Sabato 22 Maggio si sono tenute due corse dedicate agli Elite e agli Under 23, entrambe al Nord d'Italia.
A Botticino Mattina, in provincia di Brescia, Stefano Locatelli della Colpack Bergamasca ha vinto la 45° edizione del Gran Premio Industria Commercio e Artigianato regolando in volata il colombiano Julian Arredondo Moreno del Team Scap Prefabbricati Foresi e il brasiliano Rafael Andriato della Trevigiani Dynamon Bottoli che erano riusciti ad andarsene nei chilometri finali. La corsa è iniziata subito con molti scatti tra i quali uno importante portato da Zanotti e Amicabile della Delio Gallina, ripresi a tre giri dalla fine dopo aver guadagnato anche due minuti di vantaggio. Numerosi sono stati gli attacchi nel finale ma quello decisivo è stato portato da Locatelli, Arredondo e Andriato a 15 chilometri dall'arrivo, in salita. In volata, Locatelli si è dimostrato il più forte precedendo di qualche metro i due fortissimi avversari e regalandosi la seconda vittoria stagionale.
Nell'altra corsa di giornata, Carmelo Consolato Pantò della Gragnano ha vinto la 16° edizione della Parma - La Spezia regolando in volata il gruppetto di 4 fuggitivi che era partito nella lunga picchiata verso il traguardo dopo la salita di Cento Croci. La prima fuga di giornata veniva portata da una ventina di corridori che riusciva a guadagnare un buon margine, visto che quasi tutte le squadre in corsa erano rappresentate, ma appena iniziata la salita del Passo di Cento Croci il gruppo ritorna sui fuggitivi sotto la spinta soprattutto di Matteo Mammini della Mastromarco e Matteo Gozzi della Virtus Villa. Il gruppo arrivato compatto in cima, anche se molti corridori si sono già staccati, e la selezione arriva nella lunga discesa con un attacco a quattro nei pressi di Varese Ligure portato da Pantò, Mammini, Matteo Busato della Zalf Desiree Fior e Luca Dodi della Podenzano. Nonostante il grande lavoro del gruppo alle spalle i quattro riescono ad arrivare a giocarsi la corsa con un buon margine. Ai 1000 metri all'arrivo parte Dodi che prova a sorprendere gli altri tre che esitano qualche istante di troppo, ma ai 400 metri riescono a rintuzzare l'attacco. I favori del pronostico erano tutti dalla parte di Busato ma il siciliano Pantò riesce a trovare lo spunto vincente precedendo proprio Busato, poi Mammini e Dodi, mentre il gruppo arrivava a 20 secondi di ritardo regolato da Matteo Collodel della Zalf.
GP INDUSTRIA COMMERCIO E ARTIGIANATO - BOTTICINO MATTINA (BS)
1° Stefano Locatelli (Ita) Colpack Bergamasca
2° Julian Arredondo Moreno (Col) Team SCAP Prefabbricati Foresi
3° Rafael Andriato (Bra) Trevigiani Dynamon Bottoli
4° Edoardo Zardini (Ita) Mantovani Cycling Team a 20''
5° Federico Rocchetti (Ita) Casati NGC Perrel
PARMA - LA SPEZIA
1° Carmelo Consolato Pantò (Ita) Gragnano
2° Matteo Busato (Ita) Zalf Desiree Fior
3° Matteo Mammini (Ita) Mastromarco
4° Luca Dodi (Ita) Podenzano
5° Matteo Collodel (Ita) Zalf Desiree Fior a 20''
fonte: federciclismo.it
domenica 23 maggio 2010
Ronde de l'Isard, Yannick Eijssen vince la frazione regina, 3°tappa e maglia
Il belga Yannick Eijssen ha vinto la terza tappa della Ronde de l'Isard, la frazione regina di questa edizione della corsa con ben tre gran premi della montagna di prima categoria. Il corridore della PWS - Eijssen ha preceduto all'arrivo di 47 secondi il francese Nicolas Capdepuy della Entente Sud Gascogne e di 53 secondi lo statunitense Andrew Talansky. Per il giovane Eijssen, classe '89, si tratta della seconda vittoria stagionale e un altro buon piazzamento nelle gare di categoria.
La corsa è partita subito forte con una fuga di 10 uomini dopo una decina di chilometri. Il vantaggio massimo per loro è stato di 2 minuti ma il gruppo ha controllato la situazione con PWS - Eijssen ed Entente Sud Gascogne davanti a tirare. A circa 30 chilometri dall'arrivo la fuga veniva ripresa dal gruppo dei migliori, con tutti i favoriti presenti, dal quale uscivano Capdepuy e Eijssen. I due hanno superato senza problemi il Col du Chioula, mantenendo un vantaggio superiore al minuto sul gruppo dei migliori. Appena iniziata la salita finale Eijssen è partito da solo, staccando senza problemi Capdepuy, mentre alle loro spalle il gruppetto dei migliori iniziava a darsi battaglia con David Rosch della Germania, Romain Bardet e Yoann Barbas della Chambery, George Bennett della CR4C e Mikel Landa Meana dell'Orbea a circa 1 minuto e 30 secondi dal leader della corsa. Eijssen continuava la cavalcata solitaria fino alla cima di Bonascre e si imponeva con 47 secondi su Capdepuy, bravo a resistere al ritorno di Talansky, il migliore del gruppetto degli inseguitori.
ORDINE D'ARRIVO
1° Yannick Eijssen (Bel) PWS - Eijssen
2° Nicolas Capdepuy (Fra) Entente Sud Gascogne a 47''
3° Andrew Talansky (Usa) Stati Uniti a 53''
4° Yoann Barbas (Fra) Chambery CF a 1'13''
5° George Bennett (Nzl) CR4C Roanne a 1'14''
CLASSIFICA GENERALE
1° Yannick Eijssen (Bel) PWS - Eijssen
2° Nicolas Capdepuy (Fra) Entente Sud Gascogne a 50''
3° Andrew Talansky (Usa) Stati Uniti a 1'01''
4° Yoann Barbas (Fra) Chambery CF a 1'25''
5° George Bennett (Nzl) CR4C Roanne a 1'26''
6° Jerome Cousin (Fra) Vendee U a 1'27''
7° David Rosch (Ger) Germania a 1'28''
8° Ramunas Navardauskas (Ltu) V.C. La Pomme Marseille a 1'32''
9° Frederik Verkinderen (Bel) Beveren 2000 a 1'40''
10° Mikel Landa Meana (Esp) Orbea a 1'55''
La corsa è partita subito forte con una fuga di 10 uomini dopo una decina di chilometri. Il vantaggio massimo per loro è stato di 2 minuti ma il gruppo ha controllato la situazione con PWS - Eijssen ed Entente Sud Gascogne davanti a tirare. A circa 30 chilometri dall'arrivo la fuga veniva ripresa dal gruppo dei migliori, con tutti i favoriti presenti, dal quale uscivano Capdepuy e Eijssen. I due hanno superato senza problemi il Col du Chioula, mantenendo un vantaggio superiore al minuto sul gruppo dei migliori. Appena iniziata la salita finale Eijssen è partito da solo, staccando senza problemi Capdepuy, mentre alle loro spalle il gruppetto dei migliori iniziava a darsi battaglia con David Rosch della Germania, Romain Bardet e Yoann Barbas della Chambery, George Bennett della CR4C e Mikel Landa Meana dell'Orbea a circa 1 minuto e 30 secondi dal leader della corsa. Eijssen continuava la cavalcata solitaria fino alla cima di Bonascre e si imponeva con 47 secondi su Capdepuy, bravo a resistere al ritorno di Talansky, il migliore del gruppetto degli inseguitori.
ORDINE D'ARRIVO
1° Yannick Eijssen (Bel) PWS - Eijssen
2° Nicolas Capdepuy (Fra) Entente Sud Gascogne a 47''
3° Andrew Talansky (Usa) Stati Uniti a 53''
4° Yoann Barbas (Fra) Chambery CF a 1'13''
5° George Bennett (Nzl) CR4C Roanne a 1'14''
CLASSIFICA GENERALE
1° Yannick Eijssen (Bel) PWS - Eijssen
2° Nicolas Capdepuy (Fra) Entente Sud Gascogne a 50''
3° Andrew Talansky (Usa) Stati Uniti a 1'01''
4° Yoann Barbas (Fra) Chambery CF a 1'25''
5° George Bennett (Nzl) CR4C Roanne a 1'26''
6° Jerome Cousin (Fra) Vendee U a 1'27''
7° David Rosch (Ger) Germania a 1'28''
8° Ramunas Navardauskas (Ltu) V.C. La Pomme Marseille a 1'32''
9° Frederik Verkinderen (Bel) Beveren 2000 a 1'40''
10° Mikel Landa Meana (Esp) Orbea a 1'55''
Circuit de Lorraine Professionnel, fuga vincente per Rolland, Felline tiene la maglia per 2 secondi
Il francese Pierre Rolland della BBox Bouygues Telecom ha vinto la quarta tappa del Circuit de Loraine andandosene via a pochi chilometri dal traguardo e arrivando con 18 secondi sul gruppo regolato da Anthony Roux della Francaise des Jeux e gli italiani Daniele Colli della Ceramica Flaminia e Luca Paolini dell'Acqua & Sapone. Per Rolland, una delle più grandi speranze del ciclismo francese, si tratta della prima vittoria stagionale e del ritorno alla vittoria dopo l'ultima nel 2007.
La tappa si è decisa a 12 chilometri dall'arrivo, quando sulla Cote de Douaumont Rolland se n'è andato insieme al tunisino Rafaa Chtioui dell'Acqua & Sapone e all'italiano Matteo Carrara della Vacansoleil, secondo in classifica dietro a Fabio Felline. Il francese si è liberato della compagnia dei due compagni di fuga e ha proseguito da solo, resistendo al ritorno del gruppo che si era lanciato al suo inseguimento. C'è stata sicuramente un po' di tensione per il giovane Felline, il leader della classifica generale, visto che con il vantaggio guadagnato e l'abbuono per la vittoria Rolland sarebbe arrivato vicinissimo a lui o, addirittura, avrebbe potuto anche scalzarlo dalla vetta. Ma per 2 secondi l'italiano della Footon - Servetto ha mantenuto la leadership mentre Carrara è rimasto a 14 secondi di ritardo.
ORDINE D'ARRIVO
1° Pierre Rolland (Fra) BBox Bouygues Telecom
2° Anthony Roux (Fra) Francaise des Jeux a 18''
3° Daniele Colli (Ita) Ceramica Flaminia s.t.
4° Luca Paolini (Ita) Acqua & Sapone s.t.
5° Davy Commeyne (Bel) Landbouwkrediet s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Fabio Felline (Ita) Footon - Servetto
2° Pierre Rolland (Fra) BBox Bouygues Telecom a 2''
3° Matteo Carrara (Ita) Vacansoleil a 14''
4° Bert De Waele (Bel) Landbouwkrediet a 19''
5° Simon Geschke (Ger) Skil - Shimano a 21''
La tappa si è decisa a 12 chilometri dall'arrivo, quando sulla Cote de Douaumont Rolland se n'è andato insieme al tunisino Rafaa Chtioui dell'Acqua & Sapone e all'italiano Matteo Carrara della Vacansoleil, secondo in classifica dietro a Fabio Felline. Il francese si è liberato della compagnia dei due compagni di fuga e ha proseguito da solo, resistendo al ritorno del gruppo che si era lanciato al suo inseguimento. C'è stata sicuramente un po' di tensione per il giovane Felline, il leader della classifica generale, visto che con il vantaggio guadagnato e l'abbuono per la vittoria Rolland sarebbe arrivato vicinissimo a lui o, addirittura, avrebbe potuto anche scalzarlo dalla vetta. Ma per 2 secondi l'italiano della Footon - Servetto ha mantenuto la leadership mentre Carrara è rimasto a 14 secondi di ritardo.
ORDINE D'ARRIVO
1° Pierre Rolland (Fra) BBox Bouygues Telecom
2° Anthony Roux (Fra) Francaise des Jeux a 18''
3° Daniele Colli (Ita) Ceramica Flaminia s.t.
4° Luca Paolini (Ita) Acqua & Sapone s.t.
5° Davy Commeyne (Bel) Landbouwkrediet s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Fabio Felline (Ita) Footon - Servetto
2° Pierre Rolland (Fra) BBox Bouygues Telecom a 2''
3° Matteo Carrara (Ita) Vacansoleil a 14''
4° Bert De Waele (Bel) Landbouwkrediet a 19''
5° Simon Geschke (Ger) Skil - Shimano a 21''
Olympia's Tour a Taylor Phinney, le ultime due tappe all'americano e a Vermeltfoort
Quattro tappe vinte e due secondi posti su sette. Leader indiscusso dal primo all'ultimo giorno. Vincente nelle volate, dominante nelle cronometro. Questo è Taylor Phinney. Il giovanissimo statunitense, classe '90, ha vinto con autorità e, si può anche dire, con facilità l'edizione 2010 dell'Olympia's Tour, prestigiosa gara dedicata alle nuove leve del ciclismo che in passato è stata vinta da corridori come Servais Knaven, Thomas Dekker e Lars Boom. Phinney ha vinto subito il prologo a cronometro e non ha più lasciato la vetta della classifica, incrementando il vantaggio con gli abbuoni per le vittorie nelle prime due tappe in linea. L'unico che ha provato a ostacolarlo è stato l'olandese Coen Vermeltfoort della Rabobank Continental, bravo a battere lo statunitense due volte nelle volate della terza e quinta tappa. Onore delle armi per Vermeltfoort ma il ritardo di 1 minuto e 17 secondi in classifica dice tutto. Terzo posto finale per un compagno di squadra di Phinney nella Trek - Livestrong, il neozelandese Jesse Sergent, che non è riuscito a recuperare il ritardo da Vermeltfoort nella cronometro finale.
Nelle ultime due tappe le vittorie sono andate proprio ai due protagonisti principali, la quinta a Vermelfoort e la sesta a Phinney. Nella quinta tappa Vermeltfoort ha avuto ragione di Phinney e dello svedese Johan Landstrom della Cykelcity in volata mentre nella sesta tappa Phinney ha battuto di 9 secondi l'australiano Rohan Dennis del Team Jayco Skins e di 15 secondi l'altro australiano Michael Hepburn, facente parte sempre della squadra australiana.
5°TAPPA
1° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental
2° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong s.t.
3° Johan Landstrom (Swe) Team Cykelcity s.t.
4° Boy van Poppel (Ned) Rabobank Continental s.t.
5° Jorne Videler (Ned) Line Lloyd Footwear s.t.
6°TAPPA
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Rohan Dennis (Aus) Team Jayco Skins a 9''
3° Michael Hepburn (Aus) Team Jayco Skins a 15''
4° Jesse Sergent (Nzl) Trek - Livestrong a 19''
5° Luke Durbridge (Aus) Team Jayco Skins a 21''
CLASSIFICA GENERALE
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental a 1'17''
3° Jesse Sergent (Nzl) Trek - Livestrong a 1'27''
4° Rohan Dennis (Aus) Team Jayco Skins a 1'46''
5° Martijn Keizer (Ned) Rabobank Continental a 1'57''
6° Timothy Roe (Aus) Trek - Livestrong a 2'03''
7° Sander Oostlander (Ned) Van Vliet EBH a 2'09''
8° Sebastian Balck (Swe) Team Cykelcity a 2'11''
9° Thomas Berkhout (Ned) Van Vliet EBH a 2'15''
10° Jos Pronk (Ned) Midi Center - Ruiter Wielerteam s.t.
Nelle ultime due tappe le vittorie sono andate proprio ai due protagonisti principali, la quinta a Vermelfoort e la sesta a Phinney. Nella quinta tappa Vermeltfoort ha avuto ragione di Phinney e dello svedese Johan Landstrom della Cykelcity in volata mentre nella sesta tappa Phinney ha battuto di 9 secondi l'australiano Rohan Dennis del Team Jayco Skins e di 15 secondi l'altro australiano Michael Hepburn, facente parte sempre della squadra australiana.
5°TAPPA
1° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental
2° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong s.t.
3° Johan Landstrom (Swe) Team Cykelcity s.t.
4° Boy van Poppel (Ned) Rabobank Continental s.t.
5° Jorne Videler (Ned) Line Lloyd Footwear s.t.
6°TAPPA
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Rohan Dennis (Aus) Team Jayco Skins a 9''
3° Michael Hepburn (Aus) Team Jayco Skins a 15''
4° Jesse Sergent (Nzl) Trek - Livestrong a 19''
5° Luke Durbridge (Aus) Team Jayco Skins a 21''
CLASSIFICA GENERALE
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental a 1'17''
3° Jesse Sergent (Nzl) Trek - Livestrong a 1'27''
4° Rohan Dennis (Aus) Team Jayco Skins a 1'46''
5° Martijn Keizer (Ned) Rabobank Continental a 1'57''
6° Timothy Roe (Aus) Trek - Livestrong a 2'03''
7° Sander Oostlander (Ned) Van Vliet EBH a 2'09''
8° Sebastian Balck (Swe) Team Cykelcity a 2'11''
9° Thomas Berkhout (Ned) Van Vliet EBH a 2'15''
10° Jos Pronk (Ned) Midi Center - Ruiter Wielerteam s.t.
Tour of California, Tony Martin vince la cronometro nella 7°tappa, Rogers vede la vittoria a un passo
Il tedesco Tony Martin ha vinto la settima tappa dell'Amgen Tour of California, una cronometro di 33,6 chilometri a Los Angeles. Il corridore dell'HTC - Columbia ha preceduto il leader della classifica generale e compagno di squadra Michael Rogers di 22 secondi e l'americano David Zabriskie della Garmin Transitions di 27 secondi, mentre al quarto posto si è piazzato Levi Leipheimer della Radioshack a 33 secondi dal vincitore.
Grande vittoria per Martin ma era chiaro già dall'inizio che la parte più interessante di questa tappa era il confronto tra i tre grandi favoriti per la classifica generale, Rogers, Zabriskie e Leipheimer. L'australiano dell'HTC partiva con un leggero vantaggio su entrambi e grazie al secondo posto può arrivare più tranquillo all'ultima tappa di stanotte, anche se il vantaggio in classifica generale rimane ristretto. Infatti, Rogers potrà gestire 9 secondi su Zabriskie e 25 secondi su Leipheimer mentre il quarto, Jens Voigt della Saxo Bank, è staccato di 1 minuto e 12 secondi.
Un soddisfatto Rogers ha commentato a fine gara: "Battere sia Dave che Levi è una grande prestazione per me, siamo tutti degli specialisti delle cronometro. Questa è una delle mie migliori prove contro il tempo da molto tempo. E' stata una cronometro dura, arrivando dopo sei giorni di gare intensi, specialmente dopo la tappa di montagna di ieri. La chiamavano non per niente la tappà della verità".
ORDINE D'ARRIVO
1° Tony Martin (Ger) Team HTC - Columbia
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC-Columbia a 22''
3° David Zabriskie (USA) Garmin - Transitions a 27''
4° Levi Leipheimer (USA) Team Radioshack a 33''
5° Jens Voigt (Ger) Team Saxo Bank a 59''
CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia
2° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions a 9''
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 25''
4° Jens Voigt (Ger) Team Saxo Bank a 1'12''
5° Rory Sutherland (Aus) UnitedHealthCare a 1'26''
6° Christopher Horner (Usa) Team Radioshack a 1'32''
7° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 1'34''
8° Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions a 1'46''
9° Janez Brajkovic (Slo) Team Radioshack a 2'10''
10° Thomas Danielson (Usa) Garmin - Transitions a 2'21''
Grande vittoria per Martin ma era chiaro già dall'inizio che la parte più interessante di questa tappa era il confronto tra i tre grandi favoriti per la classifica generale, Rogers, Zabriskie e Leipheimer. L'australiano dell'HTC partiva con un leggero vantaggio su entrambi e grazie al secondo posto può arrivare più tranquillo all'ultima tappa di stanotte, anche se il vantaggio in classifica generale rimane ristretto. Infatti, Rogers potrà gestire 9 secondi su Zabriskie e 25 secondi su Leipheimer mentre il quarto, Jens Voigt della Saxo Bank, è staccato di 1 minuto e 12 secondi.
Un soddisfatto Rogers ha commentato a fine gara: "Battere sia Dave che Levi è una grande prestazione per me, siamo tutti degli specialisti delle cronometro. Questa è una delle mie migliori prove contro il tempo da molto tempo. E' stata una cronometro dura, arrivando dopo sei giorni di gare intensi, specialmente dopo la tappa di montagna di ieri. La chiamavano non per niente la tappà della verità".
ORDINE D'ARRIVO
1° Tony Martin (Ger) Team HTC - Columbia
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC-Columbia a 22''
3° David Zabriskie (USA) Garmin - Transitions a 27''
4° Levi Leipheimer (USA) Team Radioshack a 33''
5° Jens Voigt (Ger) Team Saxo Bank a 59''
CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia
2° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions a 9''
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 25''
4° Jens Voigt (Ger) Team Saxo Bank a 1'12''
5° Rory Sutherland (Aus) UnitedHealthCare a 1'26''
6° Christopher Horner (Usa) Team Radioshack a 1'32''
7° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 1'34''
8° Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions a 1'46''
9° Janez Brajkovic (Slo) Team Radioshack a 2'10''
10° Thomas Danielson (Usa) Garmin - Transitions a 2'21''
sabato 22 maggio 2010
Giro d'Italia, assolo di Vincenzo Nibali nella 14°tappa, Arroyo in maglia rosa
Dopo giorni di grande incertezza e confusione, finalmente oggi sono arrivate le prime sentenze, i primi attacchi e i primi veri distacchi. Motivo? Sono iniziate le salite e si sta entrando nell'ultima settimana di questo stupendo Giro d'Italia. Se nelle scorse tappe non si poteva stare un attimo tranquilli perché la situazione era in continuo divenire, oggi tutto si aspettavano battaglia sul Monte Grappa, prima salita dura di questo Giro. E il migliore, alla fine, è stato il siciliano Vincenzo Nibali della Liquigas - Doimo, il primo dei big a scattare nel tratto duro della salita e abile a sfruttare le sue doti di discesista per arrivare con 23 secondi sugli ex compagni di fuga, il compagno Ivan Basso, Michele Scarponi dell'Androni e Cadel Evans della BMC. Visto il grande vantaggio accumulato nella tappa di L'Aquila la classifica generale vede ancora nelle prime posizioni i protagonisti di quella fuga, con David Arroyo della Caisse d'Epargne che precede di 39 secondi il giovane australiano Richie Porte della Saxo Bank e di 2 minuti e 12 secondi Xavier Tondo Volpini. Ma prima di analizzare l'arrivo, analizziamo lo svolgimento della tappa.
Le pessime condizioni metereologiche viste nei giorni scorsi sembrano ormai un brutto ricordo per i corridori, visto che le temperature sono tornate ai livelli stagionali accompagnate da un caldo sole. Dopo pochi chilometri di corsa in sei provano l'avventura, Markus Eibegger della Footon, Damien Monier della Cofidis, Steve Cummings della Sky, Alessandro Bisolti della Colnago, William Bonnet della Bbox e Filippo Pozzato della Katusha. Il vantaggio dei fuggitivi arriva fino a 8 minuti ma inizia a diminuire quando davanti al plotone, oltre alla Saxo Bank di Porte, si portano anche le squadre dei favoriti per la tappa odierna. La situazione non cambia fino ai piedi del Monte Grappa, con il vantaggio che si è già assottigliato di qualche minuto. All'inizio della salita, nella parte più facile, va all'attacco Bisolti, con il solo Cummings che prova una reazione ma senza fortuna. L'italiano dimostra di avere buona gamba e aumenta il proprio vantaggio sugli ex compagni di fuga, con il solo Monier che lo segue a poca distanza. Il gruppo della maglia rosa, intanto, è tirato dalla Liquigas, prima con Agnoli e successivamente con Szmyd. Appena entra in azione il polacco il gruppo inizia a perdere qualche nome importante, primo fra tutti la maglia rosa di Porte, poi il russo Karpets della Katusha e infine anche Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone. I big sono tutti presenti e rimane davanti anche Arroyo insieme al compagno Rigoberto Uran. Da sottolineare anche la prova di Marco Pinotti, bravissimo a resistere al ritmo dei migliori. Il polacco della Liquigas aveva il compito di tirare fino all'inizio dello strappo più duro della salita, mentre il britannico Bradley Wiggins poco prima aveva provato un attacco che sembrava quasi una prova generale per le salite del Tour de France. Il vantaggio di Bisolti sembrava ancora ampio finché non è iniziato il pezzo duro della salita. Szmyd si è subito fatto da parte e i due capitani della Liquigas, Nibali e Basso, si sono guardati, con il siciliano che si è lanciato all'attacco. Il primo a seguirlo è stato Scarponi con alla sua ruota Basso e Evans, mentre Vinokourov seguiva insieme a Tondo Volpini della Cervelo a poca distanza. Bisolti veniva quasi subito ripreso e davanti si formava un gruppetto di quattro atleti con Nibali, Basso, Scarponi ed Evans, Vinokourov seguiva a 50 metri mentre più dietro Tondo veniva ripreso e superato dal capitano Sastre. Alle spalle di questi corridori, intanto, si era formato un gruppo più ampio con, tra gli altri, Wiggins, Cunego e Arroyo. Mentre sulla successiva discesa iniziava a piovviginare, il gruppetto di Nibali, Basso, Scarponi ed Evans arrivava in cima alla salita, con circa 40 chilometri ancora dall'arrivo. Il duo Liquigas dimostrava una grande condizione come Scarponi, mentre Evans sembrava più affaticato. Vinokourov e Sastre, che era riuscito a riprendere il kazako, passavano con 1 minuto e 10 secondi di ritardo, mentre il gruppetto di Cunego, Arroyo e Wiggins si trovava a 2 minuti e 7 secondi. In discesa, le qualità di Nibali hanno subito portato a una selezione nel gruppetto di testa, con il siciliano della Liquigas a tutta e dietro Scarponi ed Evans che provavano a contenere i danni con Basso a ruota. Alle loro spalle, Vinokourov staccava Sastre che veniva ripreso dal gruppo di Arroyo. Il difficile per Nibali è arrivato quando mancavano 15 chilometri all'arrivo, l'inizio del tratto pianeggiante, ma poteva gestire un vantaggio di 42 secondi sui primi inseguitori, 1 e 37 su Vinokourov e 3 e 22 sul gruppetto di Arroyo, Sastre e Cunego. Nibali riesce a stringere i denti fino all'arrivo e può trionfare a braccia alzate. Alle sue spalle Basso vince la volata per il secondo posto superando Scarponi e uno stanchissimo Evans, prendendo un ritardo di 23 secondi, mentre Vinokourov arriva a 1 minuto e 34 secondi. Il gruppetto formato da Cunego, Wiggins, Sastre, Tondo Volpini, Arroyo, Branislau Samoilau della QuickStep, Bauke Mollema della Rabobank, Linus Gerdemann della Milram e Pinotti arriva con un ritardo di 2 minuti e 25 secondi consentendo ad Arroyo di vestire la maglia rosa con un vantaggio di 39 secondi su Porte.
La classifica generale rimane molto confusa, con Arroyo primo e Porte secondo, al terzo posto Tondo Volpini a 2 minuti e 12, Kiserlovski ancora quarto e Gerdemann quinto, mentre Sastre e Wiggins salgono al sesto e settimo posto. Nibali occupa la settima posizione con un ritardo di 1 minuto e mezzo da Sastre ma di quasi 7 minuti da Arroyo. Vinokourov, Evans e Basso sono molto vicini a circa 7 minuti e mezzo dalla maglia rosa mentre Michele Scarponi è a 9 minuti. Esce di classifica Stefano Garzelli mentre Cunego si trova adesso con un ritardo di 11 minuti.
La situazione per i corridori più forti resta ancora complicata ma domani, per loro, a disposizione c'è lo Zoncolan. Basso, che è rimasto a ruota nel finale di tappa, sarà sicuramente quello più fresco e potrà sfruttare ancora del doppio gioco con Nibali, mentre Scarponi degli altri sembra quello più forte in salita. Evans oggi è resistito grazie alla sua incredibile tenacia, cosa che ha permesso anche a Vinokourov di non perdere troppi secondi. Sastre ha perso una grande occasione ma resta in vantaggio rispetto agli altri big. C'è da dire che questo Arroyo fa un po' paura perché il vantaggio è considerevole.
Sicuramente, domani sarà un'altra grande giornata di ciclismo.
ORDINE D'ARRIVO
1° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo
2° Ivan Basso (Ita) Liquigas - Doimo a 23''
3° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli s.t.
4° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team s.t.
5° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 1'34''
CLASSIFICA GENERALE
1° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne
2° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank a 39''
3° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 2'12''
4° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 2'35''
5° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 3'52''
6° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 5'27''
7° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 6'32''
8° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 6'51''
9° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 7'15''
10° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 7'26''
Le pessime condizioni metereologiche viste nei giorni scorsi sembrano ormai un brutto ricordo per i corridori, visto che le temperature sono tornate ai livelli stagionali accompagnate da un caldo sole. Dopo pochi chilometri di corsa in sei provano l'avventura, Markus Eibegger della Footon, Damien Monier della Cofidis, Steve Cummings della Sky, Alessandro Bisolti della Colnago, William Bonnet della Bbox e Filippo Pozzato della Katusha. Il vantaggio dei fuggitivi arriva fino a 8 minuti ma inizia a diminuire quando davanti al plotone, oltre alla Saxo Bank di Porte, si portano anche le squadre dei favoriti per la tappa odierna. La situazione non cambia fino ai piedi del Monte Grappa, con il vantaggio che si è già assottigliato di qualche minuto. All'inizio della salita, nella parte più facile, va all'attacco Bisolti, con il solo Cummings che prova una reazione ma senza fortuna. L'italiano dimostra di avere buona gamba e aumenta il proprio vantaggio sugli ex compagni di fuga, con il solo Monier che lo segue a poca distanza. Il gruppo della maglia rosa, intanto, è tirato dalla Liquigas, prima con Agnoli e successivamente con Szmyd. Appena entra in azione il polacco il gruppo inizia a perdere qualche nome importante, primo fra tutti la maglia rosa di Porte, poi il russo Karpets della Katusha e infine anche Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone. I big sono tutti presenti e rimane davanti anche Arroyo insieme al compagno Rigoberto Uran. Da sottolineare anche la prova di Marco Pinotti, bravissimo a resistere al ritmo dei migliori. Il polacco della Liquigas aveva il compito di tirare fino all'inizio dello strappo più duro della salita, mentre il britannico Bradley Wiggins poco prima aveva provato un attacco che sembrava quasi una prova generale per le salite del Tour de France. Il vantaggio di Bisolti sembrava ancora ampio finché non è iniziato il pezzo duro della salita. Szmyd si è subito fatto da parte e i due capitani della Liquigas, Nibali e Basso, si sono guardati, con il siciliano che si è lanciato all'attacco. Il primo a seguirlo è stato Scarponi con alla sua ruota Basso e Evans, mentre Vinokourov seguiva insieme a Tondo Volpini della Cervelo a poca distanza. Bisolti veniva quasi subito ripreso e davanti si formava un gruppetto di quattro atleti con Nibali, Basso, Scarponi ed Evans, Vinokourov seguiva a 50 metri mentre più dietro Tondo veniva ripreso e superato dal capitano Sastre. Alle spalle di questi corridori, intanto, si era formato un gruppo più ampio con, tra gli altri, Wiggins, Cunego e Arroyo. Mentre sulla successiva discesa iniziava a piovviginare, il gruppetto di Nibali, Basso, Scarponi ed Evans arrivava in cima alla salita, con circa 40 chilometri ancora dall'arrivo. Il duo Liquigas dimostrava una grande condizione come Scarponi, mentre Evans sembrava più affaticato. Vinokourov e Sastre, che era riuscito a riprendere il kazako, passavano con 1 minuto e 10 secondi di ritardo, mentre il gruppetto di Cunego, Arroyo e Wiggins si trovava a 2 minuti e 7 secondi. In discesa, le qualità di Nibali hanno subito portato a una selezione nel gruppetto di testa, con il siciliano della Liquigas a tutta e dietro Scarponi ed Evans che provavano a contenere i danni con Basso a ruota. Alle loro spalle, Vinokourov staccava Sastre che veniva ripreso dal gruppo di Arroyo. Il difficile per Nibali è arrivato quando mancavano 15 chilometri all'arrivo, l'inizio del tratto pianeggiante, ma poteva gestire un vantaggio di 42 secondi sui primi inseguitori, 1 e 37 su Vinokourov e 3 e 22 sul gruppetto di Arroyo, Sastre e Cunego. Nibali riesce a stringere i denti fino all'arrivo e può trionfare a braccia alzate. Alle sue spalle Basso vince la volata per il secondo posto superando Scarponi e uno stanchissimo Evans, prendendo un ritardo di 23 secondi, mentre Vinokourov arriva a 1 minuto e 34 secondi. Il gruppetto formato da Cunego, Wiggins, Sastre, Tondo Volpini, Arroyo, Branislau Samoilau della QuickStep, Bauke Mollema della Rabobank, Linus Gerdemann della Milram e Pinotti arriva con un ritardo di 2 minuti e 25 secondi consentendo ad Arroyo di vestire la maglia rosa con un vantaggio di 39 secondi su Porte.
La classifica generale rimane molto confusa, con Arroyo primo e Porte secondo, al terzo posto Tondo Volpini a 2 minuti e 12, Kiserlovski ancora quarto e Gerdemann quinto, mentre Sastre e Wiggins salgono al sesto e settimo posto. Nibali occupa la settima posizione con un ritardo di 1 minuto e mezzo da Sastre ma di quasi 7 minuti da Arroyo. Vinokourov, Evans e Basso sono molto vicini a circa 7 minuti e mezzo dalla maglia rosa mentre Michele Scarponi è a 9 minuti. Esce di classifica Stefano Garzelli mentre Cunego si trova adesso con un ritardo di 11 minuti.
La situazione per i corridori più forti resta ancora complicata ma domani, per loro, a disposizione c'è lo Zoncolan. Basso, che è rimasto a ruota nel finale di tappa, sarà sicuramente quello più fresco e potrà sfruttare ancora del doppio gioco con Nibali, mentre Scarponi degli altri sembra quello più forte in salita. Evans oggi è resistito grazie alla sua incredibile tenacia, cosa che ha permesso anche a Vinokourov di non perdere troppi secondi. Sastre ha perso una grande occasione ma resta in vantaggio rispetto agli altri big. C'è da dire che questo Arroyo fa un po' paura perché il vantaggio è considerevole.
Sicuramente, domani sarà un'altra grande giornata di ciclismo.
ORDINE D'ARRIVO
1° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo
2° Ivan Basso (Ita) Liquigas - Doimo a 23''
3° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli s.t.
4° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team s.t.
5° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 1'34''
CLASSIFICA GENERALE
1° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne
2° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank a 39''
3° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 2'12''
4° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 2'35''
5° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 3'52''
6° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 5'27''
7° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 6'32''
8° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 6'51''
9° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 7'15''
10° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 7'26''
venerdì 21 maggio 2010
Amgen Tour of California, la 5°tappa all'incontenibile Peter Sagan, Rogers in maglia
Lo slovacco Peter Sagan ha vinto la quinta tappa dell'Amgen Tour of California regolando il gruppetto dei migliori sull'arrivo in salita a Bakersfield. Il corridore della Liquigas - Doimo ha preceduto Michael Rogers dell'HTC Columbia e David Zabriskie della Garmin Transitions, giunti allo stesso tempo di Sagan ma staccati dal giovanissimo atleta. Per Sagan ora i successi in stagione sono quattro, tutti arrivati in corse prestigiose e contro fortissimi avversari.
In classifica generale, grazie agli abbuoni, Rogers ha raggiunto Zabriskie e gli ha sfilato la maglia di leader, con Levi Leipheimer a 10 secondi di ritardo e Sagan a 15.
La tappa è iniziata subito a ritmi altissimi, con il gruppo compatto e tirato dalle squadre del ProTour, pronte a difendere in massa i propri leader. Ma dopo soltanto pochi chilometri di corsa una caduta estromette Lance Armstrong, finito a terra e dolorante, che però non ha riportato nella caduta nessuna frattura. Inevitabilmente, il gruppo è costretto a rallentare dopo la prima ora di corsa e un gruppetto di corridori riesce ad avvantaggiarsi. Mark Renshaw dell'HTC - Columbia, Grischa Niermann della Rabobank, Kurt Hovelynck della Quick Step, Paul Mach della Bissell, Benjamin Day della Fly V Australia e William Dickeson della Jelly Belly riescono a prendere il largo, guadagnando fino a 6 minuti e 30 di vantaggio. I sei riescono a rimanere compatti fino all'ingresso del circuito finale da ripetere due volte, dove devono affrontare una salita posta vicino al traguardo. Al primo passaggio, Day rimane davanti da solo mentre dietro prova a uscire Jens Voigt. L'attacco del tedesco è subito vanificato dalla Liquigas Doimo che conosce le caratteristiche di Sagan e sa che lo slovacco potrà far bene in un arrivo del genere. Il gruppo, ripresi Voigt e Day, rimane compatto fino alla salita finale dove Zabriskie si mette davanti a fare selezione, cercando di staccare gli avversari. Ma in pratica il corridore della Garmin fa da perfetto gregario a Sagan che esce negli ultimi metri e precede Rogers e l'americano.
ORDINE D'ARRIVO
1° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia s.t.
3° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions s.t.
4° Christopher Horner (Usa) Team Radioshack s.t.
5° Paul Martens (Ger) Rabobank s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia
2° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions s.t.
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 10''
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 15''
5° Marc De Maar (Ned) UnitedHealthCare a 28''
fonte: cyclingnews.com
In classifica generale, grazie agli abbuoni, Rogers ha raggiunto Zabriskie e gli ha sfilato la maglia di leader, con Levi Leipheimer a 10 secondi di ritardo e Sagan a 15.
La tappa è iniziata subito a ritmi altissimi, con il gruppo compatto e tirato dalle squadre del ProTour, pronte a difendere in massa i propri leader. Ma dopo soltanto pochi chilometri di corsa una caduta estromette Lance Armstrong, finito a terra e dolorante, che però non ha riportato nella caduta nessuna frattura. Inevitabilmente, il gruppo è costretto a rallentare dopo la prima ora di corsa e un gruppetto di corridori riesce ad avvantaggiarsi. Mark Renshaw dell'HTC - Columbia, Grischa Niermann della Rabobank, Kurt Hovelynck della Quick Step, Paul Mach della Bissell, Benjamin Day della Fly V Australia e William Dickeson della Jelly Belly riescono a prendere il largo, guadagnando fino a 6 minuti e 30 di vantaggio. I sei riescono a rimanere compatti fino all'ingresso del circuito finale da ripetere due volte, dove devono affrontare una salita posta vicino al traguardo. Al primo passaggio, Day rimane davanti da solo mentre dietro prova a uscire Jens Voigt. L'attacco del tedesco è subito vanificato dalla Liquigas Doimo che conosce le caratteristiche di Sagan e sa che lo slovacco potrà far bene in un arrivo del genere. Il gruppo, ripresi Voigt e Day, rimane compatto fino alla salita finale dove Zabriskie si mette davanti a fare selezione, cercando di staccare gli avversari. Ma in pratica il corridore della Garmin fa da perfetto gregario a Sagan che esce negli ultimi metri e precede Rogers e l'americano.
ORDINE D'ARRIVO
1° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia s.t.
3° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions s.t.
4° Christopher Horner (Usa) Team Radioshack s.t.
5° Paul Martens (Ger) Rabobank s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia
2° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions s.t.
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 10''
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 15''
5° Marc De Maar (Ned) UnitedHealthCare a 28''
fonte: cyclingnews.com
Giro d'Italia, Manuel Belletti trionfa a Cesenatico portando a termine un'altra lunga fuga, Porte saldamente in rosa
Questo Giro verrà ricordato, oltre che per l'incredibile battaglia che in ogni tappa si scatena tra i favoriti, anche per le tantissime fughe che sono riuscite ad arrivare al traguardo. E anche la tappa di oggi, da Porto Recanati a Cesenatico, non ha fatto eccezione. Tra i fuggitivi di giornata il migliore è stato l'italiano Manuel Belletti che ha superato con uno sprint di potenza i compagni di fuga. Il corridore della Colnago - CSF Inox ha preceduto Greg Henderson del Team Sky e Iban Mayoz della Footon Servetto mentre grande protagonista è stato anche un altro italiano, Mauro Facci della QuickStep, autore di ripetuti attacchi. Gli uomini di classifica oggi sono stati tranquilli, a parte Vladimir Karpets. Sempre assente fino a oggi nei momenti più importanti della corsa, è scattato sulla salita di Perticara riuscendo a guadagnare più di 2 minuti al traguardo sugli altri capitani, con la sola Liquigas che ha provato un blando inseguimento.
La tappa è iniziata subito con un'andatura molto elevata, non permettendo a nessuno di guadagnare terreno nei primi chilometri. Durante la prima ora di gara si sono dovuti registrare anche i ritiri di Morris Possoni del Team Sky, Domenico Pozzovivo della Colnago e David Millar della Garmin. Al chilometro 65 finalmente una fuga riesce a prendere piede e, alla fine, risulterà essere anche quella decisiva. I 17 corridori in fuga sono Danilo Wyss della BMC, Rubens Bertogliati dell'Androni Giocattoli, Andriy Grivko dell'Astana, Matthieu Claude della Bbox, Kalle Kriit della Cofidis, Manuel Belletti della Colnago, Iban Mayoz della Footon, Cameron Meyer della Garmin, Marco Marzano della Lampre, Sebastian Lang dell'Omega Pharma, Mauro Facci della Quick Step, Tom Stamsnijder della Rabobank, Gregory Henderson della Sky, Craig Lewis dell'HTC, Juan Horrach e Serguei Klimov della Katusha e Paul Voss della Milram. I fuggitivi riescono a raggiungere fino a 9 minuti di vantaggio sul gruppo tirato dalla Caisse d'Epargne e dalla Saxo Bank che non mettono il necessario impegno per tenere la gara chiusa. Quasi tutte le squadre partecipanti sono rappresentate davanti e l'accordo è ottimo, il che ha fatto subito presagire che la fuga sarebbe arrivata al traguardo. La situazione non cambia finché sulla salita che porta a Perticara ci prova il russo Vladimir Karpets della Katusha che riesce a guadagnare un buon margine sul gruppo e si può lanciare all'inseguimento dei fuggitivi, dove ha a disposizione anche due compagni di squadra. Sulla seconda salita di giornata, il Barbotto, il gruppo di testa inizia a frazionarsi ma tornerà compatto dopo la successiva discesa. A 12 chilometri dall'arrivo arriva l'attacco più deciso, portato da Facci, Kriit, Stamsnijder e Mayoz, con Meyer che mette in luce le sue doti di cronoman rientrando sui quattro all'attacco. A pochi chilometri dal traguardo altri corridori riescono a rientrare e si riforma un gruppetto di circa 12 corridori. Prima dell'ultimo chilometro ci riprovano Facci e Klimov ma gli altri non lasciano spazio. All'ultimo chilometro parte deciso Craig Lewis che riesce a guadagnare un buon margine su Facci, staccato di circa 4 secondi. Una grande trenata di Meyer riporta sotto gli altri fuggitivi rimasti davanti e ai 300 metri parte forte Belletti che supera a doppia velocità Lewis e riesce a fare la differenza mentre Henderson sembra partire un po' tardi e rimane sulle gambe. Il giovane corridore di casa arriva a braccia alzate festeggiando la vittoria più importante di tutta la sua carriera proprio davanti alla sua gente. Da sottolineare anche la prova di Karpets, arrivato al traguardo insieme al compagno Horrach con più di 2 minuti di vantaggio sul gruppo della maglia rosa, recuperando secondi che potranno diventare preziosi nelle tappe a venire.
Infatti, da domani si inizia a salire, entrando nella settimana decisiva per questo pazzo e affascinante Giro d'Italia.
ORDINE D'ARRIVO
1° Manuel Belletti (Ita) Colnago - CSF Inox
2° Gregory Henderson (Nzl) Sky Professional s.t.
3° Iban Mayoz (Esp) Footon - Servetto s.t.
4° Paul Voss (Ger) Team Milram s.t.
5° Sebastian Lang (Ger) Omega Pharma - Lotto s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
La tappa è iniziata subito con un'andatura molto elevata, non permettendo a nessuno di guadagnare terreno nei primi chilometri. Durante la prima ora di gara si sono dovuti registrare anche i ritiri di Morris Possoni del Team Sky, Domenico Pozzovivo della Colnago e David Millar della Garmin. Al chilometro 65 finalmente una fuga riesce a prendere piede e, alla fine, risulterà essere anche quella decisiva. I 17 corridori in fuga sono Danilo Wyss della BMC, Rubens Bertogliati dell'Androni Giocattoli, Andriy Grivko dell'Astana, Matthieu Claude della Bbox, Kalle Kriit della Cofidis, Manuel Belletti della Colnago, Iban Mayoz della Footon, Cameron Meyer della Garmin, Marco Marzano della Lampre, Sebastian Lang dell'Omega Pharma, Mauro Facci della Quick Step, Tom Stamsnijder della Rabobank, Gregory Henderson della Sky, Craig Lewis dell'HTC, Juan Horrach e Serguei Klimov della Katusha e Paul Voss della Milram. I fuggitivi riescono a raggiungere fino a 9 minuti di vantaggio sul gruppo tirato dalla Caisse d'Epargne e dalla Saxo Bank che non mettono il necessario impegno per tenere la gara chiusa. Quasi tutte le squadre partecipanti sono rappresentate davanti e l'accordo è ottimo, il che ha fatto subito presagire che la fuga sarebbe arrivata al traguardo. La situazione non cambia finché sulla salita che porta a Perticara ci prova il russo Vladimir Karpets della Katusha che riesce a guadagnare un buon margine sul gruppo e si può lanciare all'inseguimento dei fuggitivi, dove ha a disposizione anche due compagni di squadra. Sulla seconda salita di giornata, il Barbotto, il gruppo di testa inizia a frazionarsi ma tornerà compatto dopo la successiva discesa. A 12 chilometri dall'arrivo arriva l'attacco più deciso, portato da Facci, Kriit, Stamsnijder e Mayoz, con Meyer che mette in luce le sue doti di cronoman rientrando sui quattro all'attacco. A pochi chilometri dal traguardo altri corridori riescono a rientrare e si riforma un gruppetto di circa 12 corridori. Prima dell'ultimo chilometro ci riprovano Facci e Klimov ma gli altri non lasciano spazio. All'ultimo chilometro parte deciso Craig Lewis che riesce a guadagnare un buon margine su Facci, staccato di circa 4 secondi. Una grande trenata di Meyer riporta sotto gli altri fuggitivi rimasti davanti e ai 300 metri parte forte Belletti che supera a doppia velocità Lewis e riesce a fare la differenza mentre Henderson sembra partire un po' tardi e rimane sulle gambe. Il giovane corridore di casa arriva a braccia alzate festeggiando la vittoria più importante di tutta la sua carriera proprio davanti alla sua gente. Da sottolineare anche la prova di Karpets, arrivato al traguardo insieme al compagno Horrach con più di 2 minuti di vantaggio sul gruppo della maglia rosa, recuperando secondi che potranno diventare preziosi nelle tappe a venire.
Infatti, da domani si inizia a salire, entrando nella settimana decisiva per questo pazzo e affascinante Giro d'Italia.
ORDINE D'ARRIVO
1° Manuel Belletti (Ita) Colnago - CSF Inox
2° Gregory Henderson (Nzl) Sky Professional s.t.
3° Iban Mayoz (Esp) Footon - Servetto s.t.
4° Paul Voss (Ger) Team Milram s.t.
5° Sebastian Lang (Ger) Omega Pharma - Lotto s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
Giro d'Italia, Pozzato porta la prima vittoria all'Italia ma che grande azione dei big!
La dodicesima tappa del Giro d'Italia sembrava destinata ad arrivare al traguardo con una scontata volata nella quale i velocisti avrebbero potuto giocarsi un altro successo. Ma uno strappetto che sembrava insignificante a 12 chilometri dall'arrivo ha dato il la a un incredibile attacco da parte di tutti i big meno Evans, che sono riusciti ad arrivare a Recanati a giocarsi la tappa. Allo sprint il migliore è stato Filippo Pozzato, bravo a riprendere Vinokourov e Nibali che erano scattati a 800 metri dal traguardo e ancor più bravo a resistere al ritorno veemente di Voeckler e Pineau, giunti rispettivamente secondo e terzo. La classifica generale è, comunque, rimasta praticamente invariata visto che tutti i corridori in fuga erano, come ben sappiamo, fuori dalle prime dieci posizioni di classifica.
Dopo la fuga bidone di ieri l'intero plotone non aveva alcuna intenzione di lasciar andare una fuga numerosa e infatti il via libera è stato dato soltanto a un gruppetto di 3 corridori formato da Rick Flens della Rabobank, Yuriy Krivtsov dell'Ag2R La Mondiale e Olivier Kaisen dell'Omega Pharma - Lotto. Dopo pochi chilometri Flens era partito da solo riuscendo a raggiungere i 9 minuti di vantaggio ma ha preferito aspettare Krivtsov e Kaisen, partiti dopo, avendo così più speranze di rimanere in fuga. Il vantaggio dei tre è arrivato al massimo intorno ai 6 minuti e 45 secondi mentre il gruppo, tirato dalle squadre dei velocisti, limava con il passare dei chilometri il ritardo, sceso considerevolmente nell'ultimo tratto di corsa con la Garmin - Transitions di Farrar a fare l'andatura. Ma anche oggi la frazione non poteva finire senza un colpo di scena: dopo un attacco di Francesco Failli dell'Acqua & Sapone che sembrava ormai rintuzzato dal gruppo, tutti i migliori si sono mossi sulla salita di terza categoria a 12 chilometri dall'arrivo portando via un gruppetto di una decina di corridori formato da Thomas Voeckler della BBox, Jerome Pineau della QuickStep, Filippo Pozzato della Katusha, Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone, Vincenzo Nibali e Ivan Basso della Liquigas - Doimo, Alexandre Vinokourov dell'Astana, Marco Pinotti dell'HTC - Columbia, Damiano Cunego della Lampre e Michele Scarponi dell'Androni Giocattoli, in pratica tutti quei corridori di classifica rimasti tagliati fuori dalla fuga di ieri, meno Evans. L'australiano non è riuscito a entrare nell'attacco e si è dovuto mettere da solo a lanciare l'inseguimento ai fuggitivi, ricevendo solo negli ultimissimi chilometri l'aiuto della Garmin - Transitions. Con il passare dei chilometri il vantaggio degli uomini di testa non diminuiva più di tanto, permettendo ai corridori di gestirsi in vista del finale, anche se qualcuno di loro puntava di più a guadagnare qualche secondo in salita. Intanto, nel gruppo principale, durante l'inseguimento si è verificata una lite tra il campione del mondo Cadel Evans e Daniele Righi della Lampre, salito in testa al gruppo per infastidire i cambi di chi tirava. I due sono venuti alle mani, seppur a distanza, scambiandosi reciproci gesti e tentativi di pugni, segno dell'altissima tensione che ogni giorno si respira in gruppo. Il lavoro della Garmin è stato perfetto fino all'ultimo chilometro, quando i 10 avevano soltanto 8 secondi di vantaggio su un gruppo lanciatissimo. Ma come è successo spesso in questo Giro i treni dei velocisti si sono un po' guardati, permettendo agli attaccanti di riguadagnare terreno. A 800 metri dall'arrivo ci ha provato Vinokourov con a ruota Nibali ma i due sono stati ripresi da un grande ritorno degli altri fuggitivi con Pozzato deciso protagonista. Il campione italiano è uscito dalla ruota del duo di testa un po' presto ma è stato eccezionale a resistere al ritorno di Voeckler e Pineau, lanciati probabilmente verso la vittoria. Finalmente Pozzato è riuscito a portare a casa la prima vittoria di tappa italiana dopo tanti giorni di piazzamenti e delusioni, mentre la classifica è rimasta praticamente invariata.
ORDINE D'ARRIVO
1° Filippo Pozzato (Ita) Team Katusha
2° Thomas Voeckler (Fra) Bbox Bouygues Telecom s.t.
3° Jerome Pineau (Fra) Quick Step s.t.
4° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone s.t.
5° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
Dopo la fuga bidone di ieri l'intero plotone non aveva alcuna intenzione di lasciar andare una fuga numerosa e infatti il via libera è stato dato soltanto a un gruppetto di 3 corridori formato da Rick Flens della Rabobank, Yuriy Krivtsov dell'Ag2R La Mondiale e Olivier Kaisen dell'Omega Pharma - Lotto. Dopo pochi chilometri Flens era partito da solo riuscendo a raggiungere i 9 minuti di vantaggio ma ha preferito aspettare Krivtsov e Kaisen, partiti dopo, avendo così più speranze di rimanere in fuga. Il vantaggio dei tre è arrivato al massimo intorno ai 6 minuti e 45 secondi mentre il gruppo, tirato dalle squadre dei velocisti, limava con il passare dei chilometri il ritardo, sceso considerevolmente nell'ultimo tratto di corsa con la Garmin - Transitions di Farrar a fare l'andatura. Ma anche oggi la frazione non poteva finire senza un colpo di scena: dopo un attacco di Francesco Failli dell'Acqua & Sapone che sembrava ormai rintuzzato dal gruppo, tutti i migliori si sono mossi sulla salita di terza categoria a 12 chilometri dall'arrivo portando via un gruppetto di una decina di corridori formato da Thomas Voeckler della BBox, Jerome Pineau della QuickStep, Filippo Pozzato della Katusha, Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone, Vincenzo Nibali e Ivan Basso della Liquigas - Doimo, Alexandre Vinokourov dell'Astana, Marco Pinotti dell'HTC - Columbia, Damiano Cunego della Lampre e Michele Scarponi dell'Androni Giocattoli, in pratica tutti quei corridori di classifica rimasti tagliati fuori dalla fuga di ieri, meno Evans. L'australiano non è riuscito a entrare nell'attacco e si è dovuto mettere da solo a lanciare l'inseguimento ai fuggitivi, ricevendo solo negli ultimissimi chilometri l'aiuto della Garmin - Transitions. Con il passare dei chilometri il vantaggio degli uomini di testa non diminuiva più di tanto, permettendo ai corridori di gestirsi in vista del finale, anche se qualcuno di loro puntava di più a guadagnare qualche secondo in salita. Intanto, nel gruppo principale, durante l'inseguimento si è verificata una lite tra il campione del mondo Cadel Evans e Daniele Righi della Lampre, salito in testa al gruppo per infastidire i cambi di chi tirava. I due sono venuti alle mani, seppur a distanza, scambiandosi reciproci gesti e tentativi di pugni, segno dell'altissima tensione che ogni giorno si respira in gruppo. Il lavoro della Garmin è stato perfetto fino all'ultimo chilometro, quando i 10 avevano soltanto 8 secondi di vantaggio su un gruppo lanciatissimo. Ma come è successo spesso in questo Giro i treni dei velocisti si sono un po' guardati, permettendo agli attaccanti di riguadagnare terreno. A 800 metri dall'arrivo ci ha provato Vinokourov con a ruota Nibali ma i due sono stati ripresi da un grande ritorno degli altri fuggitivi con Pozzato deciso protagonista. Il campione italiano è uscito dalla ruota del duo di testa un po' presto ma è stato eccezionale a resistere al ritorno di Voeckler e Pineau, lanciati probabilmente verso la vittoria. Finalmente Pozzato è riuscito a portare a casa la prima vittoria di tappa italiana dopo tanti giorni di piazzamenti e delusioni, mentre la classifica è rimasta praticamente invariata.
ORDINE D'ARRIVO
1° Filippo Pozzato (Ita) Team Katusha
2° Thomas Voeckler (Fra) Bbox Bouygues Telecom s.t.
3° Jerome Pineau (Fra) Quick Step s.t.
4° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone s.t.
5° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
giovedì 20 maggio 2010
Circuit de Lorraine Professionnel, il bielorusso Hutarovich precede Paolini nella 1°tappa
Il bielorusso Yauheni Hutarovich della Francaise des Jeux ha vinto la prima tappa del Circuit de Lorraine Professionnel regolando in volata un gruppo allungato dall'alta velocità del finale ma sostanzialmente compatto. Il corridore della Francaise des Jeux ha battuto con un buon vantaggio l'italiano Luca Paolini dell'Acqua & Sapone e il portoghese Manuel Cardoso della Footon - Servetto, con l'australiano Mitchell Docker della Skil - Shimano al quarto posto e il francese Lloyd Mondory dell'Ag2R La Mondiale al quinto posto.
La tappa si è svolta con lo schema classico delle gare dedicate ai velocisti, con una fuga iniziale di corridori vogliosi di mettersi in mostra e di guadagnare punti e soldi nei traguardi intermedi, e con il gruppo alle loro spalle a tenerli a qualche minuto, incrementando la velocità nel finale. I quattro fuggitivi, Nicolas Vogondy della BBox Bouygues Telecom, Jose Vicente Toribio dell'Andalucia Cajasur, Bert Scheirlinckx della Landbouwkrediet e Thomas De Gendt della Topsport Vlaanderen sono stati ripresi negli ultimi chilometri di corsa da un gruppo tirato dalla Francaise des Jeux che ha favorito la volata del proprio corridore, Hutarovich, nettamente il migliore al traguardo.
ORDINE D'ARRIVO
1° Yauheni Hutarovich (Blr) Francaise Des Jeux
2° Luca Paolini (Ita) Acqua & Sapone s.t.
3° Manuel Cardoso (Por) Footon - Servetto s.t.
4° Mitchell Docker (Aus) Skil - Shimano s.t.
5° Lloyd Mondory (Fra) Ag2R La Mondiale s.t.
La tappa si è svolta con lo schema classico delle gare dedicate ai velocisti, con una fuga iniziale di corridori vogliosi di mettersi in mostra e di guadagnare punti e soldi nei traguardi intermedi, e con il gruppo alle loro spalle a tenerli a qualche minuto, incrementando la velocità nel finale. I quattro fuggitivi, Nicolas Vogondy della BBox Bouygues Telecom, Jose Vicente Toribio dell'Andalucia Cajasur, Bert Scheirlinckx della Landbouwkrediet e Thomas De Gendt della Topsport Vlaanderen sono stati ripresi negli ultimi chilometri di corsa da un gruppo tirato dalla Francaise des Jeux che ha favorito la volata del proprio corridore, Hutarovich, nettamente il migliore al traguardo.
ORDINE D'ARRIVO
1° Yauheni Hutarovich (Blr) Francaise Des Jeux
2° Luca Paolini (Ita) Acqua & Sapone s.t.
3° Manuel Cardoso (Por) Footon - Servetto s.t.
4° Mitchell Docker (Aus) Skil - Shimano s.t.
5° Lloyd Mondory (Fra) Ag2R La Mondiale s.t.
Tour of Japan, la 4°tappa in volata a Shinri Suzuki che diventa anche il nuovo leader della corsa
Il giapponese Shinri Suzuki ha vinto la quarta tappa del Tour of Japan regolando in volata un gruppetto di sei corridori giunto al traguardo con una trentina di secondi di vantaggio su un altrettanto ridotto gruppetto con il leader Michael Matthews. Il corridore della Shimano Racing ha preceduto l'italiano Claudio Corioni della De Rosa Stac Plastic e il giapponese Junya Sano del Team Nippo, centrando così anche la prima vittoria stagionale nella più importante corsa del suo paese.
Suzuki, insieme a Corioni e Cristiano Salerno della De Rosa, Sano e Vincenzo Garofalo del Team Nippo, Shinichi Fukushima della Geumsan Ginseng e il corridore di Hong Kong Ying Hon Yeung, se ne sono andati nell'ultimo dei 12 giri che componevano la tappa costruita nella città di Minami Shinsu. I sette sono riusciti subito a guadagnare un buon vantaggio su un gruppo non troppo nutrito, arrivando con 32 secondi sul leader Matthews che non era riuscito a entrare nell'azione decisiva. Allo sprint Suzuki è stato il migliore, conquistando così anche la maglia di leader della classifica con 5 secondi su Sano, 6 su Corioni e 9 su Salerno.
Oggi la corsa osserva un giorno di riposo prima della decisiva cronoscalata al Monte Fuji di domani che sicuramente rivoluzionerà la classifica, che vede anche l'italiano Garofalo a 16 secondi da Suzuki.
ORDINE D'ARRIVO
1° Shinri Suzuki (Jpn) Shimano Racing
2° Claudio Corioni (Ita) De Rosa - Stac Plastic s.t.
3° Junya Sano (Jpn) Team Nippo s.t.
4° Shinichi Fukushima (Jpn) Geumsan Ginseng Asia s.t.
5° Ying Hon Yeung (HKg) Hong Kong s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Shinri Suzuki (Jpn) Shimano Racing
2° Junya Sano (Jpn) Team Nippo a 5''
3° Claudio Corioni (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 6''
4° Cristiano Salerno (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 9''
5° Shinichi Fukushima (Jpn) Geumsan Ginseng Asia a 12''
6° Vincenzo Garofalo (Ita) Team Nippo a 16''
7° Michael Matthews (Aus) Team Jayco - Skins a 22''
8° Darren Lapthorne (Aus) Rapha Condor a 36''
9° Kam Po Wong (HKg) Hong Kong s.t.
10° Andrey Mizurov (Kaz) Kazakhstan a 39''
Suzuki, insieme a Corioni e Cristiano Salerno della De Rosa, Sano e Vincenzo Garofalo del Team Nippo, Shinichi Fukushima della Geumsan Ginseng e il corridore di Hong Kong Ying Hon Yeung, se ne sono andati nell'ultimo dei 12 giri che componevano la tappa costruita nella città di Minami Shinsu. I sette sono riusciti subito a guadagnare un buon vantaggio su un gruppo non troppo nutrito, arrivando con 32 secondi sul leader Matthews che non era riuscito a entrare nell'azione decisiva. Allo sprint Suzuki è stato il migliore, conquistando così anche la maglia di leader della classifica con 5 secondi su Sano, 6 su Corioni e 9 su Salerno.
Oggi la corsa osserva un giorno di riposo prima della decisiva cronoscalata al Monte Fuji di domani che sicuramente rivoluzionerà la classifica, che vede anche l'italiano Garofalo a 16 secondi da Suzuki.
ORDINE D'ARRIVO
1° Shinri Suzuki (Jpn) Shimano Racing
2° Claudio Corioni (Ita) De Rosa - Stac Plastic s.t.
3° Junya Sano (Jpn) Team Nippo s.t.
4° Shinichi Fukushima (Jpn) Geumsan Ginseng Asia s.t.
5° Ying Hon Yeung (HKg) Hong Kong s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Shinri Suzuki (Jpn) Shimano Racing
2° Junya Sano (Jpn) Team Nippo a 5''
3° Claudio Corioni (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 6''
4° Cristiano Salerno (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 9''
5° Shinichi Fukushima (Jpn) Geumsan Ginseng Asia a 12''
6° Vincenzo Garofalo (Ita) Team Nippo a 16''
7° Michael Matthews (Aus) Team Jayco - Skins a 22''
8° Darren Lapthorne (Aus) Rapha Condor a 36''
9° Kam Po Wong (HKg) Hong Kong s.t.
10° Andrey Mizurov (Kaz) Kazakhstan a 39''
Olympia's Tour, tripletta per Taylor Phinney, sua anche la volata della 2°tappa
L'americano Taylor Phinney continua la sua striscia vincente regolando il gruppo compatto giunto al traguardo della seconda tappa dell'Olympia's Tour, breve corsa a tappe dedicata ai giovani talenti del nostro ciclismo. Il corridore della Trek - Livestrong ha superato i due olandesi della Rabobank Continental Boy Van Poppel e Coen Vermeltfoort, dimostrando una volta di più il suo immenso talento, dopo aver vinto anche il prologo e la prima tappa.
In classifica generale Phinney può gestire un buon vantaggio su due compagni di squadra, il neozelandese Jesse Sergent staccato di 37 secondi e il britannico Alex Dowsett, staccato di 50.
"Abbiamo lavorato duramente anche oggi per tenere il gruppo unito ma la squadra ha fatto un lavoro perfetto. Allo sprint sono stato chiuso per un attimo ma sono riuscito a trovare un buco in tempo per effettuare la volata. Sto guidando la classifica generale che è un'ottima cosa ma stiamo facendo anche un grande lavoro come squadra, dato che occupiamo il primo, il secondo e il terzo posto nella generale" ha dichiarato Phinney a fine gara.
ORDINE D'ARRIVO
1° Taylor Phinney (USA) Trek - Livestrong
2° Boy van Poppel (Ned) Rabobank Continental s.t.
3° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental s.t.
4° Jos Pronk (Ned) Midi Center - Ruiter Wielerteam s.t.
5° Remco Te Brake (Ned) Van Vliet EBH s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Jesse Sergent (Nzl) Trek - Livestrong a 37''
3° Alex Dowsett (Gbr) Trek - Livestrong a 50''
4° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental s.t.
5° Boy van Poppel (Ned) Rabobank Continental a 1'06''
fonte: cyclingnews.com
In classifica generale Phinney può gestire un buon vantaggio su due compagni di squadra, il neozelandese Jesse Sergent staccato di 37 secondi e il britannico Alex Dowsett, staccato di 50.
"Abbiamo lavorato duramente anche oggi per tenere il gruppo unito ma la squadra ha fatto un lavoro perfetto. Allo sprint sono stato chiuso per un attimo ma sono riuscito a trovare un buco in tempo per effettuare la volata. Sto guidando la classifica generale che è un'ottima cosa ma stiamo facendo anche un grande lavoro come squadra, dato che occupiamo il primo, il secondo e il terzo posto nella generale" ha dichiarato Phinney a fine gara.
ORDINE D'ARRIVO
1° Taylor Phinney (USA) Trek - Livestrong
2° Boy van Poppel (Ned) Rabobank Continental s.t.
3° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental s.t.
4° Jos Pronk (Ned) Midi Center - Ruiter Wielerteam s.t.
5° Remco Te Brake (Ned) Van Vliet EBH s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Jesse Sergent (Nzl) Trek - Livestrong a 37''
3° Alex Dowsett (Gbr) Trek - Livestrong a 50''
4° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental s.t.
5° Boy van Poppel (Ned) Rabobank Continental a 1'06''
fonte: cyclingnews.com
Amgen Tour of California, Zabriskie in maglia dopo la vittoria nella 3°tappa, a Chicchi in volata la 4°
La terza tappa dell'Amgen Tour of California è stata, finora, la frazione che ha creato le prime differenze in classifica generale. Infatti, David Zabriskie della Garmin Transitions, Michael Rogers dell'HTC - Columbia, Levi Leipheimer della RadioShack sono riusciti a fare la differenza rispetto a un nutrito gruppo con tutti gli altri favoriti, arrivando al traguardo con 17 secondi di vantaggio. Il trio si è avvantaggiato sulla salita di Bonny Doon Road riuscendo ad accumulare un vantaggio di circa un minuto e mezzo sugli altri favoriti che, però, sono riusciti a organizzare l'inseguimento riuscendo a rintuzzare quasi del tutto l'attacco. In volata, Zabriskie è stato il migliore precedendo Rogers e Leipheimer e stabilendo, grazie agli abbuoni, anche la classifica generale che è rimasta immutata dopo la quarta tappa, arrivata in volata e vinta dall'italiano Francesco Chicchi della Liquigas Doimo davanti a Juan Jose Haedo della Saxo Bank e Mark Cavendish dell'HTC - Columbia.
Dopo pochi chilometri una fuga ha subito preso piede, composta da Lars Boom della Rabobank, Jurgen Van de Walle della Quickstep, Jeremy Powers della Jelly Belly, Rob Britton della Bissell e Ryan Anderson della Kelly Benefit. I cinque sono riusciti a guadagnare fino a 6 minuti e 30 ma il gruppo, rimasto compatto nonostante le tante salite, non aveva l'intenzione di lasciar andare la fuga. Mentre dietro il gruppo si spezzava per una caduta con Zabriskie costretto a inseguire, davanti Anderson, dopo aver accumulato un po' di punti per la classifica dei GPM, perdeva contatto con la fuga. Il più convinto per la vittoria finale è risultato essere Boom che ha più volte provato l'attacco negli ultimi chilometri, ma il gruppo tirato dall'HTC - Columbia è riuscito a rientrare sulla fuga a 8 dall'arrivo. All'ultimo chilometro era la Quickstep a comandare il plotone ma la situazione è diventata confusa permettendo alla Fly V Australia di prendere in mano la situazione per Cantwell. All'ingresso sul rettilineo finale Renshaw era davanti con Cavendish ma era ancora troppo presto per lanciare il britannico così la velocità è scesa e Cavendish è dovuto ripartire quasi da fermo, ritrovandosi al vento troppo presto. Alla sua destra era partito Haedo ma alle spalle dell'argentino Chicchi era riuscito a prendergli la ruota, saltandolo negli ultimi metri per una vittoria molto prestigiosa contro il meglio dello sprint mondiale.
In classifica generale, come già anticipato sopra, è Zabriskie il primo, con Rogers staccato di 4 secondi e Leipheimer di 6, mentre Peter Sagan della Liquigas è quarto a 21 secondi.
3°TAPPA
1° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia s.t.
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack s.t.
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 17''
5° Rory Sutherland (Aus) UnitedHealthCare s.t.
4°TAPPA
1° Francesco Chicchi (Ita) Liquigas - Doimo
2° Juan Jose Haedo (Arg) Team Saxo Bank s.t.
3° Mark Cavendish (Gbr) Team HTC - Columbia s.t.
4° Theo Bos (Ned) Cervelo Test Team s.t.
5° Jonathan Cantwell (Aus) Fly V Australia s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia a 4''
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 6''
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 21''
5° Marc De Maar (Ned) UnitedHealthCare a 24''
Dopo pochi chilometri una fuga ha subito preso piede, composta da Lars Boom della Rabobank, Jurgen Van de Walle della Quickstep, Jeremy Powers della Jelly Belly, Rob Britton della Bissell e Ryan Anderson della Kelly Benefit. I cinque sono riusciti a guadagnare fino a 6 minuti e 30 ma il gruppo, rimasto compatto nonostante le tante salite, non aveva l'intenzione di lasciar andare la fuga. Mentre dietro il gruppo si spezzava per una caduta con Zabriskie costretto a inseguire, davanti Anderson, dopo aver accumulato un po' di punti per la classifica dei GPM, perdeva contatto con la fuga. Il più convinto per la vittoria finale è risultato essere Boom che ha più volte provato l'attacco negli ultimi chilometri, ma il gruppo tirato dall'HTC - Columbia è riuscito a rientrare sulla fuga a 8 dall'arrivo. All'ultimo chilometro era la Quickstep a comandare il plotone ma la situazione è diventata confusa permettendo alla Fly V Australia di prendere in mano la situazione per Cantwell. All'ingresso sul rettilineo finale Renshaw era davanti con Cavendish ma era ancora troppo presto per lanciare il britannico così la velocità è scesa e Cavendish è dovuto ripartire quasi da fermo, ritrovandosi al vento troppo presto. Alla sua destra era partito Haedo ma alle spalle dell'argentino Chicchi era riuscito a prendergli la ruota, saltandolo negli ultimi metri per una vittoria molto prestigiosa contro il meglio dello sprint mondiale.
In classifica generale, come già anticipato sopra, è Zabriskie il primo, con Rogers staccato di 4 secondi e Leipheimer di 6, mentre Peter Sagan della Liquigas è quarto a 21 secondi.
3°TAPPA
1° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia s.t.
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack s.t.
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 17''
5° Rory Sutherland (Aus) UnitedHealthCare s.t.
4°TAPPA
1° Francesco Chicchi (Ita) Liquigas - Doimo
2° Juan Jose Haedo (Arg) Team Saxo Bank s.t.
3° Mark Cavendish (Gbr) Team HTC - Columbia s.t.
4° Theo Bos (Ned) Cervelo Test Team s.t.
5° Jonathan Cantwell (Aus) Fly V Australia s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia a 4''
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 6''
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 21''
5° Marc De Maar (Ned) UnitedHealthCare a 24''
mercoledì 19 maggio 2010
Giro d'Italia, fuga bidone nell'11°tappa, vince Petrov, Porte in maglia rosa, a 13 minuti i big
Dopo la tappa di oggi, credo che al Giro di quest'anno le abbiamo viste proprio tutte. Dopo cadute a ripetizioni, nubifragi, grandine, uno spruzzo di neve e il fango, oggi è arrivato il giorno della più classica delle fughe bidone. Il problema è che all'attacco non ci sono andati i soliti quattro sconosciuti che hanno approfittato di una giornata no del gruppo ma sono partiti una cinquantina di corridori tra cui nomi noti come Bradley Wiggins e Carlos Sastre e due corridori che erano ben piazzati in classifica generale come Richie Porte e David Arroyo. Se poi aggiungiamo che tutti questi corridori avevano con sé tre o quattro gregari a testa e che dietro le squadre dei big hanno fatto a gara per non tirare, possiamo ben immaginare che il vantaggio è subito lievitato ed è diventato incolmabile. Il più bravo di quelli davanti è stato il russo Evgeni Petrov della Katusha che sulla salita finale che conduceva a L'Aquila ha preceduto di 5 secondi un ottimo Dario Cataldo della Quickstep e Sastre della Cervelo. Il gruppo maglia rosa, ridotto a una ventina di unità, è arrivato al traguardo con circa 13 minuti di ritardo.
La tappa è partita subito fortissima, con tanti corridori che hanno provato dopo pochi chilometri ad andare in fuga, sperando nelle condizioni meteo sfavorevoli (pioggia e temperature molto basse) e nel percorso attraverso gli Appennini, con arrivo in quota all'Aquila. Infatti, dopo soli 20 chilometri davanti si è formato un gruppetto di 56 corridori con Porte, Wiggins, Sastre, Arroyo, Petrov, 3 gregari per Wiggins, 4 per Arroyo, 3 per Sastre tra cui Xavier Tondo e corridori ben piazzati in classifica e pericolosi come Alexander Efimkin dell'Ag2R, Linus Gerdemann della Milram e il duo della Liquigas formato da Valerio Agnoli e Robert Kiserlovski. Dietro, il gruppo ha iniziato a guardarsi, lasciando fare ai fuggitivi che intanto, grazie alle squadre più rappresentate, hanno guadagnato dopo pochissimi chilometri un gran margine. Quando nel plotone hanno iniziato a tirare Astana, BMC e Androni, il vantaggio degli uomini di testa aveva già raggiunto i 17 minuti. Sfruttando anche le tante defezioni odierne di Astana e BMC, i fuggitivi sono riusciti a incrementare ancora il vantaggio sulla prima salita di giornata a Rionero Sannitico, portandosi a quasi 18 minuti, con il gruppo della maglia rosa che intanto perdeva corridori. Quando la situazione è incominciata a peggiorare i gregari dei corridori di classifica hanno iniziato a staccarsi dalla fuga, tra cui Vanotti e Dall'Antonia della Liquigas, Bertogliati, Carlos Ochoa e Wurf dell'Androni, Bookwalter della BMC e Jufre Pou e Stangelj dell'Astana. Appena venivano ripresi, i gregari si mettevano subito al servizio dei propri capitani ma il vantaggio non scendeva più di tanto, arrivando a 70 chilometri dal traguardo a toccare i 15 minuti. Superata anche la salita di Capo di Valle, la cui sommità si trovava a 36,5 chilometri dall'arrivo, il vantaggio del gruppetto di testa rimaneva alto, quasi 13 minuti, con i capitani che iniziavano a rimanere da soli, visto il grande lavoro dei loro gregari che davano tutto e si staccavano sulle tante salite. Tutti i più forti corridori presenti in questo Giro, rimasti senza aiuto, hanno iniziato a tirare con cambi regolari per cercare di limitare i danni, mentre davanti il gruppetto degli attaccanti iniziava a perdere qualche pezzo. Con l'approssimarsi dell'arrivo, tra gli attaccanti è iniziata la bagarre. Il primo a provarci è stato Jerome Pineau della Quickstep a 8 chilometri dal traguardo con Voeckler subito dietro, ma tutti gli altri corridori erano distanti soltanto qualche metro. Ripresi i due francesi ci ha provato il belga Jan Bakelants ma lo scatto più deciso è stato quello di Dario Cataldo che ha subito preso qualche secondo di vantaggio. Il giovane abruzzese è riuscito a rimanere in testa da solo fino a circa 3 chilometri dall'arrivo quando è stato ripreso da Bakelants e Gerdemann. Prima della salita finale verso l'Aquila, i corridori dovevano affrontare una discesa resa insidiosa dalla pioggia e proprio in una curva Bakelants è scivolato lasciando il solo Gerdemann davanti visto che anche Cataldo si era staccato. Il tedesco della Milram sembrava in grado di tenere fino all'arrivo ma alle sue spalle Petrov stava risalendo velocemente superando prima Cataldo e poi proprio Gerdemann, lanciandosi da solo verso il traguardo. Cataldo era bravo a gestire le forze e ad arrivare secondo con qualche metro di vantaggio su Sastre mentre Wiggins arrivava poco più indietro. Tutti i favoriti, stremati e senza gregari, hanno tagliato il traguardo a quasi 13 minuti di ritardo da Petrov, stravolgendo la classifica generale.
La maglia rosa è andata al giovane australiano Richie Porte della Saxo Bank, salita agli onori della cronaca al Giro di Romandia per la vittoria in una cronometro e conosciuto in Italia per aver militato qualche anno in formazioni dilettantistiche nostrane. Alle spalle di Porte, a 1 e 42, troviamo David Arroyo mentre a 1 e 56 c'è Robert Kiserlovski della Liquigas. Il primo degli ex big di classifica, Vinokourov, deve recuperare a Porte quasi 10 minuti.
Sono tanti i dubbi che tutti gli appassionati si stanno domandando da oggi, Porte riuscirà a tenere fino a Verona? Arroyo, un corridore molto regolare, perderà 8 o più minuti da qui a Verona? Come si comporterà adesso Sastre che si trova in vantaggio rispetto a tutti i suoi avversari? E il suo compagno Xavier Tondo che è sembrato molto in palla in salita? E la Liquigas? Punterà su Kiserlovski e Agnoli o li farà comunque lavorare per Nibali e Basso? E Wiggins? Proverà a vincere il Giro adesso che è in una posizione favorevole?
Un Giro senza padroni, un Giro che nessuno sembra voglia vincere. Attenzione che a Verona non ci scappi la sorpresa. E se continuiamo così...
ORDINE D'ARRIVO
1° Evgeni Petrov (Rus) Team Katusha
2° Dario Cataldo (Ita) Quick Step a 5''
3° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team s.t.
4° Bradley Wiggins (GBr) Sky Professional a 7''
5° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
12° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 9'58''
La tappa è partita subito fortissima, con tanti corridori che hanno provato dopo pochi chilometri ad andare in fuga, sperando nelle condizioni meteo sfavorevoli (pioggia e temperature molto basse) e nel percorso attraverso gli Appennini, con arrivo in quota all'Aquila. Infatti, dopo soli 20 chilometri davanti si è formato un gruppetto di 56 corridori con Porte, Wiggins, Sastre, Arroyo, Petrov, 3 gregari per Wiggins, 4 per Arroyo, 3 per Sastre tra cui Xavier Tondo e corridori ben piazzati in classifica e pericolosi come Alexander Efimkin dell'Ag2R, Linus Gerdemann della Milram e il duo della Liquigas formato da Valerio Agnoli e Robert Kiserlovski. Dietro, il gruppo ha iniziato a guardarsi, lasciando fare ai fuggitivi che intanto, grazie alle squadre più rappresentate, hanno guadagnato dopo pochissimi chilometri un gran margine. Quando nel plotone hanno iniziato a tirare Astana, BMC e Androni, il vantaggio degli uomini di testa aveva già raggiunto i 17 minuti. Sfruttando anche le tante defezioni odierne di Astana e BMC, i fuggitivi sono riusciti a incrementare ancora il vantaggio sulla prima salita di giornata a Rionero Sannitico, portandosi a quasi 18 minuti, con il gruppo della maglia rosa che intanto perdeva corridori. Quando la situazione è incominciata a peggiorare i gregari dei corridori di classifica hanno iniziato a staccarsi dalla fuga, tra cui Vanotti e Dall'Antonia della Liquigas, Bertogliati, Carlos Ochoa e Wurf dell'Androni, Bookwalter della BMC e Jufre Pou e Stangelj dell'Astana. Appena venivano ripresi, i gregari si mettevano subito al servizio dei propri capitani ma il vantaggio non scendeva più di tanto, arrivando a 70 chilometri dal traguardo a toccare i 15 minuti. Superata anche la salita di Capo di Valle, la cui sommità si trovava a 36,5 chilometri dall'arrivo, il vantaggio del gruppetto di testa rimaneva alto, quasi 13 minuti, con i capitani che iniziavano a rimanere da soli, visto il grande lavoro dei loro gregari che davano tutto e si staccavano sulle tante salite. Tutti i più forti corridori presenti in questo Giro, rimasti senza aiuto, hanno iniziato a tirare con cambi regolari per cercare di limitare i danni, mentre davanti il gruppetto degli attaccanti iniziava a perdere qualche pezzo. Con l'approssimarsi dell'arrivo, tra gli attaccanti è iniziata la bagarre. Il primo a provarci è stato Jerome Pineau della Quickstep a 8 chilometri dal traguardo con Voeckler subito dietro, ma tutti gli altri corridori erano distanti soltanto qualche metro. Ripresi i due francesi ci ha provato il belga Jan Bakelants ma lo scatto più deciso è stato quello di Dario Cataldo che ha subito preso qualche secondo di vantaggio. Il giovane abruzzese è riuscito a rimanere in testa da solo fino a circa 3 chilometri dall'arrivo quando è stato ripreso da Bakelants e Gerdemann. Prima della salita finale verso l'Aquila, i corridori dovevano affrontare una discesa resa insidiosa dalla pioggia e proprio in una curva Bakelants è scivolato lasciando il solo Gerdemann davanti visto che anche Cataldo si era staccato. Il tedesco della Milram sembrava in grado di tenere fino all'arrivo ma alle sue spalle Petrov stava risalendo velocemente superando prima Cataldo e poi proprio Gerdemann, lanciandosi da solo verso il traguardo. Cataldo era bravo a gestire le forze e ad arrivare secondo con qualche metro di vantaggio su Sastre mentre Wiggins arrivava poco più indietro. Tutti i favoriti, stremati e senza gregari, hanno tagliato il traguardo a quasi 13 minuti di ritardo da Petrov, stravolgendo la classifica generale.
La maglia rosa è andata al giovane australiano Richie Porte della Saxo Bank, salita agli onori della cronaca al Giro di Romandia per la vittoria in una cronometro e conosciuto in Italia per aver militato qualche anno in formazioni dilettantistiche nostrane. Alle spalle di Porte, a 1 e 42, troviamo David Arroyo mentre a 1 e 56 c'è Robert Kiserlovski della Liquigas. Il primo degli ex big di classifica, Vinokourov, deve recuperare a Porte quasi 10 minuti.
Sono tanti i dubbi che tutti gli appassionati si stanno domandando da oggi, Porte riuscirà a tenere fino a Verona? Arroyo, un corridore molto regolare, perderà 8 o più minuti da qui a Verona? Come si comporterà adesso Sastre che si trova in vantaggio rispetto a tutti i suoi avversari? E il suo compagno Xavier Tondo che è sembrato molto in palla in salita? E la Liquigas? Punterà su Kiserlovski e Agnoli o li farà comunque lavorare per Nibali e Basso? E Wiggins? Proverà a vincere il Giro adesso che è in una posizione favorevole?
Un Giro senza padroni, un Giro che nessuno sembra voglia vincere. Attenzione che a Verona non ci scappi la sorpresa. E se continuiamo così...
ORDINE D'ARRIVO
1° Evgeni Petrov (Rus) Team Katusha
2° Dario Cataldo (Ita) Quick Step a 5''
3° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team s.t.
4° Bradley Wiggins (GBr) Sky Professional a 7''
5° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
12° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 9'58''
Tour of Japan, ancora Italia nella 3°tappa, in volata vince Claudio Cucinotta della De Rosa
L'italiano Claudio Cucinotta ha vinto la terza tappa del Tour of Japan regolando in volata il gruppo arrivato compatto al traguardo. Il corridore della De Rosa - Stac Plastic ha preceduto allo sprint l'australiano Zakkari Dempster della Rapha Condor e il giapponese Takashi Miyazawa del Team Nippo, mentre il leader della classifica generale Michael Matthews è giunto solo quarto avendo scelto, per sua stessa ammissione, la ruota sbagliata al momento dello sprint. Per Cucinotta è la prima vittoria stagionale ed è anche il ritorno alla vittoria dopo che nel 2009 era rimasto a secco di successi.
La tappa è stata caratterizzata da una classifica fuga di corridori pronti a mettersi in mostra ma la situazione, purtroppo per loro, è stata presa in mano dalla squadra nazionale del Kazakhstan che voleva portare la corsa in volata e si è messa a tirare per riprendere la fuga. La squadra del leader della classifica generale, il Team Jayco Skins, ha preferito non tirare, consapevole della possibilità di perdere la maglia ma interessato anche a risparmiare il più possibile le energie. Allo sprint il migliore è stato Cucinotta davanti a Dempster, Miyazawa, Matthews e Kazuhiro Mori. Per Matthews in classifica generale è cambiato poco o niente visto che i due più immediati inseguitori restano Cristiano Salerno della De Rosa a 9 secondi e Darren Lapthorne della Rapha Condor a 14 secondi.
ORDINE D'ARRIVO
1° Claudio Cucinotta (Ita) De Rosa - Stac Plastic
2° Zakkari Dempster (Aus) Rapha Condor - Sharp s.t.
3° Takashi Miyazawa (Jpn) Team Nippo s.t.
4° Michael Matthews (Aus) Team Jayco - Skins s.t.
5° Kazuhiro Mori (Jpn) Aisan Racing Team s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Matthews (Aus) Team Jayco - Skins
2° Cristiano Salerno (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 9''
3° Darren Lapthorne (Aus) Rapha Condor - Sharp a 14''
4° Kam Po Wong (Hkg) Hong Kong s.t.
5° Andrey Mizourov (Kaz) Kazakhstan a 17''
fonte: cyclingnews.com
La tappa è stata caratterizzata da una classifica fuga di corridori pronti a mettersi in mostra ma la situazione, purtroppo per loro, è stata presa in mano dalla squadra nazionale del Kazakhstan che voleva portare la corsa in volata e si è messa a tirare per riprendere la fuga. La squadra del leader della classifica generale, il Team Jayco Skins, ha preferito non tirare, consapevole della possibilità di perdere la maglia ma interessato anche a risparmiare il più possibile le energie. Allo sprint il migliore è stato Cucinotta davanti a Dempster, Miyazawa, Matthews e Kazuhiro Mori. Per Matthews in classifica generale è cambiato poco o niente visto che i due più immediati inseguitori restano Cristiano Salerno della De Rosa a 9 secondi e Darren Lapthorne della Rapha Condor a 14 secondi.
ORDINE D'ARRIVO
1° Claudio Cucinotta (Ita) De Rosa - Stac Plastic
2° Zakkari Dempster (Aus) Rapha Condor - Sharp s.t.
3° Takashi Miyazawa (Jpn) Team Nippo s.t.
4° Michael Matthews (Aus) Team Jayco - Skins s.t.
5° Kazuhiro Mori (Jpn) Aisan Racing Team s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Matthews (Aus) Team Jayco - Skins
2° Cristiano Salerno (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 9''
3° Darren Lapthorne (Aus) Rapha Condor - Sharp a 14''
4° Kam Po Wong (Hkg) Hong Kong s.t.
5° Andrey Mizourov (Kaz) Kazakhstan a 17''
fonte: cyclingnews.com
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