L'italiano Stefano Garzelli ha vinto la sedicesima tappa del Giro d'Italia, una cronoscalata di 12,9 chilometri che terminava con il tratto sterrato che conduceva a Plan de Corones. Il corridore dell'Acqua & Sapone ha preceduto di 42 secondi l'australiano Cadel Evans della BMC e di 54 secondi il francese John Gadret dell'Ag2R - La Mondiale. Per Garzelli si tratta della seconda vittoria stagionale dopo l'importante vittoria alla Tirreno - Adriatico a inizio anno.
Queste le parole di Garzelli a fine tappa: "È una delle vittorie più belle della mia carriera. Non ci credo ancora" - ha esordito Stefano. "Sapevo di aver avuto una giornata storta sul Monte Grappa. Sullo Zoncolan sapevo che era inutile sforzarmi troppo, ho tenuto il mio ritmo. È una delle vittorie più belle della mia carriera, sono ancora incredulo ma strafelice. Oggi ho avuto la fortuna di partire tra i primi, con un minuto di differenza rispetto agli altri corridori. Questo mi ha permesso di avere davanti diversi punti di riferimento. Non ho speso tutto nella prima parte della cronoscalata, ho aspettato di arrivare allo sterrato prima di forzare".
La tappa di oggi era un crocevia importante per la maglia rosa di David Arroyo. Lo spagnolo della Caisse d'Epargne si è difeso alla grande, perdendo 2 minuti e 16 secondi da Garzelli ma mantenendo un discreto vantaggio su tutti gli altri uomini di classifica, da gestire nelle prossime tappe. Chi, invece, ha fatto molto bene è proprio Evans che si è dovuto inchinare soltanto al vincitore, ormai fuori classifica, recuperando terreno su tutti gli altri capitani, specialmente su Ivan Basso. Il capitano della Liquigas - Doimo, vincitore sullo Zoncolan, è arrivato con 1 minuto e 10 secondi di ritardo, perdendo 28 preziosi secondi da Evans. Meglio di lui hanno fatto Vincenzo Nibali, giunto a 1 minuto e 1 secondo, e Michele Scarponi, arrivato a 1 minuto e 7 secondi. Discreta anche la prova del kazako Alexandre Vinokourov, arrivato a 1 minuto e 37 secondi, perdendo altro terreno rispetto agli uomini che stanno lottando per il podio. Da segnalare anche il nono posto di un bravissimo Dario Cataldo che al Giro di quest'anno sta dimostrando tutte le sue qualità, sopite nei primi anni da professionista. Un plauso va anche all'australiano Richie Porte, arrivato a 1 solo secondo dalla maglia rosa Arroyo e terzo in classifica, scavalcato da Basso.
La classifica generale sta iniziando a delinearsi in maniera sempre più chiara: al primo posto resiste Arroyo ma Basso è ormai a soli 2 minuti e 27 secondi, mentre Porte segue a 2 minuti e 36. Evans è salito al quarto posto, staccato di 3 minuti e 9 secondi, mentre Sastre è scivolato al quinto posto a causa di una cronometro certamente non alla sua altezza. Lo spagnolo ha, ora, 4 minuti e 36 secondi di ritardo da Arroyo con alle spalle Nibali, sesto, a 4 minuti e 53, e Vinokourov, settimo, a 5 minuti e 12. Continua a salire anche Michele Scarponi, adesso ottavo a 5 minuti e 25 mentre dal nono posto di Kiserlovski il ritardo inizia a farsi pesante, con il croato della Liquigas attardato di quasi 9 minuti.
ORDINE D'ARRIVO
1° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone
2° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 42''
3° John Gadret (Fra) AG2R La Mondiale a 54''
4° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 1'01''
5° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli a 1'07''
6° Ivan Basso (Ita) Liquigas - Doimo a 1'10''
7° Rigoberto Uran (Col) Caisse d'Epargne a 1'36''
8° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 1'37''
9° Dario Cataldo (Ita) Quick Step a 1'41''
10° Evgeni Petrov (Rus) Team Katusha a 1'46''
16° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 2'16''
CLASSIFICA GENERALE
1° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne
2° Ivan Basso (Ita) Liquigas - Doimo a 2'27''
3° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank a 2'36''
4° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 3'09''
5° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 4'36''
6° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 4'53''
7° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 5'12''
8° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli a 5'25''
9° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 8'57''
10° Damiano Cunego (Ita) Lampre-Farnese Vini a 9'13''
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martedì 25 maggio 2010
sabato 8 maggio 2010
Giro d'Italia 2010, i superpronostici di Parliamo di Ciclismo
Ormai ci siamo, la 93° edizione del Giro d'Italia partirà tra qualche ora da Amsterdam, quando il tedesco Matthias Russ della Milram inizierà la sua avventura nella corsa rosa. Fare un'analisi completa e approfondita dei partecipanti al Giro è difficile, infatti grazie a un lavoro minuzioso e preciso ho già creato una scheda per tutte le 22 squadre partecipanti. Qui, cercherò di fare un sunto, una sintesi delle analisi sulle squadre rapportate al valore anche degli altri partecipanti, cercando di dare il più possibile un pronostico certo.
Classifica Generale
Non ci sono i nomi più grandi per le grandi corse a tappe ma proprio per questo motivo la vittoria del Giro diventa più difficile da immaginare e si aprono varie soluzioni. Parto con tre nomi, i tre candidati per la vittoria finale e per il podio che, ahimé, sono tutti stranieri: Cadel Evans della BMC, Carlos Sastre della Cervelo e Alexandre Vinokourov dell'Astana. Evans è probabilmente il corridore più forte e regolare in corsa, a cronometro si difende alla grande, su salite non troppo lunghe riesce anche a fare la differenza e difficilmente si stacca. La forma c'è e l'abbiamo vista nella settimana delle Ardenne, ma il grande punto interrogativo è la sua squadra: la BMC non sembra essere all'altezza di portare il proprio capitano a Verona con la maglia rosa. Provo a immaginare un attacco combinato degli altri capitani con Evans in maglia e sarebbe sicuramente da solo a tirare per andare a riprenderli. Sastre è la mia seconda scelta, in salita ha dei numeri importanti, ha dalla sua parte anche la cronoscalata a Plan de Corones e, come già visto l'anno scorso, nell'ultima settimana diventa quasi imprendibile per tutti. La squadra c'è ed è solida, ha anche qualche buon gregario in salita (su tutti Xavier Tondo) e può veramente far bene. Vinokourov è una provocazione perché non si sa bene quanto può resistere sulle tre settimane, ma il kazako sta benissimo, è convinto e voglioso di far bene, ha dalla sua una grande squadra con gregari come Tiralongo, Stangelj e Grivko e, se non avrà giornate nere, può tranquillamente puntare al podio. Non ci sono lunghe cronometro che potrebbero favorirlo ulteriormente ma mi aspetto comunque un Vinokourov aggressivo.
Dopo aver elencato il mio podio, passiamo a chi può puntare ad arrivare tra i primi 5: Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone, Michele Scarponi dell'Androni Giocattoli, Christian Vandevelde della Garmin, Ivan Basso della Liquigas, Vladimir Karpets della Katusha. Garzelli ha dimostrato l'anno scorso di poter ancora far bene in un Giro d'Italia. Siamo a 10 anni dal suo successo nella corsa rosa, ma dalla sua Stefano ha una grande combattività, un grande senso tattico e tanta esperienza e sempre questa gran voglia di far bene. La squadra è solida e forte, con un uomo in più come Francesco Masciarelli (del quale parleremo dopo). Un posto nei 5 non è un miraggio. Il discorso è simile anche per Scarponi, se vorrà puntare alla classifica generale può decisamente puntare ai primi 5 posti, non si stacca facilmente in salita e, anzi, può fare anche la differenza, ha una squadra eccezionale in salita e a cronometro non perde tantissimo. Se ci proverà, potrebbe essere la sorpresa del Giro. Vandevelde si è sempre piazzato bene negli ultimi anni al Tour de France quindi se è venuto a far classifica può puntare in alto. In salita si difende alla grande e a cronometro è più forte di tutti gli altri contendenti (escluso Vino), in più ha una squadra fortissima in pianura che potrebbe fargli guadagnare secondi preziosi (e magari la maglia rosa) nella cronosquadre. Basso non sta attraversando il suo miglior momento di forma, al Romandia si staccava da tanti corridori e non era brillante a cronometro. La Liquigas è forte, c'è anche un Nibali in più e un Pellizotti in meno che lo rendono quasi l'unico capitano, ma se non ci sono le gambe, c'è poco da fare. Credo che nell'ultima settimana lo vedremo comunque con i primi. Karpets ha chiesto alla Katusha di fare il Giro perché si sentiva bene e il suo obiettivo sono i primi 5 posti. La squadra è molto forte su ogni terreno e il russo sembra aver ritrovato un po' di smalto dopo anni di promesse non mantenute. Potrebbe essere la stagione della definitiva maturazione e al Giro lo potrà dimostrare.
Corrono per i primi 10 posti in classifica o, comunque, sono da tenere d'occhio per la classifica, José Serpa dell'Androni, Marzio Bruseghin della Caisse d'Epargne, Domenico Pozzovivo della Colnago, Damiano Cunego della Lampre, Vincenzo Nibali della Liquigas, Daniel Moreno dell'Omega Pharma Lotto, Bradley Wiggins della Sky, Giampaolo Caruso della Katusha e Linus Gerdemann della Milram. Serpa correrà in appoggio a Scarponi ma, se l'italiano non ce la farà, diventerà lui il capitano. Forte in salita, solido a cronometro, può puntare ai primi 10 posti e chissà, magari anche a qualcosa di più. Bruseghin è un combattente, a cronometro è forte, in salita cerca sempre di tenere e un posto nei 10 è alla sua portata. Difficile rivederlo sul podio ma niente è impossibile con Marzio. Pozzovivo cercherà di dare spettacolo sulle salite, provando a vincere una tappa e a piazzarsi bene in classifica generale. Anche per lui, un posto nei 10 è un buon risultato. Cunego è sempre un oggetto misterioso. Potrebbe puntare alle tappe e allora in classifica non ci sarà proprio, oppure potrebbe puntare a far bene e a provare a vincere questo Giro, ma in questo caso non lo vedo comunque tra i primi 5. Nibali è un'incognita, domenica era al mare a riposarsi e oggi è alla partenza di una corsa di tre settimane. Se non farà classifica, sarà una spalla importante per Basso o una scheggia impazzita in montagna. Moreno è un corridore da scoprire, ha fatto bene alla Vuelta l'anno scorso e dovrebbe far classifica qua al Giro, non si scopre quasi mai e per questo riesce ad arrivare alla fine tra i primi. Wiggins ha dichiarato che non penserà alla classifica, ma se si troverà nelle condizioni di farlo non credo che si tirerà indietro. Io lo vedo comunque tra i 10, se aumenterà la sua condizione e soprattutto la sua convizione potrebbe puntare al podio. Caruso è stato comprato dalla Katusha per fare il capitano al Giro ma l'arrivo di Karpets lo degrada a vicecapitano. Un posto nei 10 non è un miraggio ma la condizione non sembra essere quella dell'anno scorso. Gerdemann riproverà a fare classifica in una corsa a tappe, un posto nei 10 potrà anche conquistarlo ma non prevedo grandi azioni da parte sua. Le qualità ci sono, magari potrebbe essere una piacevole sorpresa.
Sprinter
Le volate di questa edizione 2010 del Giro d'Italia saranno combattute e molto affollate, visto la presenza di tanti velocisti di livello e di tante squadre con dei treni molto forti. Una spanna sopra tutti sembra essere André Greipel dell'HTC - Columbia. Il tedesco sta dimostrando negli ultimi anni di essere l'unico vero antagonista di Mark Cavendish. La squadra a sua disposizione è creata attorno a lui e non sarà impossibile vederlo vincere tutti gli sprint a disposizione. Poco più sotto stanno Tyler Farrar della Garmin e Alessandro Petacchi della Lampre. Farrar ha la squadra anche più forte dell'HTC, con due alfieri come Julian Dean e Murilo Fischer tutti per lui, e potrà insidiare Greipel nelle volate pianeggianti. Stessa cosa per Petacchi che probabilmente ha il più forte ultimo uomo tra tutti, Danilo Hondo. Le volate di gruppo sono il suo pane e potrebbe sorprendere Greipel come ha fatto l'anno scorso con Cavendish. Ancora più sotto troviamo Graeme Brown della Rabobank, velocista principale della Rabobank dopo che Freire ha dato forfeit, Gregory Henderson della Sky, migliorato molto negli ultimi anni e con una squadra molto forte con Chris Sutton ultimo uomo, Robbie McEwen della Katusha, uno dei più vincenti velocisti di sempre e intenzionato a far bene, e Baden Cooke della Saxo Bank che potrà contare anche sul giovane Michael Morkov (il suo "gemello" Alex Rasmussen sta già facendo sfracelli altrove) e sul più piccolo degli Haedo, Lucas Sebastian. Cercheranno di inserirsi negli sprint anche il nostro Alberto Loddo dell'Androni, pronto per le volate di potenza, Leonardo Duque della Cofidis, temibile soprattutto negli arrivi ristretti e in leggera salita, i francesi William Bonnet della Bbox e Sebastien Hinault dell'Ag2R, in cerca di piazzamenti e di qualche sorpresa, Michele Merlo della Footon, venuto a fare esperienza, Fabio Sabatini della Liquigas, diventato il miglior velocista della Liquigas dopo l'abbandono di Bennati, Robert Forster della Milram, già vincitore anni fa al Giro, e Wouter Weylandt, giovane speranza del ciclismo belga che potrebbe sorprendere in qualche volata. Discorso a parte lo merita Sacha Modolo della Colnago, alla sua prima grande corsa a tappe in carriera nel suo primo anno da professionista, dopo il quarto posto alla Sanremo da lui ci si aspettano grandi cose e non è escluso che arrivino. Una vittoria sarebbe veramente un grande trionfo.
Montagna
Buoni scalatori, ottimi gregari, seconde linee per la classifica generale: c'è un po' di tutto in questa categoria, corridori che faranno la loro corsa provando a vincere una tappa, ad aiutare i propri capitani o a inserirsi per la lotta al vertice. Gilberto Simoni non è sicuramente venuto in gita al Giro. Il corridore della Lampre vorrà chiudere in bellezza una carriera di primo piano e cercherà di vincere almeno una tappa e, chissà, puntare ai primi 10 posti in classifica. Vedo più probabile il primo caso visto che già negli ultimi anni faceva fatica a recuperare da un giorno all'altro, darà spettacolo nell'ultima settimana sulle sue salite. Il duo dell'Ag2R formato da Alexander Efimkin e John Gadret può far bene, uno dei due potrebbe provare a fare classifica ma li vedo di più come corridori da fughe. David Arroyo della Caisse d'Epargne è sempre stato molto costante al Giro e un posto nei 10 per lui è cosa normale. Potrebbe esserlo anche quest'anno. David Moncoutie potrebbe puntare alla maglia verde e a qualche tappa, mentre per la classifica generale lo vedo comunque tra i primi 20. Markus Eibegger della Footon potrebbe regalare qualche gioia alla sua squadra, ma forse l'obiettivo è entrare tra i primi 20 della classifica. Matthew Lloyd sarà l'alternativa a Moreno per la classifica ma anche per lui i primi 10 posti sono difficili da raggiungere. Mauricio Ardila cercherà di dare spettacolo andando in fuga da lontano, come spesso faceva l'anno scorso, ma potrebbe anche puntare a piazzarsi bene, magari tra i primi 15. Evgeni Petrov è l'alternativa a Karpets e Caruso, è molto regolare e alla fine potrebbe anche far bene, arrivando tra i primi. Thomas Rohregger della Milram è un buon scalatore, potrebbe aiutare Gerdemann o prendersi un po' di libertà con qualche fuga. Chris Anker Sorensen dovrebbe essere il capitano della Saxo Bank, magari insieme a Larsson, ma le sue condizioni non sono delle migliori. Chiudiamo con Paolo Tiralongo dell'Astana e Sylwester Szmyd della Liquigas. Gregari incredibili, riescono a volte a chiudere tra i primi dopo aver tirato per interi tratti di salita, sono il valore aggiunto per i propri capitani e, in caso di fallimento totale degli stessi, non mi sorprenderei di vederli tra i primi a battagliare.
Giovani
Partiamo con i giovani che possono dire qualcosa in classifica generale: il primo fra tutti è Rigoberto Uran della Caisse d'Epargne. In salita ha talento da vendere, è uno degli scalatori più forti e un buon scattista, finora è stato un po' sfortunato e falcidiato da qualche infortunio di troppo ma il Giro potrebbe vederlo come protagonista, anche da primi 5 posti. Discorso simile ma con qualche se in più per Francesco Masciarelli dell'Acqua & Sapone e Jackson Rodriguez dell'Androni. Masciarelli in salita è sempre tra i primi 10 ma finora è mancato di continuità, bisognerà vedere se correrà in appoggio a Garzelli o farà corsa propria. Il discorso per Rodriguez è simile a quello di Masciarelli, i numeri li ha, ma potrebbe correre in appoggio a Scarponi o Serpa senza poter avere, quindi, molto spazio. Robert Kiserlovski della Liquigas ha dimostrato di andare forte al Giro dell'Appennino ma anche per lui il ruolo del gregario è quello più probabile, ma per il futuro il croato potrebbe sempre più salire di grado. Sono curioso di vedere il duo del Team Sky Chris Froome e Morris Possoni all'opera. Il primo potrebbe diventare un candidato ai grandi giri ma la strada è ancora lunga mentre il secondo è un buon scalatore che, però, finora ha sempre fallito. Bauke Mollema è il capitano ufficiale della Rabobank per la classifica generale, è al suo primo grande giro e proverà a prendere le misure alle tre settimane. A cronometro va forte, in salita è da testare. La coppia Dario Cataldo - Branislau Samoilau è quella su cui la Quickstep si basa per le montagne, ma nessuno dei due sembra in grado di far classifica. Le fughe da lontano potrebbero essere il loro obiettivo. Matthias Brandle ed Eros Capecchi, insieme ad Eibegger, cercheranno di fare qualcosa di buono per la Footon. Brandle è del 1989 ed è un interessante scalatore mentre Capecchi potrà correre libero cercando di fare il salto di qualità che da lui ci si aspetta da qualche anno. Daniel Martin della Garmin è in cerca di esperienza per i grandi giri, la classifica generale è il suo obiettivo per i prossimi anni ma magari si potrà iniziare a intravedere qualche cosa di buono già quest'anno. Marcel Wyss della Cervelo è andato benissimo al Romandia e sarà un valore aggiunto per Carlos Sastre in salita, dove può fare molto bene. Infine, due mezze scommesse, Guillaume Bonnafond dell'Ag2R e Jose Cayetano Sarmiento dell'Acqua & Sapone. Bonnafond è stato competitivo in qualche arrivo già al Giro dell'anno scorso mentre Sarmiento ha vinto il Giro d'Italia Baby. Entrambi del 1987, puntano a diventare dei corridori da corse a tappe. Probabilmente faranno da gregari, ma sono comunque da seguire. Finito l'elenco degli scalatori, ci sono tre giovanissimi anche per le cronometro o le tappe meno impegnative: Jack Bobridge e Cameron Meyer della Garmin e Richie Porte della Saxo Bank. I primi due non hanno bisogno di grandi presentazioni, pluricampioni del mondo su pista con l'Australia, sono due tra gli astri nascenti del ciclismo e potranno far vedere le loro qualità nelle cronometro e in qualche fuga, oltre che aiutando Farrar e la squadra nelle volate. Porte si è mostrato al mondo proprio al Romandia vincendo una cronometro davanti al gotha mondiale. Potrebbe riconfermarsi qua al Giro, dimostrando di non essere poi una così grande sorpresa.
Cronometro
Piccolo spazio anche per i cronoman di questo Giro: alcuni sono già stati nominati nelle categorie precedenti quindi passo direttamente a quelli mancanti: la compagine che si presenta con i migliori è la Garmin, che oltre a Meyer, Bobridge e Vandevelde porta due corridori del calibro di David Millar e Svein Tuft, diventando la pretendente principale della prima maglia rosa e della cronosquadre. A darle filo da torcere ci sarà l'HTC - Columbia di Marco Pinotti, Adam Hansen e Frantisek Rabon, tutti e tre già campioni nazionali e molto forti, con l'italiano in cerca di un'altra vittoria al Giro. Ignatas Konovalovas è stato il vincitore a sorpresa dell'ultima tappa del Giro dell'anno scorso ma il corridore della Cervelo è sempre stato un buon passista. Sebastian Lang dell'Omega Pharma Lotto è solido e spinge rapporti quasi impossibili, come nella miglior tradizione tedesca, ma mancano delle cronometro molto lunghe dove potrebbe farsi valere. Discorso simile per Mikhail Ignatiev della Katusha che predilige percorsi dove può usare tutta la sua potenza, ma già nel cronoprologo sarà temibile. Finiamo con Gustav Erik Larsson della Saxo Bank, vicecampione del mondo in carica e possibile candidato alla prima maglia rosa che punterà con più convizione alla crono finale di Verona.
Conclusioni finali
Sembrava che il Giro potesse essere mediocre e senza grandi nomi, ma con questi nomi citati qua sopra, la corsa si fa molto interessante e combattuta.
Per la classifica generale vedo tre nomi: Evans, Sastre e Vinokourov. Gli unici italiani in grado di combattere per la generale mi sembrano Scarponi e Garzelli, con incognite come Cunego e Basso. Attenzione a Vandevelde e al giovane Uran, con Karpets che se riuscirà a essere sempre al massimo sarà da considerare per la vittoria finale.
Nelle volate l'uomo da battere è sicuramente Greipel con Farrar, Petacchi e McEwen a dargli del filo da torcere. I velocisti sono tanti e con squadre molto forti quindi potrebbero anche esserci molte cadute e finali confusionali, dai quali potrebbe anche uscire il nostro Sacha Modolo, scaltro e molto agile.
Nelle cronometro, occhio puntato sugli inglesi Wiggins e Millar, sullo svedese Gustav Erik Larsson e sul nostro Pinotti, con anche i velocisti tra i favoriti nel cronoprologo, in cerca di secondi preziosi per vestire la maglia rosa il giorno dopo con gli abbuoni.
Ora, non ci resta che goderci lo spettacolo. E speriamo che sia soltanto uno spettacolo sportivo, della cronaca siamo stanchi.
Classifica Generale
Non ci sono i nomi più grandi per le grandi corse a tappe ma proprio per questo motivo la vittoria del Giro diventa più difficile da immaginare e si aprono varie soluzioni. Parto con tre nomi, i tre candidati per la vittoria finale e per il podio che, ahimé, sono tutti stranieri: Cadel Evans della BMC, Carlos Sastre della Cervelo e Alexandre Vinokourov dell'Astana. Evans è probabilmente il corridore più forte e regolare in corsa, a cronometro si difende alla grande, su salite non troppo lunghe riesce anche a fare la differenza e difficilmente si stacca. La forma c'è e l'abbiamo vista nella settimana delle Ardenne, ma il grande punto interrogativo è la sua squadra: la BMC non sembra essere all'altezza di portare il proprio capitano a Verona con la maglia rosa. Provo a immaginare un attacco combinato degli altri capitani con Evans in maglia e sarebbe sicuramente da solo a tirare per andare a riprenderli. Sastre è la mia seconda scelta, in salita ha dei numeri importanti, ha dalla sua parte anche la cronoscalata a Plan de Corones e, come già visto l'anno scorso, nell'ultima settimana diventa quasi imprendibile per tutti. La squadra c'è ed è solida, ha anche qualche buon gregario in salita (su tutti Xavier Tondo) e può veramente far bene. Vinokourov è una provocazione perché non si sa bene quanto può resistere sulle tre settimane, ma il kazako sta benissimo, è convinto e voglioso di far bene, ha dalla sua una grande squadra con gregari come Tiralongo, Stangelj e Grivko e, se non avrà giornate nere, può tranquillamente puntare al podio. Non ci sono lunghe cronometro che potrebbero favorirlo ulteriormente ma mi aspetto comunque un Vinokourov aggressivo.
Dopo aver elencato il mio podio, passiamo a chi può puntare ad arrivare tra i primi 5: Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone, Michele Scarponi dell'Androni Giocattoli, Christian Vandevelde della Garmin, Ivan Basso della Liquigas, Vladimir Karpets della Katusha. Garzelli ha dimostrato l'anno scorso di poter ancora far bene in un Giro d'Italia. Siamo a 10 anni dal suo successo nella corsa rosa, ma dalla sua Stefano ha una grande combattività, un grande senso tattico e tanta esperienza e sempre questa gran voglia di far bene. La squadra è solida e forte, con un uomo in più come Francesco Masciarelli (del quale parleremo dopo). Un posto nei 5 non è un miraggio. Il discorso è simile anche per Scarponi, se vorrà puntare alla classifica generale può decisamente puntare ai primi 5 posti, non si stacca facilmente in salita e, anzi, può fare anche la differenza, ha una squadra eccezionale in salita e a cronometro non perde tantissimo. Se ci proverà, potrebbe essere la sorpresa del Giro. Vandevelde si è sempre piazzato bene negli ultimi anni al Tour de France quindi se è venuto a far classifica può puntare in alto. In salita si difende alla grande e a cronometro è più forte di tutti gli altri contendenti (escluso Vino), in più ha una squadra fortissima in pianura che potrebbe fargli guadagnare secondi preziosi (e magari la maglia rosa) nella cronosquadre. Basso non sta attraversando il suo miglior momento di forma, al Romandia si staccava da tanti corridori e non era brillante a cronometro. La Liquigas è forte, c'è anche un Nibali in più e un Pellizotti in meno che lo rendono quasi l'unico capitano, ma se non ci sono le gambe, c'è poco da fare. Credo che nell'ultima settimana lo vedremo comunque con i primi. Karpets ha chiesto alla Katusha di fare il Giro perché si sentiva bene e il suo obiettivo sono i primi 5 posti. La squadra è molto forte su ogni terreno e il russo sembra aver ritrovato un po' di smalto dopo anni di promesse non mantenute. Potrebbe essere la stagione della definitiva maturazione e al Giro lo potrà dimostrare.
Corrono per i primi 10 posti in classifica o, comunque, sono da tenere d'occhio per la classifica, José Serpa dell'Androni, Marzio Bruseghin della Caisse d'Epargne, Domenico Pozzovivo della Colnago, Damiano Cunego della Lampre, Vincenzo Nibali della Liquigas, Daniel Moreno dell'Omega Pharma Lotto, Bradley Wiggins della Sky, Giampaolo Caruso della Katusha e Linus Gerdemann della Milram. Serpa correrà in appoggio a Scarponi ma, se l'italiano non ce la farà, diventerà lui il capitano. Forte in salita, solido a cronometro, può puntare ai primi 10 posti e chissà, magari anche a qualcosa di più. Bruseghin è un combattente, a cronometro è forte, in salita cerca sempre di tenere e un posto nei 10 è alla sua portata. Difficile rivederlo sul podio ma niente è impossibile con Marzio. Pozzovivo cercherà di dare spettacolo sulle salite, provando a vincere una tappa e a piazzarsi bene in classifica generale. Anche per lui, un posto nei 10 è un buon risultato. Cunego è sempre un oggetto misterioso. Potrebbe puntare alle tappe e allora in classifica non ci sarà proprio, oppure potrebbe puntare a far bene e a provare a vincere questo Giro, ma in questo caso non lo vedo comunque tra i primi 5. Nibali è un'incognita, domenica era al mare a riposarsi e oggi è alla partenza di una corsa di tre settimane. Se non farà classifica, sarà una spalla importante per Basso o una scheggia impazzita in montagna. Moreno è un corridore da scoprire, ha fatto bene alla Vuelta l'anno scorso e dovrebbe far classifica qua al Giro, non si scopre quasi mai e per questo riesce ad arrivare alla fine tra i primi. Wiggins ha dichiarato che non penserà alla classifica, ma se si troverà nelle condizioni di farlo non credo che si tirerà indietro. Io lo vedo comunque tra i 10, se aumenterà la sua condizione e soprattutto la sua convizione potrebbe puntare al podio. Caruso è stato comprato dalla Katusha per fare il capitano al Giro ma l'arrivo di Karpets lo degrada a vicecapitano. Un posto nei 10 non è un miraggio ma la condizione non sembra essere quella dell'anno scorso. Gerdemann riproverà a fare classifica in una corsa a tappe, un posto nei 10 potrà anche conquistarlo ma non prevedo grandi azioni da parte sua. Le qualità ci sono, magari potrebbe essere una piacevole sorpresa.
Sprinter
Le volate di questa edizione 2010 del Giro d'Italia saranno combattute e molto affollate, visto la presenza di tanti velocisti di livello e di tante squadre con dei treni molto forti. Una spanna sopra tutti sembra essere André Greipel dell'HTC - Columbia. Il tedesco sta dimostrando negli ultimi anni di essere l'unico vero antagonista di Mark Cavendish. La squadra a sua disposizione è creata attorno a lui e non sarà impossibile vederlo vincere tutti gli sprint a disposizione. Poco più sotto stanno Tyler Farrar della Garmin e Alessandro Petacchi della Lampre. Farrar ha la squadra anche più forte dell'HTC, con due alfieri come Julian Dean e Murilo Fischer tutti per lui, e potrà insidiare Greipel nelle volate pianeggianti. Stessa cosa per Petacchi che probabilmente ha il più forte ultimo uomo tra tutti, Danilo Hondo. Le volate di gruppo sono il suo pane e potrebbe sorprendere Greipel come ha fatto l'anno scorso con Cavendish. Ancora più sotto troviamo Graeme Brown della Rabobank, velocista principale della Rabobank dopo che Freire ha dato forfeit, Gregory Henderson della Sky, migliorato molto negli ultimi anni e con una squadra molto forte con Chris Sutton ultimo uomo, Robbie McEwen della Katusha, uno dei più vincenti velocisti di sempre e intenzionato a far bene, e Baden Cooke della Saxo Bank che potrà contare anche sul giovane Michael Morkov (il suo "gemello" Alex Rasmussen sta già facendo sfracelli altrove) e sul più piccolo degli Haedo, Lucas Sebastian. Cercheranno di inserirsi negli sprint anche il nostro Alberto Loddo dell'Androni, pronto per le volate di potenza, Leonardo Duque della Cofidis, temibile soprattutto negli arrivi ristretti e in leggera salita, i francesi William Bonnet della Bbox e Sebastien Hinault dell'Ag2R, in cerca di piazzamenti e di qualche sorpresa, Michele Merlo della Footon, venuto a fare esperienza, Fabio Sabatini della Liquigas, diventato il miglior velocista della Liquigas dopo l'abbandono di Bennati, Robert Forster della Milram, già vincitore anni fa al Giro, e Wouter Weylandt, giovane speranza del ciclismo belga che potrebbe sorprendere in qualche volata. Discorso a parte lo merita Sacha Modolo della Colnago, alla sua prima grande corsa a tappe in carriera nel suo primo anno da professionista, dopo il quarto posto alla Sanremo da lui ci si aspettano grandi cose e non è escluso che arrivino. Una vittoria sarebbe veramente un grande trionfo.
Montagna
Buoni scalatori, ottimi gregari, seconde linee per la classifica generale: c'è un po' di tutto in questa categoria, corridori che faranno la loro corsa provando a vincere una tappa, ad aiutare i propri capitani o a inserirsi per la lotta al vertice. Gilberto Simoni non è sicuramente venuto in gita al Giro. Il corridore della Lampre vorrà chiudere in bellezza una carriera di primo piano e cercherà di vincere almeno una tappa e, chissà, puntare ai primi 10 posti in classifica. Vedo più probabile il primo caso visto che già negli ultimi anni faceva fatica a recuperare da un giorno all'altro, darà spettacolo nell'ultima settimana sulle sue salite. Il duo dell'Ag2R formato da Alexander Efimkin e John Gadret può far bene, uno dei due potrebbe provare a fare classifica ma li vedo di più come corridori da fughe. David Arroyo della Caisse d'Epargne è sempre stato molto costante al Giro e un posto nei 10 per lui è cosa normale. Potrebbe esserlo anche quest'anno. David Moncoutie potrebbe puntare alla maglia verde e a qualche tappa, mentre per la classifica generale lo vedo comunque tra i primi 20. Markus Eibegger della Footon potrebbe regalare qualche gioia alla sua squadra, ma forse l'obiettivo è entrare tra i primi 20 della classifica. Matthew Lloyd sarà l'alternativa a Moreno per la classifica ma anche per lui i primi 10 posti sono difficili da raggiungere. Mauricio Ardila cercherà di dare spettacolo andando in fuga da lontano, come spesso faceva l'anno scorso, ma potrebbe anche puntare a piazzarsi bene, magari tra i primi 15. Evgeni Petrov è l'alternativa a Karpets e Caruso, è molto regolare e alla fine potrebbe anche far bene, arrivando tra i primi. Thomas Rohregger della Milram è un buon scalatore, potrebbe aiutare Gerdemann o prendersi un po' di libertà con qualche fuga. Chris Anker Sorensen dovrebbe essere il capitano della Saxo Bank, magari insieme a Larsson, ma le sue condizioni non sono delle migliori. Chiudiamo con Paolo Tiralongo dell'Astana e Sylwester Szmyd della Liquigas. Gregari incredibili, riescono a volte a chiudere tra i primi dopo aver tirato per interi tratti di salita, sono il valore aggiunto per i propri capitani e, in caso di fallimento totale degli stessi, non mi sorprenderei di vederli tra i primi a battagliare.
Giovani
Partiamo con i giovani che possono dire qualcosa in classifica generale: il primo fra tutti è Rigoberto Uran della Caisse d'Epargne. In salita ha talento da vendere, è uno degli scalatori più forti e un buon scattista, finora è stato un po' sfortunato e falcidiato da qualche infortunio di troppo ma il Giro potrebbe vederlo come protagonista, anche da primi 5 posti. Discorso simile ma con qualche se in più per Francesco Masciarelli dell'Acqua & Sapone e Jackson Rodriguez dell'Androni. Masciarelli in salita è sempre tra i primi 10 ma finora è mancato di continuità, bisognerà vedere se correrà in appoggio a Garzelli o farà corsa propria. Il discorso per Rodriguez è simile a quello di Masciarelli, i numeri li ha, ma potrebbe correre in appoggio a Scarponi o Serpa senza poter avere, quindi, molto spazio. Robert Kiserlovski della Liquigas ha dimostrato di andare forte al Giro dell'Appennino ma anche per lui il ruolo del gregario è quello più probabile, ma per il futuro il croato potrebbe sempre più salire di grado. Sono curioso di vedere il duo del Team Sky Chris Froome e Morris Possoni all'opera. Il primo potrebbe diventare un candidato ai grandi giri ma la strada è ancora lunga mentre il secondo è un buon scalatore che, però, finora ha sempre fallito. Bauke Mollema è il capitano ufficiale della Rabobank per la classifica generale, è al suo primo grande giro e proverà a prendere le misure alle tre settimane. A cronometro va forte, in salita è da testare. La coppia Dario Cataldo - Branislau Samoilau è quella su cui la Quickstep si basa per le montagne, ma nessuno dei due sembra in grado di far classifica. Le fughe da lontano potrebbero essere il loro obiettivo. Matthias Brandle ed Eros Capecchi, insieme ad Eibegger, cercheranno di fare qualcosa di buono per la Footon. Brandle è del 1989 ed è un interessante scalatore mentre Capecchi potrà correre libero cercando di fare il salto di qualità che da lui ci si aspetta da qualche anno. Daniel Martin della Garmin è in cerca di esperienza per i grandi giri, la classifica generale è il suo obiettivo per i prossimi anni ma magari si potrà iniziare a intravedere qualche cosa di buono già quest'anno. Marcel Wyss della Cervelo è andato benissimo al Romandia e sarà un valore aggiunto per Carlos Sastre in salita, dove può fare molto bene. Infine, due mezze scommesse, Guillaume Bonnafond dell'Ag2R e Jose Cayetano Sarmiento dell'Acqua & Sapone. Bonnafond è stato competitivo in qualche arrivo già al Giro dell'anno scorso mentre Sarmiento ha vinto il Giro d'Italia Baby. Entrambi del 1987, puntano a diventare dei corridori da corse a tappe. Probabilmente faranno da gregari, ma sono comunque da seguire. Finito l'elenco degli scalatori, ci sono tre giovanissimi anche per le cronometro o le tappe meno impegnative: Jack Bobridge e Cameron Meyer della Garmin e Richie Porte della Saxo Bank. I primi due non hanno bisogno di grandi presentazioni, pluricampioni del mondo su pista con l'Australia, sono due tra gli astri nascenti del ciclismo e potranno far vedere le loro qualità nelle cronometro e in qualche fuga, oltre che aiutando Farrar e la squadra nelle volate. Porte si è mostrato al mondo proprio al Romandia vincendo una cronometro davanti al gotha mondiale. Potrebbe riconfermarsi qua al Giro, dimostrando di non essere poi una così grande sorpresa.
Cronometro
Piccolo spazio anche per i cronoman di questo Giro: alcuni sono già stati nominati nelle categorie precedenti quindi passo direttamente a quelli mancanti: la compagine che si presenta con i migliori è la Garmin, che oltre a Meyer, Bobridge e Vandevelde porta due corridori del calibro di David Millar e Svein Tuft, diventando la pretendente principale della prima maglia rosa e della cronosquadre. A darle filo da torcere ci sarà l'HTC - Columbia di Marco Pinotti, Adam Hansen e Frantisek Rabon, tutti e tre già campioni nazionali e molto forti, con l'italiano in cerca di un'altra vittoria al Giro. Ignatas Konovalovas è stato il vincitore a sorpresa dell'ultima tappa del Giro dell'anno scorso ma il corridore della Cervelo è sempre stato un buon passista. Sebastian Lang dell'Omega Pharma Lotto è solido e spinge rapporti quasi impossibili, come nella miglior tradizione tedesca, ma mancano delle cronometro molto lunghe dove potrebbe farsi valere. Discorso simile per Mikhail Ignatiev della Katusha che predilige percorsi dove può usare tutta la sua potenza, ma già nel cronoprologo sarà temibile. Finiamo con Gustav Erik Larsson della Saxo Bank, vicecampione del mondo in carica e possibile candidato alla prima maglia rosa che punterà con più convizione alla crono finale di Verona.
Conclusioni finali
Sembrava che il Giro potesse essere mediocre e senza grandi nomi, ma con questi nomi citati qua sopra, la corsa si fa molto interessante e combattuta.
Per la classifica generale vedo tre nomi: Evans, Sastre e Vinokourov. Gli unici italiani in grado di combattere per la generale mi sembrano Scarponi e Garzelli, con incognite come Cunego e Basso. Attenzione a Vandevelde e al giovane Uran, con Karpets che se riuscirà a essere sempre al massimo sarà da considerare per la vittoria finale.
Nelle volate l'uomo da battere è sicuramente Greipel con Farrar, Petacchi e McEwen a dargli del filo da torcere. I velocisti sono tanti e con squadre molto forti quindi potrebbero anche esserci molte cadute e finali confusionali, dai quali potrebbe anche uscire il nostro Sacha Modolo, scaltro e molto agile.
Nelle cronometro, occhio puntato sugli inglesi Wiggins e Millar, sullo svedese Gustav Erik Larsson e sul nostro Pinotti, con anche i velocisti tra i favoriti nel cronoprologo, in cerca di secondi preziosi per vestire la maglia rosa il giorno dopo con gli abbuoni.
Ora, non ci resta che goderci lo spettacolo. E speriamo che sia soltanto uno spettacolo sportivo, della cronaca siamo stanchi.
venerdì 7 maggio 2010
Giro d'Italia 2010. Presentazione delle squadre: Acqua & Sapone (Italia)
Diciannovesima puntata e ultimo giorno di questa rassegna delle squadre partecipanti al Giro d'Italia che sta avendo un grande successo tra i lettori di questo blog. Ho lasciato per scelta le quattro squadre italiane più importanti alla fine (non me ne voglia la Colnago), di modo da prepararci con le ultime analisi al megapronostico di domani e alla prima tappa, il prologo di Amsterdam. Ma ora, passiamo all'analisi dell'Acqua & Sapone.
La squadra italiana si presenta al Giro con una formazione di tutto rispetto, decisamente più forte di altre squadre venute a farsi un giro premio per l'Italia. Capitano e guida assoluta in corsa sarà Stefano Garzelli, 10 anni dopo il suo unico successo al Giro d'Italia. Il corridore varesino probabilmente farà una corsa simile a quella dell'anno scorso, lasciando un po' stare il discorso classifica generale puntando decisamente verso i successi parziali e la maglia verde di miglior scalatore. Ma il Garzelli visto quest'anno può arrivare tra i primi 5, anzi, esagero, con Scarponi è il migliore italiano in gara per la classifica generale. La squadra è pronta a supportarlo, soprattutto con un gregario d'eccezione come Francesco Masciarelli. A 24 anni potrebbe essere arrivato il momento di giocarsi qualche possibilità in più, correndo un po' più per sé, e sono sicuro che qualce spazio lo troverà. In salita è uno dei migliori, può sicuramente far bene nelle tappe più dure e arrivare tra i primi 10-15. Per la salita, gregari come Massimo Codol, Francesco Failli e Vladimir Miholjevic sono delle garanzie, mentre Dario Andriotto, Andrea Masciarelli e Alessandro Donati saranno preziosi nelle altre tappe. Discorso a parte merita il giovane colombiano Jose Cayetano Sarmiento, vincitore del Giro Baby l'anno scorso e una delle stelle della nuova generazione colombiana. Ha i numeri per diventare un corridore da corse a tappe, quest'anno dovrà soprattutto fare esperienza ma in salita potrà già farsi notare.
In sintesi, l'Acqua & Sapone deve puntare ad almeno un posto tra i primi 5, visto che sia Garzelli che Francesco Masciarelli sono degli ottimi corridori e tra i migliori in salita. Gregari come Codol, Miholjevic e Failli in salita alcune squadre se li sognano (qualcuno ha detto BMC?), mentre un talento come Sarmiento avrà le sue occasioni per mettersi in mostra. Merita almeno una vittoria di tappa, ma sarebbe uno spreco non puntare al bersaglio grande.
Iscritti
- Dario Andriotto (Ita) 1972
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 54° nel 2004. 19° nella cronometro della 20°tappa a Verona al Giro 2007. 1 volta campione nazionale italiano a cronometro.
- Massimo Codol (Ita) 1973
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 15° nel 2003. 2° nella 20°tappa con arrivo a Madonna di Campiglio al Giro 1999. Vincitore di una tappa al Giro dei Paesi Baschi e della Japan Cup nel 2000.
- Alessandro Donati (Ita) 1979
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 108° nel 2009. 17° nell'11°tappa con arrivo ad Arenzano al Giro 2009. Nessuna vittoria da professionista, 3° al Giro del Medio Brenta nel 2008.
- Francesco Failli (Ita) 1983
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 90° nel 2009. 36° nella 3°tappa con arrivo a Valdobbiadene al Giro 2009. Vincitore di una tappa alla Settimana Lombarda nel 2008.
- Stefano Garzelli (Ita) 1973
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: Vincitore nel 2000. 6 vittorie di tappa dal 2000 al 2007. 2° al Giro 2003, vincitore di una Tirreno - Adriatico, 2 Tre Valli Varesine e un Giro di Svizzera.
- Andrea Masciarelli (Ita) 1982
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 85° nel 2009. 33° nella 11°tappa con arrivo ad Arenzano al Giro 2009. 3° al Giro del Veneto nel 2008 e 4° al Trofeo Matteotti e al Gp Nobili Rubinetterie.
- Francesco Masciarelli (Ita) 1986
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 16° nel 2009. 5° nella 16°tappa con arrivo al Monte Petrano al Giro 2009. Vincitore del Tour of Japan nel 2007, del Giro del Lazio nel 2008 e di una tappa al Giro del Mediterraneo quest'anno.
- Vladimir Miholjevic (Cro) 1974
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 21° nel 2008. 11° nella 20°tappa con arrivo a Cantù al Giro 2003. Vincitore di 5 corse da professionista, una volta campione croato nel 2000.
- Jose Cayetano Sarmiento (Col) 1987
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: Esordiente. Vincitore del Giro d'Italia Baby nel 2009 e di una tappa alla Vuelta al Ecuador.
La squadra italiana si presenta al Giro con una formazione di tutto rispetto, decisamente più forte di altre squadre venute a farsi un giro premio per l'Italia. Capitano e guida assoluta in corsa sarà Stefano Garzelli, 10 anni dopo il suo unico successo al Giro d'Italia. Il corridore varesino probabilmente farà una corsa simile a quella dell'anno scorso, lasciando un po' stare il discorso classifica generale puntando decisamente verso i successi parziali e la maglia verde di miglior scalatore. Ma il Garzelli visto quest'anno può arrivare tra i primi 5, anzi, esagero, con Scarponi è il migliore italiano in gara per la classifica generale. La squadra è pronta a supportarlo, soprattutto con un gregario d'eccezione come Francesco Masciarelli. A 24 anni potrebbe essere arrivato il momento di giocarsi qualche possibilità in più, correndo un po' più per sé, e sono sicuro che qualce spazio lo troverà. In salita è uno dei migliori, può sicuramente far bene nelle tappe più dure e arrivare tra i primi 10-15. Per la salita, gregari come Massimo Codol, Francesco Failli e Vladimir Miholjevic sono delle garanzie, mentre Dario Andriotto, Andrea Masciarelli e Alessandro Donati saranno preziosi nelle altre tappe. Discorso a parte merita il giovane colombiano Jose Cayetano Sarmiento, vincitore del Giro Baby l'anno scorso e una delle stelle della nuova generazione colombiana. Ha i numeri per diventare un corridore da corse a tappe, quest'anno dovrà soprattutto fare esperienza ma in salita potrà già farsi notare.
In sintesi, l'Acqua & Sapone deve puntare ad almeno un posto tra i primi 5, visto che sia Garzelli che Francesco Masciarelli sono degli ottimi corridori e tra i migliori in salita. Gregari come Codol, Miholjevic e Failli in salita alcune squadre se li sognano (qualcuno ha detto BMC?), mentre un talento come Sarmiento avrà le sue occasioni per mettersi in mostra. Merita almeno una vittoria di tappa, ma sarebbe uno spreco non puntare al bersaglio grande.
Iscritti
- Dario Andriotto (Ita) 1972
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 54° nel 2004. 19° nella cronometro della 20°tappa a Verona al Giro 2007. 1 volta campione nazionale italiano a cronometro.
- Massimo Codol (Ita) 1973
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 15° nel 2003. 2° nella 20°tappa con arrivo a Madonna di Campiglio al Giro 1999. Vincitore di una tappa al Giro dei Paesi Baschi e della Japan Cup nel 2000.
- Alessandro Donati (Ita) 1979
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 108° nel 2009. 17° nell'11°tappa con arrivo ad Arenzano al Giro 2009. Nessuna vittoria da professionista, 3° al Giro del Medio Brenta nel 2008.
- Francesco Failli (Ita) 1983
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 90° nel 2009. 36° nella 3°tappa con arrivo a Valdobbiadene al Giro 2009. Vincitore di una tappa alla Settimana Lombarda nel 2008.
- Stefano Garzelli (Ita) 1973
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: Vincitore nel 2000. 6 vittorie di tappa dal 2000 al 2007. 2° al Giro 2003, vincitore di una Tirreno - Adriatico, 2 Tre Valli Varesine e un Giro di Svizzera.
- Andrea Masciarelli (Ita) 1982
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 85° nel 2009. 33° nella 11°tappa con arrivo ad Arenzano al Giro 2009. 3° al Giro del Veneto nel 2008 e 4° al Trofeo Matteotti e al Gp Nobili Rubinetterie.
- Francesco Masciarelli (Ita) 1986
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 16° nel 2009. 5° nella 16°tappa con arrivo al Monte Petrano al Giro 2009. Vincitore del Tour of Japan nel 2007, del Giro del Lazio nel 2008 e di una tappa al Giro del Mediterraneo quest'anno.
- Vladimir Miholjevic (Cro) 1974
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 21° nel 2008. 11° nella 20°tappa con arrivo a Cantù al Giro 2003. Vincitore di 5 corse da professionista, una volta campione croato nel 2000.
- Jose Cayetano Sarmiento (Col) 1987
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: Esordiente. Vincitore del Giro d'Italia Baby nel 2009 e di una tappa alla Vuelta al Ecuador.
martedì 20 aprile 2010
Giro del Trentino, nella cronometro il più forte è il kazako Vinokourov
Alexandre Vinokourov mette subito in chiaro le cose nella prima tappa a cronometro del Giro del Trentino, vincendo alla grande con 16 secondi di vantaggio su Stefano Garzelli e 18 secondi su Matteo Montaguti. Ma il kazako dell'Astana ha ammesso che il suo obiettivo primario è la Liegi-Bastogne-Liegi di domenica, anche se cercherà di tenere la maglia fino alla fine sul percorso durissimo del Trentino. E dopo questa vittoria, anche se il sospetto c'era già, Vinokourov si candida prepotentemente per l'imminente Giro d'Italia, dove cercherà di portare alta la bandiera dell'Astana.
Tra gli altri candidati alla vittoria finale di questo Giro del Trentino e, ovviamente, del Giro d'Italia, da segnalare il quarto posto di Michele Scarponi a 25 secondi, l'ottavo di Riccardo Riccò (che non sarà al Giro) a 30 secondi e il 13° di Ivan Basso a 35 secondi, mentre Gilberto Simoni, alla prima con la maglia della Lampre dopo un lungo periodo di inattività, è 46° a 1 minuto e 7 secondi.
ORDINE D'ARRIVO
1° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana
2° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 16''
3° Matteo Montaguti (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 18''
4° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli a 23''
5° Piet Rooijakkers (Ned) Skil - Shimano a 25''
6° Timon Seubert (Ger) Team NetApp a 27''
7° Evgeni Petrov (Rus) Team Katusha a 28''
8° Riccardo Riccò (Ita) Ceramica Flaminia a 30''
9° Alessandro Bertolini (Ita) Androni Giocattoli a 32''
10° José Serpa Perez (Col) Androni Giocattoli s.t.
fonte: cyclingnews.com
Tra gli altri candidati alla vittoria finale di questo Giro del Trentino e, ovviamente, del Giro d'Italia, da segnalare il quarto posto di Michele Scarponi a 25 secondi, l'ottavo di Riccardo Riccò (che non sarà al Giro) a 30 secondi e il 13° di Ivan Basso a 35 secondi, mentre Gilberto Simoni, alla prima con la maglia della Lampre dopo un lungo periodo di inattività, è 46° a 1 minuto e 7 secondi.
ORDINE D'ARRIVO
1° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana
2° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 16''
3° Matteo Montaguti (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 18''
4° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli a 23''
5° Piet Rooijakkers (Ned) Skil - Shimano a 25''
6° Timon Seubert (Ger) Team NetApp a 27''
7° Evgeni Petrov (Rus) Team Katusha a 28''
8° Riccardo Riccò (Ita) Ceramica Flaminia a 30''
9° Alessandro Bertolini (Ita) Androni Giocattoli a 32''
10° José Serpa Perez (Col) Androni Giocattoli s.t.
fonte: cyclingnews.com
lunedì 22 marzo 2010
Ranking Uci, Luis Leon Sanchez in testa dopo le prime 4 prove
Luis Leon Sanchez Gil della Caisse d'Epargne è in testa al Ranking Uci dopo le prime 4 prove del calendario mondiale. Il corridore spagnolo ha totalizzato 158 punti grazie al 2° posto al Tour Down Under e al 3° posto nella Parigi - Nizza. Alle sue spalle, secondo è Andre Greipel a 119 punti e terzo Cadel Evans a 116 punti, mentre ottimo quarto è Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone con 109 punti, grazie alla vittoria nella Tirreno - Adriatico.
Nella classifica per nazioni, netto dominio della Spagna, che oltre a Sanchez piazza nei primi 10 anche Alberto Contador, Oscar Freire e Alejandro Valverde. Secondo posto per l'Italia che, oltre a Garzelli, ha al nono posto Michele Scarponi.
Nella classifica a squadre, la Caisse d'Epargne di Valverde e Sanchez è prima con un buon margine sull'Astana seconda. Quinto posto per la Liquigas - Doimo, prima delle italiane.
CLASSIFICA INDIVIDUALE
1° Luis Leon Sanchez Gil (Esp) Caisse d'Epargne 158 punti
2° Andre Greipel (Ger) Htc - Columbia 119 punti
3° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 116 punti
4° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone 109 punti
5° Alberto Contador (Esp) Astana 107 punti
6° Oscar Freire (Esp) Rabobank 100 punti
7° Alejandro Valverde (Esp) Caisse d'Epargne 99 punti
8° Tom Boonen (Bel) Quick Step 86 punti
9° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli 86 punti
10° Greg Henderson (Nzl) Team Sky 85 punti
NAZIONI
1° Spagna 517 punti
2° Italia 393 punti
3° Australia 284 punti
4° Germania 179 punti
5° Belgio 123 punti
SQUADRE
1° Caisse d'Epargne (Esp) 263 punti
2° Astana (Kaz) 195 punti
3° Rabobank (Ned) 166 punti
4° HTC - Columbia (Usa) 163 punti
5° Liquigas - Doimo (Ita) 161 punti
Nella classifica per nazioni, netto dominio della Spagna, che oltre a Sanchez piazza nei primi 10 anche Alberto Contador, Oscar Freire e Alejandro Valverde. Secondo posto per l'Italia che, oltre a Garzelli, ha al nono posto Michele Scarponi.
Nella classifica a squadre, la Caisse d'Epargne di Valverde e Sanchez è prima con un buon margine sull'Astana seconda. Quinto posto per la Liquigas - Doimo, prima delle italiane.
CLASSIFICA INDIVIDUALE
1° Luis Leon Sanchez Gil (Esp) Caisse d'Epargne 158 punti
2° Andre Greipel (Ger) Htc - Columbia 119 punti
3° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 116 punti
4° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone 109 punti
5° Alberto Contador (Esp) Astana 107 punti
6° Oscar Freire (Esp) Rabobank 100 punti
7° Alejandro Valverde (Esp) Caisse d'Epargne 99 punti
8° Tom Boonen (Bel) Quick Step 86 punti
9° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli 86 punti
10° Greg Henderson (Nzl) Team Sky 85 punti
NAZIONI
1° Spagna 517 punti
2° Italia 393 punti
3° Australia 284 punti
4° Germania 179 punti
5° Belgio 123 punti
SQUADRE
1° Caisse d'Epargne (Esp) 263 punti
2° Astana (Kaz) 195 punti
3° Rabobank (Ned) 166 punti
4° HTC - Columbia (Usa) 163 punti
5° Liquigas - Doimo (Ita) 161 punti
domenica 21 marzo 2010
Milano - Sanremo, le pagelle di Parliamo di Ciclismo
Oscar Freire (Rabobank) 9.5
Ha corso la gara perfetta, sempre coperto, nelle posizioni che contavano sulle salite. Ha fatto una volata regale, era nettamente il più forte. E poi, giusto per valorizzare ancora di più la sua corsa, in pratica era senza squadra. Un vero campione.
Tom Boonen (QuickStep) 8
Secondo dietro un imbattibile Freire, dimostra di essere in forma e pronto per le sue amate classiche del Nord. Come lo spagnolo, sempre tra i primi sulle salite, in volata gli è mancata forse un po' di brillantezza.
Alessandro Petacchi (Lampre) 8
La miglior Sanremo di Petacchi, prende le salite addirittura in testa, è molto attento e la gamba sembra buona. Si ritrova senza squadra alla fine e ne soffre dato che a lui piace prendere le volate davanti. Flecha lo ostacola all'ultima curva e perde un po' di terreno, ma uno come lui non doveva farsi sorprendere.
Sacha Modolo (Colnago) 9
Neoprofessionista, ha partecipato a neanche 20 corse e riesce a piazzarsi, in una corsa di 300 chilometri, al quarto posto in netta rimonta dopo aver preso la volata da dietro. La sorpresa più lieta della giornata, un velocista vero che ricorda un po' Freire e un po' McEwen, lasciamolo crescere anche se sembra già pronto per vincere.
Daniele Bennati (Liquigas) 7
Dalla sua aveva la squadra più forte, con gregari del calibro di Nibali, Pellizotti, Kreuziger e un sorprendente Oss. Parte in testa ma troppo presto, probabilmente non aveva alternative ma le gambe non giravano benissimo, già sul Poggio era un po' in difficoltà. La Sanremo è adatta a lui, ci riproverà.
Thor Hushovd (Cervelo) 6.5
Sesto posto per il terzo dell'anno scorso, quest'anno la forma non era la stessa, lo dimostra il tentativo di attacco nella discesa del Poggio, chiaro segnale che in volata si sentiva battuto. Per un velocista della sua mole, essere arrivato con i primi è comunque un ottimo segnale di forma.
Filippo Pozzato (Katusha) 7
Fa tirare la squadra per tutta la corsa ritrovandosi nel finale da solo, ci prova ripetutamente sulle varie salite e agli ultimi 2 chilometri, ma la corsa era destinata a finire in volata e si deve accontentare. Ci poteva stare un attacco più convinto sul Poggio ma il vento contrario ha messo in difficoltà tutti. La forma fa ben sperare per le prossime corse.
Francesco Ginanni (Androni) 7.5
Alla sua prima Sanremo, dimostra che il chilometraggio non è un problema e che è un buon discesista, provandoci sia dopo la Cipressa che dopo il Poggio. Si piazza anche in volata e dimostra ottime qualità. Gli sono mancati i compagni di squadra, dall'Androni ci si aspettava di più.
Stefano Garzelli 8 e Luca Paolini 5 (Acqua & Sapone)
L'Acqua & Sapone, probabilmente, ha puntato sull'uomo sbagliato. Garzelli era in palla come non mai, ha sempre tirato per il suo capitano Paolini che però non si è in pratica mai visto davanti, sempre a ruota e non ha mai dato la sensazione di poter vincere. Per Garzelli probabilmente era impossibile vincere, per Paolini lo è stato.
Philippe Gilbert (Omega Pharma Lotto) 6
Bravo a provarci sul Poggio e nella discesa, ma la forma non è ancora delle migliori. Da lui, dopo il finale di stagione dell'anno scorso, ci si aspetta sempre molto, cosa che alla Sanremo non ha fatto.
Vincenzo Nibali (Liquigas) 5.5
Bravo a provarci ripetutamente dopo il Poggio, ma sbaglia clamorosamente l'attacco finita la discesa, dato che dietro la sua squadra si stava organizzando per portare Bennati in volata. E un gregario in più al velocista sarebbe servito.
Daniel Oss (Liquigas) 8
Con Modolo, l'altra gradita sorpresa di giornata. Al secondo anno da neoprof, tira nell'ultimo chilometro da solo, dopo 298 chilometri di corsa. Gregario esemplare, potrebbe avere qualche possibilità in più dal Fiandre in avanti, visto anche il fisico che si ritrova. Sicuramente, la Liquigas ha un bel campioncino tra le mani.
Fabian Cancellara (Saxo Bank) 5
Arriva con il primo gruppo ma, sinceramente, qualcuno se n'è accorto? Non aveva la gamba dei giorni migliori e lo sapevamo, non si stava nascondendo alla Tirreno, semplicemente non ne aveva. La forma sta migliorando ma questa Sanremo, con così pochi gregari a disposizione negli ultimi chilometri, era l'ideale per un suo attacco, magari insieme a Pozzato.
Mark Cavendish (HTC-Columbia) 4
Non gli si poteva chiedere di più. Non è in forma e lui, per vincere la Sanremo, lo deve essere. Ha avuto anche tanta sfortuna ma il Cavendish dell'anno scorso sarebbe stato comunque lì. Il primo obiettivo di stagione è sfumato, ma lo rivedremo sicuramente più avanti.
Damiano Cunego (Lampre) 4.5
Si fa sorprendere nella discesa del Turchino e rimane dietro, fa un gran numero in discesa e riesce a rientrare ma poi non è mai protagonista. Si vede davanti solo sulla Cipressa ma poco più. Aveva detto che ci avrebbe provato, non si sa quando e dove però.
Edvald Boasson Hagen (Sky) 4
Arrivava da favorito, almeno per i maggiori esperti, ma delude in pieno le aspettative, come purtroppo spesso gli capita. Accusa dolori allo stomaco e arriva insieme a Cavendish, sarebbe ingiudicabile ma da lui ci si aspetta sempre qualcosa di più. Ha l'occasione di rifarsi subito con le classiche del Nord. Noi lo aspettiamo.
Parliamo di Ciclismo 8
Mi assegno un 8 perché avevo pronosticato due dei tre che sono finiti sul podio, Boonen e Freire, ma ho sbagliato su Boasson Hagen. Bennati è stato comunque protagonista mentre un Petacchi così in forma non me l'aspettavo proprio. Ci rivediamo per il Giro delle Fiandre!
Ha corso la gara perfetta, sempre coperto, nelle posizioni che contavano sulle salite. Ha fatto una volata regale, era nettamente il più forte. E poi, giusto per valorizzare ancora di più la sua corsa, in pratica era senza squadra. Un vero campione.
Tom Boonen (QuickStep) 8
Secondo dietro un imbattibile Freire, dimostra di essere in forma e pronto per le sue amate classiche del Nord. Come lo spagnolo, sempre tra i primi sulle salite, in volata gli è mancata forse un po' di brillantezza.
Alessandro Petacchi (Lampre) 8
La miglior Sanremo di Petacchi, prende le salite addirittura in testa, è molto attento e la gamba sembra buona. Si ritrova senza squadra alla fine e ne soffre dato che a lui piace prendere le volate davanti. Flecha lo ostacola all'ultima curva e perde un po' di terreno, ma uno come lui non doveva farsi sorprendere.
Sacha Modolo (Colnago) 9
Neoprofessionista, ha partecipato a neanche 20 corse e riesce a piazzarsi, in una corsa di 300 chilometri, al quarto posto in netta rimonta dopo aver preso la volata da dietro. La sorpresa più lieta della giornata, un velocista vero che ricorda un po' Freire e un po' McEwen, lasciamolo crescere anche se sembra già pronto per vincere.
Daniele Bennati (Liquigas) 7
Dalla sua aveva la squadra più forte, con gregari del calibro di Nibali, Pellizotti, Kreuziger e un sorprendente Oss. Parte in testa ma troppo presto, probabilmente non aveva alternative ma le gambe non giravano benissimo, già sul Poggio era un po' in difficoltà. La Sanremo è adatta a lui, ci riproverà.
Thor Hushovd (Cervelo) 6.5
Sesto posto per il terzo dell'anno scorso, quest'anno la forma non era la stessa, lo dimostra il tentativo di attacco nella discesa del Poggio, chiaro segnale che in volata si sentiva battuto. Per un velocista della sua mole, essere arrivato con i primi è comunque un ottimo segnale di forma.
Filippo Pozzato (Katusha) 7
Fa tirare la squadra per tutta la corsa ritrovandosi nel finale da solo, ci prova ripetutamente sulle varie salite e agli ultimi 2 chilometri, ma la corsa era destinata a finire in volata e si deve accontentare. Ci poteva stare un attacco più convinto sul Poggio ma il vento contrario ha messo in difficoltà tutti. La forma fa ben sperare per le prossime corse.
Francesco Ginanni (Androni) 7.5
Alla sua prima Sanremo, dimostra che il chilometraggio non è un problema e che è un buon discesista, provandoci sia dopo la Cipressa che dopo il Poggio. Si piazza anche in volata e dimostra ottime qualità. Gli sono mancati i compagni di squadra, dall'Androni ci si aspettava di più.
Stefano Garzelli 8 e Luca Paolini 5 (Acqua & Sapone)
L'Acqua & Sapone, probabilmente, ha puntato sull'uomo sbagliato. Garzelli era in palla come non mai, ha sempre tirato per il suo capitano Paolini che però non si è in pratica mai visto davanti, sempre a ruota e non ha mai dato la sensazione di poter vincere. Per Garzelli probabilmente era impossibile vincere, per Paolini lo è stato.
Philippe Gilbert (Omega Pharma Lotto) 6
Bravo a provarci sul Poggio e nella discesa, ma la forma non è ancora delle migliori. Da lui, dopo il finale di stagione dell'anno scorso, ci si aspetta sempre molto, cosa che alla Sanremo non ha fatto.
Vincenzo Nibali (Liquigas) 5.5
Bravo a provarci ripetutamente dopo il Poggio, ma sbaglia clamorosamente l'attacco finita la discesa, dato che dietro la sua squadra si stava organizzando per portare Bennati in volata. E un gregario in più al velocista sarebbe servito.
Daniel Oss (Liquigas) 8
Con Modolo, l'altra gradita sorpresa di giornata. Al secondo anno da neoprof, tira nell'ultimo chilometro da solo, dopo 298 chilometri di corsa. Gregario esemplare, potrebbe avere qualche possibilità in più dal Fiandre in avanti, visto anche il fisico che si ritrova. Sicuramente, la Liquigas ha un bel campioncino tra le mani.
Fabian Cancellara (Saxo Bank) 5
Arriva con il primo gruppo ma, sinceramente, qualcuno se n'è accorto? Non aveva la gamba dei giorni migliori e lo sapevamo, non si stava nascondendo alla Tirreno, semplicemente non ne aveva. La forma sta migliorando ma questa Sanremo, con così pochi gregari a disposizione negli ultimi chilometri, era l'ideale per un suo attacco, magari insieme a Pozzato.
Mark Cavendish (HTC-Columbia) 4
Non gli si poteva chiedere di più. Non è in forma e lui, per vincere la Sanremo, lo deve essere. Ha avuto anche tanta sfortuna ma il Cavendish dell'anno scorso sarebbe stato comunque lì. Il primo obiettivo di stagione è sfumato, ma lo rivedremo sicuramente più avanti.
Damiano Cunego (Lampre) 4.5
Si fa sorprendere nella discesa del Turchino e rimane dietro, fa un gran numero in discesa e riesce a rientrare ma poi non è mai protagonista. Si vede davanti solo sulla Cipressa ma poco più. Aveva detto che ci avrebbe provato, non si sa quando e dove però.
Edvald Boasson Hagen (Sky) 4
Arrivava da favorito, almeno per i maggiori esperti, ma delude in pieno le aspettative, come purtroppo spesso gli capita. Accusa dolori allo stomaco e arriva insieme a Cavendish, sarebbe ingiudicabile ma da lui ci si aspetta sempre qualcosa di più. Ha l'occasione di rifarsi subito con le classiche del Nord. Noi lo aspettiamo.
Parliamo di Ciclismo 8
Mi assegno un 8 perché avevo pronosticato due dei tre che sono finiti sul podio, Boonen e Freire, ma ho sbagliato su Boasson Hagen. Bennati è stato comunque protagonista mentre un Petacchi così in forma non me l'aspettavo proprio. Ci rivediamo per il Giro delle Fiandre!
martedì 16 marzo 2010
Tirreno - Adriatico a Garzelli che supera Scarponi nell'ultima tappa vinta da Boasson Hagen
Incredibile epilogo della Tirreno - Adriatico 2010. Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone recupera i due secondi di svantaggio che aveva rispetto a Michele Scarponi dell'Androni Giocattoli andando a pari tempo, ma vince la corsa dei due mari grazie ai migliori piazzamenti rispetto a Scarponi. Garzelli si è piazzato terzo nei primi 2 sprint intermedi dietro ai compagni di squadra di Scarponi, riuscendo a guadagnare quei due secondi che lo separavano da Scarponi.
Nell'ultima tappa, volata di potenza per Edvald Boasson Hagen del Team Sky, guidato splendidamente nel finale dai compagni di squadra. Il norvegese ha battuto Alessandro Petacchi, ostacolato al momento di lanciare la volata da Farrar, e Sacha Modolo, ottimo terzo. Per la Sanremo, bisogna aggiungere anche il giovane corridore del Team Sky tra i papabili per la vittoria finale.
A breve, su questo sito, i pronostici per la prima classica stagionale, con un'analisi delle squadre partecipanti e dei loro leader.
ORDINE D'ARRIVO
1° Edvald Boasson Hagen (Nor) Team Sky
2° Alessandro Petacchi (Ita) Lampre - Farnese Vini s.t.
3° Sacha Modolo (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
4° Bernhard Eisel (Aut) HTC - Columbia s.t.
5° Mattia Gavazzi (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone
2° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli s.t.
3° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 12''
4° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana a 22''
5° Robert Gesink (Ned) Rabobank a 27''
6° Michael Rogers (Aus) HTC - Columbia a 29''
7° Domenico Pozzovivo (Ita) Colnago - CSF Inox a 33''
8° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 42''
9° Manuele Mori (Ita) Lampre - Farnese Vini a 1'04''
10° Francesco Gavazzi (Ita) Lampre - Farnese Vini a 1'07''
Nell'ultima tappa, volata di potenza per Edvald Boasson Hagen del Team Sky, guidato splendidamente nel finale dai compagni di squadra. Il norvegese ha battuto Alessandro Petacchi, ostacolato al momento di lanciare la volata da Farrar, e Sacha Modolo, ottimo terzo. Per la Sanremo, bisogna aggiungere anche il giovane corridore del Team Sky tra i papabili per la vittoria finale.
A breve, su questo sito, i pronostici per la prima classica stagionale, con un'analisi delle squadre partecipanti e dei loro leader.
ORDINE D'ARRIVO
1° Edvald Boasson Hagen (Nor) Team Sky
2° Alessandro Petacchi (Ita) Lampre - Farnese Vini s.t.
3° Sacha Modolo (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
4° Bernhard Eisel (Aut) HTC - Columbia s.t.
5° Mattia Gavazzi (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone
2° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli s.t.
3° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 12''
4° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana a 22''
5° Robert Gesink (Ned) Rabobank a 27''
6° Michael Rogers (Aus) HTC - Columbia a 29''
7° Domenico Pozzovivo (Ita) Colnago - CSF Inox a 33''
8° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 42''
9° Manuele Mori (Ita) Lampre - Farnese Vini a 1'04''
10° Francesco Gavazzi (Ita) Lampre - Farnese Vini a 1'07''
lunedì 15 marzo 2010
Tirreno - Adriatico, fuga vincente per Ignatiev, Scarponi resiste come leader
Mikhail Ignatiev del Team Katusha ha vinto la sesta tappa della Tirreno - Adriatico portando a termine una fuga iniziata insieme ad altri 11 compagni e resistendo al ritorno dei migliori, che si sono dati battaglia sulla salita finale per la leadership.
Il gruppetto dei 12 corridori in fuga, giunti a 30 chilometri dall'arrivo con circa 2 minuti di vantaggio, era formato da Assan Bazayev dell'Astana, Marcus Burghardt della BMC, Rui Alberto Faria Da Costa della Caisse d'Epargne, Ruben Perez Moreno dell'Euskaltel, Martijn Maaskant della Garmin, Simon Spilak della Lampre, Tom Boonen della Quick Step, Paul Martens della Rabobank, Thomas Lovkvist del Team Sky, Peter Velits dell'HTC - Columbia, Mikhail Ignatiev del Team Katusha e Matti Breschel della Saxo Bank. Un gruppo ben variegato e con corridori molto forti, tra cui Martens e Spilak con meno di 2 minuti di ritardo da Scarponi.
Il primo attacco tra i corridori di testa è arrivato da Lovkvist, che ci ha provato a 26 chilometri dall'arrivo sulla Salita di Santa Maria del Monte insieme a Bazayev. I due sono stati ripresi in cima alla salita. Lovkvist ci ha riprovato anche in discesa assieme a Spilak e Ignatiev ma senza fortuna. Poco prima dell'inizio dell'ultimo giro ci ha provato anche Peter Velits, che è riuscito a guadagnare 20 secondi sui compagni. Il gruppo passava sul traguardo a 1 minuto e 10 secondi di ritardo, con l'Androni Giocattoli davanti a tirare. Velits veniva raggiunto da Bazayev, Maaskant, Lovkvist, Ignatiev e Spilak ma una grande azione di Boonen riportava il gruppo compatto a 9 chilometri dalla fine. Un chilometro dopo, Ignatiev ha provato un attacco raggiungendo in breve tempo i 20 secondi di vantaggio. Dietro, Lampre, BMC e Liquigas continuavano l'inseguimento, cercando una vittoria di tappa.
Ignatiev è riuscito ad arrivare al triangolo rosso dell'ultimo chilometro con 12 secondi su Velits e 36 secondi sul gruppo dei migliori, tirato dalla BMC e dalla Liquigas. Il russo ha resistito fin sul traguardo al ritorno dei più forti, che stavano lottando per la classifica generale sfruttando il terribile strappo prima dell'arrivo, con punte del 19%. I più bravi in questo tratto sono stati Stefano Garzelli e Cadel Evans, imprendibili per tutti, con Garzelli vittorioso nello sprint a due su Evans. Scarponi è arrivato a 2 secondi dal duo, riuscendo a mantenere la maglia per 2 secondi su Garzelli, nonostante i 6 secondi di abbuono conquistati dal corridore dell'Acqua & Sapone.
Domani, nell'ultima tappa, per vincere la Tirreno - Adriatico, Scarponi dovrà stare attento a non far guadagnare secondi di abbuono a Garzelli nei 3 sprint intermedi di giornata, possibilmente lasciando il via libera a una fuga iniziale.
ORDINE D'ARRIVO
1° Mikhail Ignatiev (Rus) Team Katusha
2° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 5''
3° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team s.t.
4° Robert Gesink (Ned) Rabobank a 7''
5° Benoit Vaugrenard (Fra) Francaise des Jeux s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli
2° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 2''
3° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 12''
4° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana a 22''
5° Robert Gesink (Ned) Rabobank a 27''
6° Michael Rogers (Aus) HTC - Columbia a 29''
7° Domenico Pozzovivo (Ita) Colnago - CSF Inox a 33''
8° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 42''
9° Manuele Mori (Ita) Lampre - Farnese Vini a 1'04''
10° Francesco Gavazzi (Ita) Lampre - Farnese Vini a 1'07''
Il gruppetto dei 12 corridori in fuga, giunti a 30 chilometri dall'arrivo con circa 2 minuti di vantaggio, era formato da Assan Bazayev dell'Astana, Marcus Burghardt della BMC, Rui Alberto Faria Da Costa della Caisse d'Epargne, Ruben Perez Moreno dell'Euskaltel, Martijn Maaskant della Garmin, Simon Spilak della Lampre, Tom Boonen della Quick Step, Paul Martens della Rabobank, Thomas Lovkvist del Team Sky, Peter Velits dell'HTC - Columbia, Mikhail Ignatiev del Team Katusha e Matti Breschel della Saxo Bank. Un gruppo ben variegato e con corridori molto forti, tra cui Martens e Spilak con meno di 2 minuti di ritardo da Scarponi.
Il primo attacco tra i corridori di testa è arrivato da Lovkvist, che ci ha provato a 26 chilometri dall'arrivo sulla Salita di Santa Maria del Monte insieme a Bazayev. I due sono stati ripresi in cima alla salita. Lovkvist ci ha riprovato anche in discesa assieme a Spilak e Ignatiev ma senza fortuna. Poco prima dell'inizio dell'ultimo giro ci ha provato anche Peter Velits, che è riuscito a guadagnare 20 secondi sui compagni. Il gruppo passava sul traguardo a 1 minuto e 10 secondi di ritardo, con l'Androni Giocattoli davanti a tirare. Velits veniva raggiunto da Bazayev, Maaskant, Lovkvist, Ignatiev e Spilak ma una grande azione di Boonen riportava il gruppo compatto a 9 chilometri dalla fine. Un chilometro dopo, Ignatiev ha provato un attacco raggiungendo in breve tempo i 20 secondi di vantaggio. Dietro, Lampre, BMC e Liquigas continuavano l'inseguimento, cercando una vittoria di tappa.
Ignatiev è riuscito ad arrivare al triangolo rosso dell'ultimo chilometro con 12 secondi su Velits e 36 secondi sul gruppo dei migliori, tirato dalla BMC e dalla Liquigas. Il russo ha resistito fin sul traguardo al ritorno dei più forti, che stavano lottando per la classifica generale sfruttando il terribile strappo prima dell'arrivo, con punte del 19%. I più bravi in questo tratto sono stati Stefano Garzelli e Cadel Evans, imprendibili per tutti, con Garzelli vittorioso nello sprint a due su Evans. Scarponi è arrivato a 2 secondi dal duo, riuscendo a mantenere la maglia per 2 secondi su Garzelli, nonostante i 6 secondi di abbuono conquistati dal corridore dell'Acqua & Sapone.
Domani, nell'ultima tappa, per vincere la Tirreno - Adriatico, Scarponi dovrà stare attento a non far guadagnare secondi di abbuono a Garzelli nei 3 sprint intermedi di giornata, possibilmente lasciando il via libera a una fuga iniziale.
ORDINE D'ARRIVO
1° Mikhail Ignatiev (Rus) Team Katusha
2° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 5''
3° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team s.t.
4° Robert Gesink (Ned) Rabobank a 7''
5° Benoit Vaugrenard (Fra) Francaise des Jeux s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli
2° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 2''
3° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 12''
4° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana a 22''
5° Robert Gesink (Ned) Rabobank a 27''
6° Michael Rogers (Aus) HTC - Columbia a 29''
7° Domenico Pozzovivo (Ita) Colnago - CSF Inox a 33''
8° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 42''
9° Manuele Mori (Ita) Lampre - Farnese Vini a 1'04''
10° Francesco Gavazzi (Ita) Lampre - Farnese Vini a 1'07''
domenica 14 marzo 2010
Tirreno - Adriatico, grande vittoria per Gasparotto nella 5°tappa
Enrico Gasparotto dell'Astana ha vinto la quinta tappa della Tirreno - Adriatico grazie a un'azione coraggiosa e tenace negli ultimi chilometri di gara. Il corridore italiano ha battuto allo sprint Stefano Garzelli e il compagno di squadra Maxim Iglinskiy. Per lui, ritorno alla vittoria dopo circa un anno e mezzo di digiuno.
La tappa, con arrivo a Colmurano, è stata modificata nei giorni scorsi a causa delle condizioni metereologiche proibitive su alcune salite del percorso. Dopo qualche chilometro di corsa, è andata via una fuga di una decina di corridori, rimasti davanti fino alla salita di Sottotetto, posta a circa 50 chilometri dall'arrivo. Sulle rampe della salita, il gruppetto si è selezionato lasciando davanti sei corridori, Marco Pinotti dell'HTC - Columbia, Alan Perez Lezaun dell'Euskaltel, Johan Vansummeren della Garmin, Kasper Klostergaard della Saxo Bank, Marco Bandiera e Luca Mazzanti della Katusha. A 2 chilometri dalla vetta, ci ha provato Pinotti mentre dietro Domenico Pozzovivo della Colnago provava a fare selezione. In cima è passato per primo Pinotti con il gruppetto dei migliori a pochi secondi.
Durante la discesa, molta sfortuna per l'Androni Giocattoli, che ha dovuto subire le cadute di Jose Serpa, Michele Scarponi e Leonardo Bertagnolli. Per Serpa, un taglio al sopracciglio, mentre per Scarponi, una dura botta all'anca.
Sfruttando anche la situazione di confusione del gruppo e i tanti corridori che stavano rientrando da dietro, il corridore spagnolo Juan Jose Oroz Ugalde ha provato un attacco, con il gruppo che ha lasciato fare. Al termine della discesa, a 22 chilometri dall'arrivo, per lui 40 secondi di vantaggio. Dopo 4 chilometri, da dietro evade Gasparotto, come già aveva fatto ieri, riuscendo a riprendere Oroz Ugalde dopo qualche chilometro. I due, grazie all'impulso di Gasparotto, riescono a guadagnare un buon margine, arrivato a 40 secondi ai 10 dall'arrivo. Sotto l'impulso dell'Acqua & Sapone, il gruppo nel tratto pianeggiante prima dell'ultimo strappo riesce a guadagnare qualche secondo, arrivando a 29 secondi ai 2 chilometri dall'arrivo, quando inizia lo strappo di Colmurano, 850 metri con punte del 15%.
Ci prova subito Manuele Mori della Lampre ma viene ripreso dai migliori tirati da Pozzovivo. In difficoltà Gasparotto che intanto è riuscito a staccare Oroz Ugalde. Quando mancano 1 chilometro e 400 metri, scatta Stefano Garzelli, che in cima riesce a riprendere Gasparotto. Dietro di loro, a 50 metri, Cadel Evans e Maxim Iglinskiy, che rientrano sui due di testa all'ultimo chilometro. Evans, vedendo che dietro un gruppetto stava per rientrare, agli 800 metri lancia lo sprint, cercando di guadagnare più secondi possibili. Dietro di lui si porta Iglinskiy, poi Garzelli e in ultima ruota Gasparotto. Il corridore dell'Astana è abile a recuperare le energie necessarie per lanciare la volata sorprendendo Garzelli e andando a vincere davanti al corridore dell'Acqua & Sapone e al compagno Iglinskiy, con Evans quarto. Il gruppetto di Scarponi arriva a 8 secondi, con il corridore dell'Androni Giocattoli che riesce a mantenere la maglia con 10 secondi su Garzelli e 15 su Iglinskiy.
ORDINE D'ARRIVO
1° Enrico Gasparotto (Ita) Astana
2° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone s.t.
3° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana s.t.
4° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team s.t.
5° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 8''
6° Robert Gesink (Ned) Rabobank s.t.
7° Manuele Mori (Ita) Lampre - Farnese Vini s.t.
8° Michael Rogers (Aus) HTC - Columbia s.t.
9° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli s.t.
10° Domenico Pozzovivo (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli
2° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 10''
3° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana a 15''
4° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 18''
5° Robert Gesink (Ned) Rabobank a 27''
6° Michael Rogers (Aus) HTC - Columbia a 29''
7° Domenico Pozzovivo (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
8° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 31''
9° Leonardo Bertagnolli (Ita) Androni Giocattoli a 48''
10° Manuele Mori (Ita) Lampre - Farnese Vini a 53''
La tappa, con arrivo a Colmurano, è stata modificata nei giorni scorsi a causa delle condizioni metereologiche proibitive su alcune salite del percorso. Dopo qualche chilometro di corsa, è andata via una fuga di una decina di corridori, rimasti davanti fino alla salita di Sottotetto, posta a circa 50 chilometri dall'arrivo. Sulle rampe della salita, il gruppetto si è selezionato lasciando davanti sei corridori, Marco Pinotti dell'HTC - Columbia, Alan Perez Lezaun dell'Euskaltel, Johan Vansummeren della Garmin, Kasper Klostergaard della Saxo Bank, Marco Bandiera e Luca Mazzanti della Katusha. A 2 chilometri dalla vetta, ci ha provato Pinotti mentre dietro Domenico Pozzovivo della Colnago provava a fare selezione. In cima è passato per primo Pinotti con il gruppetto dei migliori a pochi secondi.
Durante la discesa, molta sfortuna per l'Androni Giocattoli, che ha dovuto subire le cadute di Jose Serpa, Michele Scarponi e Leonardo Bertagnolli. Per Serpa, un taglio al sopracciglio, mentre per Scarponi, una dura botta all'anca.
Sfruttando anche la situazione di confusione del gruppo e i tanti corridori che stavano rientrando da dietro, il corridore spagnolo Juan Jose Oroz Ugalde ha provato un attacco, con il gruppo che ha lasciato fare. Al termine della discesa, a 22 chilometri dall'arrivo, per lui 40 secondi di vantaggio. Dopo 4 chilometri, da dietro evade Gasparotto, come già aveva fatto ieri, riuscendo a riprendere Oroz Ugalde dopo qualche chilometro. I due, grazie all'impulso di Gasparotto, riescono a guadagnare un buon margine, arrivato a 40 secondi ai 10 dall'arrivo. Sotto l'impulso dell'Acqua & Sapone, il gruppo nel tratto pianeggiante prima dell'ultimo strappo riesce a guadagnare qualche secondo, arrivando a 29 secondi ai 2 chilometri dall'arrivo, quando inizia lo strappo di Colmurano, 850 metri con punte del 15%.
Ci prova subito Manuele Mori della Lampre ma viene ripreso dai migliori tirati da Pozzovivo. In difficoltà Gasparotto che intanto è riuscito a staccare Oroz Ugalde. Quando mancano 1 chilometro e 400 metri, scatta Stefano Garzelli, che in cima riesce a riprendere Gasparotto. Dietro di loro, a 50 metri, Cadel Evans e Maxim Iglinskiy, che rientrano sui due di testa all'ultimo chilometro. Evans, vedendo che dietro un gruppetto stava per rientrare, agli 800 metri lancia lo sprint, cercando di guadagnare più secondi possibili. Dietro di lui si porta Iglinskiy, poi Garzelli e in ultima ruota Gasparotto. Il corridore dell'Astana è abile a recuperare le energie necessarie per lanciare la volata sorprendendo Garzelli e andando a vincere davanti al corridore dell'Acqua & Sapone e al compagno Iglinskiy, con Evans quarto. Il gruppetto di Scarponi arriva a 8 secondi, con il corridore dell'Androni Giocattoli che riesce a mantenere la maglia con 10 secondi su Garzelli e 15 su Iglinskiy.
ORDINE D'ARRIVO
1° Enrico Gasparotto (Ita) Astana
2° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone s.t.
3° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana s.t.
4° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team s.t.
5° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 8''
6° Robert Gesink (Ned) Rabobank s.t.
7° Manuele Mori (Ita) Lampre - Farnese Vini s.t.
8° Michael Rogers (Aus) HTC - Columbia s.t.
9° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli s.t.
10° Domenico Pozzovivo (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli
2° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 10''
3° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana a 15''
4° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 18''
5° Robert Gesink (Ned) Rabobank a 27''
6° Michael Rogers (Aus) HTC - Columbia a 29''
7° Domenico Pozzovivo (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
8° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 31''
9° Leonardo Bertagnolli (Ita) Androni Giocattoli a 48''
10° Manuele Mori (Ita) Lampre - Farnese Vini a 53''
sabato 13 marzo 2010
Tirreno - Adriatico, Michele Scarponi vince la 4°tappa e si riprende la "sua" maglia
Una vittoria di classe, potenza e senso della corsa. Una vittoria dell'uomo probabilmente più in forma e forte in gara. Michele Scarponi dell'Androni Giocattoli ha vinto la quarta tappa della Tirreno - Adriatico a Chieti dimostrando di essere il migliore, di avere coraggio di attaccare e la forza necessaria per resistere davanti da solo.
Dopo lo scatto decisivo nell'ultimo strappo di giornata, Scarponi è arrivato con 14 secondi su Benoit Vaugrenard e Leonardo Bertagnolli. Piccolo "caso" quello di Vaugrenard, arrivato sul traguardo a braccia alzate non sapendo, forse, che davanti a lui era già arrivato qualcun'altro.
La corsa è stata dura sin dall'inizio, grazie alla fuga di sette uomini dopo soli 23 chilometri di corsa, con un nome eccellente, quello di Filippo Pozzato. Il corridore della Katusha, che sta raffinando la condizione per la Sanremo, è partito insieme a Vasil Kiryienka della Caisse d'Epargne, Maarten Wynants della QuickStep, Paolo Longo Borghini dell'ISD - Neri, Ruben Perez Moreno dell'Euskaltel, Vladimir Efimkin dell'Ag2R e Marco Frapporti della Colnago. Per loro, massimo vantaggio di 8 minuti. I sette hanno iniziato a perdere vantaggio sulla salita di Pretoro, dove si è staccato Longo Borghini. Nella discesa successiva, si sono attardati per una caduta Efimkin e Frapporti, rientrati poco dopo in un tratto pianeggiante. Dietro, il gruppo veniva tirato dalla BMC di Evans e dall'Acqua & Sapone di Garzelli.
Ai 20 chilometri dall'arrivo, il ritardo era sceso sui 2 minuti e 30 secondi anche perché davanti non tutti avevano la forza di tirare.
Ai 15 dall'arrivo, in un tratto di salita, prova ad andarsene Alexandre Vinokourov dell'Astana, subito ripreso da Jose Serpa dell'Androni Giocattoli e poi dal gruppo. Sfruttando il momento di empasse, Serpa è subito riscattato, venendo raggiunto poco dopo da Enrico Gasparotto, sempre dell'Astana. Mentre in un tratto di discesa davanti ci provava Frapporti, dietro Serpa scivolava lasciando da solo Gasparotto con qualche secondo di vantaggio sul gruppo.
Ai 6 chilometri dall'arrivo, inizia la salita decisiva per la corsa, con un tratto di 500 m con punte del 15%. Subito, davanti ci prova Kiryienka, mentre dietro sono Michele Scarponi, Vincenzo Nibali, Maxim Iglinskiy e Domenico Pozzovivo a provarci. Ai - 4 Nibali ci prova da solo, Scarponi aspetta il momento giusto per andare a riprenderlo. Ma è proprio nel tratto più duro della salita che Scarponi attacca, lasciando sul posto Nibali e andando a riprendere e superare Kiryienka. Ai 3 chilometri e mezzo dall'arrivo, Scarponi ha 12 secondi su Nibali, Pozzovivo e Kiryienka con Iglinskiy poco dietro.
Il vantaggio di Scarponi aumenta e, nell'ultimo chilometro, affronta a tutta l'ultimo strappetto di giornata. Dietro, il gruppetto Nibali viene ripreso da un plotoncino di una decina di atleti, dal quale il migliore risulta essere Vaugrenard su Bertagnolli e Garzelli.
ORDINE D'ARRIVO
1° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli
2° Benoit Vaugrenard (Fra) Francaise des Jeux a 14''
3° Leonardo Bertagnolli (Ita) Androni Giocattoli s.t.
4° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone s.t.
5° Rigoberto Uran (Ven) Caisse d'Epargne s.t.
6° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana a 17''
7° Robert Gesink (Ned) Rabobank s.t.
8° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli
2° Benoit Vaugrenard (Fra) Francaise des Jeux a 18''
3° Leonardo Bertagnolli (Ita) Androni Giocattoli a 20''
4° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 24''
5° Rigoberto Uran (Ven) Caisse d'Epargne s.t.
6° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 26''
7° Robert Gesink (Ned) Rabobank a 27''
8° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana s.t.
Dopo lo scatto decisivo nell'ultimo strappo di giornata, Scarponi è arrivato con 14 secondi su Benoit Vaugrenard e Leonardo Bertagnolli. Piccolo "caso" quello di Vaugrenard, arrivato sul traguardo a braccia alzate non sapendo, forse, che davanti a lui era già arrivato qualcun'altro.
La corsa è stata dura sin dall'inizio, grazie alla fuga di sette uomini dopo soli 23 chilometri di corsa, con un nome eccellente, quello di Filippo Pozzato. Il corridore della Katusha, che sta raffinando la condizione per la Sanremo, è partito insieme a Vasil Kiryienka della Caisse d'Epargne, Maarten Wynants della QuickStep, Paolo Longo Borghini dell'ISD - Neri, Ruben Perez Moreno dell'Euskaltel, Vladimir Efimkin dell'Ag2R e Marco Frapporti della Colnago. Per loro, massimo vantaggio di 8 minuti. I sette hanno iniziato a perdere vantaggio sulla salita di Pretoro, dove si è staccato Longo Borghini. Nella discesa successiva, si sono attardati per una caduta Efimkin e Frapporti, rientrati poco dopo in un tratto pianeggiante. Dietro, il gruppo veniva tirato dalla BMC di Evans e dall'Acqua & Sapone di Garzelli.
Ai 20 chilometri dall'arrivo, il ritardo era sceso sui 2 minuti e 30 secondi anche perché davanti non tutti avevano la forza di tirare.
Ai 15 dall'arrivo, in un tratto di salita, prova ad andarsene Alexandre Vinokourov dell'Astana, subito ripreso da Jose Serpa dell'Androni Giocattoli e poi dal gruppo. Sfruttando il momento di empasse, Serpa è subito riscattato, venendo raggiunto poco dopo da Enrico Gasparotto, sempre dell'Astana. Mentre in un tratto di discesa davanti ci provava Frapporti, dietro Serpa scivolava lasciando da solo Gasparotto con qualche secondo di vantaggio sul gruppo.
Ai 6 chilometri dall'arrivo, inizia la salita decisiva per la corsa, con un tratto di 500 m con punte del 15%. Subito, davanti ci prova Kiryienka, mentre dietro sono Michele Scarponi, Vincenzo Nibali, Maxim Iglinskiy e Domenico Pozzovivo a provarci. Ai - 4 Nibali ci prova da solo, Scarponi aspetta il momento giusto per andare a riprenderlo. Ma è proprio nel tratto più duro della salita che Scarponi attacca, lasciando sul posto Nibali e andando a riprendere e superare Kiryienka. Ai 3 chilometri e mezzo dall'arrivo, Scarponi ha 12 secondi su Nibali, Pozzovivo e Kiryienka con Iglinskiy poco dietro.
Il vantaggio di Scarponi aumenta e, nell'ultimo chilometro, affronta a tutta l'ultimo strappetto di giornata. Dietro, il gruppetto Nibali viene ripreso da un plotoncino di una decina di atleti, dal quale il migliore risulta essere Vaugrenard su Bertagnolli e Garzelli.
ORDINE D'ARRIVO
1° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli
2° Benoit Vaugrenard (Fra) Francaise des Jeux a 14''
3° Leonardo Bertagnolli (Ita) Androni Giocattoli s.t.
4° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone s.t.
5° Rigoberto Uran (Ven) Caisse d'Epargne s.t.
6° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana a 17''
7° Robert Gesink (Ned) Rabobank s.t.
8° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli
2° Benoit Vaugrenard (Fra) Francaise des Jeux a 18''
3° Leonardo Bertagnolli (Ita) Androni Giocattoli a 20''
4° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 24''
5° Rigoberto Uran (Ven) Caisse d'Epargne s.t.
6° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 26''
7° Robert Gesink (Ned) Rabobank a 27''
8° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana s.t.
martedì 27 ottobre 2009
Commenti Giro d'Italia 2010. Menchov, Cunego, Sastre, Petacchi, Ballan, Nibali e tanti altri
Il clamore della presentazione del Giro d'Italia 2010 è passato. C'è ancora un po' di eco per chi tende l'orecchio e vuole ascoltare, ma prima di maggio, non se ne riparlerà più. Tanti protagonisti hanno parlato, hanno detto la loro, hanno svelato i loro programmi o hanno detto che non ci saranno, come Lance Armstrong che preferisce correre il Tour of California, come sponsor comanda.
Aspettando qualche giorno, il quadro è quasi completo, tutti quelli che hanno un minimo d'interesse a partecipare, ha detto la sua. Vi presentiamo un elenco ordinato e facilmente leggibile di commenti e opinioni, per avere un'idea globale di quello che è stato detto, senza girare inutilmente tra centinaia di notizie o fonti diverse.
Denis Menchov (Rabobank), vincitore dell'ultimo Giro d'Italia
Mi sembra un percorso classico per il Giro, con una parte iniziale per velocisti e con qualche insidia cui prestare attenzione e una seconda parte molto impegnativa, con tante montagne. È sicuramente un Giro che mi piace, tra pochi giorni ci troveremo con i dirigenti della Rabobank e stileremo il programma, allora saprete se al via di Amsterdam ci sarò anch'io.
Carlos Sastre (Cervelo), 4° in classifica al Giro 2009 e vincitore di 2 tappe
È un percorso molto attraente, con una settimana finale caratterizzata da tre tappe di alta montagna praticamente consecutive e con tante salite mitiche come Gavia, Mortirolo, Zoncolan e la cronoscalata di Plan de Corones. Mi piace anche perché le cronometro non condizioneranno troppo la corsa, ma saranno fondo e salite a fare la differenza. Mi chiedete se sarò ad Amsterdam? Voglio scoprire anche il percorso della Vuelta prima di decidere, ma è certo che questo Giro mi piace.
Damiano Cunego (Lampre), vincitore del Giro 2004
Ero davvero curioso di scoprire questo Giro d'Italia e ora so che sarà una gara molto impegnativa, che affronta tante fra le montagne storiche d'Italia. Ho affrontato il Mortirolo e l'Aprica con Cassani e Bugno durante la ricognizione Rai e vi posso dire che è veramente impegnativo. E tutta l'ultima settimana sarà davvero micidiale. Ora non mi resta che decidere, con i vertici della Lampre, se correre o meno questo Giro.
Stefano Garzelli (Acqua & Sapone), vincitore del Giro nel 2000 e della maglia verde nel 2009
La cronometro a squadre di Cuneo del prossimo Giro d'Italia richiederà una preparazione attenta: voglio evitare col mio team di perdere troppo terreno in classifica come avvenuto nel maggio scorso. Senza perdere mai di vista l'esigenza di risparmiare energie verso un'ultima settimana di gara durissima, ritengo che la cronoscalata di Plan de Corones, che non ho mai affrontato in carriera, richieda di gestire benissimo il giorno di riposo precedente.
Vincenzo Nibali (Liquigas), 7° in classifica al Tour de France 2009
Premesso che spero di tornare a correre il Giro d'Italia, mi ispira molto la tappa del Terminillo. Credo che sia una salita adatta alle mie caratteristiche ed essendo la prima del Giro potrebbe rivelarsi una frazione decisamente impegnativa.
Alessandro Petacchi (Lampre), 21 vittorie di tappa al Giro
Per me sarà importante avere un treno che adatto a me. Ho bisogno di corridori davanti a me nell'ultimo chilometro, non come Cavendish o McEwen che possono farcela anche da soli.
Spero che Cavendish corra perchè più sprinter ci sono e più possibilità ci sono che si faccia lo sprint. Dovremo sfruttare le occasioni che ci saranno perchè nell'ultima settimana non ci saranno molte possibilità.
Alessandro Ballan (BMC), campione del mondo 2008
Mi vergogno un po' visto che in sette anni di professionismo non ho mai affrontato la corsa rosa. Il 2010 sarà l'anno buono, non vedo l'ora di correre il mio primo Giro, anche per riscattare una stagione, quella appena conclusa, che è stata davvero diffcile.
Rinaldo Nocentini (AG2R), 8 giorni in maglia gialla al Tour 2009
La tappa di Montalcino ha un finale di gara che conosco molto bene, vicino a casa, sarebbe bello regalare una vittoria a tutti i tifosi che mi seguono. Speriamo che al Giro non venga Pozzato, perché potrebbe essere un avversario molto pericoloso in questa tappa. La maglia rosa? Indossarla sarebbe bello ma mi sembra un'impresa tutt'altro che facile.
Marco Pinotti (Team Columbia), campione nazionale a cronometro
Ho vinto la cronometro finale del Giro 2008 e so cosa bisogna fare per arrivare all'ultima settimana e vincere l'ultima prova contro il tempo. Sarà una bella sfida perchè il percorso è sullo stesso circuito del Mondiale 2004 e l'arrivo nell'Arena sarà spettacolare.
Il percorso della cronometro a squadre è differente dall'anno scorso, ma sicuramente siamo tra i favoriti di questa prova.
Ezequiel Mosquera (Xacobeo - Galicia), 5° in classifica alla Vuelta 2009
Il Giro 2010 sarà molto duro e raggiungerà luoghi storici della corsa come Mortirolo, Gavia e Zoncolan. Quest'anno non ho potuto partecipare ma sarei molto felice di partecipare a quella del 2010 con tutte queste montagne delle quali ho sentito parlare ma che non conosco.
Ma comunque, non bisogna preoccuparsi solo delle salite, ma anche delle tappe molto lunghe e delle cronometro, anche se quella di Plan de Corones si addice alle mie caratteristiche.
Valerio Piva, team manager del Team Columbia
E' una corsa più dura del 2009. Si ritorna alle tradizionali tappe di alta montagna. Come spesso al giro, anche le tappe pianeggianti hanno finali delicati, anche se sembrano ideali per gli sprinter sulla carta.
Scott Sunderland, direttore sportivo del Team Sky
Le squadre dovranno essere bilanciati e forti. Noi abbiamo un paio di corridori italiani e penso che Morris Possoni voglia provare a fare classifica e vogliamo dargli una squadra per aiutarlo.
Per affrontare la cronometro di Plan de Corones con lo Zoncolan due giorni prima bisognerà essere un ottimo scalatore. L'ultima settimana è molto adatta a scalatori come Pantani. Il Giro si vincerà sulle montagna ma si potrà perdere nei primi tre giorni e nella cronometro a squadre.
Francesco Moser, vincitore del Giro nel 1984
Guardando l'ultima tappa mi ritornano in mente tanti bellissimi ricordi di 26 anni fa. Non penso però che avrà la stessa importanza perchè non credo che arriveranno due corridori molto vicini l'ultimo giorno. E' un percorso molto duro con troppe salite. Si vuole un grande spettacolo, ma quando ci sono troppe salite si rischia che i corridori decidano di aspettare fino all'ultima salita.
Felice Gimondi, vincitore del Giro per 3 volte
Questo Giro penalizza i cronomen. Non ci sono molte possibilità per loro, solo il prologo in Olanda. L'ultima crono a Verona ha una salita e non è per specialisti e nella cronosquadre uno scalatore potrà far bene se avrà una buona squadra. Se è un po' pesante, farà molta fatica su tutte le montagne della corsa.
Non mi piace che la crono di Plan de Corones venga dopo il giorno di riposo. Era meglio metterla durante la corsa.
Antonio Cabello, team manger dell'Andalucia Cajasur
Sappiamo che l'invito alla presentazione non significa nulla se non come riconoscimento internazionale del lavoro svolto in questi anni, ma per il momento siamo contenti così. Non erano molte le squadre Professional invitate a Milano ed è chiaro chee partecipare al Giro sarebbe il massimo. Vedremo di farci trovare pronti, in caso di un invito da parte di patron Zomegnan. La squadra? Stiamo ultimando gli ultimi contratti, ma quel che conta è aver confermato uomini chiave come Moreno, Abeja, Rosendo o Piedra.
fonti: tuttobiciweb.it, ciclismoweb.net, cyclingnews.com
Aspettando qualche giorno, il quadro è quasi completo, tutti quelli che hanno un minimo d'interesse a partecipare, ha detto la sua. Vi presentiamo un elenco ordinato e facilmente leggibile di commenti e opinioni, per avere un'idea globale di quello che è stato detto, senza girare inutilmente tra centinaia di notizie o fonti diverse.
Denis Menchov (Rabobank), vincitore dell'ultimo Giro d'Italia
Mi sembra un percorso classico per il Giro, con una parte iniziale per velocisti e con qualche insidia cui prestare attenzione e una seconda parte molto impegnativa, con tante montagne. È sicuramente un Giro che mi piace, tra pochi giorni ci troveremo con i dirigenti della Rabobank e stileremo il programma, allora saprete se al via di Amsterdam ci sarò anch'io.
Carlos Sastre (Cervelo), 4° in classifica al Giro 2009 e vincitore di 2 tappe
È un percorso molto attraente, con una settimana finale caratterizzata da tre tappe di alta montagna praticamente consecutive e con tante salite mitiche come Gavia, Mortirolo, Zoncolan e la cronoscalata di Plan de Corones. Mi piace anche perché le cronometro non condizioneranno troppo la corsa, ma saranno fondo e salite a fare la differenza. Mi chiedete se sarò ad Amsterdam? Voglio scoprire anche il percorso della Vuelta prima di decidere, ma è certo che questo Giro mi piace.
Damiano Cunego (Lampre), vincitore del Giro 2004
Ero davvero curioso di scoprire questo Giro d'Italia e ora so che sarà una gara molto impegnativa, che affronta tante fra le montagne storiche d'Italia. Ho affrontato il Mortirolo e l'Aprica con Cassani e Bugno durante la ricognizione Rai e vi posso dire che è veramente impegnativo. E tutta l'ultima settimana sarà davvero micidiale. Ora non mi resta che decidere, con i vertici della Lampre, se correre o meno questo Giro.
Stefano Garzelli (Acqua & Sapone), vincitore del Giro nel 2000 e della maglia verde nel 2009
La cronometro a squadre di Cuneo del prossimo Giro d'Italia richiederà una preparazione attenta: voglio evitare col mio team di perdere troppo terreno in classifica come avvenuto nel maggio scorso. Senza perdere mai di vista l'esigenza di risparmiare energie verso un'ultima settimana di gara durissima, ritengo che la cronoscalata di Plan de Corones, che non ho mai affrontato in carriera, richieda di gestire benissimo il giorno di riposo precedente.
Vincenzo Nibali (Liquigas), 7° in classifica al Tour de France 2009
Premesso che spero di tornare a correre il Giro d'Italia, mi ispira molto la tappa del Terminillo. Credo che sia una salita adatta alle mie caratteristiche ed essendo la prima del Giro potrebbe rivelarsi una frazione decisamente impegnativa.
Alessandro Petacchi (Lampre), 21 vittorie di tappa al Giro
Per me sarà importante avere un treno che adatto a me. Ho bisogno di corridori davanti a me nell'ultimo chilometro, non come Cavendish o McEwen che possono farcela anche da soli.
Spero che Cavendish corra perchè più sprinter ci sono e più possibilità ci sono che si faccia lo sprint. Dovremo sfruttare le occasioni che ci saranno perchè nell'ultima settimana non ci saranno molte possibilità.
Alessandro Ballan (BMC), campione del mondo 2008
Mi vergogno un po' visto che in sette anni di professionismo non ho mai affrontato la corsa rosa. Il 2010 sarà l'anno buono, non vedo l'ora di correre il mio primo Giro, anche per riscattare una stagione, quella appena conclusa, che è stata davvero diffcile.
Rinaldo Nocentini (AG2R), 8 giorni in maglia gialla al Tour 2009
La tappa di Montalcino ha un finale di gara che conosco molto bene, vicino a casa, sarebbe bello regalare una vittoria a tutti i tifosi che mi seguono. Speriamo che al Giro non venga Pozzato, perché potrebbe essere un avversario molto pericoloso in questa tappa. La maglia rosa? Indossarla sarebbe bello ma mi sembra un'impresa tutt'altro che facile.
Marco Pinotti (Team Columbia), campione nazionale a cronometro
Ho vinto la cronometro finale del Giro 2008 e so cosa bisogna fare per arrivare all'ultima settimana e vincere l'ultima prova contro il tempo. Sarà una bella sfida perchè il percorso è sullo stesso circuito del Mondiale 2004 e l'arrivo nell'Arena sarà spettacolare.
Il percorso della cronometro a squadre è differente dall'anno scorso, ma sicuramente siamo tra i favoriti di questa prova.
Ezequiel Mosquera (Xacobeo - Galicia), 5° in classifica alla Vuelta 2009
Il Giro 2010 sarà molto duro e raggiungerà luoghi storici della corsa come Mortirolo, Gavia e Zoncolan. Quest'anno non ho potuto partecipare ma sarei molto felice di partecipare a quella del 2010 con tutte queste montagne delle quali ho sentito parlare ma che non conosco.
Ma comunque, non bisogna preoccuparsi solo delle salite, ma anche delle tappe molto lunghe e delle cronometro, anche se quella di Plan de Corones si addice alle mie caratteristiche.
Valerio Piva, team manager del Team Columbia
E' una corsa più dura del 2009. Si ritorna alle tradizionali tappe di alta montagna. Come spesso al giro, anche le tappe pianeggianti hanno finali delicati, anche se sembrano ideali per gli sprinter sulla carta.
Scott Sunderland, direttore sportivo del Team Sky
Le squadre dovranno essere bilanciati e forti. Noi abbiamo un paio di corridori italiani e penso che Morris Possoni voglia provare a fare classifica e vogliamo dargli una squadra per aiutarlo.
Per affrontare la cronometro di Plan de Corones con lo Zoncolan due giorni prima bisognerà essere un ottimo scalatore. L'ultima settimana è molto adatta a scalatori come Pantani. Il Giro si vincerà sulle montagna ma si potrà perdere nei primi tre giorni e nella cronometro a squadre.
Francesco Moser, vincitore del Giro nel 1984
Guardando l'ultima tappa mi ritornano in mente tanti bellissimi ricordi di 26 anni fa. Non penso però che avrà la stessa importanza perchè non credo che arriveranno due corridori molto vicini l'ultimo giorno. E' un percorso molto duro con troppe salite. Si vuole un grande spettacolo, ma quando ci sono troppe salite si rischia che i corridori decidano di aspettare fino all'ultima salita.
Felice Gimondi, vincitore del Giro per 3 volte
Questo Giro penalizza i cronomen. Non ci sono molte possibilità per loro, solo il prologo in Olanda. L'ultima crono a Verona ha una salita e non è per specialisti e nella cronosquadre uno scalatore potrà far bene se avrà una buona squadra. Se è un po' pesante, farà molta fatica su tutte le montagne della corsa.
Non mi piace che la crono di Plan de Corones venga dopo il giorno di riposo. Era meglio metterla durante la corsa.
Antonio Cabello, team manger dell'Andalucia Cajasur
Sappiamo che l'invito alla presentazione non significa nulla se non come riconoscimento internazionale del lavoro svolto in questi anni, ma per il momento siamo contenti così. Non erano molte le squadre Professional invitate a Milano ed è chiaro chee partecipare al Giro sarebbe il massimo. Vedremo di farci trovare pronti, in caso di un invito da parte di patron Zomegnan. La squadra? Stiamo ultimando gli ultimi contratti, ma quel che conta è aver confermato uomini chiave come Moreno, Abeja, Rosendo o Piedra.
fonti: tuttobiciweb.it, ciclismoweb.net, cyclingnews.com
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