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lunedì 28 maggio 2012

Ryder Hesjedal vince il Giro d'Italia 2012, 2° Rodriguez, 3° De Gendt. A Pinotti la crono di Milano

GIRO D'ITALIA 2012 - RYDER HESJEDAL (GARMIN BARRACUDA)
GIRO D'ITALIA 2012 21° TAPPA - MARCO PINOTTI (BMC)

Ryder Hesjedal è il vincitore della 95° edizione del Giro d'Italia. Il corridore canadese della Garmin Barracuda, come da pronostico, ha superato Joaquin Rodriguez (Katusha) in classifica generale per 16 secondi mentre per il 3° posto il belga Thomas De Gendt (Vacansoleil) ha superato Michele Scarponi (Lampre), 4° e molto amareggiato. 5° posto per Ivan Basso (Liquigas), 6° Damiano Cunego (Lampre), 7° Rigoberto Uran (Sky), 8° Domenico Pozzovivo (Colnago), Sergio Luis Henao (Sky) ha recuperato due posizioni finendo 9° davanti a Mikel Nieve (Euskaltel) e John Gadret (AG2R), 11°.
L'ultima frazione della corsa rosa è andata a Marco Pinotti (BMC) che si è imposto con ampio margine su Geraint Thomas (Sky), 2° a 39s, mentre 3° è arrivato il neozelandese Jesse Sergent (RadioShack) a 53s. Tra gli uomini di classifica, De Gendt è arrivato 5°, Hesjedal 6° e Joaquin Rodriguez 26°.
Ho vissuto personalmente l'ultima tappa a Milano, è stato bello vedere tanta gente a bordo strada tifare per tutti i corridori, anche quello più sconosciuto. E' il fascino del ciclismo, è il fascino del Giro d'Italia, che non sarà stato esaltante come quello degli anni scorsi ma che regala sempre storie e momenti che una persona può portarsi dentro per tutta la vita.
Lascio a domani i commenti ma prima delle classifiche vorrei chiudere con questa frase: "Lasciatemi godere questi momenti, non li dimenticherò mai". Firmato Ryder Hesjedal, 95° vincitore del Giro d'Italia, primo canadese della storia a vincere il Giro.

GIRO D'ITALIA 2012 - CLASSIFICA GENERALE
Ryder Hesjedal (Can - Garmin Barracuda)
2° Joaquim Rodriguez Oliver (Esp - Katusha) a 16 secondi
3° Thomas De Gendt (Bel - Vacansoleil) a 1 minuto 39 secondi
4° Michele Scarponi (Ita - Lampre ISD) a 2m5s
5° Ivan Basso (Ita - Liquigas-Cannondale) a 3m44s
6° Damiano Cunego (Ita - Lampre - ISD) a 4m40s
7° Rigoberto Uran Uran (Col - Sky) a 5m57s
8° Domenico Pozzovivo (Ita - Colnago - CSF Inox) a 6m28s
9° Sergio Luis Henao Montoya (Col - Sky) a 7m50s
10° Mikel Nieve Ituralde (Esp - Euskaltel - Euskadi) a 8m8s
11° John Gadret (Fra - AG2R La Mondiale) a 9m12s
12° Dario Cataldo (Ita - Omega Pharma-Quickstep) a 11m59s
13° Gianluca Brambilla (Ita - Colnago - CSF Inox) a 14m20s
14° Johann Tschopp (Swi - BMC Racing Team) a 14m27s
15° Roman Kreuziger (Cze - Astana) a 19m58s
16° Hubert Dupont (Fra - AG2R La Mondiale) a 20m59s
17° Marzio Bruseghin (Ita - Movistar Team) a 25m39s
18° Sergio Pardilla Bellon (Esp - Movistar Team) a 29m19s
19° Francis De Greef (Bel - Lotto Belisol) a 35m
20° Daniel Moreno Fernandez (Esp - Katusha) a 36m17s

CLASSIFICA A PUNTI
Joaquim Rodriguez Oliver (Esp - Katusha) 139 punti
2° Mark Cavendish (Gbr - Sky) 138 punti
3° Ryder Hesjedal (Can - Garmin - Barracuda) 113 punti
4° Michele Scarponi (Ita - Lampre - ISD) 81 punti
5° Domenico Pozzovivo (Ita - Colnago - CSF Inox) 80 punti

CLASSIFICA GPM
Matteo Rabottini (Ita - Farnese Vini) 84 punti
2° Stefano Pirazzi (Ita - Colnago - CSF Inox) 44 punti
3° Andrey Amador Bakkazakova (CRc - Movistar) 43 punti
4° Michal Golas (Pol - Omega Pharma-Quickstep) 34 punti
5° Domenico Pozzovivo (Ita - Colnago - CSF Inox) 26 punti

CLASSIFICA GIOVANI
Rigoberto Uran Uran (Col - Sky)
2° Sergio Luis Henao Montoya (Col - Sky) a 1m53s
3° Gianluca Brambilla (Ita - Colnago - CSF Inox) a 8m23s
4° Diego Ulissi (Ita - Lampre - ISD) a 31m20s
5° Damiano Caruso (Ita - Liquigas-Cannondal) a 43m48s

CLASSIFICA TV
Martijn Keizer (Ned - Vacansoleil) 25 punti
2° Mark Cavendish (GBr - Sky) 18 punti
3° Olivier Kaisen (Bel - Lotto Belisol) 13 punti

CLASSIFICA AZZURRI D'ITALIA
Mark Cavendish (GBr - Sky) 14 punti
2° Joaquim Rodriguez Oliver (Esp - Katusha) 12 punti
3° Andrey Amador Bakkazakova (CRc - Movistar) 5 punti
4° Roberto Ferrari (Ita - Androni Giocattoli) 5 punti

PREMIO DELLA FUGA
Olivier Kaisen (Bel - Lotto Belisol) 683 punti
2° Martijn Keizer (Ned - Vacansoleil) 656 punti
3° Miguel Minguez Ayala (Esp - Euskaltel - Euskadi) 475 punti

PREMIO COMBATTIVITA'
Mark Cavendish (GBr - Sky) 44 punti
2° Matteo Rabottini (Ita - Farnese Vini) 39 punti
3° Joaquim Rodriguez Oliver (Esp - Katusha) 37 punti

FAST TEAMGrassetto
Lampre - ISD
2° Movistar 10m53s
3° Sky 37m7s
4° Astana 43m12s
5° Garmin - Barracuda 51m52s

SUPER TEAM
Garmin Barracuda 363 punti
2° Sky 345 punti
3° Katusha 301 punti
4° Colnago CSF Inox 253 punti
5° Omega Pharma QuickStep 244 punti

I RISULTATI DEL 27 MAGGIO 2012

Giro del Belgio - Belgio: Successo finale per il tedesco Tony Martin. Il corridore dell'Omega Pharma Quickstep ha controllato il vantaggio nell'ultima tappa, la più difficile della corsa, e ha preceduto in classifica generale Lieuwe Westra (Vacansoleil) di 43s e Carlos Barredo (Rabobank) di 1 minuto e 2 secondi. 6° posto finale per Francesco Reda (Acqua & Sapone), 9° per Manuel Quinziato (BMC). L'ultima frazione è andata al colombiano Carlos Betancur (Acqua & Sapone) che dopo numerosi tentativi di fuga è riuscito a regolare il gruppo dei migliori, molto sparpagliato. Alle sue spalle 2° il crossista Kevin Pauwels (Sunweb) e il russo Sergey Firsanov (Rusvelo), entrambi a 2 secondi, mentre Philippe Gilbert è finito 4°.
Bayern Rundfahrt - Germania: Michael Rogers (Sky) ha vinto la corsa precedendo di 25 secondi Jerome Coppel (Saur Sojasun), di 30 secondi Vladimir Gusev (Katusha), mentre 4° e 5° sono arrivati altri due corridori Sky, Richie Porte e Kanstantin Siutsou. L'ultima tappa è andata ancora ad Alessandro Petacchi (Lampre), al 3° successo nella corsa tedesca. Alle sue spalle Allan Davis (Orica GreenEDGE) e André Schulze (NetApp).
Boucles de l'Aulne - Francia: Successo allo sprint per Sebastien Hinault (AG2R). Il corridore francese ha preceduto i connazionali Laurent Pichon (Bretagne Schuller) e Romain Feillu (Vacansoleil), 5° il vincitore del giorno prima Julien Simon.
Tour of Japan - Giappone: Nessun problema per Fortunato Baliani nella 6° e ultima tappa. Il corridore del Team Nippo, dominatore delle tappe più difficili, si è limitato a gestire la situazione nella facile tappa di Tokyo e ha preceduto di 22 secondi il compagno Julian Arredondo mentre 3° è giunto Jaroslaw Dabrowski (Amore & Vita), staccato di 3 minuti e 23 secondi. L'ultima, risoltasi in volata, è andata al padrone di casa Taiji Nishitani (Aisan) davanti ad Ariel Richeze (Team Nippo) e a Maksym Averin (Amore & Vita).
Parigi Roubaix U23 - Francia: Gran numero del talento lussemburghese Bob Jungels. Il corridore della Leopard Trek se n'è andato ai -30 dal traguardo ed è arrivato tutto solo. Una vittoria alla Cancellara, per intenderci. Alle sue spalle, a 2 minuti e 49 secondi, 2° il belga Yves Lampaert (EFC Omega Pharma Quickstep) e 3° il neozelandese Thomas Scully (Chipotle) mentre tutto gli altri sono giunti ancora più staccati. Giusto per segnalare l'importanza della corsa in prospettiva, l'americano Taylor Phinney ha vinto qui 2 volte nel 2010 e nel 2009.
An Post Ras - Irlanda: Successo finale per il francese Nicolas Baldo. Il corridore della Atlas, al comando della classifica dalla 5° tappa, ha preceduto in classifica Thomas Rostollan (Aix En Provence) di 13 secondi e Martin Hunal (AC Sparta) di 17 secondi. Nell'8° e ultima tappa successo allo sprint per Gediminas Bagdonas (An Post Sean Kelly), al 2° successo nella corsa, 2° il compagno di squadra Sam Bennett, 3° il polacco Marcin Bialoblocki (Node4 Giordana).
Tour de Gironde - Francia: Successo per Sylvain Pandele (Top 16) su Reinardt Janse Van Rensburg (MTN) e Simon Zahner (EKZ) nella 2° tappa. Pandele e Zahner sono partiti ai -20 km dal traguardo e sono riusciti a rimanere davanti fino al traguardo dove Pandele ha resistito al ritorno del gruppo andando a vincere. L'olandese Nick Van der Lijke (Rabobank CT), in virtù della fuga di ieri, è ancora il leader della corsa.
Race Horizon Park - Ucraina: 2° successo stagionale per l'ucraino Vitaliy Popkov. Il corridore della ISD LampGrassettore ha preceduto di 1 minuto e 39 secondi il compagno Oleksandr Martynenko e di 1 minuto e 41 secondi il corridore dell'Astana Continental Nikita Umerbekov. Una bella inizione di fiducia per Popkov, vittima nel 2010 di un grave incidente in corsa che sembrava avergli precluso l'attività agonistica.
Tour of Trakya - Turchia: 3° successo su 4 tappe per Yuri Metlushenko e vittoria anche della classifica finale. Il corridore ucraino della Konya Torku Seker Spor ha preceduto allo sprint Ali Riza Tanriverdi (Brisaspor) e Ahmet Akdilek (Salcano Arnavutkoy). In classifica generale, alle spalle di Metlushenko, 2° ancora Tanriverdi a 16 secondi mentre il 3° posto è per il nazionale rumeno Eduard Michael Grosu.
Trofeo Città di San Vendemiano (U23) - Italia: Successo in solitaria per Enrico Barbin, al suo 3° successo stagionale in gare internazionali. Ma è stato soprattutto un tripudio Trevigiani visto che il primo gruppetto inseguitore, formato da 5 unità, è stato regolato dai compagni di squadra Daniele Dall'Oste e Jakub Novak, con Francesco Manuel Bongiorno 4°, Rohan Dennis 5° e Jan Polanc 6°. Tattica di squadra perfetta visto che Barbin, uscito da solo dal gruppo in discesa, è stato ben protetto dai compagni alle sue spalle.
Giro delle Pesche Nettarine (U23) - Italia: Ultima tappa decisiva per la classifica generale e la più dura della corsa. Una fuga di 4 uomini ha caratterizzato il finale: davanti si trovavano Davide Villella (Colpack), Alessio Taliani (Futura Team) e i due favoriti per la vittoria finale, Davide Formolo (Petroli Firenze) e Pierre Paolo Penasa (Zalf Desiree Fior). Approfittando del marcamento degli altri due in lizza per la vittoria finale, Villella e Taliani si sono avvantaggiati nel finale con il primo che ha superato il secondo per il successo di tappa. La vittoria della corsa stava per decidersi agli abbuoni ma da dietro sono rientrati altri 2 Colpack, Gianfranco Zilioli e Davide Orrico, che in quest'ordine hanno tagliato il traguardo al 3° e 4° posto. In virtù della classifica di inizio tappa, Formolo ha vinto la corsa con 3 secondi su Penasa mentre 3°, ben più staccato, è arrivato Jorge Luis Abreu Soler (MgKvis Norda) a 1 minuto e 12 secondi.

domenica 27 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - De Gendt vince sullo Stelvio e rischia l'impresa rosa. 31 secondi tra Rodriguez e Hesjedal.

GIRO D'ITALIA 2012 20° TAPPA - THOMAS DE GENDT (VACANSOLEIL)

"Lo Stelvio è una salita che mi piace", "In allenamento l'ho fatta 20-30 volte". Sembrano le parole di un capitano da Grandi Giri, uno di quelli che la sanno lunga. Invece sono le considerazioni, le speranze, di Thomas De Gendt. Il belga della Vacansoleil ha preso il volo sul Mortirolo, seppur con grande difficoltà, ha sfruttato il lavoro di squadra di Matteo Carrara e, sulla sua salita, ha staccato tutti sfiorando addirittura il colpaccio di ritrovarsi in maglia rosa a una tappa dalla fine del Giro d'Italia 2012. Alle spalle di De Gendt, buonissima è stata la prova di Damiano Cunego (Lampre) e Mikel Nieve (Euskaltel), rispettivamente 2° a 56s e 3° a 2 minuti e 50s, mentre Joaquin Rodriguez (Katusha) al 4° posto è stato il primo degli uomini di classifica ad arrivare con 3 minuti e 22 secondi, poi Scarponi, Hesjedal, Gadret, Uran, Henao, Basso e Pozzovivo. La classifica si è mossa (finalmente) un po' grazie ai cosiddetti rincalzi: Rodriguez ha esteso il vantaggio su Hesjedal a 31 secondi, Scarponi è 3° a 1 minuto e 51 secondi mentre De Gendt è balzato al 4° posto a 2 minuti e 18 secondi. Seguono 5° Basso a 3m18s, 6° Cunego a 3m43s, 7° Uran a 4m52s, 8° Pozzovivo a 5m47s, 9° Nieve a 5m56s, 10° Gadret a 6m43s.
Tappa terribile con 5 GPM, Tonale, Aprica, Teglio, Mortirolo e Stelvio, con le due salite conclusive pronte (almeno si pensava) a decidere il Giro dando un grandissimo spettacolo.
Parte subito la fuga di giornata con 13 uomini tra cui Kreuziger, Caruso, Serpa, Bono, Vandevelde, Carrara, Zaugg, Amador, Losada e Frank. Il vantaggio arriva fino a circa 6 minuti ma ai piedi del Mortirolo, con il gruppo tirato dalla Colnago, si è poco sotto i 3 minuti.
Sul Mortirolo, tra i fuggitivi è Zaugg quello che sembra averne di più mentre tra gli uomini di classifica un paio di scatti di Rodriguez sembrano non far male a nessuno e si sale tutti compatti senza grandi sussulti. Ai -3 scatta De Gendt e il gruppo lo lascia andare, non ritenendolo pericoloso. Aiutato dal compagno Carrara, il belga scollina lanciandosi all'inseguimento dei fuggitivi. Il duo Vacansoleil si ricompone in discesa e Carrara riesce a portare il compagno fino alla testa della corsa, riprendendo Zaugg. Da dietro rientrano Cunego, Nieve, Izaguirre e Kangert mentre il gruppo dei capitani, rimasti senza gregari, si ferma, facendo crescere il vantaggio dei fuggitivi. De Gendt e Cunego, in ritardo di circa 6 minuti in classifica generale, iniziano a crederci e i compagni tirano per loro fino allo Stelvio dove avranno 4 minuti di vantaggio mentre dietro Vandevelde e Caruso vengono fermati e Stetina rientra per aiutare Hesjedal.
Da qui, inizia la cavalcata di De Gendt: il belga conosce la salita perfettamente e sa dove forzare e dove tirare i freni e inizia a imporre il suo ritmo. Gli ultimi a resistergli sono Nieve e Cunego ma a 13 km dal traguardo devono cedere. Nel gruppo dei migliori è Vandevelde a tirare e il vantaggio cresce a dismisura fino a raggiungere quasi 6 minuti, rendendo De Gendt vicinissimo alla maglia rosa virtuale. Dopo qualche scatto di Gadret è Hesjedal a mettersi davanti a tirare, preoccupato dal vantaggio di De Gendt, e pian piano mollano Basso e Pozzovivo. Ai 2,5 km dal traguardo se ne va Scarponi ma, come successo in quasi tutte le tappe, Rodriguez parte in vista dell'ultimo chilometro facendo il vuoto, superando Scarponi e andando a conquistare il 4° posto, staccato di 3 minuti e mezzo circa dall'eroe di giornata, De Gendt, l'uomo che ha provato a ribaltare il Giro.
Dopo Hesjedal, è De Gendt l'altra grande sorpresa che esce da questo Giro. Il corridore della Vacansoleil non ha grandissimi risultati nei Grandi Giri anche se l'anno scorso è arrivato con il gruppetto di Evans e Andy Schleck sull'Alpe d'Huez. La sua dote principale è quella di fare grandi imprese: quest'anno ha vinto una tappa alla Parigi Nizza andando in fuga al mattino insieme a Taaramae, l'ha staccato ed è arrivato con 6 minuti di vantaggio sull'estone e 9 sul gruppo, in una tappa da 220 chilometri. Ottimo cronoman, ha rischiato veramente di far saltare il banco con la sua azione, aiutato alla grande da un positivo Carrara, vero uomo squadra, e facendo il numero sullo Stelvio. Può tranquillamente arrivare 3° ma attenzione, l'ultima cronometro può regalare grandi sorprese. Sicuramente, ci ha regalato quelle emozioni che nessuno degli altri uomini di classifica ci ha dato.
L'impressione generale è che nessuno voleva perdere questo Giro. E nessuno, di contro, voleva vincerlo. Azioni agli ultimi chilometri, qualche scattino per assaggiare la forma dei rivali, tappe intere a tirare senza poi attaccare, spettacolo quasi nullo, e si arriva alla tappa decisiva con troppi uomini ancora in grado, almeno sulla carta, di vincere il Giro. Non sono bastati il Mortirolo e lo Stelvio a stuzzicare i favoriti, perché attaccare nel finale non è cercare di vincere il Giro ma solo atti dovuti, proprio non arrivare in volata a 2700m.
Rodriguez, nella mediocrità della corsa, è quello che ha fatto meglio di tutti, è tuttora in maglia rosa, non è un uomo da salite lunghe e difficili ma è uno scattista e nel Giro in cui tutti attendono il chilometro dopo per scattare (attenzione che le corse finiscono prima o poi), è riuscito a fare la differenza. Peccato per lui che sulla sua strada si sia trovato Hesjedal, sicuramente più cronoman di lui, solidissimo anche oggi sul Mortirolo e leggermente in affanno solo nel finale dello Stelvio: comprensibile per uno che scalatore non è e fino a ieri neanche uomo di classifica.
Che dire degli italiani? Scarponi ci ha provato ma le gambe sono quelle che sono, scattare quando alla vetta mancano 2,5 km serve solo per provare ad arrivare 3° in classifica generale. Basso non è stato all'altezza della sua squadra, ci ha provato ma forse la sua carriera da vincitore di Grandi Giri è finita (contento di essere smentito nel futuro). Pozzovivo ha grandi doti in salita ma non è al livello dei migliori, c'è poco altro da dire. Chi, invece, mi ha sorpreso molto è Damiano Cunego: il ruolo di vicecapitano lo ha galvanizzato, è andato spesso in fuga e anche oggi ha provato il colpaccio, conquistando comunque un 2° posto di tappa dietro il treno De Gendt e portandosi al 6° posto in classifica. Resta un corridore a metà tra grandi giri e corse di un giorno e infatti vince poco, ma questa tenacia nel tentare il risultato mi è piaciuta.
Lo Stelvio ci lascia una classifica ancora aperta con Rodriguez - Hesjedal per la maglia rosa, Scarponi - De Gendt per il 3° posto e Basso - Cunego per il 5°. Tutto si deciderà a Milano.
Prima di chiudere, merita una piccola nota la squalifica di 4 corridori a inizio tappa per aver fatto la discesa del Tonale dietro ammiraglia, tra cui Guardini. Evidentemente, non si può fare le discese dietro ammiraglia (finirebbero le corse in 10), ma se sei un campione del mondo le salite attaccato all'ammiraglia vanno bene.

RISULTATI DEL 26 MAGGIO

Giro del Belgio - Belgio: Torna al successo il campione del mondo Tony Martin. Il corridore tedesco della Omega Pharma Quickstep, vincitore dell'ultima corsa nel 2011, ha messo in fila tutti nella 4° tappa, una crono individuale di 20 km. Alle spalle di Martin, 2° Lieuwe Westra (Vacansoleil) a 46s, 3° Niki Terpstra, compagno di Martin, a 52s. Francesco Reda (Acqua & Sapone), 11°, primo degli italiani. Con questo successo Martin è diventato il nuovo leader della corsa.
Bayern Rundfahrt - Germania: Successo per il leader Michael Rogers nella 4° tappa, una crono di 26 km. Il corridore della Sky ha preceduto di 5s il compagno Richie Porte, di 16s il francese Jerome Coppel (Saur Sojasun) e di 25s Vladimir Gusev (Katusha). Rogers ha incrementato il suo vantaggio proprio su Coppel e Gusev in classifica generale. 14° Fabian Cancellara (RadioShack), al rientro dall'infortunio proprio qui in Baviera, a 1 minuto e 16 secondi.
Campionato Nazionale Cronometro - USA: Settimo titolo nazionale in carriera per David Zabriskie. Il corridore della Garmin Barracuda ha preceduto tutti a Greenville su un percorso di 33 km. Alle spalle di Zabriskie, 2° e 3° due uomini BMC, Tejay Van Garderen a 6s e Brent Bookwalter a 26s.
GP de Plumelec-Morbihan - Francia: Volata vincente per il francese Julien Simon, al 4° successo stagionale. Il corridore della Saur Sojasun ha regolato il gruppetto dei migliori precedendo Samuel Dumoulin (Cofidis) e lo spagnolo Javier Megias Leal (Team Type 1). Nella classifica della Coppa di Francia, arrivata alla 10° prova, Simon incalza Dumoulin, in vantaggio di solo 1 punto.
Tartu GP - Estonia: Dominio Endura Racing nella corsa in linea estone. Il padrone di casa René Mandri ha vinto la corsa davanti allo sloveno Blaz Furdi (Tirol), arrivato a 2s, e al compagno di squadra Paul Voss, 3° a 14s. Mandri e Furdi erano scattati sull'ultima asperità del circuito cittadino, senza che nessuno riuscisse a seguirli. Completa il successo dell'Endura Racing il 4° posto di Zakkari Dempster che ha regolato i primi inseguitori.
An Post Ras - Irlanda: Successo per il danese Lasse Norman Hansen nella 7° tappa. Il corridore della Blue Water ha attaccato il gruppo a 10 chilometri dal traguardo insieme al tedesco Kai Exner (Bike Aid), staccando il compagno di fuga all'ultimo km. Sam Bennett (An Post Sean Kelly) ha regolato il gruppo a 12 secondi mentre Nicolas Baldo (Atlas) è rimasto leader della corsa.
Tour of Japan - Giappone: 5° tappa con arrivo a Izu abbastanza impegnativa. Il successo è andato al veterano Kam-Po Wong (Hong Kong) che ha regolato i compagni di fuga. 2° e 3° il duo della Champion System Pengda Jiao e Gang Xu. Tutto sotto controllo per il duo del Team Nippo Baliani - Arredondo con il corridore italiano che ha regolato il gruppetto dei migliori. Fortunato Baliani continua a condurre in classifica su Julian Arredondo di 22s e su Jaroslaw Dabrowski (Amore & Vita) di 3 minuti e 23s.
Tour de Gironde - Francia: Dominio della Rabobank CT nella 1° tappa. Il duo formato da Nick Van der Lijke e Daan Olivier, in fuga sin dai primi chilometri, ha lasciato i compagni di fuga arrivando per primi sul traguardo con Van der Lijke che ha preceduto Olivier. 3° a 15s Fabien Fraissignes (GSC Blagnac). 5° posto per Janse Van Rensburg (MTN), evaso dal gruppo e arrivato a 50 secondi di ritardo mentre il grosso del plotone è giunto a 1 minuto.
Giro delle Pesche Nettarine (U23) - Italia: 3° tappa e altro tentativo di fuga andato in porto. Questa volta è Davide Villella (Colpack) a imporsi sugli altri 9 fuggitivi con Eric Sheppard (Generali Ballan) 2° a 2s e Mirko Trosino (Hopplà) 3° a 4s. Classifica generale invariata con Niccolò Bonifazio (Viris Maserati) 1°.

sabato 5 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - I pronostici di Parliamo di Ciclismo


Il ciclismo è così. Non capisco perché ma è così. Su di me ha un fascino al quale non riesco a resistere.
È più di un anno che questo blog è fermo. I troppi impegni avevano preso il sopravvento. Ma l’inizio del Giro d’Italia, il fascino e il profumo della corsa Rosa, hanno richiamato la mia voglia di scrivere, anzi, di “parlare” di ciclismo.
E quindi si ricomincia, un’avventura che magari durerà poco, magari il tempo di tre settimane e poi nulla più. O magari molto di più.

Ma basta con le parole, lasciamo spazio alle sensazioni.

GIRO D’ITALIA – L’ANALISI DELLA CORSA

CHI PUÒ VINCERE?

Domanda da un milioni di dollari, soprattutto vista la lista partenti di quest’anno. Un grande, grandissimo favorito non c’è. Mancano i numeri uno (Evans e Contador su tutti) e quelli che ci sono per ora non hanno dimostrato grande condizione.
Favorito d’obbligo è Michele Scarponi (Lampre), campione uscente dopo la squalifica di Contador, che non vede l’ora di mangiare l’asfalto per dimostrare che un Giro se lo merita davvero. Al suo fianco ci saranno “gregari” che definire tali è limitativo, Damiano Cunego e Diego Ulissi. Cunego potrà recitare anche un ruolo di primo piano a livello di classifica generale, con la possibilità concreta di ripetere la doppietta Basso-Nibali di 2 anni fa sul podio. Scarponi può contare su un’ottima condizione, una preparazione improntata al Giro e una squadra solida, oltre a Cunego e Ulissi, con Niemec che l’anno scorso aveva preso il posto di Szmyd come motorino inesauribile.
Favorito numero 2 è sicuramente Ivan Basso (Liquigas). Finora non ha dimostrato eccessiva brillantezza ma al Romandia ha corso nell’ombra, migliorando di giorno in giorno. Basso è un diesel, se arriverà all’ultima settimana ancora in gioco, potrebbe diventare irresistibile. Szmyd, Agnoli, Capecchi e Damiano Caruso saranno i suoi angeli custodi in salita mentre Longo Borghini l’uomo di fiducia.
Dietro i due italiani si aprono scelte e nomi affascinanti: Frank Schleck (RadioShack), John Gadret (AG2R), Roman Kreuziger (Astana), José Rujano (Androni) e Joaquim Rodriguez (Katusha).
Il lussemburghese, in forma, sarebbe favorito al pari di Scarponi, ma la sua forma (e la sua voglia) è un mistero. Inserito all’ultimo, potrà contare su una squadra solidissima in pianura e con Rohregger, Zaugg e Bakelandts in salita. Gadret ha già sopreso l’anno scorso e un Giro come quest’anno può premiarlo ancora. Insieme a Dupont potrebbe anche diventare un’insidia per il podio. Kreuziger è la scommessa più grande di quest’anno, sembra maturato e pronto a far paura per il podio, in più può contare in salita su Tiralongo, Petrov, Seeldrayers e Dyachenko, non poco. Il venezuelano Rujano al Giro si trasforma, può contare in salita su una squadra devastante (Ochoa, Rubiano, Serpa, Sella e Rodriguez) che potrebbe far saltare la corsa. Rodriguez non ha ancora dimostrato di essere un uomo di altissima classifica nei Grandi Giri e gli anni passano, ma come per Gadret potrebbe anche trovare l’ispirazione giusta quest’anno.
Il podio dovrebbe giocarsi tra gli uomini citati sopra. Sotto di loro, il primo è Domenico Pozzovivo (Colnago): ha una squadra al livello dell’Androni in salita (Brambilla e Pirazzi su tutti) e sembra essere molto convinto delle sue possibilità. Deve superare le prime tappe senza farsi male e scoraggiarsi: si può seguire lo stesso discorso di Basso, se arriva all’ultima settimana in gioco, può diventare pericoloso.
Marco Pinotti (BMC), Marzio Bruseghin (Movistar), Sandy Casar (FDJ), Ryder Hesjedal (Garmin), Juan Manuel Garate (Rabobank), Matteo Carrara (Vacansoleil) e Bartosz Huzarski (NetApp) possono giocarsi la Top 10.
Tra i giovani presenti in gara, occhi puntati su Rigoberto Uran e Sergio Henao (Sky), Mikel Nieve (Euskaltel) e il nostro Dario Cataldo (Omega Pharma): i primi 3 avranno la responsabilità di fare classifica per la prima volta e le qualità non mancano, Cataldo invece può puntare al salto di qualità, dimostrandosi un corridore da Grandi Giri e non più solo un cacciatore di tappe.

LE VOLATE

Se per la classifica generale non c’è un vero e proprio favorito assoluto, la stessa cosa non si può dire per gli sprint. Mark Cavendish (Sky), campione del mondo in carica, è il velocista più forte del mondo, ha la squadra più forte, costruita attorno a lui. Unico vero dubbio, la condizione fisica, ma il britannico ha già dimostrato più volte di saper vincere anche senza essere il più in forma.
A contrastare Cavendish ci proveranno in molti. I più accreditati sono Matthew Goss (GreenEDGE) e il duo Rabobank formato da Mark Renshaw e Theo Bos. Tutti e 3 sono usciti bene dal Giro di Turchia e hanno tutti qualcosa da dimostrare. Goss vuole dimostrare di essere all’altezza di Cavendish, Renshaw che non è solo un grandissimo apripista e Bos che può essere il migliore anche su strada.
Sembrano un gradino sotto Sacha Modolo (Colnago), Daniele Bennati (RadioShack), J.J. Haedo (Saxo Bank) e Francesco Chicchi (Omega Pharma). Modolo ha vinto poco quest’anno ma si è preparato bene per il Giro, Bennati ha dichiarato che punterà di più sulle cronometro, chissà che non faccia da apripista per il giovane Giacomo Nizzolo, Haedo insieme al fratello Lucas proverà a piazzare la zampata, mentre Chicchi sembra quello più pericoloso, soprattutto dopo una stagione finora trionfale.
Attenzione a Thor Hushovd (BMC) e Tyler Farrar (Garmin), non più molto vincenti in volata ma dotati di grande classe ed esperienza, a Manuel Belletti (AG2R), Roberto Ferrari (Androni) e Romain Feillu (Vacansoleil).
Menzione a parte per tre giovani: Andrea Guardini (Farnese Vini), Arnaud Demare (FDJ) e Alexander Kristoff (Katusha). Guardini è chiamato a fare il salto di qualità, è al suo primo Giro ma può far bene fin da subito. Demare è il campione Under 23 in carica, è fortissimo, vince anche andando in fuga, può davvero dimostrare di essere l’astro nascente degli sprint. Kristoff è un outsider, non è uno sprinter di prima fascia ma in finale nervosi e difficili può resistere e farsi trovare pronto.

ALL’ATTACCO

Il Giro di quest’anno potrà contare anche su uomini molto adatti alle classiche. Difficile dire chi potrà vincere ma sicuramente i fari di questa “categoria” sono Filippo Pozzato (Farnese Vini) e Alessandro Ballan (BMC), vincenti pochi giorni fa. Insieme a loro inserirei il duo Astana Enrico Gasparotto – Simone Ponzi, Juan Antonio Flecha (Sky), Matteo Tosatto (Saxo Bank), Oscar Gatto (Farnese) e Thomas De Gendt (Vacansoleil).
Meritano un discorso a parte Fabio Felline (Androni), Enrico Battaglin (Colnago), Elia Favilli (Farnese Vini) e Gianni Meersman (Lotto). I quattro hanno caratteristiche abbastanza simili, sono giovani, resistono benissimo in salita e hanno un’ottima volata. Felline e Meersman potrebbero regolare facilmente un gruppetto di una quarantina di atleti, Favilli può anche arrivare con i migliori in tappe più simili alle classiche del Nord, mentre Battaglin ha una sparata “alla Gilbert” che può sfruttare negli ultimi 500 metri, magari in leggera salita.
Altri nomi sparsi sono Matteo Montaguti (AG2R), Mauro Santambrogio (BMC), lo spagnolo Jon Izagirre (Euskaltel), Jens Keukeleire (GreenEDGE), Giovanni Visconti (Movistar) e il duo NetApp Cesare Benedetti – Jan Barta.

CONTRO IL TEMPO

Il prologo iniziale sarà caccia grossa per velocisti specialisti e pistard. Oltre ai già citati Bennati, lo stesso Cavendish, Hushovd e De Gendt, sono tanti i favoriti per le cronometro del Giro e per la prima maglia rosa.
Da molti viene indicato come favorito numero 1 Taylor Phinney (BMC), talento cristallino della BMC, classe ’90, ottimo proprio nei prologhi ma atleta che sembra ancora in crescita. Alle sue spalle da tenere d’occhio Alex Rasmussen (Garmin) e Jack Bobridge (GreenEDGE), pistard che su una cronometro breve possono diventare imbattibili, specialmente il primo che gioca in casa. Non dimentichiamoci di altri specialisti come Geraint Thomas (Sky, forse troppo sottovalutato), Gustav Erik Larsson (Saxo Bank) e dei giovani Michal Kwiatkowski (Omega Pharma) e Jesse Sergent (Radioshack).
L’Italia, oltre a Pinotti e Bennati, schiera Adriano Malori (Lampre), più adatto a vincere la cronometro finale rispetto al prologo, ma sicuramente uomo adatto alle prove contro il tempo di qualsiasi lunghezza.

COSA VEDREMO?

Battaglia, tutti i giorni. Non essendoci favoriti certi, gli attacchi dovrebbero essere all’ordine del giorno, in salita, in pianura, in discesa. Lo spettacolo non mancherà, questo è certo.
Gli uomini copertina, per vari motivi, sono Scarponi, Basso, Cavendish e Frank Schleck. I primi due sembrano i favoriti per la classifica finale, Cavendish l’uomo da battere nelle volate, Schleck l’outsider dell’ultima ora: ricorda un po’ quel Contador arrivato al Giro per caso che si è ritrovato vincitore a Milano. Altra stoffa, lo ammetto, ma le sorprese sono sempre gradite e affascinanti.

giovedì 24 febbraio 2011

Giro di Sardegna, 3°tappa e maglia per Sagan della Liquigas, battuti Serpa e Cunego


Lo slovacco Peter Sagan ha vinto la terza tappa del Giro di Sardegna superando allo sprint un gruppetto di una ventina di corridori che sono riusciti a rimanere nel gruppo di testa tirato a tutta dalla Liquigas. Sagan ha preceduto i rivali delle prime due tappe, il colombiano José Serpa dell'Androni e Damiano Cunego della Lampre, timbrando il secondo successo nella manifestazione. Sagan ora conduce la classifica generale con 4 secondi su Cunego e 6 secondi su Serpa.

ORDINE D'ARRIVO
1° Peter Sagan (Svk) Liquigas
2° José Serpa (Col) Androni Giocattoli s.t.
3° Damiano Cunego (Ita) Lampre ISD s.t.
4° Emanuele Sella (Ita) Androni Giocattoli s.t.
5° Ben Hermans (Bel) RadioShack s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Peter Sagan (Svk) Liquigas
2° Damiano Cunego (Ita) Lampre ISD a 4''
3° José Serpa (Col) Androni Giocattoli a 6''
4° Emanuele Sella (Ita) Androni Giocattoli a 17''
5° Ben Hermans (Bel) RadioShack a 22''

mercoledì 23 febbraio 2011

Giro di Sardegna, 2°tappa a Cunego, sua anche la maglia di leader



L'italiano Damiano Cunego ha vinto la seconda tappa del Giro di Sardegna regolando in volata un gruppetto di 11 corridori rimasti davanti dopo la selezione sulla salita finale. Il corridore della Lampre ha preceduto nettamente il duo dell'Androni Giocattoli formato dal colombiano José Serpa e da Emanuele Sella. Per Cunego si tratta della prima vittoria stagionale.
In classifica Cunego ora ha 2 secondi sul vincitore di ieri, lo slovacco Peter Sagan della Liquigas, e 4 secondi su Serpa.

ORDINE D'ARRIVO
1° Damiano Cunego (Ita) Lampre ISD
2° José Serpa (Col) Androni Giocattoli a 2''
3° Emanuele Sella (Ita) Androni Giocattoli s.t.
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas s.t.
5° Ben Hermans (Bel) RadioShack s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Damiano Cunego (Ita) Lampre ISD
2° Peter Sagan (Svk) Liquigas a 2''
3° José Serpa (Col) Androni Giocattoli a 4''
4° Emanuele Sella (Ita) Androni Giocattoli a 8''
5° Eros Capecchi (Ita) Liquigas a 12''

mercoledì 14 luglio 2010

Tour de France 2010, impresa di Casar nel tappone alpino, Schleck per la prima volta maglia gialla

Il francese Sandy Casar ha vinto la nona tappa del Tour de France 2010 dopo aver coronato una fuga iniziata sin dai primi chilometri di tappa. Il corridore della Francaise des Jeux ha preceduto sul traguardo lo spagnolo Luis Leon Sanchez Gil della Caisse d'Epargne e l'italiano Damiano Cunego della Lampre Farnese Vini che insieme a Casar erano andati via a inizio frazione. Per Casar si tratta della prima vittoria stagionale ma è soprattutto il terzo successo di tappa al Tour de France in carriera.
La frazione ha dato una scossa notevole alla classifica generale visto che sul Col de la Madeleine, quinta salita di giornata di Hors Categorie, gli uomini di classifica si sono dati battaglia. E dalla lotta i due combattenti usciti vincitori sono risultati Andy Schleck della Saxo Bank e Alberto Contador dell'Astana. Il lussemburghese e lo spagnolo hanno battagliato lungo tutta la salita, prima mettendo alla frusta i propri gregari, poi con scatti a ripetizione soprattutto dell'uomo Saxo. Constatato che nessuno si staccava, i due hanno deciso di collaborare per guadagnare il più possibile sugli avversari. Alle spalle dei due grandi campioni è giunto l'uomo che non ti aspetti, quel Samuel Sanchez dell'Euskaltel che aveva dimostrato qualche sprazzo nelle corse a tappe ma che non aveva mai avuto continuità. E' stato l'unico a tenere a tiro la coppia di testa e in discesa ha sfruttato le sue doti arrivando a pochi secondi da Contador e Schleck, ma da solo nel tratto pianeggiante ha perso ancora tutto il vantaggio accumulato. Buona prestazione della coppia Rabobank Menchov-Gesink che ha limitato i danni mentre Leipheimer si è dimostrato un uomo su cui puntare per la RadioShack. Ma purtroppo, la delusione più grande è arrivata proprio da un italiano, dall'uomo di punta per le grandi corse a tappe, da un Ivan Basso che non è riuscito a stare con i più forti e si è trascinato su e giù dalla Madeleine nel tentativo di non uscire di classifica: risultato acquisito, ma 5 minuti di ritardo iniziano a essere tanti anche per un eventuale podio. Da sottolineare anche le debacle di Wiggins e Sastre mentre Evans è uscito di classifica con onore, visto che ha corso tutta la tappa con un gomito rotto.

LA CRONACA
La nona tappa si poteva considerare come il tappone alpino di quest'anno con 5 salite di categoria. Dopo una prima ascesa di quarta categoria, la corsa è passata su Colombiere, Aravis e Saisies prima di arrivare al Col de la Madeleine, poi una lunga discesa e il tratto pianeggiante prima dell'arrivo. Dopo pochissimi chilometri un drappello di 10 uomini è andato in fuga, composto da Jens Voigt della Saxo Bank, Cyril Gautier e Anthony Charteau della Bbox Bouygues Telecom, Luis Leon Sanchez, José Ivan Gutierrez e Christophe Moreau della Caisse d'Epargne, Sandy Casar della Francaise des Jeux, Rinaldo Nocentini dell'Ag2r e Johannes Frohlinger della Milram. Sulla salita della Colombiere all'inseguimento si sono portati Damiano Cunego della Lampre e Rein Taaramae della Cofidis che hanno ripreso il drappello sulla successiva discesa, mentre Hushovd perdeva contatto a causa di una caduta. Il gruppo, tirato dalla BMC, ha lasciato fare e il vantaggio è salito fino a 6 minuti e 30 secondi. La situazione non è cambiata fino alla Madeleine quando a provarci per primo è stato Alexandre Vinokourov dell'Astana. L'attacco del kazako è stato soltanto il preludio dell'azione di squadra dell'Astana che con Navarro e Tiralongo hanno selezionato il gruppo prima dell'inizio dei fuochi d'artificio. Ripreso Vinokourov, a circa 40 dall'arrivo, Schleck ha lanciato il primo attacco seguito soltanto da Contador e da Samuel Sanchez, mentre tutti gli altri non sono riusciti a rispondere. Sotto i continui attacchi di Schleck, Samuel Sanchez si è staccato pur rimanendo abbastanza vicino al duo dei grandi favoriti del Tour. In cima alla Madeleine Cunego, Casar, Sanchez e Charteau sono passati in testa con Contador e Schleck a 2 minuti e 11 secondi mentre tutti gli altri inseguivano a grande distanza. Il quartetto di testa ha proseguito compatto fino al traguardo ma la velocità è irrimediabilmente calata visto che soprattutto Cunego e Sanchez saltavano qualche cambio e per Schleck e Contador, che nel frattempo avevano ripreso Moreau, non è stato difficile rientrare su di loro all'ultimo chilometro. Schleck ha proseguito nella sua azione tirando a tutta per guadagnare più secondi possibili ma è stato Casar ai 400 metri dal traguardo a lanciare una lunga volata sorprendendo i più rapidi Sanchez e Cunego. Tutti gli altri big sono arrivati alla spicciolata al traguardo con Samuel Sanchez, autore di una grande prova in discesa, a 52 secondi, Joaquim Rodriguez, Leipheimer, Menchov e Gesink a 2 minuti e 7 secondi e Basso e Armstrong a 2 minuti e 50 secondi. Ritardi più pesanti per Kreuziger, Vinokourov e Kloden, giunti a quasi 4 minuti, mentre Sastre e Wiggins sono giunti al traguardo con quasi 5 minuti di ritardo. Evans ha concluso la sua sofferenza a 8 minuti, scrivendo comunque un'altra pagina eroica del ciclismo al Tour.
La classifica generale ha subito i primi veri scossoni: Andy Schleck conduce con 41 secondi su Contador, 2 minuti e 45 su Samuel Sanchez, 2 minuti e 58 su Menchov e 3 minuti e 31 sul sorprendente Jurgen Van den Broeck. Seguono poi Leipheimer, Gesink, Luis Leon Sanchez, Joaquim Rodriguez e Ivan Basso, staccato di 5 minuti e 9 secondi. Grande soddisfazione per Andy, alla prima maglia gialla in carriera, mentre per Basso la strada si fa tutta in salita.

ORDINE D'ARRIVO
1° Sandy Casar (Fra) Francaise des Jeux
2° Luis Leon Sanchez Gil (Esp) Caisse d'Epargne s.t.
3° Damiano Cunego (Ita) Lampre - Farnese Vini s.t.
4° Christophe Moreau (Fra) Caisse d'Epargne a 2''
5° Anthony Charteau (Fra) Bbox Bouygues Telecom s.t.
6° Alberto Contador (Esp) Astana s.t.
7° Andy Schleck (Lux) Team Saxo Bank s.t.
8° Samuel Sanchez (Esp) Euskaltel - Euskadi a 52''
9° Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha a 2'07''
10° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack s.t.
11° Robert Gesink (Ned) Rabobank s.t.
13° Denis Menchov (Rus) Rabobank a 2'10''
15° Ivan Basso (Ita) Liquigas - Doimo a 2'50''
18° Lance Armstrong (Usa) Team RadioShack s.t.
19° Roman Kreuziger (Cze) Liquigas-Doimo a 3'48''
20° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana s.t.
21° Andreas Kloden (Ger) Team Radioshack s.t.
27° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 4'55''
30° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional s.t.
32° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia s.t.
42° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 8'09''

CLASSIFICA GENERALE
1° Andy Schleck (Lux) Team Saxo Bank
2° Alberto Contador (Esp) Astana a 41''
3° Samuel Sanchez (Esp) Euskaltel - Euskadi a 2'45''
4° Denis Menchov (Rus) Rabobank a 2'58''
5° Jurgen Van Den Broeck (Bel) Omega Pharma-Lotto a 3'31''
6° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 3'59''
7° Robert Gesink (Ned) Rabobank a 4'22''
8° Luis Leon Sanchez (Esp) Caisse d'Epargne a 4'41''
9° Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha a 5'08''
10° Ivan Basso (Ita) Liquigas-Doimo a 5'09''
11° Roman Kreuziger (Cze) Liquigas-Doimo a 5'11''
12° Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions a 5'42''
13° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 6'31''
14° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia a 7'04''
15° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'13''
16° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 7'18''
18° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 7'47''
31° Lance Armstrong (Usa) Team Radioshack a 15'54''

mercoledì 30 giugno 2010

Tour de France 2010. Presentazione delle squadre: Lampre Farnese Vini (Ita)

14° PUNTATA: LAMPRE FARNESE VINI
Dimenticata la delusione per un Giro d'Italia anonimo e senza neanche una vittoria, la Lampre Farnese Vini si presenta a questo Tour de France con ambizioni soltanto per le vittorie parziali. La presenza di Damiano Cunego potrebbe far pensare a un tentativo del corridore veneto di fare classifica ma dopo la pessima prestazione al Giro Cunego cercherà di vincere una tappa visto che in questa stagione gli è ancora mancato il successo. Per le volate la Lampre porta tre corridori di valore come Alessandro Petacchi, Danilo Hondo e Mirco Lorenzetto. Il campione spezzino proverà a rivincire una tappa al Tour dopo il trionfale 2003 in cui vinse ben quattro tappe e Hondo e Lorenzetto lo aiuteranno a portarlo davanti negli sprint. La presenza di Grega Bole, altro ottimo velocista, potrebbe anche far pensare allo sloveno come velocista nel caso in cui Petacchi non fosse in grado di disputare una grande volata ma probabilmente a lui sarà affidato il compito di andare in fuga, insieme ai giovani Francesco Gavazzi e Simon Spilak. Gavazzi è un ottimo sprinter e in un arrivo ristretto può dire la propria mentre Spilak è un corridore completo, veloce, resistente in salita e sul passo ed è uno dei corridori del futuro della Lampre. Occhi puntati anche su Adriano Malori, il giovanissimo campioncino italiano classe '88 che potrà già dire la propria nelle cronometro ma che soprattutto farà esperienza.

In sintesi
Le speranze per la Lampre di vincere qualche tappa sono alte ma tutto dipenderà dalla condizione dei propri campioni. Cunego e Petacchi sono delle garanzie ma quest'anno, per motivi diversi, non hanno ancora inciso nelle gare importanti. Più probabile vedere Cunego vincere una tappa che Petacchi ma lo spezzino è velocista di razza e potrebbe regalare una sorpresa. Spilak, Bole e Gavazzi sono corridori vincenti e possono trovare un importante successo nelle tappe dedicate alle fughe. C'è molto interesse intorno a Malori, promessa del ciclismo italiano per le corse a tappe.

Iscritti
- Grega Bole (Slo) 1985
Miglior piazzamento al Tour de France: Esordiente. Vincitore di un GP Kranj, un GP Nobili Rubinetterie, una tappa al Criterium del Delfinato e una Liegi Bastogne Liegi Under 23.
- Damiano Cunego (Ita) 1981
Miglior piazzamento al Tour de France: 11° nel 2006. 2° nell'arrivo dell'Alpe d'Huez al Tour 2006. Vincitore del Giro d'Italia 2004, tre volte il Giro di Lombardia, un'Amstel Gold Race, tre volte il Giro del Trentino e due volte la Settimana Coppi & Bartali.
- Mauro Da Dalto (Ita) 1981
Miglior piazzamento al Tour de France: Esordiente. Nessuna vittoria da professionista, 3° in una tappa del Giro di Germania nel 2008.
- Francesco Gavazzi (Ita) 1984
Miglior piazzamento al Tour de France: Esordiente. Vincitore di una Rund um Die Nurnberger, di una tappa alla Vuelta al Pais Vasco e di una tappa al Giro di Sardegna.
- Danilo Hondo (Ger) 1974
Miglior piazzamento al Tour de France: 104° nel 2002. 3° nell'arrivo di Parigi al Tour 2004. Vincitore di un campionato nazionale in linea nel 2002, di due tappe al Giro d'Italia nel 2001, di un GP Beghelli nel 2004 e di una Omloop van de Vlaamse Scheldeboorden nel 2006.
- Mirco Lorenzetto (Ita) 1981
Miglior piazzamento al Tour de France: Esordiente. Vincitore di un Giro del Friuli, di due tappe del Giro di Sardegna e di una tappa al Giro del Mediterraneo.
- Adriano Malori (Ita) 1988
Miglior piazzamento al Tour de France: Esordiente. Vincitore della cronometro ai campionati europei e mondiali nel 2008, della cronometro ai Giochi del Mediterraneo nel 2009 e di due Chrono Champenois.
- Alessandro Petacchi (Ita) 1974
Miglior piazzamento al Tour de France: 97° nel 2001. Vincitore di 4 tappe nel 2003. Vincitore di 17 tappe al Giro d'Italia, di 14 tappe alla Vuelta a Espana, di una Milano Sanremo, di una Parigi Tours e di una Scheldeprijs Vlaanderen.
- Simon Spilak (Slo) 1986
Miglior piazzamento al Tour de France: 108° nel 2009. 39° nell'arrivo di Bourg Saint Maurice al Tour 2009. Vincitore di una Cote Picarde nel 2007 e di una tappa e della classifica finale del Giro di Romandia nel 2010.

Vittorie nel 2010 - 13
2° e 4° tappa Giro della Provincia di Reggio Calabria (Petacchi), GP Costa degli Etruschi (Petacchi), 1° tappa Giro di Sardegna (Gavazzi), 3° tappa Giro di Sardegna (Petacchi), 4° tappa Giro di Sardegna (Hondo), 3° tappa Giro dei Paesi Baschi (Gavazzi), 4° tappa e classifica finale Giro di Romandia (Spilak), 1° tappa Criterium del Delfinato (Bole), 4° tappa Giro di Svizzera (Petacchi), 1° e 2° tappa Giro di Slovenia (Bole)

sabato 15 maggio 2010

Giro d'Italia. A Montalcino trionfo per Evans, tonfo per Nibali, in rosa ancora Vinokourov

Un campione del mondo che vince sotto una fitta pioggia una corsa dura, tremenda e, quindi, affascinante, non si vedeva da qualche anno. Le immagini di oggi appartengono a un tempo che non c'è più, a quando il ciclismo era una corsa prima di tutto contro te stesso e soltanto dopo contro gli altri. Oggi non contavano le squadre, non contavano le tattiche, contava andare più forte degli altri, resistere al fango e alla pioggia, e in queste condizioni soltanto i grandi campioni potevano vincere. Cadel Evans, il campione del mondo in carica, ha vinto la settima tappa del Giro d'Italia dopo una prova eroica sulle strade bianche, mai state meno candide come oggi, superando in un lungo sprint sullo strappo finale di Montalcino l'italiano Damiano Cunego della Lampre e il kazako Alexandre Vinokourov dell'Astana. I corridori di testa hanno fatto la differenza nei tratti sterrati della corsa, soprattutto nel tratto in salita del secondo settore che raggiungeva punte fino al 16%, provocando un deciso scossone alla classifica generale. I primi sconfitti, infatti, sono i due capitani della Liquigas, Vincenzo Nibali e Ivan Basso, con entrambi caduti poco prima dell'ingresso nello sterrato e arrivati insieme a 2 minuti. Ancora più sconfitto è Carlos Sastre, giunto a più di 5 minuti e a meno di miracoli fuori dalla lotta per la classifica generale. Generosa prova di Stefano Garzelli, giunto a 30 secondi dai primi, e Michele Scarponi, caduto insieme a Nibali ma capace di rilanciarsi all'inseguimento arrivando a circa 1 minuto di ritardo, compiendo una vera e propria impresa.
La tappa è iniziata subito non sotto i migliori auspici visto le condizioni atmosferiche che avrebbero reso quasi impraticabili i tratti di sterrati. Non sono partiti Marzio Bruseghin della Caisse d'Epargne ed Eros Capecchi della Footon - Servetto, entrambi vittime di cadute in Olanda e non in grado di proseguire. Il gruppo a inizio tappa non ha lasciato scampo ai tentativi di fuga, tirato dalla Katusha di un combattivo Pozzato. Ma alla fine, dopo 85 chilometri, in due sono riusciti a evadere, cioè Rick Flens della Rabobank e Nicki Sorensen della Saxo Bank. I fuggitivi hanno guadagnato parecchio vantaggio, arrivato fino a 9 minuti visto che il plotone non aveva paura di due corridori al comando. Dopo aver ripreso un po' di fiato, la Katusha si è rimessa davanti e il vantaggio dei fuggitivi è iniziato a diminuire drasticamente. Quando si è messa davanti anche l'Acqua & Sapone, la fuga è stata neutralizzata. Sul GPM del Passo di Rospatoio ci ha provato Dario Cioni del Team Sky, ma l'attacco non è andato a buon fine, con il gruppo, ormai ridotto a una quarantina di unità, subito alle sue spalle. Il primo momento decisivo della tappa è arrivato a 32 chilometri dall'arrivo quando Scarponi è caduto in una curva in discesa e ha tirato dietro di sé anche Nibali, Basso e Valerio Agnoli, tagliando fuori in pratica tutta la Liquigas. Basso è subito ripartito mentre Nibali, un po' più contuso, è ripartito con più difficoltà insieme a gran parte della Liquigas. Nei chilometri successivi, visto che Basso si è ritrovato a metà strada tra il gruppo di testa e Nibali, ha deciso di aspettare la maglia rosa e di proseguire insieme. Il distacco di Nibali è subito salito a 1 minuto e 20 secondi mentre davanti in cinque hanno provato subito ad approfittarne, Thomas Rohregger e Linus Gerdemann della Milram, Jan Bakelandts dell'Omega Pharma Lotto, Garzelli e Vinokourov. All'inizio del tratto di sterrato ci ha provato Gerdemann che è stato quasi subito ripreso dagli altri attaccanti, mentre alle loro spalle si era formato un gruppetto di una ventina di corridori con tutti i favoriti. Nibali inseguiva già a 1 minuto e 20 secondi mentre Carlos Sastre era già più indietro, in grande difficoltà. Durante il primo tratto di sterrato il gruppetto di testa si è ricompattato, con tutti i favoriti davanti, tra cui Vinokourov, Evans, Garzelli, Cunego, Karpets e molti uomini forti in questo genere di corsa. Grazie all'aiuto dei compagni, le squadre di Vinokourov e Garzelli tenevano alta l'andatura, impedendo di fatto il rientro di Nibali, che intanto aveva ripreso Basso ed era insieme anche a Scarponi e Sastre. Finito il primo tratto di sterrato Cunego ha provato un attacco senza guadagnare tanto, ma il vero attacco è arrivato nel tratto in salita del secondo sterrato, dove Vinokourov ha lanciato la sua offensiva portandosi dietro il solo Evans. Grazie a un'altra grande azione Cunego è riuscito a riportarsi sui due di testa portandosi dietro Garzelli, John Gadret dell'Ag2R, David Arroyo della Caisse d'Epargne e Marco Pinotti dell'HTC - Columbia, quando al traguardo mancavano 10 chilometri. Dietro Scarponi si era lanciato in un inseguimento solitario che è terminato riuscendo a riprendere e superare il gruppetto degli inseguitori. Nibali e Basso erano sempre segnalati a circa 1 minuto e 40 secondi di ritardo, con la maglia rosa che sembrava più in palla del suo compagno, dimostrato anche dal fatto che Nibali ha dovuto aspettare Basso un paio di volte in salita. A 9 chilometri dall'arrivo, quando il vantaggio stava iniziando a diminuire, un altro attacco di Vinokourov ha selezionato il gruppetto di testa con i soli Evans e Arroyo in grado di seguirlo. Sull'ultimo tratto di salita in asfalto un'azione di Cunego ha riportato compatta la fuga, ma Vinokourov è ripartito un'altra volta con Evans e Cunego a ruota, Pinotti e Arroyo poco dietro e Garzelli e Gadret staccati e in difficoltà. A 2 chilometri dall'arrivo Pinotti e Arroyo sono riusciti a rientrare ma era chiaro che la frazione se la giocavano in tre. Dopo una curva sbagliata in discesa da Evans, Cunego è ripartito all'attacco, prendendo in testa la salita finale in ciottolato che conduceva al traguardo. Evans ha subito ripreso e superato Cunego con Vinokourov a ruota e Pinotti e Arroyo più staccati. Entrati negli ultimi 300 metri in salita in asfalto, Evans sembrava voler solamente tirare per guadagnare più secondi possibili mentre Cunego sembrava aspettare il momento giusto per scattare, ma non aveva fatto i conti con la forza dell'australiano e lo strappetto che risultava ancora più tremendo dopo una corsa del genere, perdendo contatto da Evans. Il campione del mondo poteva così arrivare a braccia alzate davanti a Cunego e Vinokourov, con il kazako nuova maglia rosa.

Qualche considerazione generale sulla tappa e sull'attuale classifica. Già detto delle magnifiche prove di Evans, Cunego, Vinokourov, Garzelli e Scarponi, è comunque da sottolineare lo sforzo di cercare di limitare i danni di Basso e Nibali, che non hanno più la maglia ma non sono arrivati neanche a 5 minuti come uno spento Sastre. Mi sono piaciuti particolarmente due giovani, il colombiano Sarmiento dell'Acqua & Sapone, arrivato nono poco dietro a Scarponi, e l'australiano Richie Porte della Saxo Bank, che ha provato a rimanere in classifica arrivando poco prima del duo Liquigas.
In classifica generale l'unico che ha un buon vantaggio sugli altri è Vinokourov, mentre tra Evans e Scarponi ci sono praticamente due minuti, il che rimette tutti in gioco per il podio e la vittoria finale del Giro. Sarà tutta da seguire la tappa di domani con l'arrivo sul Terminillo perché qualcuno potrebbe accusare la fatica di oggi e perdere terreno, mentre altri avranno voglia di lottare ancora e provare a riguadagnare terreno. Mancheranno i grandi nomi a questo Giro, ma le emozioni sono altissime in ogni tappa.

ORDINE D'ARRIVO
1° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team
2° Damiano Cunego (Ita) Lampre - Farnese Vini a 2''
3° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana s.t.
4° Marco Pinotti (Ita) Team HTC - Columbia a 6''
5° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 12''
6° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 27''
8° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli a 1'01''
11° David Millar (Gbr) Garmin Transitions a 1'11''
14° Vladimir Karpets (Rus) Katusha a 1'18''
17° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 2'00''
18° Ivan Basso (Ita) Liquigas - Doimo a 2'05''
37° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 5'20''

CLASSIFICA GENERALE
1° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana
2° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 1'12''
3° David Millar (GBr) Garmin - Transitions a 1'29''
4° Vladimir Karpets (Rus) Team Katusha a 1'30''
5° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 1'33''
6° Marco Pinotti (Ita) Team HTC - Columbia a 1'40''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 1'48''
8° Ivan Basso (Ita) Liquigas - Doimo a 1'51''
11° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 2'47''
12° Damiano Cunego (Ita) Lampre a 3'08''
13° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli a 3'09''
24° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'06''

sabato 8 maggio 2010

Giro d'Italia 2010, i superpronostici di Parliamo di Ciclismo

Ormai ci siamo, la 93° edizione del Giro d'Italia partirà tra qualche ora da Amsterdam, quando il tedesco Matthias Russ della Milram inizierà la sua avventura nella corsa rosa. Fare un'analisi completa e approfondita dei partecipanti al Giro è difficile, infatti grazie a un lavoro minuzioso e preciso ho già creato una scheda per tutte le 22 squadre partecipanti. Qui, cercherò di fare un sunto, una sintesi delle analisi sulle squadre rapportate al valore anche degli altri partecipanti, cercando di dare il più possibile un pronostico certo.

Classifica Generale
Non ci sono i nomi più grandi per le grandi corse a tappe ma proprio per questo motivo la vittoria del Giro diventa più difficile da immaginare e si aprono varie soluzioni. Parto con tre nomi, i tre candidati per la vittoria finale e per il podio che, ahimé, sono tutti stranieri: Cadel Evans della BMC, Carlos Sastre della Cervelo e Alexandre Vinokourov dell'Astana. Evans è probabilmente il corridore più forte e regolare in corsa, a cronometro si difende alla grande, su salite non troppo lunghe riesce anche a fare la differenza e difficilmente si stacca. La forma c'è e l'abbiamo vista nella settimana delle Ardenne, ma il grande punto interrogativo è la sua squadra: la BMC non sembra essere all'altezza di portare il proprio capitano a Verona con la maglia rosa. Provo a immaginare un attacco combinato degli altri capitani con Evans in maglia e sarebbe sicuramente da solo a tirare per andare a riprenderli. Sastre è la mia seconda scelta, in salita ha dei numeri importanti, ha dalla sua parte anche la cronoscalata a Plan de Corones e, come già visto l'anno scorso, nell'ultima settimana diventa quasi imprendibile per tutti. La squadra c'è ed è solida, ha anche qualche buon gregario in salita (su tutti Xavier Tondo) e può veramente far bene. Vinokourov è una provocazione perché non si sa bene quanto può resistere sulle tre settimane, ma il kazako sta benissimo, è convinto e voglioso di far bene, ha dalla sua una grande squadra con gregari come Tiralongo, Stangelj e Grivko e, se non avrà giornate nere, può tranquillamente puntare al podio. Non ci sono lunghe cronometro che potrebbero favorirlo ulteriormente ma mi aspetto comunque un Vinokourov aggressivo.
Dopo aver elencato il mio podio, passiamo a chi può puntare ad arrivare tra i primi 5: Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone, Michele Scarponi dell'Androni Giocattoli, Christian Vandevelde della Garmin, Ivan Basso della Liquigas, Vladimir Karpets della Katusha. Garzelli ha dimostrato l'anno scorso di poter ancora far bene in un Giro d'Italia. Siamo a 10 anni dal suo successo nella corsa rosa, ma dalla sua Stefano ha una grande combattività, un grande senso tattico e tanta esperienza e sempre questa gran voglia di far bene. La squadra è solida e forte, con un uomo in più come Francesco Masciarelli (del quale parleremo dopo). Un posto nei 5 non è un miraggio. Il discorso è simile anche per Scarponi, se vorrà puntare alla classifica generale può decisamente puntare ai primi 5 posti, non si stacca facilmente in salita e, anzi, può fare anche la differenza, ha una squadra eccezionale in salita e a cronometro non perde tantissimo. Se ci proverà, potrebbe essere la sorpresa del Giro. Vandevelde si è sempre piazzato bene negli ultimi anni al Tour de France quindi se è venuto a far classifica può puntare in alto. In salita si difende alla grande e a cronometro è più forte di tutti gli altri contendenti (escluso Vino), in più ha una squadra fortissima in pianura che potrebbe fargli guadagnare secondi preziosi (e magari la maglia rosa) nella cronosquadre. Basso non sta attraversando il suo miglior momento di forma, al Romandia si staccava da tanti corridori e non era brillante a cronometro. La Liquigas è forte, c'è anche un Nibali in più e un Pellizotti in meno che lo rendono quasi l'unico capitano, ma se non ci sono le gambe, c'è poco da fare. Credo che nell'ultima settimana lo vedremo comunque con i primi. Karpets ha chiesto alla Katusha di fare il Giro perché si sentiva bene e il suo obiettivo sono i primi 5 posti. La squadra è molto forte su ogni terreno e il russo sembra aver ritrovato un po' di smalto dopo anni di promesse non mantenute. Potrebbe essere la stagione della definitiva maturazione e al Giro lo potrà dimostrare.
Corrono per i primi 10 posti in classifica o, comunque, sono da tenere d'occhio per la classifica, José Serpa dell'Androni, Marzio Bruseghin della Caisse d'Epargne, Domenico Pozzovivo della Colnago, Damiano Cunego della Lampre, Vincenzo Nibali della Liquigas, Daniel Moreno dell'Omega Pharma Lotto, Bradley Wiggins della Sky, Giampaolo Caruso della Katusha e Linus Gerdemann della Milram. Serpa correrà in appoggio a Scarponi ma, se l'italiano non ce la farà, diventerà lui il capitano. Forte in salita, solido a cronometro, può puntare ai primi 10 posti e chissà, magari anche a qualcosa di più. Bruseghin è un combattente, a cronometro è forte, in salita cerca sempre di tenere e un posto nei 10 è alla sua portata. Difficile rivederlo sul podio ma niente è impossibile con Marzio. Pozzovivo cercherà di dare spettacolo sulle salite, provando a vincere una tappa e a piazzarsi bene in classifica generale. Anche per lui, un posto nei 10 è un buon risultato. Cunego è sempre un oggetto misterioso. Potrebbe puntare alle tappe e allora in classifica non ci sarà proprio, oppure potrebbe puntare a far bene e a provare a vincere questo Giro, ma in questo caso non lo vedo comunque tra i primi 5. Nibali è un'incognita, domenica era al mare a riposarsi e oggi è alla partenza di una corsa di tre settimane. Se non farà classifica, sarà una spalla importante per Basso o una scheggia impazzita in montagna. Moreno è un corridore da scoprire, ha fatto bene alla Vuelta l'anno scorso e dovrebbe far classifica qua al Giro, non si scopre quasi mai e per questo riesce ad arrivare alla fine tra i primi. Wiggins ha dichiarato che non penserà alla classifica, ma se si troverà nelle condizioni di farlo non credo che si tirerà indietro. Io lo vedo comunque tra i 10, se aumenterà la sua condizione e soprattutto la sua convizione potrebbe puntare al podio. Caruso è stato comprato dalla Katusha per fare il capitano al Giro ma l'arrivo di Karpets lo degrada a vicecapitano. Un posto nei 10 non è un miraggio ma la condizione non sembra essere quella dell'anno scorso. Gerdemann riproverà a fare classifica in una corsa a tappe, un posto nei 10 potrà anche conquistarlo ma non prevedo grandi azioni da parte sua. Le qualità ci sono, magari potrebbe essere una piacevole sorpresa.

Sprinter
Le volate di questa edizione 2010 del Giro d'Italia saranno combattute e molto affollate, visto la presenza di tanti velocisti di livello e di tante squadre con dei treni molto forti. Una spanna sopra tutti sembra essere André Greipel dell'HTC - Columbia. Il tedesco sta dimostrando negli ultimi anni di essere l'unico vero antagonista di Mark Cavendish. La squadra a sua disposizione è creata attorno a lui e non sarà impossibile vederlo vincere tutti gli sprint a disposizione. Poco più sotto stanno Tyler Farrar della Garmin e Alessandro Petacchi della Lampre. Farrar ha la squadra anche più forte dell'HTC, con due alfieri come Julian Dean e Murilo Fischer tutti per lui, e potrà insidiare Greipel nelle volate pianeggianti. Stessa cosa per Petacchi che probabilmente ha il più forte ultimo uomo tra tutti, Danilo Hondo. Le volate di gruppo sono il suo pane e potrebbe sorprendere Greipel come ha fatto l'anno scorso con Cavendish. Ancora più sotto troviamo Graeme Brown della Rabobank, velocista principale della Rabobank dopo che Freire ha dato forfeit, Gregory Henderson della Sky, migliorato molto negli ultimi anni e con una squadra molto forte con Chris Sutton ultimo uomo, Robbie McEwen della Katusha, uno dei più vincenti velocisti di sempre e intenzionato a far bene, e Baden Cooke della Saxo Bank che potrà contare anche sul giovane Michael Morkov (il suo "gemello" Alex Rasmussen sta già facendo sfracelli altrove) e sul più piccolo degli Haedo, Lucas Sebastian. Cercheranno di inserirsi negli sprint anche il nostro Alberto Loddo dell'Androni, pronto per le volate di potenza, Leonardo Duque della Cofidis, temibile soprattutto negli arrivi ristretti e in leggera salita, i francesi William Bonnet della Bbox e Sebastien Hinault dell'Ag2R, in cerca di piazzamenti e di qualche sorpresa, Michele Merlo della Footon, venuto a fare esperienza, Fabio Sabatini della Liquigas, diventato il miglior velocista della Liquigas dopo l'abbandono di Bennati, Robert Forster della Milram, già vincitore anni fa al Giro, e Wouter Weylandt, giovane speranza del ciclismo belga che potrebbe sorprendere in qualche volata. Discorso a parte lo merita Sacha Modolo della Colnago, alla sua prima grande corsa a tappe in carriera nel suo primo anno da professionista, dopo il quarto posto alla Sanremo da lui ci si aspettano grandi cose e non è escluso che arrivino. Una vittoria sarebbe veramente un grande trionfo.

Montagna
Buoni scalatori, ottimi gregari, seconde linee per la classifica generale: c'è un po' di tutto in questa categoria, corridori che faranno la loro corsa provando a vincere una tappa, ad aiutare i propri capitani o a inserirsi per la lotta al vertice. Gilberto Simoni non è sicuramente venuto in gita al Giro. Il corridore della Lampre vorrà chiudere in bellezza una carriera di primo piano e cercherà di vincere almeno una tappa e, chissà, puntare ai primi 10 posti in classifica. Vedo più probabile il primo caso visto che già negli ultimi anni faceva fatica a recuperare da un giorno all'altro, darà spettacolo nell'ultima settimana sulle sue salite. Il duo dell'Ag2R formato da Alexander Efimkin e John Gadret può far bene, uno dei due potrebbe provare a fare classifica ma li vedo di più come corridori da fughe. David Arroyo della Caisse d'Epargne è sempre stato molto costante al Giro e un posto nei 10 per lui è cosa normale. Potrebbe esserlo anche quest'anno. David Moncoutie potrebbe puntare alla maglia verde e a qualche tappa, mentre per la classifica generale lo vedo comunque tra i primi 20. Markus Eibegger della Footon potrebbe regalare qualche gioia alla sua squadra, ma forse l'obiettivo è entrare tra i primi 20 della classifica. Matthew Lloyd sarà l'alternativa a Moreno per la classifica ma anche per lui i primi 10 posti sono difficili da raggiungere. Mauricio Ardila cercherà di dare spettacolo andando in fuga da lontano, come spesso faceva l'anno scorso, ma potrebbe anche puntare a piazzarsi bene, magari tra i primi 15. Evgeni Petrov è l'alternativa a Karpets e Caruso, è molto regolare e alla fine potrebbe anche far bene, arrivando tra i primi. Thomas Rohregger della Milram è un buon scalatore, potrebbe aiutare Gerdemann o prendersi un po' di libertà con qualche fuga. Chris Anker Sorensen dovrebbe essere il capitano della Saxo Bank, magari insieme a Larsson, ma le sue condizioni non sono delle migliori. Chiudiamo con Paolo Tiralongo dell'Astana e Sylwester Szmyd della Liquigas. Gregari incredibili, riescono a volte a chiudere tra i primi dopo aver tirato per interi tratti di salita, sono il valore aggiunto per i propri capitani e, in caso di fallimento totale degli stessi, non mi sorprenderei di vederli tra i primi a battagliare.

Giovani
Partiamo con i giovani che possono dire qualcosa in classifica generale: il primo fra tutti è Rigoberto Uran della Caisse d'Epargne. In salita ha talento da vendere, è uno degli scalatori più forti e un buon scattista, finora è stato un po' sfortunato e falcidiato da qualche infortunio di troppo ma il Giro potrebbe vederlo come protagonista, anche da primi 5 posti. Discorso simile ma con qualche se in più per Francesco Masciarelli dell'Acqua & Sapone e Jackson Rodriguez dell'Androni. Masciarelli in salita è sempre tra i primi 10 ma finora è mancato di continuità, bisognerà vedere se correrà in appoggio a Garzelli o farà corsa propria. Il discorso per Rodriguez è simile a quello di Masciarelli, i numeri li ha, ma potrebbe correre in appoggio a Scarponi o Serpa senza poter avere, quindi, molto spazio. Robert Kiserlovski della Liquigas ha dimostrato di andare forte al Giro dell'Appennino ma anche per lui il ruolo del gregario è quello più probabile, ma per il futuro il croato potrebbe sempre più salire di grado. Sono curioso di vedere il duo del Team Sky Chris Froome e Morris Possoni all'opera. Il primo potrebbe diventare un candidato ai grandi giri ma la strada è ancora lunga mentre il secondo è un buon scalatore che, però, finora ha sempre fallito. Bauke Mollema è il capitano ufficiale della Rabobank per la classifica generale, è al suo primo grande giro e proverà a prendere le misure alle tre settimane. A cronometro va forte, in salita è da testare. La coppia Dario Cataldo - Branislau Samoilau è quella su cui la Quickstep si basa per le montagne, ma nessuno dei due sembra in grado di far classifica. Le fughe da lontano potrebbero essere il loro obiettivo. Matthias Brandle ed Eros Capecchi, insieme ad Eibegger, cercheranno di fare qualcosa di buono per la Footon. Brandle è del 1989 ed è un interessante scalatore mentre Capecchi potrà correre libero cercando di fare il salto di qualità che da lui ci si aspetta da qualche anno. Daniel Martin della Garmin è in cerca di esperienza per i grandi giri, la classifica generale è il suo obiettivo per i prossimi anni ma magari si potrà iniziare a intravedere qualche cosa di buono già quest'anno. Marcel Wyss della Cervelo è andato benissimo al Romandia e sarà un valore aggiunto per Carlos Sastre in salita, dove può fare molto bene. Infine, due mezze scommesse, Guillaume Bonnafond dell'Ag2R e Jose Cayetano Sarmiento dell'Acqua & Sapone. Bonnafond è stato competitivo in qualche arrivo già al Giro dell'anno scorso mentre Sarmiento ha vinto il Giro d'Italia Baby. Entrambi del 1987, puntano a diventare dei corridori da corse a tappe. Probabilmente faranno da gregari, ma sono comunque da seguire. Finito l'elenco degli scalatori, ci sono tre giovanissimi anche per le cronometro o le tappe meno impegnative: Jack Bobridge e Cameron Meyer della Garmin e Richie Porte della Saxo Bank. I primi due non hanno bisogno di grandi presentazioni, pluricampioni del mondo su pista con l'Australia, sono due tra gli astri nascenti del ciclismo e potranno far vedere le loro qualità nelle cronometro e in qualche fuga, oltre che aiutando Farrar e la squadra nelle volate. Porte si è mostrato al mondo proprio al Romandia vincendo una cronometro davanti al gotha mondiale. Potrebbe riconfermarsi qua al Giro, dimostrando di non essere poi una così grande sorpresa.

Cronometro
Piccolo spazio anche per i cronoman di questo Giro: alcuni sono già stati nominati nelle categorie precedenti quindi passo direttamente a quelli mancanti: la compagine che si presenta con i migliori è la Garmin, che oltre a Meyer, Bobridge e Vandevelde porta due corridori del calibro di David Millar e Svein Tuft, diventando la pretendente principale della prima maglia rosa e della cronosquadre. A darle filo da torcere ci sarà l'HTC - Columbia di Marco Pinotti, Adam Hansen e Frantisek Rabon, tutti e tre già campioni nazionali e molto forti, con l'italiano in cerca di un'altra vittoria al Giro. Ignatas Konovalovas è stato il vincitore a sorpresa dell'ultima tappa del Giro dell'anno scorso ma il corridore della Cervelo è sempre stato un buon passista. Sebastian Lang dell'Omega Pharma Lotto è solido e spinge rapporti quasi impossibili, come nella miglior tradizione tedesca, ma mancano delle cronometro molto lunghe dove potrebbe farsi valere. Discorso simile per Mikhail Ignatiev della Katusha che predilige percorsi dove può usare tutta la sua potenza, ma già nel cronoprologo sarà temibile. Finiamo con Gustav Erik Larsson della Saxo Bank, vicecampione del mondo in carica e possibile candidato alla prima maglia rosa che punterà con più convizione alla crono finale di Verona.

Conclusioni finali
Sembrava che il Giro potesse essere mediocre e senza grandi nomi, ma con questi nomi citati qua sopra, la corsa si fa molto interessante e combattuta.
Per la classifica generale vedo tre nomi: Evans, Sastre e Vinokourov. Gli unici italiani in grado di combattere per la generale mi sembrano Scarponi e Garzelli, con incognite come Cunego e Basso. Attenzione a Vandevelde e al giovane Uran, con Karpets che se riuscirà a essere sempre al massimo sarà da considerare per la vittoria finale.
Nelle volate l'uomo da battere è sicuramente Greipel con Farrar, Petacchi e McEwen a dargli del filo da torcere. I velocisti sono tanti e con squadre molto forti quindi potrebbero anche esserci molte cadute e finali confusionali, dai quali potrebbe anche uscire il nostro Sacha Modolo, scaltro e molto agile.
Nelle cronometro, occhio puntato sugli inglesi Wiggins e Millar, sullo svedese Gustav Erik Larsson e sul nostro Pinotti, con anche i velocisti tra i favoriti nel cronoprologo, in cerca di secondi preziosi per vestire la maglia rosa il giorno dopo con gli abbuoni.
Ora, non ci resta che goderci lo spettacolo. E speriamo che sia soltanto uno spettacolo sportivo, della cronaca siamo stanchi.

venerdì 7 maggio 2010

Giro d'Italia 2010. Presentazione delle squadre: Lampre (Italia)

Ventunesima e penultima puntata di questo tour lungo le squadre che parteciperanno al prossimo Giro d'Italia, in partenza domani da Amsterdam. E' arrivato il momento della squadra più titolata alla partenza, la Lampre - Farnese Vini.
La squadra italiana, come detto sopra, ha alla partenza ben 3 Giri d'Italia vinti, superando così qualsiasi altra squadra presente. Cunego e Simoni saranno i due protagonisti per la classifica generale, ma gli interrogativi su entrambi sono ancora grandissimi. Cunego non sembra più quello di inizio carriera nelle corse a tappe e forse potrebbe anche puntare a qualche successo di tappa, lasciando perdere la classifica finale, ma visto il livello dei partenti io proverei comunque a piazzarmi bene. Per Simoni l'interrogativa è sul suo stato di forma che non sembra essere all'altezza per un Giro d'Italia. Ma conosciamo molto bene il grande Gilberto, più corre e più diventa forte, nell'ultima settimana sarà protagonista e potrà chiudere degnamente la sua carriera da corridore. Ad aiutare i due capitani ci saranno dei gregari di spessore come Alessandro Spezialetti, Marco Marzano, David Loosli e Matteo Bono che, insieme anche a Daniele Righi, aiuteranno anche negli sprint il duo Danilo Hondo - Alessandro Petacchi. L'intesa tra il tedesco e l'italiano è stata perfezionata negli scorsi mesi e le vittorie di Petacchi sono lì a dimostrate che attualmente il miglior velocista italiano è ancora lui. Hondo è l'ultimo uomo ideale per Alessandro, potente, esperto e sicuro dei propri mezzi, insieme fanno una grande coppia che potrà contrastare degnamente gli altri fortissimi velocisti presenti.
In sintesi, Cunego e Simoni proveranno a fare classifica, in caso contrario si dedicheranno alle vittorie di tappa, come fece Cunego l'anno scorso in una splendida Vuelta a Espana. Gregari come Spezialetti sono la fortuna dei propri capitani e rendono la strana coppia più competitiva. Petacchi potrà farsi valere guidato da Hondo nelle volate, cercando di portare alla squadra qualche vittoria sin dalle prime tappe, facendo magari calare un po' la pressione sui due capitani che saranno meno ossessionati dalla vittoria.

Iscritti
- Matteo Bono (Ita) 1983
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 122° nel 2009. 53° nella 21°tappa con arrivo a Milano al Giro 2007. Vincitore di una tappa alla Tirreno Adriatico e di una tappa al Tour de Romandie nel 2007.
- Damiano Cunego (Ita) 1981
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: Vincitore nel 2004. Vincitore di 4 tappe tutte nel 2004. Vincitore di 43 gare da professionista tra cui 3 volte il Giro di Lombardia, una Amstel Gold Race, 3 volte il Giro del Trentino e 2 volte la Settimana Coppi e Bartali.
- Danilo Hondo (Ger) 1974
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 91° nel 2001. Vincitore di 2 tappe al Giro 2001 con arrivo a Potenza e a Lucera. Vincitore di 39 gare da professionista tra cui un campionato tedesco nel 2002 e un GP Beghelli nel 2004.
- David Loosli (Swi) 1980
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 63° nel 2008. 18° nella 17°tappa con arrivo a Locarno al Giro 2008. Vincitore di una tappa alla Course de la Paix nel 2004.
- Marco Marzano (Ita) 1980
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 37° nel 2007. 3° nella 19°tappa con arrivo a Comano Terme al Giro 2007. Nessuna vittoria da professionista, 2° al Brixia Tour nel 2006 e in una tappa della Vuelta a Espana nel 2009.
- Alessandro Petacchi (Ita) 1974
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 70° nel 1999. Vincitore di 21 tappe dal 2003 al 2009. 144 vittorie da professionista tra cui una Milano Sanremo, una Parigi Tours, una Scheldeprijs Vlaanderen, una Volta a la Comunitat Valenciana, un Giro della Provincia di Lucca, 4 tappe al Tour de France e 19 alla Vuelta a Espana.
- Daniele Righi (Ita) 1976
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 85° nel 2002. 20° nella 6°tappa con arrivo a Varazze al Giro 2002. Nessuna vittoria da professionista, 3° al GP Miguel Indurain nel 2004.
- Gilberto Simoni (Ita) 1971
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: Vincitore nel 2001 e nel 2003. Vincitore di 8 tappe dal 2000 al 2007. 5 volte sul podio al Giro d'Italia, vincitore di una tappa al Tour de France, di 2 tappe alla Vuelta a Espana, due volte del Giro dell'Emilia, di un Giro del Veneto e di un Giro del Trentino.
- Alessandro Spezialetti (Ita) 1975
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 37° nel 1999. 7° nell'8°tappa con arrivo a Fiorano Modenese al Giro 2007. Vincitore di una tappa al Giro dell'Abruzzo nel 2001.

lunedì 26 aprile 2010

Liegi - Bastogne - Liegi, i commenti dei protagonisti

Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana, 1° Classificato
Come prevedibile, le domande al kazako sono state principalmente sul suo passato e non sulla vittoria odierna.
"Ovviamente adesso sono pulito. Per vincere senza doping bisogna lavorare, e ho sempre fatto in questo modo. Volevo dimostrare ai giovani corridori che questa via è possibile. Ho vinto oggi perché ho la classe per farlo. Sono stato sospeso per due anni ma ho girato quella pagina nera. Non voglio parlare di quella cosa ancora, adesso è dietro di me. Ora c'è un Vino senza doping. Sin dall'anno scorso ero tornato ad alti livelli, dopo esser stato fuori per due anni. Il duro lavoro in allenamento ha pagato, dimostrando che grazie al duro lavoro è possibile ancora vincere. Volevo dimostrare che merito ancora la fiducia da parte vostra e del pubblico. Vincere qui è un po' una rivincita per noi".

Alexandr Kolobnev (Rus) Team Katusha, 2° Classificato
"E' stata dura ed ero completamento finito. Ho dato il massimo in tutte le classiche. Ci ho provato in tutti i modi ma mi è mancata un po' di fortuna per vincere questa settimana. Oggi non ho fatto niente di sbagliato, ho fatto quello che dovevo. Forse se stavo a ruota di Vinokourov avremmo perso l'intera corsa così ho spinto tanto quanto lui. Alla fine lui è stato più forte di me. Non potevo seguirlo. Sapevamo che se fossimo arrivati insieme l'avrei battuto. Aveva paura di me ma io avevo paura dei suoi attacchi. Quando mi ha attaccato sul Saint-Nicolas ero già al limite. Comunque, è un bel podio a fianco di Vinokourov e Valverde".
Sul suo attacco insieme al kazako ha dichiarato: "Ce ne siamo andati dopo la discesa della Roche-aux-Faucons, dopo una svolta a destra, nella seconda parte della salita quando i corridori hanno iniziato a guardarsi perché tutti erano al limite. E' stato buono per me che Rodriguez e anche Contador erano dietro di noi".

Alejandro Valverde (Esp) Caisse d'Epargne, 3° Classificato
"Sono contento della mia prestazione perché è sempre importante essere davanti e finire terzo in una corsa come questa. Vinokourov e Kolobnev sono scattati al momento giusto e quando abbiamo cercato di riprenderli, non avevamo la convinzione necessaria, cercando di tenere le forze per il finale". Sulla caduta subita: "Sono caduto e mi sono infortunato alla spalle e al gomito e sicuramente questo non mi ha aiutato".

Philippe Gilbert (Bel) Omega Pharma Lotto, 4° Classificato
"E' stata una buona gara oggi. Ho seguito Andy Schleck quando ha accelerato sulla Cote de la Roche-aux-Faucons ma Contador è rientrato portandosi dietro gli altri. Ero rimasto da solo mentre gli altri avevano tante carte da giocare. Gli attacchi erano continui e non potevo reagire a tutti. Per rispondere a tutti gli attacchi avevo bisogno di un altro compagno di squadra. Jurgen Van den Broeck stava bene, ha fatto quello che ha potuto, ma non era al 100%. Ho provato a rientrare da solo sui primi sull'ultima salita ma Valverde ed Evans sono rientrati. Non siamo andati piano sull'ultima salita ma i due davanti avevano un buon vantaggio. Sono arrivato appena giù dal podio. Sarebbe stato divertente salirci, ma finire secondo, terzo o quarto non vuol dire molto, è la vittoria che conta".

Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team, 5° Classificato
"Stavo bene. Sono stato un po' sfortunato e non ho sempre giocato le carte giuste. Ho avuto un calo della concentrazione nell'approcciare la Roche Aux Faucons ma sono rientrato nelle posizioni migliori. Poi è stato un continuo attacco e ricongiungimento, l'unica cosa che mi mancava era un compagno di squadra. Io ero da solo davanti e così ho dovuto aspettare e giocare un po'. E' stato un peccato non avere nessuno davanti alla fine ma abbiamo avuto problemi con Kroon (infortunato) e Santambrogio (sospeso dal team). Comunque sono contento di come hanno corso i ragazzi".
Evans ha parlato anche del momento in cui hanno approcciato la salita del Saint-Nicolas: "Eravamo vicini ma prima del Saint Nicolas, Valverde ha smesso di lavorare. Gli ho detto "Hey, sono solo a 20 secondi davanti e a 50 dietro. Se continuiamo a lavorare, magari riusciamo a prenderli". Lui ha detto che non poteva funzionare, poi ci ha attaccato sul Saint Nicolas. Se ci aiutavamo un po' di più magari potevamo lottare per il primo e il secondo posto invece è andata così. Comunque rimango contento".

Andy Schleck (Lux) Saxo Bank, 6° Classificato
"Non sono molto soddisfatto perché meritavamo un risultato migliore. Oggi Frank è stato molto sfortunato ad avere problemi con la sua bici nel peggior momento possibile poi, è stato bravissimo a rientrare. Siamo riusciti anche a riprendere i corridori davanti per il terzo posto. Stavo bene per lo sprint e sono finito primo del mio gruppo, ma tutti oggi mi controllavano. Ho provato tutto quello che potevo, ho attaccato, ma non ha funzionato.

Chris Horner (Usa) Team RadioShack, 8° Classificato
"Semplicemente non avevo le gambe oggi. Non so bene se è stato per il troppo allenamento o per cosa. Questa settimana è stata sempre dura, con Amstel, Freccia e la Liegi. Oggi non c'era il vento laterale, ma era praticamente sempre frontale. Questo ha reso la corsa un po' più tranquilla".

Frank Schleck (Lux) Saxo Bank, 9° Classificato
"Ho dovuto cambiare la bici, così l'ho scambiata con quella di Nicki Sorensen, ma è molto difficile correre con la bici di un altro corridore. Non ho detto niente su questo alla radio perché volevo che Andy attaccasse lo stesso, con me o senza di me. Così lui ha attaccato e io ho pensato, Ok, devo andare a tutta per tornare sotto. Non so come ho fatto a rientrare, avevo proprio delle buone gambe. Sono rientrato con il gruppo dei migliori, così io e mio fratello abbiamo potuto fare quello che facciamo di solito. Penso che abbiamo dimostrato di essere forti, ma siamo semplicemente stati sfortunati".

Alberto Contador (Esp) Astana, 10° Classificato
Alberto ha iniziato parlando della vittoria di Vinokourov: "E' stato fortissimo, sono contento che Vino abbia vinto, è stato come se avessi vinto io. E' stato il risultato del lavoro di squadra e sono molto contento. Abbiamo parlato prima della partenza e avevamo due opzioni: il mio era di attaccare sul Saint Nicolas o sulla Roche aux Faucons".
Riguardo alla sua gara, ha parlato del momento decisivo sulla Roche aux Faucons: "Sono partito un po' piano, poi sono andato con Andy Schleck ma quando ci hanno ripresi e Vino è partito, ho provato a rallentare l'azione. Ho delle buone sensazioni dopo queste gare qui al Nord, ma oggi ho sentito molto più forte l'allergia che durante la Freccia ma ho comunque disputato una buona corsa perché aveva delle buone sensazioni. Ho avuto i crampi soltanto in cima al Saint Nicolas e negli ultimi 500 metri della corsa. Ho preferito regolare il mio sforzo perché pensavo che avrei potuto averli per più tempo".

Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions, 13° Classificato
"Non mi piace cercare scuse ma ho avuto problemi di stomaco verso la fine della corsa, a quel punto ho pensato soltanto a finire la corsa. 260 chilometri sono un grande sforzo per il corpo, infatti sono molto stanco e scombussolato. Sulla Cote de la Roche-aux-Faucons mi sono sentito meglio rispetto all'anno scorso e infatti sono stato capace di rimanere con i primi davanti. Ho perso contatto sul Saint-Nicolas quando in tanti stavano rendendo la corsa dura. E' stata dura e c'era così poco tempo per rientrare prima della fine, così è andata".

Robert Gesink (Ned) Rabobank, 16° Classificato
"Se vuoi competere in queste gare, tutto deve essere perfetto. Non stavo bene, ma ho comunque lottato". Il corridore ha subito anche una caduta: "Qualcuno mi è caduto addosso, però non mi sono fatto male" ma la caduta ha riaperto una ferita occorsa ai Paesi Baschi. "Dopo la Redoute, stavo migliorando. Non potevo competere per il primo posto, ma ho continuato a lottare".

Carlos Sastre (Esp) Cervelo
"Le sensazioni alla partenza erano un po' strane perché erano tanti giorni che non correvo ma la verità è che anche se ho sofferto molto e non stavo benissimo, le sensazioni sono state buone".
Lo spagnolo si è staccato nel momento decisivo a causa di un problema meccanico dovuto a una caduta "Ho rotto la mia ruota anteriore, la catena è caduta e anche la ruota posteriore si è rovinata a causa del colpo subito. Ho sofferto un po' per la caduta ma, poco prima che partissero gli attacchi decisivi, stavo per rientrare davanti".

Fabian Wegmann (Ger) Milram, 17° Classificato
"La gara è andata molto bene per me. Stavo bene e sono stato capace di sfruttare la mia condizione durante la gara. Penso che sto correndo bene dopo la pausa per il mio infortunio, cosa che mi rende ottimista per il prossimo obiettivo della mia stagione, il 1° maggio a Francoforte".

Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone, 18° Classificato
"Avrei dovuto aspettare ma sulla Redoute mi sentivo abbastanza bene e ho speso energie che poi però mi sono mancate nel finale. Perché l’ultima volta che ho fatto la Liegi era nel 2005 e, a quel tempo, la Cote de la Roux aux Faucons non c’era. Non la conoscevo, non l’ho fatta in ricognizione, l’ho trovata dura e l’ho pagata nel finale".

Damiano Cunego (Ita) Lampre, 21° Classificato
"Dalla Redoute in poi è sempre stato un cercare di rimanere attaccato ai primi. Mi staccavo, rientravo, tenevo duro, poi mi staccavo, rientravo, tenevo duro... Ho trovato la collaborazione di Garzelli, Nibali, Kreuziger e Gesink, ma non è bastato".

Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas, 29° Classificato
"Mi sono mancate le gambe. Sulla Roche-aux-Faucons, quando sono partiti i due Schleck non ho perso la testa, mi sono detto che era meglio continuare del mio passo, regolare, c’era Evans dietro di me e sapevo che avrebbe potuto accelerare. Però quando lui ha accelerato, io non me la sono sentita di seguirlo, e ho continuato ancora del mio passo. Infatti, sulla seconda rampa della Roche, con Garzelli e Cunego a ruota, sono riuscito a rientrare, ma proprio in quel momento è scattato Vinokourov. Poi, sul Saint-Nicolas, ho sofferto. Ma ormai era finita".

Linus Gerdemann (Ger) Milram
"Ho ritrovato le corse oggi dopo essere stato fuori qualche settimane a causa di una malattia. Sono stato vicino alla testa della corsa fino a 35 chilometri dall'arrivo, ma non ero in grado di seguire gli attacchi decisivi".

Erik Breukink (Ned) Rabobank, Direttore Sportivo
"Non dimentichiamo la vittoria di Oscar alla Sanremo, ma dopo quella non siamo andati bene".
Parlando dei vincitori delle classiche di quest'anno: "Tutti corridori con grande esperienza, tutti con l'età giusta".
Sulla prestazione di Gesink: "Non possiamo criticare Robert, ha provato ad arrivare in forma questa settimana e di solito fa bene ovunque corra. Non possiamo dare tutta la pressione sulle spalle di un solo uomo. Sicuramente volevamo fare meglio nelle classiche e abbiamo provato a togliere la pressione da Gesink".
Sul futuro Breukink ha detto che "comprare un grande corridore è l'opzione più semplice. Ma non è un'opzione. Gesink, Boom e gli altri hanno grandi qualità. Hanno bisogno solo di tempo".

Scott Sunderland (Aus) Team Sky, Direttore Sportivo
"Il piano era di avere quattro uomini nel primo gruppo dopo la salita della Redoute. Ma Wiggins ha avuto un po' di sfortuna perché ha forato in quel punto. Froome gli ha dato la sua ruota così le sue possibilità sono finite ed è stato quando Cummings è entrato in azione e lo ha aspettato. Cummings ha riportato Wiggins nel gruppo ma poi è stato coinvolto nella caduta di Tony Martin e ha perso altre posizioni. Avendo speso energie in queste due situazioni è stato molto difficile per Wiggins rientrare in gara. Cummings ha fatto un gran lavoro a riportare Bradley nel primo gruppo e Gerrans è stato molto bravo sull'ultima salita. La squadra ha corso molto bene insieme nelle tre classiche delle Ardenne. Il morale e le motivazioni della squadra sono sempre state alte, ci è soltanto mancato qualcosa per finire meglio".

sabato 24 aprile 2010

Liegi - Bastogne - Liegi, i pronostici di Parliamo di Ciclismo

Il grande giorno è arrivato. Domenica 25 Aprile si correrà finalmente la regina delle classiche delle Ardenne nonché una delle cinque corse in linea più importanti del mondo, la Liegi - Bastogne - Liegi. In gara c'è tutto il gotha del ciclismo mondiale, a eccezione di un paio di nomi, ma praticamente tutti i più grandi corridori sia per le corse a tappe che per le classiche sono presenti. Anche per questo motivo il pronostico per la gara di domani diventa molto difficile, perché ci sono squadre molto forti con quattro-cinque uomini che possono tranquillamente arrivare tra i primi 10 in classifica e atleti che stanno vivendo un momento di forma particolare. Ma il bello dei pronostici è anche questo, cercare di intuire la condizione e le motivazioni degli atleti e provare a indovinare come si svolgerà la gara e chi potrà essere il migliore. Quindi, partiamo.
Otto nomi per la prima fascia che, però, vorrei suddividere in due parti: nella parte "alta" Alejandro Valverde della Caisse d'Epargne, Philippe Gilbert dell'Omega Pharma Lotto e Alexandre Vinokourov dell'Astana. Gli altri quattro sono Cadel Evans della BMC, Igor Anton dell'Euskaltel, Joaquim Rodriguez della Katusha e i fratelli Schleck della Saxo Bank. Per Valverde e Gilbert il discorso è simile, nel senso che sono due corridori che possono arrivare ad Ans con un gruppetto e provare a vincere in volata, dove 9 volte su 10 ne uscirebbero vincitori. Soprattutto Gilbert è in ottima forma, mentre Valverde non sembra quello degli anni delle sue vittorie (2006 e 2008), ma lo spagnolo è furbo e sa aspettare il momento giusto e potrà contare su un "gregario" come Sanchez Gil. Per Vinokourov il discorso è semplice, a mio parere è attualmente il più forte uomo per un attacco prima di arrivare all'arrivo. E' uscito dal Trentino benissimo, andando forte anche in salita e sa come si vince una Liegi (2005), se gli dai un po' di vantaggio difficilmente riesci ad andare a riprenderlo. Passando agli altri cinque, assoluti favoriti anche loro, Evans sta benissimo, la vittoria nella Freccia l'ha galvanizzato ancora di più ma se vuole vincere deve arrivare da solo. Probabile che attaccherà su tutte le Cote prima di arrivare ad Ans. Anton ha dimostrato che in salita più forte di lui non c'è nessuno, ma qui la gara è diversa e non è esattamente adatta a lui perché oltre agli strappi bisogna anche pedalare in pianura. Non è un bel cliente da portarsi in volata. Joaquim Rodriguez, secondo l'anno scorso, può contare sul gioco di squadra, vista la forza della Katusha. Sugli strappi può fare la differenza ma non so quanto può resistere in fuga, dovrà cercare aiuto da qualche altro coraggioso. Andy Schleck ha vinto l'anno scorso con un'azione devastante e può ripetersi quest'anno, ma la condizione, purtroppo per lui, è diversa. Potrebbe lavorare per il fratello Frank che sta molto bene, ma anche lui deve arrivare da solo altrimenti è quasi sempre battuto in una possibile volata. Possono contare su una grande squadra che può aiutarli fino alla fine.
In seconda fascia si allarga il numero dei corridori: Alberto Contador ed Enrico Gasparotto dell'Astana, Ryder Hesjedal della Garmin, Damiano Cunego della Lampre, Vincenzo Nibali e Roman Kreuziger della Liquigas, Oscar Freire della Rabobank, Serguei Ivanov e Alexandr Kolobnev della Katusha e Chris Horner e Andreas Kloden della RadioShack. La corsa più adatta a Contador era la Freccia ma, proviamo a immaginare questa situazione: Alberto fa uno dei suoi scatti in salita, guadagna qualche terreno e al traguardo non manca molto. Chi lo va a riprendere? Ricordiamo che è anche uno dei migliori cronoman del mondo. Gasparotto, terzo all'Amstel, può fare molto bene, è sicuramente la seconda punta dopo Vinokourov dell'Astana e se la potrà giocare. In volata è molto pericoloso. Hesjedal si sta scoprendo uomo da classiche e la Liegi può essere ancora di più alla sua portata. Ottimo passista, pericoloso se guadagna un po' di secondi, ottimo compagno di fuga. Cunego è in ripresa ma non sembra ancora al meglio. Sicuramente è una corsa adatta a lui ma spesso fa fatica a leggere bene la gara e alla Liegi è fondamentale. Potrà contare sull'aiuto di Francesco Gavazzi, insieme formano una bella coppia di punte per l'Italia. Nibali e Kreuziger, insieme a Franco Pellizotti, possono regalare qualche soddisfazione alla Liquigas. Devono impostare bene la gara e sfruttare l'ottima squadra che si sono portati in Belgio, con i vari Agnoli, Bellotti e Finetto. Tra i tre, dico Nibali. Freire è sempre lì, tra i favoriti, anche se la gara non è proprio l'ideale per lui. Ma se negli ultimi anni è riuscito a piazzarsi nei primi 20, evidentemente può fare anche meglio. Ivanov e Kolobnev, quinto e nono l'anno scorso, fanno parte del formidabile terzetto della Katusha. Possono arrivare da soli e hanno dimostrato che la gamba c'è, probabilmente è la squadra più forte della corsa. Horner aspettava con ansia questa Liegi, dato che gli si addice di più rispetto ad Amstel e Freccia. In salita ha pochi rivali e può tenere la testa per qualche chilometro, ha qualche concreta chance di vittoria. Potrà contare sull'ottimo Kloden visto alla Freccia che può fare anche meglio qui.
Passiamo alla terza fascia, quella più ricca, dove troviamo Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone, Leonardo Bertagnolli dell'Androni, Maxim Iglinskiy dell'Astana, Pierrick Fedrigo della Bbox, Carlos Sastre della Cervelo, Benoit Vaugrenard della FdJ, Jerome Pineau e Sylvain Chavanel della QuickStep, Simon Gerrans della Sky, Robert Gesink della Rabobank. Garzelli è già arrivato secondo nel 2002 ma ovviamente la sua forza è cambiata molto rispetto allora. Resta un corridore molto forte per questa corsa e può far bene, aiutato anche da gregari come Codol, quinto proprio quell'anno, e Francesco Masciarelli. Bertagnolli non si è visto alla Freccia ma alla Liegi potrà dire la sua. Corridore da strappi e grande combattente, un posto dei 10 potrebbe essere un buon risultato per lui. Iglinskiy è un altro dei membri di una grandissima Astana. Potrà aiutare i suoi capitani e magari provarci da lontano, ma difficilmente potrà giocarsi pienamente le sue carte. Fedrigo non ha mai fatto bene nelle classiche del Nord, eppure ha caratteristiche che gli permetterebbero di far bene in una corsa come la Liegi. Insieme a Voeckler dovrà tenere alto l'onore della Bbox. Sastre ha sempre fatto bene alla Liegi e potrà farlo anche quest'anno, regalandoci magari qualche attacco in salita, ma la vittoria per lui è altamente improbabile. Vaugrenard è arrivato ottavo l'anno scorso, è un corridore in crescita nelle classiche e può far bene, anche se già bissare la posizione dell'anno scorso per lui sarebbe un successo. Pineau non è stato protagonista di una grande campagna del Nord ma si è sempre piazzato degnamente alla Liegi. Insieme a Chavanel sono le due punte della Quickstep, formazione molto giovane con tanti corridori di belle speranze. Gerrans, sesto l'anno scorso, è appena uscito da un infortunio e non si può pretendere più di tanto da lui, ma è uomo pericolo se sta bene, tatticamente è spesso perfetto e potrà contare su due uomini come Thomas Lovkvist, che potrà anche fare gara a sé, e Bradley Wiggins. Gesink sarebbe la punta principale della Rabobank, che schiererà anche Denis Menchov, ma non è in condizione e difficilmente la troverà proprio domani. Un vero peccato per lui e per la sua squadra.
Quarta e ultima fascia. Difficilmente il vincitore sarà uno di questi atleti ma di loro io mi aspetto una bella corsa o un buon piazzamento, che sarebbe uguale a una vittoria.
Francesco Masciarelli dell'Acqua & Sapone è uno dei giovani scalatori italiani che sta uscendo nell'ultimo periodo, alla Liegi credo che prima o poi verrà per vincere, ma per adesso penso che correrà in appoggio a Garzelli. E se farà bene il suo compito, sarà comunque da elogiare. Stesso discorso per Francesco Ginanni dell'Androni Giocattoli, uomo in futuro da classiche del Nord, ma per adesso deve continuare il suo apprendistato. Ovviamente, se lo portano in volata diventa estremamente pericoloso. Rein Taaramae della Cofidis è uno dei nomi nuovi del ciclismo dell'Est. L'estone sta andando benissimo quest'anno nelle brevi corse a tappe, tiene in salita ed è un buon passista, in una corsa come la Liegi può far bene. Bert De Waele, dopo il quarto posto all'Amstel, bisogna almeno nominarlo nei pronostici, ma difficilmente potrà ripetere una gara come quella.
Infine, due squadre come Milram e HTC - Columbia. La Milram può contare sui tedeschi Linus Gerdemann e Fabian Wegmann, ma per motivi diversi credo che nessuno dei due sarà davanti nei momenti che contano. Peccato, sarebbero atleti da temere. L'HTC - Columbia porta una squadra molto giovane con un paio di senatori. Michael Albasini ha sempre fatto meglio ad Amstel e Freccia ma è un corridore che ha fondo e tante qualità, tra cui un notevole sprint. Ma della squadra americana gli osservati speciali saranno altri. Oltre ai già noti Kanstantsin Siutsou e Peter Velits, giovani ma già celebrati, la squadra presenta l'americano Tejay Van Garderen, classe '88, e soprattutto il danese Rasmus Guldhammer, classe '89, vincitore l'anno scorso della Liegi dedicata agli Under 23. Due prospetti che, però, stanno già facendo bene e che, quindi, possono dire la loro anche domani.

Riassunto finale: i corridori forti sono tantissimi ma se devo dire tre nomi vado con Valverde, Gilbert e Vinokourov. Poco più indietro Evans, i fratelli Schleck e Joaquim Rodriguez. Per l'Italia speranze per Cunego, Gasparotto, Nibali e Garzelli. Vedo come sorprese il duo della Katusha Ivanov - Kolobnev, e sono curioso di vedere all'opera anche qui Anton e Contador. A domani per la cronaca, i commenti e le pagelle.