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sabato 24 luglio 2010

Tour de France 2010. I commenti dopo la 19°tappa

Alberto Contador (Esp) Astana
"Sono emozionato, commosso, felicissimo. E' tutto l’anno che mi concentro sul Tour, mi sono allenato tantissimo, anche se non tutto ha funzionato, ho avuto giorni buoni e altri meno, ma non vi posso dire quali. Dei Tour corsi, questo è stato il più difficile e complicato, anche perché la pressione, fino al momento del via, è stata enorme. Paura di non farcela? Quando mi hanno detto che mi rimanevano solo 5" in classifica, non mi sono fatto prendere dal panico, avevo fiducia in me, sapevo di tenere il mio passo, e sono rimasto concentrato fino alla fine".

Andy Schleck (Lux) Saxo Bank
"Ho cominciato la cronometro velocissimo, volevo caricare me e cercare di scaricare Contador. Sapevo che mi sarei dovuto battere fino alla fine, e così ho fatto. Ma superare Contador non era facile. Ci riproverò il prossimo anno. Rimpianti? Non direttamente su di me, ma certo quel guaio alla catena è stato decisivo. E ammetto che il mio cronoprologo a Rotterdam è stato terribile".

Fabian Cancellara (Swi) Saxo Bank
"Soddisfatto per me, una grande vittoria, ma non per Andy, speravo che ce la facesse. Prima del via, gli ho detto di credere in se stesso, di dare tutto, di cercare di essere freddo. E' ancora molto giovane, è già molto esperto, ma da subito si capiva che sarebbe diventato forte. Ricordo il Giro del 2007, quando poi arrivò secondo: gli dovevo spiegare come si fa a rimontare il gruppo dopo essersi fermato a fare la pipì".

Alessandro Petacchi (Ita) Lampre
"Domani a Parigi la volata decisiva per la maglia verde della classifica a punti. Devo riuscire a non sbagliare nulla e sperare che non succeda nulla di particolare, di imprevisto. L’avversario da battere è più Cavendish che Hushovd. Non credo che Cavendish faccia anche i traguardi intermedi a punti, dovrebbe spendere energie preziose per conquistare la volata finale, che a lui forse interessa di più".

Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha
"Oggi è stata veramente dura. Una crono individuale così lunga non era certamente adatta alle mie caratteristiche e quindi ho sofferto tanto. Sono però molto soddisfatto perché sono riuscito a mantenere un posto nei primi dieci e dopo la vittoria di tappa questo era l'altro obiettivo. Ora so che posso fare bene anche in una grande corsa a tappe e proverò a tornare con maggiori ambizioni".

Ivan Basso (Ita) Liquigas Doimo
"Ovviamente le mie sensazioni non erano quelle ottimali ma il mio obiettivo è di terminare questo Tour, è un impegno che avevo in testa e ci tengo molto ad arrivare a Parigi. È stata comunque un'esperienza importante e utile per il prossimo anno. Anche senza questo problema di salute non sarei arrivato nei primi cinque: alcuni corridori andavano più forte di me e la mia posizione poteva essere intorno alla decima. Secondo me la possibilità di fare due grandi giri ad alto livello c'è: adesso, però, penso a finire questo Tour e poi mi prenderò qualche giorno di vacanza".

Bjarne Riis (Den) Saxo Bank
"Andy ha fatto una cronometro fantastica, è andato via molto regolare, molto bene; ha pagato un po' alla fine ma ha dato veramente tutto. Senza il salto di catena non possiamo sapere cosa sarebbe successo, questa è stata la corsa però. Fabian, invece, è stato fortissimo come al solito, quando correva lui c'era un po' meno vento ma è stato il migliore ed è un successo importante".

Igor Gonzalez de Galdeano (Esp) Euskaltel
"Samuel era triste perché speravamo che potesse finire terzo. Dobbiamo essere soddisfatti dalla performance della squadra perché questo è il miglior risultato di sempre per l'Euskaltel Euskadi. Non c'è dubbio che Menchov era molto forte. Ha guadagnato due minuti e dobbiamo congratularci con lui perché le corse non si vincono solo in montagna ma anche nelle cronometro. Siamo stati un po' sorpresi da come è andata la cronometro. Sapevamo che dovevamo lottare contro un grande Menchov ma oggi pensavamo di vedere un grande Sanchez. Abbiamo visto un grande Sanchez fino a ieri ma per qualche ragione oggi non era al suo livello".

lunedì 19 luglio 2010

Tour de France 2010, 15°tappa: I commenti dopo la tappa

Alberto Contador (Esp) Astana
"Nel ciclismo c'è chi capisce e chi no, c'è chi sarà d'accordo su come mi sono comportato e chi non lo sarà. Non mi sono accorto che Andy avesse avuto un incidente meccanico, e quando l'ho saputo, ormai era tardi, la corsa era già lanciata. Ma non saranno questi 30 secondi a far vincere o a far perdere il Tour. Mi piace tantissimo questa maglia, e sono contento e orgoglioso di indossarla ancora una volta. Manca ancora tanto tempo e tante salite, ma adesso è Andy che mi deve attaccare".

Andy Schleck (Lux) Saxo Bank
"Tutti hanno visto quello che è successo. Oggi avevo gambe formidabili. E' stato un salto di catena. Io non mi sarei mai preso la maglia gialla in questo modo. Adesso mi trovo nella stessa situazione di un anno fa, però sono molto più forte. Quello che è successo mi dà ancora più voglia di attaccare".

Samuel Sanchez (Esp) Euskaltel - Euskadi
"Io ho visto quello che è successo Andy, ma sono qui per fare il mio Tour e sono andato avanti. Questa tappa era fatta apposta per me, con tanta discesa prima dell'arrivo, e sono contento di averla sfruttata per guadagnare secondi preziosi su Schleck".

Denis Menchov (Rus) Rabobank
"Tutto a posto, non sapevo che cosa fosse successo, abbiamo avuto una buona possibilità e ce la siamo ben giocata".

Thomas Voeckler (Fra) BBox Bouygues Telecom
"Un anno fa avevo vinto la mia prima tappa al Tour, ma aveva un altro significato, era la fine di una lunga attesa. La vittoria di oggi, con la maglia tricolore, è dedicata a tutti i francesi. Le cinque vittorie francesi al Tour nascono da casi diversi, ma il ciclismo francese è il barometro della salute nel gruppo".

Giuseppe Martinelli (Ita) Astana
"La corsa è corsa. Noi siamo qui per vincere il Tour e dobbiamo approfittare in tutte le maniere di ogni occasione che capita a nostro vantaggio. Quello che è successo oggi è come un gol di mano che ti permette di vincere una partita. Poi, se si vince il mondiale, tutti esultano e nessuno si ricorda più di quell'episodio, se non in maniera benevola".

Bjarne Riis (Den) Saxo Bank
"Non posso ancora dirvi se si sia trattato di un incidente o di un errore. Certo è strano che succeda una cosa del genere con bici come le nostre. Il fair play è un'idea vaga. Quello che è successo è un peccato per il Tour e per la corsa. La squadra aveva lavorato bene, Andy stava andando forte. Ma il Tour non è finito".

Johan Bruyneel (Bel) RadioShack
"Non mi risulta che nessuno abbia aspettato nessuno ad Arenberg. Mancavano pochi chilometri e ognuno è andato a tutta per guadagnare più tempo possibile".

Lance Armstrong (Usa) RadioShack
"Non ho visto esattamente cosa è successo perché ero un po' indietro. Ma se Alberto ha attaccato quando ha visto che Andy era in difficoltà non è stato molto corretto ma prima devo vedere le immagini. Ma sarebbe stato un peccato anche se non l'avesse fatto e avesse perso la maglia gialla. E' vero che nel 2003 Ullrich mi ha aspettato e io ho aspettato lui nel 2001 quando è caduto ma questa era l'ultima salita e la corsa era iniziata. Non voglio dare un giudizio prima di vedere le immagini".

lunedì 26 aprile 2010

Liegi - Bastogne - Liegi, i commenti dei protagonisti

Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana, 1° Classificato
Come prevedibile, le domande al kazako sono state principalmente sul suo passato e non sulla vittoria odierna.
"Ovviamente adesso sono pulito. Per vincere senza doping bisogna lavorare, e ho sempre fatto in questo modo. Volevo dimostrare ai giovani corridori che questa via è possibile. Ho vinto oggi perché ho la classe per farlo. Sono stato sospeso per due anni ma ho girato quella pagina nera. Non voglio parlare di quella cosa ancora, adesso è dietro di me. Ora c'è un Vino senza doping. Sin dall'anno scorso ero tornato ad alti livelli, dopo esser stato fuori per due anni. Il duro lavoro in allenamento ha pagato, dimostrando che grazie al duro lavoro è possibile ancora vincere. Volevo dimostrare che merito ancora la fiducia da parte vostra e del pubblico. Vincere qui è un po' una rivincita per noi".

Alexandr Kolobnev (Rus) Team Katusha, 2° Classificato
"E' stata dura ed ero completamento finito. Ho dato il massimo in tutte le classiche. Ci ho provato in tutti i modi ma mi è mancata un po' di fortuna per vincere questa settimana. Oggi non ho fatto niente di sbagliato, ho fatto quello che dovevo. Forse se stavo a ruota di Vinokourov avremmo perso l'intera corsa così ho spinto tanto quanto lui. Alla fine lui è stato più forte di me. Non potevo seguirlo. Sapevamo che se fossimo arrivati insieme l'avrei battuto. Aveva paura di me ma io avevo paura dei suoi attacchi. Quando mi ha attaccato sul Saint-Nicolas ero già al limite. Comunque, è un bel podio a fianco di Vinokourov e Valverde".
Sul suo attacco insieme al kazako ha dichiarato: "Ce ne siamo andati dopo la discesa della Roche-aux-Faucons, dopo una svolta a destra, nella seconda parte della salita quando i corridori hanno iniziato a guardarsi perché tutti erano al limite. E' stato buono per me che Rodriguez e anche Contador erano dietro di noi".

Alejandro Valverde (Esp) Caisse d'Epargne, 3° Classificato
"Sono contento della mia prestazione perché è sempre importante essere davanti e finire terzo in una corsa come questa. Vinokourov e Kolobnev sono scattati al momento giusto e quando abbiamo cercato di riprenderli, non avevamo la convinzione necessaria, cercando di tenere le forze per il finale". Sulla caduta subita: "Sono caduto e mi sono infortunato alla spalle e al gomito e sicuramente questo non mi ha aiutato".

Philippe Gilbert (Bel) Omega Pharma Lotto, 4° Classificato
"E' stata una buona gara oggi. Ho seguito Andy Schleck quando ha accelerato sulla Cote de la Roche-aux-Faucons ma Contador è rientrato portandosi dietro gli altri. Ero rimasto da solo mentre gli altri avevano tante carte da giocare. Gli attacchi erano continui e non potevo reagire a tutti. Per rispondere a tutti gli attacchi avevo bisogno di un altro compagno di squadra. Jurgen Van den Broeck stava bene, ha fatto quello che ha potuto, ma non era al 100%. Ho provato a rientrare da solo sui primi sull'ultima salita ma Valverde ed Evans sono rientrati. Non siamo andati piano sull'ultima salita ma i due davanti avevano un buon vantaggio. Sono arrivato appena giù dal podio. Sarebbe stato divertente salirci, ma finire secondo, terzo o quarto non vuol dire molto, è la vittoria che conta".

Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team, 5° Classificato
"Stavo bene. Sono stato un po' sfortunato e non ho sempre giocato le carte giuste. Ho avuto un calo della concentrazione nell'approcciare la Roche Aux Faucons ma sono rientrato nelle posizioni migliori. Poi è stato un continuo attacco e ricongiungimento, l'unica cosa che mi mancava era un compagno di squadra. Io ero da solo davanti e così ho dovuto aspettare e giocare un po'. E' stato un peccato non avere nessuno davanti alla fine ma abbiamo avuto problemi con Kroon (infortunato) e Santambrogio (sospeso dal team). Comunque sono contento di come hanno corso i ragazzi".
Evans ha parlato anche del momento in cui hanno approcciato la salita del Saint-Nicolas: "Eravamo vicini ma prima del Saint Nicolas, Valverde ha smesso di lavorare. Gli ho detto "Hey, sono solo a 20 secondi davanti e a 50 dietro. Se continuiamo a lavorare, magari riusciamo a prenderli". Lui ha detto che non poteva funzionare, poi ci ha attaccato sul Saint Nicolas. Se ci aiutavamo un po' di più magari potevamo lottare per il primo e il secondo posto invece è andata così. Comunque rimango contento".

Andy Schleck (Lux) Saxo Bank, 6° Classificato
"Non sono molto soddisfatto perché meritavamo un risultato migliore. Oggi Frank è stato molto sfortunato ad avere problemi con la sua bici nel peggior momento possibile poi, è stato bravissimo a rientrare. Siamo riusciti anche a riprendere i corridori davanti per il terzo posto. Stavo bene per lo sprint e sono finito primo del mio gruppo, ma tutti oggi mi controllavano. Ho provato tutto quello che potevo, ho attaccato, ma non ha funzionato.

Chris Horner (Usa) Team RadioShack, 8° Classificato
"Semplicemente non avevo le gambe oggi. Non so bene se è stato per il troppo allenamento o per cosa. Questa settimana è stata sempre dura, con Amstel, Freccia e la Liegi. Oggi non c'era il vento laterale, ma era praticamente sempre frontale. Questo ha reso la corsa un po' più tranquilla".

Frank Schleck (Lux) Saxo Bank, 9° Classificato
"Ho dovuto cambiare la bici, così l'ho scambiata con quella di Nicki Sorensen, ma è molto difficile correre con la bici di un altro corridore. Non ho detto niente su questo alla radio perché volevo che Andy attaccasse lo stesso, con me o senza di me. Così lui ha attaccato e io ho pensato, Ok, devo andare a tutta per tornare sotto. Non so come ho fatto a rientrare, avevo proprio delle buone gambe. Sono rientrato con il gruppo dei migliori, così io e mio fratello abbiamo potuto fare quello che facciamo di solito. Penso che abbiamo dimostrato di essere forti, ma siamo semplicemente stati sfortunati".

Alberto Contador (Esp) Astana, 10° Classificato
Alberto ha iniziato parlando della vittoria di Vinokourov: "E' stato fortissimo, sono contento che Vino abbia vinto, è stato come se avessi vinto io. E' stato il risultato del lavoro di squadra e sono molto contento. Abbiamo parlato prima della partenza e avevamo due opzioni: il mio era di attaccare sul Saint Nicolas o sulla Roche aux Faucons".
Riguardo alla sua gara, ha parlato del momento decisivo sulla Roche aux Faucons: "Sono partito un po' piano, poi sono andato con Andy Schleck ma quando ci hanno ripresi e Vino è partito, ho provato a rallentare l'azione. Ho delle buone sensazioni dopo queste gare qui al Nord, ma oggi ho sentito molto più forte l'allergia che durante la Freccia ma ho comunque disputato una buona corsa perché aveva delle buone sensazioni. Ho avuto i crampi soltanto in cima al Saint Nicolas e negli ultimi 500 metri della corsa. Ho preferito regolare il mio sforzo perché pensavo che avrei potuto averli per più tempo".

Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions, 13° Classificato
"Non mi piace cercare scuse ma ho avuto problemi di stomaco verso la fine della corsa, a quel punto ho pensato soltanto a finire la corsa. 260 chilometri sono un grande sforzo per il corpo, infatti sono molto stanco e scombussolato. Sulla Cote de la Roche-aux-Faucons mi sono sentito meglio rispetto all'anno scorso e infatti sono stato capace di rimanere con i primi davanti. Ho perso contatto sul Saint-Nicolas quando in tanti stavano rendendo la corsa dura. E' stata dura e c'era così poco tempo per rientrare prima della fine, così è andata".

Robert Gesink (Ned) Rabobank, 16° Classificato
"Se vuoi competere in queste gare, tutto deve essere perfetto. Non stavo bene, ma ho comunque lottato". Il corridore ha subito anche una caduta: "Qualcuno mi è caduto addosso, però non mi sono fatto male" ma la caduta ha riaperto una ferita occorsa ai Paesi Baschi. "Dopo la Redoute, stavo migliorando. Non potevo competere per il primo posto, ma ho continuato a lottare".

Carlos Sastre (Esp) Cervelo
"Le sensazioni alla partenza erano un po' strane perché erano tanti giorni che non correvo ma la verità è che anche se ho sofferto molto e non stavo benissimo, le sensazioni sono state buone".
Lo spagnolo si è staccato nel momento decisivo a causa di un problema meccanico dovuto a una caduta "Ho rotto la mia ruota anteriore, la catena è caduta e anche la ruota posteriore si è rovinata a causa del colpo subito. Ho sofferto un po' per la caduta ma, poco prima che partissero gli attacchi decisivi, stavo per rientrare davanti".

Fabian Wegmann (Ger) Milram, 17° Classificato
"La gara è andata molto bene per me. Stavo bene e sono stato capace di sfruttare la mia condizione durante la gara. Penso che sto correndo bene dopo la pausa per il mio infortunio, cosa che mi rende ottimista per il prossimo obiettivo della mia stagione, il 1° maggio a Francoforte".

Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone, 18° Classificato
"Avrei dovuto aspettare ma sulla Redoute mi sentivo abbastanza bene e ho speso energie che poi però mi sono mancate nel finale. Perché l’ultima volta che ho fatto la Liegi era nel 2005 e, a quel tempo, la Cote de la Roux aux Faucons non c’era. Non la conoscevo, non l’ho fatta in ricognizione, l’ho trovata dura e l’ho pagata nel finale".

Damiano Cunego (Ita) Lampre, 21° Classificato
"Dalla Redoute in poi è sempre stato un cercare di rimanere attaccato ai primi. Mi staccavo, rientravo, tenevo duro, poi mi staccavo, rientravo, tenevo duro... Ho trovato la collaborazione di Garzelli, Nibali, Kreuziger e Gesink, ma non è bastato".

Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas, 29° Classificato
"Mi sono mancate le gambe. Sulla Roche-aux-Faucons, quando sono partiti i due Schleck non ho perso la testa, mi sono detto che era meglio continuare del mio passo, regolare, c’era Evans dietro di me e sapevo che avrebbe potuto accelerare. Però quando lui ha accelerato, io non me la sono sentita di seguirlo, e ho continuato ancora del mio passo. Infatti, sulla seconda rampa della Roche, con Garzelli e Cunego a ruota, sono riuscito a rientrare, ma proprio in quel momento è scattato Vinokourov. Poi, sul Saint-Nicolas, ho sofferto. Ma ormai era finita".

Linus Gerdemann (Ger) Milram
"Ho ritrovato le corse oggi dopo essere stato fuori qualche settimane a causa di una malattia. Sono stato vicino alla testa della corsa fino a 35 chilometri dall'arrivo, ma non ero in grado di seguire gli attacchi decisivi".

Erik Breukink (Ned) Rabobank, Direttore Sportivo
"Non dimentichiamo la vittoria di Oscar alla Sanremo, ma dopo quella non siamo andati bene".
Parlando dei vincitori delle classiche di quest'anno: "Tutti corridori con grande esperienza, tutti con l'età giusta".
Sulla prestazione di Gesink: "Non possiamo criticare Robert, ha provato ad arrivare in forma questa settimana e di solito fa bene ovunque corra. Non possiamo dare tutta la pressione sulle spalle di un solo uomo. Sicuramente volevamo fare meglio nelle classiche e abbiamo provato a togliere la pressione da Gesink".
Sul futuro Breukink ha detto che "comprare un grande corridore è l'opzione più semplice. Ma non è un'opzione. Gesink, Boom e gli altri hanno grandi qualità. Hanno bisogno solo di tempo".

Scott Sunderland (Aus) Team Sky, Direttore Sportivo
"Il piano era di avere quattro uomini nel primo gruppo dopo la salita della Redoute. Ma Wiggins ha avuto un po' di sfortuna perché ha forato in quel punto. Froome gli ha dato la sua ruota così le sue possibilità sono finite ed è stato quando Cummings è entrato in azione e lo ha aspettato. Cummings ha riportato Wiggins nel gruppo ma poi è stato coinvolto nella caduta di Tony Martin e ha perso altre posizioni. Avendo speso energie in queste due situazioni è stato molto difficile per Wiggins rientrare in gara. Cummings ha fatto un gran lavoro a riportare Bradley nel primo gruppo e Gerrans è stato molto bravo sull'ultima salita. La squadra ha corso molto bene insieme nelle tre classiche delle Ardenne. Il morale e le motivazioni della squadra sono sempre state alte, ci è soltanto mancato qualcosa per finire meglio".

martedì 20 aprile 2010

Amstel Gold Race, i commenti dei protagonisti

Philippe Gilbert (Bel) Omega - Pharma Lotto, 1° Classificato
"Sono partito come favorito ed è stato bellissimo essere capace di vincere e realizzare le aspettative. Ho aspettato a sprintare fino ai 350 metri. Poi sono scattato come l'anno scorso nello sprint per il quarto posto. Negli ultimi 50 metri ho avuto il tempo per gustarmi la vittoria, quelli sono stati i secondi più belli della mia carriera".
"Stavo bene sin dalla partenza. Ho ricevuto molto aiuto dalla mia squadra, correndo sempre tra i primi trenta-quaranta corridori. Avevamo anche molti corridori nel finale come Daniel Moreno e Jurgen Van Den Broeck, questo è stato di grande aiuto".
Gilbert ha parlato anche della decisione di farsi riprendere durante l'attacco a 10 chilometri dall'arrivo. "Il senso della corsa andava sempre più verso destra, mettendomi sempre di più controvento e stava diventando dura. Marc Sergeant mi ha detto di aspettare ancora un po' dalla radio. E' stata una scelta vitale per aiutarmi a vincere, altrimenti mi avrebbero ripreso molto dopo e non avrei potuto recuperare le energie per lo sprint".

Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions, 2° Classificato
"Non potrei essere più felice. E' incredibile. Questo piazzamento per me significa molto. Ho iniziato a pensarmi come corridore per queste corse qualche anno fa e non avevo niente se non rispetto per esse".
Parlando degli attacchi nel momento caldo della corsa, ha detto: "Qualcuno ha attaccato e io ho provato a rientrare quando la velocità sulle salite è aumentata. Poi abbiamo affrontato il Keutenberg ed ero in mezzo al gruppo. Chris Horner e Cadel Evans hanno provato un'azione e io sono andato con loro. Ero sicuro che saremmo riusciti a rientrare. Quando sapevo che stava per iniziare il Cauberg ho provato semplicemente a recuperare le energie".

Enrico Gasparotto (Ita) Astana, 3° Classificato
"Ero pronto per lo sprint ma Gilbert è stato il più forte e non c'era niente che potessi fare quando ha accelerato. Kreuziger mi ha un po' chiuso contro le barriere nello sprint ma Gilbert è Gilbert ed era imbattibile nel finale. Magari potevo arrivare secondo invece che terzo ma non potevo vincere. Ho sempre detto che questa corsa è fatta per me e adesso mi preparerò ancora meglio per il futuro e spero di essere ancora più forte l'anno prossimo".
Gasparotto è stato uno di quei corridori a dover fare più di 1000 chilometri in auto per arrivare in Olanda: "Non stavo molto bene per il lungo viaggio, così la squadra mi ha detto di stare a ruota. L'ho fatto e ha funzionato perché c'è stato un ricongiungimento finale prima del Cauberg".

Bert De Waele (Bel) Landbouwkrediet, 4° Classificato
"Per la nostra squadra è stata una grande giornata. Solo io e Scheirlinckx potevamo risparmiarci per il finale. Gli altri sapevano che dovevano fare qualcosa per farci pubblicità, come ha fatto Delfosse andando in fuga".
A chi gli ha chiesto se avesse avuto una giornata super ha risposto: "Se riesci a correre a fianco di questi grandi corridori certamente hai avuto una super giornata, specialmente per un corridore del mio livello".
Parlando della corsa, De Waele ha detto: "In discesa, dopo il Keutenberg, ho avuti i crampi perché stavano andando veramente forte per andare a prendere i fuggitivi. Pensavo che mi sarei staccato ai piedi del Cauberg", invece ha avuto le forze per attaccare "Ho visto che avevo del margine. Ho pensato: perché non provarci. Se volevano vincere avrebbero dovuto passarmi. L'unica cosa che potevo fare era provarci. Penso che sia stato un bel tentativo, anticipare i grandi nomi, provare un attacco a sorpresa a 350-400 metri dall'arrivo... ma quando ho visto che Gilbert era proprio dietro alla mia ruota e mi ha superato, ho capito che il miglior corridore avrebbe vinto la corsa. Mi sono guardato dietro ed ero sorpreso di avere ancora del vantaggio. Peccato che altri due corridori mi abbiano superato altrimenti potevo finire sul podio".

Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team
"E' stata dura. E'stata la mia migliore Amstel ma non è ancora abbastanza. Stavo bene negli ultimi 10 chilometri quando ho avuto i crampi. Da allora ho fatto la mia corsa cercando di aiutare Karsten che stava meglio. Non avevo fatto molte delle salite di oggi ma se fossi riuscito a gestire meglio la mia posizione in gara negli ultimi chilometri delle salite il mio risultato poteva essere migliore. Ma questa è una buona lezione imparata per la prossima volta e la mia corsa mi rende ottimista sul resto della settimana".

Alexandr Kolobnev (Rus) Team Katusha
"Sapevamo che Gilbert sarebbe stato il più forte sul Cauberg e quindi dovevamo fare qualcosa prima dello sprint. Ivanov ci ha provato prima di me e siccome eravamo entrambi nella fuga era giusto che ci provassi anche io. Penso di aver attaccato al momento giusto ma non avevo molte informazioni sul vantaggio e non sapevo bene che fare. Ho deciso di provarci e ho dato tutto per stare davanti. Ho provato a guardarmi dietro ma c'erano così tante moto che non vedevo i corridori dietro, così ho pensato che avessi qualche chance di vittoria. Ho dato tutto prima del Cauberg ed era difficile tenere duro dopo. Non avevo più energie quando mi hanno preso. E' stato un peccato ma ero felice perché ci avevo provato. So di aver perso più corse di quelle che ho vinto con questi attacchi ma continuerò a provarci".

Andy Schleck (Lux) Saxo Bank
"E' stata una buona corsa ma quando siamo arrivato all'Eyserbosweg sapevamo che dovevamo provare da lontano. Eravamo cinque o sei in cima alla salita ma non ho mai visto un Amstel come questa, probabilmente le condizioni l'hanno resa più facile perché c'erano troppi corridori ancora in gara. Dopo l'Eyserbosweg non è normale. Quando siamo arrivati agli ultimi 10 chilometri avevo un po' di crampi e mi è mancato qualcosa sull'ultima salita. La mia condizione è buona e ora guardo alle prossime due gare".
Sul suo attacco sul Eyserbosweg ha dichiarato: "Era il momento giusto, il punto chiave per attaccare. Le condizioni non erano come gli anni scorsi e in molti sono rientrati. All'inizio c'erano solo Gilbert e Cunego, poi 5 o 6, poi 11 e alla fine eravamo in 30".

Robert Gesink (Ned) Rabobank
"Oggi semplicemente non stavo molto bene. Questa è la verità. Sul Eyserbosweg non potevo stare davanti quando hanno accelerato. E' stato molto triste perché vivo qua vicino. Quasi tutta la corsa è stata facile per me, ma ovviamente le cose sono esplose negli ultimi 50 chilometri e quando è successo, ho sentito subito che non era la mia giornata. Mi spiace per la squadra, questa era la nostra corsa. Non avevamo fatto bene negli ultimi anni ma ci riproverò e riuscirò a vincerla. Penso sia possibile".

Oscar Freire (Esp) Rabobank
Oscarito ha risposto a una domanda sul perché non sia ancora riuscito a vincere questa corsa: "Me lo chiedo anche io. Sono ancora fiducioso ma dovrò essere fortunato. Due o tre volte sono stato nel finale in buona posizione per una vittoria, ma non ho mai avuto le gambe al momento giusto. L'anno della vittoria di Erik Zabel (2000) poteva essere mio. Ma ho sprintato così male che non era possibile".

Chris Horner (Usa) Team RadioShack, 10° Classificato
"Arrivando all'ultima salita tutto quello a cui pensavo era che volevo che fosse finita. E' stata solo dolore e sofferenza. Le mie gambe erano andate quando abbiamo iniziato il Cauberg. Il tempo era troppo bello e tutti a questo livello potevano salire questo tipo di montagne, dovevano essere almeno due volte più lunghe. Quando Gilbert ha accelerato l'ho seguito ma l'hanno fatto tutti, ma quando ha accelerato ancora tutti hanno iniziato a faticare e non c'è stato più niente da fare. La forma c'è, spero che quando faremo la Liegi, dove le salite sono un po' più lunghe, potrò fare meglio".

Erik Dekker (Ned) Rabobank, Team manager
"Il nostro obiettivo era il primo posto. Ora siamo qua a mani vuote e non abbiamo vinto la nostra corsa di casa. Siamo molto dispiaciuti. Avevamo deciso che se Robert Gesink non fosse stato davanti sul Keutenberg, allora avremmo corso per Oscar Freire. E il piano è funzionato bene. E' veramente frustrante quando il piano che hai creato viene eseguito bene e manca solo il risultato finale".

Brent Copeland (Rsa) Lampre, Direttore Sportivo
"L'ottima prestazione di squadra, per meccanismi e per attenzione in corsa, è stata impreziosita da una gara brillante da parte di Cunego. Siamo rimasti coperti per tutta la prima parte di gara poi, quando la Saxo Bank ha smesso di tirare e conseguentemente il vantaggio della fuga nata nei primi chilometri aumentava, abbiamo alternato Spezialetti, Loosli e Righi in testa al gruppo assieme a qualche altra squadra, mentre Bono, Mori e Pietropolli hanno svolto al meglio il compito di copertura per Gavazzi e Cunego. Damiano ha mostrato una pregevole reattività quando si è incendiata la corsa, Francesco ha perso invece l'attimo buono per agganciare il gruppo dei migliori. Nel lungo sprint in salita sul Cauberg, a Cunego sono mancate in parte quelle forze tolte dai giorni scorsi fatti di allenamenti un po' limitati dalla gastroenterite, comunque la bontà della prestazione non è in discussione. L'unico rammarico riguarda l'azione nella quale si è trovato Cunego a 10 km dal traguardo: non ci fossero stati due corridori della stessa squadra, Katusha, che comprensibilmente si alternavano nel provare a scattare, i fuggitivi avrebbero trovato una buona intesa che avrebbe forse permesso loro di giungere sul Cauberg con un vantaggio maggiore".

Simon Gerrans (Aus) Team Sky, Scott Sunderland - Team Manager
"Stavo meglio rispetto alla Freccia del Brabante di mercoledì, ma non ero al massimo negli ultimi 30 chilometri. Mi sono staccato sull'Eyserbosweg ma fino a quel punto non stavo andando così male. Spero di fare meglio durante la settimana".
Il team manager Scott Sunderland ha commentato sempre sullo stato di forma di Gerrans: "La squadra stava lavorando per Simon che stava bene fino a circa 25 chilometri dalla fine, ma quando Andy Schleck ha attaccato semplicemente non ne aveva. Non eravamo al 100% e sicuramente questa è la ragione, cercheremo di capirne la causa".

Bjarne Riis (Den) Saxo Bank, Team Manager
"Gilbert aveva le gambe migliori oggi. Era il più forte e ha meritato di vincere. Ma tutta la squadra sapeva cosa doveva fare e ha provato di tutto. Qualche volta non funziona e questa volta è andata proprio così".
Sulla forma dei fratelli Schleck ha dichiarato: "La cosa buona è che sappiamo che ci sono entrambi e che stanno bene. E' un ottima cosa averli in forma".

fonti: vari siti di news e siti ufficiali delle squadre

lunedì 12 aprile 2010

Parigi - Roubaix, i commenti dei protagonisti

Fabian Cancellara (Swi) Saxo Bank, 1° Classificato
"Sapevo che la mia forma e il modo in cui sono andate le scorse settimane avrebbero spaventato i miei avversari, anche se avessi avuto soltanto dieci metri di vantaggio. Quando ho accelerato sapevo che sarebbe stata dura riprendermi e questa è stata una motivazione in più. Sapevo che questo gli avrebbe fatto male, questa volta psicologicamente. Dopo il tratto di Mons-en-Pevele ho chiesto all'auto della squadra quanti corridori fossero dietro, perché sapevo che potevano correre contro di me, ma non l'hanno fatto. Dalla macchina mi hanno detto "sono stanchi, è l'ora di andare". Chi avrebbe potuto recuperare lo svantaggio? C'erano Boonen, Flecha e Hushovd e altri ma pensavo che loro sapevano che stavano correndo per il secondo posto. Sono stato capace di guadagnare un buon vantaggio e mantenerlo fino all'arrivo".
Sul comportamento Boonen e la sua gara, lo svizzero ha detto: "Sapevo che ci stavamo guardando l'uno con l'altro durante la gara e il modo in cui si stava sviluppando la corsa mi ha reso un po' nervoso. Non avevo più compagni di squadra e c'erano tanti altri corridori. Sapevo che ci potevano essere degli attacchi e che avrei potuto perdere la fuga giusta. Boonen ha provato a creare una fuga e sicuramente dovevo seguirlo. Ma sentivo che stava un po' esagerando. Il team manager mi ha detto di stare calmo e di non fare la corsa degli altri ma di fare la mia. Credo che Boonen volesse creare una prima selezione perché voleva arrivare allo sprint nel velodromo, ma sapevo che non voleva farlo contro di me vista la mia forma e le mie vittorie. Quando ho attaccato ero davanti e c'era un piccolo ventaglio. Ho accelerato e dopo Mons-en-Pevele avevo il vantaggio e le motivazioni per andare a tutta. Volevo creare un piccolo gruppetto e vedere come andava ma sono rimasto da solo e così sono andato".

Tom Boonen (Bel) QuickStep, 5° Classificato
"Sono dispiaciuto? Certo, lo sono, e anche frustrato perché Cancellara ha attaccato nell'unico momento che non ero in testa. E' stato avvisato probabilmente dalla sua auto che ero indietro. Comunque sia, non penso che avrei potuto battere Cancellara oggi, soprattutto vedendo come ha vinto. Ma non ho potuto giocarmi le mie possibilità e questo è un po' frustrante. Se lui mi avesse staccato l'avrei accettato meglio".
Boonen ha continuato a parlare della corsa, dopo l'attacco di Cancellara: "Sono stato bloccato da tre corridori della Columbia. Ho dovuto passarli e mettermi al vento e, una volta in testa, ho cercato di organizzare l'inseguimento ma nessuno voleva correre. Poi ho affrontato il pavé al 100%, come lui. Ho ripreso tutti quelli che stavano davanti e quando siamo usciti dal pavé lo svantaggio era ancora gestibile. Erano in quattro o cinque alla mia ruota ma hanno pensato che andava bene così, che era meglio correre per il secondo posto. Credo che questo sia bizzarro. E' meglio essere soltanto in due o tre che vogliono andare a tutta che essere in una situazione come quella che si è creata. Quando ci sono due o tre mele marce, rovinano tutto. In pratica non c'è stato un vero inseguimento a Cancellara. Non c'era cooperazione. Se lavoravamo in quattro avremmo recuperato lo svantaggio, anche su Cancellara".

Thor Hushovd (Nor) Cervelo, 2° Classificato
"Oggi sono molto felice perché non c'erano possibilità di battere Cancellara dopo che ha attaccato a 50 chilometri dall'arrivo. Penso che tutto il gruppo abbia capito che era impossibile andarlo a riprendere. Per questo sono felice".
"E' stata una gara per il secondo posto. L'intera squadra ha fatto un grande lavoro, con Jeremy Hunt e Roger Hammond davanti. Ero molto ma molto stanco alla fine così volevo salvarmi il più possibile per vincere lo sprint. E' stato un buon podio. Ho lottato duramente tutto l'anno ma niente ha funzionato. Oggi era l'ultima corsa ed era l'obiettivo più grande. E ho trovato la forma. Un anno potrò vincerla".

Juan Antonio Flecha (Esp) Team Sky, 3° Classificato
"Sono contento di come ho corso perché sono ancora sul podio. Ho lavorato molto nel finale perché Hushovd mi aveva detto di avere i crampi. Mi ha battuto allo sprint ma non è importante. Secondo o terzo è comunque un ottimo risultato. E sarà qui anche l'anno prossimo per riprovarci. Sono contento anche per Fabian. Abbiamo corso insieme alla Fassa Bortolo e siamo buoni amici. Vincere Fiandre e Roubaix è qualcosa di speciale. E' stato il più forte e quello che ha preso il rischio più grande a scattare così presto. Non molte persone possono fare quello che ha fatto. Ci vogliono le palle per fare quello che ha fatto Fabian e lui ce le ha".

Roger Hammond (Gbr) Cervelo, 4° Classificato
"Speravo di aprire la gara presto e far lavorare i compagni di Boonen e Cancellara. Ma Cancellara era da solo e così ho iniziato ad attaccare presto. Ma Fabian è stato incredibile, è di un altro pianeta, e subito ha guadagnato un minuto. Dopo 10 minuti, sapevamo che stavamo correndo per il secondo posto. Credo che un secondo e un quarto posto non siano male, se togliamo Cancellara dall'equazione abbiamo un primo e un terzo".

Bjorn Leukemans (Bel) Vacansoleil, 6° Classificato
Leukemans ha parlato del suo tentativo di seguire Cancellara e del suo attacco: "Oggi non ho visto nessuno che poteva battere questo Cancellara. Quando sono scattato, speravo che dietro si sarebbero guardati ma, sfortunatamente, alla radio ho sentito che stavano ritornando su di noi. Eppure, se mi ha staccato, è perché la mia ruota anteriore si è sgonfiata con il passare dei chilometri. In tutte le svolte, ero obbligato praticamente a fermarmi per non cadere. Mi sembrava di correre dietro una moto ma Cancellara era veramente dietro una moto, quella della televisione e, all'uscita da una curva, ha accelerato portandosi dietro Fabian nella sua scia. Dopo, nell'inseguimento, nessuno pedalava con la stessa convinzione di prima e ho capito che qualcuno pensava soltanto al podio".

Filippo Pozzato (Ita) Katusha, 7° Classificato
Pozzato è arrivato al velodromo di Roubaix con in mano una foto di Franco Ballerini mentre correva la sua ultima Roubaix, nel 2001, e sul traguardo ha aperto la sua maglietta mostrando una scritta "Merci Roubaix". L'italiano ha conquistato il premio speciale per il primo italiano all'arrivo, in memoria di Ballerini: "Volevo veramente tanto quel premio speciale. Lo terrò a casa come mio modo per ricordarmi di Franco. E' stata una persona importante per me. Speravo di ricordarmi di lui vincendo ma non potevo fare di più. Sono rimasto sorpreso da come sono riuscito a gestirmi dopo che non avevo corso negli ultimi giorni. Ho fatto gli ultimi 30 chilometri con una grande determinazione. Ho provato a marcare Cancellara per quanto ho potuto. Ma quando è scattato, tutti ci guardavamo e nessuno aveva le gambe per seguirlo. Credo che Boonen siamo rimasto un po' intontito dall'attacco di Cancellara, probabilmente non pensava che avrebbe attaccato così presto. Ma tutti sappiamo che Fabian ha un grande, grande motore e che può fare cose come questa".

Leif Hoste (Bel) Omega Pharma Lotto, 8° Classificato
Mostrando la mano infortunata per una caduta, il corridore belga ha detto "Non è niente. Ho corso la gara che volevo fino alla foratura. Eravamo molto probabilmente a più di 20 chilometri dal traguardo, nel settore quando Flecha ha attaccato. Lo stesso punto dove mi è entrata la bandiera nella ruota nel 2004. Ho lottato per 20 chilometri. E' stata dura. Sono stato da solo per molto tempo, lottando contro il vento".
Sul momento dell'attacco di Cancellara, Hoste ha dichiarato: "Ho provato ad anticipare. Quando Cancellara è arrivato ho continuato con il mio ritmo perché non c'era molto che potevamo fare contro di lui. Come squadra c'eravamo. Abbiamo corso una buona gara d'attacco. Anche Greg Van Avermaet ha forato. Jurgen Roelandts era con me ma anche lui ha forato nel momento peggiore. Questa è la Roubaix".

Sebastien Hinault (Fra) Ag2R, 9° Classificato
"Speravo in un piazzamento nei migliori 20, nei 10 se tutto fosse andato bene, ma oggi, anche un posto nei primi 5 era possibile. Ero nel gruppo di testa con Boonen, Flecha, Hushovd, Pozzato e gli altri. A 20 chilometri dall'arrivo, ero un po' affaticato. Quando Flecha ha attaccato, mi sono staccato. Mi sono spaventato perché pensavo di essere raggiunto ma mi sono gestito per arrivare nei primi dieci".
Sull'attacco di Cancellara ha dichiarato: "L'ho visto da vicino quando ci ha passati. Andava almeno 3/4 km/h più veloce di noi sul pavé. Non potevamo seguirlo. L'unico che ci ha provato è stato Leukemans, ha fatto 300 metri e ha mollato".

Servais Knaven (Ned) Milram, 16 Parigi - Roubaix terminate
"Adesso sono felice. E' stata una giornata dura con il vento contrario. Ce n'era parecchio alla partenza e poi è iniziato il pavé e il vento laterale. Settimana scorsa pensavo che era importante fare una buona corsa ma negli ultimi giorni in tanti hanno iniziato a parlare del record, così ho realizzato quanto sarebbe stato bello finire per la 16° volta la corsa. E' stato un grande traguardo per me. La prima volta che sono venuto qui ero molto nervoso. Pensavo tra me e me "Ce la farò o no?", ma sin da quella volta questa corsa è diventata uno dei miei principali obiettivi. Vedremo se tornerò ancora qua".

George Hincapie (Usa) BMC
"Non è stata la mia giornata. Ho avuto molte difficoltà a seguire le accelerazioni e mi sono ritrovato senza forze. Non avevo tutta la potenza nel mio motore oggi. Non stavo così bene come nei giorni prima della gara, è un peccato".

Stijn Devolder (Bel) QuickStep
Il belga ha parlato delle sue ripetute forature e delle cadute: "Non ho mai avuto la possibilità di essere in corsa. E' frustrante quando sei in forma ma non riesci a fare niente. Mi sono fatto male al ginocchio in corsa, il dottore mi ha curato un paio di volte ma i suoi trattamenti non mi hanno aiutato. E' un momento brutto perché sono tornato al livello che volevo. Devo continuare a lavorare e un giorno la fortuna arriverà. Spero di avere una buona estate o un buon autunno".

Matti Breschel (Den) Saxo Bank
Il danese ha parlato del suo ritiro, causato da problemi al ginocchio destro. "Ho avuto qualche problema in gara. Ho provato a curarmi ma non è servito, e nella foresta di Arenberg il mio ginocchio si è bloccato. Penso sia un problema serio. Spero abbia tenuto ma sta diventando sempre peggio. Come ciclista devi sempre stare attento alle ginocchia perché sono qualcosa di molto fragile. E adesso sono un po' nervoso e preoccupato".

Tyler Farrar (Usa) Garmin - Transitions
"Per far bene alla Roubaix servono buone gambe e fortuna. Oggi, ho avuto soltanto metà di questa equazione. E' un peccato. Volevo veramente vedere di cosa ero capace ma non ne ho avuta la possibilità. La mia corsa è finita prima ancora che la vera gara fosse iniziata".
Sulla caduta che ha coinvolto anche Vansummeren ha commentato: "Sono caduti proprio davanti e non ho potuto evitarli. Non mi sono fatto male ma la bici era inutilizzabile. Ho preso la ruota di Julian Dean ma la bici era proprio ingestibile. Avevo una bici pronta dopo la foresta di Arenberg, sono riuscita a prenderla e potevo vedere il gruppo. Stavo cercando di rientare con le auto ma la giuria stava facendo lo sbarramento per i corridori staccati".

David Millar (Gbr) Garmin - Transitions
"Non so se correrà la Roubaix ancora, sicuramente non l'anno prossimo. Penso che Fiandre e Amstel siano più adatte a me. La mia aspettativa era che sarebbe stata dura, e lo è stato. Ammetto di non essere al meglio sul pavé, non mi viene naturale. Non ho il completo controllo della situazione".

Bjarne Riis - Saxo Bank, Team Manager
Parlando dell'attacco di Cancellara, Riis ha dichiarato: "Gli ho detto io di attaccare alla radio. Appena ho visto che Boonen non era alla sua ruota, gli ho detto "Vai ora". Un corridore come lui, quando parte, è per vincere, non per divertimento. Sapevo che era il momento giusto e che stava correndo per vincere la corsa. Altrimenti l'avrei fermato subito".
Su Boonen ha dichiarato: "Boonen ha fatto degli errori durante la corsa. Quanti? Due possono essere già troppi. Penso che se vuoi vincere la corsa devi stare calmo, rilassato e non stressato. E andartene quando devi andare. Il problema per gli altri è che Fabian andava forte, anche da solo. Sapevamo questo ed era un bonus che avevamo, potevamo farlo partire da lontano e abbiamo sfruttato questa strategia. Non molti corridori possono fare questo".

Nico Verhoeven - Rabobank, Team Manager.
Il direttore sportivo della Rabobank commenta il risultato della squadra, con il migliore, Tjallingii, 31° a 7 minuti. "Questa è la Parigi - Roubaix. E' un gioco di inconvenienti. Alcuni li puoi correggere, altri no. I primi 200 chilometri sono andati come volevamo", poi Langeveld ha bucato ed "è riuscito a rientrare nel primo gruppo ma il finale era iniziato e i favoriti erano già andati". Tjallingii era davanti ma ha rotto il cambio "e non c'era possibilità di un cambio bici, perché in quel momento non potevamo essere dietro di lui. Così le nostre possibilità sono svanite. Se Maarten non avesse rotto il cambio e fosse riuscito a stare con il gruppo di Boonen, un piazzamento nei dieci sarebbe stato possibile".
Parlando della prova di Boom, all'esordio alla Roubaix, ha commentato: "Come al Fiandre, Lars è andato bene nei primi 200 chilometri. Avrà le sue opportunità, ma adesso 259 chilometri per lui sono troppi".

domenica 4 aprile 2010

Giro delle Fiandre, i commenti dei protagonisti

Fabian Cancellara (Swi) Saxo Bank, 1° Classificato
"Negli ultimi anni ho sempre pensato a questa corsa. Ho vinto la Roubaix, la Sanremo, ma sapevo che questa corsa sarebbe stata più difficile da vincere. Il mio sogno è di conquistare le 5 corse monumento, e ora ne ho tre. Non ci sono molti corridori in gruppo che ne hanno vinte tre. Adesso ho vinto il Fiandre, ma nei prossimi anni, è possibile che mi metta a lavorare sulle altre (Liegi e Lombardia)".
Riguardo alla gara, lo svizzero ha commentato: "Quello che ho fatto sul Muro non era pianificato, lo stesso quello che ho fatto sul Molenberg. Anche se sul Muro avevo un piccolo vantaggio, c'erano così tante persone che non ho capito realmente quanto avessi su Boonen. Ho guardato indietro qualche volta e ho forzato ancora di più. Il modo in cui ho vinto, per me, è speciale. Quando sarà vecchio potrò dire ai giovani corridori che ho vinto il Giro delle Fiandre da solo scattando sul Muro. E' uno scenario perfetto, il gladiatore ha vinto la battaglia".
Riguardo all'attacco di Breschel e al suo supporto, ha commentato: "Avevamo un piano questa mattina. Sapevo che in molti parlavano sul fatto che Matti sarebbe andato via e sulla tattica simile a quella di Boonen e Devolder l'anno scorso. Ma noi sapevamo cosa fare e penso che la cosa buona della nostra squadra, la nostra grande forza è che non abbiamo problemi tra di noi. Io ho bisogno di Matti e lui ha bisogno di me".

Tom Boonen (Bel) Quick Step, 2° Classificato
Boonen inizia a parlare del momento decisivo sul Kapelmuur: "Non era un segreto che se qualcosa doveva succedere sarebbe successa lì. Non mi sentivo peggio di lui. Avevo preso la testa per controllare quando mi ha passato. Non ha accelerato molto, ho provato a seguirlo ma ho dovuto risedermi perché ho sentito tirare la gamba destra. Dopodiché, sono salito del mio ritmo per far scomparire i crampi e infatti è successo questo. Cancellara ha guadagnato 20 secondi in un chilometro e a quel punto bisogna accettare i fatti". Boonen ha anche scherzato quando gli hanno chiesto che cosa poteva fare in quel momento: "Che cosa potevo fare? Sparargli???".

Tyler Farrar (Usa) Garmin Transitions, 5° Classificato
"Ho sempre detto che c'è qualcosa di speciale nelle classiche di un giorno e il Fiandre è la corsa dei miei sogni. Arrivare tra i primi 5 è un sogno che diventa realtà. Voglio ringraziare Whitey per avermi detto di andare avanti dopo che sono caduto due volte in un chilometro. E ovviamente grazie a Dave per avermi guidato. Oggi è sicuramente un sogno che diventa realtà per me ma è anche un altro grande giorno per la squadra".

George Hincapie (Usa) BMC, 6° Classificato
"Sono dispiaciuto. Le mie gambe erano buone sul Molenberg ma ho esitato a seguire Cancellara e Boonen ed è stato un grande errore perché dopo è stato un continuare a guardarsi a vicenda. Intanto, quei ragazzi se n'erano andati". Nel caso avesse seguito Boonen e Cancellara, l'americano ha detto: "Non c'è niente da dire. Sarebbe stata dura ma ero in una giornata super. La squadra era buona. Avevamo tre ragazzi davanti e non in molti ce li avevano. Ma questo è il Fiandre, devi essere concentrato al 100% in ogni momento e io l'ho perso lì".

Roger Hammond (Gbr) Cervelo, 7° Classificato
"Sono felice per il settimo posto ma quando commetti un errore durante la gara si è un po' frustrati. Thor Hushovd non stava bene e mi ha detto di correre la mia gara. Ho seguito Gilbert per due volte, ma alla terza volta no, e lui se n'è andato. Nel finale stavo molto bene ma lo sprint è stato caotico".

Lance Armstrong (Usa) RadioShack
"Mi sono sentito meglio di come prevedevo. Delle volte, mi sentivo come un pesce fuor d'acqua. Sul Koppenberg, sono rimasto dietro a dei corridori che avevano messo il piede a terra e ho perso tempo ma non ho avuto panico quando il gruppo si è mostrato nervoso e quando ci sono state delle cadute. E' stata senza dubbio la mia miglior corsa stagionale".
"Ero ancora davanti a 30 chilometri dall'arrivo e questo mi ha un po' sorpreso. Mi sentivo forte e in condizione. Una volta sul pavé, tutti siamo sulla stessa barca. La lotta per le posizioni di testa, la posizione all'ingressow: tutto questo è stato un buon allenamento".

Stijn Devolder (Bel) Quick Step
"Avevo ottime gambe e ho corso una buona gara. Ho lavorato duramente per arrivare a questo livello di forma ed è un aiuto per il morale essere tra i migliori ancora, specialmente dopo quello che mi è successo nelle ultime settimane. E' un anno difficile per me".
Sulla corsa: "Quest'anno i ruoli nella squadra erano tutti a favore di Tom e io sono stato quello che ha coperto la fuga nel gruppo degli inseguitori. Ho mantenuto la promessa. Ho seguito molti attacchi ma quando Gilbert ha attaccato sul Berendries ho dovuto lasciarlo andare. Ho perso molte energie a inizio gara. Per tre volte sono dovuto rientrare dal fondo dopo esser stato coinvolto nelle cadute. Sono rientrato definitivamente davanti sul Taaienberg ma è quello che succede al Fiandre".

Leif Hoste (Bel) Omega Pharma Lotto
"Non sono sorpreso, ho detto prima della gara che sarei stato competitivo. Mi è mancata un po' di brillantezza ma sono soddisfatto. E' stata una gara strana con una partenza lenta ma alla fine io c'ero". A chi gli ha chiesto se poteva fare meglio di un 29° posto, Hoste ha spiegato che non aveva molta scelta se non stare nel terzo gruppo dato che Gilbert era nel secondo.

David Millar (Gbr) Garmin - Transitions
"E' stata una grande lezione oggi. Ho passato molto tempo a inseguire la testa della corsa. Quando finalmente sono stato davanti ho fatto quello che Whitey mi aveva detto cioè attaccare dopo che tutti si sarebbero rilassati dopo un momento difficile. Mi sentivo forte, l'unico problema è stato che ho perso qualche borraccia ed ero senza energia. Sono passato da eroe a zero in poco tempo e non avevo possibilità di rimanere agganciato sul Muur con i miei due compagni. Ho provato a rimanere in fuga ma sono stato ripreso. Tyler è rientrato nel mio stesso gruppo e l'ho aiutato nello sprint. Mi ha detto che aveva soltanto 100 metri di sprint così l'ho portato più avanti possibile e lui ha fatto il meglio che poteva fare portandoci a casa un grande quinto posto. Ero esausto alla fine della corsa più che dopo qualsiasi altra gara. Ma penso di essermi innamorato del Fiandre!".

Matti Breschel (Den) Saxo Bank
Matti ha subito parlato del pasticcio del meccanico con la sua bici: "I freni toccavano la mia ruota quindi era impossibile continuare. L'ammiraglia è arrivata e mi ha dato la bici sbagliata, quella di Stuart O'Grady, ed è stato un grande, grande, grande errore. Sono felice per la vittoria di Fabian, se la meritava, ma potevamo fare meglio tecnicamente come squadra. Suona male, ma sono errori che non devono capitare. I freni si sono rotti, capita, ma darmi la bici sbagliata? Questo non è buono".

Bernhard Eisel (Aut) HTC - Columbia
Eisel parla del momento decisivo sul Molenberg: "Ho pensato, meglio lasciar passare la moto che sta arrivando ma quando mi sono girato ho visto che era Cancellara. Poi anche Boonen mi ha passato ma non potevo seguirli così ho aspettato Flecha, era in buona forma, ma mi è costato troppo".
"Non era la mia giornata. Le mie gambe erano buone e ho lottato. Ero sempre davanti per evitare le cadute ma quando Tuft mi è caduto proprio davanti dopo essermi fermato per una sosta toilet mi ha tirato giù. Sono caduto su entrambe le ginocchia e le mani. Non è stato un problema rientrare ma purtroppo ho speso molto".

Steve Chainel (Fra), Bbox Bouygues Telecom
Nel primo gruppo inseguitore dietro Boonen e Cancellara, Chainel ha commentato: "Purtroppo, siamo stati ripresi vicino a Meerbeke. Quando mi sono guardato intorno e ho visto corridori come Flecha e Gilbert, ho pensato che avranno detto "Ma chi è questo?". Sono capace di fare belle cose, dopo la tappa della Tre Giorni di La Panne, sto iniziando a farmi un nome".

Bjarne Riis, Saxo Bank, Team Manager
"Cancellara è in grande forma, sapevamo che voleva vincere e ha dimostrato di essere migliore degli altri. Ha corso spesso seduto, difficilmente si alza sui pedali, ma questo non vuol dire che non ha forza. Al mattino mi ha detto che poteva partire da lontano se si sarebbe sentito forte e se avrebbe guadagnato 15 secondi era finita. La settimana prossima c'è la Roubaix e lui sarà presente per vincerla".

Patrick Lefevere, Quick Step, Team Manager
"Penso che Fabian è stato troppo forte, Tom ha detto che ha avuto un leggero crampo ma non bisogna cercare scuse. C'è stato Fabian poi Boonen, e dietro tutti gli altri. Ora bisogna pensare di far meglio, come ha sempre fatto Tom, alla Parigi Roubaix".

Johan Museeuw, ex corridore e commentatore tv
"I due più forti erano davanti ma sfortunatamente Boonen ha avuto un po' di difficoltà sul Grammont e il più forte ha vinto, Cancellara. Penso che quando puoi attaccare e staccare un corridore come Boonen, è perché sei il più forte. In più, ha tirato i 60 km/h negli ultimi 10 chilometri. Penso che per settimana prossima i favoriti sono Cancellara, Boonen e forse Breschel che è andato forte oggi".

sabato 20 marzo 2010

Milano - Sanremo 2010, i commenti dei protagonisti

Oscar Freire, Rabobank, Vincitore della Milano - Sanremo 2010
"Sono veramente molto felice di quello che sono riuscito a fare, perché vincere la Sanremo è sempre un'emozione fantastica. Quest'anno ho fatto cinque volate e ne ho vinte quattro, ma questa è sicuramente la più importante. La squadra ha lavorato molto bene e la vittoria la voglio dedicare a loro. Temevo il brutto tempo, perché la gara sarebbe diventata ancora più dura, ma per fortuna tutto è andato per il meglio e sono riuscito a conquistare questa vittoria straordinaria. Il momento più difficile per me è stato lungo la discesa del Poggio. Pozzato ha guadagnato un po' di margine con altri cinque o sei. Ho avuto paura che riuscissero ad andarsene. Poi quando ha attaccato sapevo che dovevo soltanto cercare una buona ruota perché non potevo rincorrerlo. Questo era l'unico modo per vincere lo sprint."

Tom Boonen, Quick Step, 2° classificato
"Ho fatto una grande corsa, ho fatto il massimo, ho fatto tutto quello che dovevo fare. Anche in volata ero al posto giusto, sono riuscito a prendere la ruota di Freire ma Oscar oggi è stato il più forte. E la volata si commenta da sè. Complimenti a Freire".
Boonen continua sul suo desiderio di vincere la Sanremo: "Per vincere la Milano - Sanremo serve molto esperienza perché bisogna sapere come stare freddo durante la gara. Ho 29 anni e ci riproverò l'anno prossimo. Cipollini l'ha vinta dopo 14 anni, giusto? Questa era la mia ottava partecipazione, ho ancora tempo".
Boonen è poi passato a parlare delle classiche del Nord: "Ora è tempo per le classiche del Nord, che iniziano virtualmente questo mercoledì. La corsa di oggi ha dimostrato la mia forma e darò tutto sia per il Giro delle Fiandre sia per la Parigi - Roubaix".

Alessandro Petacchi, Lampre, 3° classificato
"Ho fatto proprio una grande Sanremo. Sulla Cipressa e sul Poggio sono andato veramente forte. Poi la volata è andata in un modo strano. All'ultima curva mi è entrato dentro Flecha che, dopo avermi passato, ha perso qualche metro e mi ha costretto a recuperare. Comunque sono contento perché essere arrivato terzo dopo tutto quello che mi è successo, è stata davvero un'impresa".

Sacha Modolo, Colnago, 4° classificato
"Ringrazio la squadra perché senza di loro questo non sarebbe stato possibile. Dopo la caduta nella galleria del Turchino eravamo rimasti tutti nel secondo gruppo e inseguire 81 corridori non è semplice. Una volta rientrato, ho cercato di stare il più possibile vicino a Boonen, Freire e Bennati, poi sulla Cipressa ho fatto un po' di fatica perché s'è fatta grande selezione, soprattutto sul falsopiano appena terminata la salita. Sul Poggio, invece, mi son tenuto dietro per salvare la gamba, ma mi sono sentito bene".
Modolo passa a parlare della volata: "Ero a ruota di Freire, poi di Boonen, poi nelle ultime curve sono spuntati corridori da tutte le parti e ho pensato più a restare calmo che a battagliare per la posizione. Lo sprint l'ho preso da molto dietro e son partito lunghissimo anche perché avevo visto che erano in tanti ad essere stanchi. C'è un po' di rammarico perché se fossi partito da una posizione migliore non so come sarebbe finita".

Daniele Bennati, Liquigas, 5° classificato
"Ho provato la volata anche se ero abbastanza stanco. Oss ha fatto un grande lavoro ma eravamo troppo lunghi e io son dovuto partire altrimenti rischiavo di essere anticipato. Mi dispiace. Ci credevo ma, se Cipollini ci ha messo 14 anni per vincere la Sanremo, va bene così"

Thor Hushovd, Cervelo, 6° classificato
"Stavo bene oggi e la scorsa settimana, quando ho fatto la Tirreno, ero felice perché le mie performance miglioravano giorno dopo giorno. Oggi penso di aver dimostrato la mia forma, negli ultimi 14 chilometri ho sbagliato lo sprint e non sono salito sul podio, ma credo sia stato il mio unico errore alla fine. Ora guardo avanti. Ho fatto un buon lavoro tutto l'inverno allenandomi bene tranne quando stavo male, e ora penso che la mia condizione stia continuando a migliorare".

Mark Cavendish, HTC - Columbia
"Quando siamo partiti non stavo così male ma quando eravamo all'inizio del Turchino e stavamo lottando per la posizione mi si sono rotte tre razze della ruota. Ho dovuto cambiare la ruota, ho inseguito e proprio in cima sono rientrato nel plotone ma in discesa c'è stata una caduta. Il gruppo si è frazionato. Sono un buon discesista e sono riuscito a rientrare nel secondo gruppo ma sapevo che davanti c'erano altri 40 corridori.
Riguardo all'attacco della Katusha, ha detto: "La squadra Katusha sapeva che avevo problemi e ha attaccato. Non penso che sia stato un gesto sportivo, onestamente. La mia squadra ha inseguito. Ha fatto un incredibile lavoro e li abbiamo quasi raggiunti sul Manie ma sono caduto nella discesa. Abbiamo ricominciato l'inseguimento da capo. Sono riuscito a rientrare ancora nel gruppo principale ma sulla Cipressa ho ceduto".
"L'anno scorso avevo qualcosa in più. Se avessi iniziato ad allenarmi solo due settimane prima, sarei stato meglio".

Filippo Pozzato, Katusha
Pozzato parla del suo attacco dopo il Poggio: "Era l’ultima carta da giocare, ci ho provato. Volevo partire un po’ più avanti ma ho sfruttato il rallentamento appena finita la discesa prima che rientrassero da dietro. Complimenti a Freire, penso che oggi abbia vinto quello più forte. Oggi la squadra ha interpretato benissimo la corsa e devo ringraziarli di cuore. Sul Poggio c’era vento contrario e non si riusciva a fare la differenza. Ci riproverò".

Matti Breschel, Saxo Bank, 11° classificato
"E' stata una gara faticosa grazie alla pioggia all'inizio della tappa e il finale con così pochi corridori davanti ha confermato che è stata una giornata unica in Italia. Stavo bene fino all'ultima salita dove io e Fabian (Cancellara) eravamo tra i primi a iniziare la discesa. Sfortunatamente, non sono riuscito a entrare nei migliori 10 ma la gara di oggi mi ha dato la sicurezza che la mia forma sarà al massimo all'inizio di Aprile".

Linus Gerdemann, Team Milram
"E' stato un giorno veramente duro. Siamo partiti con 7 gradi e pioggia a Milano e abbiamo corso con pessime condizioni con sporco e nebbia per 200 chilometri. Nel finale, sulla Cipressa, abbiamo provato con tre uomini di fare la differenza. Sull'ultima salita, il Poggio, ero da solo davanti e ho dato tutto. Ma dopo 290 chilometri non avevo più forze. Nello sprint finale, non avevo chance di vittoria. I miei complimenti alla squadra".

Juan Antonio Flecha, Team Sky
"Thomas Lovkvist mi ha portato davanti all'ultima curva, ma Boonen si è messo tra Freire e me. Volevo essere lì nel caso in cui gli sprinter commettessero un errore, ma non ero nelle migliori condizioni per lo sprint. Stavo aspettando il momento di attaccare, ma non avevo le gambe. A confronto degli anni passati questa edizione è stata la più dura a causa del tempo e delle cadute. La prova di questo è stata la fine con non molti corridori rimasti davanti".

Edvald Boasson Hagen, Team Sky
Boasson Hagen ha spiegato le sue difficoltà causate da dolori allo stomaco: "I miei problemi sono iniziati all'inizio della Cipressa e, tempo di arrivare in vetta, non potevo più rimanere in gruppo e ho dovuto correre la mia gara fino al traguardo. Sono dispiaciuto perché se non era per il mio problema, credo che sarei stato con i migliori alla fine. Non credo che la lunghezza sia un grande problema".

Tyler Farrar, Garmin Transitions
"Stavo bene oggi e quindi sono molto deluso di non aver fatto risultato. Sfortunatamente ho accumulato un po' di svantaggio nella discesa della Cipressa e mi è costato qualcosa. Avevo Johan Van Summeren e David Millar ad aiutarmi e siamo ritornati sotto ma dopo hanno iniziato il Poggio e non sono riuscito a rimanere nel gruppo. Penso che il tempo abbia reso la corsa molto dura per tutti":

Roberto Reverberi, ds Colnago - CSF Inox
Reverberi inizia parlando di Modolo: "Nei giorni precedenti la gara avevo parlato con alcuni sponsor ed avevo detto loro di guardare la corsa perché ero convinto che Modolo sarebbe entrato nei primi cinque. Evidentemente ci avevo visto giusto".
Parlando della corsa, invece: "Ce la siamo vista brutta perché dopo la caduta di Fischer sono stati eccezionali tutti i ragazzi, da Canuti a Stortoni, da Frapporti a Marangoni: hanno tirato a tutta per avvicinarsi al gruppetto dei favoriti. Ci ha dato una mano il Team HTC di Cavendish, altrimenti la nostra corsa sarebbe finita lì. Sulle Mànie è stato invece Pozzovivo a dare una bella trenata, portandoci a circa 30" dal primo gruppo. E poi in discesa siamo riusciti a rientrare con Modolo e con lo stesso Pozzovivo. Siamo decisamente contenti, oggi è una bella giornata".

Luca Scinto, ds ISD - Neri
"Abbiamo animato la corsa, prima con Caccia che è entrato nella fuga del pronti-via. Diego è un ottimo passista che si era già messo in luce alla Tirreno. Una buona azione che ha anticipato l'altro attacco, nella discesa del Turchino. Insieme all'Acqua & Sapone abbiamo davvero reso dura la corsa. Poi Grabovskyy è entrato nella fuga nata con l'attacco in discesa, ha collaborato con gli altri ma quando ha visto che nessuno aveva voglia di tirare, si è avvantaggiato da solo. E' stato bello vederlo in azione perchè sta dimostrando di esserci. Bisogna ricordarsi che è un ragazzo fortissimo in piena ripresa, dopo tre anni di professionismo vissuti da non da professionista".
L'analisi di Scinto si sposta poi su Simon Clarke, il migliore dei suoi: "Clarke mi ha quasi stupito, sapevamo che stava bene soprattutto dopo le ottime prestazioni alla Tirreno. E' rimasto con i primi fino al Poggio, è giovane e deve solo crescere. Poi ci sono Gatto e Visconti. Il primo stava bene ma quando si è rotto il gruppo sulla Cipressa è rimasto tagliato fuori. Visconti non ha avuto problemi alla gamba sinistra e questo è il risultato più importante".

Andrei Tchmil, ds della Katusha
"Abbiamo interpretato al massimo le disposizioni studiate in partenza. In molti volevano fare la corsa dura, ma siamo stati gli unici a farlo nei punti chiave. Sono soddisfatto della prova dei miei ragazzi".

fonti: vari siti di news e delle squadre

lunedì 16 novembre 2009

Il DT Ballerini e gli altri CT italiani hanno visionato il percorso di Melbourne 2010

Sul sito della Federazione Ciclistica Italiana è stato pubblicato oggi un report sulla "missione" dei vari direttori tecnici italiani a Melbourne. Obiettivo, scoprire e valutare attentamente il percorso dei Mondiali 2010.
Il Direttore Tecnico Franco Ballerini con i Commisari Tecnici Dino Savoldi (Nazionale Donne), Marino Amadori e Andrea Collinelli (Nazionale Under 23), ha visionato il percorso più volte e ha confermato le impressioni sul circuito mondiale, che ha un dislivello altimetrico inferiore rispetto agli ultimi due mondiali e quindi più adatto ai velocisti.
Ballerini, riguardo ai professionisti, ha dichiarato: "Né la prima parte di percorso in linea né gli strappi presenti sul circuito, che gli atleti affronteranno undici volte, sono in grado di selezionare in maniera decisa il gruppo. Le pendenze consistenti, anche se per brevi tratti, possono però consentire di portare all’arrivo solo i velocisti più in forma. Chi attacca in salita sa poi che ci sono altri sei chilometri in piano o leggera discesa per rientrare, prima dell’arrivo. La vera sorpresa - prosegue Ballerini – potrà venire dal rettilineo d’arrivo, che è lungo 700 metri e tutto in leggera salita. Solo chi arriverà in piena forma e avrà gambe e cuore potrà giocarsi la vittoria nella volata finale”.
Per Amadori e Collinelli, il percorso è adatto ad atleti veloci con doti di resistenza e capacità di affrontare strappi in salita con pendenze anche intorno al 18%. Anche il rettilineo finale è in leggera salita, dal 2 al 6%, e probabilmente si vedrà un arrivo allo sprint di circa 40-50 atleti.
Per Savoldi, le salite, che assomigliano a dei "muri" con pendenze anche del 18%, nel ciclismo femminile possono portare a selezione e distacchi importanti. Le ragazze meno in forma e le velociste difficilmente potranno giocarsi la vittoria.
Per quanto riguarda il percorso della cronometro, per tutte le categorie si parla di un percorso lungo e difficile, con salite lunghe e tratti lungo la costa caratterizzati dal vento.
Proprio le condizioni meteo potrebbero essere una variabile importante da considerare, con possibilità di pioggia, temperature rigide dato il periodo e anche forte vento.

Questi sono i dati della corsa:
Per la prova a cronometro, gli Under 23 percorreranno un circuito di 15.9 km da ripetere due volte per un totale di 31.8 km. Per le donne e gli uomini, il circuito misurerà 22.7 km: le donne lo faranno una sola volta, gli uomini due volte, per un totale di 45.4 km.
Per la prova in linea, il circuito sarà lungo 15.9 km, percorso dieci volte dagli under 23 (159 km), otto volte dalle donne (127.2 km) e 11 volte dai professionisti (259.9 km).

martedì 27 ottobre 2009

Commenti Giro d'Italia 2010. Menchov, Cunego, Sastre, Petacchi, Ballan, Nibali e tanti altri

Il clamore della presentazione del Giro d'Italia 2010 è passato. C'è ancora un po' di eco per chi tende l'orecchio e vuole ascoltare, ma prima di maggio, non se ne riparlerà più. Tanti protagonisti hanno parlato, hanno detto la loro, hanno svelato i loro programmi o hanno detto che non ci saranno, come Lance Armstrong che preferisce correre il Tour of California, come sponsor comanda.
Aspettando qualche giorno, il quadro è quasi completo, tutti quelli che hanno un minimo d'interesse a partecipare, ha detto la sua. Vi presentiamo un elenco ordinato e facilmente leggibile di commenti e opinioni, per avere un'idea globale di quello che è stato detto, senza girare inutilmente tra centinaia di notizie o fonti diverse.

Denis Menchov (Rabobank), vincitore dell'ultimo Giro d'Italia
Mi sembra un percorso classico per il Giro, con una parte iniziale per velocisti e con qualche insidia cui prestare attenzione e una seconda parte molto impegnativa, con tante montagne. È sicuramente un Giro che mi piace, tra pochi giorni ci troveremo con i dirigenti della Rabobank e stileremo il programma, allora saprete se al via di Amsterdam ci sarò anch'io.

Carlos Sastre (Cervelo), 4° in classifica al Giro 2009 e vincitore di 2 tappe
È un percorso molto attraente, con una settimana finale caratterizzata da tre tappe di alta montagna praticamente consecutive e con tante salite mitiche come Gavia, Mortirolo, Zoncolan e la cronoscalata di Plan de Corones. Mi piace anche perché le cronometro non condizioneranno troppo la corsa, ma saranno fondo e salite a fare la differenza. Mi chiedete se sarò ad Amsterdam? Voglio scoprire anche il percorso della Vuelta prima di decidere, ma è certo che questo Giro mi piace.

Damiano Cunego (Lampre), vincitore del Giro 2004
Ero davvero curioso di scoprire questo Giro d'Italia e ora so che sarà una gara molto impegnativa, che affronta tante fra le montagne storiche d'Italia. Ho affrontato il Mortirolo e l'Aprica con Cassani e Bugno durante la ricognizione Rai e vi posso dire che è veramente impegnativo. E tutta l'ultima settimana sarà davvero micidiale. Ora non mi resta che decidere, con i vertici della Lampre, se correre o meno questo Giro.

Stefano Garzelli (Acqua & Sapone), vincitore del Giro nel 2000 e della maglia verde nel 2009
La cronometro a squadre di Cuneo del prossimo Giro d'Italia richiederà una preparazione attenta: voglio evitare col mio team di perdere troppo terreno in classifica come avvenuto nel maggio scorso. Senza perdere mai di vista l'esigenza di risparmiare energie verso un'ultima settimana di gara durissima, ritengo che la cronoscalata di Plan de Corones, che non ho mai affrontato in carriera, richieda di gestire benissimo il giorno di riposo precedente.

Vincenzo Nibali (Liquigas), 7° in classifica al Tour de France 2009
Premesso che spero di tornare a correre il Giro d'Italia, mi ispira molto la tappa del Terminillo. Credo che sia una salita adatta alle mie caratteristiche ed essendo la prima del Giro potrebbe rivelarsi una frazione decisamente impegnativa.

Alessandro Petacchi (Lampre), 21 vittorie di tappa al Giro
Per me sarà importante avere un treno che adatto a me. Ho bisogno di corridori davanti a me nell'ultimo chilometro, non come Cavendish o McEwen che possono farcela anche da soli.
Spero che Cavendish corra perchè più sprinter ci sono e più possibilità ci sono che si faccia lo sprint. Dovremo sfruttare le occasioni che ci saranno perchè nell'ultima settimana non ci saranno molte possibilità.

Alessandro Ballan (BMC), campione del mondo 2008
Mi vergogno un po' visto che in sette anni di professionismo non ho mai affrontato la corsa rosa. Il 2010 sarà l'anno buono, non vedo l'ora di correre il mio primo Giro, anche per riscattare una stagione, quella appena conclusa, che è stata davvero diffcile.

Rinaldo Nocentini (AG2R), 8 giorni in maglia gialla al Tour 2009
La tappa di Montalcino ha un finale di gara che conosco molto bene, vicino a casa, sarebbe bello regalare una vittoria a tutti i tifosi che mi seguono. Speriamo che al Giro non venga Pozzato, perché potrebbe essere un avversario molto pericoloso in questa tappa. La maglia rosa? Indossarla sarebbe bello ma mi sembra un'impresa tutt'altro che facile.

Marco Pinotti (Team Columbia), campione nazionale a cronometro
Ho vinto la cronometro finale del Giro 2008 e so cosa bisogna fare per arrivare all'ultima settimana e vincere l'ultima prova contro il tempo. Sarà una bella sfida perchè il percorso è sullo stesso circuito del Mondiale 2004 e l'arrivo nell'Arena sarà spettacolare.
Il percorso della cronometro a squadre è differente dall'anno scorso, ma sicuramente siamo tra i favoriti di questa prova.

Ezequiel Mosquera (Xacobeo - Galicia), 5° in classifica alla Vuelta 2009
Il Giro 2010 sarà molto duro e raggiungerà luoghi storici della corsa come Mortirolo, Gavia e Zoncolan. Quest'anno non ho potuto partecipare ma sarei molto felice di partecipare a quella del 2010 con tutte queste montagne delle quali ho sentito parlare ma che non conosco.
Ma comunque, non bisogna preoccuparsi solo delle salite, ma anche delle tappe molto lunghe e delle cronometro, anche se quella di Plan de Corones si addice alle mie caratteristiche.

Valerio Piva, team manager del Team Columbia
E' una corsa più dura del 2009. Si ritorna alle tradizionali tappe di alta montagna. Come spesso al giro, anche le tappe pianeggianti hanno finali delicati, anche se sembrano ideali per gli sprinter sulla carta.

Scott Sunderland, direttore sportivo del Team Sky
Le squadre dovranno essere bilanciati e forti. Noi abbiamo un paio di corridori italiani e penso che Morris Possoni voglia provare a fare classifica e vogliamo dargli una squadra per aiutarlo.
Per affrontare la cronometro di Plan de Corones con lo Zoncolan due giorni prima bisognerà essere un ottimo scalatore. L'ultima settimana è molto adatta a scalatori come Pantani. Il Giro si vincerà sulle montagna ma si potrà perdere nei primi tre giorni e nella cronometro a squadre.

Francesco Moser, vincitore del Giro nel 1984
Guardando l'ultima tappa mi ritornano in mente tanti bellissimi ricordi di 26 anni fa. Non penso però che avrà la stessa importanza perchè non credo che arriveranno due corridori molto vicini l'ultimo giorno. E' un percorso molto duro con troppe salite. Si vuole un grande spettacolo, ma quando ci sono troppe salite si rischia che i corridori decidano di aspettare fino all'ultima salita.

Felice Gimondi, vincitore del Giro per 3 volte
Questo Giro penalizza i cronomen. Non ci sono molte possibilità per loro, solo il prologo in Olanda. L'ultima crono a Verona ha una salita e non è per specialisti e nella cronosquadre uno scalatore potrà far bene se avrà una buona squadra. Se è un po' pesante, farà molta fatica su tutte le montagne della corsa.
Non mi piace che la crono di Plan de Corones venga dopo il giorno di riposo. Era meglio metterla durante la corsa.

Antonio Cabello, team manger dell'Andalucia Cajasur
Sappiamo che l'invito alla presentazione non significa nulla se non come riconoscimento internazionale del lavoro svolto in questi anni, ma per il momento siamo contenti così. Non erano molte le squadre Professional invitate a Milano ed è chiaro chee partecipare al Giro sarebbe il massimo. Vedremo di farci trovare pronti, in caso di un invito da parte di patron Zomegnan. La squadra? Stiamo ultimando gli ultimi contratti, ma quel che conta è aver confermato uomini chiave come Moreno, Abeja, Rosendo o Piedra.

fonti: tuttobiciweb.it, ciclismoweb.net, cyclingnews.com

giovedì 15 ottobre 2009

Gran Piemonte, commenti

Philippe Gilbert, Silence-Lotto, i due nomi che hanno dominato la corsa. La squadra ha cucito sulle fughe, il campione belga ha fatto il resto nel momento decisivo. E' partito in testa sull'ultimo strappo, ha tirato nel tratto in pianura, ha iniziato la volata e ha vinto. Punto.
Attualmente non c'è nessuno che possa far meglio di lui, è sempre stato un fortissimo corridore, ma forse da poco si è accorto di essere anche un campione.
Da applausi anche Moreno e Gavazzi, gli unici due che hanno avuto gambe e convinzione per tenere testa a Gilbert, o almeno per seguirlo. Un bravo anche a Paolini che si conferma in buone condizioni, peccato che la stagione sia finita e ha fallito gli ultimi obiettivi importanti. Ci rivedremo l'anno prossimo, con la stessa grandissima professionalità di sempre.
Passiamo alle note dolenti. Perchè se Gilbert si è confermato, altri corridori sono completamente mancati all'appello. Parlo soprattutto di Pozzato e di Ballan, due corridori che, spero mi smentiscano, difficilmente potranno ambire al Giro di Lombardia, e che avevano in questa corsa l'ultima prova dell'anno prima delle vacanze. Puntavano forte a vincere oggi, ma non si sono mai visti, neanche uno scatto, un decimo posto, niente. Nulla.
Stesso discorso per altri corridori, che però sabato possono riscattarsi, come Samuel Sanchez o Alexandre Vinokourov.
Le squadre che sono mancate sono state Liquigas e Diquigiovanni. Avevano gli uomini per vincere, o almeno per piazzarsi, ma non ci sono stati. Probabilmente mancavano le gambe, e il pensiero del Giro di Lombardia era nella testa di tutti. Quindi, giudizi rinviati a domenica per tutti. L'ultima corsa dell'anno. L'ultima occasione per raddrizzare una stagione. L'ultima perla per coronare una stagione speciale.