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sabato 2 ottobre 2010

Doping. Sospesa la spagnola Fullana, 2 anni a Giunti e Rebellin

Un lungo comunicato è apparso sul sito dell'UCI su alcune decisioni prese in materia di doping.
L'UCI ha comunicato all'atleta spagnola Margarita Fullana che è stata provvisoriamente sospesa. La decisione in merito alla sospensione è stata presa a seguito di un rapporto dal laboratorio accredidato Wada di Montreal che indicava la scoperta di tracce di EPO nel campione di urine prelevato alla ciclista in un test fuori dalle competizioni il 30 Agosto 2010. La sospensione della Fullana rimarrà in vigore finché una commissione giudicante formata dalla Federazione Spagnola determinerà se l'atleta ha commesso una violazione alle leggi sull'antidoping. L'atleta ha diritto alla richiesta e alla verifica delle analisi sul campione B.

Inoltre, l'UCI ha reso note anche alcune decisioni che le federazioni nazionali hanno preso in merito alle sanzioni per positività all'antidoping.
La Federazione Spagnola ha punito Eladio Jimenez Sanchez con una sospensione di 2 anni e con una multa di 8400 euro.
La Federazione Italiana ha punito Massimo Giunti con una sospensione di 2 anni e con una multa di 1750 euro.
La Federazione Monegasca ha punito Davide Rebellin con una sospensione di 2 anni a partire dal 28 Aprile 2009.

giovedì 16 settembre 2010

Doping. Sospeso Oscar Sevilla, 2 anni a Eladio Jimenez, archiviato il caso Vania Rossi

Oscar Sevilla sospeso
L'Unione ciclistica internazionale ha sospeso in via cautelare il corridore spagnolo Oscar Sevilla. L'atleta, tesserato quest'anno in una squadra elite colombiana, è risultato positivo a un test antidoping durante il Giro di Colombia dello scorso mese e rimarrà in attesa di giudizio da parte della Federazione Spagnola. Il nome di Sevilla non è la prima volta che viene associato al doping: al corridore, infatti, era stato vietato di partecipare al Tour de France nel 2006 per collegamenti con l'Operacion Puerto e successivamente licenziato dalla sua squadra di allora, la T-Mobile, anche se successivamente lo spagnolo non è mai stato squalificato ma è passato a correre in squadre minori come la spagnola Relax e l'americana Rock Racing.

Archiviato il caso Vania Rossi
Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto dal dott. Francesco Plotino, ritenuta fondata la richiesta di archiviazione della Pro­cura Anti­do­ping del Coni, ha archiviato il procedimento a carico dell'atleta Vania Rossi (tesserata delle Federazione Ciclistica Italiana).
Il test di controanalisi della ciclista, compagna di Riccardo Riccò risultata positiva al CERA agli ultimi campionati italiani di ciclocross (10 gennaio), non avevano confermato la positività del primo campione. Mancavano i criteri minimi di Cera secondo i criteri della Wada.

Eladio Jimenez squalificato per 2 anni
L’Uci ha reso nota la conclusione della procedura aperta dalla Federazione Spagnola su richiesta dell’Uci stessa presentata in data 7 dicembre 2009: il corridore Eladio Jimenez Sanchez è stato squalificato per due anni a causa di una positività al doping, precisamente all'EPO Ricombinante, e gli è stata inflitta una ammenda di 8.400 Euro. Il corridore era stato trovato positivo nell'agosto 2009 dopo aver terminato al quinto posto il Giro del Portogallo con la Centro Ciclismo de Loulé.

venerdì 10 settembre 2010

Doping. Roy Sentjens confessa l'uso di EPO e si ritira dalle corse

Tramite una lunga lettera sul proprio sito internet, il belga Roy Sentjens ha confessato l'uso di EPO, scoperto tramite un controllo a sorpresa a metà agosto, e ha inoltre annunciato il suo ritiro dalle competizioni. Il corridore della Milram, 30 anni quest'anno, nella lettera si apre completamente, facendo trapelare la propria vita di uomo e ciclista, con i dubbi e le paure di non farcela, con l'idea sempre presente di ricorrere a uno scorciatoia più facile, specialmente quando tutto sembra andare storto, i risultati non arrivano più e un contratto professionistico diventa più importante anche della propria salute, perché c'è una famiglia da mantenere e dei conti da pagare. Una vita di un uomo qualunque che sbaglia, che ricorre a quello che è vietato, proibito, ma che ha la dignità e il coraggio, quando viene scoperto, di rendere pubblica la sua debolezza e la sua colpevolezza, senza ricorrere a dichiarazioni di guerra aperta sapendo di essere nel torto.
Se volete leggervi qualche passo della lettera, la potrete trovare sul sito ufficiale del corridore, mentre a questo link trovate già la versione tradotta in inglese Link.

mercoledì 8 settembre 2010

Doping. Il belga Roy Sentjens della Milram sospeso per EPO

Apprendiamo dal sito dell'UCI che il corridore Roy Sentjens della squadra tedesca Team Milrarm è stato provvisoriamente sospeso. La decisione di sospendere il corridore belga è la conseguenza di una comunicazione da parte del laboratorio di Colonia, accredidato WADA, che delle tracce di EPO Ricombinante sono state trovate in un campione di urina prelevato al corridore in un controllo fuori dalle competizioni il 16 Agosto. Fatta salva la richiesta di controanalisi del corridore, la sospensione rimarrà in forza finché la federazione belga non prenderà provvedimenti sul caso.
Sentjens, in questo momento, stava correndo la Vuelta a Espana ma la squadra ha già fatto sapere che il corridore, al primo anno con la Milram, a seguito della sospensione verrà rimosso dalla corsa. In un comunicato il team manager Gerry van Gerwen ha aggiunto che, come previsto dai regolamenti interni della squadra, verranno effettuate delle ulteriori analisi sul corridore da parte di esperto indipendente e riconosciuto dalla WADA per garantire maggiore trasparenza.

martedì 25 maggio 2010

Doping. Le confessioni di Landis su Armstrong, squalificati Dekker, Bosisio e Astarloza, sospeso Alessandro Colò

Come avevo promesso, non mi occuperò più in prima persona di vicende di doping ma mi limiterò a riportare delle fonti esterne. Il caso Floyd Landis è scoppiato qualche giorno fa e ancora c'è poca chiarezza su questo fatto. Lui accusa Armstrong e Bruyneel e fa i nomi di Hincapie, Leipheimer e Zabriskie, il Team RadioShack e Armstrong stesso smentiscono duramente, così come l'UCI che rifiuta l'idea che qualche caso di doping sia stato occultato. Nuovi testimoni hanno deciso di parlare ma quello che mi viene in mente è che, caro Floyd, potevi parlare subito. La mentalità è sempre la stessa, tutti si dichiarono innocenti finché non crollano e confessano. Perché, se veramente vi sta così tanto a cuore il ciclismo e la lotta al doping, non confessate tutto PRIMA di doparvi facendo nomi e cognomi? Sarebbe meglio, no? Ma forse, non è neanche così semplice come dirlo. Riporto l'articolo a firma di Davide Chinellato comparso sulla Gazzetta il 20 Maggio.

IL CASO LANDIS E LE RISPOSTE DI ARMSTRONG E MCQUAID
"Ci ha messo 4 anni, ma alla fine Floyd Landis ha deciso di fare i conti con la sua coscienza. E ha vuotato il sacco, l’ex re del Tour 2006, raccontando di essersi dopato per la maggior parte della sua carriera, usando Epo, testosterone, ormone della crescita, frequenti trasfusioni di sangue, ormoni femminili e addirittura insulina. Colpa di Johan Bruyneel, attuale team manager della RadioShack, e Lance Armstrong, accusati in una serie di email spedite ai vertici del ciclismo americano e mondiale e alla Wada, l’agenzia mondiale antidoping, di averlo iniziato al doping. Il sette volte vincitore del Tour gli ha subito risposto: "E' la mia parola contro la sua, non vale nemmeno la pena di rispondergli o perderci tempo".
Landis vinse sulla strada il Tour de France 2006, ma qualche giorno dopo dovette riconsegnare la maglia gialla dopo la positività al testosterone. Da allora ha iniziato una battaglia legale per screditare il risultato di quei test, che alla fine gli è costata la carriera, i risparmi di una vita e il suo matrimonio. "Ho deciso di parlare per liberarmi la coscienza – ha raccontato l’ex ciclista a Espn - non voglio più essere parte del problema". Il primo approccio col doping nel luglio 2002, ai tempi della US Postal diretta da Johan Bruyneel e costruita attorno a Lance Armstrong. L’abuso di farmaci proibiti non è punibile dopo 8 anni, un’altra delle ragioni per cui Landis ha deciso di raccontare tutto: "Se non racconto tutto ora sarà inutile" ha detto, ammettendo di aver speso anche 90mila dollari l’anno in prodotti proibiti. "Ma non mi sento affatto colpevole – specifica lo statunitense -. L’ho fatto perché è quello che fanno i ciclisti per fare un passo avanti: potevo scegliere di doparmi e vedere se riuscivo a vincere, o non doparmi affatto. Io ho scelto di doparmi. Ma sapevo benissimo quello che prendevo, mi sono anche documentato".
Landis racconta a Espn di aver lavorato con Michele Ferrari, come tutto il resto della US Postal. "Prendeva un decimo dello stipendio di ogni corridore – dice Landis del medico assolto nel 2006 al processo per frode sportiva e doping -. Io gli ho dato 10mila dollari per la stagione 2002, tutti in contanti perché lui voleva così. Non volevo entrare in questo giro da solo, e quindi mi affidai a lui, anche perché era chiaro a tutti che Lance si fidava di lui. Il dottore mi aiutò con il prelievo e poi il reinserimento del mio stesso sangue". Landis racconta poi un episodio al Tour de France 2004: "L’autobus della squadra si fermò in una sperduta strada di montagna, facendo finta che la colpa era di un guasto. In realtà l’intera squadra si stava sottoponendo a trasfusioni del sangue".
La chiave della confessione di Landis è una serie di email spedita ai vertici del ciclismo Usa e mondiale e all’agenzia antidoping. Il Wall Street Journal ha messo le mani su tre messaggi, anche se quelli scritti dallo statunitense sono molti di più, e li rende pubblici nella sua edizione online. In una email datata 30 aprile, Landis racconta di come nel 2002, al suo arrivo alla US Postal, Bruyneel lo istruì all’uso di Epo sintetica, steroidi e trasfusioni del sangue per sfuggire ai controlli. A spiegargli come funzionava il processo è stato lo stesso Armstrong. "Io e Lance ne abbiamo parlato a lungo durante le sessioni di allenamento – scrive Landis -. E’ stato lui a spiegarmi l’evoluzione dell’uso dell’Epo e di come le trasfusioni fossero diventate necessarie per sfuggire ai controlli".
Landis racconta anche che nel 2003, dopo essersi rotto l’anca, volò a Girona, Spagna (la base europea di molti ciclisti americani) dove nel giro di tre settimane gli venne prelevato circa un litro di sangue, da utilizzare al Tour de France di quell’anno, in cui era gregario di Armstrong alla US Postal. Il prelievo secondo l’ex re del Tour 2006 sarebbe avvenuto nell’appartamento di Armstrong. Il sangue veniva custodito in un frigorifero nascosto nell’armadio del texano, in cui si trovava anche del plasma appartenente a George Hincapie, compagno di Landis e Armstrong alla US Postal. Landis racconta che era suo compito controllare la temperatura del frigo ogni giorno, e che Armstrong gli chiese di fare la guardia durante un suo periodo di assenza.
Nel 2006 Landis lascia la squadra americana per la svizzera Phonak. Al proprietario del team, Andy Rihs, racconta del sistema usato alla US Postal e di volerlo continuare anche nella nuova squadra. Rihs dà il suo ok e paga per i trattamenti, ma al Tour 2006 Landis risulta positivo al testosterone: è la fine della Phonak e della carriera dello statunitense. Il 34enne nativo della Pennsylvania racconta di aver iniziato lui stesso all’uso di sostanze dopanti Levi Leipheimer e David Zabriskie, compagni alla US Postal, e spiega nei dettagli come usare l’Epo senza finire nelle maglie dell’antidoping, definito “una pagliacciata”. Landis ha raccontato di aver tenuto diari dettagliati dei suoi allenamenti e dell’uso di farmaci proibiti durante tutta la sua carriera, e di essere pronto a metterli a disposizione delle autorità. Pat McQuaid, presidente dell’Uci, non ha però gradito le esternazioni dello statunitense: "E’ solo un tizio che cerca vendetta – lo bolla McQuaid -: è davvero molto triste per il ciclismo. Non mi fido affatto di lui: non ha nessuna prova, e poi stiamo parlando di un tizio condannato in un processo".

LA LISTA DELLA SPESA DEGLI SQUALIFICATI E SOSPESI
L'apparenza è proprio questa, una lista della spesa. E' il succo di un comunicato dell'UCI in data 21 Maggio che riporta tutte le squalificate comminate a qualche corridore e la comunicazione di altre due sospensioni. Partiamo proprio da queste. Il francese Mickael Larpe della Roubaix Lille Metropole è stato sospeso perché in un controllo antidoping alla corsa Cholet - Pays de Loire sono state trovate tracce di Epo Ricombinante, il famoso CERA, in un campione del suo sangue. L'italiano Alessandro Colò dell'ISD - Neri, invece, è stato sospeso perchè in un controllo antidoping alla Vuelta Mexico sono state trovate tracce di Clenbuterolo, uno steroide anabolizzante, trovato in un campione delle sue urine. Entrambi hanno diritto alle controanalisi sul campione B e verrano giudicati dalle proprie federazioni di appartenenza.
Ora, partiamo con la vera e propria lista degli squalificati.

- Thomas Dekker (Ned) 2 anni
- Mikel Astarloza (Esp) 2 anni
- Hector Guerra (Esp) 2 anni
- Gabriele Bosisio (Ita) 2 anni
- Kacper Szczepaniak (Pol) 4 anni
- Pawel Szczepaniak (Pol) 8 anni
- Alberto Fernandez De la Puebla (Esp) 2 anni
- Isidro Nozal (Esp) 2 anni

A causa della squalifica dei due giovani ciclocrossisti polacchi, l'ordine d'arrivo dei Mondiali Under 23 di Tabor di Gennaio cambia radicalmente. La vittoria va al francese Arnaud Jouffroy davanti al belga Tom Meeusen e all'altro polacco Marek Konwa. Salgono anche i due italiani meglio piazzati, Elia Silvestri e Matteo Trentin, rispettivamente ottavo e nono.

fonti: gazzetta.it, uci.ch

mercoledì 28 aprile 2010

Doping. Squalifica per 2 anni per Gabriele Bosisio, Thomas Frei confessa l'uso di EPO

Gabriele Bosisio, ex corridore del, all'epoca, Team LPR - Brakes, è stato squalificato per 2 anni, secondo le norme del Codice WADA e del Regolamento UCI, dal Tribunale Nazionale Antidoping del CONI. La squalifica parte dal 6/10/2009 e finirà il 5/10/2011, cioè tra circa un anno e mezzo. Bosisio era stato trovato positivo all'EPO ricombinante (Cera) a un controllo antidoping a sorpresa dell'UCI, eseguito in base ai valori riscontrati dal Passaporto Biologico del corridore. Oltre alla squalifica, Bosisio dovrà pagare una sanzione economica di 9.625 euro, oltre alle spese per i controlli avvenuti al di fuori delle competizioni.
Nella giornata di ieri, invece, il ciclista svizzero Thomas Frei della BMC Racing Team ha confessato l'uso di EPO, subito dopo esser stato trovato positivo a un controllo antidoping al Giro del Trentino. Frei ha dichiarato di essersi dopato per gli ultimi due anni e di aver preso una microdose di Epo la sera prima del test, avvenuto di prima mattina. Il corridore ha anche escluso qualsiasi coinvolgimento della sua attuale squadra, la BMC, e ha dichiarato di essersi dopato senza che il suo team lo sapesse. La squadra, come immediata conseguenza, ha licenziato il corridore che, ovviamente, non ha richiesto le controanalisi.
La cosa che fa più scalpore o, almeno, che dovrebbe fare più scalpore è il fatto che Frei ha dichiarato di essersi dopato dall'estate del 2008, periodo in cui correva ancora nell'Astana. Lo svizzero ha anche precisato come riusciva a evitare di essere trovato positivo, cioè bevendo circa un litro d'acqua che avrebbero fatto risultare il test negativo. Il corridore non è riuscito a bere la quantità necessaria e il test è risultato positivo.
Ovviamente, una considerazione è d'obbligo: da quello che dice Frei, chi viene beccato per aver preso EPO è solo molto sfortunato, perché il modo per far sparire le tracce è quantomeno banale e immediato. Lotta al doping? Non scherziamo.

lunedì 26 aprile 2010

Doping. Manuel Vazquez dell'Andalucia Cajasur sospeso per uso di Epo

Da un comunicato dell'UCI, apprendiamo che la federazione internazionale ha sospeso il corridore spagnolo Manuel Vazquez Hueso. La decisione di sospendere il corridore è stata presa in conseguenza della notifica da parte del laboratorio accredidato Wada di Barcellona che ha trovato tracce di EPO in un campione di urine prelevato in un test fuori dalle competizioni il 20 Marzo 2010. Questo test è stato pianificato dall'UCI in base alle informazioni ottenute dal passaporto biologico del corridore. Il corridore potrà richiedere le controanalisi sul campione B, in attesa anche la Federazione Spagnola intervenga sul caso.
Manuel Vazquez è passato professionista nel 2006 nell'Andalucia - Paul Versan, rimanendo nella squadra fino a quest'anno. In carriera ha vinto 6 corse da professionista, delle quali la più importante è la classifica finale della Volta ao Alentejo nel 2007, breve corsa a tappe che si svolge in Portogallo. Molto importante è anche il secondo posto dell'anno successivo nella Volta a la Comunidad Valenciana, mentre quest'anno non aveva ancora ottenuto piazzamenti degni di nota se non un 16° posto al Tour de San Luis.

fonte: uci.ch

giovedì 22 aprile 2010

Doping. Giornata negativa per il ciclismo, positivi Thomas Frei della BMC e Li Fuyu della RadioShack

Sono giorni nefasti per il ciclismo in materia di doping. Dopo la notizia della positività di Mattia Gavazzi alla cocaina, oggi sono state annunciate altre due positività, mentre l'inchiesta di Mantova continua nel suo iter burocratico.
Lo svizzero Thomas Frei della BMC Racing Team è stato licenziato dalla sua squadra perché risultato positivo all'EPO. Appena ricevuta la notizia che il campione A delle analisi del ciclista era risultato non negativo, la BMC ha applicato il suo codice etico interno licenziando il corridore e dichiarando che "il corridore ora dovrà personalmente rispondere alle accuse", escludendosi di fatto da qualsiasi implicazione.
Nella serata di oggi, un altro caso di positivà è stato annunciato dall'UCI: il corridore cinese Fuyu Li della RadioShack è stato sospeso dalla Federazione Internazionale per essere risultato positivo a un controllo antidoping dopo la Dwaars Door Vlaanderen il 23 Marzo al Clenbuterol, un farmaco usato nel mondo veterinario e in qualche medicina contro l'asma in giro per il mondo, assolutamente vietato e inserito nella lista delle sostanze proibite della Wada.
La squadra americana ha subito emesso un comunicato dicendo che "il corridore è stato immediatamente sospeso finché non usciranno i risultati sul campione B nelle prossime settimane. Se il test risulterà ancora positivo il corridore verrà rimosso dalla squadra. Il Team RadioShack e il suo management sta prendendo il caso molto seriamente. Noi rispetteremo i diritti del corridore ma applicheremo la nostra politica di tollerenza zero nel caso il campione B risulti ancora positivo".

sabato 3 aprile 2010

Settimana Lombarda, il ritorno alla vittoria di Riccardo Riccò nella 3°tappa

Riccardo Riccò ha vinto la terza tappa della Settimana Ciclistica Lombarda andando a vincere lo sprint di un gruppo selezionato di corridori sull'arrivo in salita di Lumezzane. Il corridore della Ceramica Flaminia ha battuto il leader Michele Scarponi e il corridore di casa Matteo Carrara con uno scatto bruciante a 100 metri dall'arrivo dopo i tentativi di Jose Serpa e di Carrara stesso. Il gruppetto dei migliori ha ripreso una fuga, partita nei primi chilometri di corsa, a soli quattro chilometri dall'arrivo. Il gruppo era partito all'attacco dopo 23 chilometri dalla partenza ed era formato da Fabio Taborre dell'Androni Giocattoli, Paolo Ciavatta dell'Acqua & Sapone, Yukiya Arashiro della Bouygues Telecom, Luca Celli della Ceramica Flaminia, Roberto Ferrari, Damiano Caruso e Claudio Corioni della De Rosa - Stac Plastic, Ruslan Pidgornyy dell'ISD - Neri e Pasquale Muto della Miche. Sulla salita del Lodrino si erano staccati Ferrari e Corioni, mentre gli altri sono stati ripresi a pochi chilometri dalla gloria.
Nel finale, Riccò ha sfruttato le sue indubbie doti di scattista per vincere la tappa e riavvicinarsi in classifica a Scarponi. Per il Cobra è il ritorno alla vittoria dopo la squalifica per il Cera al Tour de France del 2008 ed è anche la prima vittoria stagionale per la sua squadra, la Ceramica Flaminia.
Intervistato a fine corsa, Riccò ha dichiarato che "sapevo di essere in forma e che il finale era adatto a me. Voglio ringraziare tutti i miei compagni perché come in ogni corsa, hanno corso tutti per me, quindi questa è anche la loro vittoria". Il corridore ha parlato anche della notizia di ieri sulla non positività di Vania Rossi, sua compagna: "Sono stato indirettamente coinvolto in questa vicenda e la notizia di ieri mi ha davvero rallegrato. La mia vittoria ha completato il buon momento".
E con ancora due tappe al termine e Scarponi a soli 17 secondi, chissà che Riccò non provi a inventarsi qualcosa per vincere la corsa.

ORDINE D'ARRIVO
1° Riccardo Riccò (Ita) Ceramica Flaminia
2° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli s.t.
3° Matteo Carrara (Ita) Vacansoleil s.t.
4° Przemyslaw Niemec (Pol) Miche s.t.
5° Tom Slagter (Ned) Rabobank Continental s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli
2° Riccardo Riccò (Ita) Ceramica Flaminia a 17''
3° Matteo Carrara (Ita) Vacansoleil a 18''
4° Przemyslaw Niemiec (Pol) Miche a 26''
5° Luca Zanasca (Ita) CDC - Cavaliere a 36''
6° Riccardo Chiarini (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 47''
7° Fortunato Baliani (Ita) Miche a 49''
8° Emanuele Sella (Ita) CarmioOro NGC a 57''
9° Johann Tschopp (Swi) Bbox Bouygues Telecom a 58''
10° Rob Ruijgh (Ned) Vacansoleil a 1'03''

venerdì 2 aprile 2010

Doping. Non c'è Cera nelle controanalisi di Vania Rossi, ex compagna di Riccò

SLe controanalisi sulle urine dell'atleta italiana Vania Rossi, madre del figlio di Riccardo Riccò, sono risultate negative al controllo sul Cera, l'Epo di terza generazione. La comunicazione è arrivata direttamente dal Coni che ha aggiunto che nel campione non erano presenti i livelli minimi di Cera richiesti per soddisfare i criteri della Wada. Nel campione A, invece, erano stati trovati livelli che dimostravano la netta presenza del Cera, cosa che aveva portato alla sospensione dell'atleta e alle dichiarazioni di Riccò che biasimava il comportamento della compagna. In entrambi i casi, le analisi sono state effettuate dal laboratorio antidoping di Roma e confermate anche dal laboratorio francese di Chatenay-Malabry.
Il Coni, ricevuta la comunicazione delle controanalisi, ha dichiarato l'atleta non positiva e il caso è passato alla Procura Antidoping del Coni.
Infatti, subito dopo l'uscita del comunicato del Coni, il direttore del laboratorio antidoping di Roma Francesco Botrè ha parlato del caso Rossi e del Cera. Secondo Botrè, il Cera nelle urine si degrada molto più velocemente che nel sangue facendo diventare troppo bassi i livelli per essere accettati dai criteri della Wada. Quindi, secondo Botrè non è detto che il Cera non ci fosse nel campione B di Vania Rossi, ma semplicemente che si è degradato. Il direttore del laboratorio ha subito avvisato la Wada di questa scoperta, dato che il laboratorio di Roma è l'unico finora ad aver scoperto il Cera nelle urine e non nel sangue.
Per il momento, Vania Rossi risulta non positiva al Cera, ma il caso è sicuramente lontano dalla sua fine.

martedì 16 marzo 2010

Ciclocross. Kacper Szczepaniak tenta il suicidio dopo la positività all'EPO

La vicenda sui fratelli Szczepaniank, Pawel e Kacper, si tinge di tinte scure. Infatti, come scritto dal giornale Het Laatste Nieuws, il più giovane dei due, Kacper, avrebbe tentato il suicidio. La fonte è stata confermata dal fratello Pawel, rivelando inoltre che è stato fondamentale l'aiuto del padre per fermare il giovane corridore.
I due ciclocrossisti polacchi sono stati sospesi settimana scorsa a causa di una positività all'EPO durante un controllo ai Campionati del Mondo di Ciclocross del 30 gennaio, svoltisi a Tabor in Repubblica Ceca. Pawel e Kacper erano giunti primo e secondo nella gara riservata agli Under 23.
Il giornale Het Laatste Nieuws è riuscito ad avere anche le dichiarazioni del direttore della squadra Telenet Fidea, nella quale correva Kacper. Hans Van Kasteren ha dichiarato che crede che sia stato un allenatore polacco ad avere incoraggiato i due fratelli all'uso di sostanze dopanti. "Ho parecchie informazioni per riuscire a capire chi è l'uomo in questione - ha dichiarato Van Kasteren. Non abbiamo mai approvato il doping, ma non ci vuole molto a capire perché questi ragazzi non hanno resistito molto alla tentazione. In Polonia, loro padre guadagna 250 euro al mese, mentre in una squadra di alto livello Kacper potrebbe guadagnarne 2500".
La vicenda rimane torbida e, anzi, si compone di altri elementi ancora più oscuri, che mettono in secondo piano il ciclismo, privilegiando le vite e la salute dei due ragazzi, decisamente più importanti di qualsiasi vittoria. Pawel e Kacper restano sospesi dall'UCI in attesa delle controanalisi e della decisione della giustizia sportiva polacca sul loro caso.

sabato 13 marzo 2010

Danilo di Luca a Raisport "Ho un contratto firmato con la Lampre", successivamente la smentita

Era appena terminata la quarta tappa della Tirreno - Adriatico, vinta splendidamente da Michele Scarponi, quando nello studio di Raisport è arrivato come ospite Danilo Di Luca. L'abruzzese, squalificato per due per doping dalla giustizia italiana, rispondendo alle domande della giornalista Rai Alessandra De Stefano, ha dichiarato che ci sono buone possibilità che possa ritornare a correre già da quest'anno e che per questo si sta allenando duramente. Il Tas di Losanna, al quale ha fatto ricorso contro la squalifica, si pronuncerà entro un mese e il corridore è tranquillo sul verdetto, aggiungendo inoltre che "ho già un contratto firmato con la Lampre". Notizia, questa, subito smentita dallo stesso Di Luca sulle pagine del sito tuttobiciweb.it, dove il corridore ha confermato di avere un contratto firmato ma con il secondo sponsor della squadra, la Vini Farnese, senza alcun riferimento alla Lampre. Nella smentita, Di Luca ha comunque ribadito la sua speranza che la squalifica venga ridotta e lui possa tornare a correre al più presto.

giovedì 11 marzo 2010

Doping. I fratelli Szczepaniak, oro e argento mondiale under 23 nel ciclocross, sospesi per Epo.

Come per ogni caso di doping, mi limito a riportare la notizia senza commentare più di tanto. Ovviamente, l'amarezza è molto più grande in questo caso, perchè si parla di due corridori Under 23, due talenti, due fratelli, che sicuramente prevedono un sistema corrotto intorno a loro.
Tornando alla mera cronaca, i fratelli Pawel e Kacper Szczepaniak, oro e argento mondiale Under 23 nel ciclocross, sono stati sospesi dall'UCI in seguito alla positività all'Epo ricombinante riscontrata nei campioni prelevati durante i Campionati del Mondo di Tabor dello scorso gennaio. La positività è stata rilevata dal laboratorio accredidato Wada di Seibersdorf.
Come per Giunti, sospeso ieri dall'UCI e licenziato dall'Androni Giocattoli, i test ai due corridori erano mirati, visto i valori sospetti riscontrati dal passaporto biologico dei due fratelli polacchi.
Se confermata, la squalifica rivoluzionerebbe la classifica del Campionato del Mondo di Ciclocross Under 23, con il francese Arnaud Jouffroy che conquisterebbe l'oro davanti all'argento del belga Tom Meeusen e al bronzo del polacco Marek Konwa.
I due corridori potranno richiedere le controanalisi e sono in attesa di giudizio, che arriverà da una commissione decisa dalla federazione polacca di ciclismo.

fonte: uci.ch

mercoledì 10 marzo 2010

Doping. Massimo Giunti dell'Androni Giocattoli positivo all'EPO

Una brutta notizia ha scosso questa mattina la partenza della prima tappa della Tirreno - Adriatico. Infatti, al via non si è presentato il corridore dell'Androni Giocattoli Massimo Giunti. Il corridore è stato sospeso per la positività all'Epo ricombinante, risultante da un campione analizzato nel laboratorio accreditato Wada di Losanna e ottenuto in un controllo fuori dalle competizioni del 23 febbraio scorso. Giunti, secondo il comunicato dell'UCI, è stato testato perché il profilo del suo passaporto biologico non era nella norma.
L'Androni Giocatolli, tramite il suo team manager Gianni Savio, ha emesso un comunicato in serata dichiarando che il corridore è stato licenziato, come stabilito dal codice sanitario interno, in quanto ha confermato la sua colpevolezza. Improbabile, quindi, che il corridore richieda le controanalisi.
L'Androni Giocattoli ha, altresì, confermato il suo impegno contro il doping e il suo impegno per continuare a mantenere una squadra di alto livello. Ora, bisognerà vedere le reazioni degli organizzatori delle corse come Giro d'Italia o le classiche del Nord, che potrebbe optare per un'altra squadra da invitare come wild card.

fonte: uci.ch

giovedì 4 marzo 2010

Doping. Thomas Dekker squalificato per 2 anni per EPO

Il ciclista olandese Thomas Dekker è stato squalificato per due anni per uso di EPO, come deciso dalla Federazione Ciclistica del Principato di Monaco, alla quale è affiliato Dekker. La sospensione terminerà il 1° Luglio del 2011.
Il giovane corridore, solo 24 anni, è stato testato in un controllo fuori dalle competizioni durante il periodo natalizio nel 2007, ma il test è risultato negativo. Secondo l'UCI, però, grazie ai dati raccolti attraverso il programma del passaporto biologico nel 2008 e nel 2009 sono state raccolte prove convincenti sull'uso di pratiche proibite per l'ossigenazione del sangue.
Questi risultati hanno convinto la Unione Ciclistica Internazionale a rivedere i controlli già effettuati su Dekker. Il laboratorio di Colonia, in Germania, accreditato dalla Wada, ha riesaminato il campione di urine di quel dicembre 2007 e sono state trovate tracce di EPO.
Il corridore è stato sospeso dal suo team, la Silence - Lotto, il 1° luglio del 2009. Dekker aveva raggiunto la squadra belga dopo aver lasciato la Rabobank nell'agosto precedente senza spiegazioni né dal corridore né dalla squadra.
L'olandese ha ammesso le proprie colpe, dichiarando che in passato ha assunto una sola volta l'EPO, prendendosi tutte le responsabilità. Dekker ha dichiarato, inoltre, che il suo obiettivo è di tornare a correre alla fine della sospensione nel 2011.

fonte: cyclingnews.com

martedì 16 febbraio 2010

Doping. Eddy Ratti positivo al Cera in un controllo fuori dalle competizioni

Il corridore della De Rosa - Stac Plastic, Eddy Ratti, è stato sospeso provvisoriamente dall'UCI dopo esser risultato positivo a un controllo antidoping fuori dalle competizioni lo scorso 21 gennaio, effettuato per redigere il passaporto biologico del corridore. La sostanza incriminata, trovata dal laboratorio di Losanna accreditato dalla Wada, è l'EPO ricombinante.
La carriera di Ratti da professionista è iniziata nel 2000 con la Mapei - Quick Step, passando per Lampre, Flanders e numerose squadre italiane Professional e Continental.
Le sue vittorie più importanti in carriera sono state la Tre Valli Varesine nel 2002 e il Gp Industria & Artigianato di Larciano nel 2008, alle quali vanno aggiunte una tappa del Brixia Tour, una alla Settimana Lombarda, una al Regio Tour e il Tour de Hokkaido in Giappone.
L'anno scorso, si era ritrovato senza squadra dopo il fallimento dell'Amica Chips nel mese di Maggio, e quest'anno avrebbe dovuto iniziare la stagione con la De Rosa - Stac Plastic del team manager Giovanni Fidanza.

lunedì 1 febbraio 2010

Doping. Danilo di Luca squalificato per 2 anni, farà appello al Tas di Losanna

Riportiamo il comunicato dal sito del CONI:
Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto dal Dott. Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico dell’atleta Danilo Di Luca, dichiara Danilo Di Luca responsabile dell’addebito disciplinare ascrittogli e lo condanna alla sanzione della squalifica di 2 anni con decorrenza dalla data del provvedimento di sospensione adottato dall’UCI (22/07/2009) e con scadenza al 21 Luglio 2011.
Inoltre, condanna Di Luca alle spese di analisi determinate in 1000 franchi svizzeri e alle spese di controanalisi determinate in 2040 euro, oltre alla sanzione economica di 280.000 euro secondo il regolamento Antidoping UCI.
Il corridore, trovato positivo durante l'ultimo Giro d'Italia all'EPO ricombinante, farà ricorso al Tas di Losanna e, secondo il suo avvocato, chiederà di anticipare la data di udienza per permettere a Di Luca di tornare a correre già quest'anno.
Da parte sua, Di Luca ha dichiarato che "non finisce qui, c'è ancora da lottare e io vado avanti. Adesso faremo ricorso al Tas. Per adesso abbiamo solo il dispositivo. Ora aspettiamo le motivazioni. Posso solo ribadire che io non ho assunto alcuna sostanza e che non mi aspettavo questa squalifica. Resto ottimista e confido molto nel Tas. Comunque vada, anche se dovessero confermare i due anni, io non lascerò il ciclismo. Ma sono sicuro di tornare prima dei due anni".

fonte: coni.it, gazzetta.it

venerdì 29 gennaio 2010

Doping. Positiva Vania Rossi, compagna di Riccardo Riccò

Come per ogni caso di doping, mi limito a riportare la notizia ed eventuali dichiarazioni, senza fare commenti scontati e inutili, già sentiti e probabilmente anche stupidi. A voi il giudizio su questa vicenda, ricordando soltanto che Vania Rossi è la compagna di Riccardo Riccò, ed entrambi sono stati trovati positivi al Cera, un caso?

"Il CONI comunica che, a seguito degli esami eseguiti dal Laboratorio di Roma, è stato accertato un caso di positività. Nel primo campione analizzato, è stata rilevata la presenza del Cera per Vania Rossi, tesserata della Federazione Ciclistica Italiana, al controllo in competizione disposto dal Comitato Controlli Antidoping il 10 gennaio 2010 a Segrate (Milano), in occasione del Campionato Italiano di Ciclocross. Il Tribunale Nazionale Antidoping ha provveduto alla sospensione dell'atleta, vista la richiesta presentata dall’Ufficio di Procura Antidoping allo stesso TNA".

Queste, invece, le dichiarazioni del Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco: “Non posso che ripetere i concetti espressi in situazioni analoghe verificatesi con altri atleti. Provo sgomento e stupore per questo tentativo persistente da parte di alcuni atleti di aggirare le regole, in considerazione anche della continua e costante attività di controllo che stiamo portando avanti all’insegna del rigore e della trasparenza. La Federazione Ciclistica Italiana continuerà con fermezza nel suo lavoro di controllo, pulizia e prevenzione tutelando, in prima linea, le categorie dei più giovani”.

fonte: coni.it, federciclismo.it

martedì 26 gennaio 2010

Maurizio Biondo squalificato per 2 anni

Il Tribunale Nazionale Antidoping del CONI ha sanzionato questo lunedì il corridore Maurizio Biondo con 2 anni di squalifica perché risultato positivo al CERA in un controllo fuori dalle competizioni il 12 agosto del 2009. La sentenza è effettiva dal 14 settembre del 2009 fino al 13 settembre del 2011 e il corridore, dal 14 settembre, perderà tutti i risultati agonistici ottenuti.
Oltre alla squalifica, il tribunale ha condannato il corridore a pagare una multa di 13.750 euro per i costi e le spese sostenute per le analisi.
Il corridore era stato sospeso in via provvisoria dall'UCI il 14 settembre 2009 dopo che il laboratorio di Losanna aveva informato la federazione che in un controllo al corridore era risultata la presenza di EPO.

fonte: marca.com

mercoledì 6 gennaio 2010

Doping. Niklas Axelsson ancora positivo all'EPO, rischia la radiazione

Il corridore svedese Niklas Axelsson è risultato positivo a un controllo antidoping all'EPO nel mese di settembre ed è sospeso fino alle eventuali controanalisi.
Il caso Axelsson si complica per il corridore perchè, nel 2001, era già stato squalificato per un controllo positivo, sempre all'EPO, ai campionati del mondo. All'epoca, Axelsson aveva ammesso la propria responsabilità e aveva scontato una squalifica di due anni e otto mesi. Ora, rischia la radiazione.
Sulla sua positività, ha parlato Anders Karlsson, segretario generale della Federazione Ciclistica Svedese, sul giornale locale Sport Bladet.
"E' una tragedia - ha detto Karlsson. "Ha una positività del campione A a settembre. Sono rimasto sorpreso da questa notizia perchè era già stato sospeso e aveva molto sofferto. Secondo le informazioni che ho, è stato EPO. La ragione per cui non avevamo ancora diffuso la notizia è perchè eravamo in attesa di una decisione sul campione B". E attualmente nessuna decisione è stata ancora presa.
Axelsson, in carriera, ha vinto nel 2001 una tappa del Tour de la Region Wallonne e nel 2008 una tappa alla Settimana di Coppi & Bartali. Nel 1999, il suo risultato più prestigioso, il sesto posto al Giro d'Italia, da segnalare anche nel 2000 un terzo posto al Giro di Lombardia.

fonte: biciciclismo.com