sabato 2 ottobre 2010
Doping. Sospesa la spagnola Fullana, 2 anni a Giunti e Rebellin
L'UCI ha comunicato all'atleta spagnola Margarita Fullana che è stata provvisoriamente sospesa. La decisione in merito alla sospensione è stata presa a seguito di un rapporto dal laboratorio accredidato Wada di Montreal che indicava la scoperta di tracce di EPO nel campione di urine prelevato alla ciclista in un test fuori dalle competizioni il 30 Agosto 2010. La sospensione della Fullana rimarrà in vigore finché una commissione giudicante formata dalla Federazione Spagnola determinerà se l'atleta ha commesso una violazione alle leggi sull'antidoping. L'atleta ha diritto alla richiesta e alla verifica delle analisi sul campione B.
Inoltre, l'UCI ha reso note anche alcune decisioni che le federazioni nazionali hanno preso in merito alle sanzioni per positività all'antidoping.
La Federazione Spagnola ha punito Eladio Jimenez Sanchez con una sospensione di 2 anni e con una multa di 8400 euro.
La Federazione Italiana ha punito Massimo Giunti con una sospensione di 2 anni e con una multa di 1750 euro.
La Federazione Monegasca ha punito Davide Rebellin con una sospensione di 2 anni a partire dal 28 Aprile 2009.
venerdì 10 settembre 2010
Doping. Roy Sentjens confessa l'uso di EPO e si ritira dalle corse
Se volete leggervi qualche passo della lettera, la potrete trovare sul sito ufficiale del corridore, mentre a questo link trovate già la versione tradotta in inglese Link.
venerdì 4 giugno 2010
Doping. De Bonis e Caucchioli squalificati 2 anni per il Passaporto Biologico
LE SENTENZE DEL TNA
Queste le due sentenze del Tribunale Nazionale Antidoping:
- "Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto da Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico di Francesco De Bonis, ritenuta la responsabilità dell’atleta in ordine alla violazione antidoping, gli infligge 2 anni di squalifica, con decorrenza dal 18/06/2009 e scadenza fissata al 17/06/2011. Condanna, inoltre, l’atleta alla sanzione pecuniaria di Euro 13.750,00. Lo condanna altresì al pagamento della somma di 3.500 franchi svizzeri per costi sostenuti dall’UCI e alla somma di Euro 15.737,20 sostenute dal CONI, per spese del procedimento disciplinare, ivi incluso l’onorario del consulente tecnico d’ufficio pari a Euro 3.000,00, meno Euro 1.000,00 già anticipate dalla parte".
- "Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto da Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico di Pietro Caucchioli, ritenuta la responsabilità dell’atleta medesimo in ordine alla violazione antidoping, gli infligge 2 anni di squalifica, a decorrere dal 18/06/2009 e con scadenza fissata al 17/06/2011. Condanna altresì l’atleta al pagamento della somma di 2.500 franchi svizzeri per costi sostenuti dall’UCI e alla somma di Euro 2.000,00 sostenuta dal CONI per spese del procedimento disciplinare".
LE REAZIONI DI DE BONIS E CAUCCHIOLI
Non si sono fatte attendere, come prevedibile, le reazioni dei due ciclisti.
- Questo è il comunicato che Francesco De Bonis ha rilasciato dopo la squalifica e che ho ritrovato dal sito di Repubblica.
"Comunico a seguito della sentenza del Tna (Tribunale Nazionale Antidoping) che pubblicherò gli atti in modo da illustrare le modalità con le quali si è giunti dopo un anno a questa sentenza, contro la quale ricorrerò in appello. Addirò anche la giustizia penale per i documenti falsi che sono stati prodotti sulla base dei quali sono stato ingiustamente condannato. Tutto ciò affinchè ogni altro atleta possa sapere che la procedura di accusa è di stampo inquisitorio. Ricorrerò anche alla Corte di Strasburgo contro un metodo che non consente nessun diritto di difesa per l'atleta".
- Questa è la lettera che Pietro Caucchioli ha inviato al sito internet tuttobiciweb.it in merito alla sua squalifica e che ripubblico. La fonte potrete trovarla qui.
"Il mio è un caso del tutto particolare e peculiare poiché l'accusa nei miei confronti non derivava (come è sempre avvenuto finora) da una riscontrata positività a qualche sostanza, bensì si basava solo su una presunzione di positività legata ad una valutazione dell'andamento dei miei parametri ematici nel corso del tempo. Oggi è stato applicato il passaporto biologico utilizzando dati NON CONFORMI AL PROTOCOLLO (creato a fine 2009) e in ogni caso le anomalie sono state riscontrate nel 2008: intendo sottolineare che nel corso dell'udienza il consulente della Procura Antidoping, Prof. D'Onofrio (che peraltro e' proprio uno degli esperti che hanno valutato il mio profilo per conto dell'UCI) ha ammesso la carenza di documentazione richiesta dal medesimo protocollo. TUTTO CIO' VI SEMBRA NORMALE? Faccio presente inoltre che, come le norme consentono, avevo richiesto un processo pubblico. Tale richiesta mi è stata incomprensibilmente negata. Non solo. Ho chiesto una perizia affinché fossero degli scienziati indipendenti e non legati da rapporti con l'UCI a valutare i dati ma anche ciò mi è stato negato. Attendo ora di leggere le motivazioni del TNA, riservandomi ovviamente
di fare appello e capire perchè mi siano stati inflitti due anni di squalifica, visto che il passaporto biologico, da regolamento UCI, può essere applicato solamente utilizzando dati che rispettino i requisiti di conformità. Il Passaporto Biologico vale 7 MILIONI di Euro, la mia carriera di ciclista molto meno".
martedì 25 maggio 2010
Doping. Le confessioni di Landis su Armstrong, squalificati Dekker, Bosisio e Astarloza, sospeso Alessandro Colò
IL CASO LANDIS E LE RISPOSTE DI ARMSTRONG E MCQUAID
"Ci ha messo 4 anni, ma alla fine Floyd Landis ha deciso di fare i conti con la sua coscienza. E ha vuotato il sacco, l’ex re del Tour 2006, raccontando di essersi dopato per la maggior parte della sua carriera, usando Epo, testosterone, ormone della crescita, frequenti trasfusioni di sangue, ormoni femminili e addirittura insulina. Colpa di Johan Bruyneel, attuale team manager della RadioShack, e Lance Armstrong, accusati in una serie di email spedite ai vertici del ciclismo americano e mondiale e alla Wada, l’agenzia mondiale antidoping, di averlo iniziato al doping. Il sette volte vincitore del Tour gli ha subito risposto: "E' la mia parola contro la sua, non vale nemmeno la pena di rispondergli o perderci tempo".
Landis vinse sulla strada il Tour de France 2006, ma qualche giorno dopo dovette riconsegnare la maglia gialla dopo la positività al testosterone. Da allora ha iniziato una battaglia legale per screditare il risultato di quei test, che alla fine gli è costata la carriera, i risparmi di una vita e il suo matrimonio. "Ho deciso di parlare per liberarmi la coscienza – ha raccontato l’ex ciclista a Espn - non voglio più essere parte del problema". Il primo approccio col doping nel luglio 2002, ai tempi della US Postal diretta da Johan Bruyneel e costruita attorno a Lance Armstrong. L’abuso di farmaci proibiti non è punibile dopo 8 anni, un’altra delle ragioni per cui Landis ha deciso di raccontare tutto: "Se non racconto tutto ora sarà inutile" ha detto, ammettendo di aver speso anche 90mila dollari l’anno in prodotti proibiti. "Ma non mi sento affatto colpevole – specifica lo statunitense -. L’ho fatto perché è quello che fanno i ciclisti per fare un passo avanti: potevo scegliere di doparmi e vedere se riuscivo a vincere, o non doparmi affatto. Io ho scelto di doparmi. Ma sapevo benissimo quello che prendevo, mi sono anche documentato".
Landis racconta a Espn di aver lavorato con Michele Ferrari, come tutto il resto della US Postal. "Prendeva un decimo dello stipendio di ogni corridore – dice Landis del medico assolto nel 2006 al processo per frode sportiva e doping -. Io gli ho dato 10mila dollari per la stagione 2002, tutti in contanti perché lui voleva così. Non volevo entrare in questo giro da solo, e quindi mi affidai a lui, anche perché era chiaro a tutti che Lance si fidava di lui. Il dottore mi aiutò con il prelievo e poi il reinserimento del mio stesso sangue". Landis racconta poi un episodio al Tour de France 2004: "L’autobus della squadra si fermò in una sperduta strada di montagna, facendo finta che la colpa era di un guasto. In realtà l’intera squadra si stava sottoponendo a trasfusioni del sangue".
La chiave della confessione di Landis è una serie di email spedita ai vertici del ciclismo Usa e mondiale e all’agenzia antidoping. Il Wall Street Journal ha messo le mani su tre messaggi, anche se quelli scritti dallo statunitense sono molti di più, e li rende pubblici nella sua edizione online. In una email datata 30 aprile, Landis racconta di come nel 2002, al suo arrivo alla US Postal, Bruyneel lo istruì all’uso di Epo sintetica, steroidi e trasfusioni del sangue per sfuggire ai controlli. A spiegargli come funzionava il processo è stato lo stesso Armstrong. "Io e Lance ne abbiamo parlato a lungo durante le sessioni di allenamento – scrive Landis -. E’ stato lui a spiegarmi l’evoluzione dell’uso dell’Epo e di come le trasfusioni fossero diventate necessarie per sfuggire ai controlli".
Landis racconta anche che nel 2003, dopo essersi rotto l’anca, volò a Girona, Spagna (la base europea di molti ciclisti americani) dove nel giro di tre settimane gli venne prelevato circa un litro di sangue, da utilizzare al Tour de France di quell’anno, in cui era gregario di Armstrong alla US Postal. Il prelievo secondo l’ex re del Tour 2006 sarebbe avvenuto nell’appartamento di Armstrong. Il sangue veniva custodito in un frigorifero nascosto nell’armadio del texano, in cui si trovava anche del plasma appartenente a George Hincapie, compagno di Landis e Armstrong alla US Postal. Landis racconta che era suo compito controllare la temperatura del frigo ogni giorno, e che Armstrong gli chiese di fare la guardia durante un suo periodo di assenza.
Nel 2006 Landis lascia la squadra americana per la svizzera Phonak. Al proprietario del team, Andy Rihs, racconta del sistema usato alla US Postal e di volerlo continuare anche nella nuova squadra. Rihs dà il suo ok e paga per i trattamenti, ma al Tour 2006 Landis risulta positivo al testosterone: è la fine della Phonak e della carriera dello statunitense. Il 34enne nativo della Pennsylvania racconta di aver iniziato lui stesso all’uso di sostanze dopanti Levi Leipheimer e David Zabriskie, compagni alla US Postal, e spiega nei dettagli come usare l’Epo senza finire nelle maglie dell’antidoping, definito “una pagliacciata”. Landis ha raccontato di aver tenuto diari dettagliati dei suoi allenamenti e dell’uso di farmaci proibiti durante tutta la sua carriera, e di essere pronto a metterli a disposizione delle autorità. Pat McQuaid, presidente dell’Uci, non ha però gradito le esternazioni dello statunitense: "E’ solo un tizio che cerca vendetta – lo bolla McQuaid -: è davvero molto triste per il ciclismo. Non mi fido affatto di lui: non ha nessuna prova, e poi stiamo parlando di un tizio condannato in un processo".
LA LISTA DELLA SPESA DEGLI SQUALIFICATI E SOSPESI
L'apparenza è proprio questa, una lista della spesa. E' il succo di un comunicato dell'UCI in data 21 Maggio che riporta tutte le squalificate comminate a qualche corridore e la comunicazione di altre due sospensioni. Partiamo proprio da queste. Il francese Mickael Larpe della Roubaix Lille Metropole è stato sospeso perché in un controllo antidoping alla corsa Cholet - Pays de Loire sono state trovate tracce di Epo Ricombinante, il famoso CERA, in un campione del suo sangue. L'italiano Alessandro Colò dell'ISD - Neri, invece, è stato sospeso perchè in un controllo antidoping alla Vuelta Mexico sono state trovate tracce di Clenbuterolo, uno steroide anabolizzante, trovato in un campione delle sue urine. Entrambi hanno diritto alle controanalisi sul campione B e verrano giudicati dalle proprie federazioni di appartenenza.
Ora, partiamo con la vera e propria lista degli squalificati.
- Thomas Dekker (Ned) 2 anni
- Mikel Astarloza (Esp) 2 anni
- Hector Guerra (Esp) 2 anni
- Gabriele Bosisio (Ita) 2 anni
- Kacper Szczepaniak (Pol) 4 anni
- Pawel Szczepaniak (Pol) 8 anni
- Alberto Fernandez De la Puebla (Esp) 2 anni
- Isidro Nozal (Esp) 2 anni
A causa della squalifica dei due giovani ciclocrossisti polacchi, l'ordine d'arrivo dei Mondiali Under 23 di Tabor di Gennaio cambia radicalmente. La vittoria va al francese Arnaud Jouffroy davanti al belga Tom Meeusen e all'altro polacco Marek Konwa. Salgono anche i due italiani meglio piazzati, Elia Silvestri e Matteo Trentin, rispettivamente ottavo e nono.
fonti: gazzetta.it, uci.ch
mercoledì 28 aprile 2010
Doping. Squalifica per 2 anni per Gabriele Bosisio, Thomas Frei confessa l'uso di EPO
Nella giornata di ieri, invece, il ciclista svizzero Thomas Frei della BMC Racing Team ha confessato l'uso di EPO, subito dopo esser stato trovato positivo a un controllo antidoping al Giro del Trentino. Frei ha dichiarato di essersi dopato per gli ultimi due anni e di aver preso una microdose di Epo la sera prima del test, avvenuto di prima mattina. Il corridore ha anche escluso qualsiasi coinvolgimento della sua attuale squadra, la BMC, e ha dichiarato di essersi dopato senza che il suo team lo sapesse. La squadra, come immediata conseguenza, ha licenziato il corridore che, ovviamente, non ha richiesto le controanalisi.
La cosa che fa più scalpore o, almeno, che dovrebbe fare più scalpore è il fatto che Frei ha dichiarato di essersi dopato dall'estate del 2008, periodo in cui correva ancora nell'Astana. Lo svizzero ha anche precisato come riusciva a evitare di essere trovato positivo, cioè bevendo circa un litro d'acqua che avrebbero fatto risultare il test negativo. Il corridore non è riuscito a bere la quantità necessaria e il test è risultato positivo.
Ovviamente, una considerazione è d'obbligo: da quello che dice Frei, chi viene beccato per aver preso EPO è solo molto sfortunato, perché il modo per far sparire le tracce è quantomeno banale e immediato. Lotta al doping? Non scherziamo.
lunedì 26 aprile 2010
Doping. Manuel Vazquez dell'Andalucia Cajasur sospeso per uso di Epo
Manuel Vazquez è passato professionista nel 2006 nell'Andalucia - Paul Versan, rimanendo nella squadra fino a quest'anno. In carriera ha vinto 6 corse da professionista, delle quali la più importante è la classifica finale della Volta ao Alentejo nel 2007, breve corsa a tappe che si svolge in Portogallo. Molto importante è anche il secondo posto dell'anno successivo nella Volta a la Comunidad Valenciana, mentre quest'anno non aveva ancora ottenuto piazzamenti degni di nota se non un 16° posto al Tour de San Luis.
fonte: uci.ch
giovedì 22 aprile 2010
Doping. Giornata negativa per il ciclismo, positivi Thomas Frei della BMC e Li Fuyu della RadioShack
Lo svizzero Thomas Frei della BMC Racing Team è stato licenziato dalla sua squadra perché risultato positivo all'EPO. Appena ricevuta la notizia che il campione A delle analisi del ciclista era risultato non negativo, la BMC ha applicato il suo codice etico interno licenziando il corridore e dichiarando che "il corridore ora dovrà personalmente rispondere alle accuse", escludendosi di fatto da qualsiasi implicazione.
Nella serata di oggi, un altro caso di positivà è stato annunciato dall'UCI: il corridore cinese Fuyu Li della RadioShack è stato sospeso dalla Federazione Internazionale per essere risultato positivo a un controllo antidoping dopo la Dwaars Door Vlaanderen il 23 Marzo al Clenbuterol, un farmaco usato nel mondo veterinario e in qualche medicina contro l'asma in giro per il mondo, assolutamente vietato e inserito nella lista delle sostanze proibite della Wada.
La squadra americana ha subito emesso un comunicato dicendo che "il corridore è stato immediatamente sospeso finché non usciranno i risultati sul campione B nelle prossime settimane. Se il test risulterà ancora positivo il corridore verrà rimosso dalla squadra. Il Team RadioShack e il suo management sta prendendo il caso molto seriamente. Noi rispetteremo i diritti del corridore ma applicheremo la nostra politica di tollerenza zero nel caso il campione B risulti ancora positivo".
Doping. Mattia Gavazzi della Colnago positivo alla cocaina
In aggiunta alla notizia, presa dal sito di Raisport, è doveroso aggiungere che il corridore era già stato squalificato in passato, quando non era ancora un professionista, proprio a causa di una positività alla cocaina, subendo una sospensione di 14 mesi. Purtroppo, la situazione per il figlio di Pierino Gavazzi non è cambiata nel tempo, pur avendo dichiarato in passato che proprio il ciclismo l'aveva aiutato a smettere.
In questa stagione Gavazzi era riuscito a vincere una tappa proprio della Settimana Lombarda, raggiungendo così i 22 successi nella sua carriera da professionista. Non ci resta che aspettare le controanalisi, se il corridore le richiederà, e le eventuali dichiarazioni sue o del suo entourage.
venerdì 2 aprile 2010
Doping. Non c'è Cera nelle controanalisi di Vania Rossi, ex compagna di Riccò
Il Coni, ricevuta la comunicazione delle controanalisi, ha dichiarato l'atleta non positiva e il caso è passato alla Procura Antidoping del Coni.
Infatti, subito dopo l'uscita del comunicato del Coni, il direttore del laboratorio antidoping di Roma Francesco Botrè ha parlato del caso Rossi e del Cera. Secondo Botrè, il Cera nelle urine si degrada molto più velocemente che nel sangue facendo diventare troppo bassi i livelli per essere accettati dai criteri della Wada. Quindi, secondo Botrè non è detto che il Cera non ci fosse nel campione B di Vania Rossi, ma semplicemente che si è degradato. Il direttore del laboratorio ha subito avvisato la Wada di questa scoperta, dato che il laboratorio di Roma è l'unico finora ad aver scoperto il Cera nelle urine e non nel sangue.
Per il momento, Vania Rossi risulta non positiva al Cera, ma il caso è sicuramente lontano dalla sua fine.
mercoledì 24 marzo 2010
Giro d'Italia 2010. L'intervista ad Angelo Zomegnan sulle squadre invitate
I tre criteri basilari sono stati i risultati delle squadre, la loro storia con il doping e la nazionalità.
Ma lasciamo spazio alle domande e alle risposte di Zomegnan, lasciando i commenti alla fine.
Gazzetta dello Sport: Quali principi ha seguito per selezionare le squadre per il Giro d'Italia?
"La qualità delle squadre, la provenienza dei loro risultati, cioè quanto sono puliti, e la loro nazionalità: ben 13 squadre sono rappresentate".
GdS: Quali misure anti-doping ci saranno?
"Sarà il giro più controllato di sempre. Coinvolgeremo i laboratori di Losanna, Colonia, Roma e Chatenay-Malabry. I direttori sportivi ci indicheranno una lista di 15 corridori dai quali selezioneranno i 9 partecipanti. Questi avranno delle attenzioni speciali".
GdS: Perché non Riccardo Riccò?
"Finché un certo periodo di tempo non sarà passato per convincerci non prenderemo altri rischi, alcuni corridori non correranno il Giro. Questo vuol dire Riccò ma anche Sella".
GdS: Quanto lungo sarà questo periodo?
"Un periodo sufficiente per dimostrare che non ci sono sospetti su di loro e per provare di essere ancora dei corridori. Questo è successo a Vinokourov e a Basso. Riccò sarà lo stesso senza una benzina con più ottani?".
GdS: Non ci sarà Armstrong e il suo team, la RadioShack.
"Non c'è molto da dire. Non ci hanno chiesto di partecipare".
GdS: L'Androni Giocattoli ha avuto un caso di doping (Massimo Giunti). Come vi comporterete se capiterà un altro caso ancora?
"Se ci sarà un caso in stile Festina, ogni team coinvolto sarà lasciato a casa. Ma se un caso di doping coinvolge solo il singolo corridore, noi valuteremo il comportamento della squadra e anche i casi successi in passato. Nessuno è salvo".
GdS: Perché la Colnago - CSF Inox?
"La squadra di Reverberi (chiamata prima CSF - Navigare) ha pagato i suoi errori e non è stata invitata l'anno scorso. Hanno avuto un ottimo inizio di stagione e meritano un'occasione":
GdS: Visconti e la sua squadra, l'ISD-Neri, non sono stati invitati ma il corridore ha vestito per 8 giorni la maglia rosa nel 2008.
"L'anno scorso abbiamo creduto in loro, ma non hanno combinato granché".
Non posso che essere d'accordo con il direttore del Giro sul trattamento riservato a corridori come Sella e Riccò. Prima devono dimostrare di essere ancora in grado di lottare ad alti livelli, cosa che Sella, per esempio, non ha ancora dimostrato, e un periodo di prova è doveroso. La presenza di squadre come Cofidis e Bouygues Telecom potrebbe risultare strana, ma è la conseguenza dell'accordo stipulato nel 2008 tra un gruppo di 16 squadre e Rcs Sport, tra le quali le due francesi.
Più che scandalizzarci per aver ignorato qualche buona squadra italiana, forse bisognerebbe valutare il fatto che, attualmente, i contendenti per la classifica generale latitano, essendo confermati solo Sastre, Evans e Wiggins, tutti e tre con il Tour in testa, e i due italiani Basso e Pellizotti. Un po' poco per un Giro d'Italia, non credete?
giovedì 4 marzo 2010
Doping. Thomas Dekker squalificato per 2 anni per EPO
Il giovane corridore, solo 24 anni, è stato testato in un controllo fuori dalle competizioni durante il periodo natalizio nel 2007, ma il test è risultato negativo. Secondo l'UCI, però, grazie ai dati raccolti attraverso il programma del passaporto biologico nel 2008 e nel 2009 sono state raccolte prove convincenti sull'uso di pratiche proibite per l'ossigenazione del sangue.
Questi risultati hanno convinto la Unione Ciclistica Internazionale a rivedere i controlli già effettuati su Dekker. Il laboratorio di Colonia, in Germania, accreditato dalla Wada, ha riesaminato il campione di urine di quel dicembre 2007 e sono state trovate tracce di EPO.
Il corridore è stato sospeso dal suo team, la Silence - Lotto, il 1° luglio del 2009. Dekker aveva raggiunto la squadra belga dopo aver lasciato la Rabobank nell'agosto precedente senza spiegazioni né dal corridore né dalla squadra.
L'olandese ha ammesso le proprie colpe, dichiarando che in passato ha assunto una sola volta l'EPO, prendendosi tutte le responsabilità. Dekker ha dichiarato, inoltre, che il suo obiettivo è di tornare a correre alla fine della sospensione nel 2011.
fonte: cyclingnews.com
martedì 16 febbraio 2010
Doping. Eddy Ratti positivo al Cera in un controllo fuori dalle competizioni
La carriera di Ratti da professionista è iniziata nel 2000 con la Mapei - Quick Step, passando per Lampre, Flanders e numerose squadre italiane Professional e Continental.
Le sue vittorie più importanti in carriera sono state la Tre Valli Varesine nel 2002 e il Gp Industria & Artigianato di Larciano nel 2008, alle quali vanno aggiunte una tappa del Brixia Tour, una alla Settimana Lombarda, una al Regio Tour e il Tour de Hokkaido in Giappone.
L'anno scorso, si era ritrovato senza squadra dopo il fallimento dell'Amica Chips nel mese di Maggio, e quest'anno avrebbe dovuto iniziare la stagione con la De Rosa - Stac Plastic del team manager Giovanni Fidanza.
lunedì 15 febbraio 2010
Mandato di arresto internazionale per Floyd Landis
Landis era risultato positivo al testosterone in un controllo antidoping durante il Tour de France 2006. Nel novembre dello stesso anno, il laboratorio francese di Chatenay-Malabry, dove erano stati controllati i campioni, ha emesso un comunicato dicendo che il suo sistema informatico era stato compromesso da un attacco hacker, con rimozione o cambiamento di alcuni dati. Secondi fonti francesi, l'indirizzo IP dell'hacker era quello del coach di Landis, Arnie Baker.
La scorsa primavera, la giustizia francese aveva convocato Landis e Baker in Francia a testimoniare sul caso, ma nessuno si è presentato.
E inevitabile, è arrivato il mandato di arresto internazionale.
fonte: cyclingnews.com
lunedì 1 febbraio 2010
Doping. Danilo di Luca squalificato per 2 anni, farà appello al Tas di Losanna
Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto dal Dott. Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico dell’atleta Danilo Di Luca, dichiara Danilo Di Luca responsabile dell’addebito disciplinare ascrittogli e lo condanna alla sanzione della squalifica di 2 anni con decorrenza dalla data del provvedimento di sospensione adottato dall’UCI (22/07/2009) e con scadenza al 21 Luglio 2011.
Inoltre, condanna Di Luca alle spese di analisi determinate in 1000 franchi svizzeri e alle spese di controanalisi determinate in 2040 euro, oltre alla sanzione economica di 280.000 euro secondo il regolamento Antidoping UCI.
Il corridore, trovato positivo durante l'ultimo Giro d'Italia all'EPO ricombinante, farà ricorso al Tas di Losanna e, secondo il suo avvocato, chiederà di anticipare la data di udienza per permettere a Di Luca di tornare a correre già quest'anno.
Da parte sua, Di Luca ha dichiarato che "non finisce qui, c'è ancora da lottare e io vado avanti. Adesso faremo ricorso al Tas. Per adesso abbiamo solo il dispositivo. Ora aspettiamo le motivazioni. Posso solo ribadire che io non ho assunto alcuna sostanza e che non mi aspettavo questa squalifica. Resto ottimista e confido molto nel Tas. Comunque vada, anche se dovessero confermare i due anni, io non lascerò il ciclismo. Ma sono sicuro di tornare prima dei due anni".
fonte: coni.it, gazzetta.it
venerdì 29 gennaio 2010
Doping. Positiva Vania Rossi, compagna di Riccardo Riccò
"Il CONI comunica che, a seguito degli esami eseguiti dal Laboratorio di Roma, è stato accertato un caso di positività. Nel primo campione analizzato, è stata rilevata la presenza del Cera per Vania Rossi, tesserata della Federazione Ciclistica Italiana, al controllo in competizione disposto dal Comitato Controlli Antidoping il 10 gennaio 2010 a Segrate (Milano), in occasione del Campionato Italiano di Ciclocross. Il Tribunale Nazionale Antidoping ha provveduto alla sospensione dell'atleta, vista la richiesta presentata dall’Ufficio di Procura Antidoping allo stesso TNA".
Queste, invece, le dichiarazioni del Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco: “Non posso che ripetere i concetti espressi in situazioni analoghe verificatesi con altri atleti. Provo sgomento e stupore per questo tentativo persistente da parte di alcuni atleti di aggirare le regole, in considerazione anche della continua e costante attività di controllo che stiamo portando avanti all’insegna del rigore e della trasparenza. La Federazione Ciclistica Italiana continuerà con fermezza nel suo lavoro di controllo, pulizia e prevenzione tutelando, in prima linea, le categorie dei più giovani”.
fonte: coni.it, federciclismo.it
martedì 12 gennaio 2010
Doping. Primo giorno di udienza al TAS su Valverde
La prima vera notizia che proviene dall'udienza è che il Tas ha stabilito che la squalifica è per l'Italia e quindi si applicano e si giudica con leggi e regolamenti italiani, quindi la sentenza del Tna è legittima. Quindi, la decisione sull'estensione della squalifica non sarà del Tas ma autonoma per UCI e WADA.
Ricordiamo che il deferimento e la successiva squalifica da parte del CONI si basano su un controllo di sangue a cui è stato sottoposto Valverde in una tappa del Tour de France del 2008 che sconfinava in Italia e successivamente, confrontando il sangue prelevato con quello delle sacche sequestrate al dottor Fuentes durante l'Operacion Puerto, si è stabilito che il DNA fosse lo stesso. In merito a questo, Ettore Torri si è anche lamentato per il comportamento del giudice Serrano che avrebbe trasmesso tutto il materiale riguardante, all'epoca, Ivan Basso e Michele Scarponi, ma niente su Valverde.
Oggi sono stati ascoltati i primi testimoni per la difesa e gli autori materiali del prelievo e trasporto delle sacche di sangue in Italia, per conto della Procura della Repubblica.
Domani si riprende l'udienza, la sentenza è attesa per giovedi.
fonte: gazzetta.it
sabato 9 gennaio 2010
Lo strano caso di Alexander Kristoff & l'UCI
Il regolamento dell'UCI prevede che "corridori di squadre UCI ProTour e UCI Professional Continental devono fornire informazioni sul luogo in cui si trovano e devono essere sottoposti almeno a 3 test sui parametri sanguigni in conformità ai protocolli del passaporto biologico dell'UCI. I 3 test devono essere effettuati in un periodo minimo di sei settimane".
In un periodo di scandali e doping che dura anni, un regolamento così severo e anche logorante per i corridori può essere comprensibile. Ma non è comprensibile che un giovane corridore, che vuole partecipare alla prima corsa dell'anno, è impossibilitato a farla perchè l'UCI non ha ancora fatto questi controlli. E se non li farà mai? Quando Kristoff potrà correre una corsa?
"Non mi hanno ancora fatto un prelievo e non c'è niente che posso fare in merito" ha detto il giovane al sito feltet.dk. "Non so quando l'UCI mi farà i test ma spero prima delle classiche primaverili, perchè vorrei correre il Giro delle Fiandre più di ogni altra corsa."
Situazione veramente paradossale e direi al limite del grottesco. Dopo i controlli al ristorante a Pereiro, l'UCI non si vuole certamente smentire e continua ad accumulare figuracce su figuracce in questa caccia alle streghe. Ma soprattutto, si nega il diritto a un atleta di poter correre a causa della disorganizzazione nel quale naviga tutto il mondo dell'antidoping nel ciclismo.
In attesa del prossimo caso, tanti auguri ad Alexander Kristoff per la sua (forse) annata con la BMC.
fonte: cyclingnews.com
venerdì 25 dicembre 2009
Doping. Affaire Astana al Tour 2009. Le verità di Rebellin. Il ritorno di Moreni al ciclismo
L'Astana sotto inchiesta per trasfusioni illegali
Se ne era parlato qualche tempo fa di un'inchiesta, aperta da un pubblico ministero di Parigi, sul sospetto di qualche violazione in materia di doping dell'Astana. Ed è notizia di ieri che, secondo il quotidiano Le Monde, l'ufficio centrale contro i danni ambientali e la pubblica salute (OCLAESP) ha focalizzato la sua inchiesta sull'Astana non avendo trovato prove a carico degli altri team.
L'inchiesta, partita in ottobre, si basa sul ritrovamento di materiale usato per delle trasfusioni che sono vietate dal regolamento antidoping.
Sempre secondo Le Monde, le analisi sui rifiuti medici hanno rivelato la presenza di polipeptidi e medicine anti-ipertensione. L'analisi del DNA sul materiale ritrovato ha rivelato la presenza di sette diverse impronte di DNA, ma non è stato fatto nessun collegamento al DNA di alcun corridore.
La verità di Davide Rebellin sulla sua positività
Davide Rebellin, pluridecorato corridore italiano, tra due mesi verrà giudicato dal Tas di Losanna, il tribunale arbitrale sportivo, per la sua positività al CERA durante le Olimpiadi di Pechino, dove aveva vinto l'argento nella prova in linea.
E, in un'intervista alla Gazzetta, ha voluto parlare di questa faccenda, dopo quasi 8 mesi dall'annuncio della positività.
Nell'intervista, Rebellin dichiara di non aver mai preso il CERA, e che qualcosa di strano è accaduto durante questa vicenda. Nel verbale del Cio consegnato durante l'istruttoria, i campioni del suo sangue risultano prelevati in data imprecisata e solo il 17 novembre viene indicata come data il 5 agosto, mentre tutti pensavano che la data incriminata fosse il 9, terzo controllo dopo quello dell'8 agosto. Un'altra anomalia evidenziata dal corridore è il fatto che vengono attribuiti a lui sette campioni ma i controlli sono stati solo 3.
Le altre anomalie evidenziate da Rebellin sono la mancanza di alcuni documenti relativi ai campioni, chi li abbia aperti e richiusi ma soprattutto che il metodo anti-Cera non era ancora stato validato dalla Wada e poteva portare a falsi positivi e l'accreditamento del laboratorio di Parigi per questo metodo è posteriore ai suoi test.
Christian Moreni vuole tornare a correre
Il corridore italiano Christian Moreni ha parlato sul suo desiderio di ritornare a correre, dopo aver pagato per i suoi errori e nonostante l'aria di indifferenza che si respira sul suo ritorno.
Moreni è stato squalificato dal Tour de France 2007 dopo una positività al testosterone, ammessa dallo stesso corridore. Sospeso per due anni, ha pagato un anno di stipendio per aver firmato un accordo per poter partecipare al Tour. A Luglio di quest'anno la squalifica è scaduta e, nel mese di Ottobre, si è accordato con l'UCI per pagare quanto dovuto. L'unico corridore di quelli squalificati al Tour di quell'anno ad aver accettato squalifica e risarcimento senza fiatare.
Ora, vorrebbe tornare a correre, ma a 37 anni e con la reputazione non immacolata, è difficile che qualcuno gli dia un'altra possibilità.
"Quelli che hanno osato più di me con il doping stanno correndo e con molti più onoro. Evidentemente c'è molta ipocrisia. Ho sbagliato, ho pagato con la squalifica e mettendo mano al portafoglio. Vorrei soltanto avere un'altra possibilità di dare qualcosa ancora al ciclismo e ritirarmi." ha dichiarato Moreni.
Tre casi molto diversi tra loro, ma con lo stesso fattor comune: il senso di torbido e di marcio che si respira. La lotta al doping è un affare molto duro, delicato e importante, e andrebbe affrontato con competenza e passione. Ma quello che traspare è che si getta l'amo e si aspetti che il pesce abbocchi, di qualsiasi tipo sia, colpevole o innocente, e lasciando tranquilli tutti gli altri.
La speranza è di avere, prima o poi, un fronte comune per la lotta al doping, unito e forte, nel rispetto degli atleti prima di tutto, e degli spettatori.
Utopia? Credo proprio di si.
fonti: cyclingnews.com, gazzetta.it
giovedì 17 dicembre 2009
Doping. Danilo Di Luca deferito. Richiesti 3 anni di squalifica
L'Ufficio di Procura Antidoping ha disposto il deferimento dell’atleta Danilo Di Luca al Tribunale Nazionale Antidoping del CONI per il riconoscimento delle sue responsabilità in ordine alle violazioni della normativa antidoping, a seguito della accertata positività per presenza di Eritropoietina ricombinante di tipo Mircera, in occasione di due controlli ematici antidoping "in competition" disposti dall’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) durante lo svolgimento del Giro d’Italia 2009, nelle tappe del 20 e 28 maggio 2009 rispettivamente con arrivo a Torino ed a Silvi Marina, con richiesta di tre anni di squalifica (due anni pena base, aumentata di anni uno per l’aggravante di cui all’art.10.6), a far data dal 22 luglio 2009, così come previsto dall’art. 305 del Regolamento Anti-Doping UCI (ovvero art. 10.6 del Codice WADA) nonché l’invalidazione automatica dei risultati agonistici da lui ottenuti (art. 288 Regolamento Anti-Doping UCI ovvero 10.8 del Codice WADA). Inoltre ai sensi dell’art. 275 e dell’art. 326.1 del Regolamento Anti-Doping UCI si chiede la condanna al pagamento della sanzione economica ed ai costi relativi alla gestione del risultato secondo quanto sarà determinato dalla stessa Federazione Internazionale.
fonte: coni.it
lunedì 7 dicembre 2009
Doping. Eladio Jimenez Sanchez sospeso provvisoriamente.
La sospensione di Jimenez Sanchez rimarrà attiva finchè una commissione decisa dalla Federazione Spagnola non deciderà in base alle leggi riguardo le violazioni in materia di antidoping. Il corridore potrà richiedere e attendere le analisi del campione B.
Il corridore, classe '76, il 12 agosto aveva vinto la tappa, la sesta, da Barcelos a Santo Tirso, arrivando sesto in classifica generale alla Volta a Portugal.
La sospensione di Jimenez Sanchez è la quarta che riguarda un corridore di una squadra portoghese durante la corsa a tappe nazionale, dopo quelle di Nuno Ribeiro, Hector Guerra e Isidro Nozal della Liberty Seguros.
fonte: uci.ch