giovedì 24 maggio 2012

Giro d'Italia 2012, Joaquin Rodriguez vince a Cortina, Petacchi 1° in Baviera

GIRO D'ITALIA 2012 17° TAPPA - JOAQUIN RODRIGUEZ (KATUSHA)

La dedica è di quelle speciali: dopo la vittoria della 17° tappa, da Falzes a Cortina d'Ampezzo, Joaquin Rodriguez ha dedicato il successo allo scomparso Xavier Tondo, morto l'anno scorso proprio il 23 Maggio. Il corridore della Katusha ha vinto lo sprint dei migliori superando un ottimo Ivan Basso (Liquigas), il sorprendente Ryder Hesjedal (Garmin), Rigoberto Uran (Sky), Michele Scarponi (Lampre) e Domenico Pozzovivo (Colnago). Molto più staccati tutti gli altri, ormai fuori dai giochi per la maglia, compreso il ceco Roman Kreuziger, arrivato a 11 minuti e mezzo.
Ora la classifica recita 1° Joaquin Rodriguez, 2° Hesjedal a 30s, 3° Basso a 1m22s, 4° Scarponi a 1m36, 5° Uran a 2m56, 6° Intxausti (Movistar) a 3m4s, 7° Pozzovivo a 3m19s.
La corsa è stata molto interessante, con la prima fuga composta da Matteo Montaguti (AG2R), Kevin Seeldrayers (Astana), José Serpa (Androni), Branislau Samoilau (Movistar) e Matteo Rabottini (Farnese Vini), a caccia di punti per la maglia azzurra dei GPM. Sul Passo Duran ci prova Mikel Nieve (Euskaltel) ma la Liquigas ha puntato la tappa e sulla Forcella Staulanza si mettono davanti Capecchi e Damiano Caruso e vengono tutti ripresi. Agli ultimi 2 km cede di schianto Kreuziger che arriverà in cima con 11 minuti di ritardo e non rientrerà più. Sul Passo Giau, ultima salita di giornata, finito il lavoro dei gregari è Basso a mettersi davanti e con lui rimangono soltanto Scarponi, Uran, Pozzovivo, Hesjedal e la maglia rosa Rodriguez. Ci prova il canadese, sempre più a suo agio nel ruolo di uomo di classifica, ma si arriva compatti in vetta con il solo Scarponi che cede qualche secondo nel finale di salita dopo qualche attacco di Pozzovivo e faticherà a rientrare per colpa dei crampi, riuscendo nell'inseguimento soltanto a fine discesa, a 2 km dall'arrivo. Sul traguardo è proprio lui a lanciare la volata, Basso lo supera a doppia velocità ma è Rodriguez alla fine a uscire e vincere sul varesino.
La prima tappa di vera alta montagna ha fatto i primi danni: saltato Kreuziger, indietro Tiralongo, Gadret, Henao, fuori dai giochi per podio e maglia rosa.
Il corridore più convinto è sembrato Basso che ha fatto tirare la Liquigas tutto il giorno e poi si è messo in prima persona a tirare sul Giau, facendo staccare quasi tutti. Anche in discesa Basso si è messo in mostra, facendo capire di stare molto bene. Il problema per il varesino è chi lo precede, primo fra tutti Joaquin Rodriguez. Lo spagnolo non ha ceduto un metro, non è mai andato in difficoltà e si è limitato a gestire la corsa, dimostrando una certa superiorità e sicurezza nei propri mezzi, andando poi a vincere anche la corsa. A parer mio il corridore Katusha, però, si sta dimenticando di Hesjedal: il canadese è a soli 30 secondi, sembra in piena forma e ha provato anche un attacco sul Giau, quando la logica faceva pensare che uno come lui poteva stare tranquillamente a ruota. Hesjedal sarà lo spauracchio della cronometro finale se non perderà terreno, visto che è nettamente il migliore tra i primi in classifica, anche se non sarà facilissimo per lui tenere nelle ultime due tappe di montagna.
Desta qualche preoccupazione Scarponi che è andato in difficoltà a fine salita e ha accusato i crampi in discesa. Non mi è sembrato molto brillante fin qui in nessuna tappa, è rimasto aggrappato alla corsa con il suo grande carattere e dovrà inventarsi qualcosa per raggiungere il podio.
Il giudizio su Uran e Pozzovivo è simile: grandi scalatori, forse potrebbero rischiare qualcosina di più cercando di mettere alle corde gli avversari ma già essere tra i migliori in un Giro d'Italia così è un ottimo risultato.
Ora, giornata di "riposo" per gli uomini di classifica, poi si ricomincerà a salire con due tappe da leggenda: tutto è ancora aperto, stiamo a vedere cosa succederà.

LONDRA 2012 - MTB - ASSEGNATI I PASS PER IL CROSS COUNTRY

L'UCI ha reso noto quanti atleti per nazione potranno partecipare alle prossime Olimpiadi di Londra 2012. Per l'Italia, 3 corridori potranno partecipare alle prove di Cross Country, 2 atleti nella prova maschile e 1 atleta nella prova femminile.
In base all'attuale ranking mondiale, gli atleti italiani meglio piazzati sono Marco Aurelio Fontana (11°) e Gerhard Kerschbaumer (18°) per gli uomini ed Eva Lechner (6°) per le donne; molto probabilmente saranno proprio loro tre a difendere il tricolore alle Olimpiadi.

RISULTATI DEL 23 MAGGIO

Giro d'Italia 17° tappa: 1° Joaquin Rodriguez (Katusha), 2° Ivan Basso (Liquigas), 3° Ryder Hesjedal (Garmin). Classifica: 1° Joaquin Rodriguez (Katusha), 2° Ryder Hesjedal (Garmin) a 30s, 3° Ivan Basso (Liquigas) a 1m22s, 4° Michele Scarponi (Lampre) a 1m36s, 5° Rigoberto Uran (Sky) a 2m56s
Bayern Rundfahrt - Germania: Primo successo stagionale per Alessandro Petacchi nella 1° tappa. Il corridore della Lampre ha vinto la volata del gruppo precedendo Allan Davis (Orica GreenEDGE) e Yauheni Hutarovich (FDJ). Con questa vittoria Petacchi è diventato anche il primo leader della corsa.
Giro del Belgio - Belgio: Volatone generale nella 1° tappa e successo per Andre Greipel (Lotto Belisol) su Danilo Napolitano (Acqua & Sapone) e Kenny Van Hummel (Vacansoleil). 4° Jacopo Guarnieri (Astana).
Tour of Japan - Giappone: Giornata di gloria per il Team Nippo. La 3° tappa presentava qualche difficoltà altimetrica e sono stati il colombiano Julian Arredondo Moreno e Fortunato Baliani a fare il vuoto, arrivando con più di un minuto di vantaggio sui primi inseguitori al traguardo. La volata tra i due è andata ad Arredondo, al primo successo da professionista, che è diventato anche il leader della classifica generale con 1 secondo su Baliani e 1 minuto e 31 secondi sul francese Thomas Lebas (Bridgestone Anchor), 3° di tappa.
An Post Ras - Irlanda: Arrivo al cardiopalma nella 4° tappa. Il successo è andato in volata al danese Mark Sehested Pedersen della Blue Water che ha ripreso e superato a 150 metri dal traguardo Ronan McLaughlin (An Post), fuggitivo della prima ora. Alle spalle di Pedersen sono arrivati Marcin Bialoblocki (Node4 Giordana) e Remi Sarreboubee (Aix En Provence). In classifica comanda ancora Pirmin Lang (Atlas) a pari merito con Richard Handley (Rapha Condor) mentre a 3 secondi risale Bialoblocki; con lo stesso ritardo James Moss (Node4 Giordana) e Connor McConvey (An Post).

mercoledì 23 maggio 2012

Giro d'Italia 2012, Izaguirre Insausti timbra la fuga a Falzes. Richeze vince in Giappone

GIRO D'ITALIA 16° TAPPA - JON IZAGUIRRE INSAUSTI (EUSKALTEL)

Lo spagnolo Jon Izaguirre Insausti ha vinto la 16° tappa del Giro d'Italia 2012. Il corridore dell'Euskaltel è scattato più volte sull'ultima salita facendo il vuoto e arrivando tutto solo al traguardo. Alle sue spalle, 2° è Alessandro De Marchi (Androni Giocattoli), al secondo podio al Giro, e 3° è l'olandese Stef Clement (Rabobank). Vittoria prestigiosa per il giovane basco, classe '89, al 2° successo da prof dopo le buonissime prove di inizio stagione nelle classiche (Gand Wevelgem su tutte).
La tappa non ha riservato grandi sorprese, gruppo a tutta per la prima ora di corsa finché in 10 si sono avvantaggiati: Izaguirre Insausti, De Marchi, Clement, Frank (BMC), Bak (Lotto), Mazzanti (Farnese), Boaro (Saxo Bank), Maes (Omega Pharma), Herrada (Movistar), Brandle (NetApp). Non succede assolutamente nulla fino ai -5 dall'arrivo quando i fuggitivi devono affrontare lo strappetto che porta all'arrivo di Falzes. Il primo a provarci è Herrada ma a fare il vuoto è Izaguirre. Lo spagnolo viene quasi ripreso da De Marchi ma i continui cambi di ritmo gli permettono di guadagnare terreno, arrivando così al traguardo con 16 secondi di vantaggio sui primi inseguitori.
Una vittoria netta per il giovane spagnolo, il più brillante in salita, favorito insieme a Herrada per la tappa visti i 10 in fuga. Mi ha sorpreso il mancato attacco di corridori come Bak o Boaro, ottimi passisti, che potevano provare qualcosa prima dell'ultimo strappo ma che probabilmente non ne avevano abbastanza per andarsene. Un vero peccato il 2° posto di De Marchi, tenace e combattivo su terreni a lui non proprio congeniali, che si sta scoprendo uomo da attacchi.
Il gruppo è arrivato comodamente al traguardo con quasi 9 minuti di ritardo: prima della salita conclusiva il clima era di festa, si scherzava e si rideva. Sicuramente tutt'altro clima rispetto a quello che arriverà dalla 17° tappa in poi. Da qui, si decide il Giro.

SAM BEWLEY AL POSTO DI MCEWEN ALLA ORICA - GREENEDGE

Il posto del ritirato Robbie McEwen nella Orica GreenEDGE è stato preso da Sam Bewley. Classe '87, le sue prestazioni migliori finora le ha raggiunte su pista facendo parte del quartetto dell'inseguimento della Nuova Zelanda con il quale ha conquistato un Mondiale Juniores nel 2005, 1 bronzo ai campionati del Mondo 2012 e un bronzo alle Olimpiadi di Pechino 2008.
Su strada, è stato professionista per 2 anni con la RadioShack e il suo miglior risultato è un 3° posto nel prologo del Giro delle Fiandre Occidentali del 2011 mentre in corse di livello minore ha vinto una tappa del New Zealand Cycle Classic nel 2012.

I RISULTATI DEL 22 MAGGIO

An Post Ras - Irlanda: Arrivo in volata nella 3° tappa e vittoria del lituano Gediminas Bagdonas (An Post Sean Kelly) davanti al polacco Marcin Bialoblocki (Node4 Giordana), vincitore della 1° tappa, e all'olandese Roy Eefting (Koga). Lo svizzero Pirmin Lang (Atlas) rimane in testa alla classifica a pari merito con James Moss (Node4 Giordana), Richard Handley (Rapha Condor) e Connor McConvey (An Post Sean Kelly).
Tour of Japan - Giappone: Arrivo in volata nella 2° tappa e successo per l'argentino Maximiliano Ariel Richeze. Il corridore del Team Nippo ha preceduto il polacco Mariusz Wiesiak (Matrix Powertag) e l'australiano Patrick Shaw (Genesys Wealth Advisers) mentre il fratello Mauro Abel è giunto quarto. In classifica, Maximiliano Richeze ha superato William Clarke (Champion System), vincitore del prologo, che ora è staccato di 5 secondi mentre il fratello Mauro è 3° a 6 secondi appaiato a Cameron Wurf (Champion System).

martedì 22 maggio 2012

Robbie McEwen: il ritiro di un campione. Giro d'Italia a riposo in attesa dell'inferno

Robbie McEwen, australiano classe '72, a quasi 40 anni ha deciso di dire basta e si è ritirato dalle corse professionistiche. Un grande campione, sprinter rapido e sgusciante, sfidante degno nelle volate di tutto il mondo per 15 anni, ha voluto aspettare la prima squadra ProTour australiana, la Orica - GreenEDGE, per dire addio, quasi a voler dire che il suo lavoro, quello di portare l'Australia ai massimi livelli del ciclismo, fosse terminato.
Campione nazionale di BMX, nel 1990 decide di passare a correre su strada. I primi risultati a livello internazionale si hanno nel 1994 quando con la nazionale vince tre tappe alla Corsa della Pace e una frazione dell'importante Tour de l'Avenir. Nel 1995 diventa già campione nazionale battendo un mostro sacro come Neil Stephens e inizia a vincere importanti gare a livello nazionale e internazionale. Nel 1996 passa prof alla Rabobank dove rimarrà per 4 anni e al suo primo anno riesce a vincere una tappa alla Vuelta a Murcia su un certo Abdujaparov e una tappa al Regio Tour su un certo Giovanni Lombardi. Il '97 e il '98 sono anni di transizione conditi da vittorie sempre più prestigiose finché nel 1999 riesce a vincere la tappa conclusiva del Tour de France su Zabel e Martinello, entrando tra i migliori sprinter in attività. Nel 2000 passa alla Farm Frites dove resterà per 2 anni, finendo poi alla sua squadra storica, la Lotto. E proprio nel 2002 arriva l'anno più vincente di McEwen dove colleziona il titolo nazionale, 4 tappe al Tour Down Under, l'Etoile de Besseges, 2 tappe alla Parigi Nizza, la Scheldeprijs Vlaanderen, 1 tappa al Giro d'Italia, 2 al Tour de France e la maglia verde, la Parigi Bruxelles, il Circuito Franco-Belga e un grandissimo 2° posto al Mondiale di Zolder battuto solo da uno stratosferico Mario Cipollini. Negli anni successivi sono tante le vittorie, 10 al Giro d'Italia, 9 al Tour de France e 2 maglie verdi, 1 campionato nazionale (2005), 1 Classica di Amburgo, 4 Parigi Bruxelles, 1 GP de Fourmies.
Nel 2009 dà l'addio al Belgio e passa alla Katusha dove inizia un po' il declino, le vittorie diminuiscono e perdono di valore ma la costanza di rendimento rimane la stessa di inizio carriera. Nel 2011, quando sembrava a un passo dall'addio, firma con la RadioShack con la quale vince 1 tappa al Tour de Wallonie e 2 tappe al Circuito Franco-Belga e la classifica finale, sue ultime vittorie da professionista. Nel 2012 la voglia di continuare per il progetto GreenEDGE e il ritiro al Tour of California.
L'attività di McEwen non dovrebbe finire qui e la sua collaborazione con il team australiano continuerà ricoprendo un ruolo simile a quello che occupa Erik Zabel in Katusha, come consulente tecnico per aiutare la squadra e le tattiche di gare. E sul posizionamento e le tattiche in volata, non sono in molti a saperne più del grandissimo Robbie McEwen.

GIRO D'ITALIA A RIPOSO, CHI VINCERA' A MILANO?

C'è un'aria strana quest'anno al Giro. Di solito, arrivati all'ultimo giorno di riposo, si sapeva già chi erano quei 2-3 contendenti alla vittoria finale con un favoritissimo d'obbligo. Quest'anno, non si capisce. Se uno guarda la classifica generale senza leggere i nomi dei corridori potrebbe pensare che i primi 10-15 corridori sono ancora in gara, distanziati al massimo di 3 minuti e 30 secondi, sicuramente non 15 minuti. Poi, se si leggono i nomi, si può pensare che anche il 22°, Rujano, pur avendo quasi 8 minuti di ritardo, potrebbe fare il diavolo a quattro nelle ultime tappe e arrivare a Milano sul podio. Ma vediamo di entrare un po' di più nel dettaglio.
Il più in palla di tutti è sembrato Joaquin Rodriguez (Katusha), brillante, con uno scatto micidiale e una buona squadra. Eppure, le tappe per lui meno congeniali stanno arrivando, con tante salite lunghe, un giorno dopo l'altro, senza respiro, e una cronometro finale dove è sfavorito. L'unico modo per farlo cedere è attaccare prima dei -2 km (capito?), cercando di sfiancarlo negli inseguimenti. E i candidati a questo ruolo sono sicuramente Ivan Basso (Liquigas) e Michele Scarponi (Lampre): hanno le squadre più forti in salita, esperienza da vendere nei grandi giri e una determinazione e una resistenza che forse (o finora in carriera) Rodriguez non ha. Destano ancora qualche dubbio la coppia Astana Kreuziger - Tiralongo: i due stanno facendo bene ma non si è ancora capito chi è il capitano e chi l'ammiraglio, probabilmente si deciderà solo in caso di crisi di uno dei due, altrimenti faranno corsa parallela fino alla fine. Potrebbe essere interessante vedere i due scattare a vicenda facendo lavorare gli altri, magari sacrificando di più Tiralongo visto le doti di Kreuziger a cronometro.
Gli altri sembrano tutti outsider, primo fra tutti Ryder Hesjedal (Garmin), ex maglia rosa che per ora è riuscito a resistere ma che dovrà testarsi su tante tappe di salita consecutive. I colombiani Uran ed Henao (Sky), se non saltano in qualche tappa, potranno essere la sorpresa viste le ore attitudini alle salite, stesso discorso per Pozzovivo (Colnago) che vorrà rifarsi dopo la crisi di domenica. Continuano il loro giro molto solido Benat Intxausti (Movistar), Dario Cataldo (OPQ) e Thomas De Gendt (Vacansoleil), bravi soprattutto a non cedere troppo agli avversari, mentre Sandy Casar (FDJ) è destinato a scendere di posizioni.
Punto di domanda per Damiano Cunego (Lampre) e John Gadret (AG2R): l'italiano non sembra brillantissimo ma sicuramente darà tutto il suo supporto a Scarponi cercando ancora qualche fuga pericolosa mentre il francese finora non ha convinto ma le sue doti di scalatore potrebbero farlo risalire in classifica facendolo rientrare in top 10.
Chi vincerà a Milano? Ci provo: 1° Basso, 2° Rodriguez, 3° Kreuziger, 4° Scarponi. Mi sbaglierò sicuramente, questo Giro è troppo pazzo per essere prevedibile. Fortunati noi che è così!

GIRO D'ITALIA - LE ALTRE CLASSIFICHE

Nei giorni scorsi non c'è stato molto tempo per parlare delle altre classifiche della corsa rosa: vediamole in una breve carrellata.

MAGLIA AZZURRA (GPM) - MATTEO RABOTTINI (FARNESE VINI)
Dopo la fuga fiume di Pian dei Resinelli Rabottini comanda con 41 punti, inseguito a 34 da Golas (OPQ) e a 28 da Amador (Movistar). Mancano ancora un sacco di punti e tutto probabilmente cambierà sulle Alpi.

MAGLIA ROSSA (A PUNTI) - MARK CAVENDISH (SKY)
Non sarà facile per Cavendish portare questa maglia a Milano. Il britannico ha 110 punti ed è inseguito da Joaquin Rodriguez (Katusha) a 84 punti che molto probabilmente farà tanti punti nelle tappe di montagna. I due si giocano la classifica, difficile l'inserimento di un terzo incomodo. 3° e molto staccato Ryder Hesjedal (Garmin) a 54 punti.

MAGLIA BIANCA (GIOVANI) - SERGIO LUIS HENAO (SKY)
Questione interna alla Sky con Sergio Luis Henao 1° e Rigoberto Uran 2° a 1 minuto e 1 secondo. Unico outsider Gianluca Brambilla (Colnago), 3° a 2 minuti e 50 secondi, mentre il 4° Diego Ulissi (Lampre) si trova a 8 minuti e 14 secondi.

TV: 1° Martijn Keizer (Vacansoleil) 25p, 2° Olivier Kaisen (Lotto) 13p, 3° Mark Cavendish (Sky) 13p. Azzurri d'Italia: 1° Mark Cavendish (Sky) 12p, 2° Joaquin Rodriguez (Katusha) 7p, 3° Andrey Amador (Movistar) 5p. Premio Fuga: 1° Olivier Kaisen (Lotto) 639p, 2° Martijn Keizer (Vacansoleil) 612p, 3° Miguel Minguez Ayala (Euskaltel) 475p. Combattività: 1° Mark Cavendish (Sky) 34p, 2° Andrey Amador (Movistar) 25p, 3° Matteo Rabottini (Farnese Vini) 25p, 4° Martijn Keizer (Vacansoleil) 25p. Fast Team: 1° Movistar, 2° Astana a 10s, 3° Lampre a 52s, 4° Vacansoleil a 8m34s, 5° Liquigas a 9m8s. Super Team: 1° Garmin Barracuda 243p, 2° Sky 220p, 3° Katusha 211p, 4° Movistar e Radioshack 187p.

RISULTATI DEL 21 MAGGIO

An Post Ras - Irlanda: Come la 1°, anche la 2° tappa si è conclusa con i fuggitivi di giornata che sono riusciti ad arrivare al traguardo. La vittoria è andata allo svizzero Pirmin Lang (Atlas) che ha preceduto allo sprint Dale Appleby (East Midlands) e James Moss (Node4 Giordana) mentre il gruppo principale è giunto al traguardo con 28 secondi di ritardo. Lang è diventato anche il nuovo leader della classifica generale.

lunedì 21 maggio 2012

Giro d'Italia 2012, Rabottini super al Pian dei Resinelli, a Gesink il Tour of California

GIRO D'ITALIA 2012 15° TAPPA - MATTEO RABOTTINI (FARNESE VINI)

Per dare spettacolo nei Grandi Giri, come si è sempre detto, ci vogliono le salite. E in questa 15° tappa, finalmente, le salite c'erano eccome. 4 GPM, uno dietro l'altro, senza respiro, il tutto condito dalla pioggia e dal freddo. Con condizioni del genere solo gli uomini tenaci riescono a emergere e infatti la vittoria è andata a Matteo Rabottini, soprannominato Rambo non a caso, oggi nomignolo ancora più calzante. Il corridore della Farnese Vini ha preso il largo dopo 18 chilometri insieme a Bonnafond e ha proseguito da solo già sulla prima salita, quando dalla corsa si erano già ritirati Frank Schleck (RadioShack) e Giovanni Visconti (Movistar), due protagonisti attesi che hanno deluso e molto le aspettative. Ma il vero numero Rabottini l'ha compiuto quando ai 300 dall'arrivo è stato ripreso da Joaquin Rodriguez (Katusha), scatenato per riprendere la maglia. Lo spagnolo non ha badato troppo all'italiano e ha proseguito verso il traguardo a tutta; qui è stato bravissimo Rabottini a mettersi in coda e a saltare Rodriguez all'ultima curva involandosi verso una meritata vittoria. Rodriguez non ha ostacolato più di tanto il trionfo di Rabottini visto che l'obiettivo principale per lui era rivestire la maglia rosa. Alle loro spalle il gregario Alberto Losada (Katusha), anche lui in fuga, poi alla spicciolata tutti i migliori e qualche superstite dell'azione di metà tappa.
Una vittoria speciale per Rabottini, protagonista di un caso strano nella tappa del giorno prima quando a un cambio di bici l'ammiraglia si era dimenticata di recuperare la bici sostituita lasciandola per strada. Ex campione italiano Elite senza contratto, Rabottini si è sempre contraddistinto per la sua tenacia oltre che per un buonissimo spunto veloce e una certa resistenza in salita. Un corridore che non può non piacere a Scinto, tenuto in Farnese Vini nonostante un interessamento molto forte della Lampre a inizio anno.
Ma la tappa non è stata solo una lunga cavalcata di Rabottini: sulla salita di Valcava, quando all'arrivo mancava ancora una vita, la Lampre ha provato a far saltare il Giro: fuga a 12 uomini con Cunego, Ulissi e Malori, Txurruka, Bruseghin, Amador, Losada, Sella e Pirazzi tra gli altri. Damiano ci ha provato, sulla penultima salita di Culmine di San Pietro ha dato fondo a tutte le sue energie buttandosi in picchiata nella successiva discesa ma ha pagato dazio nella salita finale, venendo ripreso dal gruppo dei migliori. La fuga è stata più decisiva per la Katusha, con Losada che ha tirato qualche metro per Rodriguez nel finale, mentre Txurruka e soprattutto Pirazzi sembravano a un certo punto prossimi a riprendere Rabottini ma le energie sono mancate anche a loro.
Tra gli uomini di classifica, tutto è rimasto tranquillo fin quasi sul traguardo. Un attacco in discesa dell'Astana ha provocato il ritardo di Rujano mentre i fuochi d'artificio sono iniziati dopo che Szmyd si è fatto quasi tutta la salita finale davanti a tutta: prima ci ha provato Scarponi tirandosi dietro solo Basso, Rodriguez e la sorpresa Henao, poi è stato Rodriguez a fare il vuoto senza che nessuno sia riuscito a seguirlo. Al traguardo Henao, Basso e Scarponi hanno pagato 25s, a 29s Kreuziger, a 39s Hesjedal (comunque positiva la sua prova, sicuramente sopra le aspettative), a 56s Tiralongo, a 1m46s Uran mentre Pozzovivo in crisi di fame è arrivato con 2 minuti e 5 secondi. Molto più indietro Rujano, a 4 minuti.
Se sulla Lampre non c'è niente da dire, la tattica era sicuramente avvincente e avendo in casa uno che si chiama Damiano Cunego, l'idea di mandarlo in avanscoperta è sicuramente ottima, qualche domanda sul correre della Liquigas mi viene. Basso non sembra avere una forma smagliante, non ha portato ancora un vero attacco, eppure la squadra è a tutta da giorni cosa che ha già fatto saltare Capecchi e Caruso, un po' in difficoltà in questi giorni, con il solo Szmyd (e dici poco) ad aiutare il capitano nel finale. Sicuramente portare Rodriguez agli ultimi chilometri senza farlo stancare è un'idea pessima, però bisognerà inventarsi qualcos'altro per metterlo in difficoltà visto che attualmente sembra rispondere a ogni attacco con relativa facilità. Una nota di merito a Sergio Luis Henao, nuova maglia bianca e corridore che sta piacendo, sempre nel vivo dell'azione e colombiano atipico che riesce ad andare forte anche in una giornata di pioggia e vento.
Ora riposo, i corridori si schiariranno le idee, poi da martedì si ricomincerà ad andare in sù: Milano è ancora lontana.

TOUR OF CALIFORNIA 8° TAPPA - PETER SAGAN (LIQUIGAS)

Il Tour of California finisce com'era iniziato, con un successo dello slovacco Peter Sagan. Il corridore della Liquigas ha preceduto in volata il duo dell'Omega Pharma QuickStep formato da Tom Boonen e Gerald Ciolek mentre Daniel Oss, sempre abilissimo come ultimo uomo, si è piazzato ottavo. Quinta vittoria per Sagan su otto tappe, inarrestabile.
Robert Gesink ha vinto la classifica generale gestendo l'ultima tappa senza particolari affanni. L'uomo della Rabobank, dopo un grave infortunio patito l'anno scorso, sembra essere tornato più forte di prima volando in montagna e convincendo a cronometro, facendolo diventare uno dei favoriti per il Tour di quest'anno. Alle sue spalle in classifica la coppia Garmin Barracuda David Zabriskie - Tom Danielson, 2° e 3°.

RISULTATI DEL 19 MAGGIO

Giro d'Italia 15° tappa: 1° Matteo Rabottini (Farnese Vini), 2° Joaquin Rodriguez (Katusha), 3° Alberto Losada (Katusha) a 23s, 4° Sergio Henao (Sky) a 25s, 5° Michele Scarponi (Lampre), 6° Ivan Basso (Liquigas). Classifica: 1° Joaquin Rodriguez (Katusha), 2° Ryder Hesjedal (Garmin) a 30s, 3° Ivan Basso (Liquigas) a 1m22s, 4° Paolo Tiralongo (Astana) a 1m26s, 5° Roman Kreuziger (Astana) a 1m27s, 6° Michele Scarponi (Lampre) a 1m36s, 7° Benat Intxausti (Movistar) a 1m42s, 8° Sergio Henao (Sky) a 1m55s, 9° Dario Cataldo (OPQ) a 2m12s, 10° Sandy Casar (FDJ) a 2m13s.
Tour of California: 1° Robert Gesink (Rabobank), 2° David Zabriskie (Garmin) a 46s, 3° Tom Danielson (Garmin) a 54s, 4° Tejay Van Garderen (BMC) a 1m17s, 5° Fabio Duarte (Coldeportes) a 1m36s. 8° tappa: 1° Peter Sagan (Liquigas), 2° Tom Boonen (OPQ), 3° Gerald Ciolek (OPQ).
Neuseen Classics - Germania: Profeta in patria André Schulze. Il corridore del Team NetApp ha vinto la volata della classica tedesca precedendo il francese Sebastien Chavanel (Europcar) e il connazionale Robert Forster (UnitedHealthcare), portando alla sua squadra la quinta vittoria stagionale.
Tour of Norway - Norvegia: Trionfo Sky nell'ultima giornata. Successo di tappa per Russell Downing (Endura Racing) in volata su Simon Clarke (GreenEDGE) e Tosh Van der Sande (Lotto) e successo nella classifica finale per l'idolo di casa Edvald Boasson Hagen, primo sullo stesso Clarke e sul compagno di squadra e connazionale Lars Petter Nordhaug.
Circuit de Lorraine - Francia: Conclusione in volata con la 5° tappa e successo a sorpresa per Steven Tronet (Auber 93) davanti a Laurent Pichon (Bretagne Schuller) e Marco Marcato (Vacansoleil). Il successo finale è andato a Nacer Bouhanni (FDJ), leader sin dalla 1° tappa, che ha preceduto di 12 secondi Tronet e di 14 Marcato.
Fleche du Sud - Lussemburgo: Nessun problema nella frazione conclusiva per il leader Bob Jungels. Il talento di casa della Leopard Trek CT, classe '92, ha vinto la corsa precedendo di 16 secondi il compagno Julian Kern e di 57 secondi l'esperto sloveno Jure Golcer (Tirol). Nella frazione conclusiva, successo in volata per Patrick Clausen (Glud & Marstrand) sul mattatore delle ultime corse, il sudafricano Reinardt Janse Van Rensburg (MTN), e sul tedesco Tino Thomel (Nutrixxion).
Tour of Hellas - Grecia: Trionfo finale per Robert Vrecer (Vorarlberg) che ha preceduto in classifica generale il rientrante Davide Rebellin (Meridiana) di soli 3 secondi e Ioannis Tamouridis (SP Tableware) di 56 secondi. Soddisfazione per la Meridiana Kamen grazie a Enrico Rossi che ha infilato tutti in volata nell'ultima frazione, anticipando Joaquin Sobrino (SP Tableware) e Charalampos Kastrantas (Gios Deyser).
An Post Ras - Irlanda: Vittoria nella 1° tappa per il polacco Marcin Bialoblocki (Node4 Giordana) che ha regolato in volata gli altre 3 fuggitivi, Jacob Nielsen (Blue Water), Nicolas Baldo (Atlas) e Simon Richardson (IG Sigma Sport) mentre il gruppo è arrivato a soli 6 secondi dal vincitore.
Ronde de l'Isard (U23) - Francia: Capovolgimento finale per la classifica generale. Il francese Pierre-Henri Lecuisinier (Vendee U) riesce a superare per 10 secondi il russo Sergey Chernetskiy (Itera Katusha) grazie a un attacco nell'ultima tappa, vinta dal belga Niels Vandyck (Jong Vlaanderen, 3° nella generale) che ha preceduto allo sprint proprio Lecuisinier mentre Chernetiskiy è arrivato al traguardo 3° a 1 minuto e 33 secondi. Da notare che l'ultima frazione è stata portata a termine soltanto da 28 corridori.
Tour de Berlin (U23) - Germania: Successo finale per il mattatore della 2° giornata Nikias Arndt. Il giovane tedesco della LKT Team Brandenburg ha preceduto Jan-Niklas Droste (MLP) di 36 secondi e Stefan Poustma (Jo Piels) di 1 minuto e 12 secondi. L'ultima frazione è stata vinta in volata dal talento della pista Bryan Coquard (Francia) su Wouter Wippert (Lotto U23) e lo stesso Arndt.
Tour of Japan - Giappone: Il prologo di 2,7 km premia gli australiani della Champion System con il successo di William Clarke su Cameron Wurf, 2° a 1s. 3° posto per il corridore di Hong Kong King Lok Cheung a 2s.
Vuelta a Guatemala - Guatemala: Non cambia niente nell'ultima tappa e il successo va a Ramiro Rincon (EPM UNE). Il corridore di casa Manuel Rodas (Cable DX) vince l'ultima frazione arrivando con ampio vantaggio da solo al traguardo.

domenica 20 maggio 2012

Amador, il Costarica sul Cervino al Giro d'Italia, Hesjedal torna in rosa. Super Gesink in California

GIRO D'ITALIA 2012 14° TAPPA - ANDREY AMADOR (MOVISTAR)

Chi l'avrebbe mai detto fino a qualche anno fa che un corridore del Costarica avrebbe vinto una tappa al Giro d'Italia, addirittura una tappa alpina con arrivo in salita a Cervinia. Invece, il buon Andrey Amador, spesso all'attacco negli scorsi giorni, rapido e resistente, ha coronato il sogno di vincere una frazione in una delle corse più importanti del mondo, addirittura in una tappa che ha inaugurato le grandi salite di questo Giro.
Il corridore della Movistar ha preceduto in uno sprint a tre gli altri 2 superstiti della fuga mattutina, Jan Barta (NetApp) e l'italiano Alessandro De Marchi (Androni Giocattoli). Un peccato la sconfitta di De Marchi che all'arrivo si è un po' lamentato della tattica di gara di Amador, secondo lui disposto anche a farsi riprendere piuttosto che collaborare tanto e spendere troppe energie. Un bravo all'italiano che sembrava il più forte in salita ma che non è riuscito a fare la differenza negli ultimi chilometri di corsa.
Alle spalle dei tre attaccanti si è giocata la corsa per la maglia rosa e a uscirne vincitore, confermando il trend delle nazioni "esotiche", è stato il canadese Ryder Hesjedal. Il capitano della Garmin è partito quando all'arrivo mancavano circa 4 chilometri in risposta a un attacco dell'Euskaltel Mikel Nieve e ha fatto il vuoto. Dopo qualche minuto ci ha provato Joaquin Rodriguez ma il suo attacco è stato rintuzzato da Pozzovivo prima e Scarponi poi. Hesjedal ha tirato dritto fino al traguardo guadagnando 26 secondi sui primi inseguitori e riconquistando la maglia rosa mentre dietro i grandissimi favoriti non hanno perso terreno, salvo Roman Kreuziger (Astana) che ha perso 6 secondi.
Tappa abbastanza anonima, con un attacco di Cunego (che ha confermato il suo ruolo di gregario di lusso) e Rujano sulla penultima salita e qualche scattino di corridori di secondo piano sull'ultima (Bruseghin, Txurruka e Brambilla) fino all'assalto di Hesjedal e al contro scatto di Rodriguez, ma da tutti questi corridoroni ci si aspetta qualcosa di più.
Tra gli uomini di classifica mi fa piacere segnalare la presenza di due giovani colombiani come Rigoberto Uran e Sergio Henao, entrambi Sky, nelle primissime posizioni, segno di una maturità che sta finalmente arrivando per il primo e di una freschezza non indifferente per il secondo mentre è interessante il piazzamento di Thomas De Gendt (Vacansoleil), corridore molto forte a cronometro e capace di azioni capolavoro, non ultimo il successo dopo una fuga fiume alla Parigi Nizza di quest'anno, ma che è alla prima esperienza da capitano in un grande Giro.
Chi è mancato oggi sono stati sicuramente i due grandi favoriti della corsa, Michele Scarponi e Ivan Basso, troppo remissivi nonostante le due squadre abbiano lavorato tutto il giorno (soprattutto la Liquigas), ma alla fine le loro azioni sono sembrate più di contenimento che di attacco vero e proprio; da loro ci si aspetta qualcosa di più nelle prossime tappe. E' sembrato non al meglio anche Joaquin Rodriguez che dopo lo scatto è sembrato un po' in difficoltà, aiutato dalle pendenze non eccessive degli ultimi km. Si è salvato Frank Schleck (RadioShack) anche se la sua corsa per le posizioni di vertice sembra essere compromessa.

TOUR OF CALIFORNIA 7° TAPPA - ROBERT GESINK (RABOBANK)

Cambio al vertice della classifica nel Tour of California. Nella tappa decisiva, con l'arrivo al Mount Baldy, è stato Robert Gesink (Rabobank) a staccare tutti conquistando frazione e maglia di leader della classifica. Il corridore olandese ha battuto in volata il fuggitivo della prima ora John Darwin Atapuma della Coldeportes mentre il primo inseguitore del gruppo dei favoriti è stato Fabio Duarte, altro Coldeportes, 3° a 14 secondi. Grande prestazione per il giovane Joseph Dombrowski (Bontrager Livestrong), 4° a 19 secondi, già protagonista al Tour of the Gila. Poi, alla spicciolata, sono arrivati al traguardo Tom Danielson (Garmin) a 26, Chris Horner (RadioShack) a 38 e l'interessante Wilco Kelderman (Rabobank) a 1 minuto e 3 secondi. Controprestazione per il giovane BMC Tejay Van Garderen, 10° all'arrivo a 1 minuto e 20 secondi, 3 secondi meglio di David Zabriskie (Garmin).
La classifica generale ora vede al comando Gesink con 46 secondi su Zabriskie, 54 su Danielson, 1 minuto e 17 secondi su Van Garderen e 1 minuto e 36 secondi su Duarte.

RISULTATI 19 MAGGIO 2012

Giro d'Italia 14° tappa: 1° Andrey Amador (Movistar), 2° Jan Barta (NetApp), 3° Alessandro De Marchi (Androni) a 2s, 4° Ryder Hesjedal (Garmin) a 20 s, 5° Paolo Tiralongo (Astana) a 46 s. Classifica: 1° Ryder Hesjedal (Garmin), 2° Joaquin Rodriguez (Katusha) a 9s, 3° Paolo Tiralongo (Astana) a 41s, 4° Sandy Casar (FDJ) a 1m5s, 5° Ivan Basso (Liquigas) a 1m6s.
Tour of California 7° tappa: 1° Robert Gesink (Rabobank), 2° John Darwin Atapuma (Coldeportes) a 1s, 3° Fabio Andres Duarte (Coldeportes) a 14s. Leader: Robert Gesink (Rabobank).
Tour of Norway - Norvegia: Nella tappa più dura, la 4° con arrivo a Lillehammer, dopo le delusioni nelle volate delle frazioni precedenti, Edvald Boasson Hagen si è preso la rivincita partendo ai -15 km dal traguardo insieme a Simon Clarke (GreenEDGE) e andando a vincere la tappa sull'australiano, vestendo anche la maglia di leader della corsa. Il corridore del Team Sky si conferma un talento ancora non del tutto espresso e dalle potenzialità inesplorate, deve solo trovate continuità. Alle spalle del duo di testa si è piazzato Lars Petter Nordhaug (Sky) a 6 secondi mentre Pieter Serry (Topsport Vlaanderen) ha regolato un gruppettino giunto a 10 secondi composto dal compagno Sander Armee, i due Lampre Marco Marzano e Simone Stortoni e il russo Sergey Firsanov (RusVelo).
Circuit de Lorraine - Francia: Torna alla vittoria il velocista Danilo Napolitano nella 4° tappa. Il corridore dell'Acqua & Sapone ha preceduto allo sprint il leader Nacer Bouhanni (FDJ) e Sebastien Hinault (AG2R). Da segnalare anche il 4° posto di Francesco Lasca (Caja Rural) e il 6° di Marco Marcato (Vacansoleil).
Jurmala GP - Lettonia: Successo in volata per il brasiliano Rafael Andriato (Farnese Vini) che ha preceduto Leonid Krasnov (RusVelo) e Emils Liepins (Rietumu). 4° l'altro Farnese Thomas Bertolini, 6° l'eterno Jaan Kirsipuu (Champion System).
GP Criquielion - Belgio: Vittoria al neozelandese Tom David, partito con altri 7 ai - 10 km e autore dell'azione decisiva all'ultimo km. Il corridore della T. Palm ha preceduto di 4 secondi Jonathan Breyne (Landbouwkrediet) mentre Niels Wytinck (Sean Kelly) ha superato allo sprint gli altri fuggitivi.
Fleche du Sud - Lussemburgo: 4° tappa a cronometro e avvicendamento in testa alla classifica. Il successo è andato a Bob Jungels, corridore di casa della Leopard Trek, che ha battuto di 25 secondi Adam Phelan (Drapac Porsche) e di 26 secondi Aaron Gate (Nuova Zelanda) ma soprattutto di più di un minuto il compagno Julian Kern soffiandogli così la prima posizione in classifica generale.
Tour of Hellas - Grecia: Secondo successo per la Meridiana Kamen. Nella 4° tappa attacco vincente di Roberto Cesaro che ha preceduto di 3 secondi Artem Topchanyuk (SP Tableware) e di 8 secondi Hichem Chabane (VC Sovac). Gruppo del leader Robert Vrecer (Vorarlberg) a 17 secondi da Cesaro, con lo sloveno saldamente in testa alla classifica con 4 secondi su Davide Rebellin.
Olympia's Tour - Olanda: Nella semitappa contro il tempo del mattino il successo è andato all'australiano Rohan Dennis (Jayco) ma il leader della classifica Dylan Van Baarle (Rabobank CT) è giunto a 23 secondi rimanendo in testa. 3° e 4° altri due australiani, Glenn O'Shea e Damien Howson con il 2° in classifica Michael Freiberg solo 8° a 43 secondi. Nella semitappa del pomeriggio ancora Australia con la vittoria in volata di Steele Van Hoff (Chipotle) sugli olandesi Jeff Vermeulen (Metec) e Johim Ariesen (Koga). Classifica finale vinta da Van Baarle su Freiberg, 2° a 16 secondi, mentre 3° è arrivato il tedesco Christoph Pfingsten (De Rijke) a 19 secondi e 4° Rohan Dennis (Jayco) a 22 secondi.
Ronde de l'Isard (U23) - Francia: Successo per Quentin Pacher nella 3° tappa della corsa. Il corridore della Entente Sud Gascogne ha preso il largo sull'ultima salita di giornata, il Col du Buret, insieme ad altri 2 corridori e li ha regolati allo sprint, conquistando così anche il 2° posto in classifica generale. Alle spalle di Pacher si sono piazzati Yoann Paillot (Top 16) e Clement Chevrier (Chambery) mentre il leader Sergey Chernetskiy (Itera Katusha) è giunto con il gruppo dei migliori a 22 secondi.
Tour de Berlin (U23) - Germania: Successo in volata per Harry Kraft (Bergstrasse U23) nella 4° tappa su Bryan Cocquard (Francia) e Wouter Wippert (Lotto U23) mentre il leader Nikias Arndt, dopo i successi nelle due semitappe di ieri, è arrivato 4°. Il corridore della LKT Team Brandenburg avevo vinto la frazione a cronometro e quella in linea regolando un gruppetto di fuggitivi e si è confermato nella 4° tappa nettamente leader.
Vuelta a Guatemala - Guatemala: Successo per Oscar Rivera nella 7° tappa. Il colombiano della EPM UNE ha preceduto di 2 secondi il portoghese Daniel Silva (Onda), 2°, e il costaricano Roman Villalobos (Junta Pro.Social), 3°, mentre altri tre corridori della EPM UNE sono giunti nel primo gruppo, Javier Gomez, Freddy Piamonte e il leader Ramiro Rincon. Il primo degli inseguitori è giunto a 5 minuti e 57 secondi. In classifica continua a comandare Ramiro Rincon sul compagno Piamonte (a 1m26s) mentre 3° è Villalobos a 3 minuti.

sabato 19 maggio 2012

Tripletta di Cavendish a Cervere al Giro d'Italia, Georges vince in fuga in California

GIRO D'ITALIA 2012 13° TAPPA - MARK CAVENDISH (SKY)

Il campione del mondo
Mark Cavendish ha messo il sigillo anche sulla 13° tappa del Giro d'Italia 2012 andando a vincere una bellissima volata sul rettilineo finale di Cervere. Il corridore del Team Sky sul traguardo ha preceduto Alexander Kristoff (Katusha), Mark Renshaw (Rabobank) e gli italiani Sacha Modolo (Colnago) ed Elia Favilli (Farnese Vini). Per Cavendish si tratta della terza vittoria alla corsa rosa 2012.
C'è poco da raccontare di questa tappa: un tentativo partito al km 0 di Failli (Farnese Vini) e Keizer (Vacansoleil), all'ennesima fuga, ha animato la giornata. Il duo è stato ripreso soltanto ai -10 km, con il gruppo tirato dalla Sky lanciatissimo verso l'arrivo. Prima la Saxo Bank e poi la GreenEDGE hanno provato a scalzare il treno della Sky, con la seconda che è riuscita a farlo: Lancaster ha portato Goss a partire davanti a tutti ma Cavendish, rimasto solo e un po' intruppato, ha saltato l'australiano sulla sinistra passando per pochi centimetri e ha esploso la sua volata distruggendo qualsiasi avversario. Una dimostrazione di assoluta superiorità, nonostante una squadra che per la prima volta lo ha messo in leggera difficoltà, superata dalla classe del britannico.

TOUR OF CALIFORNIA 6° TAPPA - SYLVAIN GEORGES (AG2R)

Se il Giro non ha proposto nessuna sorpresa nella volata della 13° tappa, in questa 6° tappa del Tour of California il finale è stato molto concitato e con un lieto fine importante. La vittoria è andata a Sylvain Georges (AG2R), francese, che ha staccato i compagni di fuga nell'ultimo tratto in salita cogliendo il successo a Big Bear Lake. Alle sue spalle, Peter Sagan (Liquigas) ha regolato il gruppetto dei migliori davanti a Peter Velits (Omega Pharma QuickStep) e Thomas Damuseau (Argos), arrivato a 29 secondi di ritardo.
Classifica generale invariata per David Zabriskie (Garmin) che ha mantenuto un ottimo margine sul 2°, Tejay Van Garderen (BMC), staccato di 34 secondi.

I RISULTATI DEL 18 MAGGIO 2012

Giro d'Italia 13° tappa, Savona - Cervere: 1° Mark Cavendish (Sky), 2° Alexander Kristoff (Katusha), 3° Mark Renshaw (Rabobank). Leader: Joaquin Rodriguez (Katusha).
Tour of California 6° tappa: 1° Sylvain Georges (AG2R), 2° Peter Sagan (Liquigas) a 28 s. 3° Peter Velits (QuickStep Omega Pharma). Leader: David Zabriskie (Garmin).
Circuit de Lorraine - Francia: Arrivo in volata nella 3° tappa e successo per Sebastien Hinault (AG2R), 2° posto per il leader della classifica generale Nacer Bouhanni (FDJ) mentre 3° si è piazzato l'italiano Marco Marcato (Vacansoleil).
Tour of Norway - Norvegia: 3° tappa e 3° arrivo in volata. Successo andato ad Aidis Kruopis, lituano della GreenEDGE, davanti all'ancora battuto Edvald Boasson Hagen (Sky) e Jonas Ahlstrand (Cykelcity) mentre Alessandro Petacchi (Lampre) è giunto 4°. Ahlstrand è diventato il nuovo leader della classifica generale della corsa.
Fleche du Sud - Lussemburgo: Successo solitario per il tedesco Julian Kern nella 3° tappa. L'atleta della Leopard Trek CT, diventato anche il nuovo leader della corsa, ha preceduto di 46 secondi il primo gruppetto di inseguitori regolato da Lasse Bochman (Glud & Marstrand) e da Adam Phelan (Drapac Porsche), con 4° Johan Coenen (Differdange), 5° Jure Golcer (Tirol) e 6° il compagno Bob Jungels.
Tour of Hellas - Grecia: L'arrivo di Methoni ha ispirato il corridore di casa Perikles Ilias. L'atleta della SP Tableware ha preceduto un gruppetto di altre 3 persone a 46 secondi mentre il gruppo più corposo è arrivato a 1 minuto e 6 secondi. Alle spalle di Ilias, 2° posto per Nebojsa Jovanovic mentre 3° è giunto Alberto di Lorenzo (Meridiana) con 4° Jaume Rovira Pous (Tabriz). Lo sloveno Robert Vrecer è rimasto il leader della corsa.
Olympia's Tour - Olanda: Successo per l'olandese Bart Van Haaren (Koga) che nella 4° tappa ha regolato un gruppetto di 7 atleti, rimasti in testa dopo una frazione molto più simile a una classica del nord visto che la corsa ha affrontato una decina di strappi tra cui il Cauberg e il Eyserbosweg. Alle spalle di Van Haaren si è piazzato il nuovo leader della corsa, l'australiano Michael Freiberg, mentre 3° è giunto il russo Vyacheslav Kuznetsov.
Ronde de l'Isard (U23) - Francia: Tappa e maglia per il russo Sergey Chernetskiy (Itera Katusha) che ha preceduto tutti nella 2° frazione. Alle sue spalle, a 1 minuto e 26 secondi, volata a 5 vinta da Pierre-Henri Lecuisinier (Vendee U) su Mathieu Le Lavandier (Sojasun Espoir).
Tour de Berlin (U23) - Germania: Successo nella cronometro e 1° posto in classifica generale per Nikias Arndt (LKT Team Brandenburg). Il tedesco ha vinto la frazione con 2 secondi su Stefan Poutsma (Jo Piels) e 9 secondi su Sergey Temnenko (Itera Katusha U21).
Vuelta a Guatemala - Guatemala: Arrivo in salita nella 6° tappa e successo per il colombiano Javier Eduardo Gomez Pineda (EPM - UNE). Alle sue spalle Rolando Soloman (Insta Cofi de Café) a 1 minuto e 30 secondi e Chad Haga (Optum) a 1 minuto e 35 secondi mentre il leader della classifica generale, Wilson Ramiro Rincon Diaz (EPM - UNE), ha chiuso al 5° posto a 2 minuti e 4 secondi, mantenendo in graduatoria lo stesso vantaggio sul compagno di squadra Freddy Piamonte, arrivato con lo stesso tempo al traguardo.

venerdì 18 maggio 2012

Giro d'Italia, la 12° tappa a Lars Bak, Zabriskie domina la crono in California

GIRO D'ITALIA 2012 12° TAPPA - LARS BAK (LOTTO BELISOL)

Lars Ytting Bak ha vinto con una stoccata nel finale la 12° tappa del Giro d'Italia 2012. Il corridore della Lotto Belisol, membro di una fuga di 9 corridori partita dai primi chilometri, ha preceduto di 11 secondi i superstiti della fuga regolati da Sandy Casar (FDJ) e Andrey Amador (Movistar) con l'unico italiano Ivan Santaromita (BMC) quinto.
Corsa che non ha dato tantissimi spunti da commentare, con la fuga partita quasi subito e il gruppo dietro che timidamente ha provato a rientrare sui fuggitivi nella prima parte della corsa grazie alle trenate della Farnese Vini ma che poi ha lasciato fare. Anche la Katusha di Joaquin Rodriguez, maglia rosa, non si è impegnata nell'inseguimento e per poco non ci scappava un cambio di leader della classifica generale, con Casar ora 3° in classifica a 26 secondi e Santaromita 5° a 49 secondi.
La fuga era ben assortita con corridori di fondo come lo stesso Bak, Casar, Bakelandts, Keizer e Golas insieme a uomini più adatti alle salite come Txurruka, Amador, Santaromita e Jackson Rodriguez. Non succede nulla fino al Valico di Mola dove Golas, dopo aver conquistato la maglia azzurra dei GPM, prova l'attacco, rintuzzato dal resto della fuga. Sulla salita di Villa Tassani ci provano Santaromita, Casar e Amador ma anche loro vengono ripresi. Negli ultimi 3 km ci prova ancora Santaromita ma viene ripreso, finché Bak riesce a trovare il momento giusto involandosi verso la vittoria.
Punta di dispiacere per Santaromita, molto bravo e molto attivo in fuga, attento nei momenti importanti e ancora relativamente fresco quando prova l'attacco nel finale; peccato per lui che Casar lo controllava a vista per non fargli guadagnare abbuoni per la possibile maglia rosa, visto che i due erano distanziati da pochi secondi alla partenza. Un plauso al corridore varesino che non sarà uno dei più forti tra i corridori italiani presenti al Giro ma almeno ha avuto la convinzione di provarci oggi.
Convinzione che è mancata a tutti gli altri: ci si aspettava qualche attacco di Visconti (coperto dal compagno in fuga), Gatto e Ballan ma nessuno dei tre si è fatto sentire; gli unici ad attaccare nel gruppo sono stati Tiralongo e Cunego ma senza grandi risultati, con gli altri capitani tranquilli e coperti in attesa di giornate più decisive.

TOUR OF CALIFORNIA 5° TAPPA - DAVID ZABRISKIE (GARMIN BARRACUDA)

Dominio assoluto a cronometro per David Zabriskie nella 5° tappa del Tour of California. Il corridore della Garmin Barracuda ha preceduto nella prova contro il tempo Jens Voigt (Saxo Bank) di 23 secondi e Tejay Van Garderen (BMC) di 34 secondi. Solo 20° Vincenzo Nibali (Liquigas), a 1 minuto e 52 secondi di ritardo. Con questa vittoria Zabriskie è diventato anche il nuovo leader della corsa scalzando Peter Sagan.

RISULTATI DEL 17 MAGGIO

Giro d'Italia 12° tappa: 1° Lars Bak (Lotto Belisol), 2° Sandy Casar (FDJ) a 11 s, 3° Andrey Amador (Movistar) a 11 s. Leader: Joaquin Rodriguez (Katusha)
Tour of California 5° tappa: 1° David Zabriskie (Garmin), 2° Jens Voigt (Saxo Bank) a 23 s, 3° Tejay Van Garderen (BMC) a 34 s. Leader: David Zabriskie (Garmin)
Tour of Norway - Norvegia: Si risolve in volata anche la 2° tappa con la vittoria di Raymond Kreder (Garmin) davanti ad Alessandro Petacchi (Lampre), ancora 2°, e il belga Tosh Van der Sande (Lotto); solo 4° il padrone di casa Edvald Boasson Hagen (Sky). Petacchi è diventato il leader della classifica generale.
Circuit de Lorraine - Francia: Primo successo da prof per Francesco Lasca. Il corridore della Caja Rural ha preceduto allo sprint Steven Tronet (Auber 93) e Nacer Bouhanni (FDJ), quest'ultimo leader della classifica generale.
Ronde van Limburg - Belgio: Vittoria allo sprint per il belga Kevin Claeys (Landbouwkrediet) sul promettente Rick Zabel (Rabobank CT), figlio di Eric, e sul crossista Klaas Vantornout (Sunweb)
Fleche du Sud - Lussemburgo: Successo solitario per Floris Goesinnen (Drapac) che ha staccato i compagni di fuga, arrivati a 31 secondi, regolati da Pit Schlechter (Leopard Trek). 3° posto per Niki Oostergaard (Glud & Marstrand) e 4° per Lars Andersson (Concordia Forsikring). Rimane al comando André Steensen (Glud & Marstrand), arrivato con il gruppo principale a 47 secondi dal vincitore di tappa.
Tour of Hellas - Grecia: Ritorno al successo dopo alcune vicende di doping per Enrico Rossi. Il corridore della Meridiana Kamen ha preceduto allo sprint tre compagni di fuga, Salvador Guardiola (Gios Deyser), Perikles Ilias (SP Tableware) e Nebojsa Jovanovic. Al comando è rimasto lo sloveno Robert Vrecer, vincitore il giorno prima.
Olympia's Tour - Olanda: Successo in volata per l'olandese Jeff Vermeulen nella 3° tappa. Il corridore della Metec ha preceduto allo sprint Johim Ariesen (Koga) e Steele Van Hoff (Chipotle) mentre al comando della corsa è rimasto Jenning Huizenga (Rabobank CT).
Ronde de l'Isard (U23) - Francia: La 1° tappa è stata vinta per distacco dal francese Alexis Guerin (Entente Sud Gascogne), partito all'ultimo km, che ha preceduto di 4 secondi Pierre Roger Latour (Chambery CF) e di 8 secondi Quentin Bernier (CR4C Roanne).
Tour de Berlin (U23) - Germania: Si è risolta allo sprint la 1° tappa della corsa con il successo del tedesco Michael Humbert (LKT Brandenburg) sul forte pistard francese Bryan Cocquard, rivale nell'Omnium di Viviani, e l'altro francese Maxime Daniel, entrambi portacolori della nazionale transalpina in questa corsa.
Vuelta a Guatemala - Guatemala: Successo nella 5° tappa per Isaac Bolivar (EPM - UNE), che ha preceduto Gregory Panizo (Funvic) e Marsh Cooper (Optum), arrivato staccato di 2 secondi. Classifica generale invariata con al 1° posto Ramiro Rincon, compagno di squadra di Bolivar.

giovedì 17 maggio 2012

Al Giro d'Italia vince Roberto Ferrari. Sagan fa 4 al Tour of California

GIRO D'ITALIA 2012 11° TAPPA - ROBERTO FERRARI (ANDRONI GIOCATTOLI)

Roberto Ferrari si segnerà per sempre il 16 Maggio sul calendario con una x rossa, il suo giorno perfetto. Il corridore dell'Androni Giocattoli ha messo il sigillo alla sua finora discreta carriera andando a vincere allo sprint l'11° tappa del Giro d'Italia 2012 tra Assisi e Montecatini Terme. L'italiano ha preceduto Francesco Chicchi (Omega Pharma QuickStep) e Tomas Vaitkus (GreenEDGE) con il campione del mondo Mark Cavendish (Sky) 4°.
Una giornata di riscatto per Ferrari dopo le pesanti polemiche sulla sua volata nella 3° tappa in Danimarca che era costata a un po' di corridori qualche botta ed escoriazioni varie. Un riscatto per un corridore che si definisce (e lo è) molto corretto, che è uno sprinter di quelli che si chiamano "atipici", non è potentissimo, non riesce magari a vincere una volata con gruppo compatto ma in alcune occasioni può diventare un avversario molto pericoloso perché è sgusciante e molto rapido.
Quando, sulle salite precedenti l'arrivo, avevo sentito che Goss e Guardini si erano staccati, mi era venuto subito in mente il nome di Felline per la tappa di oggi. Invece, è stato il compagno Ferrari a prevalere. Ma meritano un commento tutti gli ultimi km, prima con l'attacco di Giovanni Visconti (finalmente pimpante e propositivo) insieme a Gatto, Vicioso e Gasparotto, raggiunti prima da Damiano Caruso e poi addirittura da Kreuziger e Scarponi. Il gruppo, ovviamente, ha subito ricucito lo strappo. Eppure questa bagarre ha provocato il secondo giorno consecutivo di ritardo per Frank Schleck, disattento ancora una volta o con qualche problemino di tenuta, che è giunto al traguardo con 46 pesanti secondi di ritardo.
Ripresi i fuggitivi, è stata una sinfonia Sky fino all'ultimo km quando Ventoso ha provato a fare il buco per Visconti che non ci ha creduto (o non ce l'ha fatta) e si è rialzato. Poi, saltato anche l'ultima ruota Sky, davanti si è ritrovato, quasi per caso, Vaitkus. All'ultima curva una scivolata di Sacha Modolo stoppava qualche corridore mentre il lituano lanciava la sua volata e Thomas perdeva un po' il passo per Cavendish. Ferrari e Cavendish si sono buttati all'inseguimento ma mentre l'italiano sembrava volare, l'arrivo leggermente in salita ha tagliato le gambe del britannico che molto probabilmente ha sbagliato rapporto, tradito proprio dall'inaspettata strada all'insù. Ferrari è stato molto bravo a gestire gli ultimi metri superando nettamente il calante Vaitkus e vincendo su un Chicchi in fortissima rimonta ma tagliato fuori proprio dalla caduta di Modolo.
Finalmente una vittoria italiana in volata, la prima a questo Giro, da quello che in molti non volevano più alla corsa rosa: i casi bizzarri della vita. Il contraltare è l'ennesima caduta causata da un corridore nostrano, un altro pretendente alla maglia azzurra alle Olimpiadi come Modolo che commette una distrazione fatale quando era ben messo per lo sprint. Ma che fine ha fatto il Modolo dell'estate scorsa?
Durante la corsa, da sottolineare il bellissimo tentativo di Manuele Boaro (Saxo Bank), uomo da cronometro e chissà, magari qualcosa di più.
Per la classifica generale non cambia nulla tranne per Frank Schleck (RadioShack), attardato e, si spera per lo spettacolo delle prossime tappe, soltanto un po' di distratto.

TOUR OF CALIFORNIA 4° TAPPA - PETER SAGAN (LIQUIGAS)

La corsa si può riassumere nell'ultimo chilometro. Tante squadre davanti finché Daniel Oss decide di partire e prenda la testa della corsa, Sagan aspetta il momento giusto non facendosi prendere dalla foga quando gli altri gli partono a fianco e scatta verso il traguardo, liberando la sua potenza e vincendo nettamente la quarta tappa consecutiva della corsa.
Cosa si può dire di un corridore di questo calibro? Che dispiace non vederlo al Giro a combattere contro i migliori velocisti del mondo, ma sarà questione di tempo finché non prenderà parte al Tour. La coppia Oss - Sagan sembra poter rivaleggiare quella di Thomas - Cavendish, almeno a vedere dagli sprint di questi giorni, e sicuramente è un bel segnale per tutta la Liquigas.

PELLIZOTTI IN PARADISO, TURGOT ALL'INFERNO

Le storie di questi due corridori che apparentemente non c'entrano nulla si sono unite oggi in uno strano scambio di posizioni.
L'italiano Franco Pellizotti, squalificato per 2 anni per valori anormali nel suo passaporto biologico (anche se un po' di mistero sulla vicenda rimane), è tornato in gara con l'Androni Giocattoli al Giro di Norvegia concludendo la tappa in gruppo.
Il francese Sebastien Turgot, 2° alla Parigi Roubaix di quest'anno, secondo L'Equipe è sotto indagine da parte della sua federazione per 3 mancati controlli antidoping nell'arco degli ultimi 18 mesi. La situazione sembra essersi chiarita da un comunicato dell'Europcar che difendeva il corridore dicendo che i controlli saltati sono 2 e che gli unici problemi erano riguardo la comunicazione della posizione del corridore per problemi al collegamento internet con il sistema. Ma è pesante la dichiarazione mattutina di Bernaudeau, il suo team manager, che a caldo lo ha definito "Un imbecille, è indifendibile".
Per un corridore che torna al ciclismo vero, quello che si fa in strada, un altro entra in quello fatto di scoop, indagini, processi e lo spettro del doping.

RISULTATI DEL 16 MAGGIO

Giro d'Italia 11° tappa: 1° Roberto Ferrari (Androni Giocattoli), 2° Francesco Chicchi (Omega QuickStep), 3° Tomas Vaitkus (GreenEDGE). Maglia rosa: Joaquin Rodriguez (Katusha)
Tour of California 4° tappa: 1° Peter Sagan (Liquigas), 2° Heinrich Haussler (Garmin), 3° Michael Matthews (Rabobank). Leader: Peter Sagan (Liquigas).
Tour of Norway - Norvegia: Prima tappa con arrivo in volata e beffa per i due grandi favoriti, Alessandro Petacchi (Lampre) ed Edvald Boasson Hagen (Sky), che si sono dovuti accontentare della 2° e della 3° piazza, battuti dal giovanissimo svedese Jonas Ahlstrand (Cykelcity), che sta confermando importanti miglioramenti già intravisti in primavera con buoni piazzamenti in alcune corse europee a livello Under 23. Boasson Hagen è partito davanti ma probabilmente troppo presto e ha subito la rimonta prepotente del giovane svedese mentre Petacchi è partito forse troppo indietro, impossibilitato a tentare una rimonta concreta su Ahlstrand.
Circuit de Lorraine - Francia: Volata vincente per Nacer Bouhanni nella 1° tappa. Il corridore della FDJ ha preceduto nettamente Marco Marcato (Vacansoleil), Cyril Lemoine (Saur Sojasun) e Claudio Corioni (Acqua & Sapone).
Tour of Hellas - Grecia: Buon ritorno alle corse per Davide Rebellin in maglia Meridiana Kamen. Il corridore italiano si è subito piazzato nella 1° tappa della corsa greca arrivando 2° alle spalle dello sloveno Robert Vrecer (Vorarlberg) mentre 3° è giunto Ioannis Tamouridis (SP Tableware).
Olympia's Tour - Olanda: Volata a tre e successo per Jenning Huizenga (Rabobank CT) nella 2° tappa. Alle sue spalle il russo Vyacheslav Kuznetsov (Itera Katusha) e l'australiano Michael Freiberg (Jayco AIS). Huizenga è anche il nuovo leader della classifica.
Fleche du Sud - Lussemburgo: Prima tappa e successo per il danese André Steensen (Glud & Marstrand) che ha preceduto Jure Golcer (Tirol) mentre Reinardt Janse Van Rensburg (MTN) ha regolato un gruppetto a 11 secondi per il terzo posto finale.
Azerbaijan Tour - Iran: Vittoria finale per lo spagnolo Javier Ramirez (Andalucia) che ha preceduto i corridori di casa Abbass Saeidi Tanha (Azad University) e Hossein Askari (Tabriz). La sesta e ultima tappa si è risolta allo sprint con il successo di Vojtech Hacecky sul compagno Alois Kankovsky (Dukla Praha) e Hossein Nateghi (Tabriz).
Vuelta a Guatemala - Guatemala: La 4° tappa, una cronometro individuale di 29,8 km, è stata vinta dal corridore di casa Alder Torres (Insta Cofi de Cafe) sui brasiliani della Funvic Octavio Bulgarelli, 2° a 55 secondi, e Gregory Panizo, 3° a 1 minuto e 36 secondi. In classifica generale comanda Ramiro Rincon (EPM UNE) proprio su Torres, staccato di 1 minuto e 18 secondi.

martedì 15 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Ventoso vince a Frosinone su Felline, Sagan vince ancora in California

GIRO D'ITALIA 2012 - 9° TAPPA

San Giorgio del Sannio - Frosinone, 166 km

Francisco Ventoso (Movistar) è il più veloce nella 9° tappa del Giro d'Italia 2012. Il corridore spagnolo in una volata molto disordinata anticipa tre italiani, nell'ordine Fabio Felline (Androni), Giacomo Nizzolo (RadioShack) e Damiano Caruso (Liquigas), firmando la sua seconda vittoria in carriera al Giro. Classifica generale invariata con Ryder Hesjedal (Garmin Barracuda) saldamente al primo posto.

LA CORSA

Dopo 2 chilometri sono tre gli attaccanti che riescono a evadere dal gruppo: Pierre Cazaux (Euskaltel), Brian Bulgac (Lotto) e Martijn Keizer (Vacansoleil). Il gruppo controlla bene la fuga che riesce a prendere al massimo 4 minuti di vantaggio. A 32 km dall'arrivo Keizer decide di proseguire da solo rimanendo in avanscoperta fino ai 16 dall'arrivo, dimostrando ottime doti da passista e cronoman.
La corsa sembra poter filare liscia fino al traguardo ma il finale è tutto un saliscendi e a provarci è addirittura Joaquin Rodriguez insieme al compagno Vicioso. I due Katusha raggiungono al comando Gaetan Bille (Lotto) e Sonny Colbrelli (Colnago) finché Rodriguez decide di proseguire da solo l'attacco. Dietro, è Pozzovivo (Colnago) a guidare il ricongiungimento, ma la gara ormai è scoppiata e gli attacchi sono numerosi, finché davanti non si mette la GreenEDGE per Goss. Tutto fila liscio fino ai -300 metri dall'arrivo quando Pozzato (Farnese Vini), piazzato benissimo, tocca la ruota di Goss e i due vanno a terra, ostacolando anche un Cavendish in rimonta. Davanti è Nizzolo a prendere a tutta lo sprint ma purtroppo per lui da dietro risalgono forte Ventoso e Felline con il primo che anticipa il secondo, probabilmente vittorioso se ci fossero stati 150 metri in più di rettilineo.

TOUR OF CALIFORNIA - 2°TAPPA, DOPPIETTA PER SAGAN IN VOLATA
Lo slovacco Peter Sagan ha vinto la 2° tappa del Tour of California infilando tutti gli avversari in volata. Il corridore della Liquigas ha preceduto Heinrich Haussler (Garmin Barracuda) e Leigh Howard (GreenEDGE), confermandosi leader della classifica generale. Per Sagan è la quinta vittoria stagionale. La corsa è vissuta su una fuga di 6 uomini con Alexandre Geniez (Argos Shimano) ultimo a essere ripreso ai - 35. Sagan ha subito anche una caduta riuscendo a rientrare con un po' di fatica in un gruppo tirato a tutta dalla Garmin. Ai 300 metri dal traguardo Howard ha preso in testa l'ultima curva ma Sagan è riuscito a infilarlo partendo in testa, arrivando con un buon margine sul traguardo.

LE ALTRE CORSE

OLYMPIA'S TOUR - OLANDA: Rabobank Continental protagonista nel prologo inaugurale. 1° Dylan Van Baarle, 2° Moreno Hofland e 3° Jasper Bovenhuis
AZERBAIJAN TOUR - IRAN: Successo allo sprint per l'ucraino Yuri Metluschenko nella 4° tappa. Alle sue spalle il ceco Alois Kankovsky e l'iraniano Hossein Nateghi. Rimane leader Milan Kadlec (Dukla Praha).
VUELTA GUATEMALA - GUATEMALA: Gregory Panizo (Funvic) ha vinto la 2° tappa regolando allo sprint un gruppetto di 6 corridori. Il corridore brasiliano ha preceduto Mario Archila (Coca Cola) e Marsh Cooper (Optum). Archila è diventato il nuovo leader della corsa.

domenica 13 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Paolo Tiralongo vince il primo arrivo in salita, Hesjedal nuova maglia rosa

GIRO D'ITALIA 2012 - 7° TAPPA

Recanati - Rocca di Cambio, 205 km

L'italiano Paolo Tiralongo ha vinto la 7° tappa del Giro d'Italia 2012 domando la salita finale di Rocca di Cambio. Il corridore dell'Astana ha preceduto allo sprint Michele Scarponi (Lampre) mentre poco più indietro 3° è giunto Frank Schleck (RadioShack) con Joaquin Rodriguez (Katusha) a ruota. 5° posto finale per la nuova maglia rosa, Ryder Hesjedal (Garmin), primo canadese a vestirla. Tutti nelle prime posizioni i big della corsa mentre l'ex maglia rosa Adriano Malori ha dovuto abdicare dopo pochi chilometri di salita.

LA CORSA

Tutta la 7° tappa del Giro d'Italia stava lì, nella salita finale di Rocca di Cambio. E i corridori si sono mossi di conseguenza. Al chilometro zero subito 4 in fuga, Matteo Rabottini (Farnese Vini), Mirko Selvaggi (Vacansoleil), Reto Hollenstein (NetApp) e Fumiyuki Beppu (Orica GreenEDGE). Per loro vantaggio massimo intorno agli 8 minuti ma il gruppo, tirato prima dalla Lampre e dopo i - 50 km dalla Garmin, ha iniziato con poco più di 2 minuti di ritardo la salita conclusiva. Tra i fuggitivi il più in forma era sicuramente Rabottini, atleta di casa, che infatti ha proseguito da solo nel tentativo di arrivare più vicino possibile al traguardo. Dietro, invece, come consuetidine, ai -17 km si è assistito allo scatto di Stefano Pirazzi (Colnago): l'italiano è riuscito a riprendere subito Beppu, Selvaggi e Hollenstein e dopo qualche chilometro è rientrato anche su Rabottini. All'inseguimento di Pirazzi era portato Valerio Agnoli (Liquigas) ma l'italiano è stato ripreso e superato da José Herrada (Movistar), bravo a rientare su Pirazzi e Rabottini. Agnoli, insieme a Pietropolli (Lampre) e Santaromita (BMC), è rimasto in avanscoperta per qualche chilometro venendo ripreso insieme agli altri due ai -10. Dal gruppo ci hanno provato anche Sella e Cunego e ha provato qualche scatto Rujano, finché non si sono messi a tirare il gruppo prima Ochoa (Androni) e poi l'Astana. In testa, ai -10 Rabottini si è staccato mentre la verve di Pirazzi portava l'italiano a continui scatti, anche se con l'Astana al completo a tirare dietro, il distacco si era ridotto di molto. Ai 1400 metri dall'arrivo Pirazzi ha sbagliato a prendere una corsa perdendo le ruote di Herrada ma dopo qualche centinaia di metri venivano ripresi entrambi dal gruppo. All'ultimo chilometro è partito il progetto Lampre: Niemec si è messo davanti a tirare e Scarponi ha fatto il resto, scattando ai 700 dall'arrivo seguito dal solo Tiralongo. Lo scalatore dell'Astana ha stretto i denti fino ai metri conclusivi, lasciando sui pedali Scarponi quando è scattato per lo sprint, e accasciandosi al suolo, stremato, appena superato il traguardo.
Alle spalle dei due italiani sono arrivati alla spicciolata tutti gli altri uomini di classifica, con Rujano ultima della fila a 22 secondi.
La classifica generale vede Hesjedal maglia rosa, 2° Tiralongo a 15 secondi, 3° Joaquin Rodriguez a 17 secondi e 4° e 5° i compagni Vandevelde e Stetina della Garmin.

IL COMMENTO

Poteva finire come quasi tutti gli altri arrivi sugli Appennini, sprint del gruppetto dei migliori e abbuoni per i primi tre e zero distacchi tra i big. Invece, ci ha pensato Scarponi a dare una prima botta alla corsa. I distacchi inflitti nella 7° tappa non sono sicuramente quelli di una tappa alpina ma ci hanno fatto capire chi sta bene e chi no. Sicuramente, Scarponi sta bene. Il solo Tiralongo è riuscito a stare dietro al suo scatto su una salita non certo impegnativa, sintomo di ottime gambe. Benissimo anche i due stranieri più attesi, Joaquin Rodriguez e Frank Schleck, non abbastanza reattivi allo scatto di Scarponi ma arrivati subito dietro, mentre piace Hesjedal, probabilmente perderà terreno sulle Alpi ma non è da sottovalutare troppo, anche perché la Garmin può contare anche sui due americani Vandevelde e Stetina e sembra tonica. Nota positiva anche i 9 secondi presi da Basso che spesso in questi arrivi perde molto di più. Insieme a lui sono arrivati anche Daniel Moreno, più che un gregario per Rodriguez, e un bravissimo Domenico Pozzovivo, il migliore della Colnago che ha trovato un altro uomo classifica in Gianluca Brambilla, 10° a 11 secondi.
A livello di squadre, le più forti sembrano essere Lampre (Niemec è un gregario formidabile), Liquigas (bravi oggi anche Capecchi e Caruso), una sorprendente Garmin e la solidissima Astana, con Kreuziger che è arrivato con il grosso del gruppetto dei migliori a 11 secondi. Mi ispira sempre più fiducia Schleck, fortunatamente venuto in Italia non in gita, anche se lo voglio vedere in tappe più impegnative.
Nota di merito per Pirazzi che finalmente ha portato un attacco in un momento importante riuscendo quasi a portarlo a termine e non venendo ripreso dopo 500 metri come in molte altre occasioni.

GLI ITALIANI

Dopo 7 tappe è arrivata la prima vittoria italiana. A portarla, un emigrato della bici, un uomo squadra eccezionale che ha trovato le capacità e la forza di vincere dopo anni di onorata carriera da gregario, Paolo Tiralongo. Ma è stata tutta la pattuglia italiana degli scalatori a dare lustro alla tappa, anche se prima bisogna fare un plauso a Selvaggi e soprattutto a Rabottini per il tentativo di fuga. Pirazzi sta diventando più che uno sconclusionato scattista e una nota di merito va anche ad Agnoli, Pietropolli, Santaromita e Sella che hanno provato a replicare allo scatto di Pirazzi in vari momenti della salita.
Bene tutti gli uomini di classifica con Scarponi il più brillante, poi Basso e Pozzovivo, un bravissimo Gianluca Brambilla e Cunego, per finire con Pinotti e Cataldo, poco distanti dai migliori.

IL VINCITORE

Paolo Tiralongo è diventato celebre in bici soprattutto per le sue doti di grande gregario nelle tappe di montagna. Ha dovuto aspettare tanto per la prima vittoria, arrivata soltanto nel 2011 grazie al grande aiuto dell'ex compagno di squadra Contador nella tappa al Giro con arrivo a Macugnaga.
Ma ormai sembra averci preso gusto Tiralongo, prima piazzato nelle volate al Giro di Romandia, ora vincente in un'altra tappa al Giro d'Italia, il primo arrivo in salita.

LE ALTRE CORSE

TOUR DE PICARDIE - FRANCIA: La 2° tappa si è conclusa in volata con il successo dell'olandese Kenny Van Hummel (Vacansoleil), 2° sul traguardo ma diventato primo dopo la squalifica del francese Nacer Bouhanni (FDJ) per sprint irregolare. Alle spalle dell'olandese 2° Stephane Poulhies (Saur Sojasun) e 3° John Degenkolb (Argos Shimano) che è rimasto leader della corsa grazie agli abbuoni.
RHONE-ALPES ISERE TOUR - FRANCIA: Successo per Jerome Cousin nella 3° tappa. Il corridore dell'Europcar, partito insieme a Florent Barle (Cofidis) e Gabriel Chavanne (Chambery) nei primi km, è riuscito a mantenere un ampio vantaggio sul gruppo nella salita finale andando a vincere con 2 minuti e 15 secondi sull'ex compagno di fuga Barle e Clement Penven e Stian Remme, usciti dal gruppo, mentre il gruppetto dei migliori con il leader Paul Poux è arrivato a 2 minuti e 53 secondi. Il francese della Saur Sojasun conduce con 35 secondi su Romain Hardy (Bretagne Schuller) e 39 secondi sul compagno Yannick Talabardon.
TOUR OF MALOPOLSKA - POLONIA: Successo finale per il polacco Marek Rutkiewicz. Il corridore della CCC Polsat ha letteralmente dominato la terza e ultima impegnativa frazione della corsa arrivando con 43 secondi su Stanislav Kozubek (Whirlpool Author) e 1 minuto e 35 secondi sul compagno Mateusz Taciak che ha regolato il gruppetto del leader Pawel Cieslik (BGZ Bank). In classifica generale Rutkiewicz ha distanziato proprio Cieslik di 1 minuto e 40 secondi mentre il 3°, Mariusz Witecki (BGZ Bank), è arrivato a 4 minuti e 31 secondi.
SCANDINAVIAN RACE UPPSALA - SVEZIA: Dominio Cykelcity nella corsa di casa con 4 uomini nei primi 5 posti. La vittoria è andata a Jonas Ahlstrand sul compagno Michael Olsson mentre a 11 secondi di ritardo Edvin Wilson superava il francese Thomas Rostollan (VC Axois). 5° un altro Cykelcity, Johan Landstrom.
JELAJAH MALAYSIA - MALESIA: Altro sprint nella 5° tappa e successo per Hariff Salleh (Terengganu), vincitore anche della 4° tappa. Alle sue spalle 2° posto per Mohd Ridzuan Zainal (Malaysian Armed Forces) e 3° posto per Alex Carver (Genesys Wealth Advisers). Classifica generale invariata con al comando Yusup Abrekov (Suren).
HEYDAR ALIYEV ANNIVERSARY TOUR - AZERBAIJAN: Nella 4° tappa successo dopo una lunga fuga per Gennadiy Tatarinov (Itera Katusha) che ha preceduto di 17 secondi gli ex compagni di fuga Maksym Vasilyev (ISD Donetsk) e Tilegen Maidos (Kazakistan). Il gruppo è arrivato a 23 secondi di ritardo, con il leader Youcef Reguigui (Centre Mondiale du Cyclisme) ancora saldamente al comando della classifica.
AZERBAIJAN TOUR - IRAN: Nella 2° tappa sprint vincente per il ceco Alois Kankovsky (Dukla Praha) con l'iraniano Hossein Nateghi (Tabriz) 2° e l'ucraino Yuri Metlushenko (Kolss) 3°. Il compagno di squadra di Kankovsky, Milan Kadlec, è diventato il leader della corsa.

sabato 12 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Adriano Malori si veste di rosa, a Rubiano la 6° tappa

GIRO D'ITALIA 2012 - 6° TAPPA

Urbino - Porto Sant'Elpidio, 210 km

Il colombiano Miguel Angel Rubiano Chavez ha vinto per distacco la 6° tappa del Giro d'Italia 2012. Il corridore dell'Androni Giocattoli ha salutato i compagni di fuga quando all'arrivo mancavano ancora 34 chilometri e non è stato più raggiunto. L'italiano Adriano Malori (Lampre) ha regolato il gruppetto degli altri fuggitivi, arrivati a 1 minuto e 10 secondi, diventando anche la nuova maglia rosa della corsa, visto che Navardauskas (Garmin), in difficoltà sin dai primi strappi di giornata, è arrivato al traguardo con quasi 16 minuti di ritardo. Alle spalle di Malori troviamo ora Michal Golas (Omega Pharma QuickStep), 3° oggi, a 15 secondi mentre 3° è Ryder Hesjedal (Garmin) a 17 secondi.
Da segnalare i primi ritiri della corsa con due nomi illustri, Thor Hushovd e Tyler Farrar, il velocista Romain Feillu e lo sfortunato Pablo Lastras (Movistar), caduto con Jack Bauer mentre era in fuga.

LA CORSA

Tappa difficile questa Urbino - Porto Sant'Elpidio con un continuo su e giù per gli Appennini, ben più dei 4 GPM segnalati, fino a terminare sul mare. Dopo 25 km partono in 11, Cesare Benedetti (NetApp), Adriano Malori (Lampre), Miguel Rubiano (Androni), Aleksandr Dyachenko (Astana), Dominique Rollin (FDJ), Pablo Lastras (Movistar), Michal Golas (Omega Pharma QuickStep), Luke Roberts (Saxo Bank), Jack Bauer (Garmin), Aleksandr Kuschynski e Gatis Smukulis (Katusha). La fuga nella prima parte di gara viene tenuta sotto tiro dal gruppo e sul Passo della Cappella il vantaggio non andava oltre i 4 minuti e mezzo sul gruppo tirato dalla Liquigas. La maglia rosa Navardauskas ha subito patito le salite, continuando a staccarsi e a rientrare e finendo per mollare sulla salita di Montelupone. Il gruppo di testa ha iniziato ad assottigliarsi sui muri successivi finché Rubiano ha rotto gli indugi andandosene sul muro di Montegranaro, staccando definitavamente gli altri compagni di fuga rimasti ancora davanti, Malori, Golas, Dyachenko e Benedetti. Dietro ai fuggitivi, gruppo fin troppo tranquillo con gli uomini Farnese e BMC davanti a tirare soltanto negli ultimi 40 km, troppo pochi per pensare di ricucire lo strappo. Dopo la salita di Montegranaro ha provato un velleitario attacco Pozzato mentre sulla salita di Santa Lucia ci hanno provato prima Gianluca Brambilla (Colnago) e poi Giovanni Visconti (Movistar) ma senza grandi speranze di riacciufare i fuggitivi, distanti ancora 4 minuti a 20 chilometri dall'arrivo. Rubiano ha proseguito la propria cavalcata trionfale durata circa 35 chilometri giungendo per primo sul traguardo mentre Malori regolava Golas, Dyachenko e Benedetti per il secondo posto, con il gruppo dei migliori poco distante a 1 minuto e 51 secondi. La maglia rosa ha tagliato il traguardo dopo 15 minuti e 40 secondi, mentre il gruppetto dei velocisti ha evitato il fuori tempo massimo arrivando dopo 33 minuti e 12 secondi.

IL COMMENTO

Davanti all'impresa di Rubiano Chavez bisogna solo togliersi il cappello. Grandissima gara del colombiano, primo su tutti i GPM di giornata e capace di staccare i compagni di fuga senza troppe difficoltà e di resistere nel tratto finale in pianura.
Secondo posto magico per Adriano Malori che gli vale la maglia rosa, un sogno per qualsiasi italiano. Il corridore della Lampre ha tenuto duro in una tappa che per lui poteva considerarsi impegnativa dimostrando buona resistenza anche in salita e venendo premiato con l'effige del primato.
Delusione piena per tutti gli uomini favoriti di giornata, Pozzato, Ballan, Visconti, etc. La tappa sembrava una grande classica e così era da interpretare. La tattica giusta era attaccare e mettere la squadra alla frusta per sfiancare gli avversari e i fuggitivi ma tutti sono rimasti fin troppo coperti arrivando negli ultimi chilometri con molti avversari ancora relativamente freschi e i fuggitivi troppo distanti. Un errore che si ripete per i nostri portacolori che sembrano sempre aspettare qualche attimo di troppo nelle gare che contano di più.
Tutto tranquillo per gli uomini di classifica con l'unica eccezione di Matteo Carrara (Vacansoleil), uomo che poteva puntare a entrare nei 10 e arrivato con 20 minuti di ritardo dopo una caduta.

IL VINCITORE

Miguel Angel Rubiano Chavez, classe '84, colombiano, al primo anno con l'Androni Giocattoli, ha già militato per altre squadre italiane iniziando la propria carriera da professionista nel 2006 con la Ceramica Panaria. Ottimo scalatore e con un pericoloso spunto veloce, ha già collezionato in carriera numerosi piazzamenti in alcune corse di un giorno italiane. Per lui, anche una squalifica per doping nel 2008 di 6 mesi.
La vittoria nella 6° tappa del Giro d'Italia è sicuramente la più prestigiosa della carriera visto che finora le vittorie più preziose erano il Tour de Hokkaido e una tappa del Tour de San Luis, entrambe l'anno scorso. Quest'anno, miglior piazzamento finora il 2° posto al Trofeo Laigueglia.

GLI ITALIANI

Un tifoso non può che essere deluso dei nostri portacolori. A inizio tappa avevano promesso di spaccare il mondo, di essere pronti per una vittoria, invece hanno deciso di rimanere coperti, di non fare tirare le proprie squadre tranne negli ultimi chilometri con la fuga lontana, e non hanno neanche provato attacchi importanti per provare almeno di rientrare sui fuggitivi all'inseguimento di Rubiano.
6 tappe e 6 sconfitte. Alcune previste come quella nel prologo, nella cronosquadre e dietro a un mostro delle volate come Cavendish. Oggi, si poteva fare di più.
Bene la Liquigas e bene la Lampre, davanti a tirare per tenere la corsa tranquilla e i capitani davanti in vista di tappe ben più importanti.
Benissimo Adriano Malori: è mancato nel prologo, si è riscattato oggi raggiungendo un traguardo che per la maggior parte dei corridori professionisti è e sarà inarrivabile, la maglia rosa.

RITORNO IN SELLA PER REBELLIN ALLA MERIDIANA KAMEN

Davide Rebellin, dopo una telenovela lunga tutta la prima parte della stagione, ha finalmente trovato casa per il 2012, andando a correre per le fila della croata Meridiana Kamen. Prima corsa il Giro di Grecia, da mercoledì prossimo.
Sempre per quanto riguarda il ciclomercato, lo svizzero Thomas Frei ha firmato un contratto per la Christina Watches. Per Frei si tratta del ritorno alle competizioni dopo la squalifica di 2 anni per doping.

LE ALTRE CORSE - SFUMA IL SUCCESSO PER BACCAILLE IN CINA, DEGENKOLB 1° AL TOUR DE PICARDIE

Al Tour de Picardie in Francia 1° tappa con arrivo in volata e successo per il tedesco John Degenkolb (Argos Shimano), giunto al 3° successo stagionale. Alle spalle del giovane classe '89 il giapponese Takashi Miyazawa (Saxo Bank) e il francese Sebastien Chavanel (Europcar).
In Francia, sorpresa nella 2° tappa del
Rhone-Alpes Isere Tour. A vincere è il francese Frederic Talpin, classe '81, della VC Caladois, al primo risultato in carriera in una corsa UCI. Con il gruppo compatto Talpin è scattato a 10 chilometri dal traguardo riuscendo a guadagnare una trentina di secondi mantenendone 6 fin sul traguardo, resistendo anche al muro finale che ha spaccato il gruppo. Alle sue spalle gruppetto dei migliori regolato da Sergey Rudaskov (Itera Katusha) e il leader Paul Poux (Saur Sojasun).
In Cina, sfuma per pochissimo il successo di Monia Baccaille nella classifica finale del Tour of Chongming Island. Nell'ultima tappa, dopo gli sprint intermedi con abbuoni, la Baccaille aveva mantenuto il vantaggio invariato sulla principale avversaria, l'australiana Melissa Hoskins, ma nello sprint finale l'atleta della GreenEDGE ha preceduto l'italiana andando a vincere la tappa e conquistando i 4 secondi in più di abbuono per vincere anche la classifica finale. Dispiacere per l'atleta della MCipollini, 2° in classifica generale per solo 1 secondo e 2° di tappa. Al 3° posto si è piazzata la belga Liesbet De Vocht, staccata di 26 secondi.
In Polonia, 2° tappa del Tour of Malopolska e vittoria per Pawel Cieslik (BGZ Bank), diventato anche il nuovo leader della corsa. Frazione molto dura con 5 GPM nel finale e corridori arrivati molto spezzettati al traguardo. Cieslik ha preceduto allo sprint Marek Rutkiewicz (CCC Polsat) mentre staccato di ben 2 minuti e 23 secondi è arrivato il 3° classificato, Mariusz Witecki, compagno di squadra di Cieslik.
In Malesia, vittoria in volata per Hariff Salleh nella 4°tappa della Jelajah Malaysia. L'atleta della Terengganu CT ha preceduto il giapponese Shinpei Fukuda (Aisan) e l'australiano Joel Pearson (Genesys Wealth Advisers). In classifica generale resta saldamente primo l'uzbeko Yusup Abrekov (Suren)
In Azerbaijan, successo nella 3° tappa dell'Heydar Aliyev Anniversary Tour per il russo Dmitry Vernidub (Samara) allo sprint sul leader della classifica generale, l'algerino Youcef Reguigui (Centre Mondiale du Cyclisme), e l'ucraino Maksym Vasilyev (ISD Donetsk). Classifica generale praticamente invariata.
In Iran, successo per lo spagnolo Javier Ramirez (Andalucia) nella 1° tappa dell'Azerbaijan Tour.

venerdì 11 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Mark Cavendish vince anche a Fano, 3° Bennati

GIRO D'ITALIA 2012 - 5° TAPPA

Modena - Fano, 209 km

Mark Cavendish ha vinto allo sprint la 5° tappa del Giro d'Italia 2012. Il corridore del Team Sky ha preceduto l'australiano Matthew Goss (Orica GreenEDGE) e Daniele Bennati (RadioShack), primo italiano a salire sul podio di una tappa del Giro di quest'anno.
Nessun cambiamento in classifica generale con il lituano Ramunas Navardauskas (Garmin Barracuda) saldamente al 1° posto. Escono di classifica Tyler Farrar e soprattutto Taylor Phinney, che a causa dell'ennesima caduta è arrivato al traguardo con 12 minuti di ritardo.

LA CORSA

Tappa per velocisti questa Modena - Fano anche se, dopo 160 chilometri di pianura, il tratto di costa tra Misano Adriatico e Pesaro era tutt'altro che piatto e banale.
Dopo pochi chilometri parte la fuga di giornata composta da Brian Bulgac e Olivier Kaisen (Lotto), Pierpaolo De Negri (Farnese Vini) e Alessandro De Marchi (Androni Giocattoli). Per i quattro massimo vantaggio intorno ai 6 minuti. Il gruppo nel finale, tirato dagli uomini della maglia rosa, riduce il distacco ma l'aumento della velocità provoca anche qualche caduta e a farne le spese è ancora Taylor Phinney. Sul tratto di strada panoramica, davanti se ne va De Marchi mentre dietro si mette in testa la Liquigas, facendo perdere le ruote del gruppo a velocisti come Bos, Guardini, Hushovd, Farrar e Ferrari.
Nel tratto in discesa verso Pesaro è l'Astana a mettersi a tirare per tenere davanti il capitano Kreuziger finché, tornati in pianura, sono le squadre dei velocisti a rimettersi in testa. Su tutte è la Sky la squadra più convincente e il treno per Cavendish funziona ancora perfettamente con Thomas che lancia il campione del mondo con il traguardo in vista. Per Cavendish lavoro semplice (o almeno per lui è così) e per Goss e Bennati c'è solo la possibilità di piazzarsi sul podio di giornata. Da segnalare gli squilli di Sacha Modolo (Colnago), 5°, Elia Favilli (Farnese Vini), 7°, e Manuel Belletti (AG2R), 8°.

IL COMMENTO

Impedirgli di fare la volata sembra davvero l'unico modo per fermare la striscia vincente di Mark Cavendish. Il campione del mondo sembra incontenibile, ancor più se la sua squadra riesce a farlo partire anche in testa. Goss ci ha provato a uscire ma è stato subito ricacciato indietro mentre Bennati, 3°, non si è neanche alzato sui pedali puntando direttamente a un piazzamento. Una facilità di vincere che ricorda molto quella di Mario Cipollini ai tempi d'oro, seppur con grandissime differenze di stili. A parte Goss, sembrano solo le cadute l'unica arma per contrastare questo Cavendish.

GLI ITALIANI

Italia protagonista nella 5° tappa del Giro d'Italia. Dopo la fuga di De Negri e De Marchi, gli azzurri riescono a piazzarsi bene in volata nonostante l'assenza di Ferrari e Guardini. Ottimo piazzamento per Daniele Bennati (RadioShack), sicuramente non brillantissimo ma corridore solido. Incoraggianti il 5° posto di Modolo e l'8° di Belletti mentre il processo di crescita di Elia Favilli sembra continuare nel migliore dei modi con il 7° posto del giovane atleta della Farnese Vini, reduce da una campagna del Nord eccezionale e dal "salto" sopra Cavendish nella 3° tappa.
Nelle classifiche generali, Alfredo Balloni mantiene per un altro giorno la maglia azzurra del leader dei GPM.

LE ALTRE CORSE - MONIA BACCAILLE VINCE IN CINA

Importante successo per Monia Baccaille nella 2° tappa del Tour of Chongming Island in Cina. L'atleta della MCipollini Giambenini ha preceduto allo sprint l'australiana Chloe Hosking (Specialized) e l'americana Shelley Olds (AA Drink). Per la Baccaille, grazie agli abbuoni, primo posto anche in classifica generale a una sola tappa dal termine della corsa.
In Francia, successo per Paul Poux nella 1° tappa del Rhone-Alpes Isere Tour. Il corridore della Saur Sojasun ha sfruttato il percorso vallonato per attaccare i compagni di fuga e andare a vincere con 28 secondi sul primo gruppetto inseguitore, regolato da Romain Hardy (Bretagne Schuller) e Kevin Reza (Europcar).
In Polonia, arrivo in volata nella 1° tappa del Tour of Malopolska. Al primo posto si è piazzato Mariusz Wiesiak (Nazionale Polacca), 2° Tomasz Smolen (Bank BGZ) e 3° Bartlomiej Matysiak (CCC Polsat). Wiesiak è diventato anche il primo leader della corsa.
In Malesia, 3° tappa della Jelajah Malaysia contraddistinta da una fuga con il corridore di casa Mohd Shahrul Mat Amin (Terengganu) che si è imposto in volata sull'indonesiano Dani Lesmana (Polygon Sweet Nice) mentre l'altro malese Muhamad Othman (Nazionale Malesia) è arrivato 3° a 21 secondi. Il gruppo, disinteressato a riprendere la fuga, è arrivato 1 minuto e 58 secondi dal vincitore. Rimane leader della corsa l'uzbeko Yusup Abrekov (Suren).
In Azerbaijan, lo spagnolo
Diego Rubio ha vinto la 2° tappa del Heydar Aliyev Anniversary Tour. Il corridore della Diputacion de Avila, sfruttando un tracciato molto duro e con 3 GPM, ha preceduto di 12 secondi il giovane algerino Youcef Reguigui (Centre Mondiale), già vincitore di una tappa al Terre di Toscana, e di 13 secondi il lituano Zydrunas Savickas (Gediminas Gruodis), mentre il quarto classificato è giunto a più di 1 minuto di ritardo. Grazie alla buona prova nella cronosquadre, Reguigui è diventato il nuovo leader della corsa. Alle sue spalle il russo Kirill Yatsevich (Itera Katusha), staccato di 43 secondi, e il kazako Baktiyar Kozhatayev, in ritardo di 48 secondi, mentre lo spagnolo Rubio si è portato a 52 secondi di ritardo conquistando il 4° posto in graduatoria.