker. Il laboratorio di Colonia, in Germania, accreditato dalla Wada, ha riesaminato il campione di urine di quel dicembre 2007 e sono state trovate tracce di EPO.
Il corridore è stato sospeso dal suo team, la Silence - Lotto, il 1° luglio del 2009. Dekker aveva raggiunto la squadra belga dopo aver lasciato la Rabobank nell'agosto precedente senza spiegazioni né dal corridore né dalla squadra.
L'olandese ha ammesso le proprie colpe, dichiarando che in passato ha assunto una sola volta l'EPO, prendendosi tutte le responsabilità. Dekker ha dichiarato, inoltre, che il suo obiettivo è di tornare a correre alla fine della sospensione nel 2011.
fonte: cyclingnews.com
Il giovane corridore, solo 24 anni, è stato testato in un controllo fuori dalle competizioni durante il periodo natalizio nel 2007, ma il test è risultato negativo. Secondo l'UCI, però, grazie ai dati raccolti attraverso il programma del passaporto biologico nel 2008 e nel 2009 sono state raccolte prove convincenti sull'uso di pratiche proibite per l'ossigenazione del sangue.
Questi risultati hanno convinto la Unione Ciclistica Internazionale a rivedere i controlli già effettuati su Dekker. Il laboratorio di Colonia, in Germania, accreditato dalla Wada, ha riesaminato il campione di urine di quel dicembre 2007 e sono state trovate tracce di EPO.
Il corridore è stato sospeso dal suo team, la Silence - Lotto, il 1° luglio del 2009. Dekker aveva raggiunto la squadra belga dopo aver lasciato la Rabobank nell'agosto precedente senza spiegazioni né dal corridore né dalla squadra.
L'olandese ha ammesso le proprie colpe, dichiarando che in passato ha assunto una sola volta l'EPO, prendendosi tutte le responsabilità. Dekker ha dichiarato, inoltre, che il suo obiettivo è di tornare a correre alla fine della sospensione nel 2011.
fonte: cyclingnews.com
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mercoledì 6 gennaio 2010
Doping. Niklas Axelsson ancora positivo all'EPO, rischia la radiazione
Il corridore svedese Niklas Axelsson è risultato positivo a un controllo antidoping all'EPO nel mese di settembre ed è sospeso fino alle eventuali controanalisi.
Il caso Axelsson si complica per il corridore perchè, nel 2001, era già stato squalificato per un controllo positivo, sempre all'EPO, ai campionati del mondo. All'epoca, Axelsson aveva ammesso la propria responsabilità e aveva scontato una squalifica di due anni e otto mesi. Ora, rischia la radiazione.
Sulla sua positività, ha parlato Anders Karlsson, segretario generale della Federazione Ciclistica Svedese, sul giornale locale Sport Bladet.
"E' una tragedia - ha detto Karlsson. "Ha una positività del campione A a settembre. Sono rimasto sorpreso da questa notizia perchè era già stato sospeso e aveva molto sofferto. Secondo le informazioni che ho, è stato EPO. La ragione per cui non avevamo ancora diffuso la notizia è perchè eravamo in attesa di una decisione sul campione B". E attualmente nessuna decisione è stata ancora presa.
Axelsson, in carriera, ha vinto nel 2001 una tappa del Tour de la Region Wallonne e nel 2008 una tappa alla Settimana di Coppi & Bartali. Nel 1999, il suo risultato più prestigioso, il sesto posto al Giro d'Italia, da segnalare anche nel 2000 un terzo posto al Giro di Lombardia.
fonte: biciciclismo.com
Il caso Axelsson si complica per il corridore perchè, nel 2001, era già stato squalificato per un controllo positivo, sempre all'EPO, ai campionati del mondo. All'epoca, Axelsson aveva ammesso la propria responsabilità e aveva scontato una squalifica di due anni e otto mesi. Ora, rischia la radiazione.
Sulla sua positività, ha parlato Anders Karlsson, segretario generale della Federazione Ciclistica Svedese, sul giornale locale Sport Bladet.
"E' una tragedia - ha detto Karlsson. "Ha una positività del campione A a settembre. Sono rimasto sorpreso da questa notizia perchè era già stato sospeso e aveva molto sofferto. Secondo le informazioni che ho, è stato EPO. La ragione per cui non avevamo ancora diffuso la notizia è perchè eravamo in attesa di una decisione sul campione B". E attualmente nessuna decisione è stata ancora presa.
Axelsson, in carriera, ha vinto nel 2001 una tappa del Tour de la Region Wallonne e nel 2008 una tappa alla Settimana di Coppi & Bartali. Nel 1999, il suo risultato più prestigioso, il sesto posto al Giro d'Italia, da segnalare anche nel 2000 un terzo posto al Giro di Lombardia.
fonte: biciciclismo.com
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giovedì 31 dicembre 2009
Doping. Tom Zirbel positivo al DHEA. Le reazioni della Garmin Transitions
Tom Zirbel, secondo classificato dietro Dave Zabriskie al campionato nazionale americano a cronometro, che ha corso nel 2009 con la Bissell Pro Cycling, è risultato positivo al Deidroepiandrosterone (DHEA). DHEA è uno steroide per il quale è risultato positivo Tyler Hamilton nel febbraio del 2009.
Zirbel ha subito dichiarato la sua innocenza "Il campionato nazionale a cronometro era uno dei maggiori obiettivi della mia stagione, ma non avrei mai compromesso la mia salute per nessuna corsa - ha detto Zirbel - "A questo punto, non so cosa accadrà, aspetterò i risultati sul campione B".
Alla positività di Zirbel, ha subito risposto la sua futura squadra, la Garmin Transitions, per bocca del general manager Jonathan Vaughters
"Tom si è subito confrontato con me sin dall'inizio di questo processo - ha detto Vaughters a Cyclingnews - "Comunque, la nostra politica antidoping è basata sulla tolleranza zero. Tom ci ha avvisato della situazione e come risultato, lui non correrà per noi nel 2010. Spero che l'USADA arrivi a una soluzione giusta in questo e in ogni caso di doping."
Zirbel ha subito dichiarato la sua innocenza "Il campionato nazionale a cronometro era uno dei maggiori obiettivi della mia stagione, ma non avrei mai compromesso la mia salute per nessuna corsa - ha detto Zirbel - "A questo punto, non so cosa accadrà, aspetterò i risultati sul campione B".
Alla positività di Zirbel, ha subito risposto la sua futura squadra, la Garmin Transitions, per bocca del general manager Jonathan Vaughters
"Tom si è subito confrontato con me sin dall'inizio di questo processo - ha detto Vaughters a Cyclingnews - "Comunque, la nostra politica antidoping è basata sulla tolleranza zero. Tom ci ha avvisato della situazione e come risultato, lui non correrà per noi nel 2010. Spero che l'USADA arrivi a una soluzione giusta in questo e in ogni caso di doping."
Ciclomercato. Lefevre vuole tenere Allan Davis. Eugenio Bani all'Amore & Vita
Patrick Lefevre vuole tenere Allan Davis
In un'intervista al giornale belga Gazet van Antwerpen, il direttore generale della Quick Step, Patrick Lefevre, ha dichiarato che la crisi economica globale non permetterà alla sua squadra ulteriori acquisti, lasciando la squadra con un organico di 26-27 corridori, situazione che diventerà difficile quando ci saranno tante corse importanti contemporaneamente come a maggio, con Giro d'Italia, Giro del Belgio e Tour of California.
Nella stessa intervista, Lefevre ha dichiarato che, nonostante i problemi economici, non ha intenzione di lasciare libero Allan Davis e che proverà in tutti i modi a cercare i soldi necessari per tenerlo alla Quick Step, anche se Davis ha già annunciato il suo passaggio all'Astana.
Eugenio Bani all'Amore & Vita
Eugenio Bani, 18 anni, 60 vittorie in carriera nelle categorie minori, squalificato per 21 mesi dalla procura antidoping del Coni perchè positivo alla gonadotropina corionica (HGC), passa dagli juniores ai prof con l'Amore & Vita di Ivano Fanini. Bani non potrà correre in Italia ma grazie al calendario ricco della squadra potrà partecipare a molte corse all'estero.
Fanini ha subito puntato il dito contro il sistema ciclismo, sostenendo che è impossibile che un 18enne possa, da solo, aver deciso di doparsi, accusando l'entourage del corridore che avrebbe dopato Bani, sfruttando anche l'assenza di controlli nelle categorie minori. L'aiuto di Fanini a Bani si estenderà anche nel cercare di opporsi alla squalifica di 21 mesi, cercando di colpire i veri colpevoli, secondo Fanini, cioè chi stava intorno a Bani.
Joao Correia alla Cervelo
Il corridore portoghese Joao Correia, classe '73, è stato ingaggiato dalla Cervelo TestTeam per la stagione 2010.
La carriera di Correia da prof è diversa rispetto agli altri ciclisti, avendo corso nel 2008 e nel 2009 con la Bissell Pro Cycling Team lavorando contemporaneamente al più importante giornale di ciclismo del mondo e allenandosi di notte al Central Park. Ora, grazie alla Cervelo, potrà perseguire il suo sogno di ciclista.
"Conoscevamo Joao da un po' di tempo e avevamo parlato di questa cosa già qualche anno fa - ha dichiarato Gerard Vroomen, co-fondatore della Cervelo "Ora il tempo è maturo per farlo. Sarà sicuramente difficile per lui il passaggio a ciclista prof, ma non abbiamo fretta. E sicuramente, oltre al suo talento da ciclista, lui ci porta a seguire gli altri nostri obiettivi di squadra, sviluppo del prodotto, l'accesso dei tifosi e l'ospitalità".
fonte: cyclingnews.com, cervelo.com
In un'intervista al giornale belga Gazet van Antwerpen, il direttore generale della Quick Step, Patrick Lefevre, ha dichiarato che la crisi economica globale non permetterà alla sua squadra ulteriori acquisti, lasciando la squadra con un organico di 26-27 corridori, situazione che diventerà difficile quando ci saranno tante corse importanti contemporaneamente come a maggio, con Giro d'Italia, Giro del Belgio e Tour of California.
Nella stessa intervista, Lefevre ha dichiarato che, nonostante i problemi economici, non ha intenzione di lasciare libero Allan Davis e che proverà in tutti i modi a cercare i soldi necessari per tenerlo alla Quick Step, anche se Davis ha già annunciato il suo passaggio all'Astana.
Eugenio Bani all'Amore & Vita
Eugenio Bani, 18 anni, 60 vittorie in carriera nelle categorie minori, squalificato per 21 mesi dalla procura antidoping del Coni perchè positivo alla gonadotropina corionica (HGC), passa dagli juniores ai prof con l'Amore & Vita di Ivano Fanini. Bani non potrà correre in Italia ma grazie al calendario ricco della squadra potrà partecipare a molte corse all'estero.
Fanini ha subito puntato il dito contro il sistema ciclismo, sostenendo che è impossibile che un 18enne possa, da solo, aver deciso di doparsi, accusando l'entourage del corridore che avrebbe dopato Bani, sfruttando anche l'assenza di controlli nelle categorie minori. L'aiuto di Fanini a Bani si estenderà anche nel cercare di opporsi alla squalifica di 21 mesi, cercando di colpire i veri colpevoli, secondo Fanini, cioè chi stava intorno a Bani.
Joao Correia alla Cervelo
Il corridore portoghese Joao Correia, classe '73, è stato ingaggiato dalla Cervelo TestTeam per la stagione 2010.
La carriera di Correia da prof è diversa rispetto agli altri ciclisti, avendo corso nel 2008 e nel 2009 con la Bissell Pro Cycling Team lavorando contemporaneamente al più importante giornale di ciclismo del mondo e allenandosi di notte al Central Park. Ora, grazie alla Cervelo, potrà perseguire il suo sogno di ciclista.
"Conoscevamo Joao da un po' di tempo e avevamo parlato di questa cosa già qualche anno fa - ha dichiarato Gerard Vroomen, co-fondatore della Cervelo "Ora il tempo è maturo per farlo. Sarà sicuramente difficile per lui il passaggio a ciclista prof, ma non abbiamo fretta. E sicuramente, oltre al suo talento da ciclista, lui ci porta a seguire gli altri nostri obiettivi di squadra, sviluppo del prodotto, l'accesso dei tifosi e l'ospitalità".
fonte: cyclingnews.com, cervelo.com
venerdì 27 novembre 2009
Doping. Il campione argentino Pablo Brum squalificato per 2 anni
Pablo Brum, che il 22 Marzo di quest'anno aveva vinto il campionato nazionale argentino in linea, è stato squalificato per 2 anni per l'uso illecito di nandrolone, scoperto a un controllo antidoping proprio il giorno del campionato nazionale.
Per questa squalifica, il campione nazionale diventa Facundo Lionel Bazzi, arrivato secondo dietro Brum. Questo l'ordine d'arrivo aggiornato dopo la squalifica
ORDINE D'ARRIVO
1° Facundo Bazzi
2° Ricardo Escuela
3° Gerardo Luis Fernandez
Per questa squalifica, il campione nazionale diventa Facundo Lionel Bazzi, arrivato secondo dietro Brum. Questo l'ordine d'arrivo aggiornato dopo la squalifica
ORDINE D'ARRIVO
1° Facundo Bazzi
2° Ricardo Escuela
3° Gerardo Luis Fernandez
lunedì 23 novembre 2009
Doping. Da Ros squalificato per 20 anni
Il TAS (Tribunale Nazionale Antidoping) del CONI ha squalificato per 20 anni Gianni Da Ros, giovane ciclista italiano arrestato a marzo in merito a un'inchiesta su un traffico di sostanze dopanti nelle palestre. La sanzione, quindi, scadrà il 22 novembre 2029, ed è una delle più alte mai inflitte dal tribunale.
Da Ros era stato arrestato dai Nas a Padova in seguito a un'inchiesta iniziata a fine 2007 sul traffico di prodotti dopanti nelle palestre. Un servizio del programma "Le Iene" su Italia 1, messo in onda il 7 marzo scorso, aveva svelato al grande pubblico questo sistema: un inviato aveva acquistato per un totale di 700 euro vari prodotti dopanti. Secondo l'accusa, Da Ros non solo si sarebbe dopato lontano dalle corse per non incappare nei controlli ma avrebbe venduto le sostanze anche a degli atleti dilettanti. Al momento dell'arresto, Da Ros era sotto contratto con la squadra italiana Liquigas che subito ha preso le distanze dall'atleta tramite un comunicato congiunto con la Federazione.
fonte: gazzetta.it
Da Ros era stato arrestato dai Nas a Padova in seguito a un'inchiesta iniziata a fine 2007 sul traffico di prodotti dopanti nelle palestre. Un servizio del programma "Le Iene" su Italia 1, messo in onda il 7 marzo scorso, aveva svelato al grande pubblico questo sistema: un inviato aveva acquistato per un totale di 700 euro vari prodotti dopanti. Secondo l'accusa, Da Ros non solo si sarebbe dopato lontano dalle corse per non incappare nei controlli ma avrebbe venduto le sostanze anche a degli atleti dilettanti. Al momento dell'arresto, Da Ros era sotto contratto con la squadra italiana Liquigas che subito ha preso le distanze dall'atleta tramite un comunicato congiunto con la Federazione.
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sabato 21 novembre 2009
Doping. Christian Pfannberger squalificato a vita
Christian Pfannberger è stato squalificato a vita da qualsiasi competizione sportiva a seguito di ripetute infrazioni alle leggi antidoping. Lo ha annunciato oggi l'Agenzia Nazionale Austriaca Antidoping.
Pfannberger era in attesa di giudizio per la positività all'EPO scoperta a Marzo mentre si stava preparando per il Giro d'Italia. L'austriaco è stato squalificato anche tra il 2004 e il 2006 per la positività al testosterone.
Al momento della positività, Pfannberger era sotto contratto con il team russo Katusha che l'aveva subito sospeso. In carriera, ha vinto per due volte il campionato nazionale in linea, nel 2007 e nel 2008, un'edizione del Giro del Capo e una tappa al Giro d'Austria.
Pfannberger era in attesa di giudizio per la positività all'EPO scoperta a Marzo mentre si stava preparando per il Giro d'Italia. L'austriaco è stato squalificato anche tra il 2004 e il 2006 per la positività al testosterone.
Al momento della positività, Pfannberger era sotto contratto con il team russo Katusha che l'aveva subito sospeso. In carriera, ha vinto per due volte il campionato nazionale in linea, nel 2007 e nel 2008, un'edizione del Giro del Capo e una tappa al Giro d'Austria.
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giovedì 22 ottobre 2009
Riccardo Riccò, squalifica ridotta a 20 mesi. Potrà rientrare a Marzo per la Sanremo.
L'UCI, riconoscendo la collaborazione di Riccardo Riccò nelle indagini, ha confermato che la squalifica del corridore è di 20 mesi, come deciso dal Tas. Riccò avrà l'opportunità di tornare alle gare il 18 marzo 2010, esattamente 2 giorni prima della Milano - Sanremo, alla quale potrà partecipare se la sua squadra, la Ceramica Flaminia, verrà invitata. Ma ancora più importante è che il corridore modenese può allenarsi anche in ottica Giro d'Italia, che inizierà l'8 maggio.
Riccò, trovato positivo al CERA durante il Tour de France 2008, è stato squalificato due anni dal Tribunale Nazionale Antidoping del Coni. Successivamente, è ricorso in appello al TAS di Losanna per chiedere uno sconto alla squalifica, chiedendo il riconoscimento della sua collaborazione. Il Tas ha riconosciuto la collaborazione di Riccò e ha ridotto la squalifica a 20 mesi. Successivamente, l'agenzia francese di lotta al doping ha squalificato il corridore per due anni da ogni competizione sul suolo francese, contraddicendo la squalifica del Tas, che è inappellabile.
Per ovviare a questo inconveniente, l'UCI e i legali di Riccò si sono incontrati e hanno deciso ieri che la decisione del Tas fosse quella più pertinente.
Come risultato di tutto ciò, potremmo vedere Riccò correre sulle strade del Giro d'Italia. Come lo accoglieranno i tifosi? E che corridore sarà? Un motivo di interesse in più per un Giro che si preannuncia già scoppiettante.
fonte: gazzetta.it
Riccò, trovato positivo al CERA durante il Tour de France 2008, è stato squalificato due anni dal Tribunale Nazionale Antidoping del Coni. Successivamente, è ricorso in appello al TAS di Losanna per chiedere uno sconto alla squalifica, chiedendo il riconoscimento della sua collaborazione. Il Tas ha riconosciuto la collaborazione di Riccò e ha ridotto la squalifica a 20 mesi. Successivamente, l'agenzia francese di lotta al doping ha squalificato il corridore per due anni da ogni competizione sul suolo francese, contraddicendo la squalifica del Tas, che è inappellabile.
Per ovviare a questo inconveniente, l'UCI e i legali di Riccò si sono incontrati e hanno deciso ieri che la decisione del Tas fosse quella più pertinente.
Come risultato di tutto ciò, potremmo vedere Riccò correre sulle strade del Giro d'Italia. Come lo accoglieranno i tifosi? E che corridore sarà? Un motivo di interesse in più per un Giro che si preannuncia già scoppiettante.
fonte: gazzetta.it
venerdì 16 ottobre 2009
Operacion Puerto. Valverde giudicato il 16 novembre dal TAS, Lissavetzky fiducioso per l'innocenza
Il 16 novembre, il TAS di Losanna discuterà del provvedimento che la procura del CONI ha inflitto al corridore Alejandro Valverde, recente vincitore della Vuelta Espana, in base agli atti e alle prove raccolte in merito all'Operacion Puerto.
Valverde è squalificato per 2 anni da ogni competizione sul suolo italiano e proprio per questo non ha potuto partecipare al Tour de France perchè la corsa sconfinava di qualche chilometro in Italia.
Puntuali sono arrivate le dichiarazioni del segretario di Stato per lo Sport, Jaime Lissavetzky, che spera che il TAS dimostri definitivamente l'innocenza di Valverde.
"Aspettiamo il verdetto del tribunale" ha dichiarato, "e rimaniamo al fianco di Valverde e di ogni sportivo spagnolo che abbia qualsiasi tipo di problema. La sentenza del CONI non è logica, perchè si riferisce solo al territorio italiano. Riguardo alla famosa lista di nomi dell'Operacion Puerto, Valverde non figurava tra essi. Il Consiglio Superiore dello Sport sta già facendo un ottimo lavoro contro il doping, per far vincere la chiarezza sulle ombre"
Valverde è squalificato per 2 anni da ogni competizione sul suolo italiano e proprio per questo non ha potuto partecipare al Tour de France perchè la corsa sconfinava di qualche chilometro in Italia.
Puntuali sono arrivate le dichiarazioni del segretario di Stato per lo Sport, Jaime Lissavetzky, che spera che il TAS dimostri definitivamente l'innocenza di Valverde.
"Aspettiamo il verdetto del tribunale" ha dichiarato, "e rimaniamo al fianco di Valverde e di ogni sportivo spagnolo che abbia qualsiasi tipo di problema. La sentenza del CONI non è logica, perchè si riferisce solo al territorio italiano. Riguardo alla famosa lista di nomi dell'Operacion Puerto, Valverde non figurava tra essi. Il Consiglio Superiore dello Sport sta già facendo un ottimo lavoro contro il doping, per far vincere la chiarezza sulle ombre"
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