Dopo giorni di grande incertezza e confusione, finalmente oggi sono arrivate le prime sentenze, i primi attacchi e i primi veri distacchi. Motivo? Sono iniziate le salite e si sta entrando nell'ultima settimana di questo stupendo Giro d'Italia. Se nelle scorse tappe non si poteva stare un attimo tranquilli perché la situazione era in continuo divenire, oggi tutto si aspettavano battaglia sul Monte Grappa, prima salita dura di questo Giro. E il migliore, alla fine, è stato il siciliano Vincenzo Nibali della Liquigas - Doimo, il primo dei big a scattare nel tratto duro della salita e abile a sfruttare le sue doti di discesista per arrivare con 23 secondi sugli ex compagni di fuga, il compagno Ivan Basso, Michele Scarponi dell'Androni e Cadel Evans della BMC. Visto il grande vantaggio accumulato nella tappa di L'Aquila la classifica generale vede ancora nelle prime posizioni i protagonisti di quella fuga, con David Arroyo della Caisse d'Epargne che precede di 39 secondi il giovane australiano Richie Porte della Saxo Bank e di 2 minuti e 12 secondi Xavier Tondo Volpini. Ma prima di analizzare l'arrivo, analizziamo lo svolgimento della tappa.
Le pessime condizioni metereologiche viste nei giorni scorsi sembrano ormai un brutto ricordo per i corridori, visto che le temperature sono tornate ai livelli stagionali accompagnate da un caldo sole. Dopo pochi chilometri di corsa in sei provano l'avventura, Markus Eibegger della Footon, Damien Monier della Cofidis, Steve Cummings della Sky, Alessandro Bisolti della Colnago, William Bonnet della Bbox e Filippo Pozzato della Katusha. Il vantaggio dei fuggitivi arriva fino a 8 minuti ma inizia a diminuire quando davanti al plotone, oltre alla Saxo Bank di Porte, si portano anche le squadre dei favoriti per la tappa odierna. La situazione non cambia fino ai piedi del Monte Grappa, con il vantaggio che si è già assottigliato di qualche minuto. All'inizio della salita, nella parte più facile, va all'attacco Bisolti, con il solo Cummings che prova una reazione ma senza fortuna. L'italiano dimostra di avere buona gamba e aumenta il proprio vantaggio sugli ex compagni di fuga, con il solo Monier che lo segue a poca distanza. Il gruppo della maglia rosa, intanto, è tirato dalla Liquigas, prima con Agnoli e successivamente con Szmyd. Appena entra in azione il polacco il gruppo inizia a perdere qualche nome importante, primo fra tutti la maglia rosa di Porte, poi il russo Karpets della Katusha e infine anche Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone. I big sono tutti presenti e rimane davanti anche Arroyo insieme al compagno Rigoberto Uran. Da sottolineare anche la prova di Marco Pinotti, bravissimo a resistere al ritmo dei migliori. Il polacco della Liquigas aveva il compito di tirare fino all'inizio dello strappo più duro della salita, mentre il britannico Bradley Wiggins poco prima aveva provato un attacco che sembrava quasi una prova generale per le salite del Tour de France. Il vantaggio di Bisolti sembrava ancora ampio finché non è iniziato il pezzo duro della salita. Szmyd si è subito fatto da parte e i due capitani della Liquigas, Nibali e Basso, si sono guardati, con il siciliano che si è lanciato all'attacco. Il primo a seguirlo è stato Scarponi con alla sua ruota Basso e Evans, mentre Vinokourov seguiva insieme a Tondo Volpini della Cervelo a poca distanza. Bisolti veniva quasi subito ripreso e davanti si formava un gruppetto di quattro atleti con Nibali, Basso, Scarponi ed Evans, Vinokourov seguiva a 50 metri mentre più dietro Tondo veniva ripreso e superato dal capitano Sastre. Alle spalle di questi corridori, intanto, si era formato un gruppo più ampio con, tra gli altri, Wiggins, Cunego e Arroyo. Mentre sulla successiva discesa iniziava a piovviginare, il gruppetto di Nibali, Basso, Scarponi ed Evans arrivava in cima alla salita, con circa 40 chilometri ancora dall'arrivo. Il duo Liquigas dimostrava una grande condizione come Scarponi, mentre Evans sembrava più affaticato. Vinokourov e Sastre, che era riuscito a riprendere il kazako, passavano con 1 minuto e 10 secondi di ritardo, mentre il gruppetto di Cunego, Arroyo e Wiggins si trovava a 2 minuti e 7 secondi. In discesa, le qualità di Nibali hanno subito portato a una selezione nel gruppetto di testa, con il siciliano della Liquigas a tutta e dietro Scarponi ed Evans che provavano a contenere i danni con Basso a ruota. Alle loro spalle, Vinokourov staccava Sastre che veniva ripreso dal gruppo di Arroyo. Il difficile per Nibali è arrivato quando mancavano 15 chilometri all'arrivo, l'inizio del tratto pianeggiante, ma poteva gestire un vantaggio di 42 secondi sui primi inseguitori, 1 e 37 su Vinokourov e 3 e 22 sul gruppetto di Arroyo, Sastre e Cunego. Nibali riesce a stringere i denti fino all'arrivo e può trionfare a braccia alzate. Alle sue spalle Basso vince la volata per il secondo posto superando Scarponi e uno stanchissimo Evans, prendendo un ritardo di 23 secondi, mentre Vinokourov arriva a 1 minuto e 34 secondi. Il gruppetto formato da Cunego, Wiggins, Sastre, Tondo Volpini, Arroyo, Branislau Samoilau della QuickStep, Bauke Mollema della Rabobank, Linus Gerdemann della Milram e Pinotti arriva con un ritardo di 2 minuti e 25 secondi consentendo ad Arroyo di vestire la maglia rosa con un vantaggio di 39 secondi su Porte.
La classifica generale rimane molto confusa, con Arroyo primo e Porte secondo, al terzo posto Tondo Volpini a 2 minuti e 12, Kiserlovski ancora quarto e Gerdemann quinto, mentre Sastre e Wiggins salgono al sesto e settimo posto. Nibali occupa la settima posizione con un ritardo di 1 minuto e mezzo da Sastre ma di quasi 7 minuti da Arroyo. Vinokourov, Evans e Basso sono molto vicini a circa 7 minuti e mezzo dalla maglia rosa mentre Michele Scarponi è a 9 minuti. Esce di classifica Stefano Garzelli mentre Cunego si trova adesso con un ritardo di 11 minuti.
La situazione per i corridori più forti resta ancora complicata ma domani, per loro, a disposizione c'è lo Zoncolan. Basso, che è rimasto a ruota nel finale di tappa, sarà sicuramente quello più fresco e potrà sfruttare ancora del doppio gioco con Nibali, mentre Scarponi degli altri sembra quello più forte in salita. Evans oggi è resistito grazie alla sua incredibile tenacia, cosa che ha permesso anche a Vinokourov di non perdere troppi secondi. Sastre ha perso una grande occasione ma resta in vantaggio rispetto agli altri big. C'è da dire che questo Arroyo fa un po' paura perché il vantaggio è considerevole.
Sicuramente, domani sarà un'altra grande giornata di ciclismo.
ORDINE D'ARRIVO
1° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo
2° Ivan Basso (Ita) Liquigas - Doimo a 23''
3° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli s.t.
4° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team s.t.
5° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 1'34''
CLASSIFICA GENERALE
1° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne
2° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank a 39''
3° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 2'12''
4° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 2'35''
5° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 3'52''
6° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 5'27''
7° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 6'32''
8° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 6'51''
9° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 7'15''
10° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 7'26''
sabato 22 maggio 2010
venerdì 21 maggio 2010
Amgen Tour of California, la 5°tappa all'incontenibile Peter Sagan, Rogers in maglia
Lo slovacco Peter Sagan ha vinto la quinta tappa dell'Amgen Tour of California regolando il gruppetto dei migliori sull'arrivo in salita a Bakersfield. Il corridore della Liquigas - Doimo ha preceduto Michael Rogers dell'HTC Columbia e David Zabriskie della Garmin Transitions, giunti allo stesso tempo di Sagan ma staccati dal giovanissimo atleta. Per Sagan ora i successi in stagione sono quattro, tutti arrivati in corse prestigiose e contro fortissimi avversari.
In classifica generale, grazie agli abbuoni, Rogers ha raggiunto Zabriskie e gli ha sfilato la maglia di leader, con Levi Leipheimer a 10 secondi di ritardo e Sagan a 15.
La tappa è iniziata subito a ritmi altissimi, con il gruppo compatto e tirato dalle squadre del ProTour, pronte a difendere in massa i propri leader. Ma dopo soltanto pochi chilometri di corsa una caduta estromette Lance Armstrong, finito a terra e dolorante, che però non ha riportato nella caduta nessuna frattura. Inevitabilmente, il gruppo è costretto a rallentare dopo la prima ora di corsa e un gruppetto di corridori riesce ad avvantaggiarsi. Mark Renshaw dell'HTC - Columbia, Grischa Niermann della Rabobank, Kurt Hovelynck della Quick Step, Paul Mach della Bissell, Benjamin Day della Fly V Australia e William Dickeson della Jelly Belly riescono a prendere il largo, guadagnando fino a 6 minuti e 30 di vantaggio. I sei riescono a rimanere compatti fino all'ingresso del circuito finale da ripetere due volte, dove devono affrontare una salita posta vicino al traguardo. Al primo passaggio, Day rimane davanti da solo mentre dietro prova a uscire Jens Voigt. L'attacco del tedesco è subito vanificato dalla Liquigas Doimo che conosce le caratteristiche di Sagan e sa che lo slovacco potrà far bene in un arrivo del genere. Il gruppo, ripresi Voigt e Day, rimane compatto fino alla salita finale dove Zabriskie si mette davanti a fare selezione, cercando di staccare gli avversari. Ma in pratica il corridore della Garmin fa da perfetto gregario a Sagan che esce negli ultimi metri e precede Rogers e l'americano.
ORDINE D'ARRIVO
1° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia s.t.
3° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions s.t.
4° Christopher Horner (Usa) Team Radioshack s.t.
5° Paul Martens (Ger) Rabobank s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia
2° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions s.t.
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 10''
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 15''
5° Marc De Maar (Ned) UnitedHealthCare a 28''
fonte: cyclingnews.com
In classifica generale, grazie agli abbuoni, Rogers ha raggiunto Zabriskie e gli ha sfilato la maglia di leader, con Levi Leipheimer a 10 secondi di ritardo e Sagan a 15.
La tappa è iniziata subito a ritmi altissimi, con il gruppo compatto e tirato dalle squadre del ProTour, pronte a difendere in massa i propri leader. Ma dopo soltanto pochi chilometri di corsa una caduta estromette Lance Armstrong, finito a terra e dolorante, che però non ha riportato nella caduta nessuna frattura. Inevitabilmente, il gruppo è costretto a rallentare dopo la prima ora di corsa e un gruppetto di corridori riesce ad avvantaggiarsi. Mark Renshaw dell'HTC - Columbia, Grischa Niermann della Rabobank, Kurt Hovelynck della Quick Step, Paul Mach della Bissell, Benjamin Day della Fly V Australia e William Dickeson della Jelly Belly riescono a prendere il largo, guadagnando fino a 6 minuti e 30 di vantaggio. I sei riescono a rimanere compatti fino all'ingresso del circuito finale da ripetere due volte, dove devono affrontare una salita posta vicino al traguardo. Al primo passaggio, Day rimane davanti da solo mentre dietro prova a uscire Jens Voigt. L'attacco del tedesco è subito vanificato dalla Liquigas Doimo che conosce le caratteristiche di Sagan e sa che lo slovacco potrà far bene in un arrivo del genere. Il gruppo, ripresi Voigt e Day, rimane compatto fino alla salita finale dove Zabriskie si mette davanti a fare selezione, cercando di staccare gli avversari. Ma in pratica il corridore della Garmin fa da perfetto gregario a Sagan che esce negli ultimi metri e precede Rogers e l'americano.
ORDINE D'ARRIVO
1° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia s.t.
3° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions s.t.
4° Christopher Horner (Usa) Team Radioshack s.t.
5° Paul Martens (Ger) Rabobank s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia
2° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions s.t.
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 10''
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 15''
5° Marc De Maar (Ned) UnitedHealthCare a 28''
fonte: cyclingnews.com
Giro d'Italia, Manuel Belletti trionfa a Cesenatico portando a termine un'altra lunga fuga, Porte saldamente in rosa
Questo Giro verrà ricordato, oltre che per l'incredibile battaglia che in ogni tappa si scatena tra i favoriti, anche per le tantissime fughe che sono riuscite ad arrivare al traguardo. E anche la tappa di oggi, da Porto Recanati a Cesenatico, non ha fatto eccezione. Tra i fuggitivi di giornata il migliore è stato l'italiano Manuel Belletti che ha superato con uno sprint di potenza i compagni di fuga. Il corridore della Colnago - CSF Inox ha preceduto Greg Henderson del Team Sky e Iban Mayoz della Footon Servetto mentre grande protagonista è stato anche un altro italiano, Mauro Facci della QuickStep, autore di ripetuti attacchi. Gli uomini di classifica oggi sono stati tranquilli, a parte Vladimir Karpets. Sempre assente fino a oggi nei momenti più importanti della corsa, è scattato sulla salita di Perticara riuscendo a guadagnare più di 2 minuti al traguardo sugli altri capitani, con la sola Liquigas che ha provato un blando inseguimento.
La tappa è iniziata subito con un'andatura molto elevata, non permettendo a nessuno di guadagnare terreno nei primi chilometri. Durante la prima ora di gara si sono dovuti registrare anche i ritiri di Morris Possoni del Team Sky, Domenico Pozzovivo della Colnago e David Millar della Garmin. Al chilometro 65 finalmente una fuga riesce a prendere piede e, alla fine, risulterà essere anche quella decisiva. I 17 corridori in fuga sono Danilo Wyss della BMC, Rubens Bertogliati dell'Androni Giocattoli, Andriy Grivko dell'Astana, Matthieu Claude della Bbox, Kalle Kriit della Cofidis, Manuel Belletti della Colnago, Iban Mayoz della Footon, Cameron Meyer della Garmin, Marco Marzano della Lampre, Sebastian Lang dell'Omega Pharma, Mauro Facci della Quick Step, Tom Stamsnijder della Rabobank, Gregory Henderson della Sky, Craig Lewis dell'HTC, Juan Horrach e Serguei Klimov della Katusha e Paul Voss della Milram. I fuggitivi riescono a raggiungere fino a 9 minuti di vantaggio sul gruppo tirato dalla Caisse d'Epargne e dalla Saxo Bank che non mettono il necessario impegno per tenere la gara chiusa. Quasi tutte le squadre partecipanti sono rappresentate davanti e l'accordo è ottimo, il che ha fatto subito presagire che la fuga sarebbe arrivata al traguardo. La situazione non cambia finché sulla salita che porta a Perticara ci prova il russo Vladimir Karpets della Katusha che riesce a guadagnare un buon margine sul gruppo e si può lanciare all'inseguimento dei fuggitivi, dove ha a disposizione anche due compagni di squadra. Sulla seconda salita di giornata, il Barbotto, il gruppo di testa inizia a frazionarsi ma tornerà compatto dopo la successiva discesa. A 12 chilometri dall'arrivo arriva l'attacco più deciso, portato da Facci, Kriit, Stamsnijder e Mayoz, con Meyer che mette in luce le sue doti di cronoman rientrando sui quattro all'attacco. A pochi chilometri dal traguardo altri corridori riescono a rientrare e si riforma un gruppetto di circa 12 corridori. Prima dell'ultimo chilometro ci riprovano Facci e Klimov ma gli altri non lasciano spazio. All'ultimo chilometro parte deciso Craig Lewis che riesce a guadagnare un buon margine su Facci, staccato di circa 4 secondi. Una grande trenata di Meyer riporta sotto gli altri fuggitivi rimasti davanti e ai 300 metri parte forte Belletti che supera a doppia velocità Lewis e riesce a fare la differenza mentre Henderson sembra partire un po' tardi e rimane sulle gambe. Il giovane corridore di casa arriva a braccia alzate festeggiando la vittoria più importante di tutta la sua carriera proprio davanti alla sua gente. Da sottolineare anche la prova di Karpets, arrivato al traguardo insieme al compagno Horrach con più di 2 minuti di vantaggio sul gruppo della maglia rosa, recuperando secondi che potranno diventare preziosi nelle tappe a venire.
Infatti, da domani si inizia a salire, entrando nella settimana decisiva per questo pazzo e affascinante Giro d'Italia.
ORDINE D'ARRIVO
1° Manuel Belletti (Ita) Colnago - CSF Inox
2° Gregory Henderson (Nzl) Sky Professional s.t.
3° Iban Mayoz (Esp) Footon - Servetto s.t.
4° Paul Voss (Ger) Team Milram s.t.
5° Sebastian Lang (Ger) Omega Pharma - Lotto s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
La tappa è iniziata subito con un'andatura molto elevata, non permettendo a nessuno di guadagnare terreno nei primi chilometri. Durante la prima ora di gara si sono dovuti registrare anche i ritiri di Morris Possoni del Team Sky, Domenico Pozzovivo della Colnago e David Millar della Garmin. Al chilometro 65 finalmente una fuga riesce a prendere piede e, alla fine, risulterà essere anche quella decisiva. I 17 corridori in fuga sono Danilo Wyss della BMC, Rubens Bertogliati dell'Androni Giocattoli, Andriy Grivko dell'Astana, Matthieu Claude della Bbox, Kalle Kriit della Cofidis, Manuel Belletti della Colnago, Iban Mayoz della Footon, Cameron Meyer della Garmin, Marco Marzano della Lampre, Sebastian Lang dell'Omega Pharma, Mauro Facci della Quick Step, Tom Stamsnijder della Rabobank, Gregory Henderson della Sky, Craig Lewis dell'HTC, Juan Horrach e Serguei Klimov della Katusha e Paul Voss della Milram. I fuggitivi riescono a raggiungere fino a 9 minuti di vantaggio sul gruppo tirato dalla Caisse d'Epargne e dalla Saxo Bank che non mettono il necessario impegno per tenere la gara chiusa. Quasi tutte le squadre partecipanti sono rappresentate davanti e l'accordo è ottimo, il che ha fatto subito presagire che la fuga sarebbe arrivata al traguardo. La situazione non cambia finché sulla salita che porta a Perticara ci prova il russo Vladimir Karpets della Katusha che riesce a guadagnare un buon margine sul gruppo e si può lanciare all'inseguimento dei fuggitivi, dove ha a disposizione anche due compagni di squadra. Sulla seconda salita di giornata, il Barbotto, il gruppo di testa inizia a frazionarsi ma tornerà compatto dopo la successiva discesa. A 12 chilometri dall'arrivo arriva l'attacco più deciso, portato da Facci, Kriit, Stamsnijder e Mayoz, con Meyer che mette in luce le sue doti di cronoman rientrando sui quattro all'attacco. A pochi chilometri dal traguardo altri corridori riescono a rientrare e si riforma un gruppetto di circa 12 corridori. Prima dell'ultimo chilometro ci riprovano Facci e Klimov ma gli altri non lasciano spazio. All'ultimo chilometro parte deciso Craig Lewis che riesce a guadagnare un buon margine su Facci, staccato di circa 4 secondi. Una grande trenata di Meyer riporta sotto gli altri fuggitivi rimasti davanti e ai 300 metri parte forte Belletti che supera a doppia velocità Lewis e riesce a fare la differenza mentre Henderson sembra partire un po' tardi e rimane sulle gambe. Il giovane corridore di casa arriva a braccia alzate festeggiando la vittoria più importante di tutta la sua carriera proprio davanti alla sua gente. Da sottolineare anche la prova di Karpets, arrivato al traguardo insieme al compagno Horrach con più di 2 minuti di vantaggio sul gruppo della maglia rosa, recuperando secondi che potranno diventare preziosi nelle tappe a venire.
Infatti, da domani si inizia a salire, entrando nella settimana decisiva per questo pazzo e affascinante Giro d'Italia.
ORDINE D'ARRIVO
1° Manuel Belletti (Ita) Colnago - CSF Inox
2° Gregory Henderson (Nzl) Sky Professional s.t.
3° Iban Mayoz (Esp) Footon - Servetto s.t.
4° Paul Voss (Ger) Team Milram s.t.
5° Sebastian Lang (Ger) Omega Pharma - Lotto s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
Giro d'Italia, Pozzato porta la prima vittoria all'Italia ma che grande azione dei big!
La dodicesima tappa del Giro d'Italia sembrava destinata ad arrivare al traguardo con una scontata volata nella quale i velocisti avrebbero potuto giocarsi un altro successo. Ma uno strappetto che sembrava insignificante a 12 chilometri dall'arrivo ha dato il la a un incredibile attacco da parte di tutti i big meno Evans, che sono riusciti ad arrivare a Recanati a giocarsi la tappa. Allo sprint il migliore è stato Filippo Pozzato, bravo a riprendere Vinokourov e Nibali che erano scattati a 800 metri dal traguardo e ancor più bravo a resistere al ritorno veemente di Voeckler e Pineau, giunti rispettivamente secondo e terzo. La classifica generale è, comunque, rimasta praticamente invariata visto che tutti i corridori in fuga erano, come ben sappiamo, fuori dalle prime dieci posizioni di classifica.
Dopo la fuga bidone di ieri l'intero plotone non aveva alcuna intenzione di lasciar andare una fuga numerosa e infatti il via libera è stato dato soltanto a un gruppetto di 3 corridori formato da Rick Flens della Rabobank, Yuriy Krivtsov dell'Ag2R La Mondiale e Olivier Kaisen dell'Omega Pharma - Lotto. Dopo pochi chilometri Flens era partito da solo riuscendo a raggiungere i 9 minuti di vantaggio ma ha preferito aspettare Krivtsov e Kaisen, partiti dopo, avendo così più speranze di rimanere in fuga. Il vantaggio dei tre è arrivato al massimo intorno ai 6 minuti e 45 secondi mentre il gruppo, tirato dalle squadre dei velocisti, limava con il passare dei chilometri il ritardo, sceso considerevolmente nell'ultimo tratto di corsa con la Garmin - Transitions di Farrar a fare l'andatura. Ma anche oggi la frazione non poteva finire senza un colpo di scena: dopo un attacco di Francesco Failli dell'Acqua & Sapone che sembrava ormai rintuzzato dal gruppo, tutti i migliori si sono mossi sulla salita di terza categoria a 12 chilometri dall'arrivo portando via un gruppetto di una decina di corridori formato da Thomas Voeckler della BBox, Jerome Pineau della QuickStep, Filippo Pozzato della Katusha, Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone, Vincenzo Nibali e Ivan Basso della Liquigas - Doimo, Alexandre Vinokourov dell'Astana, Marco Pinotti dell'HTC - Columbia, Damiano Cunego della Lampre e Michele Scarponi dell'Androni Giocattoli, in pratica tutti quei corridori di classifica rimasti tagliati fuori dalla fuga di ieri, meno Evans. L'australiano non è riuscito a entrare nell'attacco e si è dovuto mettere da solo a lanciare l'inseguimento ai fuggitivi, ricevendo solo negli ultimissimi chilometri l'aiuto della Garmin - Transitions. Con il passare dei chilometri il vantaggio degli uomini di testa non diminuiva più di tanto, permettendo ai corridori di gestirsi in vista del finale, anche se qualcuno di loro puntava di più a guadagnare qualche secondo in salita. Intanto, nel gruppo principale, durante l'inseguimento si è verificata una lite tra il campione del mondo Cadel Evans e Daniele Righi della Lampre, salito in testa al gruppo per infastidire i cambi di chi tirava. I due sono venuti alle mani, seppur a distanza, scambiandosi reciproci gesti e tentativi di pugni, segno dell'altissima tensione che ogni giorno si respira in gruppo. Il lavoro della Garmin è stato perfetto fino all'ultimo chilometro, quando i 10 avevano soltanto 8 secondi di vantaggio su un gruppo lanciatissimo. Ma come è successo spesso in questo Giro i treni dei velocisti si sono un po' guardati, permettendo agli attaccanti di riguadagnare terreno. A 800 metri dall'arrivo ci ha provato Vinokourov con a ruota Nibali ma i due sono stati ripresi da un grande ritorno degli altri fuggitivi con Pozzato deciso protagonista. Il campione italiano è uscito dalla ruota del duo di testa un po' presto ma è stato eccezionale a resistere al ritorno di Voeckler e Pineau, lanciati probabilmente verso la vittoria. Finalmente Pozzato è riuscito a portare a casa la prima vittoria di tappa italiana dopo tanti giorni di piazzamenti e delusioni, mentre la classifica è rimasta praticamente invariata.
ORDINE D'ARRIVO
1° Filippo Pozzato (Ita) Team Katusha
2° Thomas Voeckler (Fra) Bbox Bouygues Telecom s.t.
3° Jerome Pineau (Fra) Quick Step s.t.
4° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone s.t.
5° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
Dopo la fuga bidone di ieri l'intero plotone non aveva alcuna intenzione di lasciar andare una fuga numerosa e infatti il via libera è stato dato soltanto a un gruppetto di 3 corridori formato da Rick Flens della Rabobank, Yuriy Krivtsov dell'Ag2R La Mondiale e Olivier Kaisen dell'Omega Pharma - Lotto. Dopo pochi chilometri Flens era partito da solo riuscendo a raggiungere i 9 minuti di vantaggio ma ha preferito aspettare Krivtsov e Kaisen, partiti dopo, avendo così più speranze di rimanere in fuga. Il vantaggio dei tre è arrivato al massimo intorno ai 6 minuti e 45 secondi mentre il gruppo, tirato dalle squadre dei velocisti, limava con il passare dei chilometri il ritardo, sceso considerevolmente nell'ultimo tratto di corsa con la Garmin - Transitions di Farrar a fare l'andatura. Ma anche oggi la frazione non poteva finire senza un colpo di scena: dopo un attacco di Francesco Failli dell'Acqua & Sapone che sembrava ormai rintuzzato dal gruppo, tutti i migliori si sono mossi sulla salita di terza categoria a 12 chilometri dall'arrivo portando via un gruppetto di una decina di corridori formato da Thomas Voeckler della BBox, Jerome Pineau della QuickStep, Filippo Pozzato della Katusha, Stefano Garzelli dell'Acqua & Sapone, Vincenzo Nibali e Ivan Basso della Liquigas - Doimo, Alexandre Vinokourov dell'Astana, Marco Pinotti dell'HTC - Columbia, Damiano Cunego della Lampre e Michele Scarponi dell'Androni Giocattoli, in pratica tutti quei corridori di classifica rimasti tagliati fuori dalla fuga di ieri, meno Evans. L'australiano non è riuscito a entrare nell'attacco e si è dovuto mettere da solo a lanciare l'inseguimento ai fuggitivi, ricevendo solo negli ultimissimi chilometri l'aiuto della Garmin - Transitions. Con il passare dei chilometri il vantaggio degli uomini di testa non diminuiva più di tanto, permettendo ai corridori di gestirsi in vista del finale, anche se qualcuno di loro puntava di più a guadagnare qualche secondo in salita. Intanto, nel gruppo principale, durante l'inseguimento si è verificata una lite tra il campione del mondo Cadel Evans e Daniele Righi della Lampre, salito in testa al gruppo per infastidire i cambi di chi tirava. I due sono venuti alle mani, seppur a distanza, scambiandosi reciproci gesti e tentativi di pugni, segno dell'altissima tensione che ogni giorno si respira in gruppo. Il lavoro della Garmin è stato perfetto fino all'ultimo chilometro, quando i 10 avevano soltanto 8 secondi di vantaggio su un gruppo lanciatissimo. Ma come è successo spesso in questo Giro i treni dei velocisti si sono un po' guardati, permettendo agli attaccanti di riguadagnare terreno. A 800 metri dall'arrivo ci ha provato Vinokourov con a ruota Nibali ma i due sono stati ripresi da un grande ritorno degli altri fuggitivi con Pozzato deciso protagonista. Il campione italiano è uscito dalla ruota del duo di testa un po' presto ma è stato eccezionale a resistere al ritorno di Voeckler e Pineau, lanciati probabilmente verso la vittoria. Finalmente Pozzato è riuscito a portare a casa la prima vittoria di tappa italiana dopo tanti giorni di piazzamenti e delusioni, mentre la classifica è rimasta praticamente invariata.
ORDINE D'ARRIVO
1° Filippo Pozzato (Ita) Team Katusha
2° Thomas Voeckler (Fra) Bbox Bouygues Telecom s.t.
3° Jerome Pineau (Fra) Quick Step s.t.
4° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone s.t.
5° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
giovedì 20 maggio 2010
Circuit de Lorraine Professionnel, il bielorusso Hutarovich precede Paolini nella 1°tappa
Il bielorusso Yauheni Hutarovich della Francaise des Jeux ha vinto la prima tappa del Circuit de Lorraine Professionnel regolando in volata un gruppo allungato dall'alta velocità del finale ma sostanzialmente compatto. Il corridore della Francaise des Jeux ha battuto con un buon vantaggio l'italiano Luca Paolini dell'Acqua & Sapone e il portoghese Manuel Cardoso della Footon - Servetto, con l'australiano Mitchell Docker della Skil - Shimano al quarto posto e il francese Lloyd Mondory dell'Ag2R La Mondiale al quinto posto.
La tappa si è svolta con lo schema classico delle gare dedicate ai velocisti, con una fuga iniziale di corridori vogliosi di mettersi in mostra e di guadagnare punti e soldi nei traguardi intermedi, e con il gruppo alle loro spalle a tenerli a qualche minuto, incrementando la velocità nel finale. I quattro fuggitivi, Nicolas Vogondy della BBox Bouygues Telecom, Jose Vicente Toribio dell'Andalucia Cajasur, Bert Scheirlinckx della Landbouwkrediet e Thomas De Gendt della Topsport Vlaanderen sono stati ripresi negli ultimi chilometri di corsa da un gruppo tirato dalla Francaise des Jeux che ha favorito la volata del proprio corridore, Hutarovich, nettamente il migliore al traguardo.
ORDINE D'ARRIVO
1° Yauheni Hutarovich (Blr) Francaise Des Jeux
2° Luca Paolini (Ita) Acqua & Sapone s.t.
3° Manuel Cardoso (Por) Footon - Servetto s.t.
4° Mitchell Docker (Aus) Skil - Shimano s.t.
5° Lloyd Mondory (Fra) Ag2R La Mondiale s.t.
La tappa si è svolta con lo schema classico delle gare dedicate ai velocisti, con una fuga iniziale di corridori vogliosi di mettersi in mostra e di guadagnare punti e soldi nei traguardi intermedi, e con il gruppo alle loro spalle a tenerli a qualche minuto, incrementando la velocità nel finale. I quattro fuggitivi, Nicolas Vogondy della BBox Bouygues Telecom, Jose Vicente Toribio dell'Andalucia Cajasur, Bert Scheirlinckx della Landbouwkrediet e Thomas De Gendt della Topsport Vlaanderen sono stati ripresi negli ultimi chilometri di corsa da un gruppo tirato dalla Francaise des Jeux che ha favorito la volata del proprio corridore, Hutarovich, nettamente il migliore al traguardo.
ORDINE D'ARRIVO
1° Yauheni Hutarovich (Blr) Francaise Des Jeux
2° Luca Paolini (Ita) Acqua & Sapone s.t.
3° Manuel Cardoso (Por) Footon - Servetto s.t.
4° Mitchell Docker (Aus) Skil - Shimano s.t.
5° Lloyd Mondory (Fra) Ag2R La Mondiale s.t.
Tour of Japan, la 4°tappa in volata a Shinri Suzuki che diventa anche il nuovo leader della corsa
Il giapponese Shinri Suzuki ha vinto la quarta tappa del Tour of Japan regolando in volata un gruppetto di sei corridori giunto al traguardo con una trentina di secondi di vantaggio su un altrettanto ridotto gruppetto con il leader Michael Matthews. Il corridore della Shimano Racing ha preceduto l'italiano Claudio Corioni della De Rosa Stac Plastic e il giapponese Junya Sano del Team Nippo, centrando così anche la prima vittoria stagionale nella più importante corsa del suo paese.
Suzuki, insieme a Corioni e Cristiano Salerno della De Rosa, Sano e Vincenzo Garofalo del Team Nippo, Shinichi Fukushima della Geumsan Ginseng e il corridore di Hong Kong Ying Hon Yeung, se ne sono andati nell'ultimo dei 12 giri che componevano la tappa costruita nella città di Minami Shinsu. I sette sono riusciti subito a guadagnare un buon vantaggio su un gruppo non troppo nutrito, arrivando con 32 secondi sul leader Matthews che non era riuscito a entrare nell'azione decisiva. Allo sprint Suzuki è stato il migliore, conquistando così anche la maglia di leader della classifica con 5 secondi su Sano, 6 su Corioni e 9 su Salerno.
Oggi la corsa osserva un giorno di riposo prima della decisiva cronoscalata al Monte Fuji di domani che sicuramente rivoluzionerà la classifica, che vede anche l'italiano Garofalo a 16 secondi da Suzuki.
ORDINE D'ARRIVO
1° Shinri Suzuki (Jpn) Shimano Racing
2° Claudio Corioni (Ita) De Rosa - Stac Plastic s.t.
3° Junya Sano (Jpn) Team Nippo s.t.
4° Shinichi Fukushima (Jpn) Geumsan Ginseng Asia s.t.
5° Ying Hon Yeung (HKg) Hong Kong s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Shinri Suzuki (Jpn) Shimano Racing
2° Junya Sano (Jpn) Team Nippo a 5''
3° Claudio Corioni (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 6''
4° Cristiano Salerno (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 9''
5° Shinichi Fukushima (Jpn) Geumsan Ginseng Asia a 12''
6° Vincenzo Garofalo (Ita) Team Nippo a 16''
7° Michael Matthews (Aus) Team Jayco - Skins a 22''
8° Darren Lapthorne (Aus) Rapha Condor a 36''
9° Kam Po Wong (HKg) Hong Kong s.t.
10° Andrey Mizurov (Kaz) Kazakhstan a 39''
Suzuki, insieme a Corioni e Cristiano Salerno della De Rosa, Sano e Vincenzo Garofalo del Team Nippo, Shinichi Fukushima della Geumsan Ginseng e il corridore di Hong Kong Ying Hon Yeung, se ne sono andati nell'ultimo dei 12 giri che componevano la tappa costruita nella città di Minami Shinsu. I sette sono riusciti subito a guadagnare un buon vantaggio su un gruppo non troppo nutrito, arrivando con 32 secondi sul leader Matthews che non era riuscito a entrare nell'azione decisiva. Allo sprint Suzuki è stato il migliore, conquistando così anche la maglia di leader della classifica con 5 secondi su Sano, 6 su Corioni e 9 su Salerno.
Oggi la corsa osserva un giorno di riposo prima della decisiva cronoscalata al Monte Fuji di domani che sicuramente rivoluzionerà la classifica, che vede anche l'italiano Garofalo a 16 secondi da Suzuki.
ORDINE D'ARRIVO
1° Shinri Suzuki (Jpn) Shimano Racing
2° Claudio Corioni (Ita) De Rosa - Stac Plastic s.t.
3° Junya Sano (Jpn) Team Nippo s.t.
4° Shinichi Fukushima (Jpn) Geumsan Ginseng Asia s.t.
5° Ying Hon Yeung (HKg) Hong Kong s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Shinri Suzuki (Jpn) Shimano Racing
2° Junya Sano (Jpn) Team Nippo a 5''
3° Claudio Corioni (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 6''
4° Cristiano Salerno (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 9''
5° Shinichi Fukushima (Jpn) Geumsan Ginseng Asia a 12''
6° Vincenzo Garofalo (Ita) Team Nippo a 16''
7° Michael Matthews (Aus) Team Jayco - Skins a 22''
8° Darren Lapthorne (Aus) Rapha Condor a 36''
9° Kam Po Wong (HKg) Hong Kong s.t.
10° Andrey Mizurov (Kaz) Kazakhstan a 39''
Olympia's Tour, tripletta per Taylor Phinney, sua anche la volata della 2°tappa
L'americano Taylor Phinney continua la sua striscia vincente regolando il gruppo compatto giunto al traguardo della seconda tappa dell'Olympia's Tour, breve corsa a tappe dedicata ai giovani talenti del nostro ciclismo. Il corridore della Trek - Livestrong ha superato i due olandesi della Rabobank Continental Boy Van Poppel e Coen Vermeltfoort, dimostrando una volta di più il suo immenso talento, dopo aver vinto anche il prologo e la prima tappa.
In classifica generale Phinney può gestire un buon vantaggio su due compagni di squadra, il neozelandese Jesse Sergent staccato di 37 secondi e il britannico Alex Dowsett, staccato di 50.
"Abbiamo lavorato duramente anche oggi per tenere il gruppo unito ma la squadra ha fatto un lavoro perfetto. Allo sprint sono stato chiuso per un attimo ma sono riuscito a trovare un buco in tempo per effettuare la volata. Sto guidando la classifica generale che è un'ottima cosa ma stiamo facendo anche un grande lavoro come squadra, dato che occupiamo il primo, il secondo e il terzo posto nella generale" ha dichiarato Phinney a fine gara.
ORDINE D'ARRIVO
1° Taylor Phinney (USA) Trek - Livestrong
2° Boy van Poppel (Ned) Rabobank Continental s.t.
3° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental s.t.
4° Jos Pronk (Ned) Midi Center - Ruiter Wielerteam s.t.
5° Remco Te Brake (Ned) Van Vliet EBH s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Jesse Sergent (Nzl) Trek - Livestrong a 37''
3° Alex Dowsett (Gbr) Trek - Livestrong a 50''
4° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental s.t.
5° Boy van Poppel (Ned) Rabobank Continental a 1'06''
fonte: cyclingnews.com
In classifica generale Phinney può gestire un buon vantaggio su due compagni di squadra, il neozelandese Jesse Sergent staccato di 37 secondi e il britannico Alex Dowsett, staccato di 50.
"Abbiamo lavorato duramente anche oggi per tenere il gruppo unito ma la squadra ha fatto un lavoro perfetto. Allo sprint sono stato chiuso per un attimo ma sono riuscito a trovare un buco in tempo per effettuare la volata. Sto guidando la classifica generale che è un'ottima cosa ma stiamo facendo anche un grande lavoro come squadra, dato che occupiamo il primo, il secondo e il terzo posto nella generale" ha dichiarato Phinney a fine gara.
ORDINE D'ARRIVO
1° Taylor Phinney (USA) Trek - Livestrong
2° Boy van Poppel (Ned) Rabobank Continental s.t.
3° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental s.t.
4° Jos Pronk (Ned) Midi Center - Ruiter Wielerteam s.t.
5° Remco Te Brake (Ned) Van Vliet EBH s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Jesse Sergent (Nzl) Trek - Livestrong a 37''
3° Alex Dowsett (Gbr) Trek - Livestrong a 50''
4° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental s.t.
5° Boy van Poppel (Ned) Rabobank Continental a 1'06''
fonte: cyclingnews.com
Amgen Tour of California, Zabriskie in maglia dopo la vittoria nella 3°tappa, a Chicchi in volata la 4°
La terza tappa dell'Amgen Tour of California è stata, finora, la frazione che ha creato le prime differenze in classifica generale. Infatti, David Zabriskie della Garmin Transitions, Michael Rogers dell'HTC - Columbia, Levi Leipheimer della RadioShack sono riusciti a fare la differenza rispetto a un nutrito gruppo con tutti gli altri favoriti, arrivando al traguardo con 17 secondi di vantaggio. Il trio si è avvantaggiato sulla salita di Bonny Doon Road riuscendo ad accumulare un vantaggio di circa un minuto e mezzo sugli altri favoriti che, però, sono riusciti a organizzare l'inseguimento riuscendo a rintuzzare quasi del tutto l'attacco. In volata, Zabriskie è stato il migliore precedendo Rogers e Leipheimer e stabilendo, grazie agli abbuoni, anche la classifica generale che è rimasta immutata dopo la quarta tappa, arrivata in volata e vinta dall'italiano Francesco Chicchi della Liquigas Doimo davanti a Juan Jose Haedo della Saxo Bank e Mark Cavendish dell'HTC - Columbia.
Dopo pochi chilometri una fuga ha subito preso piede, composta da Lars Boom della Rabobank, Jurgen Van de Walle della Quickstep, Jeremy Powers della Jelly Belly, Rob Britton della Bissell e Ryan Anderson della Kelly Benefit. I cinque sono riusciti a guadagnare fino a 6 minuti e 30 ma il gruppo, rimasto compatto nonostante le tante salite, non aveva l'intenzione di lasciar andare la fuga. Mentre dietro il gruppo si spezzava per una caduta con Zabriskie costretto a inseguire, davanti Anderson, dopo aver accumulato un po' di punti per la classifica dei GPM, perdeva contatto con la fuga. Il più convinto per la vittoria finale è risultato essere Boom che ha più volte provato l'attacco negli ultimi chilometri, ma il gruppo tirato dall'HTC - Columbia è riuscito a rientrare sulla fuga a 8 dall'arrivo. All'ultimo chilometro era la Quickstep a comandare il plotone ma la situazione è diventata confusa permettendo alla Fly V Australia di prendere in mano la situazione per Cantwell. All'ingresso sul rettilineo finale Renshaw era davanti con Cavendish ma era ancora troppo presto per lanciare il britannico così la velocità è scesa e Cavendish è dovuto ripartire quasi da fermo, ritrovandosi al vento troppo presto. Alla sua destra era partito Haedo ma alle spalle dell'argentino Chicchi era riuscito a prendergli la ruota, saltandolo negli ultimi metri per una vittoria molto prestigiosa contro il meglio dello sprint mondiale.
In classifica generale, come già anticipato sopra, è Zabriskie il primo, con Rogers staccato di 4 secondi e Leipheimer di 6, mentre Peter Sagan della Liquigas è quarto a 21 secondi.
3°TAPPA
1° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia s.t.
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack s.t.
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 17''
5° Rory Sutherland (Aus) UnitedHealthCare s.t.
4°TAPPA
1° Francesco Chicchi (Ita) Liquigas - Doimo
2° Juan Jose Haedo (Arg) Team Saxo Bank s.t.
3° Mark Cavendish (Gbr) Team HTC - Columbia s.t.
4° Theo Bos (Ned) Cervelo Test Team s.t.
5° Jonathan Cantwell (Aus) Fly V Australia s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia a 4''
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 6''
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 21''
5° Marc De Maar (Ned) UnitedHealthCare a 24''
Dopo pochi chilometri una fuga ha subito preso piede, composta da Lars Boom della Rabobank, Jurgen Van de Walle della Quickstep, Jeremy Powers della Jelly Belly, Rob Britton della Bissell e Ryan Anderson della Kelly Benefit. I cinque sono riusciti a guadagnare fino a 6 minuti e 30 ma il gruppo, rimasto compatto nonostante le tante salite, non aveva l'intenzione di lasciar andare la fuga. Mentre dietro il gruppo si spezzava per una caduta con Zabriskie costretto a inseguire, davanti Anderson, dopo aver accumulato un po' di punti per la classifica dei GPM, perdeva contatto con la fuga. Il più convinto per la vittoria finale è risultato essere Boom che ha più volte provato l'attacco negli ultimi chilometri, ma il gruppo tirato dall'HTC - Columbia è riuscito a rientrare sulla fuga a 8 dall'arrivo. All'ultimo chilometro era la Quickstep a comandare il plotone ma la situazione è diventata confusa permettendo alla Fly V Australia di prendere in mano la situazione per Cantwell. All'ingresso sul rettilineo finale Renshaw era davanti con Cavendish ma era ancora troppo presto per lanciare il britannico così la velocità è scesa e Cavendish è dovuto ripartire quasi da fermo, ritrovandosi al vento troppo presto. Alla sua destra era partito Haedo ma alle spalle dell'argentino Chicchi era riuscito a prendergli la ruota, saltandolo negli ultimi metri per una vittoria molto prestigiosa contro il meglio dello sprint mondiale.
In classifica generale, come già anticipato sopra, è Zabriskie il primo, con Rogers staccato di 4 secondi e Leipheimer di 6, mentre Peter Sagan della Liquigas è quarto a 21 secondi.
3°TAPPA
1° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia s.t.
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack s.t.
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 17''
5° Rory Sutherland (Aus) UnitedHealthCare s.t.
4°TAPPA
1° Francesco Chicchi (Ita) Liquigas - Doimo
2° Juan Jose Haedo (Arg) Team Saxo Bank s.t.
3° Mark Cavendish (Gbr) Team HTC - Columbia s.t.
4° Theo Bos (Ned) Cervelo Test Team s.t.
5° Jonathan Cantwell (Aus) Fly V Australia s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° David Zabriskie (Usa) Garmin - Transitions
2° Michael Rogers (Aus) Team HTC - Columbia a 4''
3° Levi Leipheimer (Usa) Team Radioshack a 6''
4° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 21''
5° Marc De Maar (Ned) UnitedHealthCare a 24''
mercoledì 19 maggio 2010
Giro d'Italia, fuga bidone nell'11°tappa, vince Petrov, Porte in maglia rosa, a 13 minuti i big
Dopo la tappa di oggi, credo che al Giro di quest'anno le abbiamo viste proprio tutte. Dopo cadute a ripetizioni, nubifragi, grandine, uno spruzzo di neve e il fango, oggi è arrivato il giorno della più classica delle fughe bidone. Il problema è che all'attacco non ci sono andati i soliti quattro sconosciuti che hanno approfittato di una giornata no del gruppo ma sono partiti una cinquantina di corridori tra cui nomi noti come Bradley Wiggins e Carlos Sastre e due corridori che erano ben piazzati in classifica generale come Richie Porte e David Arroyo. Se poi aggiungiamo che tutti questi corridori avevano con sé tre o quattro gregari a testa e che dietro le squadre dei big hanno fatto a gara per non tirare, possiamo ben immaginare che il vantaggio è subito lievitato ed è diventato incolmabile. Il più bravo di quelli davanti è stato il russo Evgeni Petrov della Katusha che sulla salita finale che conduceva a L'Aquila ha preceduto di 5 secondi un ottimo Dario Cataldo della Quickstep e Sastre della Cervelo. Il gruppo maglia rosa, ridotto a una ventina di unità, è arrivato al traguardo con circa 13 minuti di ritardo.
La tappa è partita subito fortissima, con tanti corridori che hanno provato dopo pochi chilometri ad andare in fuga, sperando nelle condizioni meteo sfavorevoli (pioggia e temperature molto basse) e nel percorso attraverso gli Appennini, con arrivo in quota all'Aquila. Infatti, dopo soli 20 chilometri davanti si è formato un gruppetto di 56 corridori con Porte, Wiggins, Sastre, Arroyo, Petrov, 3 gregari per Wiggins, 4 per Arroyo, 3 per Sastre tra cui Xavier Tondo e corridori ben piazzati in classifica e pericolosi come Alexander Efimkin dell'Ag2R, Linus Gerdemann della Milram e il duo della Liquigas formato da Valerio Agnoli e Robert Kiserlovski. Dietro, il gruppo ha iniziato a guardarsi, lasciando fare ai fuggitivi che intanto, grazie alle squadre più rappresentate, hanno guadagnato dopo pochissimi chilometri un gran margine. Quando nel plotone hanno iniziato a tirare Astana, BMC e Androni, il vantaggio degli uomini di testa aveva già raggiunto i 17 minuti. Sfruttando anche le tante defezioni odierne di Astana e BMC, i fuggitivi sono riusciti a incrementare ancora il vantaggio sulla prima salita di giornata a Rionero Sannitico, portandosi a quasi 18 minuti, con il gruppo della maglia rosa che intanto perdeva corridori. Quando la situazione è incominciata a peggiorare i gregari dei corridori di classifica hanno iniziato a staccarsi dalla fuga, tra cui Vanotti e Dall'Antonia della Liquigas, Bertogliati, Carlos Ochoa e Wurf dell'Androni, Bookwalter della BMC e Jufre Pou e Stangelj dell'Astana. Appena venivano ripresi, i gregari si mettevano subito al servizio dei propri capitani ma il vantaggio non scendeva più di tanto, arrivando a 70 chilometri dal traguardo a toccare i 15 minuti. Superata anche la salita di Capo di Valle, la cui sommità si trovava a 36,5 chilometri dall'arrivo, il vantaggio del gruppetto di testa rimaneva alto, quasi 13 minuti, con i capitani che iniziavano a rimanere da soli, visto il grande lavoro dei loro gregari che davano tutto e si staccavano sulle tante salite. Tutti i più forti corridori presenti in questo Giro, rimasti senza aiuto, hanno iniziato a tirare con cambi regolari per cercare di limitare i danni, mentre davanti il gruppetto degli attaccanti iniziava a perdere qualche pezzo. Con l'approssimarsi dell'arrivo, tra gli attaccanti è iniziata la bagarre. Il primo a provarci è stato Jerome Pineau della Quickstep a 8 chilometri dal traguardo con Voeckler subito dietro, ma tutti gli altri corridori erano distanti soltanto qualche metro. Ripresi i due francesi ci ha provato il belga Jan Bakelants ma lo scatto più deciso è stato quello di Dario Cataldo che ha subito preso qualche secondo di vantaggio. Il giovane abruzzese è riuscito a rimanere in testa da solo fino a circa 3 chilometri dall'arrivo quando è stato ripreso da Bakelants e Gerdemann. Prima della salita finale verso l'Aquila, i corridori dovevano affrontare una discesa resa insidiosa dalla pioggia e proprio in una curva Bakelants è scivolato lasciando il solo Gerdemann davanti visto che anche Cataldo si era staccato. Il tedesco della Milram sembrava in grado di tenere fino all'arrivo ma alle sue spalle Petrov stava risalendo velocemente superando prima Cataldo e poi proprio Gerdemann, lanciandosi da solo verso il traguardo. Cataldo era bravo a gestire le forze e ad arrivare secondo con qualche metro di vantaggio su Sastre mentre Wiggins arrivava poco più indietro. Tutti i favoriti, stremati e senza gregari, hanno tagliato il traguardo a quasi 13 minuti di ritardo da Petrov, stravolgendo la classifica generale.
La maglia rosa è andata al giovane australiano Richie Porte della Saxo Bank, salita agli onori della cronaca al Giro di Romandia per la vittoria in una cronometro e conosciuto in Italia per aver militato qualche anno in formazioni dilettantistiche nostrane. Alle spalle di Porte, a 1 e 42, troviamo David Arroyo mentre a 1 e 56 c'è Robert Kiserlovski della Liquigas. Il primo degli ex big di classifica, Vinokourov, deve recuperare a Porte quasi 10 minuti.
Sono tanti i dubbi che tutti gli appassionati si stanno domandando da oggi, Porte riuscirà a tenere fino a Verona? Arroyo, un corridore molto regolare, perderà 8 o più minuti da qui a Verona? Come si comporterà adesso Sastre che si trova in vantaggio rispetto a tutti i suoi avversari? E il suo compagno Xavier Tondo che è sembrato molto in palla in salita? E la Liquigas? Punterà su Kiserlovski e Agnoli o li farà comunque lavorare per Nibali e Basso? E Wiggins? Proverà a vincere il Giro adesso che è in una posizione favorevole?
Un Giro senza padroni, un Giro che nessuno sembra voglia vincere. Attenzione che a Verona non ci scappi la sorpresa. E se continuiamo così...
ORDINE D'ARRIVO
1° Evgeni Petrov (Rus) Team Katusha
2° Dario Cataldo (Ita) Quick Step a 5''
3° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team s.t.
4° Bradley Wiggins (GBr) Sky Professional a 7''
5° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
12° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 9'58''
La tappa è partita subito fortissima, con tanti corridori che hanno provato dopo pochi chilometri ad andare in fuga, sperando nelle condizioni meteo sfavorevoli (pioggia e temperature molto basse) e nel percorso attraverso gli Appennini, con arrivo in quota all'Aquila. Infatti, dopo soli 20 chilometri davanti si è formato un gruppetto di 56 corridori con Porte, Wiggins, Sastre, Arroyo, Petrov, 3 gregari per Wiggins, 4 per Arroyo, 3 per Sastre tra cui Xavier Tondo e corridori ben piazzati in classifica e pericolosi come Alexander Efimkin dell'Ag2R, Linus Gerdemann della Milram e il duo della Liquigas formato da Valerio Agnoli e Robert Kiserlovski. Dietro, il gruppo ha iniziato a guardarsi, lasciando fare ai fuggitivi che intanto, grazie alle squadre più rappresentate, hanno guadagnato dopo pochissimi chilometri un gran margine. Quando nel plotone hanno iniziato a tirare Astana, BMC e Androni, il vantaggio degli uomini di testa aveva già raggiunto i 17 minuti. Sfruttando anche le tante defezioni odierne di Astana e BMC, i fuggitivi sono riusciti a incrementare ancora il vantaggio sulla prima salita di giornata a Rionero Sannitico, portandosi a quasi 18 minuti, con il gruppo della maglia rosa che intanto perdeva corridori. Quando la situazione è incominciata a peggiorare i gregari dei corridori di classifica hanno iniziato a staccarsi dalla fuga, tra cui Vanotti e Dall'Antonia della Liquigas, Bertogliati, Carlos Ochoa e Wurf dell'Androni, Bookwalter della BMC e Jufre Pou e Stangelj dell'Astana. Appena venivano ripresi, i gregari si mettevano subito al servizio dei propri capitani ma il vantaggio non scendeva più di tanto, arrivando a 70 chilometri dal traguardo a toccare i 15 minuti. Superata anche la salita di Capo di Valle, la cui sommità si trovava a 36,5 chilometri dall'arrivo, il vantaggio del gruppetto di testa rimaneva alto, quasi 13 minuti, con i capitani che iniziavano a rimanere da soli, visto il grande lavoro dei loro gregari che davano tutto e si staccavano sulle tante salite. Tutti i più forti corridori presenti in questo Giro, rimasti senza aiuto, hanno iniziato a tirare con cambi regolari per cercare di limitare i danni, mentre davanti il gruppetto degli attaccanti iniziava a perdere qualche pezzo. Con l'approssimarsi dell'arrivo, tra gli attaccanti è iniziata la bagarre. Il primo a provarci è stato Jerome Pineau della Quickstep a 8 chilometri dal traguardo con Voeckler subito dietro, ma tutti gli altri corridori erano distanti soltanto qualche metro. Ripresi i due francesi ci ha provato il belga Jan Bakelants ma lo scatto più deciso è stato quello di Dario Cataldo che ha subito preso qualche secondo di vantaggio. Il giovane abruzzese è riuscito a rimanere in testa da solo fino a circa 3 chilometri dall'arrivo quando è stato ripreso da Bakelants e Gerdemann. Prima della salita finale verso l'Aquila, i corridori dovevano affrontare una discesa resa insidiosa dalla pioggia e proprio in una curva Bakelants è scivolato lasciando il solo Gerdemann davanti visto che anche Cataldo si era staccato. Il tedesco della Milram sembrava in grado di tenere fino all'arrivo ma alle sue spalle Petrov stava risalendo velocemente superando prima Cataldo e poi proprio Gerdemann, lanciandosi da solo verso il traguardo. Cataldo era bravo a gestire le forze e ad arrivare secondo con qualche metro di vantaggio su Sastre mentre Wiggins arrivava poco più indietro. Tutti i favoriti, stremati e senza gregari, hanno tagliato il traguardo a quasi 13 minuti di ritardo da Petrov, stravolgendo la classifica generale.
La maglia rosa è andata al giovane australiano Richie Porte della Saxo Bank, salita agli onori della cronaca al Giro di Romandia per la vittoria in una cronometro e conosciuto in Italia per aver militato qualche anno in formazioni dilettantistiche nostrane. Alle spalle di Porte, a 1 e 42, troviamo David Arroyo mentre a 1 e 56 c'è Robert Kiserlovski della Liquigas. Il primo degli ex big di classifica, Vinokourov, deve recuperare a Porte quasi 10 minuti.
Sono tanti i dubbi che tutti gli appassionati si stanno domandando da oggi, Porte riuscirà a tenere fino a Verona? Arroyo, un corridore molto regolare, perderà 8 o più minuti da qui a Verona? Come si comporterà adesso Sastre che si trova in vantaggio rispetto a tutti i suoi avversari? E il suo compagno Xavier Tondo che è sembrato molto in palla in salita? E la Liquigas? Punterà su Kiserlovski e Agnoli o li farà comunque lavorare per Nibali e Basso? E Wiggins? Proverà a vincere il Giro adesso che è in una posizione favorevole?
Un Giro senza padroni, un Giro che nessuno sembra voglia vincere. Attenzione che a Verona non ci scappi la sorpresa. E se continuiamo così...
ORDINE D'ARRIVO
1° Evgeni Petrov (Rus) Team Katusha
2° Dario Cataldo (Ita) Quick Step a 5''
3° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team s.t.
4° Bradley Wiggins (GBr) Sky Professional a 7''
5° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
12° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 9'58''
Tour of Japan, ancora Italia nella 3°tappa, in volata vince Claudio Cucinotta della De Rosa
L'italiano Claudio Cucinotta ha vinto la terza tappa del Tour of Japan regolando in volata il gruppo arrivato compatto al traguardo. Il corridore della De Rosa - Stac Plastic ha preceduto allo sprint l'australiano Zakkari Dempster della Rapha Condor e il giapponese Takashi Miyazawa del Team Nippo, mentre il leader della classifica generale Michael Matthews è giunto solo quarto avendo scelto, per sua stessa ammissione, la ruota sbagliata al momento dello sprint. Per Cucinotta è la prima vittoria stagionale ed è anche il ritorno alla vittoria dopo che nel 2009 era rimasto a secco di successi.
La tappa è stata caratterizzata da una classifica fuga di corridori pronti a mettersi in mostra ma la situazione, purtroppo per loro, è stata presa in mano dalla squadra nazionale del Kazakhstan che voleva portare la corsa in volata e si è messa a tirare per riprendere la fuga. La squadra del leader della classifica generale, il Team Jayco Skins, ha preferito non tirare, consapevole della possibilità di perdere la maglia ma interessato anche a risparmiare il più possibile le energie. Allo sprint il migliore è stato Cucinotta davanti a Dempster, Miyazawa, Matthews e Kazuhiro Mori. Per Matthews in classifica generale è cambiato poco o niente visto che i due più immediati inseguitori restano Cristiano Salerno della De Rosa a 9 secondi e Darren Lapthorne della Rapha Condor a 14 secondi.
ORDINE D'ARRIVO
1° Claudio Cucinotta (Ita) De Rosa - Stac Plastic
2° Zakkari Dempster (Aus) Rapha Condor - Sharp s.t.
3° Takashi Miyazawa (Jpn) Team Nippo s.t.
4° Michael Matthews (Aus) Team Jayco - Skins s.t.
5° Kazuhiro Mori (Jpn) Aisan Racing Team s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Matthews (Aus) Team Jayco - Skins
2° Cristiano Salerno (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 9''
3° Darren Lapthorne (Aus) Rapha Condor - Sharp a 14''
4° Kam Po Wong (Hkg) Hong Kong s.t.
5° Andrey Mizourov (Kaz) Kazakhstan a 17''
fonte: cyclingnews.com
La tappa è stata caratterizzata da una classifica fuga di corridori pronti a mettersi in mostra ma la situazione, purtroppo per loro, è stata presa in mano dalla squadra nazionale del Kazakhstan che voleva portare la corsa in volata e si è messa a tirare per riprendere la fuga. La squadra del leader della classifica generale, il Team Jayco Skins, ha preferito non tirare, consapevole della possibilità di perdere la maglia ma interessato anche a risparmiare il più possibile le energie. Allo sprint il migliore è stato Cucinotta davanti a Dempster, Miyazawa, Matthews e Kazuhiro Mori. Per Matthews in classifica generale è cambiato poco o niente visto che i due più immediati inseguitori restano Cristiano Salerno della De Rosa a 9 secondi e Darren Lapthorne della Rapha Condor a 14 secondi.
ORDINE D'ARRIVO
1° Claudio Cucinotta (Ita) De Rosa - Stac Plastic
2° Zakkari Dempster (Aus) Rapha Condor - Sharp s.t.
3° Takashi Miyazawa (Jpn) Team Nippo s.t.
4° Michael Matthews (Aus) Team Jayco - Skins s.t.
5° Kazuhiro Mori (Jpn) Aisan Racing Team s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Michael Matthews (Aus) Team Jayco - Skins
2° Cristiano Salerno (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 9''
3° Darren Lapthorne (Aus) Rapha Condor - Sharp a 14''
4° Kam Po Wong (Hkg) Hong Kong s.t.
5° Andrey Mizourov (Kaz) Kazakhstan a 17''
fonte: cyclingnews.com
martedì 18 maggio 2010
Olympia's Tour, Cannibale Phinney, sua la 1°tappa in volata
Lo statunitense Taylor Phinney ha vinto la prima tappa dell'Olympia's Tour regolando in volata il gruppo arrivato compatto al traguardo. Il corridore della Trek - Livestrong ha battuto gli olandesi Coen Vermeltfoort della Rabobank CT e Jos Pronk della Midi Center Ruiter Wielerteam confermandosi come uno dei talenti più brillanti della nuova generazione. Per Phinney si tratta del secondo successo consecutivo nella corsa olandese dopo la vittoria nel prologo.
La tappa non è stata particolarmente emozionante visto che ha seguito il solito canovaccio di una frazione per velocisti, caratterizzata da una fuga di qualcuno voglioso di mettersi in mostra e con il gruppo a tirare per riprenderli nei chilometri finali della corsa. Ed è stata proprio la squadra di Phinney a chiudere il buco, riprendendo gli attaccanti negli ultimi chilometri di gara. Ma la sorpresa più grande è arrivata proprio nello sprint di gruppo: tutti conoscevano le indiscutibili doti di Phinney a cronometro ma nessuno ancora l'aveva visto all'opera in una volata. Il corridore statunistense è stato bravo ad anticipare la volata del gruppo, mettendo fuori gioco tutti gli sprinter che stavano aspettando il momento giusto per scattare. Phinney è così arrivato al traguardo precedendo il gruppo che non era riuscito a sfruttare lo scatto del giovane corridore della Trek Livestrong.
In classifica generale Phinney rimane primo con 27 secondi di vantaggio sul compagno Jesse Sergent e con 40 secondi di vantaggio sull'altro compagno Alex Dowsett
ORDINE D'ARRIVO
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental s.t.
3° Jos Pronk (Ned) Midi Center - Ruiter Wielerteam s.t.
4° Boy van Poppel (Ned) Rabobank Continental s.t.
5° Bert - Jan Lindeman (Ned) Cycling Team Jo Piels s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Jesse Sergent (Nzl) Trek - Livestrong a 27''
3° Alex Dowsett (Gbr) Trek - Livestrong a 40''
4° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental a 47''
5° Martijn Keizer (Ned) Rabobank Continental a 53''
La tappa non è stata particolarmente emozionante visto che ha seguito il solito canovaccio di una frazione per velocisti, caratterizzata da una fuga di qualcuno voglioso di mettersi in mostra e con il gruppo a tirare per riprenderli nei chilometri finali della corsa. Ed è stata proprio la squadra di Phinney a chiudere il buco, riprendendo gli attaccanti negli ultimi chilometri di gara. Ma la sorpresa più grande è arrivata proprio nello sprint di gruppo: tutti conoscevano le indiscutibili doti di Phinney a cronometro ma nessuno ancora l'aveva visto all'opera in una volata. Il corridore statunistense è stato bravo ad anticipare la volata del gruppo, mettendo fuori gioco tutti gli sprinter che stavano aspettando il momento giusto per scattare. Phinney è così arrivato al traguardo precedendo il gruppo che non era riuscito a sfruttare lo scatto del giovane corridore della Trek Livestrong.
In classifica generale Phinney rimane primo con 27 secondi di vantaggio sul compagno Jesse Sergent e con 40 secondi di vantaggio sull'altro compagno Alex Dowsett
ORDINE D'ARRIVO
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental s.t.
3° Jos Pronk (Ned) Midi Center - Ruiter Wielerteam s.t.
4° Boy van Poppel (Ned) Rabobank Continental s.t.
5° Bert - Jan Lindeman (Ned) Cycling Team Jo Piels s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Jesse Sergent (Nzl) Trek - Livestrong a 27''
3° Alex Dowsett (Gbr) Trek - Livestrong a 40''
4° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental a 47''
5° Martijn Keizer (Ned) Rabobank Continental a 53''
Amgen Tour of California, Brett Lancaster vince la 2°tappa ed è il nuovo leader della classifica
L'australiano Brett Lancaster ha vinto la seconda tappa dell'Amgen Tour of California regolando con una grande azione nel finale un gruppetto di una trentina di corridori che è sopravvissuto alla prima tappa decisiva di questa corsa. Il corridore della Cervelo ha preceduto, nell'ordine, lo slovacco Peter Sagan della Liquigas, l'olandese Lars Boom della Rabobank e l'australiano Rory Sutherland della UnitedHealthCare.
Dopo pochi chilometri di una tappa vallonata e corsa sotto l'insidia di una pioggia battente negli ultimi chilometri in cinque riuscivano a evadere dal gruppo. Karl Menzies della UnitedHealthCare, Jay Robert Thomson della Fly V Australia, Michael Friedman della Jelly Belly, Andrew Randell della SpiderTech e Thomas Rabou del Team Type 1 erano i componenti del gruppetto di fuggitivi che è riuscito ad avvantaggiarsi sul gruppo fino a 6 minuti e 40 secondi. I cinque sono rimasti insieme fino alla salita di Trinity Road, sulle cui pendici sono rimasti davanti soltanto Rabou e Menzies mentre gli altri tre venivano ripresi dal gruppo. I due di testa hanno continuato a collaborare intensamente ma non avevano alcun mezzo per contrastare lo strapotere delle squadre all'inseguimento, capitanate da Garmin e RadioShack. Viste le condizioni meteo e il percorso non molto semplice davanti sono riusciti a rimanere soltanto 27 corridori, tra i quali praticamente tutti i favoriti alla vittoria finale. Allo sprint Lancaster è riuscito a precedere Sagan dimostrando doti da velocista che probabilmente neanche lui sapeva di avere. In classifica generale è proprio Lancaster il primo della classe, avendo 4 secondi di vantaggio su Sagan e Menzies e 6 su Lars Boom e Rabou.
ORDINE D'ARRIVO
1° Brett Lancaster (Aus) Cervelo Test Team
2° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo s.t.
3° Lars Boom (Ned) Rabobank s.t.
4° Rory Sutherland (Aus) Unitedhealthcare s.t.
5° Andre Steensen (Den) Team Saxo Bank s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Brett Lancaster (Aus) Cervelo Test Team
2° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 4''
3° Karl Menzies (Aus) Unitedhealthcare s.t.
4° Lars Boom (Ned) Rabobank a 6''
5° Thomas Rabou (Ned) Team Type 1 s.t.
fonte: cyclingnews.com
Dopo pochi chilometri di una tappa vallonata e corsa sotto l'insidia di una pioggia battente negli ultimi chilometri in cinque riuscivano a evadere dal gruppo. Karl Menzies della UnitedHealthCare, Jay Robert Thomson della Fly V Australia, Michael Friedman della Jelly Belly, Andrew Randell della SpiderTech e Thomas Rabou del Team Type 1 erano i componenti del gruppetto di fuggitivi che è riuscito ad avvantaggiarsi sul gruppo fino a 6 minuti e 40 secondi. I cinque sono rimasti insieme fino alla salita di Trinity Road, sulle cui pendici sono rimasti davanti soltanto Rabou e Menzies mentre gli altri tre venivano ripresi dal gruppo. I due di testa hanno continuato a collaborare intensamente ma non avevano alcun mezzo per contrastare lo strapotere delle squadre all'inseguimento, capitanate da Garmin e RadioShack. Viste le condizioni meteo e il percorso non molto semplice davanti sono riusciti a rimanere soltanto 27 corridori, tra i quali praticamente tutti i favoriti alla vittoria finale. Allo sprint Lancaster è riuscito a precedere Sagan dimostrando doti da velocista che probabilmente neanche lui sapeva di avere. In classifica generale è proprio Lancaster il primo della classe, avendo 4 secondi di vantaggio su Sagan e Menzies e 6 su Lars Boom e Rabou.
ORDINE D'ARRIVO
1° Brett Lancaster (Aus) Cervelo Test Team
2° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo s.t.
3° Lars Boom (Ned) Rabobank s.t.
4° Rory Sutherland (Aus) Unitedhealthcare s.t.
5° Andre Steensen (Den) Team Saxo Bank s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Brett Lancaster (Aus) Cervelo Test Team
2° Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo a 4''
3° Karl Menzies (Aus) Unitedhealthcare s.t.
4° Lars Boom (Ned) Rabobank a 6''
5° Thomas Rabou (Ned) Team Type 1 s.t.
fonte: cyclingnews.com
Giro d'Italia, Tyler Farrar vince la 10°tappa in volata sfiorando la doppietta, Vinokourov sempre in maglia
L'americano Tyler Farrar ha vinto la decima tappa del Giro d'Italia regolando con autorità il gruppo arrivato compatto al traguardo. Il corridore della Garmin - Transitions ha superato allo sprint l'italiano Fabio Sabatini della Liquigas e il compagno Julian Dean che lo ha lanciato con grande efficacia. Per Farrar si tratta della seconda vittoria a questo Giro dopo la vittoria in Olanda. Ancora latita un successo italiano, visto che dopo 10 tappe nessun corridore locale è riuscito a imporsi in una tappa in linea, con il solo successo della Liquigas nella cronosquadre. Con il ritiro di Petacchi, nelle volate l'Italia ha perso almeno il 70% di possibilità di vincere una tappa, visto che Alberto Loddo dell'Androni non sembra avere lo spunto dei giorni migliori, Modolo della Colnago si è già ritirato e Sabatini prova a fare quello che può ma non è sicuramente uno sprinter di livello internazionale, anche se in futuro potrà diventarlo perché le carte in regola ci sono tutte. Infatti, alle spalle di Farrar si è piazzato proprio Sabatini che ha preceduto negli ultimi metri Julian Dean.
La tappa di oggi, che portava i corridori da Avellino a Bitonto per 230 chilometri, si è svolta come la classica frazione dedicata ai velocisti. Dopo pochissimi chilometri sono andati in fuga tre corridori, Charlie Wegelius dell'Omega Pharma Lotto, Timothy Dupont dell'Ag2R e Dario Cataldo della Quickstep, che hanno passato quasi 200 chilometri in avanscoperta. Gli attaccanti sono riusciti ad accumulare subito circa 8 minuti di vantaggio che sono mano a mano calati fino ad arrivare a 40 chilometri dall'arrivo con 1 minuto in più rispetto al plotone. Il ricongiungimento era ormai nell'aria e infatti, ai - 16, il gruppo è rientrato su di loro. A questo punto le squadre dei velocisti, che già avevano sotto controllo la situazione, hanno accelerato il passo per impedire qualsiasi tipo di attacco. All'ultimo chilometro la squadra messa meglio era la Garmin con Dean e Farrar nelle prime posizioni, mentre si notavano anche Henderson, Sabatini, Hondo e McEwen. Il finale era pieno di curve e quando Dean si è messo in testa per tirare la volata a Farrar è riuscito a prendere una cinquantina di metri di vantaggio, visto che Henderson gli aveva praticamente fatto il buco. All'inseguimento della ruota di Dean si è lanciato subito il compagno Farrar con alle sue spalle Sabatini e McEwen. Ai 200 metri dall'arrivo Farrar è uscito dalla ruota di Dean superandolo a doppia velocità mentre il neozelandese della Garmin ha proseguito la volata pensando di ottenere una prestigiosa doppietta ma proprio nei metri finali Sabatini è riuscito a superarlo giungendo secondo con Dean terzo. Al quarto posto si è piazzato McEwen mentre quinto è arrivato Forster.
La classifica generale è rimasta invariata con Vinokourov sempre in maglia rosa davanti a Evans, Nibali e Basso.
ORDINE D'ARRIVO
1° Tyler Farrar (Usa) Garmin - Transitions
2° Fabio Sabatini (Ita) Liquigas - Doimo s.t.
3° Julian Dean (Nzl) Garmin - Transitions s.t.
4° Robert McEwen (Aus) Team Katusha s.t.
5° Robert Forster (Ger) Team Milram s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana
2° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 1'12''
3° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 1'33''
4° Ivan Basso (Ita) Liquigas - Doimo a 1'51''
5° Marco Pinotti (Ita) Team HTC - Columbia a 2'17''
6° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank a 2'26''
7° Vladimir Karpets (Rus) Team Katusha a 2'34''
8° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 2'47''
9° Damiano Cunego (Ita) Lampre a 3'08''
10° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli a 3'09''
La tappa di oggi, che portava i corridori da Avellino a Bitonto per 230 chilometri, si è svolta come la classica frazione dedicata ai velocisti. Dopo pochissimi chilometri sono andati in fuga tre corridori, Charlie Wegelius dell'Omega Pharma Lotto, Timothy Dupont dell'Ag2R e Dario Cataldo della Quickstep, che hanno passato quasi 200 chilometri in avanscoperta. Gli attaccanti sono riusciti ad accumulare subito circa 8 minuti di vantaggio che sono mano a mano calati fino ad arrivare a 40 chilometri dall'arrivo con 1 minuto in più rispetto al plotone. Il ricongiungimento era ormai nell'aria e infatti, ai - 16, il gruppo è rientrato su di loro. A questo punto le squadre dei velocisti, che già avevano sotto controllo la situazione, hanno accelerato il passo per impedire qualsiasi tipo di attacco. All'ultimo chilometro la squadra messa meglio era la Garmin con Dean e Farrar nelle prime posizioni, mentre si notavano anche Henderson, Sabatini, Hondo e McEwen. Il finale era pieno di curve e quando Dean si è messo in testa per tirare la volata a Farrar è riuscito a prendere una cinquantina di metri di vantaggio, visto che Henderson gli aveva praticamente fatto il buco. All'inseguimento della ruota di Dean si è lanciato subito il compagno Farrar con alle sue spalle Sabatini e McEwen. Ai 200 metri dall'arrivo Farrar è uscito dalla ruota di Dean superandolo a doppia velocità mentre il neozelandese della Garmin ha proseguito la volata pensando di ottenere una prestigiosa doppietta ma proprio nei metri finali Sabatini è riuscito a superarlo giungendo secondo con Dean terzo. Al quarto posto si è piazzato McEwen mentre quinto è arrivato Forster.
La classifica generale è rimasta invariata con Vinokourov sempre in maglia rosa davanti a Evans, Nibali e Basso.
ORDINE D'ARRIVO
1° Tyler Farrar (Usa) Garmin - Transitions
2° Fabio Sabatini (Ita) Liquigas - Doimo s.t.
3° Julian Dean (Nzl) Garmin - Transitions s.t.
4° Robert McEwen (Aus) Team Katusha s.t.
5° Robert Forster (Ger) Team Milram s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana
2° Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 1'12''
3° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas - Doimo a 1'33''
4° Ivan Basso (Ita) Liquigas - Doimo a 1'51''
5° Marco Pinotti (Ita) Team HTC - Columbia a 2'17''
6° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank a 2'26''
7° Vladimir Karpets (Rus) Team Katusha a 2'34''
8° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 2'47''
9° Damiano Cunego (Ita) Lampre a 3'08''
10° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli a 3'09''
lunedì 17 maggio 2010
GP Jasney Gory, in Polonia il migliore è l'ucraino Vitaliy Popkov dell'ISD Continental
L'ucraino Vitaliy Popkov ha vinto l'edizione 2010 del GP Jasney Gory che si è tenuto domenica 16 maggio in Polonia, ai piedi del famoso santuario della Madonna di Czestochowa. Il corridore dell'ISD Continental ha preceduto sul traguardo di 21 secondi il corridore della CCC Polsat Tomasz Kiendys e di 34 secondi il corridore dell'Aktio Group Robert Radosz. Per Popkov è l'ennesimo successo di una grande stagione, che conta già 6 vittorie.
La gara si è svolta sotto un'intensa pioggia che ha costretto gli organizzatori a dimezzare la lunghezza della corsa portando i numeri dei giri del circuito di 2,3 chilometri da 40 a 20. Dopo soli 2 giri Popkov è subito partito all'attacco. Al suo inseguimento si sono subito portati Kiendys e Lukasz Bodnar della CCC Polsat e Radosz dell'Aktio Group ma Popkov ha resistito abilmente in testa arrivando da solo al traguardo, beffando la nutrita spedizione polacca.
ORDINE D'ARRIVO
1° Vitaliy Popkov (Ukr) ISD Continental
2° Tomasz Kiendys (Pol) CCC Polsat a 21''
3° Robert Radosz (Pol) Aktio Group a 34''
4° Lukasz Bodnar (Pol) CCC Polsat a 1'12''
5° Pawel Sztobryn (Pol) Aktio Group a 1'20''
6° Yuriy Agarkov (Ukr) ISD Continental s.t.
7° Dariusz Batek (Pol) CCC Polsat s.t.
8° Kamil Zielinski (Pol) CCC Polsat s.t.
9° Adam Sznitko (Pol) CCC Polsat s.t.
10° Artur Detko (Pol) Aktio Group s.t.
La gara si è svolta sotto un'intensa pioggia che ha costretto gli organizzatori a dimezzare la lunghezza della corsa portando i numeri dei giri del circuito di 2,3 chilometri da 40 a 20. Dopo soli 2 giri Popkov è subito partito all'attacco. Al suo inseguimento si sono subito portati Kiendys e Lukasz Bodnar della CCC Polsat e Radosz dell'Aktio Group ma Popkov ha resistito abilmente in testa arrivando da solo al traguardo, beffando la nutrita spedizione polacca.
ORDINE D'ARRIVO
1° Vitaliy Popkov (Ukr) ISD Continental
2° Tomasz Kiendys (Pol) CCC Polsat a 21''
3° Robert Radosz (Pol) Aktio Group a 34''
4° Lukasz Bodnar (Pol) CCC Polsat a 1'12''
5° Pawel Sztobryn (Pol) Aktio Group a 1'20''
6° Yuriy Agarkov (Ukr) ISD Continental s.t.
7° Dariusz Batek (Pol) CCC Polsat s.t.
8° Kamil Zielinski (Pol) CCC Polsat s.t.
9° Adam Sznitko (Pol) CCC Polsat s.t.
10° Artur Detko (Pol) Aktio Group s.t.
Olympia's Tour, il prologo va all'americano Taylor Phinney
Qualcuno ha ancora dei dubbi sulla crescita del mondo anglofono nel ciclismo? Perché basta guardare l'ordine d'arrivo del prologo dell'Olympia's Tour per capire che, probabilmente, si sta sbagliando. Sette atleti sui primi dieci fanno parte o della Trek Livestrong oppure della Jayco Skins e provengono da Stati Uniti, Nuova Zelanda, Australia e Gran Bretagna. Soltanto due (talentuosi) olandesi sono riusciti a spezzare l'egemonia di queste due squadre, ma piazzandosi soltanto all'ottavo e al nono posto. E se qualcuno sta pensando che questa corsa non sia importante, vi posso citare tra i vincitori Thomas Dekker, Lars Boom e Joost Posthuma, mentre una tappa è stata vinta anche dal nostro Jacopo Guarnieri nel lontano 2007.
Tornando a oggi, il vincitore del prologo che si è svolto oggi lungo 10 chilometri nella città di Heerenveen è stato Taylor Phinney, talentuoso pistard più volte campione del mondo che sta iniziando a farsi vedere anche su strada. Il corridore della Trek Livestrong ha preceduto il neozelandese Jesse Sergent, suo compagno di squadra e altro talento emergente, di 17 secondi e l'australiano Luke Durbridge della Jayco Skins di 27 secondi.
Siamo soltanto all'inizio della corsa, ma queste due squadre hanno già messo in chiaro chi è che comanda. Vedremo se la Rabobank del vincitore dell'anno scorso Jetse Bol riuscirà a dare del filo da torcere ai due squadroni stranieri.
ORDINE D'ARRIVO
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Jesse Sergent (Nzl) Trek - Livestrong a 17''
3° Luke Durbridge (Aus) Jayco - Skins a 27''
4° Alex Dowsett (Gbr) Trek - Livestrong a 30''
5° Rohan Dennis (Aus) Jayco - Skins a 35''
Tornando a oggi, il vincitore del prologo che si è svolto oggi lungo 10 chilometri nella città di Heerenveen è stato Taylor Phinney, talentuoso pistard più volte campione del mondo che sta iniziando a farsi vedere anche su strada. Il corridore della Trek Livestrong ha preceduto il neozelandese Jesse Sergent, suo compagno di squadra e altro talento emergente, di 17 secondi e l'australiano Luke Durbridge della Jayco Skins di 27 secondi.
Siamo soltanto all'inizio della corsa, ma queste due squadre hanno già messo in chiaro chi è che comanda. Vedremo se la Rabobank del vincitore dell'anno scorso Jetse Bol riuscirà a dare del filo da torcere ai due squadroni stranieri.
ORDINE D'ARRIVO
1° Taylor Phinney (Usa) Trek - Livestrong
2° Jesse Sergent (Nzl) Trek - Livestrong a 17''
3° Luke Durbridge (Aus) Jayco - Skins a 27''
4° Alex Dowsett (Gbr) Trek - Livestrong a 30''
5° Rohan Dennis (Aus) Jayco - Skins a 35''
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