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mercoledì 16 giugno 2010

Paolo Bettini è il nuovo CT della nazionale italiana di ciclismo

Finalmente è arrivata l'ufficialità. Paolo Bettini è il nuovo c.t. della nazionale italiana maschile di ciclismo su strada. La presentazione ufficiale, alla quale parteciperanno le massime cariche della Federciclismo italiana e del Coni, avverrà mercoledì 23 giugno nel Salone d'Onore del Coni. Il "Grillo", ritiratosi dalle competizioni a fine 2008, prenderà il posto del compianto Franco Ballerini, deceduto in un incidente di rally il 7 febbraio scorso, e proverà a continuare la linea mantenuta dal suo predecessore come stile e come vittorie. La scelta di Bettini era stata indicata da tutti, sia addetti ai lavori che stampa, come la più probabile e probabilmente la migliore, visto il carisma che porta con sé la figura del campione toscano e il rapporto di profonda amicizia tra Bettini e Ballerini, oltre alla profonda conoscenza dell'ambiente italiano e della nazionale.
La carriera di Bettini, nato a Cecina, in provincia di Livorno, il 1° Aprile 1974, è sempre stata legata a doppio filo con la nazionale. Il suo primo piazzamento importante, ancora da Under 23, è avvenuto al Mondiale del 1996 a Lugano quando fu il quarto di un incredibile gara in linea per l'Italia, alle spalle del campione del mondo Figueras con Sgambelluri e Sironi alle sue spalle. Passato professionista nel 1997 con l'MG - Technogym, la prima grande vittoria è arrivata con la maglia della Mapei QuickStep nel 2000 alla Liegi Bastogne Liegi, oltre a una tappa al Tour de France. Nel 2001 a Lisbona è arrivato il suo primo podio mondiale, secondo alle spalle di Oscar Freire, mentre sono continuato le vittorie in Coppa del Mondo come il Campionato di Zurigo, un'altra Liegi - Bastogne - Liegi nel 2002, la Milano - Sanremo, il campionato nazionale, la classica di Amburgo e la Clasica di San Sebastian nel 2003.
Nel 2004 è arrivato il primo successo in maglia azzurra alla 28° edizione dell'Olimpiade in Grecia mentre l'anno successivo è arrivato un altro Campionato di Zurigo e il primo Giro di Lombardia. Ma i più grandi successi di Bettini sono arrivati i due anni successivi: nel 2006, dopo il secondo campionato italiano, è arrivato il primo Mondiale a Salisburgo e il secondo Giro di Lombardia mentre l'anno successivo è giunto un fantastico bis Mondiale a Stoccarda. Nel 2008, ultimo anno da prof, l'ultima vittoria è stata alla Vuelta a Espana con il saluto finale alla Sei Giorni di Milano, dopo aver corso per l'ultima volta il Mondiale a Varese vinto da Alessandro Ballan.
Se la scelta di Bettini come c.t. della nazionale sarà giusta lo sapremo soltanto al Mondiale di Melbourne, per adesso rimane il fascino di avere come commissario tecnico quello che tutti avrebbero voluto in quel ruolo: Paolo, ora tocca a te.

venerdì 4 giugno 2010

Doping. De Bonis e Caucchioli squalificati 2 anni per il Passaporto Biologico

Negli ultimi giorni sono arrivate anche le prime squalifiche per valori irregolari riscontrati nel Passaporto Biologico dei corridori. I primi due atleti a incappare in questa squalifica sono stati gli italiani Francesco De Bonis e Pietro Caucchioli.

LE SENTENZE DEL TNA
Queste le due sentenze del Tribunale Nazionale Antidoping:

- "Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto da Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico di Francesco De Bonis, ritenuta la responsabilità dell’atleta in ordine alla violazione antidoping, gli infligge 2 anni di squalifica, con decorrenza dal 18/06/2009 e scadenza fissata al 17/06/2011. Condanna, inoltre, l’atleta alla sanzione pecuniaria di Euro 13.750,00. Lo condanna altresì al pagamento della somma di 3.500 franchi svizzeri per costi sostenuti dall’UCI e alla somma di Euro 15.737,20 sostenute dal CONI, per spese del procedimento disciplinare, ivi incluso l’onorario del consulente tecnico d’ufficio pari a Euro 3.000,00, meno Euro 1.000,00 già anticipate dalla parte".
- "Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto da Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico di Pietro Caucchioli, ritenuta la responsabilità dell’atleta medesimo in ordine alla violazione antidoping, gli infligge 2 anni di squalifica, a decorrere dal 18/06/2009 e con scadenza fissata al 17/06/2011. Condanna altresì l’atleta al pagamento della somma di 2.500 franchi svizzeri per costi sostenuti dall’UCI e alla somma di Euro 2.000,00 sostenuta dal CONI per spese del procedimento disciplinare".

LE REAZIONI DI DE BONIS E CAUCCHIOLI
Non si sono fatte attendere, come prevedibile, le reazioni dei due ciclisti.

- Questo è il comunicato che Francesco De Bonis ha rilasciato dopo la squalifica e che ho ritrovato dal sito di Repubblica.
"Comunico a seguito della sentenza del Tna (Tribunale Nazionale Antidoping) che pubblicherò gli atti in modo da illustrare le modalità con le quali si è giunti dopo un anno a questa sentenza, contro la quale ricorrerò in appello. Addirò anche la giustizia penale per i documenti falsi che sono stati prodotti sulla base dei quali sono stato ingiustamente condannato. Tutto ciò affinchè ogni altro atleta possa sapere che la procedura di accusa è di stampo inquisitorio. Ricorrerò anche alla Corte di Strasburgo contro un metodo che non consente nessun diritto di difesa per l'atleta".
- Questa è la lettera che Pietro Caucchioli ha inviato al sito internet tuttobiciweb.it in merito alla sua squalifica e che ripubblico. La fonte potrete trovarla qui.
"Il mio è un caso del tutto particolare e peculiare poiché l'accusa nei miei confronti non derivava (come è sempre avvenuto finora) da una riscontrata positività a qualche sostanza, bensì si basava solo su una presunzione di positività legata ad una valutazione dell'andamento dei miei parametri ematici nel corso del tempo. Oggi è stato applicato il passaporto biologico utilizzando dati NON CONFORMI AL PROTOCOLLO (creato a fine 2009) e in ogni caso le anomalie sono state riscontrate nel 2008: intendo sottolineare che nel corso dell'udienza il consulente della Procura Antidoping, Prof. D'Onofrio (che peraltro e' proprio uno degli esperti che hanno valutato il mio profilo per conto dell'UCI) ha ammesso la carenza di documentazione richiesta dal medesimo protocollo. TUTTO CIO' VI SEMBRA NORMALE? Faccio presente inoltre che, come le norme consentono, avevo richiesto un processo pubblico. Tale richiesta mi è stata incomprensibilmente negata. Non solo. Ho chiesto una perizia affinché fossero degli scienziati indipendenti e non legati da rapporti con l'UCI a valutare i dati ma anche ciò mi è stato negato. Attendo ora di leggere le motivazioni del TNA, riservandomi ovviamente
di fare appello e capire perchè mi siano stati inflitti due anni di squalifica, visto che il passaporto biologico, da regolamento UCI, può essere applicato solamente utilizzando dati che rispettino i requisiti di conformità. Il Passaporto Biologico vale 7 MILIONI di Euro, la mia carriera di ciclista molto meno".

mercoledì 28 aprile 2010

Doping. Squalifica per 2 anni per Gabriele Bosisio, Thomas Frei confessa l'uso di EPO

Gabriele Bosisio, ex corridore del, all'epoca, Team LPR - Brakes, è stato squalificato per 2 anni, secondo le norme del Codice WADA e del Regolamento UCI, dal Tribunale Nazionale Antidoping del CONI. La squalifica parte dal 6/10/2009 e finirà il 5/10/2011, cioè tra circa un anno e mezzo. Bosisio era stato trovato positivo all'EPO ricombinante (Cera) a un controllo antidoping a sorpresa dell'UCI, eseguito in base ai valori riscontrati dal Passaporto Biologico del corridore. Oltre alla squalifica, Bosisio dovrà pagare una sanzione economica di 9.625 euro, oltre alle spese per i controlli avvenuti al di fuori delle competizioni.
Nella giornata di ieri, invece, il ciclista svizzero Thomas Frei della BMC Racing Team ha confessato l'uso di EPO, subito dopo esser stato trovato positivo a un controllo antidoping al Giro del Trentino. Frei ha dichiarato di essersi dopato per gli ultimi due anni e di aver preso una microdose di Epo la sera prima del test, avvenuto di prima mattina. Il corridore ha anche escluso qualsiasi coinvolgimento della sua attuale squadra, la BMC, e ha dichiarato di essersi dopato senza che il suo team lo sapesse. La squadra, come immediata conseguenza, ha licenziato il corridore che, ovviamente, non ha richiesto le controanalisi.
La cosa che fa più scalpore o, almeno, che dovrebbe fare più scalpore è il fatto che Frei ha dichiarato di essersi dopato dall'estate del 2008, periodo in cui correva ancora nell'Astana. Lo svizzero ha anche precisato come riusciva a evitare di essere trovato positivo, cioè bevendo circa un litro d'acqua che avrebbero fatto risultare il test negativo. Il corridore non è riuscito a bere la quantità necessaria e il test è risultato positivo.
Ovviamente, una considerazione è d'obbligo: da quello che dice Frei, chi viene beccato per aver preso EPO è solo molto sfortunato, perché il modo per far sparire le tracce è quantomeno banale e immediato. Lotta al doping? Non scherziamo.

venerdì 2 aprile 2010

Doping. Non c'è Cera nelle controanalisi di Vania Rossi, ex compagna di Riccò

SLe controanalisi sulle urine dell'atleta italiana Vania Rossi, madre del figlio di Riccardo Riccò, sono risultate negative al controllo sul Cera, l'Epo di terza generazione. La comunicazione è arrivata direttamente dal Coni che ha aggiunto che nel campione non erano presenti i livelli minimi di Cera richiesti per soddisfare i criteri della Wada. Nel campione A, invece, erano stati trovati livelli che dimostravano la netta presenza del Cera, cosa che aveva portato alla sospensione dell'atleta e alle dichiarazioni di Riccò che biasimava il comportamento della compagna. In entrambi i casi, le analisi sono state effettuate dal laboratorio antidoping di Roma e confermate anche dal laboratorio francese di Chatenay-Malabry.
Il Coni, ricevuta la comunicazione delle controanalisi, ha dichiarato l'atleta non positiva e il caso è passato alla Procura Antidoping del Coni.
Infatti, subito dopo l'uscita del comunicato del Coni, il direttore del laboratorio antidoping di Roma Francesco Botrè ha parlato del caso Rossi e del Cera. Secondo Botrè, il Cera nelle urine si degrada molto più velocemente che nel sangue facendo diventare troppo bassi i livelli per essere accettati dai criteri della Wada. Quindi, secondo Botrè non è detto che il Cera non ci fosse nel campione B di Vania Rossi, ma semplicemente che si è degradato. Il direttore del laboratorio ha subito avvisato la Wada di questa scoperta, dato che il laboratorio di Roma è l'unico finora ad aver scoperto il Cera nelle urine e non nel sangue.
Per il momento, Vania Rossi risulta non positiva al Cera, ma il caso è sicuramente lontano dalla sua fine.

mercoledì 17 marzo 2010

Caso Valverde. Il Tas si pronuncia a favore del Coni, anche l'Uci potrebbe prendere provvedimenti

Il Tribunale Arbitrale per lo Sport di Losanna ha respinto l'appello del corridore Alejandro Valverde della Caisse d'Epargne contro la squalifica di due anni inflittagli dal Tribunale Nazionale Antidoping italiano e dal Coni, confermando, quindi, che il corridore spagnolo non potrà correre in Italia fino al 10 Maggio 2011.
L'UCI, la federazione internazionale del ciclismo, ha subito emesso un comunicato sulla vicenda, accogliendo in maniera positiva la decisione del Tas e confermando che le conclusioni sul caso Valverde erano le stesse del Tribunale di Losanna, dopo attenta analisi da parte dell'UCI del materiale sull'Operacion Puerto e su Valverde. Ora, l'UCI è decisa a estendere la sospensione del corridore a livello internazionale.
Contro la decisione del Tas e le intenzioni dell'UCI si muove l'entourage del corridore, pronto a mettere in discussione la decisione del tribunale svizzero in base ad alcune obiezioni che verranno analizzate dalla Corte Federale Svizzera. Prima di tutto, si obietta sull'imparzialità di un giudice, dato che costui faceva parte precedentemente della Wada (Agenzia Mondiale Antidoping. Il secondo punto delle obiezioni dei legali di Valverde è che il Tas ha, di fatto, considerato illegale la decisione presa dagli organi di giustizia ordinaria spagnoli, competenza che non appartiene al ruolo del Tas di Losanna. Ultimo punto, la chiara violazione dei diritti fondamentali del corridore, specialmente quello di un regolare processo e il diritto alla privacy.
Una cosa è certa: di questa vicenda, ne sentiremo ancora parlare per molto tempo.

fonte: cyclingnews.com, uci.ch

lunedì 1 febbraio 2010

Doping. Danilo di Luca squalificato per 2 anni, farà appello al Tas di Losanna

Riportiamo il comunicato dal sito del CONI:
Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto dal Dott. Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico dell’atleta Danilo Di Luca, dichiara Danilo Di Luca responsabile dell’addebito disciplinare ascrittogli e lo condanna alla sanzione della squalifica di 2 anni con decorrenza dalla data del provvedimento di sospensione adottato dall’UCI (22/07/2009) e con scadenza al 21 Luglio 2011.
Inoltre, condanna Di Luca alle spese di analisi determinate in 1000 franchi svizzeri e alle spese di controanalisi determinate in 2040 euro, oltre alla sanzione economica di 280.000 euro secondo il regolamento Antidoping UCI.
Il corridore, trovato positivo durante l'ultimo Giro d'Italia all'EPO ricombinante, farà ricorso al Tas di Losanna e, secondo il suo avvocato, chiederà di anticipare la data di udienza per permettere a Di Luca di tornare a correre già quest'anno.
Da parte sua, Di Luca ha dichiarato che "non finisce qui, c'è ancora da lottare e io vado avanti. Adesso faremo ricorso al Tas. Per adesso abbiamo solo il dispositivo. Ora aspettiamo le motivazioni. Posso solo ribadire che io non ho assunto alcuna sostanza e che non mi aspettavo questa squalifica. Resto ottimista e confido molto nel Tas. Comunque vada, anche se dovessero confermare i due anni, io non lascerò il ciclismo. Ma sono sicuro di tornare prima dei due anni".

fonte: coni.it, gazzetta.it

venerdì 29 gennaio 2010

Doping. Positiva Vania Rossi, compagna di Riccardo Riccò

Come per ogni caso di doping, mi limito a riportare la notizia ed eventuali dichiarazioni, senza fare commenti scontati e inutili, già sentiti e probabilmente anche stupidi. A voi il giudizio su questa vicenda, ricordando soltanto che Vania Rossi è la compagna di Riccardo Riccò, ed entrambi sono stati trovati positivi al Cera, un caso?

"Il CONI comunica che, a seguito degli esami eseguiti dal Laboratorio di Roma, è stato accertato un caso di positività. Nel primo campione analizzato, è stata rilevata la presenza del Cera per Vania Rossi, tesserata della Federazione Ciclistica Italiana, al controllo in competizione disposto dal Comitato Controlli Antidoping il 10 gennaio 2010 a Segrate (Milano), in occasione del Campionato Italiano di Ciclocross. Il Tribunale Nazionale Antidoping ha provveduto alla sospensione dell'atleta, vista la richiesta presentata dall’Ufficio di Procura Antidoping allo stesso TNA".

Queste, invece, le dichiarazioni del Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco: “Non posso che ripetere i concetti espressi in situazioni analoghe verificatesi con altri atleti. Provo sgomento e stupore per questo tentativo persistente da parte di alcuni atleti di aggirare le regole, in considerazione anche della continua e costante attività di controllo che stiamo portando avanti all’insegna del rigore e della trasparenza. La Federazione Ciclistica Italiana continuerà con fermezza nel suo lavoro di controllo, pulizia e prevenzione tutelando, in prima linea, le categorie dei più giovani”.

fonte: coni.it, federciclismo.it

martedì 26 gennaio 2010

Maurizio Biondo squalificato per 2 anni

Il Tribunale Nazionale Antidoping del CONI ha sanzionato questo lunedì il corridore Maurizio Biondo con 2 anni di squalifica perché risultato positivo al CERA in un controllo fuori dalle competizioni il 12 agosto del 2009. La sentenza è effettiva dal 14 settembre del 2009 fino al 13 settembre del 2011 e il corridore, dal 14 settembre, perderà tutti i risultati agonistici ottenuti.
Oltre alla squalifica, il tribunale ha condannato il corridore a pagare una multa di 13.750 euro per i costi e le spese sostenute per le analisi.
Il corridore era stato sospeso in via provvisoria dall'UCI il 14 settembre 2009 dopo che il laboratorio di Losanna aveva informato la federazione che in un controllo al corridore era risultata la presenza di EPO.

fonte: marca.com

venerdì 15 gennaio 2010

Processo a Valverde, la sentenza prevista per marzo

L'affaire Valverde entra nel vivo. Le udienze sono terminate e il Tas emetterà il proprio verdetto tra una trentina di giorni.
Nella seconda giornata di udienza, è stato ascoltato proprio Valverde, che ha negato di conoscere Fuentes e di non avere un cane chiamato Piti (il nome presente sulle sacche era Valv-Piti). Il testimone principale dell'accusa, l'ex corridore e compagno di squadra di Valverde alla Kelme Jesus Manzano, ha confermato le sue confessioni dicendo che il doping era un sistema di vita per quel gruppo di corridori al quale lui apparteneva.
Ma la giornata più interessante è stata quella di ieri, l'ultima, soprattutto l'intervento di un esperto del Coni che ha spiegato, a domanda del Tas, che la Guardia Civil, quando arrestò Fuentes, trovò nella perquisizione una targhetta dell'hotel Silken con annotazioni di alcuni atleti, tra i quali compariva il nome di Valverde. Questa informazione era già stata acquisita dalle autorità italiane per il caso Basso, consegnate dal giudice spagnolo Serrano.
Valverde, che tramite i suoi legali ha contestato i passaggi delle sacche di sangue e dei test per mano delle autorità italiane, ha proposto un nuovo test del DNA per evitare possibili errori nella procedura del CONI. D'accordo con Valverde l'UCI e la Wada, mentre il CONI è contrario a un test da effettuare fuori dall'Italia.

Questi sono i fatti, le notizie come arrivano dagli organi di stampa. Un giudizio personale: l'intera vicenda sull'Operacion Puerto è strana, sporca e in qualche modo paradossale. Qualcuno ha pagato (pochi), qualcun'altro no (e soprattutto fuori dal ciclismo), ma sicuramente quello che non sapremo mai, se non tra qualche decennio, è la verità. Chi era Fuentes, cosa faceva, come lo faceva? C'era solo Fuentes? Perchè non si è voluto indagare oltre? Perchè, la cosa che mi lascia ancora più basito, non si è fatto e non si fa niente per unificare a livello mondiale le leggi sul doping? E, ultima ma non ultima, perchè il movimento sportivo spagnolo l'ha passata liscia? Chi erano gli altri nomi presenti in quella lista, che probabilmente sono il motivo principale dell'insabbiamento di tutta la vicenda?

martedì 12 gennaio 2010

Doping. Primo giorno di udienza al TAS su Valverde

Si è svolta oggi, 12 gennaio, la prima giornata di udienza al Tas di Losanna per l'appello di Alejandro Valverde contro la squalifica di due anni che il Tna (Tribunale nazionale antidoping) del Coni gli ha inflitto. La richiesta è quella di estendere la squalifica a tutto il mondo e non soltanto al territorio nazionale italiano mentre la difesa vuole la cancellazione della squalifica.
La prima vera notizia che proviene dall'udienza è che il Tas ha stabilito che la squalifica è per l'Italia e quindi si applicano e si giudica con leggi e regolamenti italiani, quindi la sentenza del Tna è legittima. Quindi, la decisione sull'estensione della squalifica non sarà del Tas ma autonoma per UCI e WADA.
Ricordiamo che il deferimento e la successiva squalifica da parte del CONI si basano su un controllo di sangue a cui è stato sottoposto Valverde in una tappa del Tour de France del 2008 che sconfinava in Italia e successivamente, confrontando il sangue prelevato con quello delle sacche sequestrate al dottor Fuentes durante l'Operacion Puerto, si è stabilito che il DNA fosse lo stesso. In merito a questo, Ettore Torri si è anche lamentato per il comportamento del giudice Serrano che avrebbe trasmesso tutto il materiale riguardante, all'epoca, Ivan Basso e Michele Scarponi, ma niente su Valverde.
Oggi sono stati ascoltati i primi testimoni per la difesa e gli autori materiali del prelievo e trasporto delle sacche di sangue in Italia, per conto della Procura della Repubblica.
Domani si riprende l'udienza, la sentenza è attesa per giovedi.

fonte: gazzetta.it

giovedì 17 dicembre 2009

Doping. Danilo Di Luca deferito. Richiesti 3 anni di squalifica

Riportiamo dal sito del Coni la notizia del deferimento di Danilo Di Luca e la richiesta di squalifica per 3 anni.

L'Ufficio di Procura Antidoping ha disposto il deferimento dell’atleta Danilo Di Luca al Tribunale Nazionale Antidoping del CONI per il riconoscimento delle sue responsabilità in ordine alle violazioni della normativa antidoping, a seguito della accertata positività per presenza di Eritropoietina ricombinante di tipo Mircera, in occasione di due controlli ematici antidoping "in competition" disposti dall’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) durante lo svolgimento del Giro d’Italia 2009, nelle tappe del 20 e 28 maggio 2009 rispettivamente con arrivo a Torino ed a Silvi Marina, con richiesta di tre anni di squalifica (due anni pena base, aumentata di anni uno per l’aggravante di cui all’art.10.6), a far data dal 22 luglio 2009, così come previsto dall’art. 305 del Regolamento Anti-Doping UCI (ovvero art. 10.6 del Codice WADA) nonché l’invalidazione automatica dei risultati agonistici da lui ottenuti (art. 288 Regolamento Anti-Doping UCI ovvero 10.8 del Codice WADA). Inoltre ai sensi dell’art. 275 e dell’art. 326.1 del Regolamento Anti-Doping UCI si chiede la condanna al pagamento della sanzione economica ed ai costi relativi alla gestione del risultato secondo quanto sarà determinato dalla stessa Federazione Internazionale.

fonte: coni.it

lunedì 23 novembre 2009

Doping. Da Ros squalificato per 20 anni

Il TAS (Tribunale Nazionale Antidoping) del CONI ha squalificato per 20 anni Gianni Da Ros, giovane ciclista italiano arrestato a marzo in merito a un'inchiesta su un traffico di sostanze dopanti nelle palestre. La sanzione, quindi, scadrà il 22 novembre 2029, ed è una delle più alte mai inflitte dal tribunale.
Da Ros era stato arrestato dai Nas a Padova in seguito a un'inchiesta iniziata a fine 2007 sul traffico di prodotti dopanti nelle palestre. Un servizio del programma "Le Iene" su Italia 1, messo in onda il 7 marzo scorso, aveva svelato al grande pubblico questo sistema: un inviato aveva acquistato per un totale di 700 euro vari prodotti dopanti. Secondo l'accusa, Da Ros non solo si sarebbe dopato lontano dalle corse per non incappare nei controlli ma avrebbe venduto le sostanze anche a degli atleti dilettanti. Al momento dell'arresto, Da Ros era sotto contratto con la squadra italiana Liquigas che subito ha preso le distanze dall'atleta tramite un comunicato congiunto con la Federazione.

fonte: gazzetta.it

martedì 17 novembre 2009

Rebellin dovrà restituire la medaglia di Pechino 2008

Riportiamo il comunicato presente sul sito del Coni, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, sul caso Rebellin.

"La Commissione Disciplinare del CIO, composta da Thomas Bach (Presidente), Gerhard Heiberg e Frank Fredericks (membri) ha squalificato dalla gara di Ciclismo su strada maschile ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, dove si è classificato al secondo posto, l’atleta italiano Davide Rebellin; Saranno ritirate la medaglia e il diploma conseguiti nell’evento sopra menzionato;
All’UCI è richiesto di modificare il risultato dell’evento sopra citato secondo quanto previsto dalle regole e di considerare le successive azioni di sua propria competenza;
Al Comitato Olimpico Nazionale Italiano è richiesta la restituzione al CIO non appena possibile della medaglie e del diploma assegnati all’atleta in relazione all’evento sopra citato.
Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano assicurerà il rispetto di questa decisione”.