Il russo Alexander Porsev ha vinto la prima tappa del Tour du Loir-et-Cher, breve corsa a tappe che si disputa in Francia. Il corridore dell'Itera - Katusha ha preceduto sul traguardo il francese Alexis Bodiot della Nogent-sur-Oise e l'altro russo Mikhail Antonov, ma non è stato il primo a tagliare la linea d'arrivo.
Infatti, il quarto classificato Sven Vandousselaere della Jong Vlaanderen aveva tagliato per primo il traguardo ma è stato retrocesso al quarto posto per irregolarità. I quattro corridori, andati in fuga durante la corsa, sono riusciti a resistere al ritorno del gruppo, regolato da Alexander Mironov. A un chilometro dall'arrivo ci aveva provato da solo Antonov ma senza successo, consentendo però al compagno, dopo la squalifica del belga Vandousselaere, di vincere la tappa e vestire la prima maglia di leader della classifica generale.
ORDINE D'ARRIVO
1° Alexander Porsev (Rus) Itera - Katusha
2° Alexis Bodiot (Fra) C.C. Nogent-sur-Oise s.t.
3° Mikhail Antonov (Rus) Itera - Katusha s.t.
4° Sven Vandousselaere (Bel) Jong Vlaanderen s.t.
5° Alexander Mironov (Rus) Itera - Katusha a 11''
giovedì 15 aprile 2010
La Cote Picarde parla russo, successo per Vyacheslav Kuznetsov su Degenkolb e Ligthart
Il russo Vyacheslav Kuznetsov ha letteralmente dominato la prova di Coppa delle Nazioni dedicata agli Under 23 corsasi ieri in Francia, la Cote Picarde. Per lui si tratta della prima vittoria in una gara di livello internazionale, arrivata resistendo al ritorno di un gruppetto di contrattaccanti regolato dal tedesco John Degenkolb, con l'olandese Pim Ligthart terzo.
La corsa, battuta da un forte vento, ha visto nei primi chilometri formarsi una fuga di quattro uomini, il bielorusso Siarhei Novikau, il danese Kristian Sobota, il norvegese Johan Ziesler e il francese Guillaume Bonnet, che ha raggiunto fino a 5 minuti di vantaggio. Alle loro spalle, dal gruppo in molti hanno provato un contrattacco ma senza molta fortuna, finché i russi Kuznetsov e Aleksei Kuzmenko riescono a trovare il giusto assortimento e la necessaria collaborazione per rientrare sul gruppetto di testa. A 50 chilometri dall'arrivo i due russi sono rimasti da soli, con al loro inseguimento vari gruppetti molto frazionati. A pochi chilometri dall'arrivo, Kuznetsov ha lasciato solo il suo compagno andandosi a prendere una meritata vittoria, maturata da una prova di forza non indifferente. Il primo gruppo inseguitore, arrivato a soli 9 secondi dal russo, è stato regolato da Degenkolb, con Ligthart terzo, poi il belga Vermote, lo sloveno Furdi e il danese Ostergaard.
ORDINE D'ARRIVO
1° Vyacheslav Kuznetsov (Rus) Russia
2° John Degenkolb (Ger) Germania a 9''
3° Pim Ligthart (Ned) Olanda s.t.
4° Julien Vermote (Bel) Belgio s.t.
5° Blaz Furdi (Slo) Slovenia s.t.
6° Niki Ostergaard (Den) Danimarca s.t.
7° Nathan Brown (Usa) Stati Uniti a 14''
8° Arnaud Demare (Fra) Francia a 25''
9° Sven Jodts (Bel) Belgio s.t.
10° Remco Te Brake (Ned) Olanda s.t.
fonte: courrier-picard.fr
La corsa, battuta da un forte vento, ha visto nei primi chilometri formarsi una fuga di quattro uomini, il bielorusso Siarhei Novikau, il danese Kristian Sobota, il norvegese Johan Ziesler e il francese Guillaume Bonnet, che ha raggiunto fino a 5 minuti di vantaggio. Alle loro spalle, dal gruppo in molti hanno provato un contrattacco ma senza molta fortuna, finché i russi Kuznetsov e Aleksei Kuzmenko riescono a trovare il giusto assortimento e la necessaria collaborazione per rientrare sul gruppetto di testa. A 50 chilometri dall'arrivo i due russi sono rimasti da soli, con al loro inseguimento vari gruppetti molto frazionati. A pochi chilometri dall'arrivo, Kuznetsov ha lasciato solo il suo compagno andandosi a prendere una meritata vittoria, maturata da una prova di forza non indifferente. Il primo gruppo inseguitore, arrivato a soli 9 secondi dal russo, è stato regolato da Degenkolb, con Ligthart terzo, poi il belga Vermote, lo sloveno Furdi e il danese Ostergaard.
ORDINE D'ARRIVO
1° Vyacheslav Kuznetsov (Rus) Russia
2° John Degenkolb (Ger) Germania a 9''
3° Pim Ligthart (Ned) Olanda s.t.
4° Julien Vermote (Bel) Belgio s.t.
5° Blaz Furdi (Slo) Slovenia s.t.
6° Niki Ostergaard (Den) Danimarca s.t.
7° Nathan Brown (Usa) Stati Uniti a 14''
8° Arnaud Demare (Fra) Francia a 25''
9° Sven Jodts (Bel) Belgio s.t.
10° Remco Te Brake (Ned) Olanda s.t.
fonte: courrier-picard.fr
Freccia del Brabante, grande vittoria per Sebastien Rosseler del Team RadioShack
Il belga Sebastien Rosseler ha vinto la 50° edizione della Freccia del Brabante (De Brabantse Pijl) regolando sul traguardo di Overijse i due compagni di fuga. Per il corridore del Team RadioShack si tratta della seconda vittoria stagionale, oltre che un deciso miglioramento dopo i due ritiri subiti sia al Fiandre che alla Roubaix. Alle sue spalle si sono piazzati i connazionali Thomas De Gendt della Topsport Vlaanderen e Jurgen Vandewalle della Quick Step.
I tre corridori facevano parte di un gruppetto di sei uomini partiti dopo pochi chilometri, classica fuga per animare la giornata che di solita viene ripresa dal plotone nelle fasi salienti della corsa. Il gruppetto, oltre a Rosseler, De Gendt e Vandewalle, era formato anche da Enrico Peruffo della CarmioOro, Nico Eeckhout dell'An Post – Sean Kelly e Alexander Gottfried della NetApp. Il loro vantaggio è salito rapidamente fino a raggiungere gli 8 minuti e 30 secondi. L'inseguimento era guidato dalle squadre dei due grandi favoriti, la Rabobank di Oscar Freire e l'Omega Pharma - Lotto di Philippe Gilbert. Il duro percorso della corsa ha selezionato il gruppetto di testa, con Peruffo, Gottfried ed Eeckhout che non sono riusciti a rimanere attaccati agli altri tre. Per Eeckhout è, addirittura, arrivato il ritiro. A 48 chilometri dall'arrivo il vantaggio dei tre di testa era di 1 minuto sui due inseguitori e di 6 minuti e mezzo sul gruppo principale. A 30 chilometri dall'arrivo, il gruppo dei favoriti si trovava con ancora 4 minuti di ritardo, quando un attacco di Gilbert ha finalmente selezionato il gruppo. Insieme al belga sono rimasti Thomas Voeckler della Bbox, Paul Martens della Rabobank e Bjorn Leukemans della Vacansoleil. A 20 chilometri dall'arrivo il vantaggio del gruppetto di testa rimaneva alto, 2 e 44 sul gruppetto Gilbert e 3 e 13 sul gruppo principale. Entrati nel circuito finale, i tre di testa erano ormai irraggiungibili per tutti. Sull'arrivo in salita il giovane De Gendt ha lanciato lo sprint ma Rosseler è riuscito a superarlo proprio negli ultimi metri. Terzo posto per Vandewalle e quarto per Martens, primo del gruppetto degli inseguitori arrivato a 43 secondi.
ORDINE D'ARRIVO
1° Sebastien Rosseler (Bel) RadioShack
2° Thomas De Gendt (Bel) Topsport Vlaanderen s.t.
3° Jurgen Vandewalle (Bel) Quick Step s.t.
4° Paul Martens (Ger) Rabobank a 43''
5° Philippe Gilbert (Bel) Omega Pharma - Lotto s.t.
6° Thomas Voeckler (Fra) Bbox Bouygues Telecom s.t.
7° Bjorn Leukemans (Bel) Vacansoleil a 46''
8° Greg Van Avermaet (Bel) Omega Pharma - Lotto a 57''
9° Oscar Freire (Esp) Rabobank s.t.
10° Daniel Moreno (Esp) Omega Pharma - Lotto s.t.
fonte: cyclingnews.com
I tre corridori facevano parte di un gruppetto di sei uomini partiti dopo pochi chilometri, classica fuga per animare la giornata che di solita viene ripresa dal plotone nelle fasi salienti della corsa. Il gruppetto, oltre a Rosseler, De Gendt e Vandewalle, era formato anche da Enrico Peruffo della CarmioOro, Nico Eeckhout dell'An Post – Sean Kelly e Alexander Gottfried della NetApp. Il loro vantaggio è salito rapidamente fino a raggiungere gli 8 minuti e 30 secondi. L'inseguimento era guidato dalle squadre dei due grandi favoriti, la Rabobank di Oscar Freire e l'Omega Pharma - Lotto di Philippe Gilbert. Il duro percorso della corsa ha selezionato il gruppetto di testa, con Peruffo, Gottfried ed Eeckhout che non sono riusciti a rimanere attaccati agli altri tre. Per Eeckhout è, addirittura, arrivato il ritiro. A 48 chilometri dall'arrivo il vantaggio dei tre di testa era di 1 minuto sui due inseguitori e di 6 minuti e mezzo sul gruppo principale. A 30 chilometri dall'arrivo, il gruppo dei favoriti si trovava con ancora 4 minuti di ritardo, quando un attacco di Gilbert ha finalmente selezionato il gruppo. Insieme al belga sono rimasti Thomas Voeckler della Bbox, Paul Martens della Rabobank e Bjorn Leukemans della Vacansoleil. A 20 chilometri dall'arrivo il vantaggio del gruppetto di testa rimaneva alto, 2 e 44 sul gruppetto Gilbert e 3 e 13 sul gruppo principale. Entrati nel circuito finale, i tre di testa erano ormai irraggiungibili per tutti. Sull'arrivo in salita il giovane De Gendt ha lanciato lo sprint ma Rosseler è riuscito a superarlo proprio negli ultimi metri. Terzo posto per Vandewalle e quarto per Martens, primo del gruppetto degli inseguitori arrivato a 43 secondi.
ORDINE D'ARRIVO
1° Sebastien Rosseler (Bel) RadioShack
2° Thomas De Gendt (Bel) Topsport Vlaanderen s.t.
3° Jurgen Vandewalle (Bel) Quick Step s.t.
4° Paul Martens (Ger) Rabobank a 43''
5° Philippe Gilbert (Bel) Omega Pharma - Lotto s.t.
6° Thomas Voeckler (Fra) Bbox Bouygues Telecom s.t.
7° Bjorn Leukemans (Bel) Vacansoleil a 46''
8° Greg Van Avermaet (Bel) Omega Pharma - Lotto a 57''
9° Oscar Freire (Esp) Rabobank s.t.
10° Daniel Moreno (Esp) Omega Pharma - Lotto s.t.
fonte: cyclingnews.com
Presidential Tour of Turkey, doppietta per Visconti nella 3°tappa e maglia di leader
Giovanni Visconti dell'ISD - Neri si ripete, vincendo la terza tappa del Presidential Tour of Turkey, regolando un gruppetto ristretto arrivato con un buon vantaggio sul gruppo al traguardo. Per il corridore siciliano si tratta della seconda vittoria consecutiva nella corsa turca e la terza stagionale.
La corsa, partita a Marmaris, presentava una salita dopo pochi chilometri. Prima dell'inizio dell'ascesa sono partiti in tre, Yukihiro Doi della Skil - Shimano, Philip Ludescher della Vorarlberg e Alberto Fernandez della Xacobeo. Sulla salita, prima sono scattati due corridori dell'ISD, Oscar Gatto e Paolo Longo Borghini, successivamente sono partiti altri sei corridori, Giampaolo Cheula della Footon-Servetto, Tejay Van Garderen dell'HTC-Columbia, Cristian Salerno della De Rosa, Federico Canuti della Colnago-CSF e due dei favoriti alla vittoria finale, Visconti e David Moncoutie della Cofidis. A 87 chilometri dall'arrivo, i sei inseguitori sono riusciti a rientrare sui cinque di testa formando un gruppetto di 11 corridori al comando. Per loro, i minuti di vantaggio erano circa quattro, con il gruppo che sembrava in grado di rientrare. Ma grazie all'apporto dei corridori dell'ISD, la fuga si riduceva a soli sette uomini, Visconti, Gatto, Salerno, Cheula, Doi, Moncoutié e Van Garderen. Dietro, prima la Cofidis e poi le squadre dei velocisti hanno provato a riportarsi sotto il gruppo di testa ma senza grandi risultati. In vista dei chilometri finali l'accordo davanti è saltato, con Cheula che ha provato uno scatto a 3 chilometri dall'arrivo, con Doi, Moncoutié, Van Garderen e Visconti all'inseguimento, mentre sia Salerno che Gatto non riuscivano a rimanere a ruota. Per Cheula sembrava certa la vittoria ma a 100 metri dall'arrivo i quattro sono riusciti a riportarsi sul corridore della Footon - Servetto con Visconti ancora vincente grazie alle sue grandi doti da sprinter.
In classifica generale, complice il ritardo di Taaramae, Visconti è diventato primo con Van Garderen a 16 secondi e Moncoutié a 27.
ORDINE D'ARRIVO
1° Giovanni Visconti (Ita) ISD - Neri
2° Tejay Van Garderen (Usa) HTC - Columbia s.t.
3° David Moncoutié (Fra) Cofidis s.t.
4° Yukihiro Doi (Jpn) Skil - Shimano a 2''
5° Giampaolo Cheula (Ita) Footon - Servetto a 5''
CLASSIFICA GENERALE
1° Giovanni Visconti (Ita) ISD - Neri
2° Tejay Van Garderen (USA) HTC - Columbia a 16''
3° David Moncoutié (Fra) Cofidis a 27''
4° Giampaolo Cheula (Ita) Footon - Servetto a 48''
5° Cristian Salerno (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 1'42''
6° Yukihiro Doi (Jpn) Skil - Shimano a 2'46''
7° Oscar Gatto (Ita) ISD - Neri a 3'45''
8° André Greipel (Ger) HTC - Columbia a 4'43''
9° Remi Pauriol (Fra) Cofidis a 4'59''
10° Dominique Cornu (Bel) Skil - Shimano a 5'03''
fonte: cyclingnews.com
La corsa, partita a Marmaris, presentava una salita dopo pochi chilometri. Prima dell'inizio dell'ascesa sono partiti in tre, Yukihiro Doi della Skil - Shimano, Philip Ludescher della Vorarlberg e Alberto Fernandez della Xacobeo. Sulla salita, prima sono scattati due corridori dell'ISD, Oscar Gatto e Paolo Longo Borghini, successivamente sono partiti altri sei corridori, Giampaolo Cheula della Footon-Servetto, Tejay Van Garderen dell'HTC-Columbia, Cristian Salerno della De Rosa, Federico Canuti della Colnago-CSF e due dei favoriti alla vittoria finale, Visconti e David Moncoutie della Cofidis. A 87 chilometri dall'arrivo, i sei inseguitori sono riusciti a rientrare sui cinque di testa formando un gruppetto di 11 corridori al comando. Per loro, i minuti di vantaggio erano circa quattro, con il gruppo che sembrava in grado di rientrare. Ma grazie all'apporto dei corridori dell'ISD, la fuga si riduceva a soli sette uomini, Visconti, Gatto, Salerno, Cheula, Doi, Moncoutié e Van Garderen. Dietro, prima la Cofidis e poi le squadre dei velocisti hanno provato a riportarsi sotto il gruppo di testa ma senza grandi risultati. In vista dei chilometri finali l'accordo davanti è saltato, con Cheula che ha provato uno scatto a 3 chilometri dall'arrivo, con Doi, Moncoutié, Van Garderen e Visconti all'inseguimento, mentre sia Salerno che Gatto non riuscivano a rimanere a ruota. Per Cheula sembrava certa la vittoria ma a 100 metri dall'arrivo i quattro sono riusciti a riportarsi sul corridore della Footon - Servetto con Visconti ancora vincente grazie alle sue grandi doti da sprinter.
In classifica generale, complice il ritardo di Taaramae, Visconti è diventato primo con Van Garderen a 16 secondi e Moncoutié a 27.
ORDINE D'ARRIVO
1° Giovanni Visconti (Ita) ISD - Neri
2° Tejay Van Garderen (Usa) HTC - Columbia s.t.
3° David Moncoutié (Fra) Cofidis s.t.
4° Yukihiro Doi (Jpn) Skil - Shimano a 2''
5° Giampaolo Cheula (Ita) Footon - Servetto a 5''
CLASSIFICA GENERALE
1° Giovanni Visconti (Ita) ISD - Neri
2° Tejay Van Garderen (USA) HTC - Columbia a 16''
3° David Moncoutié (Fra) Cofidis a 27''
4° Giampaolo Cheula (Ita) Footon - Servetto a 48''
5° Cristian Salerno (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 1'42''
6° Yukihiro Doi (Jpn) Skil - Shimano a 2'46''
7° Oscar Gatto (Ita) ISD - Neri a 3'45''
8° André Greipel (Ger) HTC - Columbia a 4'43''
9° Remi Pauriol (Fra) Cofidis a 4'59''
10° Dominique Cornu (Bel) Skil - Shimano a 5'03''
fonte: cyclingnews.com
Vuelta a Castilla Y Leon, la 1°tappa in volata a Theo Bos
L'olandese Theo Bos ha vinto allo sprint la prima tappa della Vuelta a Castilla Y Leon, breve corsa di cinque tappe che si corre in Spagna. L'apprendistato del corridore della Cervelo Test Team per diventare un grande velocista e un vincente continua a ritmi sempre più elevati, questa volta battendo in volata Graeme Brown della Rabobank e Pablo Urtasun dell'Euskaltel. Per lui si tratta della terza vittoria stagionale, tutte e 3 ottenute in Spagna.
La corsa si è aperta con una fuga dopo soli 15 chilometri, sotto una pioggia torrenziale. Iban Mayoz della Footon-Servetto, José Vicente Toribio dell'Andalucía-Cajasur e Marcos García della Xacobeo Galicia sono riusciti a guadagnare fino a 3 minuti, ma la salita dell'Alto de la Pedraja è stata fatale per la fuga che ha visto dimezzato il proprio vantaggio. Al chilometro di corsa 71 il plotone era già riuscito a riprendere gli attaccanti e, proprio per questo ricongiungimento arrivato così presta, altri corridori hanno provato a evadere. Dopo neanche 15 chilometri sono riusciti ad andarsene Oleg Chuzhda della Caja Rural e Mikel Ilundain dell'Orbea. Anche per loro massimo vantaggio sui 3 minuti, finché dietro non si è messa a tirare anche la Cervelo di Bos insieme all'Astana. A 17 chilometri dall'arrivo, Ilundain ha alzato bandiera bianca facendosi riprendere dal gruppo e lasciando Chuzhda da solo al comando. Per l'ucraino, a 10 chilometri dall'arrivo il vantaggio era intorno ai 50 secondi. Dopo qualche chilometro di grande fatica, ai -4 Chuzhda veniva ripreso dal gruppo. La Cervelo ha impostato benissimo la volata facendo vincere il proprio capitano nelle volate, Bos, che ha battuto per l'ennesima volta in stagione Brown in uno sprint.
ORDINE D'ARRIVO
1° Theo Bos (Ned) Cervelo Test Team
2° Graeme Brown (Aus) Rabobank s.t.
3° Pablo Urtasun (Esp) Euskaltel - Euskadi s.t.
4° Pablo Lastras (Esp) Caisse D'Epargne s.t.
5° Filipe Cardoso (Por) La - Rota Dos Moveis s.t.
fonte: cyclingnews.com
La corsa si è aperta con una fuga dopo soli 15 chilometri, sotto una pioggia torrenziale. Iban Mayoz della Footon-Servetto, José Vicente Toribio dell'Andalucía-Cajasur e Marcos García della Xacobeo Galicia sono riusciti a guadagnare fino a 3 minuti, ma la salita dell'Alto de la Pedraja è stata fatale per la fuga che ha visto dimezzato il proprio vantaggio. Al chilometro di corsa 71 il plotone era già riuscito a riprendere gli attaccanti e, proprio per questo ricongiungimento arrivato così presta, altri corridori hanno provato a evadere. Dopo neanche 15 chilometri sono riusciti ad andarsene Oleg Chuzhda della Caja Rural e Mikel Ilundain dell'Orbea. Anche per loro massimo vantaggio sui 3 minuti, finché dietro non si è messa a tirare anche la Cervelo di Bos insieme all'Astana. A 17 chilometri dall'arrivo, Ilundain ha alzato bandiera bianca facendosi riprendere dal gruppo e lasciando Chuzhda da solo al comando. Per l'ucraino, a 10 chilometri dall'arrivo il vantaggio era intorno ai 50 secondi. Dopo qualche chilometro di grande fatica, ai -4 Chuzhda veniva ripreso dal gruppo. La Cervelo ha impostato benissimo la volata facendo vincere il proprio capitano nelle volate, Bos, che ha battuto per l'ennesima volta in stagione Brown in uno sprint.
ORDINE D'ARRIVO
1° Theo Bos (Ned) Cervelo Test Team
2° Graeme Brown (Aus) Rabobank s.t.
3° Pablo Urtasun (Esp) Euskaltel - Euskadi s.t.
4° Pablo Lastras (Esp) Caisse D'Epargne s.t.
5° Filipe Cardoso (Por) La - Rota Dos Moveis s.t.
fonte: cyclingnews.com
mercoledì 14 aprile 2010
Elite/Under 23. Cristian delle Stelle vince il 50° GP Montanino
La 50° edizione del GP Montanino, che si è corsa Martedi 13 Aprile a Montanino di Reggello in provincia di Firenze, ha visto vincitore il giovane Cristian Delle Stelle, bravo a regolare il gruppo principale che contava una settantina di unità.
La corsa prevedeva la scalata per tre volte della salita della Castellina e per altre tre volte la salita della Costa. La gara si è subito dimostrata combattuta con un paio di fughe a vivacizzare la corsa. Nella prima, presenti Sesti, Gradinare, Centra e Alberio, nella seconda una dozzina di corridori raggiunti a 80 chilometri dalla partenza. Negli ultimi 30 chilometri si è scatenata la bagarre per la vittoria: prima ci ha provato da solo l'ucraino Chuchulin, poi Favilli, Sbaragli, Moschen, Stefani e Andriato, ripresi dagli inseguitori a 13 chilometri dall'arrivo. Sull'ultima salita, con 11 chilometri ancora davanti, ci provava Randazzo, raggiunto da Stefani e Parrinello per formare un terzetto ben assortito e convinto. I tre sono riusciti a guadagnare 25 secondi, ma la reazione convinta della Trevigiani ha reso vane le loro speranze, con il gruppo che rientrava a 600 metri dall'arrivo. Sfruttando il lavoro della sua squadra, Delle Stelle riusciva a imporsi davanti a Elia Favilli della Petroli Firenze e al compagno di squadra Rafael Andriato.
ORDINE D'ARRIVO
1° Cristian Delle Stelle (Ita) Trevigiani Dynamon Bottoli
2° Elia Favilli (Ita) Petroli Firenze
3° Rafael Andriato (Bra) Trevigiani Dynamon Bottoli
4° Alexander Serebryakov (Rus) Sammarinese Gruppo Lupi
5° Michele Fruzzetti (Ita) Team De Angeli Versilia Marmi
6° Luca Benedetti (Ita) Unidelta Lucchini
7° Kristian Sbaragli (Ita) Hopplà Magis Mavo
8° Fabio Taddei (Ita) Malmantile Gaini
9° Thomas Alberio (Ita) Trevigiani Dynamon Bottoli
10° Daniele Aldegheri (Ita) Mantovani Cycling Fontana
fonte: federciclismo.it
La corsa prevedeva la scalata per tre volte della salita della Castellina e per altre tre volte la salita della Costa. La gara si è subito dimostrata combattuta con un paio di fughe a vivacizzare la corsa. Nella prima, presenti Sesti, Gradinare, Centra e Alberio, nella seconda una dozzina di corridori raggiunti a 80 chilometri dalla partenza. Negli ultimi 30 chilometri si è scatenata la bagarre per la vittoria: prima ci ha provato da solo l'ucraino Chuchulin, poi Favilli, Sbaragli, Moschen, Stefani e Andriato, ripresi dagli inseguitori a 13 chilometri dall'arrivo. Sull'ultima salita, con 11 chilometri ancora davanti, ci provava Randazzo, raggiunto da Stefani e Parrinello per formare un terzetto ben assortito e convinto. I tre sono riusciti a guadagnare 25 secondi, ma la reazione convinta della Trevigiani ha reso vane le loro speranze, con il gruppo che rientrava a 600 metri dall'arrivo. Sfruttando il lavoro della sua squadra, Delle Stelle riusciva a imporsi davanti a Elia Favilli della Petroli Firenze e al compagno di squadra Rafael Andriato.
ORDINE D'ARRIVO
1° Cristian Delle Stelle (Ita) Trevigiani Dynamon Bottoli
2° Elia Favilli (Ita) Petroli Firenze
3° Rafael Andriato (Bra) Trevigiani Dynamon Bottoli
4° Alexander Serebryakov (Rus) Sammarinese Gruppo Lupi
5° Michele Fruzzetti (Ita) Team De Angeli Versilia Marmi
6° Luca Benedetti (Ita) Unidelta Lucchini
7° Kristian Sbaragli (Ita) Hopplà Magis Mavo
8° Fabio Taddei (Ita) Malmantile Gaini
9° Thomas Alberio (Ita) Trevigiani Dynamon Bottoli
10° Daniele Aldegheri (Ita) Mantovani Cycling Fontana
fonte: federciclismo.it
Presidential Tour of Turkey, è il giorni di Giovanni Visconti, sua la 2°tappa
Seconda vittoria stagionale per Giovanni Visconti dopo il successo nella Classica Sarda. Il corridore dell'ISD - Neri ha vinto la 2°tappa del Presidential Tour of Turkey regolando allo sprint un gruppetto di 5 uomini, con Simon Spilak della Lampre secondo e il trio della Cofidis Rein Taaramae, Remi Pauriol e David Moncoutié, arrivati in questo ordine dal terzo al quinto posto.
Dopo la classifica fuga di giornata composta da Maciej Bodnar della Liquigas, Nelson Oliveira della Xacobeo Galicia, Diego Caccia dell'ISD e Adam Sznitko della CCC Polsat, il clou della corsa è arrivato sull'ultima salita di giornata, con la vetta posta a 10 chilometri dall'arrivo di Marmaris. Grazie al grande lavoro dell'ISD - Neri e approfittando anche delle poche forze rimaste all'HTC - Columbia del leader Greipel dopo aver tirato tutto il giorno, Visconti se n'è andato portandosi dietro gli altri 4 concorrenti. Sfruttando la netta supremazia nel quintetto, i corridori della Cofidis hanno provato ad avvantaggiarsi in discesa ma Visconti è stato bravo a chiudere in ogni occasione portando il gruppeto compatto fino in volata. Sul traguardo l'italiano è stato nettamente il migliore battendo Spilak e Taaramae.
Grazie agli abbuoni per il terzo posto, l'estone Taaramae ha conquistato la maglia di leader della generale con 1 secondo su Visconti e 6 secondi sull'ex leader Greipel, bravo comunque a difendersi sulla salita finale.
ORDINE D'ARRIVO
1° Giovanni Visconti (Ita) ISD - Neri
2° Simon Spilak (Slo) Lampre - Farnese Vini s.t.
3° Rein Taaramae (Est) Cofidis s.t.
4° Remi Pauriol (Fra) Cofidis s.t.
5° David Moncoutié (Fra) Cofidis a 7''
CLASSIFICA GENERALE
1° Rein Taaramae (Est) Cofidis
2° Giovanni Visconti (Ita) ISD - Neri a 1''
3° André Greipel (Ger) HTC - Columbia a 6''
4° Simon Spilak (Slo) Lampre - Farnese Vini a 10''
5° Tejay Van Garderen (USA) HTC - Columbia a 13''
6° Remi Pauriol (Fra) Cofidis a 20''
7° Dominique Cornu (Bel) Skil - Shimano a 22''
8° Christophe Kern (Fra) Cofidis s.t.
9° David Moncoutié (Fra) Cofidis s.t.
10° Tiziano Dall'Antonia (Ita) Liquigas - Doimo a 23''
fonte: cyclingnews.com
Dopo la classifica fuga di giornata composta da Maciej Bodnar della Liquigas, Nelson Oliveira della Xacobeo Galicia, Diego Caccia dell'ISD e Adam Sznitko della CCC Polsat, il clou della corsa è arrivato sull'ultima salita di giornata, con la vetta posta a 10 chilometri dall'arrivo di Marmaris. Grazie al grande lavoro dell'ISD - Neri e approfittando anche delle poche forze rimaste all'HTC - Columbia del leader Greipel dopo aver tirato tutto il giorno, Visconti se n'è andato portandosi dietro gli altri 4 concorrenti. Sfruttando la netta supremazia nel quintetto, i corridori della Cofidis hanno provato ad avvantaggiarsi in discesa ma Visconti è stato bravo a chiudere in ogni occasione portando il gruppeto compatto fino in volata. Sul traguardo l'italiano è stato nettamente il migliore battendo Spilak e Taaramae.
Grazie agli abbuoni per il terzo posto, l'estone Taaramae ha conquistato la maglia di leader della generale con 1 secondo su Visconti e 6 secondi sull'ex leader Greipel, bravo comunque a difendersi sulla salita finale.
ORDINE D'ARRIVO
1° Giovanni Visconti (Ita) ISD - Neri
2° Simon Spilak (Slo) Lampre - Farnese Vini s.t.
3° Rein Taaramae (Est) Cofidis s.t.
4° Remi Pauriol (Fra) Cofidis s.t.
5° David Moncoutié (Fra) Cofidis a 7''
CLASSIFICA GENERALE
1° Rein Taaramae (Est) Cofidis
2° Giovanni Visconti (Ita) ISD - Neri a 1''
3° André Greipel (Ger) HTC - Columbia a 6''
4° Simon Spilak (Slo) Lampre - Farnese Vini a 10''
5° Tejay Van Garderen (USA) HTC - Columbia a 13''
6° Remi Pauriol (Fra) Cofidis a 20''
7° Dominique Cornu (Bel) Skil - Shimano a 22''
8° Christophe Kern (Fra) Cofidis s.t.
9° David Moncoutié (Fra) Cofidis s.t.
10° Tiziano Dall'Antonia (Ita) Liquigas - Doimo a 23''
fonte: cyclingnews.com
Paris - Camembert, vittoria per il francese Sebastien Minard su Mederel
Il francese Sebastien Minard ha vinto l'edizione 2010 della Paris - Camembert battendo allo sprint il suo compagno di fuga, il connazionale Maxime Mederel della Big Mat. Per il corridore della Cofidis si tratta della seconda vittoria in carriera da professionista dopo la tappa vinta nel 2005 nel Tour de l'Avenir.
I due corridori facevano parte di una fuga di 20 uomini che aveva un vantaggio sul primo pari a circa 10 minuti. Sullo strappo di Champeaux, posto a pochi chilometri dall'arrivo, Mederel ha lanciato un attacco, con gli altri del gruppetto che si guardavano tra di loro. L'unico a seguire il corridore della Big Mat è stato proprio Minard che poi in volata ha vinto di autorità. Alle loro spalle, terzo e quarto posto per Laurent Mangel della Saur Sojasun e per Anthony Roux della Francaise des Jeux, avvantagiatisi nel finale, mentre il gruppetto è stato regolato da Leonardo Duque, compagno di squadra di Minard e leader della Coppa di Francia.
ORDINE D'ARRIVO
1° Sebastien Minard (Fra) Cofidis
2° Maxime Mederel (Fra) Big Mat - Auber 93 s.t.
3° Laurent Mangel (Fra) Saur - Sojasun a 24''
4° Anthony Roux (Fra) Française des Jeux s.t.
5° Leonardo Duque (Col) Cofidis a 34''
6° Jose Joaquin Rojas Gil (Esp) Caisse d'Epargne s.t.
7° Lilian Jegou (Fra) Bretagne - Schuller s.t.
8° Freddy Bichot (Fra) BBox Bouygues Telecom s.t.
9° Sep Vanmarcke (Bel) Topsport Vlaanderen s.t.
10° Jean-Marc Bideau (Fra) Bretagne - Schuller s.t.
I due corridori facevano parte di una fuga di 20 uomini che aveva un vantaggio sul primo pari a circa 10 minuti. Sullo strappo di Champeaux, posto a pochi chilometri dall'arrivo, Mederel ha lanciato un attacco, con gli altri del gruppetto che si guardavano tra di loro. L'unico a seguire il corridore della Big Mat è stato proprio Minard che poi in volata ha vinto di autorità. Alle loro spalle, terzo e quarto posto per Laurent Mangel della Saur Sojasun e per Anthony Roux della Francaise des Jeux, avvantagiatisi nel finale, mentre il gruppetto è stato regolato da Leonardo Duque, compagno di squadra di Minard e leader della Coppa di Francia.
ORDINE D'ARRIVO
1° Sebastien Minard (Fra) Cofidis
2° Maxime Mederel (Fra) Big Mat - Auber 93 s.t.
3° Laurent Mangel (Fra) Saur - Sojasun a 24''
4° Anthony Roux (Fra) Française des Jeux s.t.
5° Leonardo Duque (Col) Cofidis a 34''
6° Jose Joaquin Rojas Gil (Esp) Caisse d'Epargne s.t.
7° Lilian Jegou (Fra) Bretagne - Schuller s.t.
8° Freddy Bichot (Fra) BBox Bouygues Telecom s.t.
9° Sep Vanmarcke (Bel) Topsport Vlaanderen s.t.
10° Jean-Marc Bideau (Fra) Bretagne - Schuller s.t.
martedì 13 aprile 2010
Campionati Asiatici, la gara in linea all'iraniano Sohrabi, la prova a cronometro al kazako Andrey Mizourov
Negli Emirati Arabi Uniti, a Sharjah, si è svolta la 30° edizione dei Campionati Asiatici di Ciclismo su Strada, importante manifestazione anche per la selezione dei posti disponibili per le Olimpiadi di Londra 2012. 31 le nazioni presenti, con tutti i migliori corridori elite presenti al via. La particolarità di quest'anno è che i vincitori sono gli stessi nelle stesse competizioni dell'edizione 2006, che si è svolta in Malesia a Kuala Lumpur.
Nella cronometro individuale il titolo è andato al corridore del Kazakhstan Andrey Mizourov, che ha preceduto di 21 secondi l'iraniano Hossein Askari e di 1 minuto e 32 secondi il corridore del Kirghizistan Eugen Wacker. Per il kazako, che fa parte da un paio d'anni del team iraniano della Tabriz Petrochemical, si tratta del secondo alloro nella competizione continentale dopo, appunto, l'oro conquistato nel 2006, riconfermandosi al top della categoria dopo l'argento conquistato l'anno scorso alle spalle del ben più celebre Alexandre Vinokourov, appena rientrato dalla squalifica per doping.
Nella corsa in linea la vittoria è andata al corridore iraniano Mehdi Sohrabi, che ha preceduto di 1 minuto e 26 secondi un gruppetto regolato dal giapponese Takashi Miyazawa. Terzo e quarto posto per altri due iraniani, Hossein Nateghi e Amir Zargari. Per Sohrabi si tratta del secondo titolo asiatico, dopo quello del 2006, mentre per Miyazawa è stata un'occasione mancata per bissare il successo ottenuto nel 2007.
GARA IN LINEA
1° Mehdi Sohrabi (Iran)
2° Takashi Miyazawa (Giappone) a 1'26''
3° Hossein Nateghi (Iran) s.t.
4° Amir Zargari (Iran) s.t.
5° Ryslan Tleybaev (Kazakhstan) s.t.
6° Dmitriy Gruzdev (Kazakhstan) s.t.
7° Ghader Mizbani (Iran) a 1'28''
8° Miyataka Shimizu (Giappone) a 1'32''
9° Alexandre Shushemoin (Kazakhstan) a 1'34''
10° Yousif Mirza Banihammad (Emirati Arabi Uniti) a 10'52''
CRONOMETRO INDIVIDUALE
1° Andrey Mizourov (Kazakhstan)
2° Hossein Askari (Iran) a 21''
3° Eugen Wacker (Kirghizistan) a 1'32''
4° King Lok Cheung (Hong Kong) a 3'01''
5° Jung Hwan Youm (Corea del Sud) a 3'18''
Nella cronometro individuale il titolo è andato al corridore del Kazakhstan Andrey Mizourov, che ha preceduto di 21 secondi l'iraniano Hossein Askari e di 1 minuto e 32 secondi il corridore del Kirghizistan Eugen Wacker. Per il kazako, che fa parte da un paio d'anni del team iraniano della Tabriz Petrochemical, si tratta del secondo alloro nella competizione continentale dopo, appunto, l'oro conquistato nel 2006, riconfermandosi al top della categoria dopo l'argento conquistato l'anno scorso alle spalle del ben più celebre Alexandre Vinokourov, appena rientrato dalla squalifica per doping.
Nella corsa in linea la vittoria è andata al corridore iraniano Mehdi Sohrabi, che ha preceduto di 1 minuto e 26 secondi un gruppetto regolato dal giapponese Takashi Miyazawa. Terzo e quarto posto per altri due iraniani, Hossein Nateghi e Amir Zargari. Per Sohrabi si tratta del secondo titolo asiatico, dopo quello del 2006, mentre per Miyazawa è stata un'occasione mancata per bissare il successo ottenuto nel 2007.
GARA IN LINEA
1° Mehdi Sohrabi (Iran)
2° Takashi Miyazawa (Giappone) a 1'26''
3° Hossein Nateghi (Iran) s.t.
4° Amir Zargari (Iran) s.t.
5° Ryslan Tleybaev (Kazakhstan) s.t.
6° Dmitriy Gruzdev (Kazakhstan) s.t.
7° Ghader Mizbani (Iran) a 1'28''
8° Miyataka Shimizu (Giappone) a 1'32''
9° Alexandre Shushemoin (Kazakhstan) a 1'34''
10° Yousif Mirza Banihammad (Emirati Arabi Uniti) a 10'52''
CRONOMETRO INDIVIDUALE
1° Andrey Mizourov (Kazakhstan)
2° Hossein Askari (Iran) a 21''
3° Eugen Wacker (Kirghizistan) a 1'32''
4° King Lok Cheung (Hong Kong) a 3'01''
5° Jung Hwan Youm (Corea del Sud) a 3'18''
lunedì 12 aprile 2010
Parigi - Roubaix, i commenti dei protagonisti
Fabian Cancellara (Swi) Saxo Bank, 1° Classificato
"Sapevo che la mia forma e il modo in cui sono andate le scorse settimane avrebbero spaventato i miei avversari, anche se avessi avuto soltanto dieci metri di vantaggio. Quando ho accelerato sapevo che sarebbe stata dura riprendermi e questa è stata una motivazione in più. Sapevo che questo gli avrebbe fatto male, questa volta psicologicamente. Dopo il tratto di Mons-en-Pevele ho chiesto all'auto della squadra quanti corridori fossero dietro, perché sapevo che potevano correre contro di me, ma non l'hanno fatto. Dalla macchina mi hanno detto "sono stanchi, è l'ora di andare". Chi avrebbe potuto recuperare lo svantaggio? C'erano Boonen, Flecha e Hushovd e altri ma pensavo che loro sapevano che stavano correndo per il secondo posto. Sono stato capace di guadagnare un buon vantaggio e mantenerlo fino all'arrivo".
Sul comportamento Boonen e la sua gara, lo svizzero ha detto: "Sapevo che ci stavamo guardando l'uno con l'altro durante la gara e il modo in cui si stava sviluppando la corsa mi ha reso un po' nervoso. Non avevo più compagni di squadra e c'erano tanti altri corridori. Sapevo che ci potevano essere degli attacchi e che avrei potuto perdere la fuga giusta. Boonen ha provato a creare una fuga e sicuramente dovevo seguirlo. Ma sentivo che stava un po' esagerando. Il team manager mi ha detto di stare calmo e di non fare la corsa degli altri ma di fare la mia. Credo che Boonen volesse creare una prima selezione perché voleva arrivare allo sprint nel velodromo, ma sapevo che non voleva farlo contro di me vista la mia forma e le mie vittorie. Quando ho attaccato ero davanti e c'era un piccolo ventaglio. Ho accelerato e dopo Mons-en-Pevele avevo il vantaggio e le motivazioni per andare a tutta. Volevo creare un piccolo gruppetto e vedere come andava ma sono rimasto da solo e così sono andato".
Tom Boonen (Bel) QuickStep, 5° Classificato
"Sono dispiaciuto? Certo, lo sono, e anche frustrato perché Cancellara ha attaccato nell'unico momento che non ero in testa. E' stato avvisato probabilmente dalla sua auto che ero indietro. Comunque sia, non penso che avrei potuto battere Cancellara oggi, soprattutto vedendo come ha vinto. Ma non ho potuto giocarmi le mie possibilità e questo è un po' frustrante. Se lui mi avesse staccato l'avrei accettato meglio".
Boonen ha continuato a parlare della corsa, dopo l'attacco di Cancellara: "Sono stato bloccato da tre corridori della Columbia. Ho dovuto passarli e mettermi al vento e, una volta in testa, ho cercato di organizzare l'inseguimento ma nessuno voleva correre. Poi ho affrontato il pavé al 100%, come lui. Ho ripreso tutti quelli che stavano davanti e quando siamo usciti dal pavé lo svantaggio era ancora gestibile. Erano in quattro o cinque alla mia ruota ma hanno pensato che andava bene così, che era meglio correre per il secondo posto. Credo che questo sia bizzarro. E' meglio essere soltanto in due o tre che vogliono andare a tutta che essere in una situazione come quella che si è creata. Quando ci sono due o tre mele marce, rovinano tutto. In pratica non c'è stato un vero inseguimento a Cancellara. Non c'era cooperazione. Se lavoravamo in quattro avremmo recuperato lo svantaggio, anche su Cancellara".
Thor Hushovd (Nor) Cervelo, 2° Classificato
"Oggi sono molto felice perché non c'erano possibilità di battere Cancellara dopo che ha attaccato a 50 chilometri dall'arrivo. Penso che tutto il gruppo abbia capito che era impossibile andarlo a riprendere. Per questo sono felice".
"E' stata una gara per il secondo posto. L'intera squadra ha fatto un grande lavoro, con Jeremy Hunt e Roger Hammond davanti. Ero molto ma molto stanco alla fine così volevo salvarmi il più possibile per vincere lo sprint. E' stato un buon podio. Ho lottato duramente tutto l'anno ma niente ha funzionato. Oggi era l'ultima corsa ed era l'obiettivo più grande. E ho trovato la forma. Un anno potrò vincerla".
Juan Antonio Flecha (Esp) Team Sky, 3° Classificato
"Sono contento di come ho corso perché sono ancora sul podio. Ho lavorato molto nel finale perché Hushovd mi aveva detto di avere i crampi. Mi ha battuto allo sprint ma non è importante. Secondo o terzo è comunque un ottimo risultato. E sarà qui anche l'anno prossimo per riprovarci. Sono contento anche per Fabian. Abbiamo corso insieme alla Fassa Bortolo e siamo buoni amici. Vincere Fiandre e Roubaix è qualcosa di speciale. E' stato il più forte e quello che ha preso il rischio più grande a scattare così presto. Non molte persone possono fare quello che ha fatto. Ci vogliono le palle per fare quello che ha fatto Fabian e lui ce le ha".
Roger Hammond (Gbr) Cervelo, 4° Classificato
"Speravo di aprire la gara presto e far lavorare i compagni di Boonen e Cancellara. Ma Cancellara era da solo e così ho iniziato ad attaccare presto. Ma Fabian è stato incredibile, è di un altro pianeta, e subito ha guadagnato un minuto. Dopo 10 minuti, sapevamo che stavamo correndo per il secondo posto. Credo che un secondo e un quarto posto non siano male, se togliamo Cancellara dall'equazione abbiamo un primo e un terzo".
Bjorn Leukemans (Bel) Vacansoleil, 6° Classificato
Leukemans ha parlato del suo tentativo di seguire Cancellara e del suo attacco: "Oggi non ho visto nessuno che poteva battere questo Cancellara. Quando sono scattato, speravo che dietro si sarebbero guardati ma, sfortunatamente, alla radio ho sentito che stavano ritornando su di noi. Eppure, se mi ha staccato, è perché la mia ruota anteriore si è sgonfiata con il passare dei chilometri. In tutte le svolte, ero obbligato praticamente a fermarmi per non cadere. Mi sembrava di correre dietro una moto ma Cancellara era veramente dietro una moto, quella della televisione e, all'uscita da una curva, ha accelerato portandosi dietro Fabian nella sua scia. Dopo, nell'inseguimento, nessuno pedalava con la stessa convinzione di prima e ho capito che qualcuno pensava soltanto al podio".
Filippo Pozzato (Ita) Katusha, 7° Classificato
Pozzato è arrivato al velodromo di Roubaix con in mano una foto di Franco Ballerini mentre correva la sua ultima Roubaix, nel 2001, e sul traguardo ha aperto la sua maglietta mostrando una scritta "Merci Roubaix". L'italiano ha conquistato il premio speciale per il primo italiano all'arrivo, in memoria di Ballerini: "Volevo veramente tanto quel premio speciale. Lo terrò a casa come mio modo per ricordarmi di Franco. E' stata una persona importante per me. Speravo di ricordarmi di lui vincendo ma non potevo fare di più. Sono rimasto sorpreso da come sono riuscito a gestirmi dopo che non avevo corso negli ultimi giorni. Ho fatto gli ultimi 30 chilometri con una grande determinazione. Ho provato a marcare Cancellara per quanto ho potuto. Ma quando è scattato, tutti ci guardavamo e nessuno aveva le gambe per seguirlo. Credo che Boonen siamo rimasto un po' intontito dall'attacco di Cancellara, probabilmente non pensava che avrebbe attaccato così presto. Ma tutti sappiamo che Fabian ha un grande, grande motore e che può fare cose come questa".
Leif Hoste (Bel) Omega Pharma Lotto, 8° Classificato
Mostrando la mano infortunata per una caduta, il corridore belga ha detto "Non è niente. Ho corso la gara che volevo fino alla foratura. Eravamo molto probabilmente a più di 20 chilometri dal traguardo, nel settore quando Flecha ha attaccato. Lo stesso punto dove mi è entrata la bandiera nella ruota nel 2004. Ho lottato per 20 chilometri. E' stata dura. Sono stato da solo per molto tempo, lottando contro il vento".
Sul momento dell'attacco di Cancellara, Hoste ha dichiarato: "Ho provato ad anticipare. Quando Cancellara è arrivato ho continuato con il mio ritmo perché non c'era molto che potevamo fare contro di lui. Come squadra c'eravamo. Abbiamo corso una buona gara d'attacco. Anche Greg Van Avermaet ha forato. Jurgen Roelandts era con me ma anche lui ha forato nel momento peggiore. Questa è la Roubaix".
Sebastien Hinault (Fra) Ag2R, 9° Classificato
"Speravo in un piazzamento nei migliori 20, nei 10 se tutto fosse andato bene, ma oggi, anche un posto nei primi 5 era possibile. Ero nel gruppo di testa con Boonen, Flecha, Hushovd, Pozzato e gli altri. A 20 chilometri dall'arrivo, ero un po' affaticato. Quando Flecha ha attaccato, mi sono staccato. Mi sono spaventato perché pensavo di essere raggiunto ma mi sono gestito per arrivare nei primi dieci".
Sull'attacco di Cancellara ha dichiarato: "L'ho visto da vicino quando ci ha passati. Andava almeno 3/4 km/h più veloce di noi sul pavé. Non potevamo seguirlo. L'unico che ci ha provato è stato Leukemans, ha fatto 300 metri e ha mollato".
Servais Knaven (Ned) Milram, 16 Parigi - Roubaix terminate
"Adesso sono felice. E' stata una giornata dura con il vento contrario. Ce n'era parecchio alla partenza e poi è iniziato il pavé e il vento laterale. Settimana scorsa pensavo che era importante fare una buona corsa ma negli ultimi giorni in tanti hanno iniziato a parlare del record, così ho realizzato quanto sarebbe stato bello finire per la 16° volta la corsa. E' stato un grande traguardo per me. La prima volta che sono venuto qui ero molto nervoso. Pensavo tra me e me "Ce la farò o no?", ma sin da quella volta questa corsa è diventata uno dei miei principali obiettivi. Vedremo se tornerò ancora qua".
George Hincapie (Usa) BMC
"Non è stata la mia giornata. Ho avuto molte difficoltà a seguire le accelerazioni e mi sono ritrovato senza forze. Non avevo tutta la potenza nel mio motore oggi. Non stavo così bene come nei giorni prima della gara, è un peccato".
Stijn Devolder (Bel) QuickStep
Il belga ha parlato delle sue ripetute forature e delle cadute: "Non ho mai avuto la possibilità di essere in corsa. E' frustrante quando sei in forma ma non riesci a fare niente. Mi sono fatto male al ginocchio in corsa, il dottore mi ha curato un paio di volte ma i suoi trattamenti non mi hanno aiutato. E' un momento brutto perché sono tornato al livello che volevo. Devo continuare a lavorare e un giorno la fortuna arriverà. Spero di avere una buona estate o un buon autunno".
Matti Breschel (Den) Saxo Bank
Il danese ha parlato del suo ritiro, causato da problemi al ginocchio destro. "Ho avuto qualche problema in gara. Ho provato a curarmi ma non è servito, e nella foresta di Arenberg il mio ginocchio si è bloccato. Penso sia un problema serio. Spero abbia tenuto ma sta diventando sempre peggio. Come ciclista devi sempre stare attento alle ginocchia perché sono qualcosa di molto fragile. E adesso sono un po' nervoso e preoccupato".
Tyler Farrar (Usa) Garmin - Transitions
"Per far bene alla Roubaix servono buone gambe e fortuna. Oggi, ho avuto soltanto metà di questa equazione. E' un peccato. Volevo veramente vedere di cosa ero capace ma non ne ho avuta la possibilità. La mia corsa è finita prima ancora che la vera gara fosse iniziata".
Sulla caduta che ha coinvolto anche Vansummeren ha commentato: "Sono caduti proprio davanti e non ho potuto evitarli. Non mi sono fatto male ma la bici era inutilizzabile. Ho preso la ruota di Julian Dean ma la bici era proprio ingestibile. Avevo una bici pronta dopo la foresta di Arenberg, sono riuscita a prenderla e potevo vedere il gruppo. Stavo cercando di rientare con le auto ma la giuria stava facendo lo sbarramento per i corridori staccati".
David Millar (Gbr) Garmin - Transitions
"Non so se correrà la Roubaix ancora, sicuramente non l'anno prossimo. Penso che Fiandre e Amstel siano più adatte a me. La mia aspettativa era che sarebbe stata dura, e lo è stato. Ammetto di non essere al meglio sul pavé, non mi viene naturale. Non ho il completo controllo della situazione".
Bjarne Riis - Saxo Bank, Team Manager
Parlando dell'attacco di Cancellara, Riis ha dichiarato: "Gli ho detto io di attaccare alla radio. Appena ho visto che Boonen non era alla sua ruota, gli ho detto "Vai ora". Un corridore come lui, quando parte, è per vincere, non per divertimento. Sapevo che era il momento giusto e che stava correndo per vincere la corsa. Altrimenti l'avrei fermato subito".
Su Boonen ha dichiarato: "Boonen ha fatto degli errori durante la corsa. Quanti? Due possono essere già troppi. Penso che se vuoi vincere la corsa devi stare calmo, rilassato e non stressato. E andartene quando devi andare. Il problema per gli altri è che Fabian andava forte, anche da solo. Sapevamo questo ed era un bonus che avevamo, potevamo farlo partire da lontano e abbiamo sfruttato questa strategia. Non molti corridori possono fare questo".
Nico Verhoeven - Rabobank, Team Manager.
Il direttore sportivo della Rabobank commenta il risultato della squadra, con il migliore, Tjallingii, 31° a 7 minuti. "Questa è la Parigi - Roubaix. E' un gioco di inconvenienti. Alcuni li puoi correggere, altri no. I primi 200 chilometri sono andati come volevamo", poi Langeveld ha bucato ed "è riuscito a rientrare nel primo gruppo ma il finale era iniziato e i favoriti erano già andati". Tjallingii era davanti ma ha rotto il cambio "e non c'era possibilità di un cambio bici, perché in quel momento non potevamo essere dietro di lui. Così le nostre possibilità sono svanite. Se Maarten non avesse rotto il cambio e fosse riuscito a stare con il gruppo di Boonen, un piazzamento nei dieci sarebbe stato possibile".
Parlando della prova di Boom, all'esordio alla Roubaix, ha commentato: "Come al Fiandre, Lars è andato bene nei primi 200 chilometri. Avrà le sue opportunità, ma adesso 259 chilometri per lui sono troppi".
"Sapevo che la mia forma e il modo in cui sono andate le scorse settimane avrebbero spaventato i miei avversari, anche se avessi avuto soltanto dieci metri di vantaggio. Quando ho accelerato sapevo che sarebbe stata dura riprendermi e questa è stata una motivazione in più. Sapevo che questo gli avrebbe fatto male, questa volta psicologicamente. Dopo il tratto di Mons-en-Pevele ho chiesto all'auto della squadra quanti corridori fossero dietro, perché sapevo che potevano correre contro di me, ma non l'hanno fatto. Dalla macchina mi hanno detto "sono stanchi, è l'ora di andare". Chi avrebbe potuto recuperare lo svantaggio? C'erano Boonen, Flecha e Hushovd e altri ma pensavo che loro sapevano che stavano correndo per il secondo posto. Sono stato capace di guadagnare un buon vantaggio e mantenerlo fino all'arrivo".
Sul comportamento Boonen e la sua gara, lo svizzero ha detto: "Sapevo che ci stavamo guardando l'uno con l'altro durante la gara e il modo in cui si stava sviluppando la corsa mi ha reso un po' nervoso. Non avevo più compagni di squadra e c'erano tanti altri corridori. Sapevo che ci potevano essere degli attacchi e che avrei potuto perdere la fuga giusta. Boonen ha provato a creare una fuga e sicuramente dovevo seguirlo. Ma sentivo che stava un po' esagerando. Il team manager mi ha detto di stare calmo e di non fare la corsa degli altri ma di fare la mia. Credo che Boonen volesse creare una prima selezione perché voleva arrivare allo sprint nel velodromo, ma sapevo che non voleva farlo contro di me vista la mia forma e le mie vittorie. Quando ho attaccato ero davanti e c'era un piccolo ventaglio. Ho accelerato e dopo Mons-en-Pevele avevo il vantaggio e le motivazioni per andare a tutta. Volevo creare un piccolo gruppetto e vedere come andava ma sono rimasto da solo e così sono andato".
Tom Boonen (Bel) QuickStep, 5° Classificato
"Sono dispiaciuto? Certo, lo sono, e anche frustrato perché Cancellara ha attaccato nell'unico momento che non ero in testa. E' stato avvisato probabilmente dalla sua auto che ero indietro. Comunque sia, non penso che avrei potuto battere Cancellara oggi, soprattutto vedendo come ha vinto. Ma non ho potuto giocarmi le mie possibilità e questo è un po' frustrante. Se lui mi avesse staccato l'avrei accettato meglio".
Boonen ha continuato a parlare della corsa, dopo l'attacco di Cancellara: "Sono stato bloccato da tre corridori della Columbia. Ho dovuto passarli e mettermi al vento e, una volta in testa, ho cercato di organizzare l'inseguimento ma nessuno voleva correre. Poi ho affrontato il pavé al 100%, come lui. Ho ripreso tutti quelli che stavano davanti e quando siamo usciti dal pavé lo svantaggio era ancora gestibile. Erano in quattro o cinque alla mia ruota ma hanno pensato che andava bene così, che era meglio correre per il secondo posto. Credo che questo sia bizzarro. E' meglio essere soltanto in due o tre che vogliono andare a tutta che essere in una situazione come quella che si è creata. Quando ci sono due o tre mele marce, rovinano tutto. In pratica non c'è stato un vero inseguimento a Cancellara. Non c'era cooperazione. Se lavoravamo in quattro avremmo recuperato lo svantaggio, anche su Cancellara".
Thor Hushovd (Nor) Cervelo, 2° Classificato
"Oggi sono molto felice perché non c'erano possibilità di battere Cancellara dopo che ha attaccato a 50 chilometri dall'arrivo. Penso che tutto il gruppo abbia capito che era impossibile andarlo a riprendere. Per questo sono felice".
"E' stata una gara per il secondo posto. L'intera squadra ha fatto un grande lavoro, con Jeremy Hunt e Roger Hammond davanti. Ero molto ma molto stanco alla fine così volevo salvarmi il più possibile per vincere lo sprint. E' stato un buon podio. Ho lottato duramente tutto l'anno ma niente ha funzionato. Oggi era l'ultima corsa ed era l'obiettivo più grande. E ho trovato la forma. Un anno potrò vincerla".
Juan Antonio Flecha (Esp) Team Sky, 3° Classificato
"Sono contento di come ho corso perché sono ancora sul podio. Ho lavorato molto nel finale perché Hushovd mi aveva detto di avere i crampi. Mi ha battuto allo sprint ma non è importante. Secondo o terzo è comunque un ottimo risultato. E sarà qui anche l'anno prossimo per riprovarci. Sono contento anche per Fabian. Abbiamo corso insieme alla Fassa Bortolo e siamo buoni amici. Vincere Fiandre e Roubaix è qualcosa di speciale. E' stato il più forte e quello che ha preso il rischio più grande a scattare così presto. Non molte persone possono fare quello che ha fatto. Ci vogliono le palle per fare quello che ha fatto Fabian e lui ce le ha".
Roger Hammond (Gbr) Cervelo, 4° Classificato
"Speravo di aprire la gara presto e far lavorare i compagni di Boonen e Cancellara. Ma Cancellara era da solo e così ho iniziato ad attaccare presto. Ma Fabian è stato incredibile, è di un altro pianeta, e subito ha guadagnato un minuto. Dopo 10 minuti, sapevamo che stavamo correndo per il secondo posto. Credo che un secondo e un quarto posto non siano male, se togliamo Cancellara dall'equazione abbiamo un primo e un terzo".
Bjorn Leukemans (Bel) Vacansoleil, 6° Classificato
Leukemans ha parlato del suo tentativo di seguire Cancellara e del suo attacco: "Oggi non ho visto nessuno che poteva battere questo Cancellara. Quando sono scattato, speravo che dietro si sarebbero guardati ma, sfortunatamente, alla radio ho sentito che stavano ritornando su di noi. Eppure, se mi ha staccato, è perché la mia ruota anteriore si è sgonfiata con il passare dei chilometri. In tutte le svolte, ero obbligato praticamente a fermarmi per non cadere. Mi sembrava di correre dietro una moto ma Cancellara era veramente dietro una moto, quella della televisione e, all'uscita da una curva, ha accelerato portandosi dietro Fabian nella sua scia. Dopo, nell'inseguimento, nessuno pedalava con la stessa convinzione di prima e ho capito che qualcuno pensava soltanto al podio".
Filippo Pozzato (Ita) Katusha, 7° Classificato
Pozzato è arrivato al velodromo di Roubaix con in mano una foto di Franco Ballerini mentre correva la sua ultima Roubaix, nel 2001, e sul traguardo ha aperto la sua maglietta mostrando una scritta "Merci Roubaix". L'italiano ha conquistato il premio speciale per il primo italiano all'arrivo, in memoria di Ballerini: "Volevo veramente tanto quel premio speciale. Lo terrò a casa come mio modo per ricordarmi di Franco. E' stata una persona importante per me. Speravo di ricordarmi di lui vincendo ma non potevo fare di più. Sono rimasto sorpreso da come sono riuscito a gestirmi dopo che non avevo corso negli ultimi giorni. Ho fatto gli ultimi 30 chilometri con una grande determinazione. Ho provato a marcare Cancellara per quanto ho potuto. Ma quando è scattato, tutti ci guardavamo e nessuno aveva le gambe per seguirlo. Credo che Boonen siamo rimasto un po' intontito dall'attacco di Cancellara, probabilmente non pensava che avrebbe attaccato così presto. Ma tutti sappiamo che Fabian ha un grande, grande motore e che può fare cose come questa".
Leif Hoste (Bel) Omega Pharma Lotto, 8° Classificato
Mostrando la mano infortunata per una caduta, il corridore belga ha detto "Non è niente. Ho corso la gara che volevo fino alla foratura. Eravamo molto probabilmente a più di 20 chilometri dal traguardo, nel settore quando Flecha ha attaccato. Lo stesso punto dove mi è entrata la bandiera nella ruota nel 2004. Ho lottato per 20 chilometri. E' stata dura. Sono stato da solo per molto tempo, lottando contro il vento".
Sul momento dell'attacco di Cancellara, Hoste ha dichiarato: "Ho provato ad anticipare. Quando Cancellara è arrivato ho continuato con il mio ritmo perché non c'era molto che potevamo fare contro di lui. Come squadra c'eravamo. Abbiamo corso una buona gara d'attacco. Anche Greg Van Avermaet ha forato. Jurgen Roelandts era con me ma anche lui ha forato nel momento peggiore. Questa è la Roubaix".
Sebastien Hinault (Fra) Ag2R, 9° Classificato
"Speravo in un piazzamento nei migliori 20, nei 10 se tutto fosse andato bene, ma oggi, anche un posto nei primi 5 era possibile. Ero nel gruppo di testa con Boonen, Flecha, Hushovd, Pozzato e gli altri. A 20 chilometri dall'arrivo, ero un po' affaticato. Quando Flecha ha attaccato, mi sono staccato. Mi sono spaventato perché pensavo di essere raggiunto ma mi sono gestito per arrivare nei primi dieci".
Sull'attacco di Cancellara ha dichiarato: "L'ho visto da vicino quando ci ha passati. Andava almeno 3/4 km/h più veloce di noi sul pavé. Non potevamo seguirlo. L'unico che ci ha provato è stato Leukemans, ha fatto 300 metri e ha mollato".
Servais Knaven (Ned) Milram, 16 Parigi - Roubaix terminate
"Adesso sono felice. E' stata una giornata dura con il vento contrario. Ce n'era parecchio alla partenza e poi è iniziato il pavé e il vento laterale. Settimana scorsa pensavo che era importante fare una buona corsa ma negli ultimi giorni in tanti hanno iniziato a parlare del record, così ho realizzato quanto sarebbe stato bello finire per la 16° volta la corsa. E' stato un grande traguardo per me. La prima volta che sono venuto qui ero molto nervoso. Pensavo tra me e me "Ce la farò o no?", ma sin da quella volta questa corsa è diventata uno dei miei principali obiettivi. Vedremo se tornerò ancora qua".
George Hincapie (Usa) BMC
"Non è stata la mia giornata. Ho avuto molte difficoltà a seguire le accelerazioni e mi sono ritrovato senza forze. Non avevo tutta la potenza nel mio motore oggi. Non stavo così bene come nei giorni prima della gara, è un peccato".
Stijn Devolder (Bel) QuickStep
Il belga ha parlato delle sue ripetute forature e delle cadute: "Non ho mai avuto la possibilità di essere in corsa. E' frustrante quando sei in forma ma non riesci a fare niente. Mi sono fatto male al ginocchio in corsa, il dottore mi ha curato un paio di volte ma i suoi trattamenti non mi hanno aiutato. E' un momento brutto perché sono tornato al livello che volevo. Devo continuare a lavorare e un giorno la fortuna arriverà. Spero di avere una buona estate o un buon autunno".
Matti Breschel (Den) Saxo Bank
Il danese ha parlato del suo ritiro, causato da problemi al ginocchio destro. "Ho avuto qualche problema in gara. Ho provato a curarmi ma non è servito, e nella foresta di Arenberg il mio ginocchio si è bloccato. Penso sia un problema serio. Spero abbia tenuto ma sta diventando sempre peggio. Come ciclista devi sempre stare attento alle ginocchia perché sono qualcosa di molto fragile. E adesso sono un po' nervoso e preoccupato".
Tyler Farrar (Usa) Garmin - Transitions
"Per far bene alla Roubaix servono buone gambe e fortuna. Oggi, ho avuto soltanto metà di questa equazione. E' un peccato. Volevo veramente vedere di cosa ero capace ma non ne ho avuta la possibilità. La mia corsa è finita prima ancora che la vera gara fosse iniziata".
Sulla caduta che ha coinvolto anche Vansummeren ha commentato: "Sono caduti proprio davanti e non ho potuto evitarli. Non mi sono fatto male ma la bici era inutilizzabile. Ho preso la ruota di Julian Dean ma la bici era proprio ingestibile. Avevo una bici pronta dopo la foresta di Arenberg, sono riuscita a prenderla e potevo vedere il gruppo. Stavo cercando di rientare con le auto ma la giuria stava facendo lo sbarramento per i corridori staccati".
David Millar (Gbr) Garmin - Transitions
"Non so se correrà la Roubaix ancora, sicuramente non l'anno prossimo. Penso che Fiandre e Amstel siano più adatte a me. La mia aspettativa era che sarebbe stata dura, e lo è stato. Ammetto di non essere al meglio sul pavé, non mi viene naturale. Non ho il completo controllo della situazione".
Bjarne Riis - Saxo Bank, Team Manager
Parlando dell'attacco di Cancellara, Riis ha dichiarato: "Gli ho detto io di attaccare alla radio. Appena ho visto che Boonen non era alla sua ruota, gli ho detto "Vai ora". Un corridore come lui, quando parte, è per vincere, non per divertimento. Sapevo che era il momento giusto e che stava correndo per vincere la corsa. Altrimenti l'avrei fermato subito".
Su Boonen ha dichiarato: "Boonen ha fatto degli errori durante la corsa. Quanti? Due possono essere già troppi. Penso che se vuoi vincere la corsa devi stare calmo, rilassato e non stressato. E andartene quando devi andare. Il problema per gli altri è che Fabian andava forte, anche da solo. Sapevamo questo ed era un bonus che avevamo, potevamo farlo partire da lontano e abbiamo sfruttato questa strategia. Non molti corridori possono fare questo".
Nico Verhoeven - Rabobank, Team Manager.
Il direttore sportivo della Rabobank commenta il risultato della squadra, con il migliore, Tjallingii, 31° a 7 minuti. "Questa è la Parigi - Roubaix. E' un gioco di inconvenienti. Alcuni li puoi correggere, altri no. I primi 200 chilometri sono andati come volevamo", poi Langeveld ha bucato ed "è riuscito a rientrare nel primo gruppo ma il finale era iniziato e i favoriti erano già andati". Tjallingii era davanti ma ha rotto il cambio "e non c'era possibilità di un cambio bici, perché in quel momento non potevamo essere dietro di lui. Così le nostre possibilità sono svanite. Se Maarten non avesse rotto il cambio e fosse riuscito a stare con il gruppo di Boonen, un piazzamento nei dieci sarebbe stato possibile".
Parlando della prova di Boom, all'esordio alla Roubaix, ha commentato: "Come al Fiandre, Lars è andato bene nei primi 200 chilometri. Avrà le sue opportunità, ma adesso 259 chilometri per lui sono troppi".
Parigi - Roubaix, le pagelle di Parliamo di Ciclismo
Puntuali come sempre arrivano le pagelle di Parliamo di Ciclismo riguardanti la splendida gara che abbiamo potuto vivere ieri pomeriggio. Senza indugi, via con i voti!
Fabian Cancellara (Saxo Bank) 10
Lo stesso voto del Giro delle Fiandre, vince, stravince, incanta, sembra non avere avversari. Per lui il pavé è come per gli altri andare sull'asfalto dietro moto. Si parla della tattica sbagliata degli avversari, ma sinceramente si era capito quasi subito che si lottava per il secondo posto.
Tom Boonen (Quick Step) 5.5
Se il secondo posto alla Sanremo e il secondo al Fiandre ci potevano stare, il quinto posto della Roubaix fa male. Probabilmente non poteva battere Cancellara, ma spendersi in attacchi inutili per chilometri e farsi sorprendere dallo svizzero nel momento clou è un errore madornale. Paga ancora una volta una squadra mediocre.
Thor Hushovd (Cervelo) 6.5
Voto di media tra il 7.5 per il piazzamento e il 5.5 per la tattica scellerata di gara. La Cervelo aveva due uomini forti, lui e Hammond, davanti e quando è partito Cancellara nessuno lo stava marcando. Si vede che ne aveva, è stato bravo a gestirsi nel finale e, come nel più classico dei finali, non tira un metro fingendosi stanchissimo per poi battere Flecha allo sprint.
Juan Antonio Flecha (Sky) 6.5
Sembra averne ma perde, come tutti, l'attimo buono per accodarsi a Cancellara. E' l'unico che prova ad andarsene dal gruppetto degli inseguitori ed è come sempre generoso. Nel finale viene beffato da Hushovd che l'avrebbe battuto anche pedalando al contrario, il gesto di disappunto è comprensibile per il comportamento passivo del norvegese.
Roger Hammond (Cervelo) 7
Ottima spalla per Hushovd, fa la sua corsa provando un attacco su un tratto di pavé. Dopodiché, aiuta il capitano come può ma le energie son poche. Recupera stando a ruota e in volata batte Boonen confermandosi in un ottimo stato di forma.
Bjorn Leukemans (Vacansoleil) 7
Una riconferma per il belga dopo l'ottimo Giro delle Fiandre. Va all'attacco con Hoste nel momento giusto, per poco non resiste alla furia di Cancellara ma è costretto a staccarsi, cedendo all'impeto dello svizzero. Ripreso, resiste nel secondo gruppetto degli inseguitori e incamera un buon sesto posto.
Filippo Pozzato (Katusha) 6.5
Media tra il 7 per lo stato di forma e il 6 per il piazzamento, sicuramente non alla sua altezza. Fa quello che può e lo fa bene. Stava marcando a uomo Cancellara ma lo perde proprio nel momento decisivo. Non avrebbe retto alla distanza, questo è sicuro, ma comunque mi è piaciuto, soprattutto per la grinta dimostrata sul Carrefour de l'Arbre quando si trovava in difficoltà.
Leif Hoste (Omega Pharma Lotto) 6.5
Ha fatto il possibile per le sue condizioni fisiche, mezzo voto in meno rispetto a Leukemans perché lui Cancellara l'ha proprio visto passar via come una moto. Nel finale scompare dal gruppetto dei migliori conquistando un anonimo ottavo posto, ma forse più di così proprio non poteva fare.
QuickStep 4
Dov'è finita la squadra che dominava le classiche del Nord fino all'anno scorso? Boonen si è sempre ritrovato da solo, un po' per propri demeriti un po' per l'assenza dei compagni. Questo 4 va anche a Stijn Devolder, sicuramente sfortunato ma sempre disattento e mai presente nei momenti importanti della corsa.
Saxo Bank 7
Vedere un'intera squadra tirare il gruppo dopo la foresta di Arenberg fa sicuramente la sua figura. Bene, benissimo, fino ai 60 dall'arrivo, poi Cancellara viene lasciato completamente da solo, ma purtroppo Breschel è stato escluso per una caduta. Il 7 va anche per la fortuna di avere un campione come lo svizzero in squadra, ma comunque si poteva fare anche di più.
George Hincapie (BMC) 5
A un certo punto è scomparso dalla corsa, staccatosi in un tratto neanche troppo difficile di pavé. Sembrava in forma dopo il Fiandre, quando ha dichiarato di stare benissimo. Invece, prova incolore, anonima, simile alle altre sue apparazioni nelle classiche del Nord degli ultimi anni.
Garmin - Transitions 5
La sfortuna li ha colpiti in pieno quando nella stessa situazione hanno perso i due capitani (Maaskant e Vansummeren) e un volitivo Farrar. Millar ci ha provato ma questa corsa è probabilmente troppo per lui. Sicuramente non è colpa loro la caduta, però resta una prova negativa.
Rabobank 4
Erano in corsa? Si sono visti in qualche inquadratura Boom e Langeveld, ma sono scomparsi tanto velocemente quanto la strada diventava più difficile. Campagna del Nord disastrosa, devono ringraziare il buon Freire che, in pratica, ha già reso la stagione vincente grazie alla Milano - Sanremo.
Liquigas 5
Il migliore, alla fine, risulta essere il giovane Koren. Quinziato, Oss e Guarnieri sono coinvolti nella stessa caduta che ha coinvolto mezza Garmin, ma il primo comunque si è visto davanti dopo la foresta di Arenberg. Sagan ci ha provato ma probabilmente è ancora troppo giovane e la Roubaix richiede un minimo di esperienza. Aspettiamoli, sono giovani, cresceranno, ma comunque qualcosina di più ce lo potevamo aspettare.
Servais Knaven (Milram) 8
Termina la sua 16° Parigi - Roubaix raggiungendo il belga Raymond Impanis come numero di Roubaix finite. A questo record, aggiunge anche la vittoria nel 2001. Sicuramente sono emozioni che l'olandese si ricorderà per tutta la vita.
34 corridori arrivati fuori tempo massimo 8
Anche se ci hanno messo qualche minuto in più degli altri, per me è come se fossero arrivati insieme a Cancellara. Complimenti a tutti per aver voluto finire la corsa, probabilmente sapendo di arrivare fuori tempo massimo, ma dimostrando coraggio e voglia di arrivare fino a Roubaix.
Parliamo di Ciclismo 8
Non ci posso fare nulla se Boonen anche alla Roubaix sbaglia tattica. Facile prevedere la vittoria di Cancellara, meno il piazzamento di Flecha. Delusione su Hincapie, sorpresa nel vedere Hushovd e Pozzato ad alti livelli dopo i problemi avuti negli scorsi giorni, buona l'intuizione su Hammond. Resto deluso dai giovani, ma la Roubaix è una corsa ostica e ci vuole molta esperienza. Si rifaranno.
Fabian Cancellara (Saxo Bank) 10
Lo stesso voto del Giro delle Fiandre, vince, stravince, incanta, sembra non avere avversari. Per lui il pavé è come per gli altri andare sull'asfalto dietro moto. Si parla della tattica sbagliata degli avversari, ma sinceramente si era capito quasi subito che si lottava per il secondo posto.
Tom Boonen (Quick Step) 5.5
Se il secondo posto alla Sanremo e il secondo al Fiandre ci potevano stare, il quinto posto della Roubaix fa male. Probabilmente non poteva battere Cancellara, ma spendersi in attacchi inutili per chilometri e farsi sorprendere dallo svizzero nel momento clou è un errore madornale. Paga ancora una volta una squadra mediocre.
Thor Hushovd (Cervelo) 6.5
Voto di media tra il 7.5 per il piazzamento e il 5.5 per la tattica scellerata di gara. La Cervelo aveva due uomini forti, lui e Hammond, davanti e quando è partito Cancellara nessuno lo stava marcando. Si vede che ne aveva, è stato bravo a gestirsi nel finale e, come nel più classico dei finali, non tira un metro fingendosi stanchissimo per poi battere Flecha allo sprint.
Juan Antonio Flecha (Sky) 6.5
Sembra averne ma perde, come tutti, l'attimo buono per accodarsi a Cancellara. E' l'unico che prova ad andarsene dal gruppetto degli inseguitori ed è come sempre generoso. Nel finale viene beffato da Hushovd che l'avrebbe battuto anche pedalando al contrario, il gesto di disappunto è comprensibile per il comportamento passivo del norvegese.
Roger Hammond (Cervelo) 7
Ottima spalla per Hushovd, fa la sua corsa provando un attacco su un tratto di pavé. Dopodiché, aiuta il capitano come può ma le energie son poche. Recupera stando a ruota e in volata batte Boonen confermandosi in un ottimo stato di forma.
Bjorn Leukemans (Vacansoleil) 7
Una riconferma per il belga dopo l'ottimo Giro delle Fiandre. Va all'attacco con Hoste nel momento giusto, per poco non resiste alla furia di Cancellara ma è costretto a staccarsi, cedendo all'impeto dello svizzero. Ripreso, resiste nel secondo gruppetto degli inseguitori e incamera un buon sesto posto.
Filippo Pozzato (Katusha) 6.5
Media tra il 7 per lo stato di forma e il 6 per il piazzamento, sicuramente non alla sua altezza. Fa quello che può e lo fa bene. Stava marcando a uomo Cancellara ma lo perde proprio nel momento decisivo. Non avrebbe retto alla distanza, questo è sicuro, ma comunque mi è piaciuto, soprattutto per la grinta dimostrata sul Carrefour de l'Arbre quando si trovava in difficoltà.
Leif Hoste (Omega Pharma Lotto) 6.5
Ha fatto il possibile per le sue condizioni fisiche, mezzo voto in meno rispetto a Leukemans perché lui Cancellara l'ha proprio visto passar via come una moto. Nel finale scompare dal gruppetto dei migliori conquistando un anonimo ottavo posto, ma forse più di così proprio non poteva fare.
QuickStep 4
Dov'è finita la squadra che dominava le classiche del Nord fino all'anno scorso? Boonen si è sempre ritrovato da solo, un po' per propri demeriti un po' per l'assenza dei compagni. Questo 4 va anche a Stijn Devolder, sicuramente sfortunato ma sempre disattento e mai presente nei momenti importanti della corsa.
Saxo Bank 7
Vedere un'intera squadra tirare il gruppo dopo la foresta di Arenberg fa sicuramente la sua figura. Bene, benissimo, fino ai 60 dall'arrivo, poi Cancellara viene lasciato completamente da solo, ma purtroppo Breschel è stato escluso per una caduta. Il 7 va anche per la fortuna di avere un campione come lo svizzero in squadra, ma comunque si poteva fare anche di più.
George Hincapie (BMC) 5
A un certo punto è scomparso dalla corsa, staccatosi in un tratto neanche troppo difficile di pavé. Sembrava in forma dopo il Fiandre, quando ha dichiarato di stare benissimo. Invece, prova incolore, anonima, simile alle altre sue apparazioni nelle classiche del Nord degli ultimi anni.
Garmin - Transitions 5
La sfortuna li ha colpiti in pieno quando nella stessa situazione hanno perso i due capitani (Maaskant e Vansummeren) e un volitivo Farrar. Millar ci ha provato ma questa corsa è probabilmente troppo per lui. Sicuramente non è colpa loro la caduta, però resta una prova negativa.
Rabobank 4
Erano in corsa? Si sono visti in qualche inquadratura Boom e Langeveld, ma sono scomparsi tanto velocemente quanto la strada diventava più difficile. Campagna del Nord disastrosa, devono ringraziare il buon Freire che, in pratica, ha già reso la stagione vincente grazie alla Milano - Sanremo.
Liquigas 5
Il migliore, alla fine, risulta essere il giovane Koren. Quinziato, Oss e Guarnieri sono coinvolti nella stessa caduta che ha coinvolto mezza Garmin, ma il primo comunque si è visto davanti dopo la foresta di Arenberg. Sagan ci ha provato ma probabilmente è ancora troppo giovane e la Roubaix richiede un minimo di esperienza. Aspettiamoli, sono giovani, cresceranno, ma comunque qualcosina di più ce lo potevamo aspettare.
Servais Knaven (Milram) 8
Termina la sua 16° Parigi - Roubaix raggiungendo il belga Raymond Impanis come numero di Roubaix finite. A questo record, aggiunge anche la vittoria nel 2001. Sicuramente sono emozioni che l'olandese si ricorderà per tutta la vita.
34 corridori arrivati fuori tempo massimo 8
Anche se ci hanno messo qualche minuto in più degli altri, per me è come se fossero arrivati insieme a Cancellara. Complimenti a tutti per aver voluto finire la corsa, probabilmente sapendo di arrivare fuori tempo massimo, ma dimostrando coraggio e voglia di arrivare fino a Roubaix.
Parliamo di Ciclismo 8
Non ci posso fare nulla se Boonen anche alla Roubaix sbaglia tattica. Facile prevedere la vittoria di Cancellara, meno il piazzamento di Flecha. Delusione su Hincapie, sorpresa nel vedere Hushovd e Pozzato ad alti livelli dopo i problemi avuti negli scorsi giorni, buona l'intuizione su Hammond. Resto deluso dai giovani, ma la Roubaix è una corsa ostica e ci vuole molta esperienza. Si rifaranno.
Presidential Tour of Turkey, la 1°tappa ancora ad André Greipel dell'HTC Columbia
André Greipel dell'HTC - Columbia ha vinto la prima tappa del Presidential Tour of Turkey vincendo la volata del gruppo arrivato compatto all'arrivo. Per il tedesco si tratta dell'ottava vittoria stagionale, che gli ha permesso di aumentare il proprio vantaggio in classifica generale, avendo ora 16 secondi sul compagno di squadra Tejay Van Garderen e 19 secondi sul polacco Maciej Bodnar della Liquigas Doimo.
La corsa, che con ogni probabilità sarebbe finita allo sprint, ha comunque regalato emozioni grazie ai tanti attacchi di corridori di livello. I primi a provarci sono stati Hubert Schwab della Vorarlberg, Christophe Kern della Cofidis, Diego Caccia dell'ISD e Kiendys Tomasz della CCC Polsat. Per loro vantaggio massimo 4 minuti, ma speranze di vittoria ridotte al minimo quando le squadre dei velocisti hanno iniziato a fare sul serio. Ripresi gli attaccanti, a 15 chilometri dall'arrivo ci prova Giovanni Visconti con Greipel che si porta alla sua ruota senza tirare, facendo il gioco dei compagni di squadra che intanto tiravano il gruppo. Ripresi i due ci prova Rein Taaramae della Cofidis, ma anche per lui le speranze sono poche con Colnago e Liquigas a dare manforte all'HTC. L'attacco più pericoloso arriva a 2 chilometri dall'arrivo quando Visconti ci riprova, viene raggiunto da Ermanno Capelli della Footon Servetto a 1 chilometro dall'arrivo, ma per i due non c'è comunque scampo. Greipel viene guidato splendidamente dal compagno Mark Renshaw, portandolo fin sulla ruota di Chicchi. Il tedesco si è spostato poi dietro a Ventoso prima di lanciare il suo sprint, potente e irresistibile per tutti. Alle sue spalle, un trio di italiani, Angelo Furlan della Lampre Farnese Vini, Claudio Cucinotta della De Rosa Stac Plastic e Mattia Gavazzi della Colnago CSF Inox.
ORDINE D'ARRIVO
1° André Greipel (Ger) HTC - Columbia
2° Angelo Furlan (Ita) Lampre - Farnese Vini s.t.
3° Claudio Cucinotta (Ita) De Rosa - Stac Plastic s.t.
4° Mattia Gavazzi (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
5° Francisco José Ventoso (Esp) CarmioOro NGC s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° André Greipel (Ger) HTC - Columbia
2° Tejay Van Garderen (USA) HTC - Columbia a 16''
3° Maciej Bodnar (Pol) Liquigas - Doimo a 19''
4° Rein Taaramae (Est) Cofidis a 20''
5° Frantisek Rabon (Cze) HTC - Columbia a 21''
6° Dominique Cornu (Bel) Skil - Shimano a 25''
7° Christophe Kern (Fra) Cofidis s.t.
8° Bert Grabsch (Ger) HTC - Columbia a 26''
9° Tiziano Dall'Antonia (Ita) Liquigas - Doimo s.t.
10° Giovanni Visconti (Ita) ISD - Neri a 27''
fonte: cyclingnews.com
La corsa, che con ogni probabilità sarebbe finita allo sprint, ha comunque regalato emozioni grazie ai tanti attacchi di corridori di livello. I primi a provarci sono stati Hubert Schwab della Vorarlberg, Christophe Kern della Cofidis, Diego Caccia dell'ISD e Kiendys Tomasz della CCC Polsat. Per loro vantaggio massimo 4 minuti, ma speranze di vittoria ridotte al minimo quando le squadre dei velocisti hanno iniziato a fare sul serio. Ripresi gli attaccanti, a 15 chilometri dall'arrivo ci prova Giovanni Visconti con Greipel che si porta alla sua ruota senza tirare, facendo il gioco dei compagni di squadra che intanto tiravano il gruppo. Ripresi i due ci prova Rein Taaramae della Cofidis, ma anche per lui le speranze sono poche con Colnago e Liquigas a dare manforte all'HTC. L'attacco più pericoloso arriva a 2 chilometri dall'arrivo quando Visconti ci riprova, viene raggiunto da Ermanno Capelli della Footon Servetto a 1 chilometro dall'arrivo, ma per i due non c'è comunque scampo. Greipel viene guidato splendidamente dal compagno Mark Renshaw, portandolo fin sulla ruota di Chicchi. Il tedesco si è spostato poi dietro a Ventoso prima di lanciare il suo sprint, potente e irresistibile per tutti. Alle sue spalle, un trio di italiani, Angelo Furlan della Lampre Farnese Vini, Claudio Cucinotta della De Rosa Stac Plastic e Mattia Gavazzi della Colnago CSF Inox.
ORDINE D'ARRIVO
1° André Greipel (Ger) HTC - Columbia
2° Angelo Furlan (Ita) Lampre - Farnese Vini s.t.
3° Claudio Cucinotta (Ita) De Rosa - Stac Plastic s.t.
4° Mattia Gavazzi (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
5° Francisco José Ventoso (Esp) CarmioOro NGC s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° André Greipel (Ger) HTC - Columbia
2° Tejay Van Garderen (USA) HTC - Columbia a 16''
3° Maciej Bodnar (Pol) Liquigas - Doimo a 19''
4° Rein Taaramae (Est) Cofidis a 20''
5° Frantisek Rabon (Cze) HTC - Columbia a 21''
6° Dominique Cornu (Bel) Skil - Shimano a 25''
7° Christophe Kern (Fra) Cofidis s.t.
8° Bert Grabsch (Ger) HTC - Columbia a 26''
9° Tiziano Dall'Antonia (Ita) Liquigas - Doimo s.t.
10° Giovanni Visconti (Ita) ISD - Neri a 27''
fonte: cyclingnews.com
Elite/Under 23. Vittorie per Tomas Alberio, Andrea Guardini, il venezuelano Jonathan Monsalve e il russo Gorodnichev Domenica 11 Aprile
Sono ben cinque le corse che gli elite e gli Under 23 hanno corso Domenica 11 Aprile, con gare sparse per tutta l'Italia.
A San Bernardino, in provincia di Ravenna, la vittoria è andata al russo Ilya Gorodnichev della Gragnano. Il corridore russo è andato in fuga al terzo passaggio sul Monte Frassineto insieme al bielorusso Maksim Kumilevski e all'altro russo Alexei Tsatevich. Al chilometro 110 sono rimasti in testa soltanto i primi due, mentre Tsatevich veniva ripreso dal gruppo. A pochi chilometri dall'arrivo Gorodnichev se ne andava da solo con Kumilevski che si doveva accontentare del secondo posto. Terza piazza per Ivan Balykin che ha regolato il gruppetto dei sopravissuti alla dura selezione avvenuta nel gruppo, formando un podio tutto proveniente dall'Europa dell'Est.
A Pregnana Milanese, in provincia di Milano, il più veloce è stato ancora una volta Andrea Guardini della Casati Ngc Perrel, che ha vinto in volata davanti a Loris Paoli della Marchiol e l'ucraino Anatoliy Kashtan della Rafi Cerone. Per il corridore italiano si tratta della sesta vittoria stagionale. La corsa si è svolta con un forte vento contrario che ha provocato parecchia selezione nel gruppo. Sono molti i tentativi di fuga, con tra i più attivi Loda della Pregnana e Tiozzo della FWR Bata ma le squadre dei velocisti, in particolar modo Casati, Marchiol, Gavardo e CarmioOro, sono attente a chiudere qualsiasi buco. In volata, Guardini si dimostra ancora una volta uno dei più forti sprinter in circolazione.
A Castelmartini, in provincia di Pistoia, il vincitore di un discusso finale è il venezuelano Jonathan Monsalve della Mastromarco, giunto terzo all'arrivo effettivo ma dichiarato vincitore dopo la squalifica dei primi due classificati, Elia Favilli e Giuseppe Di Salvo. Dopo le solite fughe di inizio gara, un gruppo di circa 70 corridori si presenta alla volata finale. Le squadre dei favoriti, la Maltinti Lampadari di Di Salvo e la Petroli Firenze di Favilli, hanno lanciato splendidamente i loro reciprochi capitani. Favilli prendeva la volata in testa con Di Salvo che provava a superarlo a sinistra, molto vicino alle transenne. Favilli ha provato a stringere Di Salvo che per tutta risposta ha alzato la mano dal manubrio dimostrando il suo disappunto. La giuria di corsa ha deciso di squalificare entrambi, consegnando la vittoria a Monsalve.
A Caerano San Marco, in provincia di Treviso, Tomas Alberio della Trevigiani Dynamon Bottoli ha vinto la 15° edizione del Memorial Danilo Furlan. Il corridore italiano ha vinto allo sprint davanti al duo della Zalf Desiree Fior Marco Canola ed Enrico Battaglin.
La corsa si è subito resa difficile con una fuga a tre formata da Dorio, Marchiori e Zanin. Nell'opera di recupero sugli attaccanti, il gruppo si è spezzato a metà. Ripresi i tre, sono ripartiti altri 3 atleti, Martinello, Vanotti e l'albanese Zhupa. Per loro il vantaggio si è fatto consistente, arrivando fino ai 2 minuti e 30 secondi, ma sulla salita di Forcella Mostacin il gruppo è rientrato sui fuggitivi rimescolando le carte. Lungo la discesa che portava all'arrivo, il gruppetto dei migliori si è ulteriormente ridimensionato, arrivando a 4 chilometri dal traguardo con soli 12 atleti davanti. Patrick Facchini ci ha provato senza successo prima dell'arrivo, ma è stato quasi subito ripreso. Le squadre si sono organizzate per lanciare la volata e Alberio si è dimostrato il migliore, cogliendo il secondo successo stagionale.
A Cantalice, in provincia di Rieti, Fabio Taddei della Malmantile Romano Gaini ha vinto la 28° edizione del Trofeo Maria Santissima delle Grazie, regolando un gruppetto di 14 corridori avvantaggiatisi nella salita finale. La corsa si è svolta sotto una forte pioggia che ha causato molti ritiri e qualche caduta, fortunatamente senza conseguenze. Dopo 14 chilometri se ne vanno in 6, Arredondo, Rabottini, Taddei, Ciavatta, De Ieso e Bongiorno. La fuga sembra farcela ad arrivare al traguardo ma i corridori vengono ripresi all'ultimo giro dal gruppo. Sulla dura salita di Cantalice, davanti rimangono in 14, tra cui tuti i favoriti. A spuntarla allo sprint è Taddei che anticipa Matteo Rabottini dell'Aran Cucine e il colombiano Julian Arredondo del Team SCAP.
GRAN PREMIO CAMON - SAN BERNARDINO (RA)
1° Ilya Gorodnichev (Rus) Gragnano
2° Maksim Kumilevski (Blr) Podenzano
3° Ivan Balykin (Rus) Coppi Gazzera
4° Davide Girlanda (Ita) Cicli Campagnari
5° Omar Bertazzo (Ita) Trevigiani Bottoli
TROFEO GIACOMO LARGHI - PREGNANA MILANESE (MI)
1° Andrea Guardini (Ita) Casati Ngc Perrel
2° Loris Paoli (Ita) Marchiol Pasta Montegrappa
3° Anatoliy Kashtan (Ukr) Rafi Cerone
4° Nicola Ruffoni (Ita) Gavardo Tecmor
5° Alberto Gatti (Ita) Conad Team Idea
MEMORIAL ORSANI BALLERINI - CASTELMARTINI (PT)
1° Jonathan Monsalve (Ven) Mastromarco Sensi Benedetti
2° Francesco Lasca (Ita) Bedogni Natalini Grassi
3° Alexander Serebryakov (Rus) Sammarinese Gruppo Lupi
4° Andrea Zanetti (Ita) Made Tss Tamburini
5° Antonio Viola (Ita) Petroli Firenze
MEMORIAL DANILO FURLAN - CAERANO SAN MARCO (TV)
1° Tomas Alberio (Ita) Trevigiani Dynamon Bottoli
2° Marco Canola (Ita) Zalf Desiree Fior
3° Enrico Battaglin (Ita) Zalf Desiree Fior
4° Siarhei Papok (Blr) Caneva
5° Nicola Boem (Ita) ORT Reale Mutua
TROFEO S.S. MARIA DELLE GRAZIE - CANTALICE (RI)
1° Fabio Taddei (Ita) Malmantile Romano Gaini
2° Matteo Rabottini (Ita) Aran Cucine D'Angelo & Antenucci
3° Julian Arredondo Moreno (Col) Team SCAP Prefabbricati Foresi
4° Matteo Ciavatta (Ita) Monturano Civitanova
5° Francesco Manuel Bongiorno (Ita) Futura Team Matricardi
fonte: federciclismo.it
A San Bernardino, in provincia di Ravenna, la vittoria è andata al russo Ilya Gorodnichev della Gragnano. Il corridore russo è andato in fuga al terzo passaggio sul Monte Frassineto insieme al bielorusso Maksim Kumilevski e all'altro russo Alexei Tsatevich. Al chilometro 110 sono rimasti in testa soltanto i primi due, mentre Tsatevich veniva ripreso dal gruppo. A pochi chilometri dall'arrivo Gorodnichev se ne andava da solo con Kumilevski che si doveva accontentare del secondo posto. Terza piazza per Ivan Balykin che ha regolato il gruppetto dei sopravissuti alla dura selezione avvenuta nel gruppo, formando un podio tutto proveniente dall'Europa dell'Est.
A Pregnana Milanese, in provincia di Milano, il più veloce è stato ancora una volta Andrea Guardini della Casati Ngc Perrel, che ha vinto in volata davanti a Loris Paoli della Marchiol e l'ucraino Anatoliy Kashtan della Rafi Cerone. Per il corridore italiano si tratta della sesta vittoria stagionale. La corsa si è svolta con un forte vento contrario che ha provocato parecchia selezione nel gruppo. Sono molti i tentativi di fuga, con tra i più attivi Loda della Pregnana e Tiozzo della FWR Bata ma le squadre dei velocisti, in particolar modo Casati, Marchiol, Gavardo e CarmioOro, sono attente a chiudere qualsiasi buco. In volata, Guardini si dimostra ancora una volta uno dei più forti sprinter in circolazione.
A Castelmartini, in provincia di Pistoia, il vincitore di un discusso finale è il venezuelano Jonathan Monsalve della Mastromarco, giunto terzo all'arrivo effettivo ma dichiarato vincitore dopo la squalifica dei primi due classificati, Elia Favilli e Giuseppe Di Salvo. Dopo le solite fughe di inizio gara, un gruppo di circa 70 corridori si presenta alla volata finale. Le squadre dei favoriti, la Maltinti Lampadari di Di Salvo e la Petroli Firenze di Favilli, hanno lanciato splendidamente i loro reciprochi capitani. Favilli prendeva la volata in testa con Di Salvo che provava a superarlo a sinistra, molto vicino alle transenne. Favilli ha provato a stringere Di Salvo che per tutta risposta ha alzato la mano dal manubrio dimostrando il suo disappunto. La giuria di corsa ha deciso di squalificare entrambi, consegnando la vittoria a Monsalve.
A Caerano San Marco, in provincia di Treviso, Tomas Alberio della Trevigiani Dynamon Bottoli ha vinto la 15° edizione del Memorial Danilo Furlan. Il corridore italiano ha vinto allo sprint davanti al duo della Zalf Desiree Fior Marco Canola ed Enrico Battaglin.
La corsa si è subito resa difficile con una fuga a tre formata da Dorio, Marchiori e Zanin. Nell'opera di recupero sugli attaccanti, il gruppo si è spezzato a metà. Ripresi i tre, sono ripartiti altri 3 atleti, Martinello, Vanotti e l'albanese Zhupa. Per loro il vantaggio si è fatto consistente, arrivando fino ai 2 minuti e 30 secondi, ma sulla salita di Forcella Mostacin il gruppo è rientrato sui fuggitivi rimescolando le carte. Lungo la discesa che portava all'arrivo, il gruppetto dei migliori si è ulteriormente ridimensionato, arrivando a 4 chilometri dal traguardo con soli 12 atleti davanti. Patrick Facchini ci ha provato senza successo prima dell'arrivo, ma è stato quasi subito ripreso. Le squadre si sono organizzate per lanciare la volata e Alberio si è dimostrato il migliore, cogliendo il secondo successo stagionale.
A Cantalice, in provincia di Rieti, Fabio Taddei della Malmantile Romano Gaini ha vinto la 28° edizione del Trofeo Maria Santissima delle Grazie, regolando un gruppetto di 14 corridori avvantaggiatisi nella salita finale. La corsa si è svolta sotto una forte pioggia che ha causato molti ritiri e qualche caduta, fortunatamente senza conseguenze. Dopo 14 chilometri se ne vanno in 6, Arredondo, Rabottini, Taddei, Ciavatta, De Ieso e Bongiorno. La fuga sembra farcela ad arrivare al traguardo ma i corridori vengono ripresi all'ultimo giro dal gruppo. Sulla dura salita di Cantalice, davanti rimangono in 14, tra cui tuti i favoriti. A spuntarla allo sprint è Taddei che anticipa Matteo Rabottini dell'Aran Cucine e il colombiano Julian Arredondo del Team SCAP.
GRAN PREMIO CAMON - SAN BERNARDINO (RA)
1° Ilya Gorodnichev (Rus) Gragnano
2° Maksim Kumilevski (Blr) Podenzano
3° Ivan Balykin (Rus) Coppi Gazzera
4° Davide Girlanda (Ita) Cicli Campagnari
5° Omar Bertazzo (Ita) Trevigiani Bottoli
TROFEO GIACOMO LARGHI - PREGNANA MILANESE (MI)
1° Andrea Guardini (Ita) Casati Ngc Perrel
2° Loris Paoli (Ita) Marchiol Pasta Montegrappa
3° Anatoliy Kashtan (Ukr) Rafi Cerone
4° Nicola Ruffoni (Ita) Gavardo Tecmor
5° Alberto Gatti (Ita) Conad Team Idea
MEMORIAL ORSANI BALLERINI - CASTELMARTINI (PT)
1° Jonathan Monsalve (Ven) Mastromarco Sensi Benedetti
2° Francesco Lasca (Ita) Bedogni Natalini Grassi
3° Alexander Serebryakov (Rus) Sammarinese Gruppo Lupi
4° Andrea Zanetti (Ita) Made Tss Tamburini
5° Antonio Viola (Ita) Petroli Firenze
MEMORIAL DANILO FURLAN - CAERANO SAN MARCO (TV)
1° Tomas Alberio (Ita) Trevigiani Dynamon Bottoli
2° Marco Canola (Ita) Zalf Desiree Fior
3° Enrico Battaglin (Ita) Zalf Desiree Fior
4° Siarhei Papok (Blr) Caneva
5° Nicola Boem (Ita) ORT Reale Mutua
TROFEO S.S. MARIA DELLE GRAZIE - CANTALICE (RI)
1° Fabio Taddei (Ita) Malmantile Romano Gaini
2° Matteo Rabottini (Ita) Aran Cucine D'Angelo & Antenucci
3° Julian Arredondo Moreno (Col) Team SCAP Prefabbricati Foresi
4° Matteo Ciavatta (Ita) Monturano Civitanova
5° Francesco Manuel Bongiorno (Ita) Futura Team Matricardi
fonte: federciclismo.it
Juniores. La Parigi - Roubaix al campione del mondo Jasper Stuyven
Il belga Jasper Stuyven ha vinto l'8°edizione della Parigi - Roubaix dedicata agli Juniores, confermandosi come uno degli atleti più forti della sua categoria dopo aver vinto l'anno scorso il campionato del mondo. Stuyven ha regolato allo sprint nel velodromo di Roubaix il britannico Daniel McLay e l'americano Lawson Craddock. Poco da dire sulla compagine italiana, con il primo in classifica Eric Ravaioli giunto 33° a 3 minuti e 43 secondi dal vincitore.
Come per i professionisti, anche nella gara juniores la selezione iniziale avviene da dietro, con corridori che nei tratti di pavé si staccano perché non riescono a tenere il ritmo oppure per cadute e forature. Il primo attacco importante è quello del brittanico Sam Harrison, partito insieme al russo Kiril Yatsevich e a 41 chilometri all'arrivo in fuga solitaria, con 1 minuto e 30 secondi sul primo gruppo inseguitore, composto da circa dodici corridori. Il russo Yatsevich nel settore 6 di pavé riesce a riportarsi e a staccare Harrison, mentre dietro un gruppetto di 5 corridori si è messo a tirare a fondo per riprendere il russo. Il settore decisivo si rivela quello del Carrefour de l'Arbre, con Yatsevich che viene ripreso e superato da Stuyven, McLay e Craddock a causa di una foratura. Il russo è abile a riportarsi sul trio di testa, mentre dietro altri quattro corridori sono all'inseguimento a 25 secondi di ritardo. Il vantaggio del quartetto di testa inizia a salire, mentre dietro si forma un gruppo di 8 uomini all'inseguimento dei primi che ha 1 minuto di ritardo. Nel gruppetto di testa il più attivo si rivela ancora Yatsevich, che prova un paio di volte ad andarsene, ma Stuyven è attento e non lascia spazio al corridore russo. All'arrivo nel velodromo Stuyven si dimostra ancora una volta il numero uno, lasciando gli altri gradini del podio agli avversari.
ORDINE D'ARRIVO
1° Jasper Stuyven (Bel) Belgio
2° Daniel McLay (Gbr) Gran Bretagna s.t.
3° Lawson Craddock (Usa) Usa s.t.
4° Kiril Yatsevich (Rus) Russia s.t.
5° Yannick Vanbrabant (Bel) Belgio a 33''
6° Thomas Moses (Gbr) Gran Bretagna s.t.
7° Sam Harrison (Gbr) Gran Bretagna s.t.
8° Rick Ottema (Ned) Olanda s.t.
9° Rafael Reis (Por) Portogallo s.t.
10° Dieter Bouvry (Bel) Belgio s.t.
Come per i professionisti, anche nella gara juniores la selezione iniziale avviene da dietro, con corridori che nei tratti di pavé si staccano perché non riescono a tenere il ritmo oppure per cadute e forature. Il primo attacco importante è quello del brittanico Sam Harrison, partito insieme al russo Kiril Yatsevich e a 41 chilometri all'arrivo in fuga solitaria, con 1 minuto e 30 secondi sul primo gruppo inseguitore, composto da circa dodici corridori. Il russo Yatsevich nel settore 6 di pavé riesce a riportarsi e a staccare Harrison, mentre dietro un gruppetto di 5 corridori si è messo a tirare a fondo per riprendere il russo. Il settore decisivo si rivela quello del Carrefour de l'Arbre, con Yatsevich che viene ripreso e superato da Stuyven, McLay e Craddock a causa di una foratura. Il russo è abile a riportarsi sul trio di testa, mentre dietro altri quattro corridori sono all'inseguimento a 25 secondi di ritardo. Il vantaggio del quartetto di testa inizia a salire, mentre dietro si forma un gruppo di 8 uomini all'inseguimento dei primi che ha 1 minuto di ritardo. Nel gruppetto di testa il più attivo si rivela ancora Yatsevich, che prova un paio di volte ad andarsene, ma Stuyven è attento e non lascia spazio al corridore russo. All'arrivo nel velodromo Stuyven si dimostra ancora una volta il numero uno, lasciando gli altri gradini del podio agli avversari.
ORDINE D'ARRIVO
1° Jasper Stuyven (Bel) Belgio
2° Daniel McLay (Gbr) Gran Bretagna s.t.
3° Lawson Craddock (Usa) Usa s.t.
4° Kiril Yatsevich (Rus) Russia s.t.
5° Yannick Vanbrabant (Bel) Belgio a 33''
6° Thomas Moses (Gbr) Gran Bretagna s.t.
7° Sam Harrison (Gbr) Gran Bretagna s.t.
8° Rick Ottema (Ned) Olanda s.t.
9° Rafael Reis (Por) Portogallo s.t.
10° Dieter Bouvry (Bel) Belgio s.t.
domenica 11 aprile 2010
Circuit des Ardennes al russo Antonov, ultime due tappe a Poux e Vachon
Il russo Mikhail Antonov ha vinto l'edizione 2010 del Circuit des Ardennes, precedendo i suoi inseguitori nella cronometro in mattinata e controllando la situazione nella seconda semitappa, senza prendersi dei rischi. Alle sue spalle in classifica generale è giunto il francese Thomas Rostollan della Aix En Provence mentre terzo è arrivato Florian Morizot dell'UV Aube, partito nono a inizio tappa ma bravo ad andare in fuga e arrivare secondo. Clamoroso epilogo per il norvegese Laengen, partito 2 secondi dietro ad Antonov nella cronometro ma arrivato a 1 minuto e 49 secondi dal vincitore e subito in difficoltà nella seconda frazione, durante la quale si è addirittura ritirato.
Nella prima frazione a cronometro la vittoria è andata al francese Paul Poux della Sojasun Espoirs che ha preceduto di 2 secondi il connazionale Mathieu Simon della C.C. Nogent-sur-Oise e di 6 secondi Nicolas Baldo dell'Atlas Personal. Antonov ha gestito il vantaggio sugli inseguitori più lontani e ha incrementato sul francese Rostollan e sul norvegese Laergen, presentandosi all'inizio dell'ultima tappa con un buon vantaggio in classifica da controllare. Ma, purtroppo per lui, la seconda frazione è iniziata subito molto forte, con tanti uomini di classifica a provare a metterlo in difficoltà. Il gruppo si divide in più tronconi dopo una salita e davanti, a 74 chilometri dall'arrivo, troviamo 18 uomini con un vantaggio di quasi un minuto sul gruppo, mentre Antonov rimaneva con un solo uomo al suo fianco. Mentre il distacco continuava a oscillare senza salire mai sopra il minuto, davanti ci provava da solo Eduardo Gonzalo della Bretagne - Schuller. Per lui, vantaggio massimo di 30 secondi sul primo gruppetto mentre il gruppo principale si trovava a più di un minuto. Capendo che da solo non poteva arrivare al traguardo, Gonzalo si è fatto riprendere da altri 15 uomini, ma sull'ultima salita di giornata il gruppetto degli attaccanti si è spaccato in due, lasciando davanti soltanto sette uomini. A 15 chilometri dall'arrivo, Eduardo Gonzalo e Florian Vachon della Bretagne-Schuller, Florian Morizot dell'UV Aube, Tim Wellens della Davo Lotto, Martijn Keizer della Rabobank, Martin Mares della PSK Whirlpool e Lasse Bochman della Glud & Marstrand avevano un vantaggio di 17 secondi sul resto della fuga e 1 minuto e 10 sul plotone da gestire. Di comune accordo, i sette hanno continuato a pedalare fin quasi all'arrivo, mentre gli altri attaccanti erano già stati ripresi dal plotone. All'ultimo chilometro ci hanno provato Morizot e Vachon, con quest'ultimo bravo a sfruttare lo sprint lungo di Morizot e vittorioso sul traguardo. Grazie a questa fuga, Morizot ha preso la terza posizione della classifica con Bochman quarto e Keizer quinto.
3°TAPPA 1°SEMITAPPA
1° Paul Poux (Fra) Sojasun Espoirs
2° Mathieu Simon (Fra) C.C. Nogent-sur-Oise a 2''
3° Nicolas Baldo (Fra) Atlas Personal a 6''
4° Wilco Kelderman (Ned) Rabobank Continental a 7''
5° Martijn Keizer (Ned) Rabobank Continental a 8''
3°TAPPA 2°SEMITAPPA
1° Florian Vachon (Fra) Bretagne - Schuller
2° Florian Morizot (Fra) UV Aube s.t.
3° Martijn Keizer (Ned) Rabobank Continental a 3''
4° Eduardo Gonzalo (Esp) Bretagne - Schuller a 5''
5° Martin Mares (Cze) PSK Whirlpool s.t.
CLASSIFICA FINALE
1° Mikhail Antonov (Rus) Itera-Katusha
2° Thomas Rostollan (Fra) A.V.C. Aix En Provence a 57''
3° Florian Morizot (Fra) UV Aube a 2'35''
4° Lasse Bochman (Den) Glud & Marstrand a 2'37''
5° Martijn Keizer (Ned) Rabobank Continental a 2'40''
6° Nicolas Baldo (Fra) Atlas Personal a 2'58''
7° Mathieu Simon (Fra) C.C. Nogent-sur-Oise a 3'00''
8° Wilco Kelderman (Ned) Rabobank Continental a 3'05''
9° Martin Mares (Cze) PSK Whirlpool a 3'12''
10° Eduardo Gonzalo (Esp) Bretagne - Schuller s.t.
Nella prima frazione a cronometro la vittoria è andata al francese Paul Poux della Sojasun Espoirs che ha preceduto di 2 secondi il connazionale Mathieu Simon della C.C. Nogent-sur-Oise e di 6 secondi Nicolas Baldo dell'Atlas Personal. Antonov ha gestito il vantaggio sugli inseguitori più lontani e ha incrementato sul francese Rostollan e sul norvegese Laergen, presentandosi all'inizio dell'ultima tappa con un buon vantaggio in classifica da controllare. Ma, purtroppo per lui, la seconda frazione è iniziata subito molto forte, con tanti uomini di classifica a provare a metterlo in difficoltà. Il gruppo si divide in più tronconi dopo una salita e davanti, a 74 chilometri dall'arrivo, troviamo 18 uomini con un vantaggio di quasi un minuto sul gruppo, mentre Antonov rimaneva con un solo uomo al suo fianco. Mentre il distacco continuava a oscillare senza salire mai sopra il minuto, davanti ci provava da solo Eduardo Gonzalo della Bretagne - Schuller. Per lui, vantaggio massimo di 30 secondi sul primo gruppetto mentre il gruppo principale si trovava a più di un minuto. Capendo che da solo non poteva arrivare al traguardo, Gonzalo si è fatto riprendere da altri 15 uomini, ma sull'ultima salita di giornata il gruppetto degli attaccanti si è spaccato in due, lasciando davanti soltanto sette uomini. A 15 chilometri dall'arrivo, Eduardo Gonzalo e Florian Vachon della Bretagne-Schuller, Florian Morizot dell'UV Aube, Tim Wellens della Davo Lotto, Martijn Keizer della Rabobank, Martin Mares della PSK Whirlpool e Lasse Bochman della Glud & Marstrand avevano un vantaggio di 17 secondi sul resto della fuga e 1 minuto e 10 sul plotone da gestire. Di comune accordo, i sette hanno continuato a pedalare fin quasi all'arrivo, mentre gli altri attaccanti erano già stati ripresi dal plotone. All'ultimo chilometro ci hanno provato Morizot e Vachon, con quest'ultimo bravo a sfruttare lo sprint lungo di Morizot e vittorioso sul traguardo. Grazie a questa fuga, Morizot ha preso la terza posizione della classifica con Bochman quarto e Keizer quinto.
3°TAPPA 1°SEMITAPPA
1° Paul Poux (Fra) Sojasun Espoirs
2° Mathieu Simon (Fra) C.C. Nogent-sur-Oise a 2''
3° Nicolas Baldo (Fra) Atlas Personal a 6''
4° Wilco Kelderman (Ned) Rabobank Continental a 7''
5° Martijn Keizer (Ned) Rabobank Continental a 8''
3°TAPPA 2°SEMITAPPA
1° Florian Vachon (Fra) Bretagne - Schuller
2° Florian Morizot (Fra) UV Aube s.t.
3° Martijn Keizer (Ned) Rabobank Continental a 3''
4° Eduardo Gonzalo (Esp) Bretagne - Schuller a 5''
5° Martin Mares (Cze) PSK Whirlpool s.t.
CLASSIFICA FINALE
1° Mikhail Antonov (Rus) Itera-Katusha
2° Thomas Rostollan (Fra) A.V.C. Aix En Provence a 57''
3° Florian Morizot (Fra) UV Aube a 2'35''
4° Lasse Bochman (Den) Glud & Marstrand a 2'37''
5° Martijn Keizer (Ned) Rabobank Continental a 2'40''
6° Nicolas Baldo (Fra) Atlas Personal a 2'58''
7° Mathieu Simon (Fra) C.C. Nogent-sur-Oise a 3'00''
8° Wilco Kelderman (Ned) Rabobank Continental a 3'05''
9° Martin Mares (Cze) PSK Whirlpool a 3'12''
10° Eduardo Gonzalo (Esp) Bretagne - Schuller s.t.
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