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martedì 3 luglio 2012

Tour de France 2012, Cavendish domina la volata, sua la 2° tappa

21. Come le vittorie al Tour de France di Mark Cavendish. Sua maestà Mark Cavendish, il campione del mondo in carica. Potrei dilungarmi ore sulle sue capacità che ormai tutti conoscono, sulla sua rapidità, la sua potenza, la sua apparente inarrestabilità.
Oggi, tanto per dimostrarci qualcosa di nuovo, il campione della Sky ha deciso di correre senza treno, prendeno la ruota giusta, quella di Greipel, saltandolo agli ultimi 150 metri come lanciato da una molla, andandosi a prendere il meritato successo.
Niente hanno potuto i suoi più acerrimi rivali, André Greipel (Lotto Belisol) e Matthew Goss (Orica GreenEDGE), con il primo lanciato benissimo dai compagni al primo posto e il secondo che era riuscito a battezzare la ruota giusta, ma si sono dovuti accontentare di un 2° e 3° posto, alle spalle del più forte. A seguire la sorpresa Tom Veelers (Argos Shimano, Kittel staccatissimo), 5° un buon Alessandro Petacchi (Lampre), 6° Peter Sagan (Liquigas), apparso meno spavaldo in un terreno che conosce ancora poco, le volate di gruppo contro velocisti di questo calibro. Hutarovich, Haedo, Renshaw e Farrar hanno chiuso una top 10 da paura, con tutti i migliori della specialità.
Classifica generale invariata con Fabian Cancellara (RadioShack) ancora saldamente in giallo, con 7 secondi su Bradley Wiggins (Sky) e Sylvain Chavanel (Omega Pharma QuickStep).

sabato 30 giugno 2012

Tour de France 2012. Presentazione Squadre: Team Sky

Il Team Sky si presenta al via del Tour con una vera e propria corazzata, vera grande favorita della vittoria finale della corsa francese.
Capitano unico sarà Bradley Wiggins: il britannico sembra maturo per la vittoria finale del Tour de France, contando che il percorso di quest'anno non è durissimo e ci sono tantissimi chilometri a cronometro. Wiggins ha dimostrato quest'anno di essere praticamente imbattibile a cronometro e di tenere bene in salita, non cedendo molto agli avversari diretti. In più, può contare su 4-5 corridori che potrebbero fare i capitani in altre squadre, cosa che aumenta il valore della Sky. Avere come gregari Froome, 2° alla Vuelta l'anno scorso, Rogers, Porte e Siutsou è un lusso che solo la Sky si può permettere. Tutti e 4 sono anche fortissimi a cronometro e potrebbero davvero tentare di arrivare tra i primi 10 di questo Tour.
Ma la Sky non è assolutamente finita qui. Al via ci sarà anche il campione del mondo Mark Cavendish che vorrà incrementare il bottino di 20 vittorie al Tour, supportato dal suo fidato Bernhard Eisel, e magari vincere la maglia verde. In più, ci sarà Edvald Boasson Hagen come battitore libero che può vincere le volate, andare in fuga, tirare per Cavendish o tirare per Wiggins in salita. Un jolly da sfruttare, una carta in più di quella che sembra davvero essere la squadra più forte (e convincente) alla partenza di questo Tour.

Iscritti


- Edvald Boasson Hagen (Norvegia) 1987
Miglior piazzamento al Tour: 52° nel 2011, 2 vittorie a Lisieux e Pinerolo 2011. 1 Gent Wevelgem, 2 Eneco Tour, 1 Classica di Amburgo, 1 Tour of Britain, 1 tappa al Giro d'Italia, 5 campionati nazionali crono, 1 Giro di Norvegia.
- Mark Cavendish (Gran Bretagna) 1985
Miglior piazzamento al Tour: 129° nel 2011, 20 vittorie dal 2008 al 2011, 1 maglia verde. Campione del Mondo in carica, 1 Milano Sanremo, 3 Scheldeprijs, 10 tappe al Giro d'Italia, 3 tappe alla Vuelta Espana, 1 Kuurne Bruxelles Kuurne, 1 Ster ZLM Tour.
- Bernhard Eisel (Austria) 1981
Miglior piazzamento al Tour: 107° nel 2006, 3° a Karlsruhe 2005. 1 Gent Wevelgem, 1 Parigi Bourges, 2 tappe al Giro di Svizzera, 1 Commerce Bank Reading, 1 Commerce Bank Lancaster.
- Chris Froome (Gran Bretagna) 1985
Miglior piazzamento al Tour: 81° nel 2008. 2° alla Vuelta a Espana 2011, 1 tappa alla Vuelta a Espana.
- Christian Knees (Germania) 1981
Miglior piazzamento al Tour: 20° nel 2009. 1 campionato nazionale in linea, 1 Bayern Rundfahrt, 1 Rund um Koln.
- Richie Porte (Australia) 1985
Miglior piazzamento al Tour: 71° nel 2011. 1 Volta ao Algarve, 1 tappa al Giro di Romandia, 1 tappa al Giro di Danimarca.
- Michael Rogers (Australia) 1979
Miglior piazzamento al Tour: 9° nel 2006, 2° a Valkenburg 2006. 3 campionati del mondo crono, 1 Giro di California, 1 Giro di Germania, 1 Giro del Belgio, 1 Tour Down Under, 1 Ruta del Sol, 1 Bayern Rundfahrt.
- Kanstantsin Siutsou (Bielorussia) 1982
Miglior piazzamento al Tour: 16° nel 2008. 1 tappa al Giro d'Italia, 1 campionato nazionale in linea, 1 campionato nazionale crono, 1 Tour de Georgia.
- Bradley Wiggins (Gran Bretagna) 1980
Miglior piazzamento al Tour: 4° nel 2009, 3° a Monaco 2009. 1 Parigi Nizza, 2 Giro del Delfinato, 1 Giro di Romandia, 1 campionato nazionale in linea, 2 campionati nazionali crono, 1 tappa al Giro d'Italia.

venerdì 15 giugno 2012

Ster ZLM Tour, Kittel vince la sfida tra velocisti, 2° Renshaw 3° Cavendish

Il tedesco Marcel Kittel ha vinto la prima tappa dello Ster ZLM Tour in Olanda, 6° vittoria stagionale. Il corridore della Argos Shimano ha preceduto Mark Renshaw (Rabobank) e Mark Cavendish (Sky), al 4° posto si è piazzato Kenny Van Hummel (Vacansoleil) mentre davanti a André Greipel (Lotto), 6°, è arrivato un ottimo Giacomo Nizzolo (RadioShack).

martedì 29 maggio 2012

Giro d'Italia 2012, l'analisi di Parliamo di Ciclismo. Duggan nuovo campione nazionale USA

Il Giro d’Italia 2012 è giunto al termine. Sono già passati quasi 2 giorni dalla premiazione in Piazza Duomo ma le sensazioni, le emozioni e le imprese dei corridori restano ancora sulla nostra pelle. Ho preferito lasciar passare un po’ di tempo prima di scrivere di questo Giro perché a caldo l’influenza di un cambio di maglia proprio all’ultima tappa poteva condizionarmi.

Vado un po’ contro alle tante opinioni lette e sentite in questi giorni: a me, questo Giro, è piaciuto. Non è stato il più bello degli ultimi anni, questo è sicuro, però le sorprese e le imprese non sono mancate, come è sempre stato e sempre sarà nel futuro di questa splendida corsa.

Il tracciato è stato disegnato molto bene, tante tappe per i velocisti, qualcuna che poteva servire da trampolino ai corridori più coraggiosi e tante salite, tutte decisive, con tanti arrivi in salita (ricordo ancora l’aborto del Tour con l’ultima salita a decine di chilometri dal traguardo). Un mix perfetto per una corsa esplosiva eppure qualcosa è andato storto, ma che cosa?

Se in 21 tappe le uniche vittorie di campioni di prima grandezza sono quelle di Cavendish, con i bravissimi Joaquin Rodriguez e Goss (ma non li definirei fenomeni) a ruota, forse qualcosa che non è andato per il verso giusto c’è. Sono mancati i grandi campioni.

Basso, Scarponi, Pozzato, Ballan, Frank Schleck, non erano tantissimi alla partenza, è vero, però hanno toppato tutti. Al loro posto, abbiamo potuto godere delle imprese di (speriamo) futuri campioni come Rabottini, Guardini, Izagirre, De Gendt e molti altri che si sono messi in luce seppur senza vincere.

Lo Star Power serve eccome a una corsa per renderla prestigiosa e spettacolare, è verissimo, però il ciclismo sta cambiando molto velocemente, chi prima era un fenomeno si ritrova l’anno dopo come uno dei tanti mentre ci sono giovani di 20-22 anni che stravincono in lungo e in largo (qualcuno ha detto Sagan?). Il ciclismo è cambiato, bisogna accettarlo e saperlo gustare per quello che è, un grandissimo spettacolo tra atleti che danno il loro meglio, sempre.

La vittoria di Ryder Hesjedal va letta in quest’ottica: il canadese non è un fenomeno, non è mai stato neanche un vincente avendo conquistato pochissime vittorie in carriera (rimanendo a 0 anche al Giro), eppure si è ritrovato al posto giusto nel momento giusto, trovando avversari poco coraggiosi o senza energie proprio mentre stava passando uno dei momenti di forma migliori della sua carriera. Non ha rubato niente il corridore della Garmin Barracuda, anzi, è stato il migliore su tutti i terreni, andando come un treno a cronometro e cercando di vincere anche in salita, quando poteva stare comodamente a ruota degli altri. Una vittoria meritata, per il proprio coraggio e quello della squadra, eccezionale sia nella cronosquadre che nelle tappe di montagna, con un Vandevelde molto solido e il giovane Stetina a scuola di vittorie nei Grandi Giri. Forse è dispiaciuto un po’ anche a lui togliere il successo a Joaquin Rodriguez: lo spagnolo della Katusha ha cercato di dare spettacolo sin dalle prime tappe, ottenendo 2 vittorie parziali. Si è inventato uomo di classifica anche se rimane uno scattista, visto che ha sofferto le salite lunghe ed è riuscito a far male soltanto negli ultimi 2 chilometri delle tappe di montagna. La sua vittoria al Giro avrebbe ancor di più sottolineato la mancanza di campioni in forma per la vittoria finale.

La grande sorpresa della corsa è stata senza dubbio il podio di Thomas De Gendt. Il belga della Vacansoleil, nella penuria di azioni convinte e decisive di questo Giro, ha fatto la cosa più semplice di tutte: ha attaccato nel finale del Mortirolo, è stato aiutato da un compagno fino agli inizi dello Stelvio, poi ha proseguito da solo dando tutto. Con una sola azione, è arrivato 3°. Ha sfruttato anche il fatto di non essere marcato (errore di valutazione degli altri), ora dovrà provare a confermarsi nelle prossime gare a tappe, perché il talento c’è.

E passiamo alle due grandi delusioni della corsa rosa, i due che dovevano spartirsi tutte le tappe di montagna e il 1° e il 2° posto sul podio a Milano: Michele Scarponi e Ivan Basso.

Scarponi aveva una squadra con due stelline al suo fianco come Ulissi e Cunego (oltre al solido Niemec) eppure nessuno dei 3 ha aiutato il capitano in montagna, con Cunego sempre lanciato in fuga per cercare la vittoria parziale o (forse) di vincere lui il Giro. Nella settimana finale non mi è sembrato molto brillante, ha provato un attacco solo nel finale dello Stelvio quando ormai i giochi erano fatti. Ai miei occhi sembra sempre un capolavoro incompiuto, un uomo che ti può assicurare il risultato ma che non ha quello spunto che gli consenta di vincere.

Basso ha deluso molto. A parole sembrava dover spaccare il mondo ma ormai è un corridore in involuzione, non ha un cambio di passo che gli consente di staccare gli avversari, avrebbe bisogno di tante salite e di essere in forma eccezionale per vincere ma probabilmente troverebbe qualcuno più giovane e forte di lui. Ha avuto dalla sua parte una squadra incredibile che ha tirato per tutto il Giro, con una menzione speciale per i 3 alfieri italiani, Capecchi, Caruso e Agnoli. Ora si concentrerà sul Tour dove andrà ad aiutare Nibali, poi ha promesso di riprovarci per almeno un paio d’anni. Può diventare fondamentale per i giovani che adesso sono suoi gregari, aiutandoli a diventare uomini in grado di fare alta classifica.

Il Team Sky ha piazzato al 7° e al 9° posto due giovani virgulti colombiani, Uran ed Henao. Purtroppo, hanno deciso di copiare gli altri standosene a ruota senza attaccare mai ma in salita possono diventare devastanti unendo una discreta capacità a cronometro che può renderli uomini non solo da montagna ma anche da classifica generale.

8° posto per Domenico Pozzovivo, al suo risultato migliore al Giro. Sembra un po’ tardi per vederlo sbocciare e l’opzione di cambiare squadra diventando uno dei tanti in una squadra come l’Astana potrebbe essere vantaggiosa per lui, dandogli la possibilità di correre a livelli più alti per tutto l’anno senza il peso della squadra sulle spalle. La Colnago ha dimostrato la sua propensione alla fuga mettendo in mostra talenti già noti come Pirazzi e nuove promesse come Brambilla che ha ottenuto un piazzamento nei 15 al suo primo Giro provando anche qualche attacco (seppur velleitario).

Non hanno convinto Nieve dell’Euskaltel e Gadret dell’AG2R che dovevano infiammare la corsa in salita e che non hanno ottenuto nessun risultato di spessore, a parte un 3° posto sullo Stelvio per Nieve a quasi 3 minuti da De Gendt. Per un Nieve che non ha convinto del tutto, l'Euskaltel ha trovato un Jon Izagirre Insausti in gran spolvero, vincitore di una tappa e talento sul quale investire molto, sia sulle corse di un giorno che sulle corse a tappe.

Scorrendo verso il basso la classifica si nota il 12° posto di Dario Cataldo, chiamato alla prova decisiva per il suo futuro da corridore di corse a tappe che, purtroppo, sembra fallita, visto che un piazzamento del genere non è incoraggiante. 15° è Kreuziger, il grande sconfitto del Giro perché aveva una grande squadra al suo fianco (Tiralongo ha sognato per qualche tappa il podio, poi si è ricordato di essere un gregario, ma ha comunque vinto una bellissima tappa) e ambizioni da vittoria. Il ceco è ancora giovane ma deve capire come mai ha queste battute a vuoto e se sono superabili. Il fisico c'è, la classe anche, la volontà soprattutto visto che la tappa alpina dopo la cotta Kreuziger l'ha vinta, deve trovare continuità.

In ambito volate, gli unici considerabili promossi sono il campione del mondo Mark Cavendish, semplicemente imbattibile (o quasi), Matthew Goss che ha raggiunto l'obiettivo minimo di una tappa vinta, Andrea Guardini e Roberto Ferrari, eccezionali nel vincere volate battendo il più velocista più forte del mondo e Ventoso, velocista perfetto per finali nervosi. Un commento in più per Guardini che ha dimostrato di avere uno spunto veloce impareggiabile, deve soltanto migliorare la tenuta in salita e la capacità di correre in gruppo nei finali, dopodiché sarà un'arma molto temibile per la sua squadra.

Delusione da parte di Farrar e Hushovd che confermano la loro involuzione nelle volate anche se ci provano sempre, soprattutto l'americano. Non pervenuto, se non per qualche caduta, il duo Rabobank Bos - Renshaw che doveva contrastare il dominio Sky ma che è rimasto schiacciato dal team britannico. Male Modolo e Belletti, soltanto ombre rispetto all'anno scorso, mai nelle prime posizioni, mai vicini a un piazzamento. Male anche Francesco Chicchi, chiamato a confermare i progressi della prima parte di stagione ma forse arrivato troppo scarico. Solo qualche piazzamento per lui, ci si aspettava molto di più. Ha deluso anche l'astro nascente Demare: il francesino è giustificato dall'età e al suo primo giro al primo anno da prof ci sta non capirci molto. Lo rivedremo tra qualche anno, sicuramente, tra i protagonisti assoluti.

Segnali positivi sono arrivati dai giovanissimi Giacomo Nizzolo ed Elia Favilli. Il secondo l'abbiamo già conosciuto nelle classiche del nord e si è riconfermato anche al Giro mentre il primo ha dimostrato grande caparbietà, buttandosi nelle volate e ottenendo buoni risultati nelle cronometro, dopotutto è stato il grande avversario di Guardini da Under.

E in questa carrellata di sensazioni e di giudizi come non citare chi ha reso interessante e vivace questa corsa partendo dalla maglia azzura, da Matteo Rabottini, corridore talmente tenace da non cedere dopo una lunghissima fuga al ritorno di un certo Rodriguez andando a vincere la tappa in volata. Il suo futuro è radioso e i margini di miglioramento sono notevoli. Come ogni anno, l'Androni si è lanciata spesso all'attacco con i suoi uomini, ottenendo il successo con Rubiano e sfiorandolo più volte con De Marchi, mentre Felline non è riuscito a mostrare in pieno il suo talento, penalizzato anche dall'andamento della corsa che non ha premiato chi aspettava gli ultimi chilometri per scattare nelle tappe mosse. Appena sono arrivate le salite, sono cambiati gli interpreti con Serpa, Sella e Jackson Rodriguez all'attacco insieme all'onnipresente De Marchi.

Tra gli altri, mi sono piaciuti molto Herrada e Intxausti della Movistar, corridori ancora molto giovani e con possibilità concrete di far classifica negli anni a venire, e il compagno Amador, attaccante nato con discrete doti sia in salita che nello spunto veloce, molto tifato sulle strade italiane dopo la vittoria a Cervinia.

Un plauso particolare ad Adriano Malori, unica maglia rosa italiana del Giro, a Manuele Boaro, che ha dimostrato di essere qualcosa di più che un cronoman puntando magari alle classiche, a Marco Pinotti, semplicemente straordinario nell'ultima cronometro dove è riuscito a battere corridori ben più giovani di lui, e a Taylor Phinney, talento e grinta da vendere, sfortunatissimo nelle prime tappe dopo aver vestito la maglia rosa ma esemplare nel concludere la corsa.

Frank Schleck, José Rujano, Filippo Pozzato, Alessandro Ballan, Giovanni Visconti e in parte Oscar Gatto: hanno corso il Giro? La delusione più grande arriva da Schleck, arrivato quasi per caso al Giro e uscito di scena per una non meglio specificata slogatura alla spalla. Il mio pensiero è che non avesse tanta voglia di correrlo questo Giro e al primo problema ha mollato, ricongiungendosi subito al fratellino per pianificare una nuova sconfitta al Tour de France. Rujano ha fatto imbestialire anche Gianni Savio per il suo scarso impegno. Ha provato un paio di scatti poco convinti finché si è ritirato per la febbre. Non una grave perdita. Pozzato, Ballan, Visconti e Gatto sono il simbolo di quello che non è successo nelle tappe un po' mosse. Hanno dimostrato ancora una volta di avere la sindrome del vorrei ma non posso, del mi manca sempre qualcosa per vincere. Hanno osato poco (Visconti e Gatto) o nulla (Pozzato e Ballan) e sono usciti dal Giro decisamente senza lode. Puntiamo su di voi per le corse di un giorno e infatti ne vinciamo poche, pochissime.


Tirando le somme, abbiamo visto un Giro combattuto, non dai protagonisti previsti ma da molti outsider. Lo spettacolo non è mancato e le sorprese (soprattutto) neanche. Per il Giro 2013, mi piacerebbe rivedere qualche campione in più alla partenza sperando che possano darsi battaglia lungo le strade d'Italia, inseguendo il sogno di una maglia rosa da vincere. L'ha detto oggi Cavendish in una dichiarazione, il Tour è a suo modo difficile ma il Giro è davvero tremendo.


RISULTATI DEL 28 MAGGIO


Campionato Nazionale In Linea - USA: Timothy Duggan è il nuovo campione nazionale in linea degli Stati Uniti. Il corridore della Liquigas, al primo successo in carriera, ha attaccato il gruppo dei migliori formatosi al termine della Paris Mountain e comprendente Van Garderen, Danielson, Ben Jacques-Maynes e il campione uscente Busche. Il gruppetto inseguitore non è riuscito a organizzare l'inseguimento ed è stato ripreso mentre Duggan si involava verso la vittoria. Alle spalle del corridore della Liquigas si sono piazzati Frank Pipp (Bissell Pro Cycling) e Kiel Reijnen (Team Type 1).

Tour de Gironde - Francia: Successo finale per l'olandese Nick Van der Lijke. Il corridore della Rabobank CT, in testa alla classifica sin dalla 1° tappa grazie a una fuga, ha vinto davanti al compagno di squadra Daan Oliver e al francese Fabien Fraissignes (GSC Blagnac). 4° posto per Reinardt Janse Van Rensburg (MTN), mattatore negli ultimi 2 mesi delle corse di secondo piano al Nord. L'ultima tappa è stata vinta in volata dall'olandese Geert Van der Weijst (Jo Piels) davanti a Silvan Dillier (EKZ) e Janse Van Rensburg (MTN).

venerdì 25 maggio 2012

Giro d'Italia 2012, Guardini batte Cavendish a Vedelago. Rogers 1° in Baviera

GIRO D'ITALIA 2012 18° TAPPA - ANDREA GUARDINI (FARNESE VINI)

Andrea Guardini ha vinto in volata la 18° tappa del Giro d'Italia 2012. Il velocista della Farnese Vini ha surclassato gli avversari con uno spunto degno dei migliori velocisti, andando a battere sua maestà Mark Cavendish (Sky) e il bravissimo Roberto Ferrari (Androni Giocattoli). Un successo importantissimo per Guardini, fin qui molto criticato da tutto il mondo del ciclismo per la sua scarsa resistenza sulle salite, che lancia il corridore italiano tra i più grandi velocisti del panorama mondiale.
La tappa era congeniale per Guardini, una dolce picchiata verso Vedelago senza una sola difficoltà. Una fuga ha provato a rendere più movimentata la giornata ma il Team Sky ha chiuso su di loro prima del traguardo volante per permettere a Cavendish di sprintare per i punti della maglia rossa. Superato il traguardo volante, un'altra fuga ci ha riprovato ma il finale di oggi era ormai scritto, volata. Sky e Saxo Bank hanno occupato le posizioni di testa negli ultimi chilometri ma è stata la squadra britannica a prendere davanti l'ultimo km con Eisel e Thomas, in coda Cavendish, Ferrari, Guardini e tutti gli altri. Thomas si è ritrovato davanti un po' troppo presto ma è riuscito a tenere tutti in coda finché Guardini è partito come un razzo sulla destra e Cavendish con Ferrari a sinistra. Non c'è stato molto da fare, Guardini aveva una marcia in più e Cavendish sembrava un po' imballato e non riusciva a esprimere la stessa potenza che di solito ha, forse stanco dai tanti sprint fatti anche nelle tappe di montagne. Il corridore della Farnese Vini ha vinto nettamente con una bici di vantaggio su Cavendish, Ferrari, Hunter, Haedo, Nizzolo, Kristoff e Chicchi.
Il giovane Guardini è un atleta che fa discutere: nessuno nega le sue doti di velocista ma il suo adattamento al ciclismo che conta sembra procedere un po' a rilento. Nelle prime tappe ha subito qualsiasi cambio di passo, anche su percorsi non molto difficili, e non si è mai fatto trovare davanti per gli sprint. Sulle montagne è spesso arrivato ultimo e aggrappato ai secondi per non uscire dal tempo massimo, ma con la vittoria a Vedelago si è preso una grandissima rivincita, contro chi non crede tanto nelle sue doti, uniche in tutto il gruppo. Guardini è uno scattista, riesce ad aumentare la velocità in pochissimi metri mantenendo lo sforzo costante per 200-300 metri senza affanno. Un velocista moderno, un mix tra McEwen e Cipollini, potente ma scattante. Uno con un grandissimo avvenire che, come giustamente ha sottolineato il suo ds Scinto, non deve montarsi la testa, deve continuare a lavorare per migliorare nella tenuta e nella tattica di gara, così che le vittorie possano aumentare a dismisura.
Un parere personale: un velocista deve vincere le volate. Se arriva ultimo in montagna e vince 4 tappe, a qualcuno importa delle sue capacità in salita?
Anche Cavendish al traguardo ha ammesso la superiorità di Guardini in questa volata, giustificandosi anche con la maggior freschezza dell'avversario, appunto che potrebbe starci visto la continua ricerca di punti per la maglia rossa del britannico e il relativo dispendio di energie per sprintare ogni volta. Guardando il lato positivo, Cavendish così a me sembra molto più umano e meno extraterrestre come era sembrato finora.
Giornata tranquilla per gli uomini di classifica, l'ultima prima della tre giorni terribile Pampeago - Stelvio - Cronometro di Milano. Non vedo l'ora.

RISULTATI DEL 24 MAGGIO

Giro d'Italia 18° tappa: 1° Andrea Guardini (Farnese Vini), 2° Mark Cavendish (Sky), 3° Roberto Ferrari (Androni Giocattoli). Maglia rosa: Joaquin Rodriguez (Katusha).
Giro del Belgio - Belgio: Secondo successo di fila per il tedesco Andre Greipel. Il corridore della Lotto Belisol ha vinto la 2° tappa in volata precedendo gli italiani Danilo Napolitano (Acqua & Sapone) e Jacopo Guarnieri (Astana).
Bayern Rundfahrt - Germania: 4 GPM per la 2° tappa ma con l'ultimo posto a 40 km dall'arrivo. Ma l'ultima salita ha stuzzicato la voglia di provarci di Michael Rogers e Kanstantin Siutsou (Sky), Vladimir Gusev (Katusha), Haimar Zubeldia (RadioShack) e Jerome Coppel (Saur Sojasun). I cinque sono riusciti a resistere al ritorno del plotone e in volata è stato Rogers a vincere su Gusev, Coppel, Zubeldia e Siutsou mentre Alessandro Petacchi (Lampre) regolava il gruppo 23 secondi più tardi. In virtù del successo nella 2° tappa, Rogers è diventato anche il nuovo leader. Una curiosità: Rogers non vinceva una corsa dal 23 Maggio 2010, classifica generale del Tour of California, praticamente 2 anni fa.
An Post Ras - Irlanda: Il francese Thomas Rostollan (Aix-en-Provence) ha vinto la 5° tappa, considerata la più dura della corsa con 7 GPM e uno strappo indicato come il più duro d'Irlanda, Mamore Gap. Rostollan è andato in fuga insieme ad altri 4 a circa 70 km dal traguardo, rimanendo da solo nei chilometri finali e superando indenne il Mamore Gap. Alle sue spalle si sono piazzati il ceco Martin Hunal (AC Sparta), Jonathan Fumeaux e Nicolas Baldo, entrambi Atlas, giunti a 9 secondi di ritardo, mentre Bagdonas (An Post) ha regolato quello che era rimasto del gruppo principale. Cambio al vertice della classifica con Baldo che può vantare 3 secondi di vantaggio su Rostollan e 7 secondi su Hunal.
Tour of Trakya - Turchia: Arrivo in volata nella 1° tappa della corsa turca e successo per l'ucraino Yuri Metlushenko (Konya Torku Seker) sul nazionale rumeno Eduard Michael Grosu e sul padrone di casa Ahmet Akdilek (Salcano Arnavutkoy).
Giro delle Pesche Nettarine (U23) - Italia: Successo nel prologo inaugurale di Castel San Pietro per il portacolori della Zalf Desiree Fior Paolo Simion. Il corridore classe '92 ha preceduto sul tracciato di circa 3 km Massimo Coledan (Trevigiani) di pochi centisimi e Michele Scartezzini (Trevigiani) di 1 secondo. Da segnalare l'ottima prestazione del vincitore dell'anno scorso, Mattia Cattaneo, 5° a 4 secondi.

sabato 19 maggio 2012

Tripletta di Cavendish a Cervere al Giro d'Italia, Georges vince in fuga in California

GIRO D'ITALIA 2012 13° TAPPA - MARK CAVENDISH (SKY)

Il campione del mondo
Mark Cavendish ha messo il sigillo anche sulla 13° tappa del Giro d'Italia 2012 andando a vincere una bellissima volata sul rettilineo finale di Cervere. Il corridore del Team Sky sul traguardo ha preceduto Alexander Kristoff (Katusha), Mark Renshaw (Rabobank) e gli italiani Sacha Modolo (Colnago) ed Elia Favilli (Farnese Vini). Per Cavendish si tratta della terza vittoria alla corsa rosa 2012.
C'è poco da raccontare di questa tappa: un tentativo partito al km 0 di Failli (Farnese Vini) e Keizer (Vacansoleil), all'ennesima fuga, ha animato la giornata. Il duo è stato ripreso soltanto ai -10 km, con il gruppo tirato dalla Sky lanciatissimo verso l'arrivo. Prima la Saxo Bank e poi la GreenEDGE hanno provato a scalzare il treno della Sky, con la seconda che è riuscita a farlo: Lancaster ha portato Goss a partire davanti a tutti ma Cavendish, rimasto solo e un po' intruppato, ha saltato l'australiano sulla sinistra passando per pochi centimetri e ha esploso la sua volata distruggendo qualsiasi avversario. Una dimostrazione di assoluta superiorità, nonostante una squadra che per la prima volta lo ha messo in leggera difficoltà, superata dalla classe del britannico.

TOUR OF CALIFORNIA 6° TAPPA - SYLVAIN GEORGES (AG2R)

Se il Giro non ha proposto nessuna sorpresa nella volata della 13° tappa, in questa 6° tappa del Tour of California il finale è stato molto concitato e con un lieto fine importante. La vittoria è andata a Sylvain Georges (AG2R), francese, che ha staccato i compagni di fuga nell'ultimo tratto in salita cogliendo il successo a Big Bear Lake. Alle sue spalle, Peter Sagan (Liquigas) ha regolato il gruppetto dei migliori davanti a Peter Velits (Omega Pharma QuickStep) e Thomas Damuseau (Argos), arrivato a 29 secondi di ritardo.
Classifica generale invariata per David Zabriskie (Garmin) che ha mantenuto un ottimo margine sul 2°, Tejay Van Garderen (BMC), staccato di 34 secondi.

I RISULTATI DEL 18 MAGGIO 2012

Giro d'Italia 13° tappa, Savona - Cervere: 1° Mark Cavendish (Sky), 2° Alexander Kristoff (Katusha), 3° Mark Renshaw (Rabobank). Leader: Joaquin Rodriguez (Katusha).
Tour of California 6° tappa: 1° Sylvain Georges (AG2R), 2° Peter Sagan (Liquigas) a 28 s. 3° Peter Velits (QuickStep Omega Pharma). Leader: David Zabriskie (Garmin).
Circuit de Lorraine - Francia: Arrivo in volata nella 3° tappa e successo per Sebastien Hinault (AG2R), 2° posto per il leader della classifica generale Nacer Bouhanni (FDJ) mentre 3° si è piazzato l'italiano Marco Marcato (Vacansoleil).
Tour of Norway - Norvegia: 3° tappa e 3° arrivo in volata. Successo andato ad Aidis Kruopis, lituano della GreenEDGE, davanti all'ancora battuto Edvald Boasson Hagen (Sky) e Jonas Ahlstrand (Cykelcity) mentre Alessandro Petacchi (Lampre) è giunto 4°. Ahlstrand è diventato il nuovo leader della classifica generale della corsa.
Fleche du Sud - Lussemburgo: Successo solitario per il tedesco Julian Kern nella 3° tappa. L'atleta della Leopard Trek CT, diventato anche il nuovo leader della corsa, ha preceduto di 46 secondi il primo gruppetto di inseguitori regolato da Lasse Bochman (Glud & Marstrand) e da Adam Phelan (Drapac Porsche), con 4° Johan Coenen (Differdange), 5° Jure Golcer (Tirol) e 6° il compagno Bob Jungels.
Tour of Hellas - Grecia: L'arrivo di Methoni ha ispirato il corridore di casa Perikles Ilias. L'atleta della SP Tableware ha preceduto un gruppetto di altre 3 persone a 46 secondi mentre il gruppo più corposo è arrivato a 1 minuto e 6 secondi. Alle spalle di Ilias, 2° posto per Nebojsa Jovanovic mentre 3° è giunto Alberto di Lorenzo (Meridiana) con 4° Jaume Rovira Pous (Tabriz). Lo sloveno Robert Vrecer è rimasto il leader della corsa.
Olympia's Tour - Olanda: Successo per l'olandese Bart Van Haaren (Koga) che nella 4° tappa ha regolato un gruppetto di 7 atleti, rimasti in testa dopo una frazione molto più simile a una classica del nord visto che la corsa ha affrontato una decina di strappi tra cui il Cauberg e il Eyserbosweg. Alle spalle di Van Haaren si è piazzato il nuovo leader della corsa, l'australiano Michael Freiberg, mentre 3° è giunto il russo Vyacheslav Kuznetsov.
Ronde de l'Isard (U23) - Francia: Tappa e maglia per il russo Sergey Chernetskiy (Itera Katusha) che ha preceduto tutti nella 2° frazione. Alle sue spalle, a 1 minuto e 26 secondi, volata a 5 vinta da Pierre-Henri Lecuisinier (Vendee U) su Mathieu Le Lavandier (Sojasun Espoir).
Tour de Berlin (U23) - Germania: Successo nella cronometro e 1° posto in classifica generale per Nikias Arndt (LKT Team Brandenburg). Il tedesco ha vinto la frazione con 2 secondi su Stefan Poutsma (Jo Piels) e 9 secondi su Sergey Temnenko (Itera Katusha U21).
Vuelta a Guatemala - Guatemala: Arrivo in salita nella 6° tappa e successo per il colombiano Javier Eduardo Gomez Pineda (EPM - UNE). Alle sue spalle Rolando Soloman (Insta Cofi de Café) a 1 minuto e 30 secondi e Chad Haga (Optum) a 1 minuto e 35 secondi mentre il leader della classifica generale, Wilson Ramiro Rincon Diaz (EPM - UNE), ha chiuso al 5° posto a 2 minuti e 4 secondi, mantenendo in graduatoria lo stesso vantaggio sul compagno di squadra Freddy Piamonte, arrivato con lo stesso tempo al traguardo.

giovedì 17 maggio 2012

Al Giro d'Italia vince Roberto Ferrari. Sagan fa 4 al Tour of California

GIRO D'ITALIA 2012 11° TAPPA - ROBERTO FERRARI (ANDRONI GIOCATTOLI)

Roberto Ferrari si segnerà per sempre il 16 Maggio sul calendario con una x rossa, il suo giorno perfetto. Il corridore dell'Androni Giocattoli ha messo il sigillo alla sua finora discreta carriera andando a vincere allo sprint l'11° tappa del Giro d'Italia 2012 tra Assisi e Montecatini Terme. L'italiano ha preceduto Francesco Chicchi (Omega Pharma QuickStep) e Tomas Vaitkus (GreenEDGE) con il campione del mondo Mark Cavendish (Sky) 4°.
Una giornata di riscatto per Ferrari dopo le pesanti polemiche sulla sua volata nella 3° tappa in Danimarca che era costata a un po' di corridori qualche botta ed escoriazioni varie. Un riscatto per un corridore che si definisce (e lo è) molto corretto, che è uno sprinter di quelli che si chiamano "atipici", non è potentissimo, non riesce magari a vincere una volata con gruppo compatto ma in alcune occasioni può diventare un avversario molto pericoloso perché è sgusciante e molto rapido.
Quando, sulle salite precedenti l'arrivo, avevo sentito che Goss e Guardini si erano staccati, mi era venuto subito in mente il nome di Felline per la tappa di oggi. Invece, è stato il compagno Ferrari a prevalere. Ma meritano un commento tutti gli ultimi km, prima con l'attacco di Giovanni Visconti (finalmente pimpante e propositivo) insieme a Gatto, Vicioso e Gasparotto, raggiunti prima da Damiano Caruso e poi addirittura da Kreuziger e Scarponi. Il gruppo, ovviamente, ha subito ricucito lo strappo. Eppure questa bagarre ha provocato il secondo giorno consecutivo di ritardo per Frank Schleck, disattento ancora una volta o con qualche problemino di tenuta, che è giunto al traguardo con 46 pesanti secondi di ritardo.
Ripresi i fuggitivi, è stata una sinfonia Sky fino all'ultimo km quando Ventoso ha provato a fare il buco per Visconti che non ci ha creduto (o non ce l'ha fatta) e si è rialzato. Poi, saltato anche l'ultima ruota Sky, davanti si è ritrovato, quasi per caso, Vaitkus. All'ultima curva una scivolata di Sacha Modolo stoppava qualche corridore mentre il lituano lanciava la sua volata e Thomas perdeva un po' il passo per Cavendish. Ferrari e Cavendish si sono buttati all'inseguimento ma mentre l'italiano sembrava volare, l'arrivo leggermente in salita ha tagliato le gambe del britannico che molto probabilmente ha sbagliato rapporto, tradito proprio dall'inaspettata strada all'insù. Ferrari è stato molto bravo a gestire gli ultimi metri superando nettamente il calante Vaitkus e vincendo su un Chicchi in fortissima rimonta ma tagliato fuori proprio dalla caduta di Modolo.
Finalmente una vittoria italiana in volata, la prima a questo Giro, da quello che in molti non volevano più alla corsa rosa: i casi bizzarri della vita. Il contraltare è l'ennesima caduta causata da un corridore nostrano, un altro pretendente alla maglia azzurra alle Olimpiadi come Modolo che commette una distrazione fatale quando era ben messo per lo sprint. Ma che fine ha fatto il Modolo dell'estate scorsa?
Durante la corsa, da sottolineare il bellissimo tentativo di Manuele Boaro (Saxo Bank), uomo da cronometro e chissà, magari qualcosa di più.
Per la classifica generale non cambia nulla tranne per Frank Schleck (RadioShack), attardato e, si spera per lo spettacolo delle prossime tappe, soltanto un po' di distratto.

TOUR OF CALIFORNIA 4° TAPPA - PETER SAGAN (LIQUIGAS)

La corsa si può riassumere nell'ultimo chilometro. Tante squadre davanti finché Daniel Oss decide di partire e prenda la testa della corsa, Sagan aspetta il momento giusto non facendosi prendere dalla foga quando gli altri gli partono a fianco e scatta verso il traguardo, liberando la sua potenza e vincendo nettamente la quarta tappa consecutiva della corsa.
Cosa si può dire di un corridore di questo calibro? Che dispiace non vederlo al Giro a combattere contro i migliori velocisti del mondo, ma sarà questione di tempo finché non prenderà parte al Tour. La coppia Oss - Sagan sembra poter rivaleggiare quella di Thomas - Cavendish, almeno a vedere dagli sprint di questi giorni, e sicuramente è un bel segnale per tutta la Liquigas.

PELLIZOTTI IN PARADISO, TURGOT ALL'INFERNO

Le storie di questi due corridori che apparentemente non c'entrano nulla si sono unite oggi in uno strano scambio di posizioni.
L'italiano Franco Pellizotti, squalificato per 2 anni per valori anormali nel suo passaporto biologico (anche se un po' di mistero sulla vicenda rimane), è tornato in gara con l'Androni Giocattoli al Giro di Norvegia concludendo la tappa in gruppo.
Il francese Sebastien Turgot, 2° alla Parigi Roubaix di quest'anno, secondo L'Equipe è sotto indagine da parte della sua federazione per 3 mancati controlli antidoping nell'arco degli ultimi 18 mesi. La situazione sembra essersi chiarita da un comunicato dell'Europcar che difendeva il corridore dicendo che i controlli saltati sono 2 e che gli unici problemi erano riguardo la comunicazione della posizione del corridore per problemi al collegamento internet con il sistema. Ma è pesante la dichiarazione mattutina di Bernaudeau, il suo team manager, che a caldo lo ha definito "Un imbecille, è indifendibile".
Per un corridore che torna al ciclismo vero, quello che si fa in strada, un altro entra in quello fatto di scoop, indagini, processi e lo spettro del doping.

RISULTATI DEL 16 MAGGIO

Giro d'Italia 11° tappa: 1° Roberto Ferrari (Androni Giocattoli), 2° Francesco Chicchi (Omega QuickStep), 3° Tomas Vaitkus (GreenEDGE). Maglia rosa: Joaquin Rodriguez (Katusha)
Tour of California 4° tappa: 1° Peter Sagan (Liquigas), 2° Heinrich Haussler (Garmin), 3° Michael Matthews (Rabobank). Leader: Peter Sagan (Liquigas).
Tour of Norway - Norvegia: Prima tappa con arrivo in volata e beffa per i due grandi favoriti, Alessandro Petacchi (Lampre) ed Edvald Boasson Hagen (Sky), che si sono dovuti accontentare della 2° e della 3° piazza, battuti dal giovanissimo svedese Jonas Ahlstrand (Cykelcity), che sta confermando importanti miglioramenti già intravisti in primavera con buoni piazzamenti in alcune corse europee a livello Under 23. Boasson Hagen è partito davanti ma probabilmente troppo presto e ha subito la rimonta prepotente del giovane svedese mentre Petacchi è partito forse troppo indietro, impossibilitato a tentare una rimonta concreta su Ahlstrand.
Circuit de Lorraine - Francia: Volata vincente per Nacer Bouhanni nella 1° tappa. Il corridore della FDJ ha preceduto nettamente Marco Marcato (Vacansoleil), Cyril Lemoine (Saur Sojasun) e Claudio Corioni (Acqua & Sapone).
Tour of Hellas - Grecia: Buon ritorno alle corse per Davide Rebellin in maglia Meridiana Kamen. Il corridore italiano si è subito piazzato nella 1° tappa della corsa greca arrivando 2° alle spalle dello sloveno Robert Vrecer (Vorarlberg) mentre 3° è giunto Ioannis Tamouridis (SP Tableware).
Olympia's Tour - Olanda: Volata a tre e successo per Jenning Huizenga (Rabobank CT) nella 2° tappa. Alle sue spalle il russo Vyacheslav Kuznetsov (Itera Katusha) e l'australiano Michael Freiberg (Jayco AIS). Huizenga è anche il nuovo leader della classifica.
Fleche du Sud - Lussemburgo: Prima tappa e successo per il danese André Steensen (Glud & Marstrand) che ha preceduto Jure Golcer (Tirol) mentre Reinardt Janse Van Rensburg (MTN) ha regolato un gruppetto a 11 secondi per il terzo posto finale.
Azerbaijan Tour - Iran: Vittoria finale per lo spagnolo Javier Ramirez (Andalucia) che ha preceduto i corridori di casa Abbass Saeidi Tanha (Azad University) e Hossein Askari (Tabriz). La sesta e ultima tappa si è risolta allo sprint con il successo di Vojtech Hacecky sul compagno Alois Kankovsky (Dukla Praha) e Hossein Nateghi (Tabriz).
Vuelta a Guatemala - Guatemala: La 4° tappa, una cronometro individuale di 29,8 km, è stata vinta dal corridore di casa Alder Torres (Insta Cofi de Cafe) sui brasiliani della Funvic Octavio Bulgarelli, 2° a 55 secondi, e Gregory Panizo, 3° a 1 minuto e 36 secondi. In classifica generale comanda Ramiro Rincon (EPM UNE) proprio su Torres, staccato di 1 minuto e 18 secondi.

venerdì 11 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Mark Cavendish vince anche a Fano, 3° Bennati

GIRO D'ITALIA 2012 - 5° TAPPA

Modena - Fano, 209 km

Mark Cavendish ha vinto allo sprint la 5° tappa del Giro d'Italia 2012. Il corridore del Team Sky ha preceduto l'australiano Matthew Goss (Orica GreenEDGE) e Daniele Bennati (RadioShack), primo italiano a salire sul podio di una tappa del Giro di quest'anno.
Nessun cambiamento in classifica generale con il lituano Ramunas Navardauskas (Garmin Barracuda) saldamente al 1° posto. Escono di classifica Tyler Farrar e soprattutto Taylor Phinney, che a causa dell'ennesima caduta è arrivato al traguardo con 12 minuti di ritardo.

LA CORSA

Tappa per velocisti questa Modena - Fano anche se, dopo 160 chilometri di pianura, il tratto di costa tra Misano Adriatico e Pesaro era tutt'altro che piatto e banale.
Dopo pochi chilometri parte la fuga di giornata composta da Brian Bulgac e Olivier Kaisen (Lotto), Pierpaolo De Negri (Farnese Vini) e Alessandro De Marchi (Androni Giocattoli). Per i quattro massimo vantaggio intorno ai 6 minuti. Il gruppo nel finale, tirato dagli uomini della maglia rosa, riduce il distacco ma l'aumento della velocità provoca anche qualche caduta e a farne le spese è ancora Taylor Phinney. Sul tratto di strada panoramica, davanti se ne va De Marchi mentre dietro si mette in testa la Liquigas, facendo perdere le ruote del gruppo a velocisti come Bos, Guardini, Hushovd, Farrar e Ferrari.
Nel tratto in discesa verso Pesaro è l'Astana a mettersi a tirare per tenere davanti il capitano Kreuziger finché, tornati in pianura, sono le squadre dei velocisti a rimettersi in testa. Su tutte è la Sky la squadra più convincente e il treno per Cavendish funziona ancora perfettamente con Thomas che lancia il campione del mondo con il traguardo in vista. Per Cavendish lavoro semplice (o almeno per lui è così) e per Goss e Bennati c'è solo la possibilità di piazzarsi sul podio di giornata. Da segnalare gli squilli di Sacha Modolo (Colnago), 5°, Elia Favilli (Farnese Vini), 7°, e Manuel Belletti (AG2R), 8°.

IL COMMENTO

Impedirgli di fare la volata sembra davvero l'unico modo per fermare la striscia vincente di Mark Cavendish. Il campione del mondo sembra incontenibile, ancor più se la sua squadra riesce a farlo partire anche in testa. Goss ci ha provato a uscire ma è stato subito ricacciato indietro mentre Bennati, 3°, non si è neanche alzato sui pedali puntando direttamente a un piazzamento. Una facilità di vincere che ricorda molto quella di Mario Cipollini ai tempi d'oro, seppur con grandissime differenze di stili. A parte Goss, sembrano solo le cadute l'unica arma per contrastare questo Cavendish.

GLI ITALIANI

Italia protagonista nella 5° tappa del Giro d'Italia. Dopo la fuga di De Negri e De Marchi, gli azzurri riescono a piazzarsi bene in volata nonostante l'assenza di Ferrari e Guardini. Ottimo piazzamento per Daniele Bennati (RadioShack), sicuramente non brillantissimo ma corridore solido. Incoraggianti il 5° posto di Modolo e l'8° di Belletti mentre il processo di crescita di Elia Favilli sembra continuare nel migliore dei modi con il 7° posto del giovane atleta della Farnese Vini, reduce da una campagna del Nord eccezionale e dal "salto" sopra Cavendish nella 3° tappa.
Nelle classifiche generali, Alfredo Balloni mantiene per un altro giorno la maglia azzurra del leader dei GPM.

LE ALTRE CORSE - MONIA BACCAILLE VINCE IN CINA

Importante successo per Monia Baccaille nella 2° tappa del Tour of Chongming Island in Cina. L'atleta della MCipollini Giambenini ha preceduto allo sprint l'australiana Chloe Hosking (Specialized) e l'americana Shelley Olds (AA Drink). Per la Baccaille, grazie agli abbuoni, primo posto anche in classifica generale a una sola tappa dal termine della corsa.
In Francia, successo per Paul Poux nella 1° tappa del Rhone-Alpes Isere Tour. Il corridore della Saur Sojasun ha sfruttato il percorso vallonato per attaccare i compagni di fuga e andare a vincere con 28 secondi sul primo gruppetto inseguitore, regolato da Romain Hardy (Bretagne Schuller) e Kevin Reza (Europcar).
In Polonia, arrivo in volata nella 1° tappa del Tour of Malopolska. Al primo posto si è piazzato Mariusz Wiesiak (Nazionale Polacca), 2° Tomasz Smolen (Bank BGZ) e 3° Bartlomiej Matysiak (CCC Polsat). Wiesiak è diventato anche il primo leader della corsa.
In Malesia, 3° tappa della Jelajah Malaysia contraddistinta da una fuga con il corridore di casa Mohd Shahrul Mat Amin (Terengganu) che si è imposto in volata sull'indonesiano Dani Lesmana (Polygon Sweet Nice) mentre l'altro malese Muhamad Othman (Nazionale Malesia) è arrivato 3° a 21 secondi. Il gruppo, disinteressato a riprendere la fuga, è arrivato 1 minuto e 58 secondi dal vincitore. Rimane leader della corsa l'uzbeko Yusup Abrekov (Suren).
In Azerbaijan, lo spagnolo
Diego Rubio ha vinto la 2° tappa del Heydar Aliyev Anniversary Tour. Il corridore della Diputacion de Avila, sfruttando un tracciato molto duro e con 3 GPM, ha preceduto di 12 secondi il giovane algerino Youcef Reguigui (Centre Mondiale), già vincitore di una tappa al Terre di Toscana, e di 13 secondi il lituano Zydrunas Savickas (Gediminas Gruodis), mentre il quarto classificato è giunto a più di 1 minuto di ritardo. Grazie alla buona prova nella cronosquadre, Reguigui è diventato il nuovo leader della corsa. Alle sue spalle il russo Kirill Yatsevich (Itera Katusha), staccato di 43 secondi, e il kazako Baktiyar Kozhatayev, in ritardo di 48 secondi, mentre lo spagnolo Rubio si è portato a 52 secondi di ritardo conquistando il 4° posto in graduatoria.

martedì 8 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Matthew Goss vince la 3°tappa, carambola nel finale con a terra Cavendish e Phinney

GIRO D'ITALIA 2012 - 3°TAPPA

Horsens - Horsens (Danimarca), 190 km

L'australiano Matthew Goss ha vinto la rocambolesca volata che ha concluso la 3° tappa del Giro d'Italia 2012. Il corridore della GreenEDGE, guidato perfettamente dal proprio treno, ha preceduto l'argentino Juan José Haedo (Saxo Bank) e lo statunitense Tyler Farrar (Garmin). Lo sprint è stato caratterizzato dall'ennesima caduta di questi giorni, provocata dall'italiano
Roberto Ferrari (Androni) che ha cambiato traiettoria andando vistosamente e pericolosamente verso destra, toccando la ruota anteriore di Mark Cavendish (SKY) che ha innescato il capitombolo generale. Tra gli altri, a farne le spese maggiori è stata la maglia rosa Taylor Phinney (BMC), che ha raggiunto la linea del traguardo dopo svariati minuti a terra. Per lui, dopo aver comunque festeggiato sul podio la propria maglia rosa, trasferimento a Verona e controlli in ospedale, con la speranza che la caviglia gonfia guarisca miracolosamente.

LA CRONACA

Tappa pianeggiante la Horsens - Horsens che ha concluso la campagna danese del Giro d'Italia. Profilo classico, un dentello di 4° categoria a metà percorso e circuito finale cittadino. Prima di partire, minuto di silenzio dedicato allo scomparso Wouter Weylandt, deceduto l'anno scorso proprio al Giro d'Italia, al quale la tappa è stata dedicata.
Dopo pochi chilometri sei uomini sono riusciti a prendere il largo, Miguel Minguez Ayala (Euskaltel), Martijn Keizer (Vacansoleil), Alfredo Balloni (Farnese Vini), Ramunas Navardauskas (Garmin), Reto Hollenstein (NetApp) e Mads Christensen (Saxo Bank). Vista la presenza di Navardauskas, distante soli 22 secondi dalla maglia rosa, la BMC di Phinney ha tenuto chiusa la corsa lasciando un vantaggio massimo di soli 3 minuti e 52 secondi ai fuggitivi. Ai 37 dall'arrivo Christensen ha salutato la compagnia degli altri fuggitivi, rimanendo in avanscoperta per qualche altro chilometro, ma il ricongiungimento era ormai inesorabile. Come nella tappa precedente, al contrattacco si è lanciato Lars Bak (Lotto): per lui vantaggio massimo di 15 secondi, ripreso ai -11.
La colorata sfilata dei treni per i velocisti si è lanciata a tutta fin sul traguardo, con il team di Goss che ha preso davanti l'ultimo chilometro. L'australiano è riuscito a partire in testa tenendo a bada Haedo e Farrar mentre Roberto Ferrari cambiava traiettoria tirando giù Cavendish e la maglia rosa Phinney.

IL COMMENTO

Tappa fotocopia della precedente, lunga fuga, gruppo attento soprattutto a evitare le cadute, contrattacco di Bak e volata con caduta per il gran finale. Questa volta la GreenEDGE ha fatto valere la classe e la potenza del suo treno, portando Goss in prima posizione. Per l'australiano è stato semplice contrastare gli avversari, tenendo dietro nell'ordine Haedo, Farrar e Demare. Peccato per Cavendish, non era nelle prime posizioni ma è abituato a vincere anche partendo più indietro. Finalmente un piazzamento nei 10 per Guardini che continua a essere troppo indietro quando la volata viene lanciata, e un incoraggiante 7° posto per Kristoff, finito a terra nella 2° tappa e oggi piazzato. Sfortuna nera per Phinney: dopo l'inconveniente meccanico di ieri, oggi è finito a terra rialzandosi con difficoltà, ma ha dimostrato una volontà di ferro, caratteristica dei grandi campioni di questo sport.

IL VINCITORE

Come tutti gli altri velocisti, anche l'australiano Matthew Goss può ritenersi un po' sfortunato nell'essere nato durante la generazione di Mark Cavendish. Eppure il corridore della GreenEDGE è riuscito a ritagliarsi il suo spazio, vincendo e convincendo con il passare degli anni. Insieme all'assente Greipel, sembra l'unico in grado di impensierire il campione del Mondo negli sprint di gruppo compatto.
A seguire, un breve palmares:

1 Milano Sanremo
2 tappe al Giro d'Italia
1 GP Ouest Plouay
1 Parigi Bruxelles
1 Philadelphia International Championship
Campione del Mondo su Pista nell'Inseguimento a squadre (2006)
Vicecampione del Mondo a Copenhagen 2011
1 GP Liberazione

GLI ITALIANI

Dopo le prime tre tappe in terra danese, mi vien da pensare che il lato positivo è che nessuno dei leader è caduto e ha perso secondi. Per il resto, anche oggi dobbiamo accontentarci di una fuga dell'ottimo Alfredo Balloni e del 10° posto di Andrea Guardini (entrambi Farnese Vini). Nota negativa il fatto che è stato proprio un italiano, Roberto Ferrari, a causare la caduta durante lo sprint, e che gli altri siano rimasti coinvolti perché già in posizione sfavorevole per la volata o per un piazzamento sul podio.
Speriamo che, arrivati in Italia, riusciremo a conquistare qualcosa di più di una seppur prestigiosa maglia Azzurra dei GPM con Balloni.

LE ALTRE CORSE - IMPRESA STYBAR ALLA 4 GIORNI DI DUNKERQUE

Un numero di alta scuola quello del ceco Zdenek Stybar nella 4° tappa della 4 giorni di Dunkerque. Il corridore dell'Omega Pharma QuickStep, chiusa la stagione di cross, è riuscito a staccare tutti sul muro finale di Cassel precedendo di 10 secondi il colombiano Carlos Alberto Betancur (Acqua & Sapone) e di 15 secondi un gruppetto regolato da Thomas Voeckler (Europcar). Proprio i primi tre dell'ordine d'arrivo sono stati gli animatori del finale di tappa, andando a ripetizione all'attacco nei chilometri finali. Ma è stato Stybar, sul muro finale in pavé, a staccare tutti senza lasciar speranza di rientrare a nessuno dei suoi inseguitori. Giornata difficile per il leader Jimmy Engoulvent (Saur Sojasun) che è riuscito a mantenere la maglia grazie al suo largo vantaggio, ora ridotto a 43 secondi su Stybar e a 51 secondi su John Degenkolb, arrivato con il gruppo di Voeckler al traguardo. Vantaggio confortante per il francese che ormai vede l'importante successo finale, il più prestigioso della sua carriera.
In Russia, Igor Boev dell'Itera Katusha ha vinto la 3°tappa della Five Rings of Moscow superando allo sprint lo sloveno Luka Mezgec (Sava) e il serbo Ivan Stevic (Salcano Arnavutkoy). Proprio Boev ha raggiunto in testa alla classifica Stevic, rimasto primo per i migliori piazzamenti. I due guidano la graduatoria con 8 secondi sul tedesco Dirk Muller (Nutrixxion).

lunedì 7 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Volata vincente per Mark Cavendish su Goss e Soupe

GIRO D’ITALIA2012 – 1°TAPPA
Herning – Herning (Danimarca) 206 km

Arrivo in volata per la prima tappa del Giro d’Italia 2012 eprima vittoria per il campione del Mondo Mark Cavendish. Lo sprinter della Skysi è imposto in un finale rocambolesco sull’australiano Matthew Goss(GreenEDGE) e sul sorprendente francese Geoffrey Soupe (FDJ). Primo degliitaliani Roberto Ferrari (Androni Giocattoli), 5°. L’americano Taylor Phinney(BMC), nonostante una noia meccanica ai -8 km, è riuscito a mantenere la magliarosa su Thomas (SKY) e Rasmussen (Garmin), mentre Cavendish, grazie ai 20secondi di abbuono, si è portato a 27 secondi dalla leadership.

LA CORSA

Profilo completamente pianeggiante per questa prima tappa inlinea della Corsa Rosa 2012. 206 chilometri con lo spauracchio del vento e untemibilissimo GPM di 4° categoria a metà strada. Appena dopo l’inizio dellacorsa sono tre i temerari che si sono avventurati all’attacco, l’italianoAlfredo Balloni (Farnese Vini), il belga Oliver Kaisen (Lotto) e il colombianoMiguel Angel Rubiano (Androni Giocattoli). Per il terzetto vantaggio massimointorno agli 11 minuti e mezzo e la soddisfazione per Balloni di vestire lanuova maglia azzurra come leader dei GPM.
Sotto il controllo Sky, sul tratto più temuto della corsa sul Mare del Nord, lafuga ha perso inesorabilmente secondi venendo risucchiata ai -40. Dopo pochichilometri ci ha provato Lars Bak (Lotto), atleta di casa, che è rimasto inavanscoperta per 25 chilometri venendo riassorbito dal gruppo tirato Sky,Liquigas e Astana.
Scongiurato il vento sulla costa e la pioggia che non si è vista, il gruppo atutta velocità si è infilato nel circuito finale pronto per la volata. Agli 8dall’arrivo, un imprevisto meccanico ha coinvolto la maglia rosa Phinney che haperso in un attimo 30 secondi, recuperati nell’arco di pochi chilometri graziea una minicronosquadre tutta BMC.
Negli ultimissimi chilometri la solita bagarre delle squadre dei velocisti nonha provocato fortunatamente cadute fino all’ultima curva prima del lungorettilineo finale dove una sbandata di Theo Bos (Rabobank) ha fatto caderemalamente Alexander Kristoff (Katusha), contuso alle costole e con una feritaal sopracciglio, e i nostri Guardini e Colbrelli, con il gruppo che si èfrazionato lasciando davanti una decina di corridori. Davanti il grande lavorodi Thomas per Cavendish e Hunter per Farrar ha lasciato coperti i due capitanimentre ha provato ad anticipare tutti Hushovd. Il norvegese è rimasto poco intesta superato dalla sorpresa Soupe (FDJ) che a sua volta è stato recuperato daCavendish e Goss che hanno chiuso nell’ordine, con il britannico campione delMondo festante sul traguardo.

IL COMMENTO

Prima volata di gruppo e primo successo per Cavendish. Vistala gamba del campione del Mondo e soprattutto della sua formidabile squadra,gli altri dovranno inventarsi qualcosa di diverso per batterlo. Thomas è statoimpressionante, ha portato il proprio capitano coperto fino al punto giusto,poi la classe e la potenza di Cavendish ha fatto il resto. L’australianoMatthew Goss conferma di essere un ottimo sprinter ma un gradino sotto ilbritannico, gli altri hanno ancora meno speranze. Un sussulto è arrivato daHushovd e Farrar che si sono fatti vedere davanti ma ai quali sembra che manchiqualcosa per potersi confrontare con i migliori. A causa della caduta nonabbiamo potuto vedere all’opera giovani come Guardini e Demare o velocistiattesi come Chicchi e lo stesso Bos, per loro possibilità di rifarsi giàdomani.
Per il resto della corsa, plauso alla bicicletta composta da trattori in movimentoe ai bei paesaggi della Danimarca, per il resto la classica tappa pianeggiantein stile Tour de France, fortunatamente con cadute che non hanno lasciato troppo il segno: a farne le spese Serpa dell'Androni che ha una frattura al quarto metacarpo della mano destra e che non dovrebbe prendere il via oggi.

IL VINCITORE

Di Cavendish si è detto di tutto e di più, quindi milimiterò a enunciare una breve parte del suo palmares, certo che un commento sudi lui potrò farlo nei prossimi giorni.
1 Campionato del Mondo in linea a Copenhagen (2011)
2 Campionati del Mondo su Pista nella Madison (2005-2008)
8 Vittorie al Giro d’Italia
20 Vittorie al Tour de France e 1 classifica a punti (2011)
3 Vittorie alla Vuelta di Spagna e 1classifica a punti (2010)
1 Milano Sanremo
3 Scheldeprijs Vlaanderen
1 Kuurne Bruxelles Kuurne

GLI ITALIANI

Giornata amara per gli italiani con l’unica nota positivadella maglia azzurra dei GPM di Alfredo Balloni (Farnese Vini), dopo unagiornata in fuga. In volata i velocisti più attesi sono rimasti tagliati fuori acausa della caduta con il solo Roberto Ferrari che è riuscito a concludere neiprimissimi arrivando 5° in rimonta e con Daniele Bennati subito dietro, 8°, arrivatostaccato dal “gruppetto” del vincitore.

LE ALTRE CORSE – FUGA VINCENTE E MAGLIA PER ENGOULVENT ALLA4 GIORNI DI DUNKERQUE

Domenica 6 Maggio
Numero di Jimmy Engoulvent alla 4 Giorni di Dunkerque. Il portacolori dellaSaur Sojasun, andato in fuga insieme ad altri cinque corridori a inizio tappa,ha vinto la 3°tappa della corsa riuscendo a vestire anche la maglia di leaderdella corsa. Engoulvent ha battuto allo sprint il compagno di fuga KevinLaloutte (Pomme Marseille) mentre gli altri fuggitivi sono arrivati a 20secondi di ritardo regolati da Benoit Jarrier (Veranda Rideau). Il gruppo ègiunto al traguardo a 1 minuto e 45 secondi con Matteo Pelucchi (Europcar)primo allo sprint per il 7° posto.
Il russo Sergey Firsanov ha vinto la Vuelta a la Comunidad de Madridimponendosi con ampio margine nella 2° e ultima tappa sul traguardo in salitadel Puerto de la Morcuera. Il corridore della RusVelo ha preceduto di quasi 2minuti il primo inseguitore, il colombiano Nairo Quintana (Movistar), 2° anchein classifica generale.
Finale di corsa anche in Polonia alla Szlakiem Grodow Piastowskich con la vittoria finale di Marek Rutkiewicz (CCC Polsat), leader dalla cronometro di ieri. Il polacco ha preceduto in classifica generale il tedesco Stefan Schumacher (Christina Watches) di 46 secondi e il compagno di squadra Mateusz Taciak di 1 minuto e 6 secondi. L'ultima frazione è andata al croato Radoslav Rogina (Adria Mobil) che ha preceduto i due compagni di fuga Jure Golcer (Tirol) e Matej Mugerli (Adria Mobil) con Marko Kump (Adria Mobil) 4° che regolava il plotone a 20 secondi di ritardo.
Fine della corsa anche negli Stati Uniti al Tour of the Gila con la vittoria finale dell'australiano Rory Sutherland (UnitedHealthcare), capace di mantenere la leadership sin dalla 1° tappa, incrementando il vantaggio sugli avversari nella cronometro della 3° tappa e resistendo nel tappone finale all'attacco di Chad Beyer (Competitive Cyclist), arrivato a soli 15 secondi di distacco da Sutherland partendo da un ritardo di 2 minuti e 38 secondi. Al 3° posto in graduatoria si è piazzato il promettente Joe Dombrowski, compagno di squadra di Lawson Craddock (Bontrager Livestrong) che ha vinto l'ultima frazione della corsa sul compagno di squadra Ian Boswell e Beyer.
In Russia, il tedesco Michael Schweizer (Nutrixxion) ha vinto in volata la 2°tappa della Five Rings of Moscow davanti al duo RusVelo formato da Leonid Krasnov e Alexander Mironov. Il serbo Ivan Stevic, 6° di giornata, è rimasto leader della corsa.
In Belgio, il sudafricano Reinardt Janse Van Rensburg (MTN) ha vinto allo sprint il Circuit de Wallonie confermando l'incredibile momento di forma che sta vivendo. Alle sue spalle si sono piazzati Kenneth Vanbilsen e Kevin Claeys con l'eterno crossista Sven Nys al 5° posto. Per il corridore della MTN si tratta dell'undicesima vittoria stagionale, la quinta in Europa dopo il Tour de Bretagne e la Ronde van Overijssel, confermandosi oggi uomo da tutti i terreni visto i suoi successi a cronometro, in salita e in volata.
In Olanda, l'Omloop der Kempen è stata vinta dal 41enne Nico Eeckhout (An Post - Sean Kelly) che ha regolato allo sprint un gruppetto di una decina di corridori. Alle sue spalle, piazze d'onore per il compagno di squadra Gediminas Bagdonas e per Yoeri Havik (De Rijke), 20 anni in meno di Eeckhout.
In Bulgaria successo per l'atleta di casa Stefan Hristov nel GP Dobrich II sul connazionale Vladimir Koev e l'ungherese Krisztian Lovassy.

sabato 5 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - I pronostici di Parliamo di Ciclismo


Il ciclismo è così. Non capisco perché ma è così. Su di me ha un fascino al quale non riesco a resistere.
È più di un anno che questo blog è fermo. I troppi impegni avevano preso il sopravvento. Ma l’inizio del Giro d’Italia, il fascino e il profumo della corsa Rosa, hanno richiamato la mia voglia di scrivere, anzi, di “parlare” di ciclismo.
E quindi si ricomincia, un’avventura che magari durerà poco, magari il tempo di tre settimane e poi nulla più. O magari molto di più.

Ma basta con le parole, lasciamo spazio alle sensazioni.

GIRO D’ITALIA – L’ANALISI DELLA CORSA

CHI PUÒ VINCERE?

Domanda da un milioni di dollari, soprattutto vista la lista partenti di quest’anno. Un grande, grandissimo favorito non c’è. Mancano i numeri uno (Evans e Contador su tutti) e quelli che ci sono per ora non hanno dimostrato grande condizione.
Favorito d’obbligo è Michele Scarponi (Lampre), campione uscente dopo la squalifica di Contador, che non vede l’ora di mangiare l’asfalto per dimostrare che un Giro se lo merita davvero. Al suo fianco ci saranno “gregari” che definire tali è limitativo, Damiano Cunego e Diego Ulissi. Cunego potrà recitare anche un ruolo di primo piano a livello di classifica generale, con la possibilità concreta di ripetere la doppietta Basso-Nibali di 2 anni fa sul podio. Scarponi può contare su un’ottima condizione, una preparazione improntata al Giro e una squadra solida, oltre a Cunego e Ulissi, con Niemec che l’anno scorso aveva preso il posto di Szmyd come motorino inesauribile.
Favorito numero 2 è sicuramente Ivan Basso (Liquigas). Finora non ha dimostrato eccessiva brillantezza ma al Romandia ha corso nell’ombra, migliorando di giorno in giorno. Basso è un diesel, se arriverà all’ultima settimana ancora in gioco, potrebbe diventare irresistibile. Szmyd, Agnoli, Capecchi e Damiano Caruso saranno i suoi angeli custodi in salita mentre Longo Borghini l’uomo di fiducia.
Dietro i due italiani si aprono scelte e nomi affascinanti: Frank Schleck (RadioShack), John Gadret (AG2R), Roman Kreuziger (Astana), José Rujano (Androni) e Joaquim Rodriguez (Katusha).
Il lussemburghese, in forma, sarebbe favorito al pari di Scarponi, ma la sua forma (e la sua voglia) è un mistero. Inserito all’ultimo, potrà contare su una squadra solidissima in pianura e con Rohregger, Zaugg e Bakelandts in salita. Gadret ha già sopreso l’anno scorso e un Giro come quest’anno può premiarlo ancora. Insieme a Dupont potrebbe anche diventare un’insidia per il podio. Kreuziger è la scommessa più grande di quest’anno, sembra maturato e pronto a far paura per il podio, in più può contare in salita su Tiralongo, Petrov, Seeldrayers e Dyachenko, non poco. Il venezuelano Rujano al Giro si trasforma, può contare in salita su una squadra devastante (Ochoa, Rubiano, Serpa, Sella e Rodriguez) che potrebbe far saltare la corsa. Rodriguez non ha ancora dimostrato di essere un uomo di altissima classifica nei Grandi Giri e gli anni passano, ma come per Gadret potrebbe anche trovare l’ispirazione giusta quest’anno.
Il podio dovrebbe giocarsi tra gli uomini citati sopra. Sotto di loro, il primo è Domenico Pozzovivo (Colnago): ha una squadra al livello dell’Androni in salita (Brambilla e Pirazzi su tutti) e sembra essere molto convinto delle sue possibilità. Deve superare le prime tappe senza farsi male e scoraggiarsi: si può seguire lo stesso discorso di Basso, se arriva all’ultima settimana in gioco, può diventare pericoloso.
Marco Pinotti (BMC), Marzio Bruseghin (Movistar), Sandy Casar (FDJ), Ryder Hesjedal (Garmin), Juan Manuel Garate (Rabobank), Matteo Carrara (Vacansoleil) e Bartosz Huzarski (NetApp) possono giocarsi la Top 10.
Tra i giovani presenti in gara, occhi puntati su Rigoberto Uran e Sergio Henao (Sky), Mikel Nieve (Euskaltel) e il nostro Dario Cataldo (Omega Pharma): i primi 3 avranno la responsabilità di fare classifica per la prima volta e le qualità non mancano, Cataldo invece può puntare al salto di qualità, dimostrandosi un corridore da Grandi Giri e non più solo un cacciatore di tappe.

LE VOLATE

Se per la classifica generale non c’è un vero e proprio favorito assoluto, la stessa cosa non si può dire per gli sprint. Mark Cavendish (Sky), campione del mondo in carica, è il velocista più forte del mondo, ha la squadra più forte, costruita attorno a lui. Unico vero dubbio, la condizione fisica, ma il britannico ha già dimostrato più volte di saper vincere anche senza essere il più in forma.
A contrastare Cavendish ci proveranno in molti. I più accreditati sono Matthew Goss (GreenEDGE) e il duo Rabobank formato da Mark Renshaw e Theo Bos. Tutti e 3 sono usciti bene dal Giro di Turchia e hanno tutti qualcosa da dimostrare. Goss vuole dimostrare di essere all’altezza di Cavendish, Renshaw che non è solo un grandissimo apripista e Bos che può essere il migliore anche su strada.
Sembrano un gradino sotto Sacha Modolo (Colnago), Daniele Bennati (RadioShack), J.J. Haedo (Saxo Bank) e Francesco Chicchi (Omega Pharma). Modolo ha vinto poco quest’anno ma si è preparato bene per il Giro, Bennati ha dichiarato che punterà di più sulle cronometro, chissà che non faccia da apripista per il giovane Giacomo Nizzolo, Haedo insieme al fratello Lucas proverà a piazzare la zampata, mentre Chicchi sembra quello più pericoloso, soprattutto dopo una stagione finora trionfale.
Attenzione a Thor Hushovd (BMC) e Tyler Farrar (Garmin), non più molto vincenti in volata ma dotati di grande classe ed esperienza, a Manuel Belletti (AG2R), Roberto Ferrari (Androni) e Romain Feillu (Vacansoleil).
Menzione a parte per tre giovani: Andrea Guardini (Farnese Vini), Arnaud Demare (FDJ) e Alexander Kristoff (Katusha). Guardini è chiamato a fare il salto di qualità, è al suo primo Giro ma può far bene fin da subito. Demare è il campione Under 23 in carica, è fortissimo, vince anche andando in fuga, può davvero dimostrare di essere l’astro nascente degli sprint. Kristoff è un outsider, non è uno sprinter di prima fascia ma in finale nervosi e difficili può resistere e farsi trovare pronto.

ALL’ATTACCO

Il Giro di quest’anno potrà contare anche su uomini molto adatti alle classiche. Difficile dire chi potrà vincere ma sicuramente i fari di questa “categoria” sono Filippo Pozzato (Farnese Vini) e Alessandro Ballan (BMC), vincenti pochi giorni fa. Insieme a loro inserirei il duo Astana Enrico Gasparotto – Simone Ponzi, Juan Antonio Flecha (Sky), Matteo Tosatto (Saxo Bank), Oscar Gatto (Farnese) e Thomas De Gendt (Vacansoleil).
Meritano un discorso a parte Fabio Felline (Androni), Enrico Battaglin (Colnago), Elia Favilli (Farnese Vini) e Gianni Meersman (Lotto). I quattro hanno caratteristiche abbastanza simili, sono giovani, resistono benissimo in salita e hanno un’ottima volata. Felline e Meersman potrebbero regolare facilmente un gruppetto di una quarantina di atleti, Favilli può anche arrivare con i migliori in tappe più simili alle classiche del Nord, mentre Battaglin ha una sparata “alla Gilbert” che può sfruttare negli ultimi 500 metri, magari in leggera salita.
Altri nomi sparsi sono Matteo Montaguti (AG2R), Mauro Santambrogio (BMC), lo spagnolo Jon Izagirre (Euskaltel), Jens Keukeleire (GreenEDGE), Giovanni Visconti (Movistar) e il duo NetApp Cesare Benedetti – Jan Barta.

CONTRO IL TEMPO

Il prologo iniziale sarà caccia grossa per velocisti specialisti e pistard. Oltre ai già citati Bennati, lo stesso Cavendish, Hushovd e De Gendt, sono tanti i favoriti per le cronometro del Giro e per la prima maglia rosa.
Da molti viene indicato come favorito numero 1 Taylor Phinney (BMC), talento cristallino della BMC, classe ’90, ottimo proprio nei prologhi ma atleta che sembra ancora in crescita. Alle sue spalle da tenere d’occhio Alex Rasmussen (Garmin) e Jack Bobridge (GreenEDGE), pistard che su una cronometro breve possono diventare imbattibili, specialmente il primo che gioca in casa. Non dimentichiamoci di altri specialisti come Geraint Thomas (Sky, forse troppo sottovalutato), Gustav Erik Larsson (Saxo Bank) e dei giovani Michal Kwiatkowski (Omega Pharma) e Jesse Sergent (Radioshack).
L’Italia, oltre a Pinotti e Bennati, schiera Adriano Malori (Lampre), più adatto a vincere la cronometro finale rispetto al prologo, ma sicuramente uomo adatto alle prove contro il tempo di qualsiasi lunghezza.

COSA VEDREMO?

Battaglia, tutti i giorni. Non essendoci favoriti certi, gli attacchi dovrebbero essere all’ordine del giorno, in salita, in pianura, in discesa. Lo spettacolo non mancherà, questo è certo.
Gli uomini copertina, per vari motivi, sono Scarponi, Basso, Cavendish e Frank Schleck. I primi due sembrano i favoriti per la classifica finale, Cavendish l’uomo da battere nelle volate, Schleck l’outsider dell’ultima ora: ricorda un po’ quel Contador arrivato al Giro per caso che si è ritrovato vincitore a Milano. Altra stoffa, lo ammetto, ma le sorprese sono sempre gradite e affascinanti.

domenica 20 febbraio 2011

Tour of Oman a Gesink, ultima tappa in volata a Cavendish



L'olandese Robert Gesink ha vinto l'edizione 2011 del Tour of Oman dopo aver ipotecato la corsa con le vittorie nell'arrivo in salita della quarta tappa e la cronometro della quinta tappa. Il corridore della Rabobank ha preceduto di 1 minuto e 13 secondi il norvegese Edvald Boasson Hagen della Sky Procycling e di 1 minuto e 19 secondi l'italiano Giovanni Visconti della Farnese Vini Neri Sottoli.
L'ultima tappa, terminata in volata, è andata a Mark Cavendish dell'HTC Highroad che ha preceduto il russo Denis Galimzyanov della Katusha e un trio di italiani composti dai neoprof Andrea Guardini della Farnese Vini e Matteo Pelucchi della Geox TMC e da Francesco Chicchi della Quickstep.

ORDINE D'ARRIVO
1° Mark Cavendish (Gbr) HTC Highroad
2° Denis Galimzyanov (Rus) Katusha s.t.
3° Andrea Guardini (Ita) Farnese Vini s.t.
4° Matteo Pelucchi (Ita) Geox - TMC s.t.
5° Francesco Chicchi (Ita) Quick Step s.t.

CLASSIFICA FINALE
1° Robert Gesink (Ned) Rabobank
2° Edvald Boasson Hagen (Nor) Sky Procycling a 1'13''
3° Giovanni Visconti (Ita) Farnese Vini a 1'19''
4° Michael Albasini (Swi) HTC Highraod a 1'52''
5° Christian Vandevelde (Usa) Garmin Cervelo a 2'04''
6° Fabian Cancellara (Swi) Team Leopard Trek a 2'11''
7° Dries Devenyns (Bel) Quick Step a 2'13''
8° Maxime Monfort (Bel) Team Leopard Trek a 2'19''
9° Patrick Sinkewitz (Ger) Farnese Vini a 2'51''
10° Juan Antonio Flecha (Esp) Sky Procycling a 3'03''

martedì 15 febbraio 2011

Tour of Oman, Theo Bos della Rabobank vince la 1°tappa in volata, Cavendish e Kluge 2° e 3°

L'olandese Theo Bos ha vinto la prima tappa del Tour of Oman, da Al Sawadi ad Al Seeb, regolando in volata di pochissimi centimetri il britannico Mark Cavendish del Team HTC mentre al terzo posto si è piazzato il tedesco Roger Kluge della Skil - Shimano.



ORDINE D'ARRIVO
1° Theo Bos (Ned) Rabobank
2° Mark Cavendish (Gbr) HTC Highroad s.t.
3° Roger Kluge (Ger) Skil - Shimano s.t.
4° Edvald Boasson Hagen (Nor) Sky Procycling s.t.
5° Denis Galimzyanov (Rus) Katusha Team s.t.

giovedì 16 settembre 2010

Vuelta a Espana, terza vittoria per Mark Cavendish, battuti Haedo e Cardoso

Ormai sembra ci stai prendendo gusto Mark Cavendish. Le prime tappe dei grandi giri, sia al Tour che alla Vuelta, non l'hanno visto brillante nelle volate, battuto sia da avversari di prestigio (Petacchi su tutti) sia da corridori non certo al suo livello (Hutarovich). Ma appena ingrana la marcia giusta, il britannico dell'HTC Columbia diventa praticamente imbattibile. E infatti anche oggi, nella diciottesima tappa di una lunghissa Vuelta a Espana, Cavendish ha dimostrato di essere il più forte superando la concorrenza soprattutto dell'argentino Juan José Haedo della Saxo Bank, di Manuel Cardoso della Footon Servetto e di Tyler Farrar della Garmin. Terza vittoria, classifica a punti quasi in tasca e speranze di essere protagonista al Mondiale molto alte. Ma quello che gli mancherà, a Melbourne, sarà una squadra con 9 corridori e una spalla del livello di Matthew Goss, anche oggi splendido nel fare a sportellate con gli altri corridori portando il proprio leader nella posizione migliore. Un Goss che sarà pericolosissimo al Mondiale dove la sfida tutta HTC tra Cavendish - Greipel - Goss potrebbe anche essere da podio. Gli italiani? Via Petacchi, nelle volate dei grandi giri siamo quasi sempre battuti. Daniele Bennati, dopo il buon terzo posto di qualche giorno fa, torna sui suoi livelli attuali e si piazza quindicesimo con Vincenzo Nibali poco dietro. E un Nibali così avanti è motivato dal fatto che la volata ha provocato dei distacchi all'interno del plotone e qualcuno ha perso qualche secondo, come Joaquim Rodriguez e Xavier Tondo. Niente di grave, ma sono secondi regalati.

LA CRONACA
La tappa odierna si è tenuta lungo i 148,9 chilometri tra Valladolid e Salamanca. Tappa per velocisti, pianeggiante e con strade ideali per le alte velocità del gruppo. La fuga di giornata ha preso il largo dopo pochissimi chilometri dallo start della tappa, con il gruppo che inizialmente ha lasciato fare. Il gruppetto era formato da Dominik Roels del Team Milram, Alberto Benitez della Footon Servetto, Juan Javier Estrada e Jose Toribio dell'Andalucia Cajasur, Pablo Urtasun dell'Euskaltel, Alexandre Pichot della BBox, Daniele Pietropolli della Lampre e Olivier Kaisen dell'Omega Pharma Lotto. Gli otto battistrada si sono battuti come meglio hanno potuto lungo tutta la tappa ma il gruppo non ha lasciato molto margine alla fuga, consentendogli un vantaggio massimo di tre minuti. Con tante squadre davanti a tirare per i rispettivi velocisti il destino degli otto è sempre stato segnato e a circa 11 chilometri dal traguardo anche gli ultimi tentativi di rimanere in testa sono stati ripresi. La sinfonia dei treni per i velocisti è stata subito interrotta da un attacco a sorpresa di Philippe Gilbert che è scattato ai - 8 rimanendo in testa per circa tre chilometri prima di venir risucchiato dal gruppo. Ai -3 la Quick Step ha preso in mano la testa del gruppo ma nel finale è stata ancora l'HTC Columbia a passare davanti con la coppia Goss-Cavendish che è partita ai 400 dal traguardo. Dopo il solito splendido lavoro dell'australiano, Cavendish è partito a tutta resistendo al tentativo di Haedo di dargli filo da torcere e vincendo la sua terza tappa alla Vuelta.

ORDINE D'ARRIVO
1° Mark Cavendish (Gbr) Team HTC Columbia
2° Juan Jose Haedo (Arg) Team Saxo Bank a 1''
3° Manuel Cardoso (Por) Footon Servetto s.t.
4° Tyler Farrar (Usa) Garmin-Transitions s.t.
5° Samuel Dumoulin (Fra) Cofidis s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas Doimo
2° Ezequiel Mosquera (Esp) Xacobeo Galicia a 38''
3° Peter Velits (Svk) HTC Columbia a 1'59''
4° Frank Schleck (Lux) Team Saxo Bank a 3'43''
5° Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha a 3'48''
6° Xavier Tondo (Esp) Cervelo Test Team s.t.
7° Tom Danielson (Usa) Garmin Transitions a 3'58''
8° Nicolas Roche (Irl) Ag2R La Mondiale a 4'02''
9° Carlos Sastre (Esp) Cervelo TestTeam a 4'16''
10° Luis Leon Sanchez (Esp) Caisse d'Epargne a 5'42''

venerdì 10 settembre 2010

Vuelta a Espana, ancora Cavendish! Non c'è 1 senza 2, sua la 13°tappa

Quando in casa HTC-Columbia tutto funziona alla perfezione, il motore di Mark Cavendish serve soltanto a mettere l'accento sulla vittoria, quel punto esclamativo finale che evidenzia ancora di più una prestazione mostruosa di tutta la squadra, finalizzata dal più forte velocista sulla faccia della terra. E per il secondo giorno consecutivo la vittoria è arrivata per distacco, con tutti gli altri velocisti indietro, a inseguire la sagoma giallo-bianco-nera del folletto dell'isola di Man, che come al Tour dopo qualche giorno diventa imprendibile. Bene Hushovd, secondo e in crescendo, e bene Bennati, dopo le critiche (finora legittime) di ieri, finalmente in lotta per un podio e arrivato in una volata in cui i velocisti migliori c'erano tutti. Purtroppo un po' poco, probabilmente, per il Mondiale. Per il resto, un grande Matthew Goss che ha preparato ancora una splendida volata per il suo capitano e che se lo ritroverà da avversario ai Mondiali mentre questa volta Tyler Farrar non ha trovato lo spunto per provare a contrastare il britannico.

LA CRONACA
La tappa odierna si è tenuta tra Rincon de Soto e Burgos per un totale di 196 chilometri, frazione ideale per le fughe viste le due salite di terza categoria poste nel finale. Infatti, dopo 30 chilometri di gara, se ne sono andati in cinque, Allan Davis dell'Astana, Olivier Kaisen dell'Omega Pharma-Lotto, Giampaolo Cheula della Footon-Servetto, Manuele Mori della Lampre e Niki Terpstra della Milram. Il vantaggio dei cinque battistrada ha raggiunto anche gli 8 minuti ma alle loro spalle le squadre dei velocisti avevano già pronto il piano di recupero. Con HTC-Columbia, Garmin Transitions e Quick Step a tutta, per gli uomini in fuga non c'è stato molto spazio per inventarsi qualcosa. Gli attaccanti sono stati bravi a resistere nel finale, arrivando ai -10 con ancora 45 secondi di vantaggio, ma l'inevitabile è arrivato a 5 chilometri dall'arrivo quando il gruppo è tornato compatto. A quel punto, tutte le squadre degli uomini veloci hanno fatto a gara per balzare al comando e aiutare i proprio sprinter senza che nessuna vincesse il confronto finché, a 500 metri dal traguardo, uno straordinario Goss si è messo davanti con alla ruota Cavendish facendo di nuovo il vuoto e consentendo al britannico di vincere la seconda tappa consecutiva alla Vuelta, condita pure da un saltello sul traguardo.

ORDINE D'ARRIVO
1° Mark Cavendish (Gbr) HTC-Columbia
2° Thor Hushovd (Nor) Cervélo TestTeam s.t.
3° Daniele Bennati (Ita) Liquigas Doimo s.t.
4° Yauheni Hutarovich (Blr) Francaise des Jeux s.t.
5° Manuel Cardoso (Por) Footon Servetto s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Igor Anton (Esp) Euskaltel Euskadi
2° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas Doimo a 45''
3° Xavier Tondo (Esp) Cervelo Test Team a 1'04''
4° Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha a 1'17''
5° Ezequiel Mosquera (Esp) Xacobeo Galicia a 1'29''
6° Marzio Bruseghin (Ita) Caisse d’Epargne a 1'57''
7° Ruben Plaza (Esp) Caisse d’Epargne a 2'07''
8° Rigoberto Uran (Col) Caisse d’Epargne a 2'13''
9° Nicolas Roche (Irl) Ag2R La Mondiale a 2'30''
10° Frank Schleck (Lux) Team Saxo Bank s.t.

Vuelta a Espana, la prima per Cavendish, Anton saldamente in maglia

Ci sono volute ben dodici tappe per mettere il proprio marchio anche sull'ultimo grande giro che mancava ancora nella sua carriera, ma alla fine il britannico Mark Cavendish è riuscito a imporsi anche qui, alla sua maniera, con un vantaggio quasi da attacco all'ultimo chilometro con tutti gli altri a inseguire, invano, dietro la sua ruota. Una buona parte del merito per la vittoria deve andare all'ultimo uomo di Cavendish, Matthew Goss, abilissimo a portarlo ai 200 metri con un buon vantaggio sugli altri velocisti e terzo nell'ordine d'arrivo, anticipato soltanto da Tyler Farrar a causa dei festeggiamenti per la vittoria. Gli altri? Stanno a guardare, primo fra tutti proprio Farrar che fa il massimo contro l'HTC Columbia ma senza mai lottare seriamente per la vittoria. Il quarto posto del russo Galimzyanov della Katusha è una conferma di un nuovo interessante talento che sarà da valutare l'anno prossimo mentre il quinto di Hushovd lo conferma a buon livello in un Mondiale adatto a lui. E gli italiani? 11° Angelo Furlan, 12° Daniele Bennati. Domanda lecita: il corridore della Liquigas è veramente un dubbio per il Mondiale? O meglio, lo è stato mai? Spero proprio di no. In ripresa Freire, sesto, che diventa pericolosissimo per Melbourne (ma lo sapevamo già), mentre i piazzamenti di Allan Davis e Philippe Gilbert li riconfermano ad alti livelli, magari per uno sprint meno folto.

LA CRONACA
La dodicesima tappa della Vuelta a Espana si è tenuta tra Andorra la Vella e Lleida per un totale di 172,5 chilometri, una lunga discesa verso l'arrivo con un tratto finale pianeggiante senza neanche una curva. La corsa è entrata subito nel vivo con una fuga di sei uomini, partita dopo 10 chilometri. Markus Eichler della Milram, Perrig Quemeneur della BBox, Gustavo Cesar della Xacobeo Galicia, Lars Ytting Bak dell'HTC-Columbia, Antonio Piedra dell'Andalucia CajaSur e Blel Kadri dell'Ag2R sono stati raggiunti al chilometro 51 da altri tre corridori, David Garcia Dapena e Gustavo Rodriguez della Xacobeo Galicia e Marco Marzano della Lampre, formando un attacco che poteva diventare pericoloso vista la presenza di tre corridori della stessa squadra con uno di loro, Garcia Dapena, soltanto a 5 minuti dal leader Anton. Intuito il pericolo, il gruppo non ha lasciato grande spazio alla fuga che ha raggiunto soltanto i tre minuti di vantaggio ed è stata ripresa a 23 chilometri dal traguardo. In vista del traguardo le squadre dei velocisti si sono messe davanti a lavorare per il loro capitani con Lampre, Liquigas e Garmin in prima fila ma al momento decisivo la squadra dominante si è rivelata l'HTC Columbia che, grazie soprattutto allo splendido lavoro di Goss, ha portato Cavendish ai 200 metri dal traguardo con un buon vantaggio sugli avversari, consentendogli di vincere senza sforzo.
La classifica generale è rimasta invariata con Anton in maglia rossa davanti a Nibali e Tondo, in attesa delle prossime salite.

ORDINE D'ARRIVO
1° Mark Cavendish (Gbr) HTC-Columbia
2° Tyler Farrar (Usa) Garmin Transitions s.t.
3° Matthew Goss (Aus) HTC-Columbia s.t.
4° Denis Galimzyanov (Rus) Katusha s.t.
5° Thor Hushovd (Nor) Cervelo TestTeam s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Igor Anton (Esp) Euskaltel Euskadi
2° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas Doimo a 45''
3° Xavier Tondo (Esp) Cervelo Test Team a 1'04''
4° Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha a 1'17''
5° Ezequiel Mosquera (Esp) Xacobeo Galicia a 1'29''
6° Marzio Bruseghin (Ita) Caisse d’Epargne a 1'57''
7° Ruben Plaza (Esp) Caisse d’Epargne a 2'07''
8° Rigoberto Uran (Col) Caisse d’Epargne a 2'13''
9° Nicolas Roche (Irl) Ag2R La Mondiale a 2'30''
10° Frank Schleck (Lux) Team Saxo Bank s.t.

lunedì 26 luglio 2010

Tour de France 2010. Contador re pe la 3° volta, ultima tappa a Cavendish

Non ci poteva essere finale migliore per un Tour de France come quello di quest'anno. E' stata la corsa dei grandi campioni, dei Contador, degli Schleck, del coraggio dei corridori francesi, di un Armstrong umano, del marziano Cavendish e di un inossidabile Petacchi, una gioia italiana nella deludente spedizione francese. Un Tour dove c'erano tutti ma proprio tutti i big delle corse a tappe che si può riassumere in due nomi: Contador-Schleck. Questa è stata la sfida che ha caratterizzato sin dalle prime tappe la lotta per la maglia gialla. Un prologo negativo per Andy, la caduta nella tappa di Spa e la neutralizzazione voluta da Cancellara che il giorno dopo è volato sul pavé con a ruota il proprio capitano mentre Contador arrancava, gli attacchi sulle Alpi dove prima guadagna Schleck poi Contador e infine l'ormai famoso salto di catena di Schleck. Lì il Tour sembrava finito ma il lussemburghese ha dimostrato grinta e grande condizione tirando fuori le unghie nella cronometro conclusiva, sfruttando anche un Contador decisamente sotto le proprie possibilità.
Alla fine a spuntarla è stato Alberto Contador, portacolori dell'Astana, che ha portato a casa il suo terzo Tour de France, meritatamente. Perché ha saputo sfruttare l'unico errore di Schleck, perché ha corso da grande campione nonostante la condizione non fosse quella dei giorni migliori, ha saputo mascherare il proprio stato di forma agli avversari che non hanno saputo attaccarlo. Un plauso va anche ad Andy Schleck che ha disputato il suo miglior Tour de France finora, ha rivaleggiato sulle montagne con Contador senza contare su un gregario d'eccezione come il fratello Frank. Questi due grandi campioni ci regaleranno altre intense sfide nei prossimi anni, sperando in percorsi un po' più adatti alle loro caratteristiche con salite più dure messe vicino all'arrivo e non tappe pirenaiche con l'ultima salita a 60 chilometri dall'arrivo.
Tutti gli altri hanno corso per il terzo posto e a spuntarla è stato il corridore più solido, il russo Denis Menchov che in salita è stato molto regolare e a cronometro è riuscito a superare un sorprendente Samuel Sanchez, serio candidato a vincere la Vuelta a fine stagione. Nota di merito anche per Van den Broeck, Gesink, Hesjedal e Joaquim Rodriguez, mai così in alto al Tour de France e autori tutti di grandi prestazioni, coronate da una vittoria per Rodriguez.
Se tutti questi hanno fatto bene c'è anche chi ha profondamente deluso: si parte da Bradley Wiggins, lontanissimo da quel quarto posto fenomenale dell'anno scorso, poi andiamo alla Liquigas di Kreuziger e Basso che si è vista in testa soltanto con il giovane Daniel Oss. Nota di merito per tre vecchietti, Evans, Vinokourov e Armstrong, autori tutti e tre e per motivi diversi di un grande Tour, perché correre con un gomito lussato, vincere una tappa e essere determinanti per la vittoria del compagno ma anche non gettare la spugna dopo aver fallito l'obiettivo principale della classifica generale, dimostra che campioni principalmente si nasce e si resta. E in Tour così l'ultima tappa non poteva che andare a Mark Cavendish, quinta vittoria di un Tour fenomenale, il migliore sprinter al mondo con la miglior squadra per le volate al mondo.
E l'Italia? L'Italia è Alessandro Petacchi, due tappe e maglia verde, un risultato eccellente visto che qui c'era il meglio delle volate. E poi il nulla. Perché considerare positivo il Tour di Cunego perché si è fatto vedere nelle fughe è eccessivo, perché Basso anche senza i malanni fisici avrebbe fallito, perché di altro si è visto ben poco. Pensiamo al futuro, pensiamo a Daniel Oss e ad Adriano Malori, a Fabio Felline e all'assente Vincenzo Nibali, pensiamo che qualche spiraglio di luce in una situazione oggettivamente oscura si è visto.

ORDINE D'ARRIVO
1° Mark Cavendish (Gbr) Team HTC - Columbia
2° Alessandro Petacchi (Ita) Lampre-Farnese Vini s.t.
3° Julian Dean (Nzl) Garmin - Transitions s.t.
4° Jurgen Roelandts (Bel) Omega Pharma-Lotto s.t.
5° Oscar Freire Gomez (Esp) Rabobank s.t.

CLASSIFICA FINALE
1° Alberto Contador (Esp) Astana
2° Andy Schleck (Lux) Team Saxo Bank a 39''
3° Denis Menchov (Rus) Rabobank a 2'01''
4° Samuel Sanchez (Esp) Euskaltel - Euskadi a 3'40''
5° Jurgen Van den Broeck (Bel) Omega Pharma Lotto a 6'54''
6° Robert Gesink (Ned) Rabobank a 9'31''
7° Ryder Hesjedal (Can) Garmin Transitions a 10'15''
8° Joaquim Rodriguez (Esp) Katusha a 11'37''
9° Roman Kreuziger (Cze) Liquigas Doimo a 11'54''
10° Christopher Horner (Usa) Team RadioShack a 12'02''
11° Luis Leon Sanchez (Esp) Caisse d'Epargne a 14'21''
12° Ruben Plaza (Esp) Caisse d'Epargne a 14'29''
13° Levi Leipheimer (Usa) Team RadioShack a 14'40''
14° Andreas Kloden (Ger) Team RadioShack a 16'36''
15° Nicolas Roche (Irl) Ag2R La Mondiale a 16'59''

CLASSIFICA A PUNTI
1° Alessandro Petacchi (Ita) Lampre Farnese Vini 243 punti
2° Mark Cavendish (Gbr) HTC Columbia 232 punti
3° Thor Hushovd (Nor) Cervelo TestTeam 222 punti

CLASSIFICA GPM
1° Anthony Charteau (Fra) Bbox Bouygues Telecom 143 punti
2° Christophe Moreau (Fra) Caisse d'Epargne 128 punti
3° Andy Schleck (Lux) Team Saxo Bank 116 punti

CLASSIFICA GIOVANI
1° Andy Schleck (Lux) Team Saxo Bank
2° Robert Gesink (Ned) Rabobank a 8'52''
3° Roman Kreuziger (Cze) Liquigas Doimo a 11'15''

CLASSIFICA A SQUADRE
1° Team Radioshack
2° Caisse d'Epargne a 9'15''
3° Rabobank a 27'49''