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sabato 30 giugno 2012

Tour de France 2012. Presentazione Squadre: Team Sky

Il Team Sky si presenta al via del Tour con una vera e propria corazzata, vera grande favorita della vittoria finale della corsa francese.
Capitano unico sarà Bradley Wiggins: il britannico sembra maturo per la vittoria finale del Tour de France, contando che il percorso di quest'anno non è durissimo e ci sono tantissimi chilometri a cronometro. Wiggins ha dimostrato quest'anno di essere praticamente imbattibile a cronometro e di tenere bene in salita, non cedendo molto agli avversari diretti. In più, può contare su 4-5 corridori che potrebbero fare i capitani in altre squadre, cosa che aumenta il valore della Sky. Avere come gregari Froome, 2° alla Vuelta l'anno scorso, Rogers, Porte e Siutsou è un lusso che solo la Sky si può permettere. Tutti e 4 sono anche fortissimi a cronometro e potrebbero davvero tentare di arrivare tra i primi 10 di questo Tour.
Ma la Sky non è assolutamente finita qui. Al via ci sarà anche il campione del mondo Mark Cavendish che vorrà incrementare il bottino di 20 vittorie al Tour, supportato dal suo fidato Bernhard Eisel, e magari vincere la maglia verde. In più, ci sarà Edvald Boasson Hagen come battitore libero che può vincere le volate, andare in fuga, tirare per Cavendish o tirare per Wiggins in salita. Un jolly da sfruttare, una carta in più di quella che sembra davvero essere la squadra più forte (e convincente) alla partenza di questo Tour.

Iscritti


- Edvald Boasson Hagen (Norvegia) 1987
Miglior piazzamento al Tour: 52° nel 2011, 2 vittorie a Lisieux e Pinerolo 2011. 1 Gent Wevelgem, 2 Eneco Tour, 1 Classica di Amburgo, 1 Tour of Britain, 1 tappa al Giro d'Italia, 5 campionati nazionali crono, 1 Giro di Norvegia.
- Mark Cavendish (Gran Bretagna) 1985
Miglior piazzamento al Tour: 129° nel 2011, 20 vittorie dal 2008 al 2011, 1 maglia verde. Campione del Mondo in carica, 1 Milano Sanremo, 3 Scheldeprijs, 10 tappe al Giro d'Italia, 3 tappe alla Vuelta Espana, 1 Kuurne Bruxelles Kuurne, 1 Ster ZLM Tour.
- Bernhard Eisel (Austria) 1981
Miglior piazzamento al Tour: 107° nel 2006, 3° a Karlsruhe 2005. 1 Gent Wevelgem, 1 Parigi Bourges, 2 tappe al Giro di Svizzera, 1 Commerce Bank Reading, 1 Commerce Bank Lancaster.
- Chris Froome (Gran Bretagna) 1985
Miglior piazzamento al Tour: 81° nel 2008. 2° alla Vuelta a Espana 2011, 1 tappa alla Vuelta a Espana.
- Christian Knees (Germania) 1981
Miglior piazzamento al Tour: 20° nel 2009. 1 campionato nazionale in linea, 1 Bayern Rundfahrt, 1 Rund um Koln.
- Richie Porte (Australia) 1985
Miglior piazzamento al Tour: 71° nel 2011. 1 Volta ao Algarve, 1 tappa al Giro di Romandia, 1 tappa al Giro di Danimarca.
- Michael Rogers (Australia) 1979
Miglior piazzamento al Tour: 9° nel 2006, 2° a Valkenburg 2006. 3 campionati del mondo crono, 1 Giro di California, 1 Giro di Germania, 1 Giro del Belgio, 1 Tour Down Under, 1 Ruta del Sol, 1 Bayern Rundfahrt.
- Kanstantsin Siutsou (Bielorussia) 1982
Miglior piazzamento al Tour: 16° nel 2008. 1 tappa al Giro d'Italia, 1 campionato nazionale in linea, 1 campionato nazionale crono, 1 Tour de Georgia.
- Bradley Wiggins (Gran Bretagna) 1980
Miglior piazzamento al Tour: 4° nel 2009, 3° a Monaco 2009. 1 Parigi Nizza, 2 Giro del Delfinato, 1 Giro di Romandia, 1 campionato nazionale in linea, 2 campionati nazionali crono, 1 tappa al Giro d'Italia.

lunedì 11 giugno 2012

Giro del Delfinato 2012, Wiggins e la Sky trionfano. Rui Costa conquista Verbier al Giro di Svizzera

GIRO DEL DELFINATO - BRADLEY WIGGINS (SKY)
GIRO DEL DELFINATO 7° TAPPA - DANIEL MORENO (KATUSHA)

Bradley Wiggins ha vinto l'edizione 2012 del Giro del Delfinato in Francia. Il britannico del Team Sky ha preceduto in classifica generale il compagno di squadra Michael Rogers di 1 minuto e 17 secondi, Cadel Evans (BMC) di 1 minuto e 26 secondi e l'altro compagno Chris Froome di 1 minuto e 45 secondi. Per Wiggins si tratta della terza corsa a tappe vinta quest'anno dopo la Parigi Nizza e il Giro di Romandia.
L'ultima tappa è andata in uno sprint in leggera salita a Daniel Moreno (Katusha), al 2° successo al Delfinato, che ha preceduto il connazionale Luis Leon Sanchez Gil (Rabobank) ed Evans, 4° Boasson Hagen (Sky) e 5° Rinaldo Nocentini (AG2R).
L'ultima tappa è andata via abbastanza liscia per gli uomini della Sky, capaci di controllare senza troppi affanni le fughe dei fuggitivi di giornata, coadiuvati dalla BMC, sempre attiva per Evans. Dopo il primo GPM di giornata se ne va un gruppetto con Coppel, Rolland e Westra tra gli altri anche se il loro vantaggio rimarrà abbastanza contenuto. Dopo il penultimo GPM Nibali prova un altro attacco in discesa ma non c'è troppo spazio per fare la differenza e il siciliano viene ripreso, stessa sorte dei fuggitivi poco dopo. Sull'ultima salita ci riprovano Coppel e Westra insieme a Geniez ma il loro tentativo è rintuzzato dalle squadre degli uomini che puntano alla vittoria di tappa. Arrivati sul traguardo di Chatel viene lanciato lo sprint da Richie Porte (Sky) finché sulla destra viene superato da Luis Leon Sanchez che ha a ruota Moreno, Evans e Boasson Hagen. Lo spagnolo della Katusha è bravo ad aspettare il momento giusto per saltare il connazionale e andare a vincere la tappa.
Tirando le somme: cosa ci ha detto questo Giro del Delfinato in chiave Tour?
Sicuramente, Wiggins è l'uomo da battere, domina a cronometro, tiene in salita, ha una squadra di livello eccezionale. Evans è l'uomo che lo può battere, ha un'ottima squadra (non a livello Sky), è tenace e caparbio, può inventarsi qualche numero in montagna e magari limitare i danni a cronometro. Dovrà attaccare sempre, cercando di mettere in difficoltà Wiggins. Nibali sembra non in condizione ottimale, dovrà lavorare tanto sperando di entrare in forma nel momento giusto. In salita e in discesa può essere il migliore del lotto partenti, ma a cronometro prende ancora troppi secondi. Andy Schleck sembra spacciato mentre il fratello vola al Giro di Svizzera. In salita sarebbe il più forte ma la forma ideale sembra lontana e a cronometro è fermo, forse il peggiore tra i capitani. Menchov si è fatto vedere poco e probabilmente il suo momento di gloria è passato per sempre. Samuel Sanchez ha dimostrato di avere grande tenacia nel finire la corsa ma la caduta qui al Delfinato potrebbe averlo compromesso per il Tour. Anche lui non è un fulmine a cronometro ma non è neanche scarso mentre in salita può tenere il passo dei migliori scatenandosi in discesa.
Da segnalare anche l'ottimo 5° posto di Jurgen Van den Broeck (Lotto), candidato a un posto nei 10, il 7° di Janez Brajkovic (Astana) e l'8° del giovanissimo Wilco Kelderman (Rabobank) che va come un treno a cronometro e per ora tiene abbastanza bene in salita ma può migliorare. Sorprende il 6° posto di Vasil Kiryienka (Movistar) che sarà pedina preziosa per il capitano Valverde.

GIRO DI SVIZZERA 2° TAPPA - RUI COSTA (MOVISTAR)

Il portoghese Rui Alberto Faria Costa ha vinto la 2° tappa del Giro di Svizzera con arrivo a Verbier. Il corridore della Movistar, scattato nel finale, ha preceduto all'arrivo Frank Schleck (RadioShack) di 4 secondi e Mikel Nieve (Euskaltel) di 12 secondi. 4° Giampaolo Caruso (Katusha) a 13 secondi come Thibaut Pinot (FDJ). Tra gli altri, 8° Gadret (AG2R) a 16s, 9° Valverde (Movistar) a 18s, a 22s Kreuziger, Leipheimer e Danielson, a 33s Kruijswijk, a 37s Fuglsang, a 47s Damiano Cunego e a 1 minuto e 4 secondi Robert Gesink.
La corsa è vissuta su una lunga fuga di Alessandro Bazzana e Ryan Anderson che ha guadagnato moltissimo terreno ma che è stata ripresa senza problemi dal gruppo nel lungo tratto pianeggiante tra il Passo del Sempione e la salita finale di Verbier. Con il gruppo compatto, il primo a scattare è stato Ten Dam (Rabobank) a inizio salita ma senza grandi risultati mentre ha fatto più male l'attacco di Frank Schleck (RadioShack) ai - 5,5 km. Il lussemburghese è riuscito a imporre un buon ritmo riuscendo a guadagnare un bel margine sugli inseguitori. Dal gruppo principale hanno provato a evadere Gadret prima e Danielson poi mentre Kreuziger preferiva andar su regolare ad alto ritmo. In tanti si erano già staccati quando a 1,5 km dal traguardo è Rui Costa a scattare. Il portoghese è riuscito a fare il vuoto e si è messo alla caccia di Frank Schleck. A 150 metri dal traguardo Rui Costa ha ripreso Schleck superandolo di slancio e andando a vincere un'importante tappa, vestendo anche la maglia di leader della generale.
Un finale con un vincitore abbastanza a sorpresa che potrebbe anche resistere al comando fino all'ultima frazione.

RISULTATI DEL 10 GIUGNO

GiroBio - Italia: La tappa più lunga della corsa, 211 km, ha premiato una fuga di 18 atleti che si è giocata la vittoria allo sprint. A spuntarla è stato Ruslan Tleubayev (Nazionale Kazakistan) che ha preceduto Davide Villella (Colpack) e Alberto Cecchin (Marchiol). Gruppo a 1 minuto e 50 secondi dai fuggitivi. Villella è diventato il nuovo leader della generale con 14 secondi su Tleubayev e 20 secondi su Matteo Busato (Team Idea). Domani, tutto ancora in gioco con la scalata al Monte Terminillo.
ProRace Berlin - Germania: Non si ferma più André Greipel. Il fortissimo velocista tedesco ha vinto anche la gara di casa precedendo il connazionale Rudiger Selig (Katusha) e l'olandese Raymond Kreder (Garmin) allo sprint. Per il corridore della Lotto Belisol si tratta della 12° vittoria stagionale.
Ronde de l'Oise - Francia: Colpo doppio per Jean-Luc Delpech. Il francese ha vinto la 4° e ultima tappa della corsa e si è aggiudicato anche la classifica finale. Alle spalle del corridore della Bretagne Schuller si sono piazzati Reidar Borgersen (Joker Merida) e Boris Dron (Wallonie Bruxelles).
Thuringen Rundfahrt (U23) - Germania: Continua il dominio della Rabobank Continental nella corsa tedesca. Dopo il successo nella cronosquadre inaugurale, la formazione olandese ha realizzato una doppietta nella 1° tappa, terminata allo sprint, grazie alla vittoria di Danny Van Poppel e al 2° posto di Moreno Hofland. 3° Nikias Arndt (LKT Team Brandenburg). In classifica generale non cambia nulla e al comando rimane proprio Van Poppel che aveva tagliato il traguardo per primo anche nella cronosquadre.
Tour de Singkarak - Indonesia: Oscar Pujol è il vincitore dell'edizione 2012. Lo spagnolo, rinforzo inportante per l'iraniana Azad University, ha preceduto in classifica generale l'australiano Jai Crawford (Genesys Wealth Advisers) di 1 minuto e 8 secondi e il corridore di Taipei Chun Kai Feng (Action) di 1 minuto e 12 secondi. Nell'ultima tappa, un circuito pianeggiante della città di Padang, doppietta per la Terengganu con due corridori malesi, 1° Mohammed Zamri Salleh e 2° Mohammed Harrif Salleh, mentre 3° è giunto Alexander Edmondson (Nazionale Australia).
Kwita Izina Tour - Rwanda: Successo finale per il corridore di casa Abraham Ruhumuriza (Nazionale Rwanda), vincitore della 2° tappa, che in classifica ha preceduto l'algerino Azzedine Lagab e il connazionale Joseph Biziyaremye. Proprio Biziyaremye ha vinto l'ultima tappa della corsa precedendo gli etiopi Getachew Atsbha e Gebremariam Hatfu Robel.

venerdì 8 giugno 2012

Giro del Delfinato 2012, Wiggins stravince la cronometro. Italia d'oro nella staffetta agli Europei di MTB

GIRO DEL DELFINATO 4° TAPPA - BRADLEY WIGGINS (SKY)

Il britannico Bradley Wiggins ha letteralmente dominato la 4° tappa del Giro del Delfinato, una cronometro individuale di 53 km pianeggiante, molto simile a quello che i corridori troveranno al prossimo Tour de France. Il campione della Sky ha preceduto il campione del mondo della specialità Tony Martin (Omega Pharma Quick Step) di 34 secondi e il 3 volte campione del mondo Michael Rogers (Sky) di 1 minuto e 11 secondi. 8° posto per Cadel Evans (BMC) a 1 minuto e 43 secondi, molto più indietro Vincenzo Nibali (Liquigas), 31° a 3 minuti e 30 secondi. Quasi incommentabile Andy Schleck (RadioShack), caduto durante la prova e già dolorante a un ginocchio, 164° su 171 a 10 minuti e 47 secondi.
La nuova classifica recita 1° Wiggins, 2° Martin a 38s, 3° Rogers a 1m20s, 4° Sylvain Chavanel (OPQS) a 1m38s e 5° Evans a 1m44s.
A detta di tutti, questa lunga cronometro era la prova generale della cronometro di 52 km del prossimo Tour de France, decisiva per la classifica finale. Chi ne esce bene, benissimo, è ovviamente Wiggins: il britannico ha dominato la prova lasciandosi alle spalle anche un grande specialista come Tony Martin e distanziando di parecchio tutti i pretendenti alla vittoria del Delfinato e del Tour. Se poi pensiamo che il britannico non sia scarso in montagna e che al Tour porterà una squadra di livello su tutti i terreni, probabilmente abbiamo trovato il favorito numero 1 (e forse anche il numero 2!) al Tour.
Bypassando la prova di Martin e Rogers, uomini che possono fare classifica ma che difficilmente possono impensierire i migliori per il podio, il primo uomo di classifica è Evans. L’australiano partirà con il pesante fardello di attaccare in montagna perché a cronometro va forte ma Wiggins va più di lui, potrà trovare molti alleati lungo la strada ma alla fine sarà lui e la sua squadra a doversi far carico del ruolo di anti-Sky.
Positiva la prova di Van den Broeck e Brajkovic, uomini da top-10, mentre non sono molto incoraggianti i risultati di Nibali e Menchov: i 2 hanno preso più di 3 minuti da Wiggins e dovranno staccare sia lui che Evans in salita, e di molto. Katusha e Liquigas avranno un roster di primo livello ma difficilmente saranno al livello di Sky e BMC.
Per il resto, bella la prova di Cobo (47° a 4m27s) mentre ha deluso un po’ di più Voeckler, arrivato a 6 minuti, sicuramente non in forma come l’anno scorso. Poco più indietro Samuel Sanchez, 112° a 7m26s, infortunato e con un grosso punto di domanda sulla sua forma al Tour. Male, malissimo, Andy Schleck: il lussemburghese non sta bene, è vero, però la sua totale mancanza di impegno indispettisce la squadra e i tifosi. Restano un grosso dubbio le sue abilità di cronoman e visto il percorso di quest’anno del Tour dovrà essere in forma super per staccare tutti in salita. Perché non ha fatto il Giro? Perché ostinarsi a fare il Tour che non potrà mai vincere? Mi fa rabbia vedere un talento del genere non esprimersi a grandi livelli e incapace di farsi valere in corse diverse da Tour e Liegi. Teniamocelo così e vedremo cosa si inventeranno i fratellini Schleck al prossimo Tour. Probabilmente poco.

MTB - EUROPEI. ITALIA D'ORO NELLA STAFFETTA A SQUADRE

Partono con il botto i Campionati Europei di Cross Country a Mosca per l'Italia. La prova della staffetta a squadre ha regalato l'oro all'Italia che ha vinto la gara con 4 secondi sulla Svizzera, argento, e con 12 secondi sull'Olanda, bronzo.
La corsa si svolge su quattro frazioni alle quali devono prendere parte 3 uomini (Elite, Under 23 e Juniores) e 1 donna (Elite), anche se nessuno vieta alle squadre di schierare corridori di categoria minore per le frazioni Elite. L'Italia è partita con l'Elite Michele Casagrande che ha chiuso la sua prova al 3° posto e ha lasciato il testimone allo Juniores Gioele Bertolini, il migliore della sua frazione. Eva Lechner e l'Under Luca Braidot hanno mantenuto la posizione con prove solide andando a vincere l'oro. Per l'Italia, assenze Marco Aurelio Fontana che ha deciso di preparare meglio le Olimpiadi.

RISULTATI DEL 7 GIUGNO

GP Kanton Aargau - Svizzera: La corsa si è decisa nei primissimi chilometri quando Sergey Lagutin (Vacansoleil), Vladimir Gusev (Katusha) e Georg Preidler (Team Type 1) hanno preso il largo per la classifica fuga di giornata. I tre hanno guadagnato un buon margine sul gruppo principale superando i 10 minuti di vantaggio e di comune accordo sono arrivati fin sul traguardo dove in volata Lagutin ha preceduto Gusev e Preidler. Nel finale una grande selezione ha portato a giocarsi il 4° posto una decina di corridori, con Albasini (GreenEDGE) che ha vinto la volata dei battuti, arrivati a 31 secondi dai fuggitivi. Buon piazzamento per Riccardo Chiarini ed Emanuele Sella (Androni), 7° e 8°.
Giro di Romania - Romania: Successo allo sprint per l'ex leader della classifica Ioannis Tamouridis. Il greco della SP Tableware ha preceduto l'italiano Riccardo Bolzan (Friuli CT) e Alexander Tiedtke (Krostitzer). Classifica generale invariata con Matja Kvasina (Tusnad) sempre primo, inseguito da Andrei Nechita (Nazionale Romania) a 2 secondi.
Giro di Slovacchia - Slovacchia: L'austriaco Werner Riebenbauer ha vinto la 3° tappa allo sprint con il gruppo che è arrivato al traguardo molto sfilacciato. Il corridore della Gourmetfein Wels ha preceduto di un soffio Benjamin Edmuller (Arbo Gebruder Weiss) mentre al 3° posto si è piazzato Sergey Rudaskov (Itera Katusha) a 1 secondo. Grazie al 24° posto di oggi Enrico Rossi (Meridiana Kamen) ha mantenuto la leadership della corsa con 43 secondi su Alexander Prishpetniy (Itera Katusha) e con 3 minuti e 20 secondi su Davide Rebellin.
Ronde de l'Oise - Francia: La 1° tappa è stata vinta dal russo Vyacheslav Kuznetsov (Itera Katusha) che ha preceduto in uno sprint ristretto Rafaa Chtioui (Europcar), Iker Camano (Endura Racing) e Vegard Robinson Bugge (Joker Merida). Ronan McLaughlin (An Post), arrivato a 10 secondi dal vincitore, ha preceduto di 2 secondi il gruppo principale regolato dal compagno di squadra Nico Eeckhout.
Tour de Singkarak - Indonesia: Tappa impegnativa questa 4° frazione con 3 GPM tutti nel finale. A farne le spese il leader Ito, arrivato nel 2° gruppo a quasi 2 minuti dai primi. La tappa è stata vinta dal danese John Ebsen (CCN Cycling Team) davanti a Oscar Pujol (Azad Univ) e Mohammad Mat Senan (Terengganu). Per il CCN, squadra del Brunei, si tratta della prima storica vittoria da team professionista. In classifica generale ha preso il comando Jai Crawford (Genesys Wealth Advisers), 2° a inizio tappa, che ora dovrà guardarsi dal corridore di Taiwan Chun Kai Feng (Action), 2° a 8s, e da Dadi Suryadi (Putra Perjuangan Bandung), 3° 18s. Seguono l'altro australiano Alexander Clements (Nazionale Australia), 4° a 20s, e Oscar Pujol (Azad Univ), 5° a 46 secondi.

venerdì 25 maggio 2012

Giro d'Italia 2012, Guardini batte Cavendish a Vedelago. Rogers 1° in Baviera

GIRO D'ITALIA 2012 18° TAPPA - ANDREA GUARDINI (FARNESE VINI)

Andrea Guardini ha vinto in volata la 18° tappa del Giro d'Italia 2012. Il velocista della Farnese Vini ha surclassato gli avversari con uno spunto degno dei migliori velocisti, andando a battere sua maestà Mark Cavendish (Sky) e il bravissimo Roberto Ferrari (Androni Giocattoli). Un successo importantissimo per Guardini, fin qui molto criticato da tutto il mondo del ciclismo per la sua scarsa resistenza sulle salite, che lancia il corridore italiano tra i più grandi velocisti del panorama mondiale.
La tappa era congeniale per Guardini, una dolce picchiata verso Vedelago senza una sola difficoltà. Una fuga ha provato a rendere più movimentata la giornata ma il Team Sky ha chiuso su di loro prima del traguardo volante per permettere a Cavendish di sprintare per i punti della maglia rossa. Superato il traguardo volante, un'altra fuga ci ha riprovato ma il finale di oggi era ormai scritto, volata. Sky e Saxo Bank hanno occupato le posizioni di testa negli ultimi chilometri ma è stata la squadra britannica a prendere davanti l'ultimo km con Eisel e Thomas, in coda Cavendish, Ferrari, Guardini e tutti gli altri. Thomas si è ritrovato davanti un po' troppo presto ma è riuscito a tenere tutti in coda finché Guardini è partito come un razzo sulla destra e Cavendish con Ferrari a sinistra. Non c'è stato molto da fare, Guardini aveva una marcia in più e Cavendish sembrava un po' imballato e non riusciva a esprimere la stessa potenza che di solito ha, forse stanco dai tanti sprint fatti anche nelle tappe di montagne. Il corridore della Farnese Vini ha vinto nettamente con una bici di vantaggio su Cavendish, Ferrari, Hunter, Haedo, Nizzolo, Kristoff e Chicchi.
Il giovane Guardini è un atleta che fa discutere: nessuno nega le sue doti di velocista ma il suo adattamento al ciclismo che conta sembra procedere un po' a rilento. Nelle prime tappe ha subito qualsiasi cambio di passo, anche su percorsi non molto difficili, e non si è mai fatto trovare davanti per gli sprint. Sulle montagne è spesso arrivato ultimo e aggrappato ai secondi per non uscire dal tempo massimo, ma con la vittoria a Vedelago si è preso una grandissima rivincita, contro chi non crede tanto nelle sue doti, uniche in tutto il gruppo. Guardini è uno scattista, riesce ad aumentare la velocità in pochissimi metri mantenendo lo sforzo costante per 200-300 metri senza affanno. Un velocista moderno, un mix tra McEwen e Cipollini, potente ma scattante. Uno con un grandissimo avvenire che, come giustamente ha sottolineato il suo ds Scinto, non deve montarsi la testa, deve continuare a lavorare per migliorare nella tenuta e nella tattica di gara, così che le vittorie possano aumentare a dismisura.
Un parere personale: un velocista deve vincere le volate. Se arriva ultimo in montagna e vince 4 tappe, a qualcuno importa delle sue capacità in salita?
Anche Cavendish al traguardo ha ammesso la superiorità di Guardini in questa volata, giustificandosi anche con la maggior freschezza dell'avversario, appunto che potrebbe starci visto la continua ricerca di punti per la maglia rossa del britannico e il relativo dispendio di energie per sprintare ogni volta. Guardando il lato positivo, Cavendish così a me sembra molto più umano e meno extraterrestre come era sembrato finora.
Giornata tranquilla per gli uomini di classifica, l'ultima prima della tre giorni terribile Pampeago - Stelvio - Cronometro di Milano. Non vedo l'ora.

RISULTATI DEL 24 MAGGIO

Giro d'Italia 18° tappa: 1° Andrea Guardini (Farnese Vini), 2° Mark Cavendish (Sky), 3° Roberto Ferrari (Androni Giocattoli). Maglia rosa: Joaquin Rodriguez (Katusha).
Giro del Belgio - Belgio: Secondo successo di fila per il tedesco Andre Greipel. Il corridore della Lotto Belisol ha vinto la 2° tappa in volata precedendo gli italiani Danilo Napolitano (Acqua & Sapone) e Jacopo Guarnieri (Astana).
Bayern Rundfahrt - Germania: 4 GPM per la 2° tappa ma con l'ultimo posto a 40 km dall'arrivo. Ma l'ultima salita ha stuzzicato la voglia di provarci di Michael Rogers e Kanstantin Siutsou (Sky), Vladimir Gusev (Katusha), Haimar Zubeldia (RadioShack) e Jerome Coppel (Saur Sojasun). I cinque sono riusciti a resistere al ritorno del plotone e in volata è stato Rogers a vincere su Gusev, Coppel, Zubeldia e Siutsou mentre Alessandro Petacchi (Lampre) regolava il gruppo 23 secondi più tardi. In virtù del successo nella 2° tappa, Rogers è diventato anche il nuovo leader. Una curiosità: Rogers non vinceva una corsa dal 23 Maggio 2010, classifica generale del Tour of California, praticamente 2 anni fa.
An Post Ras - Irlanda: Il francese Thomas Rostollan (Aix-en-Provence) ha vinto la 5° tappa, considerata la più dura della corsa con 7 GPM e uno strappo indicato come il più duro d'Irlanda, Mamore Gap. Rostollan è andato in fuga insieme ad altri 4 a circa 70 km dal traguardo, rimanendo da solo nei chilometri finali e superando indenne il Mamore Gap. Alle sue spalle si sono piazzati il ceco Martin Hunal (AC Sparta), Jonathan Fumeaux e Nicolas Baldo, entrambi Atlas, giunti a 9 secondi di ritardo, mentre Bagdonas (An Post) ha regolato quello che era rimasto del gruppo principale. Cambio al vertice della classifica con Baldo che può vantare 3 secondi di vantaggio su Rostollan e 7 secondi su Hunal.
Tour of Trakya - Turchia: Arrivo in volata nella 1° tappa della corsa turca e successo per l'ucraino Yuri Metlushenko (Konya Torku Seker) sul nazionale rumeno Eduard Michael Grosu e sul padrone di casa Ahmet Akdilek (Salcano Arnavutkoy).
Giro delle Pesche Nettarine (U23) - Italia: Successo nel prologo inaugurale di Castel San Pietro per il portacolori della Zalf Desiree Fior Paolo Simion. Il corridore classe '92 ha preceduto sul tracciato di circa 3 km Massimo Coledan (Trevigiani) di pochi centisimi e Michele Scartezzini (Trevigiani) di 1 secondo. Da segnalare l'ottima prestazione del vincitore dell'anno scorso, Mattia Cattaneo, 5° a 4 secondi.

giovedì 30 settembre 2010

Campionati del Mondo 2010. Cancellara vince l'oro nella cronometro Elite, poi Millar e Martin

Fabian Cancellara ha vinto per la quarta volta il titolo di Campione del Mondo della prova a cronometro dedicata agli Elite. Il corridore svizzero ha surclassato i propri avversari staccando di oltre un minuto il bravissimo David Millar, secondo, e un incredibile Tony Martin, terzo nonostante un cambio ruota che sembrava poter essere fatale. La vittoria di Cancellara è impreziosita dal fatto che la sua condizione non era delle migliori, come da lui stesso ammesso, ma il ticinese, quando si tratta di cronometro, potrebbe vincere probabilmente anche con una gamba sola.
"Sono molte felice" ha dichiarato Cancellara. "E' stato meraviglioso e probabilmente è stata la mia vittoria più difficile perché non conoscevo bene la mia condizione. Alla fine mi sono focalizzato sulla mia corsa e ho dato tutto quello che potevo". L'unico inghippo per lo svizzero è stato un passaggio troppo ravvicinato con una transenna: "Non l'ho toccata ma ogni secondo è importante, così ho provato a rimanere in piedi senza cadere perché era l'ultima cosa che volevo".
Ora Cancellara, dopo essere entrato nella leggenda per il numero di titoli vinti a cronometro, può cercare l'impresa di bissare il successo anche nella prova in linea dove, a questo punto, è sicuramente uno dei grandi favoriti.
Per il resto, la prova odierna ha visto l'exploit di Millar, da tempo lontano dai migliori nelle prove contro il tempo, mentre l'impresa di Martin ha confermato il tedesco come l'unico vero rivale di Cancellara nelle cronometro. Bene anche il giovane australiano Richie Porte, quarto per un soffio e arrivato davanti al terzo volte campione del mondo Michael Rogers, il migliore prima dell'ultima serie di corridori. Un po' di delusione per la prova dello svedese Gustav Larsson, secondo l'anno scorso, che probabilmente senza il riferimento di Cancellara dell'anno scorso non è riuscito a rimanere su standard elevati.
E gli italiani? Ah già, non ce n'erano in gara. Come a dire che fuori Pinotti, in Italia non ci sono altri specialisti che possono ambire a un dignitoso piazzamento. Dal 2012 tornerà anche la prova a squadre, cosa abbiamo intenzione di fare? Niente come negli ultimi anni? Altra domanda: Adriano Malori, campione del mondo tra gli Under 23, non era degno di partecipare? Arrivano le Olimpiadi, le prove a cronometro ai Mondiali diventeranno due, forse potrebbe essere il caso di curare anche un settore che sta diventando sempre più importante nelle corse a tappe e prestigioso quasi quanto la prova in linea. Basterebbe crederci un po'.

ORDINE D'ARRIVO
1° Fabian Cancellara (Swi) Svizzera
2° David Millar (Gbr) Gran Bretagna a 1'02''
3° Tony Martin (Ger) Germania a 1'12''
4° Richie Porte (Aus) Australia a 1'19''
5° Michael Rogers (Aus) Australia a 2'25''
6° Koos Moerenhout (Ned) Olanda a 2'40''
7° Luis Leon Sanchez Gil (Esp) Spagna a 2'44''
8° David Zabriskie (Usa) Stati Uniti a 2'51''
9° Maciej Bodnar (Pol) Polonia a 3'00''
10° Gustav Larsson (Swe) Svezia a 3'01''

giovedì 1 luglio 2010

Tour de France 2010. Presentazione delle squadre: HTC Columbia (Usa)

19° PUNTATA - HTC COLUMBIA
E dopo la Garmin, ecco l'HTC Columbia. Le squadre sono quasi speculari, un forte velocista, un fortissimo treno, un uomo di classifica e altri corridori polivalenti. Il forte velocista è, ovviamente, Mark Cavendish. 10 tappe vinte in due anni dicono tutto, il migliore è lui, anche se la forma quest'anno non è sembrata al livello dell'anno scorso. L'uomo di fiducia è Mark Renshaw, probabilmente il più forte ultimo uomo per le volate. Insieme a loro per gli sprint ci sarà anche Bernhard Eisel, uomo adatto anche alle lunghe fughe. L'uomo per la classifica generale sarà Michael Rogers che proverà ancora una volta a piazzarsi tra i migliori in un grande giro. Insieme a lui ci sarà anche Tony Martin che punterà alla maglia bianca di miglior giovane e, di conseguenza, a un buon posto in classifica generale visto che un altro contendente sarà un certo Andy Schleck. La squadra si completa con fortissimi cronoman e passisti come Bert Grabsch e Adam Hansen e due buoni passisti/scalatori come Kanstantsin Siutsou e Maxime Monfort. Si potrebbe dire, una squadra buona per tutte le occasioni.

In sintesi
A parte le tappe di alta montagna, l'HTC Columbia potrebbe vincere tutte le altre. Cavendish, anche se non in forma smagliante, resta il più forte sprinter in attività e potrà contare su una spalla come Renshaw. Rogers e Martin punteranno a far bene in salita con l'aiuto di Monfort e Siutsou. Hansen, Grabsch e Eisel completano una squadra dominante che deve puntare a più vittorie parziali possibili. Peccato che manchi l'uomo forte per la classifica generale, altrimenti poteva fare veramente filotto.

Iscritti
- Mark Cavendish (Gbr) 1985
Miglior piazzamento al Tour de France: 130° nel 2009. Vincitore di 10 tappe tra il 2008 e il 2009. Vincitore di 60 gare da professionista tra cui una Milano Sanremo, 5 tappe al Giro d'Italia e 2 Scheldeprijs Vlaanderen.
- Bernhard Eisel (Aut) 1981
Miglior piazzamento al Tour de France: 107° nel 2006. 3° nell'arrivo di Karlsruhe al Tour 2005. Vincitore di una Gent Wevelgem, una Parigi Bourges, due tappe al Giro di Svizzera e due Commerce Bank Classic.
- Bert Grabsch (Ger) 1975
Miglior piazzamento al Tour de France: 81° nel 2004. 8° in due tappe nel 2005 e nel 2006. Vincitore del campionato del mondo a cronometro a Varese 2008, tre campionati nazionali a cronometro, una tappa alla Vuelta a Espana e un Sachsen Tour.
- Adam Hansen (Aus) 1981
Miglior piazzamento al Tour de France: 105° nel 2008. 23° nell'arrivo di Saint Etienne al Tour 2008. Vincitore di una Ster Elektrotoer nel 2010 e di un campionato nazionale a cronometro nel 2008.
- Tony Martin (Ger) 1985
Miglior piazzamento al Tour de France: 35° nel 2009. 2° nell'arrivo al Mont Ventoux al Tour 2009. Vincitore di un campionato nazionale a cronometro, di una Hel van het Mergelland, di due tappe al Giro di Svizzera e una al Giro di Germania.
- Maxime Monfort (Bel) 1983
Miglior piazzamento al Tour de France: 21° nel 2008. 5° nell'arrivo di Bagneres de Bigorre al Tour 2008. Vincitore di un campionato nazionale a cronometro, di una Bayern Rundfahrt e di un Giro del Lussemburgo.
- Mark Renshaw (Aus) 1982
Miglior piazzamento al Tour de France: 148° nel 2009. 2° nell'arrivo di Parigi al Tour 2009. Vincitore di un Tro-Bro Leon nel 2006 e di una tappa al Tour Down Under nel 2008.
- Michael Rogers (Aus) 1979
Miglior piazzamento al Tour de France: 9° nel 2006. 2° nell'arrivo di Valkenburg al Tour 2006. Vincitore di 3 campionati del mondo a cronometro, un campionato nazionale a cronometro, un Giro di California, un Giro di Germania, una Vuelta a Andalucia, un Giro del Belgio e un Tour Down Under.
- Kanstantsin Siutsou (Blr) 1982
Miglior piazzamento al Tour de France: 16° nel 2008. 16° in due tappe al Tour 2008. Vincitore di una tappa al Giro d'Italia 2009, di un campionato nazionale in linea e di un Tour de Georgia.

Vittorie nel 2010 - 13
Classifica finale Vuelta a Andalucia (Rogers), 2° tappa Volta a Catalunya (Cavendish), Gent - Wevelgem (Eisel), 2° tappa Giro di Romandia (Cavendish), 1° tappa Giro di California (Cavendish), 7° tappa Giro di California (Martin), classifica finale Giro di California (Rogers), 4° tappa e classifica finale Bayern Rundfahrt (Monfort), 4° tappa e classifica finale Ster Elektrotoer (Hansen), 9° tappa Giro di Svizzera (Martin), Campionato nazionale tedesco a cronometro (Martin).

lunedì 24 maggio 2010

Amgen Tour of California a Michael Rogers, l'ultima tappa è di Hesjedal

L'australiano Michael Rogers ha vinto l'edizione 2010 dell'Amgen Tour of California resistendo agli attacchi dei suoi avversari nell'ultima tappa e mantenendo l'esiguo vantaggio costruito fin qui. Il corridore dell'HTC - Columbia ha preceduto gli statunitensi David Zabriskie della Garmin - Transitions, staccato di 9 secondi, e Levi Leipheimer del Team RadioShack, staccato di 25 secondi. Per Rogers si tratta della seconda vittoria stagionale dopo aver vinto in febbraio la Vuelta a Andalucia ed è una delle vittorie più prestigiose nella sua carriera, insieme ai tre mondiali a cronometro e al Giro di Germania.
L'ultima tappa non è stata semplice da gestire per il corridore australiano visto che gli attacchi sono iniziati praticamente al chilometro 0. Dopo vari tentativi, al secondo giro del circuito costruito nella città di Los Angeles, se ne sono andati Yaroslav Popovych della Radioshack, Sebastian Langeveld della Rabobank, George Hincapie della BMC, Oscar Pujol Munoz della Cervelo, Jeremy Vennell della Bissell, Carlos Barredo della Quickstep e Thomas Rabou del Team Type 1. Il loro vantaggio è arrivato fino a 3 minuti ma alle loro spalle le squadre dei più forti, specialmente la Garmin di Zabriskie, mantenevano il controllo sulla corsa. Lo spettacolo è iniziato all'ultimo passaggio sulla salita di Rock Store a Mulholland Drive. Il primo a provarci è stato Leipheimer con uno scatto molto deciso che ha frantumato il gruppo dei migliori, con i soli Rogers, il compagno di squadra Horner e Zabriskie e Hesjedal della Garmin a seguirlo. Lo scatto di Leipheimer ha permesso al gruppetto del leader di riprendere alcuni fuggitivi tra cui Popovych che si è messo a tirare per il proprio capitano mentre davanti rimanevano Barredo, Hincapie e Pujol con 50 secondi. Gli attacchi sono diventati numerosi e, alla fine, Hesjedal riusciva ad andarsene insieme a Horner, lasciando però solo Zabriskie. Il corridore della Garmin insieme a Leipheimer ha continuato ad attaccare sulla salita ma Rogers, in discesa, è riuscito a rientrare sui due capitani. Intanto, davanti, Hesjedal e Horner erano riusciti a rientrare sui tre fuggitivi della prima ora e insieme hanno iniziato a tirare per cercare di vincere la tappa. Allo sprint Horner è partito per primo ma Hesjedal è uscito dalla sua ruota conquistando un importante successo. Alle sue spalle si sono piazzati Hincapie, Barredo e Horner mentre il gruppo dei tre contendenti per la classifica finale è arrivato compatto a 28 secondi.

ORDINE D'ARRIVO
1° Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions
2° George Hincapie (Usa) BMC Racing Team s.t.
3° Carlos Barredo (Esp) Quick Step s.t.
4° Christopher Horner (Usa) Team Radioshack s.t.
5° Oscar Pujol Munoz (Esp) Cervelo Test Team a 5''

CLASSIFICA FINALE
1° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia
2° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions a 9''
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 25''
4° Christopher Horner (Usa) Team Radioshack a 1'04''
5° Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions a 1'08''
6° Jens Voigt (Ger) Team Saxo Bank a 1'44''
7° Rory Sutherland (Aus) UnitedHealthCare a 1'58''
8° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 2'06''
9° Janez Brajkovic (Slo) Team Radioshack a 2'42''
10° Phil Zajicek (Usa) Fly V Australia a 3'21''

fonte: cyclingnews.com

domenica 23 maggio 2010

Tour of California, Tony Martin vince la cronometro nella 7°tappa, Rogers vede la vittoria a un passo

Il tedesco Tony Martin ha vinto la settima tappa dell'Amgen Tour of California, una cronometro di 33,6 chilometri a Los Angeles. Il corridore dell'HTC - Columbia ha preceduto il leader della classifica generale e compagno di squadra Michael Rogers di 22 secondi e l'americano David Zabriskie della Garmin Transitions di 27 secondi, mentre al quarto posto si è piazzato Levi Leipheimer della Radioshack a 33 secondi dal vincitore.
Grande vittoria per Martin ma era chiaro già dall'inizio che la parte più interessante di questa tappa era il confronto tra i tre grandi favoriti per la classifica generale, Rogers, Zabriskie e Leipheimer. L'australiano dell'HTC partiva con un leggero vantaggio su entrambi e grazie al secondo posto può arrivare più tranquillo all'ultima tappa di stanotte, anche se il vantaggio in classifica generale rimane ristretto. Infatti, Rogers potrà gestire 9 secondi su Zabriskie e 25 secondi su Leipheimer mentre il quarto, Jens Voigt della Saxo Bank, è staccato di 1 minuto e 12 secondi.
Un soddisfatto Rogers ha commentato a fine gara: "Battere sia Dave che Levi è una grande prestazione per me, siamo tutti degli specialisti delle cronometro. Questa è una delle mie migliori prove contro il tempo da molto tempo. E' stata una cronometro dura, arrivando dopo sei giorni di gare intensi, specialmente dopo la tappa di montagna di ieri. La chiamavano non per niente la tappà della verità".

ORDINE D'ARRIVO
1° Tony Martin (Ger) Team HTC - Columbia
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC-Columbia a 22''
3° David Zabriskie (USA) Garmin - Transitions a 27''
4° Levi Leipheimer (USA) Team Radioshack a 33''
5° Jens Voigt (Ger) Team Saxo Bank a 59''

CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia
2° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions a 9''
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 25''
4° Jens Voigt (Ger) Team Saxo Bank a 1'12''
5° Rory Sutherland (Aus) UnitedHealthCare a 1'26''
6° Christopher Horner (Usa) Team Radioshack a 1'32''
7° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 1'34''
8° Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions a 1'46''
9° Janez Brajkovic (Slo) Team Radioshack a 2'10''
10° Thomas Danielson (Usa) Garmin - Transitions a 2'21''

venerdì 21 maggio 2010

Amgen Tour of California, la 5°tappa all'incontenibile Peter Sagan, Rogers in maglia

Lo slovacco Peter Sagan ha vinto la quinta tappa dell'Amgen Tour of California regolando il gruppetto dei migliori sull'arrivo in salita a Bakersfield. Il corridore della Liquigas - Doimo ha preceduto Michael Rogers dell'HTC Columbia e David Zabriskie della Garmin Transitions, giunti allo stesso tempo di Sagan ma staccati dal giovanissimo atleta. Per Sagan ora i successi in stagione sono quattro, tutti arrivati in corse prestigiose e contro fortissimi avversari.
In classifica generale, grazie agli abbuoni, Rogers ha raggiunto Zabriskie e gli ha sfilato la maglia di leader, con Levi Leipheimer a 10 secondi di ritardo e Sagan a 15.
La tappa è iniziata subito a ritmi altissimi, con il gruppo compatto e tirato dalle squadre del ProTour, pronte a difendere in massa i propri leader. Ma dopo soltanto pochi chilometri di corsa una caduta estromette Lance Armstrong, finito a terra e dolorante, che però non ha riportato nella caduta nessuna frattura. Inevitabilmente, il gruppo è costretto a rallentare dopo la prima ora di corsa e un gruppetto di corridori riesce ad avvantaggiarsi. Mark Renshaw dell'HTC - Columbia, Grischa Niermann della Rabobank, Kurt Hovelynck della Quick Step, Paul Mach della Bissell, Benjamin Day della Fly V Australia e William Dickeson della Jelly Belly riescono a prendere il largo, guadagnando fino a 6 minuti e 30 di vantaggio. I sei riescono a rimanere compatti fino all'ingresso del circuito finale da ripetere due volte, dove devono affrontare una salita posta vicino al traguardo. Al primo passaggio, Day rimane davanti da solo mentre dietro prova a uscire Jens Voigt. L'attacco del tedesco è subito vanificato dalla Liquigas Doimo che conosce le caratteristiche di Sagan e sa che lo slovacco potrà far bene in un arrivo del genere. Il gruppo, ripresi Voigt e Day, rimane compatto fino alla salita finale dove Zabriskie si mette davanti a fare selezione, cercando di staccare gli avversari. Ma in pratica il corridore della Garmin fa da perfetto gregario a Sagan che esce negli ultimi metri e precede Rogers e l'americano.

ORDINE D'ARRIVO
1° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia s.t.
3° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions s.t.
4° Christopher Horner (Usa) Team Radioshack s.t.
5° Paul Martens (Ger) Rabobank s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia
2° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions s.t.
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 10''
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 15''
5° Marc De Maar (Ned) UnitedHealthCare a 28''

fonte: cyclingnews.com

giovedì 20 maggio 2010

Amgen Tour of California, Zabriskie in maglia dopo la vittoria nella 3°tappa, a Chicchi in volata la 4°

La terza tappa dell'Amgen Tour of California è stata, finora, la frazione che ha creato le prime differenze in classifica generale. Infatti, David Zabriskie della Garmin Transitions, Michael Rogers dell'HTC - Columbia, Levi Leipheimer della RadioShack sono riusciti a fare la differenza rispetto a un nutrito gruppo con tutti gli altri favoriti, arrivando al traguardo con 17 secondi di vantaggio. Il trio si è avvantaggiato sulla salita di Bonny Doon Road riuscendo ad accumulare un vantaggio di circa un minuto e mezzo sugli altri favoriti che, però, sono riusciti a organizzare l'inseguimento riuscendo a rintuzzare quasi del tutto l'attacco. In volata, Zabriskie è stato il migliore precedendo Rogers e Leipheimer e stabilendo, grazie agli abbuoni, anche la classifica generale che è rimasta immutata dopo la quarta tappa, arrivata in volata e vinta dall'italiano Francesco Chicchi della Liquigas Doimo davanti a Juan Jose Haedo della Saxo Bank e Mark Cavendish dell'HTC - Columbia.
Dopo pochi chilometri una fuga ha subito preso piede, composta da Lars Boom della Rabobank, Jurgen Van de Walle della Quickstep, Jeremy Powers della Jelly Belly, Rob Britton della Bissell e Ryan Anderson della Kelly Benefit. I cinque sono riusciti a guadagnare fino a 6 minuti e 30 ma il gruppo, rimasto compatto nonostante le tante salite, non aveva l'intenzione di lasciar andare la fuga. Mentre dietro il gruppo si spezzava per una caduta con Zabriskie costretto a inseguire, davanti Anderson, dopo aver accumulato un po' di punti per la classifica dei GPM, perdeva contatto con la fuga. Il più convinto per la vittoria finale è risultato essere Boom che ha più volte provato l'attacco negli ultimi chilometri, ma il gruppo tirato dall'HTC - Columbia è riuscito a rientrare sulla fuga a 8 dall'arrivo. All'ultimo chilometro era la Quickstep a comandare il plotone ma la situazione è diventata confusa permettendo alla Fly V Australia di prendere in mano la situazione per Cantwell. All'ingresso sul rettilineo finale Renshaw era davanti con Cavendish ma era ancora troppo presto per lanciare il britannico così la velocità è scesa e Cavendish è dovuto ripartire quasi da fermo, ritrovandosi al vento troppo presto. Alla sua destra era partito Haedo ma alle spalle dell'argentino Chicchi era riuscito a prendergli la ruota, saltandolo negli ultimi metri per una vittoria molto prestigiosa contro il meglio dello sprint mondiale.
In classifica generale, come già anticipato sopra, è Zabriskie il primo, con Rogers staccato di 4 secondi e Leipheimer di 6, mentre Peter Sagan della Liquigas è quarto a 21 secondi.

3°TAPPA
1° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia s.t.
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack s.t.
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 17''
5° Rory Sutherland (Aus) UnitedHealthCare s.t.

4°TAPPA
1° Francesco Chicchi (Ita) Liquigas - Doimo
2° Juan Jose Haedo (Arg) Team Saxo Bank s.t.
3° Mark Cavendish (Gbr) Team HTC - Columbia s.t.
4° Theo Bos (Ned) Cervelo Test Team s.t.
5° Jonathan Cantwell (Aus) Fly V Australia s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia a 4''
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 6''
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 21''
5° Marc De Maar (Ned) UnitedHealthCare a 24''

domenica 2 maggio 2010

Tour de Romandie a un grande Alejandro Valverde, sua l'ultima tappa e la classifica finale

Alejandro Valverde ha vinto il Tour de Romandie edizione 2010 grazie a una grande prestazione nell'ultima tappa, arrivata oggi a Sion. Il corridore della Caisse d'Epargne si è aggiudicato la corsa con un vantaggio di 11 secondi sullo sloveno Simon Spilak della Lampre e di 21 secondi sul russo Denis Menchov della Rabobank, membri della fuga vincente di oggi insieme a Igor Anton dell'Euskaltel. Quarto posto per Michael Rogers dell'HTC - Columbia che ha perso contatto sull'ultima salita di giornata e non è riuscito a chiudere il buco nei chilometri finali.
La tappa di oggi è stata ancora contraddistinta da una fortissima pioggia e dai tanti ritiri dei corridori che non avevano più niente da chiedere alla corsa. Sulla prima salita di giornata che portava a Crans-Montana, se ne sono andati in otto, Oliver Zaugg della Liquigas, Jean-Christophe Peraud, Charlie Wegelius e Jan Bakelants dell'Omega Pharma-Lotto, Mauricio Ardila della Rabobank, Sergio Paulinho della RadioShack, Alexander Efimkin dell'Ag2R e Thibaut Pinot della Francaise des Jeux. Ma a fare la selezione, data la pioggia, è stata la lunga discesa, con Wegelius, Bakelants, Ardila e Pinot che si sono staccati, con il solo Bakelants bravo a rientrare nel tratto in pianura. Il quintetto è riuscito a guadagnare 3 minuti e 20 di vantaggio, ma la loro fuga dura poco grazie al lavoro del plotone. Sulle rampe dell'ultima salita, ci provano Artem Ovechkin della Katusha, Tiago Machado della Radioshack e John Gadret dell'Ag2R, con gli ultimi due che riescono a costruire un buon vantaggio sul gruppo. Ma questi attacchi sono solo l'aperitivo per l'attacco deciso di Igor Anton, che riesce a scollinare in cima con 21 secondi su Valverde, Spilak e Menchov lanciati all'inseguimento, mentre il gruppo di Rogers si trovava a 27 secondi di ritardo da Valverde. Durante la discesa Anton veniva ripreso dai tre inseguitori che potevano vantare un vantaggio di 50 secondi a 10 chilometri dall'arrivo. Il gruppo di Rogers, nel finale, riusciva a recuperare qualche secondo ma lo spagnolo della Caisse d'Epargne aveva già conquistato gli ultimi abbuoni in uno sprint volante assicurandosi, di fatto, la vittoria finale. All'ultimo chilometro è scattato Anton, battuto in volata, ma Valverde ha valutato bene le distanze riuscendo a superarlo sul traguardo, con Spilak terzo e Menchov quarto.

ORDINE D'ARRIVO
1° Alejandro Valverde (Esp) Caisse d'Epargne
2° Igor Anton (Esp) Euskaltel - Euskadi s.t.
3° Simon Spilak (Slo) Lampre - Farnese Vini s.t.
4° Denis Menchov (Rus) Rabobank s.t.
5° Tiago Machado (Por) Team Radioshack a 23''

CLASSIFICA FINALE
1° Alejandro Valverde (Esp) Caisse d'Epargne
2° Simon Spilak (Slo) Lampre - Farnese Vini a 11''
3° Denis Menchov (Rus) Rabobank a 21''
4° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia a 35''
5° Vladimir Karpets (Rus) Team Katusha a 42''
6° Janez Brajkovic (Slo) Team Radioshack a 52''
7° Tiago Machado (Por) Team RadioShack a 1'16''
8° Marco Pinotti (Ita) Team HTC - Columbia a 1'27''
9° Marcel Wyss (Swi) Cervelo Test Team a 1'28''
10° Igor Anton (Esp) Euskaltel - Euskadi a 1'34''

fonte: cyclingnews.com

sabato 1 maggio 2010

Tour de Romandie, grande vittoria per Spilak nella 4°tappa, Rogers rimane leader

Lo sloveno Simon Spilak ha vinto la quarta tappa del Tour de Romandie arrivando da solo dopo un attacco a 10 chilometri dall'arrivo. Il corridore della Lampre ha preceduto di 13 secondi lo slovacco Peter Sagan della Liquigas e il belga Philippe Gilbert dell'Omega Pharma - Lotto che anticipato di 2 secondi Hubert Dupont dell'Ag2R, mentre il gruppo dei migliori è arrivato a 22 secondi regolato da Alejandro Valverde. Per Spilak si tratta della prima vittoria stagionale e la quarta da quando è professionista.
La tappa si è corsa interamente sotto la pioggia, ma questo non ha impedito ad alcuni valorosi di andare subito in fuga. E quando si parla di corridori valorosi non può mancare tra loro il russo Mikhail Ignatiev della Katusha, che ha attaccato insieme a Jaroslaw Marycz della Saxo Bank, Maxim Gourov dell'Astana, Andreas Stauff della Quick Step, Matthew Busche della RadioShack, Martin Elmiger dell'AG2R e Juan Jose Oroz dell'Euskaltel. I sette corridori sono stati bravi a gestire il vantaggio sulle salite iniziali della corsa e si sono ritrovati a 50 chilometri dall'arrivo con ancora 3 minuti e 25 secondi di vantaggio. Ma da questo punto il vantaggio è inesorabilmente sceso, con il gruppo tirato dalla Caisse d'Epargne di Valverde. Infatti, a 32 chilometri dall'arrivo il ritardo del plotone era soltanto di 1 minuto e 27 secondi. La prima asperità da affrontare nel finale era il Col du Corbier, che ha subito regalato molti fuochi d'artificio. Ci hanno provato in molti, per primi Gilbert ed Eros Capecchi della Footon - Servetto, poi Mauricio Ardila della Rabobank, ma il gruppo tirato sempre dalla Caisse d'Epargne non ha lasciato molto spazio. Davanti, intanto, Oroz Ugalde aveva deciso di provare a rimanere ancora un po' in fuga portandosi dietro soltanto Marycz e Busche. A 27 chilometri è arrivato l'attacco del russo Denis Menchov, decisamente di un altro livello rispetto a quelli di prima. Infatti, prima ha ripreso e superato i fuggitivi, poi ha proseguito tutto solo passando per primo in cima alla salita, con al suo inseguimento Hubert Dupont dell'Ag2R. Nella discesa del Col du Corbier Menchov è stato ripreso, e si è venuto a formare un gruppetto con tutti i migliori presenti. Approfittando del momento di rilassamento del gruppo sono scattati in quattro, sotto l'impulso di Spilak. Insieme a lui sono andati in fuga Christophe Moreau della Caisse d'Epargne, Ivan Basso della Liquigas e Morris Possoni del Team Sky, riuscendo a guadagnare 30 secondi a 10 chilometri dall'arrivo. Spilak, però, non era soddisfatto della fuga e ha provato ad andare in fuga da solo, riuscendoci dopo un paio di tentativi. A 8 chilometri dall'arrivo, poteva vantare 26 secondi di vantaggio. L'ultimo ostacolo per lo sloveno era la salita che portava all'arrivo di Chatel. Qui, Spilak è stato bravo a mantenere lo stesso vantaggio, visto che anche il gruppetto dietro non tirava a tutta. Sullo strappo Dupont ci ha provato ancora, seguito da Sagan e Gilbert, ma ormai per la vittoria era troppo tardi. Spilak ha colto il successo più importante della sua carriera, con Sagan e Gilbert alle sue spalle.
La classifica generale, quando manca una sola tappa, non può essere più corta di così: Michael Rogers ha concesso un secondo di abbuono a Valverde, che ora lo segue proprio a un secondo. Spilak, grazie alla vittoria, ora è a 5 secondi da Rogers, quarto è Karpets a 7 e Menchov è quinto a 10 secondi.

ORDINE D'ARRIVO
1° Simon Spilak (Slo) Lampre - Farnese Vini
2° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 13''
3° Philippe Gilbert (Bel) Omega Pharma - Lotto s.t.
4° Hubert Dupont (Fra) Ag2R - La Mondiale a 15''
5° Alejandro Valverde (Esp) Caisse d'Epargne a 22''

CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia
2° Alejandro Valverde (Esp) Caisse d'Epargne a 1''
3° Simon Spilak (Slo) Lampre - Farnese Vini a 5''
4° Vladimir Karpets (Rus) Team Katusha a 7''
5° Denis Menchov (Rus) Rabobank a 10''
6° Janez Brajkovic (Slo) Team Radioshack a 17''
7° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank a 19''
8° Christophe Moreau (Fra) Caisse d'Epargne a 26''
9° Tiago Machado (Por) Team RadioShack a 41''
10° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo s.t.

fonte: cyclingnews.com

venerdì 30 aprile 2010

Tour de Romandie, la sopresa Porte vince la cronometro, in maglia Rogers

L'australiano Richie Porte ha vinto la terza tappa del Tour de Romandie dominando la cronometro di 23,4 chilometri nei dintorni di Moudon. Il giovane corridore del Team Saxo Bank ha preceduto grandi nomi come Alejandro Valverde della Caisse d'Epargne di 26 secondi e Vladimir Karpets della Katusha di 27 secondi. Per Porte si tratta del primo successo da professionista, dopo aver speso gli anni della categoria Elite in Italia nella Bedogni Natalini, e a fine corsa ha ringraziato la squadra e il suo direttore sportivo Bradley McGee per i tanti allenamenti effettuati assieme.
Dopo la cronometro odierna, la classifica generale è totalmente cambiata: al primo posto ora c'è l'australiano Michael Rogers dell'HTC Columbia, quarto nella frazione di oggi a 29 secondi da Porte. Alle sue spalle, secondo posto per Valverde a 2 secondi mentre a 5 secondi troviamo Karpets. Poco più indietro ci sono Artem Ovechkin della Katusha a 7 secondi e Denis Menchov della Rabobank a 9 secondi, mentre Porte si trova a 17 secondi di ritardo.
A una settimana dall'inizio del Giro d'Italia, c'è da segnalare un'altra prova incolore di Ivan Basso, giunto al 44° posto a 1 minuto e 50 secondi di ritardo, che lo hanno portato al 41° posto in classifica generale.

ORDINE D'ARRIVO
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° Alejandro Valverde (Esp) Caisse d'Epargne a 26''
3° Vladimir Karpets (Rus) Team Katusha a 27''
4° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia a 29''
5° Denis Menchov (Rus) Rabobank a 31''

CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia
2° Alejandro Valverde (Esp) Caisse d'Epargne a 2''
3° Vladimir Karpets (Rus) Team Katusha a 5''
4° Artem Ovechkin (Rus) Team Katusha a 7''
5° Denis Menchov (Rus) Rabobank a 9''
6° Janez Brajkovic (Slo) Team Radioshack a 15''
7° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank a 17''
8° Christophe Moreau (Fra) Caisse d'Epargne a 24''
9° Simon Spilak (Slo) Lampre - Farnese Vini a 35''
10° Tiago Machado (Por) Team Radioshack a 39''

martedì 27 aprile 2010

Tour de Romandie, il prologo va a Marco Pinotti dell'HTC - Columbia davanti a Sagan

Un raggiante Marco Pinotti ha vinto il prologo del Tour de Romandie, che si è svolto oggi lungo i 4,3 chilometri del percorso a Porrentruy. Il corridore dell'HTC - Columbia ha preceduto di un solo secondo il sempre più convincente Peter Sagan della Liquigas - Doimo mentre a 4 secondi sono arrivati il francese Jeremy Roy della Francaise des Jeux e l'australiano Michael Rogers, compagno di squadra di Pinotti.
"Sono molto contento. - ha dichiarato Pinotti all'arrivo - I percorsi corti non sono proprio adatti a me ma mi è piaciuto quando l'ho visto. Sono arrivato terzo 3 anni fa, sto andando meglio dopo i Paesi Baschi e le classiche e ho dato tutto. E' una sorpresa la vittoria ma è ottima per il mio morale, soprattutto perché posso pensare alla cronometro di apertura del Giro d'Italia. Ora spero di tenere la leadership. Sono arrivato terzo due anni fa. Le cose sono iniziate bene e ora vedremo se riuscirò a difendere la maglia. Ci sono molti corridori forti qui, spero di tenere la maglia almeno per i prossimi due giorni".
Tra i favoriti per la classifica finale, Roman Kreuziger della Liquigas è arrivato a 7 secondi, Alejandro Valverde della Caisse d'Epargne a 8 secondi, Denis Menchov della Rabobank a 10 secondi mentre Ivan Basso ha chiuso con 17 secondi di ritardo.

ORDINE D'ARRIVO
1° Marco Pinotti (Ita) Team HTC - Columbia
2° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 1''
3° Jeremy Roy (Fra) Francaise Des Jeux a 4''
4° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia a 4''
5° Rick Flens (Ned) Rabobank a 5''
6° Christophe Moreau (Fra) Caisse d'Epargne a 6''
7° Greg Henderson (Nzl) Team Sky a 6''
8° Roman Kreuziger (Cze) Liquigas a 7''
9° Ruben Plaza (Esp) Caisse d'Epargne a 7''
10° Haimar Zubeldia (Esp) RadioShack a 7''

domenica 28 marzo 2010

Criterium International a Fedrigo, le ultime due tappe agli inglesi Downing e Millar

Pierrick Fedrigo ha vinto il Criterium International 2010 sfruttando al meglio il suo attacco nella tappa di ieri e mantenendo la leadership con un terzo posto nella seconda tappa e un buon tempo nella cronometro, utile per mantenere indietro gli avversari. Dietro il corridore della Bbox Bouygues Telecom, secondo posto per Michael Rogers dell'HTC - Columbia a 14 secondi mentre Tiago Machado del Team RadioShack è terzo a 15 secondi.
Oggi si sono disputate due tappe, che hanno visto entrambe la vittoria di un corridore britannico. Nella seconda tappa, è Russel Downing del Team Sky a imporsi in volata su Michael Albasini dell'HTC - Columbia e Fedrigo, mentre nella terza tappa è David Millar della Garmin - Transitions a togliere la gioia della vittoria nella cronometro ad Alberto Contador, giunto secondo a 2 secondi, con Rogers terzo a 3 secondi.
In definitiva, una grande vittoria per Fedrigo, visto soprattutto i primi 10 piazzati, con nomi degni di una classifica finale di una grande corsa a tappe.

2° TAPPA
1° Russel Downing (Gbr) Team Sky
2° Michael Albasini (Swi) HTC - Columbia s.t.
3° Pierrick Fedrigo (Fra) Bbox Bouygues Telecom s.t.
4° Leonardo Duque (Col) Cofidis s.t.
5° Florian Vachon (Fra) Bretagne - Schuller s.t.

3°TAPPA
1° David Millar (Gbr) Garmin - Transitions
2° Alberto Contador (Esp) Astana a 2''
3° Michael Rogers (Aus) HTC - Columbia a 3''
4° Lieuwe Westra (Ned) Vacansoleil a 9''
5° Benat Intxausti (Esp) Euskaltel a 11''

CLASSIFICA FINALE
1° Pierrick Fedrigo (Fra) Bbox Bouygues Telecom
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia a 14''
3° Tiago Machado (Por) Team RadioShack a 15''
4° Samuel Sanchez (Spa) Euskaltel - Euskadi a 19''
5° David Millar (GBr) Garmin - Transitions s.t.
6° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 22''
7° Christopher Horner (USA) Team RadioShack a 25''
8° Maxime Monfort (Bel) Team HTC - Columbia a 26''
9° Ben Hermans (Bel) Team RadioShack a 35''
10° Benat Intxausti (Spa) Euskaltel - Euskadi a 39''

fonte: cyclingnews.com

sabato 6 marzo 2010

Montepaschi Strade Bianche, vittoria del kazako Iglinskiy su Lovkvist e Rogers

Il kazako dell'Astana Maxim Iglinskiy ha vinto la quarta edizione della Montepaschi Strade Bianche precedendo al traguardo, in uno sprint ristretto, il vincitore dell'anno scorso Thomas Lovkvist e l'australiano Michael Rogers. Quarto posto per il campione italiano Filippo Pozzato e sesto per Francesco Ginanni. Per Iglinskiy si tratta della prima vittoria stagionale, dopo il terzo posto nella classifica finale del Giro del Mediterraneo.
Presenti alla corsa toscana molti dei protagonisti della Tirreno - Adriatico e della Milano - Sanremo, ma anche qualche pretendente alla classifica finale del Giro d'Italia di quest'anno, visto che si correrà una tappa su queste strade anche nella corsa rosa. Otto i settori di strade sterrate da affrontare durante la corsa per un totale di 54 chilometri sul totale di 190.
La corsa, visto il percorso molto duro e insidioso, si anima sin dai primissimi chilometri ma per il primo attacco importante, bisogna spostarsi ai 50 chilometri dall'arrivo, quando Daniel Oss e Vincenzo Nibali della Liquigas, Michael Rogers dell'HTC - Columbia, Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone e Simon Spilak della Lampre provano un allungo sfruttando il lavoro di Lovkvist in salita, nel 5° settore di strade bianche. Nibali non riesce a tenere le ruote dei primi e davanti rimangono Rogers, Garzelli e Spilak con Francesco Ginanni e poco dietro Fabian Cancellara e Oss, ma dietro, un gruppetto formato dai favoriti della corsa sono a poche centinaia di metri.
Nel 7° settore, sul Colle Pinsuto ci prova ancora Rogers, il più attivo di oggi, ma viene ripreso poco dopo da altri 7 corridori, tra cui Pozzato e Cancellara.
Ai 15 dall'arrivo, un altro gruppetto di 8 atleti rientra sui corridori di testa e davanti si ritrovano 16 corridori, con tutti i favoriti della vigilia. Poco prima dell'ultimo tratto di strada sterrata ci prova Enrico Gasparotto dell'Astana ma, sul muro al 18% del 8° settore, viene ripreso dai corridori che lo seguono, formando un gruppetto di 11 corridori.
Vista la situazione incerta e il percorso favorevole, si susseguono gli attacchi, prima quello di Pozzato, poi di Cancellara. Ripreso il campione svizzero, ci riprova Michael Rogers subito seguito da Iglinskiy, Lovkvist e il canadese Ryder Hesjedal. Dietro, nessuno prende l'iniziativa dell'inseguimento e il ritardo aumenta. Vista la situazione delicata, Pozzato e Ginanni provano a rientrare da soli mentre dietro Cancellara prova a trainare il gruppetto ma senza quella brillantezza che di solito contraddistingue le sue azioni.
L'inseguimento di Ginanni e Pozzato termina poco prima dell'ultimo chilometro, ma i due pagheranno lo sforzo sul durissimo strappo agli 800 metri dall'arrivo. Infatti, Lovkvist prova a fare selezione, con i soli Iglinskiy e Rogers a ruota. Ai 200 metri dall'arrivo Iglinskiy è bravo e coraggioso a superare Lovkvist in uno spazio molto ristretto e ad affrontare l'ultima curva a tutta, riuscendo a guadagnare un gap decisivo che lo porta ad arrivare primo sul traguardo.
Un plauso particolare per Michael Rogers, sempre presente in tutti i più importanti tentativi di fuga, a dimostrazione di una condizione che non si vedeva da anni. Nota di merito anche per Daniel Oss della Liquigas, al secondo anno tra i professionisti e sempre protagonista in questo inizio di stagione nelle gare più dure, se vi parteciperà potrebbe farsi valere anche nelle classiche al nord.

ORDINE D'ARRIVO
1° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana
2° Thomas Lovkvist (Swe) Team Sky a 1''
3° Michael Rogers (Aus) HTC - Columbia s.t.
4° Filippo Pozzato (Ita) Team Katusha a 18''
5° Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions a 19''
6° Francesco Ginanni (Ita) Androni Giocattoli a 24''
7° Leonardo Bertagnolli (Ita) Androni Giocattoli a 43''
8° Juan Antonio Flecha (Esp) Team Sky s.t.
9° Enrico Gasparotto (Ita) Astana a 49''
10° Daniele Righi (Ita) Lampre s.t.
11° Fabian Cancellara (Swi) Saxo Bankm

giovedì 25 febbraio 2010

Vuelta a Andalucia a Michael Rogers, ultima tappa a Ventoso della CarmioOro

Michael Rogers ha vinto l'edizione 2010 della Vuelta a Andalucia riuscendo a mantenere la leadership nell'ultima tappa. L'australiano ha preceduto in classifica generale il belga Jurgen Van den Broeck di 19 secondi e lo spagnolo Sergio Pardilla di 30 secondi, capitalizzando al meglio le sue doti di specialista nella cronometro di ieri.
L'ultima tappa, con arrivo ad Antequera, è andata allo spagnolo Francisco Ventoso dell'italiana CarmioOro NGC che ha battuto allo sprint gli australiani Simon Gerrans e Rogers.
Lo spartiacque della corsa è stato la salita di Puerto de El Torcal, posta a 46 chilometri dell'arrivo, che ha selezionato il gruppo a una trentina di corridori, con il solo Ventoso rimasto tra i velocisti.
La classica fuga di giornata si è formata dopo 11 chilometri, con Brice Feillu della Vacansoleil, Angel Vicioso dell'Andalucia-Cajasur e Marco Marzano della Lampre all'attacco, raggiunti poco dopo da Bradley Wiggins del Team Sky. La presenza di Vicioso, che in classifica generale aveva solamente 1 minuto e 57 secondi di ritardo da Rogers, ha messo in allerta l'HTC - Columbia, che ha controllato la fuga non facendole prendere troppo vantaggio.
Ma quando ben 3 corridori della squadra americana sono caduti, l'Andalucia - Cajasur ha provato a portare a termine il colpaccio, con i compagni di squadra Antonio Piedra e Jose Gomez Marchante che si sono subito riportati sui fuggitivi.
Ma la salita del Puerto de El Torcal è stata letale per la fuga dato che davanti sono rimasti soltanto Feillu, Vicioso e Wiggins, e dietro il gruppo dei migliori ha recuperato fino a 1 minuto di ritardo, andando poi a riprendere i fuggitivi a 20 chilometri dall'arrivo. A questo punto, il gruppo è rimasto praticamente compatto fino all'arrivo, con Ventoso bravo a sfruttare l'occasione e Rogers tornato finalmente alla vittoria in Europa che non raggiungeva dal lontano 2006 al Regio Tour.

ORDINE D'ARRIVO
1° Francisco Ventoso (Esp) CarmioOro NGC
2° Simon Gerrans (Aus) Team Sky s.t.
3° Michael Rogers (Aus) HTC - Columbia a 2''
4° Bauke Mollema (Ned) Rabobank s.t.
5° Jens Voigt (Ger) Team Saxo Bank s.t.

CLASSIFICA FINALE
1° Michael Rogers (Aus) HTC - Columbia
2° Jurgen Van den Broeck (Bel) Omega Pharma - Lotto a 19''
3° Sergio Pardilla (Esp) CarmioOro NGC a 30''
4° Jens Voigt (Ger) Team Saxo Bank a 31''
5° Bauke Mollema (Ned) Rabobank a 35''
6° Maxime Monfort (Bel) HTC - Columbia a 38''
7° Gustav Larsson (Swe) Team Saxo Bank a 44''
8° Manuel Vazquez (Esp) Andalucia - Cajasur a 46''
9° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram s.t.
10° Thomas Lovkvist (Swe) Team Sky a 50''

fonte: cyclingnews.com

mercoledì 24 febbraio 2010

Vuelta a Andalucia, Rogers in maglia dopo la cronometro vinta da Alex Rasmussen

Non solo campione sulla pista, ma anche su strada. Il giovanissimo Alex Rasmussen, danese del Team Saxo Bank, campione del mondo in carica della Madison e ottimo sei giornista, ha vinto la cronometro individuale della Vuelta a Andalucia battendo un campione della specialità come Bradley Wiggins di 5 secondi. Per Rasmussen si tratta della prima vittoria dell'anno oltre che la prima vittoria con la maglia della Saxo Bank, dopo la prima stagione di apprendistato.
Arrivato quarto nella cronometro, Michael Rogers dell'HTC - Columbia ha guadagnato la vetta della classifica, avendo adesso 19 secondi su Jurgen Van den Broeck e 30 secondi su Sergio Pardilla.
Tutto si deciderà nell'ultima tappa, con quattro di salite di cui una di prima categoria, ma comunque con probabile arrivo in volata, quasi sicuramente senza i velocisti puri.

ORDINE D'ARRIVO
1° Alex Rasmussen (Den) Team Saxo Bank
2° Bradley Wiggins (Gbr) Team Sky a 5''
3° Tony Martin (Ger) HTC-Columbia a 7''
4° Michael Rogers (Aus) HTC-Columbia a 12''
5° Jens Voigt (Ger) Team Saxo Bank a 23''

CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Rogers (Aus) HTC - Columbia
2° Jurgen Van den Broeck (Bel) Omega Pharma - Lotto a 19''
3° Sergio Pardilla (Esp) CarmioOro NGC a 30''
4° Jens Voigt (Ger) Team Saxo Bank a 31''
5° Bauke Mollema (Ned) Rabobank a 35''
6° Maxime Monfort (Bel) HTC - Columbia a 38''
7° Gustav Larsson (Swe) Team Saxo Bank a 44''
8° Manuel Vazquez (Esp) Andalucia - Cajasur a 46''
9° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram s.t.
10° Thomas Lovkvist (Swe) Team Sky a 50''

fonte: cyclingnews.com