Alexandre Vinokourov mette subito in chiaro le cose nella prima tappa a cronometro del Giro del Trentino, vincendo alla grande con 16 secondi di vantaggio su Stefano Garzelli e 18 secondi su Matteo Montaguti. Ma il kazako dell'Astana ha ammesso che il suo obiettivo primario è la Liegi-Bastogne-Liegi di domenica, anche se cercherà di tenere la maglia fino alla fine sul percorso durissimo del Trentino. E dopo questa vittoria, anche se il sospetto c'era già, Vinokourov si candida prepotentemente per l'imminente Giro d'Italia, dove cercherà di portare alta la bandiera dell'Astana.
Tra gli altri candidati alla vittoria finale di questo Giro del Trentino e, ovviamente, del Giro d'Italia, da segnalare il quarto posto di Michele Scarponi a 25 secondi, l'ottavo di Riccardo Riccò (che non sarà al Giro) a 30 secondi e il 13° di Ivan Basso a 35 secondi, mentre Gilberto Simoni, alla prima con la maglia della Lampre dopo un lungo periodo di inattività, è 46° a 1 minuto e 7 secondi.
ORDINE D'ARRIVO
1° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana
2° Stefano Garzelli (Ita) Acqua & Sapone a 16''
3° Matteo Montaguti (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 18''
4° Michele Scarponi (Ita) Androni Giocattoli a 23''
5° Piet Rooijakkers (Ned) Skil - Shimano a 25''
6° Timon Seubert (Ger) Team NetApp a 27''
7° Evgeni Petrov (Rus) Team Katusha a 28''
8° Riccardo Riccò (Ita) Ceramica Flaminia a 30''
9° Alessandro Bertolini (Ita) Androni Giocattoli a 32''
10° José Serpa Perez (Col) Androni Giocattoli s.t.
fonte: cyclingnews.com
martedì 20 aprile 2010
Vuelta Mexico Telmex, 2°tappa a Francois Parisien, il leader diventa Mancebo
Il canadese Francois Parisien ha vinto la seconda tappa della Vuelta Mexico Telmex regolando in volata i tre componenti di una fuga partita a 50 chilometri dall'arrivo e risultata decisiva per la vittoria di tappa. Il percorso duro e il clima caldo ha favorito l'attacco di quattro uomini, Parisien, Francisco Mancebo della Rock Racing, Edwin Parra Bustamante della Boyaca Orgullo de America e Valery Kobzarenko del Team Type 1. Grazie anche al supporto delle relative squadre, i fuggitivi sono riusciti ad arrivare al traguardo con un discreto vantaggio sugli inseguitori, regolati da Oscar Sevilla a 32 secondi di ritardo. Allo sprint, Parisien si è dimostrato il più veloce superando Mancebo e Parra, mentre Kobzarenko si è leggermente staccato ed è arrivato con 4 secondi di ritardo. A seguito di questa fuga, Mancebo ha preso la maglia di leader con lo stesso tempo di Parisien e Parra. Per il corridore canadese si tratta della prima vittoria stagionale, mentre per la sua squadra, la Spidertech, è l'undicesima e sicuramente la più prestigiosa.
ORDINE D'ARRIVO
1° Francois Parisien (Can) Spidertech
2° Francisco Mancebo (Esp) Rock Racing s.t.
3° Edwin Parra Bustamante (Col) Boyaca Orgullo de America s.t.
4° Valery Kobzarenko (Ukr) Team Type 1 a 4''
5° Oscar Sevilla (Esp) Rock Racing a 32''
CLASSIFICA GENERALE
1° Francisco Mancebo (Esp) Rock Racing
2° Edwin Parra Bustamante (Col) Boyaca Orgullo de America s.t.
3° Francois Parisien (Can) Spidertech s.t.
4° Valery Kobzarenko (Ukr) Team Type 1 a 4''
5° Oscar Sevilla (Esp) Rock Racing a 32''
ORDINE D'ARRIVO
1° Francois Parisien (Can) Spidertech
2° Francisco Mancebo (Esp) Rock Racing s.t.
3° Edwin Parra Bustamante (Col) Boyaca Orgullo de America s.t.
4° Valery Kobzarenko (Ukr) Team Type 1 a 4''
5° Oscar Sevilla (Esp) Rock Racing a 32''
CLASSIFICA GENERALE
1° Francisco Mancebo (Esp) Rock Racing
2° Edwin Parra Bustamante (Col) Boyaca Orgullo de America s.t.
3° Francois Parisien (Can) Spidertech s.t.
4° Valery Kobzarenko (Ukr) Team Type 1 a 4''
5° Oscar Sevilla (Esp) Rock Racing a 32''
Tour of the Philippines dominato da David McCann che vince anche l'ultima tappa, la 3° a Jamie Ball
L'irlandese David McCann ha dimostrato di essere nettamente il corridore più forte di questa edizione del Tour of the Philippines. Il corridore della Giant Asia, dopo aver vinto la prima tappa in solitario, ha gestito nella seconda e terza tappa e ha vinto ancora nella quarta, superando allo sprint il compagno di fuga Sascha Damrow e mettendo ancora più minuti tra sé e i suoi diretti avversari. McCann ha così vinto la corsa con 6 minuti e 45 secondi su Lloyd Lucien Reynante della 7 - Eleven e con 6 minuti e 47 secondi su Baler Ravina della Batang Tagaytay, portando a sei le sue vittorie stagionali, tutte ottenute in Asia.
Nella terza tappa la vittoria è andata al sudafricano Jamie Ball della DCM che ha battuto il corridore locale Tots Oledan della American Vinyl LPGMA e il giapponese Shinri Suzuki della Shimano Racing.
3°TAPPA
1° Jamie Ball (Rsa) DCM Team
2° Tots Oledan (Phi) American Vinyl LPGMA s.t.
3° Shinri Suzuki (Jpn) Shimano Racing s.t.
4° Vincent Ang (Sin) CCN Sportswear-Colossi s.t.
5° David McCann (Irl) Giant Asia s.t.
4°TAPPA
1° David McCann (Irl) Giant Asia
2° Sascha Damrow (Ger) CCN Sportswear-Colossi s.t.
3° Yuzuru Suzuki (Jpn) Shimano Racing a 1'50''
4° Travis Allen (Rsa) DCM Team s.t.
5° Jacques Janse Van Rensburg (RSA) DCM Team a 1'53''
CLASSIFICA FINALE
1° David McCann (Irl) Giant Asia
2° Lloyd Lucien Reynante (Phi) 7-Eleven Racing Team a 6'45''
3° Baler Ravina (Phi) Batang Tagaytay a 6'47''
4° Sascha Damrow (Ger) CCN Sportswear-Colossi a 7'09''
5° Irish Valenzuela (Phi) American Vinyl LPGMA a 8'33''
6° Jacques Janse Van Rensburg (Rsa) DCM Team a 8'42''
7° Joel Calderon (Phi) Smart a 9'36''
8° Oscar Rendole (Phi) Smart a 9'53''
9° Arnel Quirimit (Phi) Air21 Team a 11'13''
10° Ronnel Hualda (Phi) American Vinyl LPGMA a 11'45''
Nella terza tappa la vittoria è andata al sudafricano Jamie Ball della DCM che ha battuto il corridore locale Tots Oledan della American Vinyl LPGMA e il giapponese Shinri Suzuki della Shimano Racing.
3°TAPPA
1° Jamie Ball (Rsa) DCM Team
2° Tots Oledan (Phi) American Vinyl LPGMA s.t.
3° Shinri Suzuki (Jpn) Shimano Racing s.t.
4° Vincent Ang (Sin) CCN Sportswear-Colossi s.t.
5° David McCann (Irl) Giant Asia s.t.
4°TAPPA
1° David McCann (Irl) Giant Asia
2° Sascha Damrow (Ger) CCN Sportswear-Colossi s.t.
3° Yuzuru Suzuki (Jpn) Shimano Racing a 1'50''
4° Travis Allen (Rsa) DCM Team s.t.
5° Jacques Janse Van Rensburg (RSA) DCM Team a 1'53''
CLASSIFICA FINALE
1° David McCann (Irl) Giant Asia
2° Lloyd Lucien Reynante (Phi) 7-Eleven Racing Team a 6'45''
3° Baler Ravina (Phi) Batang Tagaytay a 6'47''
4° Sascha Damrow (Ger) CCN Sportswear-Colossi a 7'09''
5° Irish Valenzuela (Phi) American Vinyl LPGMA a 8'33''
6° Jacques Janse Van Rensburg (Rsa) DCM Team a 8'42''
7° Joel Calderon (Phi) Smart a 9'36''
8° Oscar Rendole (Phi) Smart a 9'53''
9° Arnel Quirimit (Phi) Air21 Team a 11'13''
10° Ronnel Hualda (Phi) American Vinyl LPGMA a 11'45''
Amstel Gold Race, le pagelle di Parliamo di Ciclismo
Puntuali come sempre arrivano le pagelle di Parliamo di Ciclismo, scritte a freddo e dopo aver sentito anche i commenti dei corridori, per avere una visione più globale della corsa. Via con i voti!
Philippe Gilbert (Omega Pharma Lotto): 9
Gara esemplare del belga, sia tatticamente che come gestione delle energie. Risponde a tutti gli attacchi su qualsiasi salita, ci prova a 10 chilometri dall'arrivo ma capisce che è troppo presto e preferisce rimanere in gruppo. Sull'ultima salita è semplicemente il più forte, facendo sembrare normale uno scatto del genere sul Cauberg. Complimenti anche alla squadra che l'ha supportato al meglio, soprattutto Van den Broeck nel finale.
Ryder Hesjedal (Garmin Transitions) 7.5
Alzi la mano chi aveva pensato a un podio del corridore canadese. Davanti alla tv tutti abbiamo avuto la stessa reazione: chi è questo uomo della Garmin, da dove salta fuori??? Bravo a recuperare le energie e a far tirare gli altri nel finale, dimostra doti che potranno tornargli ultimi in futuro, sicuramente adesso è da tenere d'occhio.
Enrico Gasparotto (Astana) 7
La prima nota lieta dell'Italia è quella che arriva da Enrico. Prima ci prova, ma senza troppa convinzione, da lontano, poi saggiamente aspetta il finale per provare a vincere. Sembra averne per arrivare secondo, ma Hesjedal si è dimostrato più fresco. E' una corsa adatta a lui, potrà migliorarsi ancora.
Bert De Waele (Landbouwkrediet) 7.5
All'improvviso uno sconosciuto, come direbbe la Gialappa's. La corsa non è stata molto dura e ciò ha permesso a molti corridori di essere davanti alla fine, ma lui ha anche la forza di anticipare lo scatto dei migliori e di provarci seriamente. Un quarto posto davanti a gente come Cunego, Frank Schleck ed Evans non è da tutti i giorni.
Roman Kreuziger (Liquigas) 6.5
Non si scopre più di tanto durante la corsa eppure sul Cauberg sembra non averne. Un quinto posto è sicuramente un risultato onorevole ma per un talento come lui il podio è accessibile. Da rivedere alla Freccia e alla Liegi.
Damiano Cunego (Lampre) 7
Il podio non arriva per Damiano ma la sua gara mi è piaciuta molto. Fa sempre parte del gruppo di testa ed entra nella fuga buona, sul Cauberg è lì davanti ma lo scatto di Gilbert gli taglia le gambe, si vede che non è ancora al 100%, speriamo che lo sia nelle prossime corse.
Frank & Andy Schleck (Saxo Bank) 6
Un sei per l'impegno. Dai due fratelli lussemburghesi ci si aspetta come minimo il podio, invece Andy lavora per il fratello e poi scompare, mentre Frank sembra pagare lo sforzo negli ultimi chilometri, scomparendo in mezzo al gruppo sul Cauberg. Hanno ancora due possibilità, stiamo a vedere.
Marco Marcato (Vacansoleil) 7.5
Ci lamentiamo sempre che non ci sono nuovi talenti italiani, ed eccone qua uno già bello che pronto. Ci prova in salita, resiste all'attacco di Andy Schleck, rimane nel gruppo dei migliori e ha ancora la forza per arrivare ottavo. La Vacansoleil punta su di lui e fa bene, è un corridore adatto alle classiche del Nord e si potrà togliere tante soddisfazioni in futuro.
Chris Horner (RadioShack) 6
Un sei di stima per essersi presentato alla partenza dopo aver fatto 1800 chilometri in macchina. Protagonista contro Valverde al Giro dei Paesi Baschi, ha dichiarato che la Liegi è più adatta a lui. Se dovesse ripetere la prestazione dell'Amstel, sarebbe un mezzo fallimento.
Team Katusha 7.5
Si gioca le carte che ha a disposizione, non avendo l'uomo per fare la differenza sul Cauberg (Joaquim Rodriguez lo giudichiamo dopo). Ottimo il gioco di squadra tra Ivanov e Kolobnev, portano anche Vorganov tra i migliori. Secondo me Kolobnev, in condizioni "normali", avrebbe vinto, ma purtroppo per lui il gruppo dietro era troppo numeroso.
Cadel Evans (BMC) 6.5
La solita gara generosa per il campione del mondo, questa volta in appoggio di Karsten Kroon (5.5) che non ripaga il suo ottimo lavoro. La mia speranza è che nelle prossime due gare lavori per se stesso e non per i compagni, perché la forma sembra esserci.
Rabobank 4
Fallisce miseramente l'appuntamento con la corsa di casa. Il primo arrivato è Martens undicesimo, poi Freire quattordicesimo. Gesink deludente, negli ultimi chilometri tirano a tutta per riprendere il fuggitivo. Ma per chi? Forse per dovere di ospitalità. O forse speravano veramente che Freire sul Cauberg resistesse agli attacchi.
Vincenzo Nibali (Liquigas) 6
Quando l'ho visto scattare appena ripreso il gruppetto Cunego mi sono messo le mani tra i capelli. Poi, ascoltando le sue dichiarazioni, ha fatto un grande gesto per il compagno Kreuziger, dando tutto prima della salita finale. La cosa che mi lascia un po' perplesso è proprio il fatto che è arrivato scarico. Non è stato l'unico, anzi, ma sembra che gli manchi qualcosa nelle corse più importanti.
Francesco Gavazzi (Lampre) 5.5
Mi aspettavo di più da lui, la gara è l'ideale per le sue caratteristiche ma si perde nel momento decisivo e non riesce più a rientrare. Un vero peccato, la stoffa del campione c'è, ci riproverà nelle prossime gare.
Simon Gerrans (Sky) 5
Non stava bene, così ha dichiarato, ma perde la prima occasione da capitano in una gara adatta alle sue caratteristiche. Dall'anno prossimo si ritroverà un Boasson Hagen sicuramente più maturo e in forma e potrebbe tornare a fare il gregario, deve sfruttare le occasioni che gli rimangono.
Joaquim Rodriguez (Katusha) 4
Era in gara? Dov'è finito lo Joaquim Rodriguez delle ultime settimane? Si stacca miseramente da trenta corridori e finisce per ritirarsi. Se stava bene, la sua prestazione è assolutamente inconcepibile. Probabilmente era l'unico che poteva rivaleggiare con Gilbert, se recupererà la condizione la Freccia Vallone è la sua corsa.
Parliamo di Ciclismo 6.5
Indovinare Gilbert sul podio non era difficile, mentre azzeccare Hesjedal e Gasparotto era altamente improbabile. Si sentiva che la gara era un terno al lotto e così è stato. Sorprese positive Cunego e Marcato, conferme Ivanov e Kolobnev, mezza delusione i fratelli Schleck, desaparecido Joaquim Rodriguez.
Ora sotto con la Freccia Vallone.
Philippe Gilbert (Omega Pharma Lotto): 9
Gara esemplare del belga, sia tatticamente che come gestione delle energie. Risponde a tutti gli attacchi su qualsiasi salita, ci prova a 10 chilometri dall'arrivo ma capisce che è troppo presto e preferisce rimanere in gruppo. Sull'ultima salita è semplicemente il più forte, facendo sembrare normale uno scatto del genere sul Cauberg. Complimenti anche alla squadra che l'ha supportato al meglio, soprattutto Van den Broeck nel finale.
Ryder Hesjedal (Garmin Transitions) 7.5
Alzi la mano chi aveva pensato a un podio del corridore canadese. Davanti alla tv tutti abbiamo avuto la stessa reazione: chi è questo uomo della Garmin, da dove salta fuori??? Bravo a recuperare le energie e a far tirare gli altri nel finale, dimostra doti che potranno tornargli ultimi in futuro, sicuramente adesso è da tenere d'occhio.
Enrico Gasparotto (Astana) 7
La prima nota lieta dell'Italia è quella che arriva da Enrico. Prima ci prova, ma senza troppa convinzione, da lontano, poi saggiamente aspetta il finale per provare a vincere. Sembra averne per arrivare secondo, ma Hesjedal si è dimostrato più fresco. E' una corsa adatta a lui, potrà migliorarsi ancora.
Bert De Waele (Landbouwkrediet) 7.5
All'improvviso uno sconosciuto, come direbbe la Gialappa's. La corsa non è stata molto dura e ciò ha permesso a molti corridori di essere davanti alla fine, ma lui ha anche la forza di anticipare lo scatto dei migliori e di provarci seriamente. Un quarto posto davanti a gente come Cunego, Frank Schleck ed Evans non è da tutti i giorni.
Roman Kreuziger (Liquigas) 6.5
Non si scopre più di tanto durante la corsa eppure sul Cauberg sembra non averne. Un quinto posto è sicuramente un risultato onorevole ma per un talento come lui il podio è accessibile. Da rivedere alla Freccia e alla Liegi.
Damiano Cunego (Lampre) 7
Il podio non arriva per Damiano ma la sua gara mi è piaciuta molto. Fa sempre parte del gruppo di testa ed entra nella fuga buona, sul Cauberg è lì davanti ma lo scatto di Gilbert gli taglia le gambe, si vede che non è ancora al 100%, speriamo che lo sia nelle prossime corse.
Frank & Andy Schleck (Saxo Bank) 6
Un sei per l'impegno. Dai due fratelli lussemburghesi ci si aspetta come minimo il podio, invece Andy lavora per il fratello e poi scompare, mentre Frank sembra pagare lo sforzo negli ultimi chilometri, scomparendo in mezzo al gruppo sul Cauberg. Hanno ancora due possibilità, stiamo a vedere.
Marco Marcato (Vacansoleil) 7.5
Ci lamentiamo sempre che non ci sono nuovi talenti italiani, ed eccone qua uno già bello che pronto. Ci prova in salita, resiste all'attacco di Andy Schleck, rimane nel gruppo dei migliori e ha ancora la forza per arrivare ottavo. La Vacansoleil punta su di lui e fa bene, è un corridore adatto alle classiche del Nord e si potrà togliere tante soddisfazioni in futuro.
Chris Horner (RadioShack) 6
Un sei di stima per essersi presentato alla partenza dopo aver fatto 1800 chilometri in macchina. Protagonista contro Valverde al Giro dei Paesi Baschi, ha dichiarato che la Liegi è più adatta a lui. Se dovesse ripetere la prestazione dell'Amstel, sarebbe un mezzo fallimento.
Team Katusha 7.5
Si gioca le carte che ha a disposizione, non avendo l'uomo per fare la differenza sul Cauberg (Joaquim Rodriguez lo giudichiamo dopo). Ottimo il gioco di squadra tra Ivanov e Kolobnev, portano anche Vorganov tra i migliori. Secondo me Kolobnev, in condizioni "normali", avrebbe vinto, ma purtroppo per lui il gruppo dietro era troppo numeroso.
Cadel Evans (BMC) 6.5
La solita gara generosa per il campione del mondo, questa volta in appoggio di Karsten Kroon (5.5) che non ripaga il suo ottimo lavoro. La mia speranza è che nelle prossime due gare lavori per se stesso e non per i compagni, perché la forma sembra esserci.
Rabobank 4
Fallisce miseramente l'appuntamento con la corsa di casa. Il primo arrivato è Martens undicesimo, poi Freire quattordicesimo. Gesink deludente, negli ultimi chilometri tirano a tutta per riprendere il fuggitivo. Ma per chi? Forse per dovere di ospitalità. O forse speravano veramente che Freire sul Cauberg resistesse agli attacchi.
Vincenzo Nibali (Liquigas) 6
Quando l'ho visto scattare appena ripreso il gruppetto Cunego mi sono messo le mani tra i capelli. Poi, ascoltando le sue dichiarazioni, ha fatto un grande gesto per il compagno Kreuziger, dando tutto prima della salita finale. La cosa che mi lascia un po' perplesso è proprio il fatto che è arrivato scarico. Non è stato l'unico, anzi, ma sembra che gli manchi qualcosa nelle corse più importanti.
Francesco Gavazzi (Lampre) 5.5
Mi aspettavo di più da lui, la gara è l'ideale per le sue caratteristiche ma si perde nel momento decisivo e non riesce più a rientrare. Un vero peccato, la stoffa del campione c'è, ci riproverà nelle prossime gare.
Simon Gerrans (Sky) 5
Non stava bene, così ha dichiarato, ma perde la prima occasione da capitano in una gara adatta alle sue caratteristiche. Dall'anno prossimo si ritroverà un Boasson Hagen sicuramente più maturo e in forma e potrebbe tornare a fare il gregario, deve sfruttare le occasioni che gli rimangono.
Joaquim Rodriguez (Katusha) 4
Era in gara? Dov'è finito lo Joaquim Rodriguez delle ultime settimane? Si stacca miseramente da trenta corridori e finisce per ritirarsi. Se stava bene, la sua prestazione è assolutamente inconcepibile. Probabilmente era l'unico che poteva rivaleggiare con Gilbert, se recupererà la condizione la Freccia Vallone è la sua corsa.
Parliamo di Ciclismo 6.5
Indovinare Gilbert sul podio non era difficile, mentre azzeccare Hesjedal e Gasparotto era altamente improbabile. Si sentiva che la gara era un terno al lotto e così è stato. Sorprese positive Cunego e Marcato, conferme Ivanov e Kolobnev, mezza delusione i fratelli Schleck, desaparecido Joaquim Rodriguez.
Ora sotto con la Freccia Vallone.
Amstel Gold Race, i commenti dei protagonisti
Philippe Gilbert (Bel) Omega - Pharma Lotto, 1° Classificato
"Sono partito come favorito ed è stato bellissimo essere capace di vincere e realizzare le aspettative. Ho aspettato a sprintare fino ai 350 metri. Poi sono scattato come l'anno scorso nello sprint per il quarto posto. Negli ultimi 50 metri ho avuto il tempo per gustarmi la vittoria, quelli sono stati i secondi più belli della mia carriera".
"Stavo bene sin dalla partenza. Ho ricevuto molto aiuto dalla mia squadra, correndo sempre tra i primi trenta-quaranta corridori. Avevamo anche molti corridori nel finale come Daniel Moreno e Jurgen Van Den Broeck, questo è stato di grande aiuto".
Gilbert ha parlato anche della decisione di farsi riprendere durante l'attacco a 10 chilometri dall'arrivo. "Il senso della corsa andava sempre più verso destra, mettendomi sempre di più controvento e stava diventando dura. Marc Sergeant mi ha detto di aspettare ancora un po' dalla radio. E' stata una scelta vitale per aiutarmi a vincere, altrimenti mi avrebbero ripreso molto dopo e non avrei potuto recuperare le energie per lo sprint".
Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions, 2° Classificato
"Non potrei essere più felice. E' incredibile. Questo piazzamento per me significa molto. Ho iniziato a pensarmi come corridore per queste corse qualche anno fa e non avevo niente se non rispetto per esse".
Parlando degli attacchi nel momento caldo della corsa, ha detto: "Qualcuno ha attaccato e io ho provato a rientrare quando la velocità sulle salite è aumentata. Poi abbiamo affrontato il Keutenberg ed ero in mezzo al gruppo. Chris Horner e Cadel Evans hanno provato un'azione e io sono andato con loro. Ero sicuro che saremmo riusciti a rientrare. Quando sapevo che stava per iniziare il Cauberg ho provato semplicemente a recuperare le energie".
Enrico Gasparotto (Ita) Astana, 3° Classificato
"Ero pronto per lo sprint ma Gilbert è stato il più forte e non c'era niente che potessi fare quando ha accelerato. Kreuziger mi ha un po' chiuso contro le barriere nello sprint ma Gilbert è Gilbert ed era imbattibile nel finale. Magari potevo arrivare secondo invece che terzo ma non potevo vincere. Ho sempre detto che questa corsa è fatta per me e adesso mi preparerò ancora meglio per il futuro e spero di essere ancora più forte l'anno prossimo".
Gasparotto è stato uno di quei corridori a dover fare più di 1000 chilometri in auto per arrivare in Olanda: "Non stavo molto bene per il lungo viaggio, così la squadra mi ha detto di stare a ruota. L'ho fatto e ha funzionato perché c'è stato un ricongiungimento finale prima del Cauberg".
Bert De Waele (Bel) Landbouwkrediet, 4° Classificato
"Per la nostra squadra è stata una grande giornata. Solo io e Scheirlinckx potevamo risparmiarci per il finale. Gli altri sapevano che dovevano fare qualcosa per farci pubblicità, come ha fatto Delfosse andando in fuga".
A chi gli ha chiesto se avesse avuto una giornata super ha risposto: "Se riesci a correre a fianco di questi grandi corridori certamente hai avuto una super giornata, specialmente per un corridore del mio livello".
Parlando della corsa, De Waele ha detto: "In discesa, dopo il Keutenberg, ho avuti i crampi perché stavano andando veramente forte per andare a prendere i fuggitivi. Pensavo che mi sarei staccato ai piedi del Cauberg", invece ha avuto le forze per attaccare "Ho visto che avevo del margine. Ho pensato: perché non provarci. Se volevano vincere avrebbero dovuto passarmi. L'unica cosa che potevo fare era provarci. Penso che sia stato un bel tentativo, anticipare i grandi nomi, provare un attacco a sorpresa a 350-400 metri dall'arrivo... ma quando ho visto che Gilbert era proprio dietro alla mia ruota e mi ha superato, ho capito che il miglior corridore avrebbe vinto la corsa. Mi sono guardato dietro ed ero sorpreso di avere ancora del vantaggio. Peccato che altri due corridori mi abbiano superato altrimenti potevo finire sul podio".
Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team
"E' stata dura. E'stata la mia migliore Amstel ma non è ancora abbastanza. Stavo bene negli ultimi 10 chilometri quando ho avuto i crampi. Da allora ho fatto la mia corsa cercando di aiutare Karsten che stava meglio. Non avevo fatto molte delle salite di oggi ma se fossi riuscito a gestire meglio la mia posizione in gara negli ultimi chilometri delle salite il mio risultato poteva essere migliore. Ma questa è una buona lezione imparata per la prossima volta e la mia corsa mi rende ottimista sul resto della settimana".
Alexandr Kolobnev (Rus) Team Katusha
"Sapevamo che Gilbert sarebbe stato il più forte sul Cauberg e quindi dovevamo fare qualcosa prima dello sprint. Ivanov ci ha provato prima di me e siccome eravamo entrambi nella fuga era giusto che ci provassi anche io. Penso di aver attaccato al momento giusto ma non avevo molte informazioni sul vantaggio e non sapevo bene che fare. Ho deciso di provarci e ho dato tutto per stare davanti. Ho provato a guardarmi dietro ma c'erano così tante moto che non vedevo i corridori dietro, così ho pensato che avessi qualche chance di vittoria. Ho dato tutto prima del Cauberg ed era difficile tenere duro dopo. Non avevo più energie quando mi hanno preso. E' stato un peccato ma ero felice perché ci avevo provato. So di aver perso più corse di quelle che ho vinto con questi attacchi ma continuerò a provarci".
Andy Schleck (Lux) Saxo Bank
"E' stata una buona corsa ma quando siamo arrivato all'Eyserbosweg sapevamo che dovevamo provare da lontano. Eravamo cinque o sei in cima alla salita ma non ho mai visto un Amstel come questa, probabilmente le condizioni l'hanno resa più facile perché c'erano troppi corridori ancora in gara. Dopo l'Eyserbosweg non è normale. Quando siamo arrivati agli ultimi 10 chilometri avevo un po' di crampi e mi è mancato qualcosa sull'ultima salita. La mia condizione è buona e ora guardo alle prossime due gare".
Sul suo attacco sul Eyserbosweg ha dichiarato: "Era il momento giusto, il punto chiave per attaccare. Le condizioni non erano come gli anni scorsi e in molti sono rientrati. All'inizio c'erano solo Gilbert e Cunego, poi 5 o 6, poi 11 e alla fine eravamo in 30".
Robert Gesink (Ned) Rabobank
"Oggi semplicemente non stavo molto bene. Questa è la verità. Sul Eyserbosweg non potevo stare davanti quando hanno accelerato. E' stato molto triste perché vivo qua vicino. Quasi tutta la corsa è stata facile per me, ma ovviamente le cose sono esplose negli ultimi 50 chilometri e quando è successo, ho sentito subito che non era la mia giornata. Mi spiace per la squadra, questa era la nostra corsa. Non avevamo fatto bene negli ultimi anni ma ci riproverò e riuscirò a vincerla. Penso sia possibile".
Oscar Freire (Esp) Rabobank
Oscarito ha risposto a una domanda sul perché non sia ancora riuscito a vincere questa corsa: "Me lo chiedo anche io. Sono ancora fiducioso ma dovrò essere fortunato. Due o tre volte sono stato nel finale in buona posizione per una vittoria, ma non ho mai avuto le gambe al momento giusto. L'anno della vittoria di Erik Zabel (2000) poteva essere mio. Ma ho sprintato così male che non era possibile".
Chris Horner (Usa) Team RadioShack, 10° Classificato
"Arrivando all'ultima salita tutto quello a cui pensavo era che volevo che fosse finita. E' stata solo dolore e sofferenza. Le mie gambe erano andate quando abbiamo iniziato il Cauberg. Il tempo era troppo bello e tutti a questo livello potevano salire questo tipo di montagne, dovevano essere almeno due volte più lunghe. Quando Gilbert ha accelerato l'ho seguito ma l'hanno fatto tutti, ma quando ha accelerato ancora tutti hanno iniziato a faticare e non c'è stato più niente da fare. La forma c'è, spero che quando faremo la Liegi, dove le salite sono un po' più lunghe, potrò fare meglio".
Erik Dekker (Ned) Rabobank, Team manager
"Il nostro obiettivo era il primo posto. Ora siamo qua a mani vuote e non abbiamo vinto la nostra corsa di casa. Siamo molto dispiaciuti. Avevamo deciso che se Robert Gesink non fosse stato davanti sul Keutenberg, allora avremmo corso per Oscar Freire. E il piano è funzionato bene. E' veramente frustrante quando il piano che hai creato viene eseguito bene e manca solo il risultato finale".
Brent Copeland (Rsa) Lampre, Direttore Sportivo
"L'ottima prestazione di squadra, per meccanismi e per attenzione in corsa, è stata impreziosita da una gara brillante da parte di Cunego. Siamo rimasti coperti per tutta la prima parte di gara poi, quando la Saxo Bank ha smesso di tirare e conseguentemente il vantaggio della fuga nata nei primi chilometri aumentava, abbiamo alternato Spezialetti, Loosli e Righi in testa al gruppo assieme a qualche altra squadra, mentre Bono, Mori e Pietropolli hanno svolto al meglio il compito di copertura per Gavazzi e Cunego. Damiano ha mostrato una pregevole reattività quando si è incendiata la corsa, Francesco ha perso invece l'attimo buono per agganciare il gruppo dei migliori. Nel lungo sprint in salita sul Cauberg, a Cunego sono mancate in parte quelle forze tolte dai giorni scorsi fatti di allenamenti un po' limitati dalla gastroenterite, comunque la bontà della prestazione non è in discussione. L'unico rammarico riguarda l'azione nella quale si è trovato Cunego a 10 km dal traguardo: non ci fossero stati due corridori della stessa squadra, Katusha, che comprensibilmente si alternavano nel provare a scattare, i fuggitivi avrebbero trovato una buona intesa che avrebbe forse permesso loro di giungere sul Cauberg con un vantaggio maggiore".
Simon Gerrans (Aus) Team Sky, Scott Sunderland - Team Manager
"Stavo meglio rispetto alla Freccia del Brabante di mercoledì, ma non ero al massimo negli ultimi 30 chilometri. Mi sono staccato sull'Eyserbosweg ma fino a quel punto non stavo andando così male. Spero di fare meglio durante la settimana".
Il team manager Scott Sunderland ha commentato sempre sullo stato di forma di Gerrans: "La squadra stava lavorando per Simon che stava bene fino a circa 25 chilometri dalla fine, ma quando Andy Schleck ha attaccato semplicemente non ne aveva. Non eravamo al 100% e sicuramente questa è la ragione, cercheremo di capirne la causa".
Bjarne Riis (Den) Saxo Bank, Team Manager
"Gilbert aveva le gambe migliori oggi. Era il più forte e ha meritato di vincere. Ma tutta la squadra sapeva cosa doveva fare e ha provato di tutto. Qualche volta non funziona e questa volta è andata proprio così".
Sulla forma dei fratelli Schleck ha dichiarato: "La cosa buona è che sappiamo che ci sono entrambi e che stanno bene. E' un ottima cosa averli in forma".
fonti: vari siti di news e siti ufficiali delle squadre
"Sono partito come favorito ed è stato bellissimo essere capace di vincere e realizzare le aspettative. Ho aspettato a sprintare fino ai 350 metri. Poi sono scattato come l'anno scorso nello sprint per il quarto posto. Negli ultimi 50 metri ho avuto il tempo per gustarmi la vittoria, quelli sono stati i secondi più belli della mia carriera".
"Stavo bene sin dalla partenza. Ho ricevuto molto aiuto dalla mia squadra, correndo sempre tra i primi trenta-quaranta corridori. Avevamo anche molti corridori nel finale come Daniel Moreno e Jurgen Van Den Broeck, questo è stato di grande aiuto".
Gilbert ha parlato anche della decisione di farsi riprendere durante l'attacco a 10 chilometri dall'arrivo. "Il senso della corsa andava sempre più verso destra, mettendomi sempre di più controvento e stava diventando dura. Marc Sergeant mi ha detto di aspettare ancora un po' dalla radio. E' stata una scelta vitale per aiutarmi a vincere, altrimenti mi avrebbero ripreso molto dopo e non avrei potuto recuperare le energie per lo sprint".
Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions, 2° Classificato
"Non potrei essere più felice. E' incredibile. Questo piazzamento per me significa molto. Ho iniziato a pensarmi come corridore per queste corse qualche anno fa e non avevo niente se non rispetto per esse".
Parlando degli attacchi nel momento caldo della corsa, ha detto: "Qualcuno ha attaccato e io ho provato a rientrare quando la velocità sulle salite è aumentata. Poi abbiamo affrontato il Keutenberg ed ero in mezzo al gruppo. Chris Horner e Cadel Evans hanno provato un'azione e io sono andato con loro. Ero sicuro che saremmo riusciti a rientrare. Quando sapevo che stava per iniziare il Cauberg ho provato semplicemente a recuperare le energie".
Enrico Gasparotto (Ita) Astana, 3° Classificato
"Ero pronto per lo sprint ma Gilbert è stato il più forte e non c'era niente che potessi fare quando ha accelerato. Kreuziger mi ha un po' chiuso contro le barriere nello sprint ma Gilbert è Gilbert ed era imbattibile nel finale. Magari potevo arrivare secondo invece che terzo ma non potevo vincere. Ho sempre detto che questa corsa è fatta per me e adesso mi preparerò ancora meglio per il futuro e spero di essere ancora più forte l'anno prossimo".
Gasparotto è stato uno di quei corridori a dover fare più di 1000 chilometri in auto per arrivare in Olanda: "Non stavo molto bene per il lungo viaggio, così la squadra mi ha detto di stare a ruota. L'ho fatto e ha funzionato perché c'è stato un ricongiungimento finale prima del Cauberg".
Bert De Waele (Bel) Landbouwkrediet, 4° Classificato
"Per la nostra squadra è stata una grande giornata. Solo io e Scheirlinckx potevamo risparmiarci per il finale. Gli altri sapevano che dovevano fare qualcosa per farci pubblicità, come ha fatto Delfosse andando in fuga".
A chi gli ha chiesto se avesse avuto una giornata super ha risposto: "Se riesci a correre a fianco di questi grandi corridori certamente hai avuto una super giornata, specialmente per un corridore del mio livello".
Parlando della corsa, De Waele ha detto: "In discesa, dopo il Keutenberg, ho avuti i crampi perché stavano andando veramente forte per andare a prendere i fuggitivi. Pensavo che mi sarei staccato ai piedi del Cauberg", invece ha avuto le forze per attaccare "Ho visto che avevo del margine. Ho pensato: perché non provarci. Se volevano vincere avrebbero dovuto passarmi. L'unica cosa che potevo fare era provarci. Penso che sia stato un bel tentativo, anticipare i grandi nomi, provare un attacco a sorpresa a 350-400 metri dall'arrivo... ma quando ho visto che Gilbert era proprio dietro alla mia ruota e mi ha superato, ho capito che il miglior corridore avrebbe vinto la corsa. Mi sono guardato dietro ed ero sorpreso di avere ancora del vantaggio. Peccato che altri due corridori mi abbiano superato altrimenti potevo finire sul podio".
Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team
"E' stata dura. E'stata la mia migliore Amstel ma non è ancora abbastanza. Stavo bene negli ultimi 10 chilometri quando ho avuto i crampi. Da allora ho fatto la mia corsa cercando di aiutare Karsten che stava meglio. Non avevo fatto molte delle salite di oggi ma se fossi riuscito a gestire meglio la mia posizione in gara negli ultimi chilometri delle salite il mio risultato poteva essere migliore. Ma questa è una buona lezione imparata per la prossima volta e la mia corsa mi rende ottimista sul resto della settimana".
Alexandr Kolobnev (Rus) Team Katusha
"Sapevamo che Gilbert sarebbe stato il più forte sul Cauberg e quindi dovevamo fare qualcosa prima dello sprint. Ivanov ci ha provato prima di me e siccome eravamo entrambi nella fuga era giusto che ci provassi anche io. Penso di aver attaccato al momento giusto ma non avevo molte informazioni sul vantaggio e non sapevo bene che fare. Ho deciso di provarci e ho dato tutto per stare davanti. Ho provato a guardarmi dietro ma c'erano così tante moto che non vedevo i corridori dietro, così ho pensato che avessi qualche chance di vittoria. Ho dato tutto prima del Cauberg ed era difficile tenere duro dopo. Non avevo più energie quando mi hanno preso. E' stato un peccato ma ero felice perché ci avevo provato. So di aver perso più corse di quelle che ho vinto con questi attacchi ma continuerò a provarci".
Andy Schleck (Lux) Saxo Bank
"E' stata una buona corsa ma quando siamo arrivato all'Eyserbosweg sapevamo che dovevamo provare da lontano. Eravamo cinque o sei in cima alla salita ma non ho mai visto un Amstel come questa, probabilmente le condizioni l'hanno resa più facile perché c'erano troppi corridori ancora in gara. Dopo l'Eyserbosweg non è normale. Quando siamo arrivati agli ultimi 10 chilometri avevo un po' di crampi e mi è mancato qualcosa sull'ultima salita. La mia condizione è buona e ora guardo alle prossime due gare".
Sul suo attacco sul Eyserbosweg ha dichiarato: "Era il momento giusto, il punto chiave per attaccare. Le condizioni non erano come gli anni scorsi e in molti sono rientrati. All'inizio c'erano solo Gilbert e Cunego, poi 5 o 6, poi 11 e alla fine eravamo in 30".
Robert Gesink (Ned) Rabobank
"Oggi semplicemente non stavo molto bene. Questa è la verità. Sul Eyserbosweg non potevo stare davanti quando hanno accelerato. E' stato molto triste perché vivo qua vicino. Quasi tutta la corsa è stata facile per me, ma ovviamente le cose sono esplose negli ultimi 50 chilometri e quando è successo, ho sentito subito che non era la mia giornata. Mi spiace per la squadra, questa era la nostra corsa. Non avevamo fatto bene negli ultimi anni ma ci riproverò e riuscirò a vincerla. Penso sia possibile".
Oscar Freire (Esp) Rabobank
Oscarito ha risposto a una domanda sul perché non sia ancora riuscito a vincere questa corsa: "Me lo chiedo anche io. Sono ancora fiducioso ma dovrò essere fortunato. Due o tre volte sono stato nel finale in buona posizione per una vittoria, ma non ho mai avuto le gambe al momento giusto. L'anno della vittoria di Erik Zabel (2000) poteva essere mio. Ma ho sprintato così male che non era possibile".
Chris Horner (Usa) Team RadioShack, 10° Classificato
"Arrivando all'ultima salita tutto quello a cui pensavo era che volevo che fosse finita. E' stata solo dolore e sofferenza. Le mie gambe erano andate quando abbiamo iniziato il Cauberg. Il tempo era troppo bello e tutti a questo livello potevano salire questo tipo di montagne, dovevano essere almeno due volte più lunghe. Quando Gilbert ha accelerato l'ho seguito ma l'hanno fatto tutti, ma quando ha accelerato ancora tutti hanno iniziato a faticare e non c'è stato più niente da fare. La forma c'è, spero che quando faremo la Liegi, dove le salite sono un po' più lunghe, potrò fare meglio".
Erik Dekker (Ned) Rabobank, Team manager
"Il nostro obiettivo era il primo posto. Ora siamo qua a mani vuote e non abbiamo vinto la nostra corsa di casa. Siamo molto dispiaciuti. Avevamo deciso che se Robert Gesink non fosse stato davanti sul Keutenberg, allora avremmo corso per Oscar Freire. E il piano è funzionato bene. E' veramente frustrante quando il piano che hai creato viene eseguito bene e manca solo il risultato finale".
Brent Copeland (Rsa) Lampre, Direttore Sportivo
"L'ottima prestazione di squadra, per meccanismi e per attenzione in corsa, è stata impreziosita da una gara brillante da parte di Cunego. Siamo rimasti coperti per tutta la prima parte di gara poi, quando la Saxo Bank ha smesso di tirare e conseguentemente il vantaggio della fuga nata nei primi chilometri aumentava, abbiamo alternato Spezialetti, Loosli e Righi in testa al gruppo assieme a qualche altra squadra, mentre Bono, Mori e Pietropolli hanno svolto al meglio il compito di copertura per Gavazzi e Cunego. Damiano ha mostrato una pregevole reattività quando si è incendiata la corsa, Francesco ha perso invece l'attimo buono per agganciare il gruppo dei migliori. Nel lungo sprint in salita sul Cauberg, a Cunego sono mancate in parte quelle forze tolte dai giorni scorsi fatti di allenamenti un po' limitati dalla gastroenterite, comunque la bontà della prestazione non è in discussione. L'unico rammarico riguarda l'azione nella quale si è trovato Cunego a 10 km dal traguardo: non ci fossero stati due corridori della stessa squadra, Katusha, che comprensibilmente si alternavano nel provare a scattare, i fuggitivi avrebbero trovato una buona intesa che avrebbe forse permesso loro di giungere sul Cauberg con un vantaggio maggiore".
Simon Gerrans (Aus) Team Sky, Scott Sunderland - Team Manager
"Stavo meglio rispetto alla Freccia del Brabante di mercoledì, ma non ero al massimo negli ultimi 30 chilometri. Mi sono staccato sull'Eyserbosweg ma fino a quel punto non stavo andando così male. Spero di fare meglio durante la settimana".
Il team manager Scott Sunderland ha commentato sempre sullo stato di forma di Gerrans: "La squadra stava lavorando per Simon che stava bene fino a circa 25 chilometri dalla fine, ma quando Andy Schleck ha attaccato semplicemente non ne aveva. Non eravamo al 100% e sicuramente questa è la ragione, cercheremo di capirne la causa".
Bjarne Riis (Den) Saxo Bank, Team Manager
"Gilbert aveva le gambe migliori oggi. Era il più forte e ha meritato di vincere. Ma tutta la squadra sapeva cosa doveva fare e ha provato di tutto. Qualche volta non funziona e questa volta è andata proprio così".
Sulla forma dei fratelli Schleck ha dichiarato: "La cosa buona è che sappiamo che ci sono entrambi e che stanno bene. E' un ottima cosa averli in forma".
fonti: vari siti di news e siti ufficiali delle squadre
lunedì 19 aprile 2010
Elite/Under 23. Domenica 19 Aprile ricca di gare, vittorie per Graziato, Quintero Norena, Costanzi, Kashtan e Locatelli
Domenica 19 Aprile è stata una giornata molto intensa per la categoria Elite/Under 23, con ben cinque gare su tutto il territorio nazionale.
A Bionde, in provincia di Verona, Massimo Graziato della Trevigiani si è imposto nella 66° edizione della Vicenza - Bionde riuscendo a battere proprio sulla linea del traguardo Andrea Pasqualon della Zalf Desiree Fior. La corsa si è decisa già sulla prima salita di giornata, la Priabona. Sulle rampe dell'ascesa il gruppo si fraziona e davanti restano soltanto 39 corridori, con il resto del gruppo che inizialmente lascia fare. I battistrada riescono a guadagnare un buon margine e, all'ingresso del circuito finale di Bionde, hanno ancora circa 2 minuti di vantaggio sul plotone. Il gruppo di testa si fraziona e alcuni corridori si staccano, arrivando all'ultimo giro con 25 corridori davanti e 40 secondi di vantaggio sul grosso del gruppo. Dopo i tentativi senza esito di Alessandro De Marchi e Federico Rocchetti, all'ultimo chilometro si mette davanti la Zalf Desiree Fior con l'idea di lanciare un'offensiva per Pasqualon. Il corridore parte in testa ai 200 metri ma il recupero di Graziato è inesorabile, con il portacolori della Trevigiani che riesce a tagliare il traguardo davanti al russo Serebryakov, con Pasqualon terzo.
A Tortona, in provincia di Alessandria, la vittoria è toccata all'ucraino Anatoliy Kashtan del Team Rafi - Cerone, che nello sprint ristretto ha battuto i compagni di fuga Alessio Marchetti della Casati Ngc e Cristiano Monguzzi del Team Aurora. I tre avevano preso il largo a 20 chilometri dall'arrivo, a seguito anche di una dura selezione causata dalle tante difficoltà del percorso. La corsa era dedicata al 50° anniversario della morte di Fausto Coppi, morto proprio vicino a Tortona, mentre la partenza è avvenuta a Castellania, città natale del Campionissimo.
A Puglia di Arezzo è arrivata la prima vittoria stagionale per la Bedogni Grassi, grazie al colombiano Julian Carlos Quintero Norena. Il corridore ha battuto il connazionale Julian Moreno Arredondo del Team Scap in un finale molto impegnativo del circuito di Puglia, ideale per le caratteristiche dei due corridori sudamericani. Per vincere, Quintero ha piazzato una scatto negli ultimi metri al quale Arredondo non ha saputo rispondere, arrivando a 5 secondi di ritardo, mentre più staccato giungeva terzo Matteo Belli della Hopplà Magis Truck.
A San Secondo, in provincia di Parma, è stato il portacolori della Zalf Desiree Fior Edoardo Costanzi a regalare l'ennesima vittoria del weekend alla sua squadra. La corsa si è infiammata lungo il tratto più difficile del percorso, quando il gruppo ha affrontato ben 4 salite. All'ingresso del circuito finale di San Secondo, il gruppo rinviene sui battistrada e a provarci, durante il primo giro, è Nicola Bonacci. Il tentativo più pericoloso, dopo il ricongiungimento, avviene a due giri dalla fine, quando si portano in testa in 10. I fuggitivi sembrano farcela ma ai 500 metri dall'arrivo il gruppo tirato dalla Zalf riesce a rientrare e Costanzi può esprimere tutta la sua classe e potenza vincendo davanti a Francesco Lasca della Bedogni Grassi e Christian Delle Stelle della Trevigiani.
Ad Almenno San Bartolomeo, in provincia di Bergamo, la 23° edizione del Gran Premio Rota Nodari è stata vinta dal corridore della squadra locale, la Colpack De Nardi Bergamasca, Paolo Locatelli. La squadra di Locatelli ha gestito per tutta la durata la corsa, insieme alla Palazzago, andando a riprendere i due fuggitivi di giornata e facendo la selezione prima sulla salita del Berbenno e poi sui due passaggi del Barlino, dove a transitare per primo è sempre Villella. Nell'ultimo giro della corsa, proprio Villella insieme a Di Corrado e Doneddu provano ad avvantaggiarsi, ma la situazione cambia rapidamente e si presentano allo sprint in leggera salita in sei. Qui, il lavoro della Bergamasca è perfetto e Locatelli può festeggiare davanti al compagno Villella e a Doneddu della Palazzago, con Andrea Concini del Team Trentino quarto.
VICENZA - BIONDE (VR)
1° Massimo Graziato (Ita) Trevigiani Dynamon Bottoli
2° Alexander Serebryakov (Rus) Sanmarinese Gruppo Lupi
3° Andrea Pasqualon (Ita) Zalf Desiree Fior
4° Ivan Balykin (Rus) F. Coppi Gazzera Videa
5° Nicola Dal Santo (Ita) Mantovani Cicli Fontana
MILANO - TORTONA (AL)
1° Anatoliy Kashtan (Ukr) Asd Rafi - Cerone
2° Alessio Marchetti (Ita) Casati Ngc Perrel
3° Cristiano Monguzzi (Ita) Team Aurora
4° Nicola Gaffurini (Ita) Delio Gallina S.Inox a 31"
5° Denis Farkhutdinov (Rus) G.S.Parmense
COPPA CADUTI - PUGLIA DI AREZZO (AR)
1° Julian Carlo Quintero Norena (Col) Bedogni Grassi Natalini
2° Julian Moreno Arredondo (Col) Scap Prefabbricati Foresi a 5"
3° Matteo Belli (Ita) Hopplà Magis Truck a 7"
4° David Sensori (Ita) Monturano Cascinare
5° Giuseppe Di Salvo (Ita) Maltinti Banca Cambiano a 10"
MEMORIAL GIGI PEZZONI - SAN SECONDO (PR)
1° Edoardo Costanzi (Ita) Zalf Desiree Fior
2° Francesco Lasca (Ita) Bedogni Grassi Ferrari
3° Christian Delle Stelle (Ita) Trevigiani Bottoli
4° Mirco Maestri (Ita) GS Podenzano Tecninox
5° Salvatore Puccio (Ita) Bedogni Grassi Ferrari
GP ROTA NODARI - ALMENNO S. BARTOLOMEO (BG)
1° Paolo Locatelli (Ita) Colpack De Nardi Bergamasca
2° Davide Villella (Ita) Colpack De Nardi Bergamasca
3° Antonio Doneddu (Ita) Team Palazzago
4° Andrea Concini (Ita) Team Trentino
5° Leandro Cotesta (Ita) Team Palazzago) a 7"
fonte: federciclismo.it
A Bionde, in provincia di Verona, Massimo Graziato della Trevigiani si è imposto nella 66° edizione della Vicenza - Bionde riuscendo a battere proprio sulla linea del traguardo Andrea Pasqualon della Zalf Desiree Fior. La corsa si è decisa già sulla prima salita di giornata, la Priabona. Sulle rampe dell'ascesa il gruppo si fraziona e davanti restano soltanto 39 corridori, con il resto del gruppo che inizialmente lascia fare. I battistrada riescono a guadagnare un buon margine e, all'ingresso del circuito finale di Bionde, hanno ancora circa 2 minuti di vantaggio sul plotone. Il gruppo di testa si fraziona e alcuni corridori si staccano, arrivando all'ultimo giro con 25 corridori davanti e 40 secondi di vantaggio sul grosso del gruppo. Dopo i tentativi senza esito di Alessandro De Marchi e Federico Rocchetti, all'ultimo chilometro si mette davanti la Zalf Desiree Fior con l'idea di lanciare un'offensiva per Pasqualon. Il corridore parte in testa ai 200 metri ma il recupero di Graziato è inesorabile, con il portacolori della Trevigiani che riesce a tagliare il traguardo davanti al russo Serebryakov, con Pasqualon terzo.
A Tortona, in provincia di Alessandria, la vittoria è toccata all'ucraino Anatoliy Kashtan del Team Rafi - Cerone, che nello sprint ristretto ha battuto i compagni di fuga Alessio Marchetti della Casati Ngc e Cristiano Monguzzi del Team Aurora. I tre avevano preso il largo a 20 chilometri dall'arrivo, a seguito anche di una dura selezione causata dalle tante difficoltà del percorso. La corsa era dedicata al 50° anniversario della morte di Fausto Coppi, morto proprio vicino a Tortona, mentre la partenza è avvenuta a Castellania, città natale del Campionissimo.
A Puglia di Arezzo è arrivata la prima vittoria stagionale per la Bedogni Grassi, grazie al colombiano Julian Carlos Quintero Norena. Il corridore ha battuto il connazionale Julian Moreno Arredondo del Team Scap in un finale molto impegnativo del circuito di Puglia, ideale per le caratteristiche dei due corridori sudamericani. Per vincere, Quintero ha piazzato una scatto negli ultimi metri al quale Arredondo non ha saputo rispondere, arrivando a 5 secondi di ritardo, mentre più staccato giungeva terzo Matteo Belli della Hopplà Magis Truck.
A San Secondo, in provincia di Parma, è stato il portacolori della Zalf Desiree Fior Edoardo Costanzi a regalare l'ennesima vittoria del weekend alla sua squadra. La corsa si è infiammata lungo il tratto più difficile del percorso, quando il gruppo ha affrontato ben 4 salite. All'ingresso del circuito finale di San Secondo, il gruppo rinviene sui battistrada e a provarci, durante il primo giro, è Nicola Bonacci. Il tentativo più pericoloso, dopo il ricongiungimento, avviene a due giri dalla fine, quando si portano in testa in 10. I fuggitivi sembrano farcela ma ai 500 metri dall'arrivo il gruppo tirato dalla Zalf riesce a rientrare e Costanzi può esprimere tutta la sua classe e potenza vincendo davanti a Francesco Lasca della Bedogni Grassi e Christian Delle Stelle della Trevigiani.
Ad Almenno San Bartolomeo, in provincia di Bergamo, la 23° edizione del Gran Premio Rota Nodari è stata vinta dal corridore della squadra locale, la Colpack De Nardi Bergamasca, Paolo Locatelli. La squadra di Locatelli ha gestito per tutta la durata la corsa, insieme alla Palazzago, andando a riprendere i due fuggitivi di giornata e facendo la selezione prima sulla salita del Berbenno e poi sui due passaggi del Barlino, dove a transitare per primo è sempre Villella. Nell'ultimo giro della corsa, proprio Villella insieme a Di Corrado e Doneddu provano ad avvantaggiarsi, ma la situazione cambia rapidamente e si presentano allo sprint in leggera salita in sei. Qui, il lavoro della Bergamasca è perfetto e Locatelli può festeggiare davanti al compagno Villella e a Doneddu della Palazzago, con Andrea Concini del Team Trentino quarto.
VICENZA - BIONDE (VR)
1° Massimo Graziato (Ita) Trevigiani Dynamon Bottoli
2° Alexander Serebryakov (Rus) Sanmarinese Gruppo Lupi
3° Andrea Pasqualon (Ita) Zalf Desiree Fior
4° Ivan Balykin (Rus) F. Coppi Gazzera Videa
5° Nicola Dal Santo (Ita) Mantovani Cicli Fontana
MILANO - TORTONA (AL)
1° Anatoliy Kashtan (Ukr) Asd Rafi - Cerone
2° Alessio Marchetti (Ita) Casati Ngc Perrel
3° Cristiano Monguzzi (Ita) Team Aurora
4° Nicola Gaffurini (Ita) Delio Gallina S.Inox a 31"
5° Denis Farkhutdinov (Rus) G.S.Parmense
COPPA CADUTI - PUGLIA DI AREZZO (AR)
1° Julian Carlo Quintero Norena (Col) Bedogni Grassi Natalini
2° Julian Moreno Arredondo (Col) Scap Prefabbricati Foresi a 5"
3° Matteo Belli (Ita) Hopplà Magis Truck a 7"
4° David Sensori (Ita) Monturano Cascinare
5° Giuseppe Di Salvo (Ita) Maltinti Banca Cambiano a 10"
MEMORIAL GIGI PEZZONI - SAN SECONDO (PR)
1° Edoardo Costanzi (Ita) Zalf Desiree Fior
2° Francesco Lasca (Ita) Bedogni Grassi Ferrari
3° Christian Delle Stelle (Ita) Trevigiani Bottoli
4° Mirco Maestri (Ita) GS Podenzano Tecninox
5° Salvatore Puccio (Ita) Bedogni Grassi Ferrari
GP ROTA NODARI - ALMENNO S. BARTOLOMEO (BG)
1° Paolo Locatelli (Ita) Colpack De Nardi Bergamasca
2° Davide Villella (Ita) Colpack De Nardi Bergamasca
3° Antonio Doneddu (Ita) Team Palazzago
4° Andrea Concini (Ita) Team Trentino
5° Leandro Cotesta (Ita) Team Palazzago) a 7"
fonte: federciclismo.it
Tour du Loir et Cher al russo Antonov, ultima tappa a Lamiraud
Il russo Mikhail Antonov è il vincitore del Tour du Loir et Cher 2010, conquistato grazie alla fuga della prima tappa e alla gestione sapiente del vantaggio nelle tappe successive, che gli ha messo di arrivare con 5 secondi di vantaggio sul belga Benjamin Verraes della Jong Vlaanderen e con 8 secondi sul tedesco Tino Thomel della Ked Bianchi Rad Team Berlin. Per il corridore dell'Itera Katusha si tratta della seconda vittoria stagionale dopo il Circuit des Ardennes vinto qualche settimana fa, mentre per la sua squadra si tratta del nono successo che ne fanno una delle squadre più vincenti di questo inizio 2010 nel panorama delle Continental.
L'ultima tappa è stata vinta dal francese Francois Lamiraud della Blois CAC 41, regolando allo sprint un gruppetto di sei corridori andati in fuga nelle prime fasi della corsa e mai più ripresi dal gruppo, dato la scarsa pericolosità dei membri in classifica generale. Alle spalle di Lamiraud si sono piazzati lo svedese Kalle Sandell della Cykelcity.se e il compagno di squadra di Lamiraud Jeremy Ortiz. Proprio Sandell era stato insignito della vittoria dopo la squalifica di Lamiraud a causa di una volata irregolare, ma il corridore francese è stato successivamente riammesso, potendo finalmente festeggiare la vittoria di tappa.
ORDINE D'ARRIVO
1° Francois Lamiraud (Fra) Blois CAC 41
2° Kalle Sandell (Swe) Team Cykelcity.se s.t.
3° Jeremy Ortiz (Fra) Blois CAC 41 a 2''
4° Julien Belgy (Fra) Vendee U - Pays De Loire s.t.
5° Florian Bodenschatz (Ger) Ked-Bianchi-Rad Team Berlin a 5''
CLASSIFICA FINALE
1° Mikhail Antonov (Rus) Itera - Katusha
2° Benjamin Verraes (Bel) Jong Vlaanderen a 5''
3° Tino Thomel (Ger) Ked-Bianchi-Rad Team Berlin a 8''
4° Svein Erik Vold (Nor) Joker Bianchi a 13''
5° Corentin Mauge (Fra) Vendee U a 15''
6° Theo Reinhart (Ger) Ked-Bianchi-Rad Team Berlin a 23''
7° Rasmus Fjordside Lehrmann (Den) Team Energi Fyn a 29''
8° Silvan Dillier (Swi) Chambery Cyclisme Formation a 33''
9° Johan Landstrom (Swe) Team Cykelcity.se a 58''
10° Vojtech Hacecky (Cze) Atlas Personal - BMC a 1'14''
L'ultima tappa è stata vinta dal francese Francois Lamiraud della Blois CAC 41, regolando allo sprint un gruppetto di sei corridori andati in fuga nelle prime fasi della corsa e mai più ripresi dal gruppo, dato la scarsa pericolosità dei membri in classifica generale. Alle spalle di Lamiraud si sono piazzati lo svedese Kalle Sandell della Cykelcity.se e il compagno di squadra di Lamiraud Jeremy Ortiz. Proprio Sandell era stato insignito della vittoria dopo la squalifica di Lamiraud a causa di una volata irregolare, ma il corridore francese è stato successivamente riammesso, potendo finalmente festeggiare la vittoria di tappa.
ORDINE D'ARRIVO
1° Francois Lamiraud (Fra) Blois CAC 41
2° Kalle Sandell (Swe) Team Cykelcity.se s.t.
3° Jeremy Ortiz (Fra) Blois CAC 41 a 2''
4° Julien Belgy (Fra) Vendee U - Pays De Loire s.t.
5° Florian Bodenschatz (Ger) Ked-Bianchi-Rad Team Berlin a 5''
CLASSIFICA FINALE
1° Mikhail Antonov (Rus) Itera - Katusha
2° Benjamin Verraes (Bel) Jong Vlaanderen a 5''
3° Tino Thomel (Ger) Ked-Bianchi-Rad Team Berlin a 8''
4° Svein Erik Vold (Nor) Joker Bianchi a 13''
5° Corentin Mauge (Fra) Vendee U a 15''
6° Theo Reinhart (Ger) Ked-Bianchi-Rad Team Berlin a 23''
7° Rasmus Fjordside Lehrmann (Den) Team Energi Fyn a 29''
8° Silvan Dillier (Swi) Chambery Cyclisme Formation a 33''
9° Johan Landstrom (Swe) Team Cykelcity.se a 58''
10° Vojtech Hacecky (Cze) Atlas Personal - BMC a 1'14''
Volta Ciclistica de Gravatai a Castaneda grazie agli abbuoni conquistati nello sprint dell'ultima tappa vinta da Pinheiro
Finale con sorpresa alla Volta Ciclistica de Gravatai, con un cambio di maglia proprio al termine dell'ultima tappa e grazie agli abbuoni. Nella volata conclusiva il vincitore è risultato Roberto Pinheiro della Funvic, alla seconda vittoria nella corsa brasiliana, mentre alle sue spalle è terminato il colombiano Jaime Alberto Castaneda che, grazie agli abbuoni conquistati con il secondo posto, ha superato in classifica il compagno di squadra nella UNE - EPM Juan Pablo Suarez, che non ha potuto disputare lo sprint a causa di un problema con i raggi della sua bici occorso a 3 chilometri dall'arrivo.
Castaneda ha così vinto la corsa con 2 secondi su Suarez mentre terzo si è classificato il primo corridore locale, Antonio Nascimento della Memorial Santos, con un distacco di 1 minuto e 35 secondi dal vincitore.
ORDINE D'ARRIVO
1° Roberto Pinheiro (Bra) Funvic - Sundown
2° Jaime Alberto Castaneda (Col) UNE - EPM s.t.
3° Antonio Nascimento (Bra) Memorial - Santos s.t.
4° Renato Ruiz (Bra) Scott - Marcondes Cesar s.t.
5° Fabiele Mota (Bra)
CLASSIFICA FINALE
1° Jaime Alberto Castaneda (Col) UNE - EPM
2° Juan Pablo Suarez (Col) UNE - EPM a 2''
3° Antonio Nascimento (Bra) Memorial - Santos a 1'35''
4° Renato Seabra (Bra) Clube DataRo de Ciclismo a 2'01''
5° Giovanni Manuel Baez (Col) UNE - EPM a 2'07''
6° Mauricio Morandi (Bra) Scott - Marcondes Cesar a 2'38''
7° Jair Santos (Bra) Cesc Kuruma Calypso a 2'57''
8° Jeovane Junior Oliveira (Bra) Sao Francisco Saude a 3'27''
8° Edward Ortiz Caro (Col) UNE - EPM a 3'41''
10° Rogerio Santiago Silva (Bra) Cesc Kuruma Calypso a 3'57''
Castaneda ha così vinto la corsa con 2 secondi su Suarez mentre terzo si è classificato il primo corridore locale, Antonio Nascimento della Memorial Santos, con un distacco di 1 minuto e 35 secondi dal vincitore.
ORDINE D'ARRIVO
1° Roberto Pinheiro (Bra) Funvic - Sundown
2° Jaime Alberto Castaneda (Col) UNE - EPM s.t.
3° Antonio Nascimento (Bra) Memorial - Santos s.t.
4° Renato Ruiz (Bra) Scott - Marcondes Cesar s.t.
5° Fabiele Mota (Bra)
CLASSIFICA FINALE
1° Jaime Alberto Castaneda (Col) UNE - EPM
2° Juan Pablo Suarez (Col) UNE - EPM a 2''
3° Antonio Nascimento (Bra) Memorial - Santos a 1'35''
4° Renato Seabra (Bra) Clube DataRo de Ciclismo a 2'01''
5° Giovanni Manuel Baez (Col) UNE - EPM a 2'07''
6° Mauricio Morandi (Bra) Scott - Marcondes Cesar a 2'38''
7° Jair Santos (Bra) Cesc Kuruma Calypso a 2'57''
8° Jeovane Junior Oliveira (Bra) Sao Francisco Saude a 3'27''
8° Edward Ortiz Caro (Col) UNE - EPM a 3'41''
10° Rogerio Santiago Silva (Bra) Cesc Kuruma Calypso a 3'57''
Vuelta Mexico Telmex, la 1°tappa in volata allo sloveno Aldo Ino Ilesic
Lo sloveno Aldo Ino Ilesic ha vinto la prima tappa della Vuelta Mexico Telmex, la più importante corsa del paese centroamericano. Il corridore del Team Type 1 ha letteralmente dominato lo sprint, arrivando con un buon vantaggio sul colombiano Carlos Alzate Escobar della Rock Racing e sul canadese Martin Gilbert della Spidertech. Per Ilesic si tratta della quarta vittoria stagionale dopo le 3 vittorie nel Tour du Maroc a inizio Aprile.
La corsa non ha offerto grandi spunti, a causa anche del forte vento e della scarsa lunghezza della tappa, solo 110 chilometri. A fronteggiare il Team Type 1 del vincitore è stata sicuramente la Rock Racing, squadra americana diventata amatoriale dopo non essere stata accettata dall'UCI sia come Professional che come Continental. Da segnalare che alla gara partecipa anche l'italiana ISD - Neri con ben quattro italiani, Leonardo Scarselli, Salvatore Mancuso, Pierpaolo De Negri e Alessandro Colò.
ORDINE D'ARRIVO
1° Aldo Ino Ilesic (Slo) Team Type 1
2° Carlos Alzate Escobar (Col) Rock Racing s.t.
3° Martin Gilbert (Can) Spidertech s.t.
4° Guillaume Boivin (Can) Spidertech s.t.
5° Juan Pablo Magallanes (Mex) Rock Racing s.t.
La corsa non ha offerto grandi spunti, a causa anche del forte vento e della scarsa lunghezza della tappa, solo 110 chilometri. A fronteggiare il Team Type 1 del vincitore è stata sicuramente la Rock Racing, squadra americana diventata amatoriale dopo non essere stata accettata dall'UCI sia come Professional che come Continental. Da segnalare che alla gara partecipa anche l'italiana ISD - Neri con ben quattro italiani, Leonardo Scarselli, Salvatore Mancuso, Pierpaolo De Negri e Alessandro Colò.
ORDINE D'ARRIVO
1° Aldo Ino Ilesic (Slo) Team Type 1
2° Carlos Alzate Escobar (Col) Rock Racing s.t.
3° Martin Gilbert (Can) Spidertech s.t.
4° Guillaume Boivin (Can) Spidertech s.t.
5° Juan Pablo Magallanes (Mex) Rock Racing s.t.
Tour of the Battenkill, vittoria per il giovane Caleb Fairly, 2° posto per Landis
Il giovane statunitense Caleb Fairly ha vinto il Tour of the Battenkill, la prima corsa professionistica stagionale negli Stati Uniti. Il corridore della formazione Holowesko Partners si è imposto con più di 2 minuti di vantaggio su tutti gli altri partecipanti, staccando un corridore come Floyd Landis sull'ultima salita di giornata. Alle spalle di Landis, terzo posto per il sudafricano Jay Robert Thomson e quarto posto per l'italiano Luca Damiani, battuto allo sprint proprio da Thomson.
Il Tour of the Battenkill differisce da tutte le altre corse nordamericane per i suoi tratti di sterrato, rendendo la corsa una via di mezzo tra la francese Parigi - Roubaix e l'italiana Strade Bianche. Il tracciato è diventato ancora più difficile a causa dell'abbondante pioggia che ha preceduto la corsa e che ha reso i tratti sterrati un po' fangosi. Il gruppo nei primi 90 chilometri di corsa è rimasto pressoché compatto, ma i tratti sterrati hanno messo in seria difficoltà alcuni corridori riducendo il numero di atleti davanti a circa la metà dei partenti. Il primo vero attacco è stato portato da 11 atleti, riuscendo a raggiungere al massimo 2 minuti e 15 secondi di vantaggio. A causa della scarsa coesione del gruppetto, l'australiano Aaron Kemps ha provato ad andarsene da solo, ma il gruppo tirato dalla Jamis non ha lasciato molto spazio alla fuga riprendendo il gruppetto dei 10 a 60 chilometri dall'arrivo e raggiungendo anche Kemps poco dopo. A 40 chilometri dall'arrivo, il gruppo di testa era composto da una quarantina di corridori, tra cui tutti i migliori. 10 chilometri dopo, all'ingresso del quinto degli otto settori sterrati del circuito finale, Landis ha lanciato un attacco, seguito dal solo Fairly. Dietro, si creava un gruppetto di inseguitori formato da Thomson, Damiani e Andres Pereyra della Jamis Sutter Home. I tre contrattaccanti, però, non riuscivano a tenere il ritmo dei due di testa continuando a perdere secondi. Nell'ultimo tratto sterrato, a 10 chilometri dall'arrivo, i corridori hanno affrontato la salita di Stage Road, e proprio qui Fairly ha lanciato il proprio attacco staccando Landis e involandosi verso il traguardo. Dietro, Thomson e Damiani staccavano Pereyra che veniva riassorbito dal gruppo, ma il duo non riusciva a riprendere Landis per pochi secondi, mettendo a segno così un importante secondo posto.
ORDINE D'ARRIVO
1° Caleb Fairly (USA) Holowesko Partners
2° Floyd Landis (USA) Bahati Foundation a 2'24''
3° Jay Robert Thomson (RSA) Fly V Australia a 2'43''
4° Luca Damiani (Ita) Kenda Pro Cycling s.t.
5° Ken Hanson (USA) Team Type 1 a 3'44''
6° Bernard Sulzberger (Aus) Fly V Australia s.t.
7° Alex Howes (USA)Holowesko Partners s.t.
8° Alex Dowsett (GBr) Trek Livestrong s.t.
9° Jonathan Cantwell (Aus) Fly V Australia s.t.
10° Aaron Kemps (Aus) Fly V Australia s.t.
fonte: cyclingnews.com
Il Tour of the Battenkill differisce da tutte le altre corse nordamericane per i suoi tratti di sterrato, rendendo la corsa una via di mezzo tra la francese Parigi - Roubaix e l'italiana Strade Bianche. Il tracciato è diventato ancora più difficile a causa dell'abbondante pioggia che ha preceduto la corsa e che ha reso i tratti sterrati un po' fangosi. Il gruppo nei primi 90 chilometri di corsa è rimasto pressoché compatto, ma i tratti sterrati hanno messo in seria difficoltà alcuni corridori riducendo il numero di atleti davanti a circa la metà dei partenti. Il primo vero attacco è stato portato da 11 atleti, riuscendo a raggiungere al massimo 2 minuti e 15 secondi di vantaggio. A causa della scarsa coesione del gruppetto, l'australiano Aaron Kemps ha provato ad andarsene da solo, ma il gruppo tirato dalla Jamis non ha lasciato molto spazio alla fuga riprendendo il gruppetto dei 10 a 60 chilometri dall'arrivo e raggiungendo anche Kemps poco dopo. A 40 chilometri dall'arrivo, il gruppo di testa era composto da una quarantina di corridori, tra cui tutti i migliori. 10 chilometri dopo, all'ingresso del quinto degli otto settori sterrati del circuito finale, Landis ha lanciato un attacco, seguito dal solo Fairly. Dietro, si creava un gruppetto di inseguitori formato da Thomson, Damiani e Andres Pereyra della Jamis Sutter Home. I tre contrattaccanti, però, non riuscivano a tenere il ritmo dei due di testa continuando a perdere secondi. Nell'ultimo tratto sterrato, a 10 chilometri dall'arrivo, i corridori hanno affrontato la salita di Stage Road, e proprio qui Fairly ha lanciato il proprio attacco staccando Landis e involandosi verso il traguardo. Dietro, Thomson e Damiani staccavano Pereyra che veniva riassorbito dal gruppo, ma il duo non riusciva a riprendere Landis per pochi secondi, mettendo a segno così un importante secondo posto.
ORDINE D'ARRIVO
1° Caleb Fairly (USA) Holowesko Partners
2° Floyd Landis (USA) Bahati Foundation a 2'24''
3° Jay Robert Thomson (RSA) Fly V Australia a 2'43''
4° Luca Damiani (Ita) Kenda Pro Cycling s.t.
5° Ken Hanson (USA) Team Type 1 a 3'44''
6° Bernard Sulzberger (Aus) Fly V Australia s.t.
7° Alex Howes (USA)Holowesko Partners s.t.
8° Alex Dowsett (GBr) Trek Livestrong s.t.
9° Jonathan Cantwell (Aus) Fly V Australia s.t.
10° Aaron Kemps (Aus) Fly V Australia s.t.
fonte: cyclingnews.com
Gp Donetsk, vittoria per l'ucraino Vitaliy Popkov dell'ISD Continental
L'ucraino Vitaliy Popkov ha vinto i GP Donetsk, corsa che si è svolta domenica in Ucraina. Il corridore dell'ISD Continental ha vinto per distacco, scattando nell'ultimo giro del circuito cittadino e staccando i compagni di fuga. Alle sue spalle, secondo posto per il russo Dmitri Puzanov della Shvsm - Cskvvs e terzo posto per l'italiano Adriano Angeloni della Betonexpressz 2000.
La gara si è svolta con un forte vento che continuava a cambiare direzione e a mettere in difficoltà i corridori. Le due squadre più attive di tutta la corsa sono state l'ISD e la Shvsm - Cskvv, sempre pronte a chiudere sulle numerose fughe prima di entrare nel circuito cittadino. Una volta entrati nella fase calda della corsa, davanti sono rimasti soltanto in 13 a giocarsi la vittoria, ridottisi poi a quattro dopo qualche chilometro. Oltre a Popkov, Puzanov e Angeloni, nel primo gruppo c'era anche un compagno di Popkov, Volodymyr Rybin. Durante l'ultimo giro della corsa Popkov se n'è andato, sfruttando anche il lavoro di rottura del compagno. L'ucraino ha vinto la corsa di casa con un 1 minuto e 22 secondi di vantaggio su Puzanov che ha battuto il nostro Angeloni allo sprint.
ORDINE D'ARRIVO
1° Vitaliy Popkov (Ukr) Isd Continental Team
2° Dmitri Puzanov (Rus) Shvsm – Cskvvs Samara a 1'22''
3° Adriano Angeloni (Ita) Betonexpressz 2000 a 1'23''
4° Volodymyr Rybin (Ukr) Isd Continental Team a 1'27''
5° Roman Koltsov (Rus) Shvsm – Cskvvs Samara a 3'33''
6° Roberto Antonio Richeze (Arg) Betonexpressz 2000 a 3'41''
7° Oleksandr Sheydyk (Ukr) Isd Continental Team a 3'43''
8° Mykhaylo Kononenko (Ukr) Kolss Cycling Team s.t.
9° Yegor Dementyev (Ukr) Isd Continental Team a 3'47''
10° Igor Boev (Rus) a 4'01''
La gara si è svolta con un forte vento che continuava a cambiare direzione e a mettere in difficoltà i corridori. Le due squadre più attive di tutta la corsa sono state l'ISD e la Shvsm - Cskvv, sempre pronte a chiudere sulle numerose fughe prima di entrare nel circuito cittadino. Una volta entrati nella fase calda della corsa, davanti sono rimasti soltanto in 13 a giocarsi la vittoria, ridottisi poi a quattro dopo qualche chilometro. Oltre a Popkov, Puzanov e Angeloni, nel primo gruppo c'era anche un compagno di Popkov, Volodymyr Rybin. Durante l'ultimo giro della corsa Popkov se n'è andato, sfruttando anche il lavoro di rottura del compagno. L'ucraino ha vinto la corsa di casa con un 1 minuto e 22 secondi di vantaggio su Puzanov che ha battuto il nostro Angeloni allo sprint.
ORDINE D'ARRIVO
1° Vitaliy Popkov (Ukr) Isd Continental Team
2° Dmitri Puzanov (Rus) Shvsm – Cskvvs Samara a 1'22''
3° Adriano Angeloni (Ita) Betonexpressz 2000 a 1'23''
4° Volodymyr Rybin (Ukr) Isd Continental Team a 1'27''
5° Roman Koltsov (Rus) Shvsm – Cskvvs Samara a 3'33''
6° Roberto Antonio Richeze (Arg) Betonexpressz 2000 a 3'41''
7° Oleksandr Sheydyk (Ukr) Isd Continental Team a 3'43''
8° Mykhaylo Kononenko (Ukr) Kolss Cycling Team s.t.
9° Yegor Dementyev (Ukr) Isd Continental Team a 3'47''
10° Igor Boev (Rus) a 4'01''
domenica 18 aprile 2010
Zellik - Galmaarden, Coen Vermeltfoort coglie il primo successo stagionale
L'olandese Coen Vermeltfoort è riuscito finalmente a vincere la sua prima gara stagionale riuscendo a conquistare la Zellik - Galmaarden, manifestazione che si è svolta oggi in Belgio e che vedeva alla partenza alcune tra le più forti squadre belghe e olandesi del panorama Continental ed Elite. Alle spalle del corridore della Rabobank Continental si sono piazzati i belgi Kevin Claeys della Pws Eijssen e Julien Vermote della Beveren 2000.
La Rabobank Continental ha tenuto in mano la corsa andando prima in fuga con ben quattro uomini insieme ad altri 12 e, una volta ripresa la fuga, si sono messi davanti a tirare per il loro corridore più veloce, già protagonista nella Dwars door Drenthe vinta da Enrico Rossi. E' stato Jetse Bol a lanciare lo sprint al compagno Vermeltfoort, partito ottimamente e abile a non farsi rimontare dagli avversari. Per il giovane olandese è una conferma ulteriore delle sue indubbie qualità, dopo un buon Tour de Normandie e, appunto, il terzo posto nella Dwars door Drenthe e l'ottavo nella Ronde van Drenthe.
ORDINE D'ARRIVO
1° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental
2° Kevin Claeys (Bel) Pws Eijssen s.t.
3° Julien Vermote (Bel) Beveren 2000 s.t.
4° Kenny Terweduwe (Bel) Jong Vlaanderen s.t.
5° Dries Depoorter (Bel) New Heebra-Lombarden s.t.
6° Boy Van Poppel (Ned) Rabobank Continental s.t.
7° Jonas Vangenechten (Bel) Verandas Willems s.t.
8° Kenneth Bultynck (Bel) Wc Soenens - Jartazi s.t.
9° Bjorn Coomans (Bel) Profel Cycling Team s.t.
10° Dries Hollanders (Bel) Pws Eijssen s.t.
La Rabobank Continental ha tenuto in mano la corsa andando prima in fuga con ben quattro uomini insieme ad altri 12 e, una volta ripresa la fuga, si sono messi davanti a tirare per il loro corridore più veloce, già protagonista nella Dwars door Drenthe vinta da Enrico Rossi. E' stato Jetse Bol a lanciare lo sprint al compagno Vermeltfoort, partito ottimamente e abile a non farsi rimontare dagli avversari. Per il giovane olandese è una conferma ulteriore delle sue indubbie qualità, dopo un buon Tour de Normandie e, appunto, il terzo posto nella Dwars door Drenthe e l'ottavo nella Ronde van Drenthe.
ORDINE D'ARRIVO
1° Coen Vermeltfoort (Ned) Rabobank Continental
2° Kevin Claeys (Bel) Pws Eijssen s.t.
3° Julien Vermote (Bel) Beveren 2000 s.t.
4° Kenny Terweduwe (Bel) Jong Vlaanderen s.t.
5° Dries Depoorter (Bel) New Heebra-Lombarden s.t.
6° Boy Van Poppel (Ned) Rabobank Continental s.t.
7° Jonas Vangenechten (Bel) Verandas Willems s.t.
8° Kenneth Bultynck (Bel) Wc Soenens - Jartazi s.t.
9° Bjorn Coomans (Bel) Profel Cycling Team s.t.
10° Dries Hollanders (Bel) Pws Eijssen s.t.
Rund um Duren, in volata la spunta il tedesco Sven Krauss
Il tedesco Sven Krauss ha vinto la 77° edizione della Rund um Duren, gara dedicata agli elite e alle squadre di seconda fascia tedesche. Il corridore del Team Halanke.de ha vinto in volata battendo il duo della Nutrixxion Sparkasse Michael Schweizer e Steffen Radochla, anticipati e sorpresi dalla volata di Krauss, che sicuramente non fa della volata la sua caratteristica più importante. La corsa è risultata molto movimentata con vari tentativi di attacco specialmente nell'ultimo giro, con David Kopp tra i più attivi. Il gruppo, tirato dalla Nutrixxion Sparkasse, è stato bravo a gestire la situazione e a riprendere i fuggitivi prima dell'arrivo. Ma la squadra Continental tedesca non aveva fatto i conti con Krauss: l'ex corridore della Gerolsteiner dimostra di valere di più della posizione in cui si trova attualmente, anche dopo la buona prova della Cinturon a Mallorca. Vista l'età (Krauss è dell'83), non è escluso un suo ritorno nel ciclismo che conta, seguendo un po' il percorso fatto da Luke Roberts, rimasto due anni in squadre minori tedesche e tornato quest'anno nel ProTour.
ORDINE D'ARRIVO
1° Sven Krauss (Ger) Team Halanke.de
2° Michael Schweizer (Ger) Nutrixxion Sparkasse s.t.
3° Steffen Radochla (Ger) Nutrixxion Sparkasse s.t.
4° Christoph Pfingsten (Ned) Van Vliet - Ebh s.t.
5° Lucas Schadlich (Ger) Thuringer Energie Team s.t.
6° Christian Poos (Lux) Differdange CT s.t.
7° Bram Schmitz (Ned) Van Vliet - Ebh s.t.
8° Robert Retschke (Ger) Differdange CT s.t.
9° Johnny Van Diermen (Ned) Van Hemert Group s.t.
10° Lars Horring (Ned) Metec Cycling Team s.t.
ORDINE D'ARRIVO
1° Sven Krauss (Ger) Team Halanke.de
2° Michael Schweizer (Ger) Nutrixxion Sparkasse s.t.
3° Steffen Radochla (Ger) Nutrixxion Sparkasse s.t.
4° Christoph Pfingsten (Ned) Van Vliet - Ebh s.t.
5° Lucas Schadlich (Ger) Thuringer Energie Team s.t.
6° Christian Poos (Lux) Differdange CT s.t.
7° Bram Schmitz (Ned) Van Vliet - Ebh s.t.
8° Robert Retschke (Ger) Differdange CT s.t.
9° Johnny Van Diermen (Ned) Van Hemert Group s.t.
10° Lars Horring (Ned) Metec Cycling Team s.t.
Tro Bro Leon, vince Jeremy Roy della Francaise des Jeux in solitario
Jeremy Roy ha vinto la 27° edizione della Tro Bro Leon, corsa in linea francese ribattezzata da molti la "Parigi - Roubaix della Bretagna". Il corridore della Francaise des Jeux ha preceduto sul traguardo i connazionali Renaud Dion della Roubaix Lille Metropole e Lloyd Mondory dell'Ag2R - La Mondiale, riuscendo a conquistare il primo successo stagionale dopo le buone prove nelle gare degli ultimi giorni.
La corsa, ricca di tratti in pavé e, quindi, considerata una piccola versione della Roubaix, è entrata nel vivo quando l'Ag2R ha deciso di forzare proprio in un tratto lastricato, iniziando a scremare il numeroso gruppo. Sfruttando sempre le caratteristiche della corsa, un gruppetto di quattro uomini si è avvantaggiato e a 20 chilometri dall'arrivo, Dion e Benoit Daeninck della Roubaix Lille Metropole, Mondory dell'Ag2R e Jean-Luc Delpech avevano una ventina di secondi sui controattaccanti Pierrig Quemeneur della Bbox, Cedric Lemoine della Saur, Romain Lemarchand della Big Mat, Jeremy Roy della FdJ e Florian Vachon della Bretagne - Schuller. I due gruppetti, nei chilometri successivi, si sono riuniti, ma grazie a dei continui attacchi Roy è riuscito a evadere. Il francese non ha mai accumulato molto vantaggio ma non è più stato ripreso fin sul traguardo, con il gruppo degli inseguitori che si è man mano sfaldato, arrivando molto frazionato all'arrivo.
ORDINE D'ARRIVO
1° Jeremy Roy (Fra) Francaise des Jeux
2° Renaud Dion (Fra) Roubaix Lille Metropole a 3''
3° Lloyd Mondory (Fra) Ag2R - La Mondiale a 5''
4° Jean-Luc Delpech (Fra) Bretagne - Schuller s.t.
5° Florian Vachon (Fra) Bretagne - Schuller a 13''
6° Benoit Daeninck (Fra) Roubaix Lille Metropole a 38''
7° Cyril Lemoine (Fra) Saur - Sojasun s.t.
8° Perrig Quemeneur (Fra) Bbox Bouygues Telecom s.t.
9° Romain Lemarchand (Fra) Big Mat - Auber 93 a 43''
10° Jimmy Engoulvent (Fra Saur - Sojasun a 1'22''
La corsa, ricca di tratti in pavé e, quindi, considerata una piccola versione della Roubaix, è entrata nel vivo quando l'Ag2R ha deciso di forzare proprio in un tratto lastricato, iniziando a scremare il numeroso gruppo. Sfruttando sempre le caratteristiche della corsa, un gruppetto di quattro uomini si è avvantaggiato e a 20 chilometri dall'arrivo, Dion e Benoit Daeninck della Roubaix Lille Metropole, Mondory dell'Ag2R e Jean-Luc Delpech avevano una ventina di secondi sui controattaccanti Pierrig Quemeneur della Bbox, Cedric Lemoine della Saur, Romain Lemarchand della Big Mat, Jeremy Roy della FdJ e Florian Vachon della Bretagne - Schuller. I due gruppetti, nei chilometri successivi, si sono riuniti, ma grazie a dei continui attacchi Roy è riuscito a evadere. Il francese non ha mai accumulato molto vantaggio ma non è più stato ripreso fin sul traguardo, con il gruppo degli inseguitori che si è man mano sfaldato, arrivando molto frazionato all'arrivo.
ORDINE D'ARRIVO
1° Jeremy Roy (Fra) Francaise des Jeux
2° Renaud Dion (Fra) Roubaix Lille Metropole a 3''
3° Lloyd Mondory (Fra) Ag2R - La Mondiale a 5''
4° Jean-Luc Delpech (Fra) Bretagne - Schuller s.t.
5° Florian Vachon (Fra) Bretagne - Schuller a 13''
6° Benoit Daeninck (Fra) Roubaix Lille Metropole a 38''
7° Cyril Lemoine (Fra) Saur - Sojasun s.t.
8° Perrig Quemeneur (Fra) Bbox Bouygues Telecom s.t.
9° Romain Lemarchand (Fra) Big Mat - Auber 93 a 43''
10° Jimmy Engoulvent (Fra Saur - Sojasun a 1'22''
Presidential Tour of Turkey a Giovanni Visconti, l'ultima tappa ancora a Greipel
Giovanni Visconti ha vinto l'edizione di quest'anno del Presidential Tour of Turkey sfruttando al meglio il vantaggio ottenuto grazie alla fuga della quarta tappa e gestendo il vantaggio sui suoi avversari nelle tappe successive, piazzando anche qualche sprint con abbuoni. Il corridore dell'ISD - Neri ha battuto di 29 secondi il promettente statunitense Tejay Van Garderen dell'HTC - Columbia e di 33 secondi il francese David Moncoutie della Cofidis.
Nell'ultima tappa è ancora André Greipel a vincere in volata, con il tedesco bravo a battere l'italiano Angelo Furlan della Lampre e l'olandese Kenny Van Hummel della Skil - Shimano. La solita fuga di giornata, oggi, era composta da Ermanno Capelli della Footon - Servetto, Kalle Kriit della Cofidis, Oleg Berdos della De Rosa, David Deroo della Skil - Shimano e Bartlomiej Matysiak della CCC Polsat. I cinque uomini, a 45 chilometri dall'arrivo, contavano ancora 1 minuto e 40 secondi sul plotone, ma il vantaggio è inesorabilmente diminuito fino al ricongiungimento a 10 chilometri dall'arrivo. A 4 chilometri dall'arrivo ci ha provato Andrea Tonti della CarmioOro ma senza grande fortuna. Allo sprint, Greipel si è dimostrato ancora una volta il migliore mentre Visconti rimaneva nella pancia del gruppo senza rischiare niente, pronto a godersi i festeggiamenti per questa bella vittoria.
ORDINE D'ARRIVO
1° André Greipel (Ger) Team HTC - Columbia
2° Angelo Furlan (Ita) Lampre - Farnese Vini s.t.
3° Kenny Van Hummel (Ned) Skil - Shimano s.t.
4° Sacha Modolo (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
5° Francisco Chamorro Piva (Arg) Scott - Marcondes Cesar s.t.
CLASSIFICA FINALE
1° Giovanni Visconti (Ita) ISD - Neri
2° Tejay Van Garderen (USA) HTC - Columbia a 29''
3° David Moncoutié (Fra) Cofidis a 33''
4° Giampaolo Cheula (Ita) Footon - Servetto a 54''
5° Cristian Salerno (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 1'48''
6° Yukihiro Doi (Jpn) Skil - Shimano a 2'52''
7° Oscar Gatto (Ita) ISD - Neri a 3'48''
8° André Greipel (Ger) HTC - Columbia a 4'16''
9° Remi Pauriol (Fra) Cofidis a 5'05''
10° Christophe Kern (Fra) cofidis a 5'13''
fonte: cyclingnews.com
Nell'ultima tappa è ancora André Greipel a vincere in volata, con il tedesco bravo a battere l'italiano Angelo Furlan della Lampre e l'olandese Kenny Van Hummel della Skil - Shimano. La solita fuga di giornata, oggi, era composta da Ermanno Capelli della Footon - Servetto, Kalle Kriit della Cofidis, Oleg Berdos della De Rosa, David Deroo della Skil - Shimano e Bartlomiej Matysiak della CCC Polsat. I cinque uomini, a 45 chilometri dall'arrivo, contavano ancora 1 minuto e 40 secondi sul plotone, ma il vantaggio è inesorabilmente diminuito fino al ricongiungimento a 10 chilometri dall'arrivo. A 4 chilometri dall'arrivo ci ha provato Andrea Tonti della CarmioOro ma senza grande fortuna. Allo sprint, Greipel si è dimostrato ancora una volta il migliore mentre Visconti rimaneva nella pancia del gruppo senza rischiare niente, pronto a godersi i festeggiamenti per questa bella vittoria.
ORDINE D'ARRIVO
1° André Greipel (Ger) Team HTC - Columbia
2° Angelo Furlan (Ita) Lampre - Farnese Vini s.t.
3° Kenny Van Hummel (Ned) Skil - Shimano s.t.
4° Sacha Modolo (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
5° Francisco Chamorro Piva (Arg) Scott - Marcondes Cesar s.t.
CLASSIFICA FINALE
1° Giovanni Visconti (Ita) ISD - Neri
2° Tejay Van Garderen (USA) HTC - Columbia a 29''
3° David Moncoutié (Fra) Cofidis a 33''
4° Giampaolo Cheula (Ita) Footon - Servetto a 54''
5° Cristian Salerno (Ita) De Rosa - Stac Plastic a 1'48''
6° Yukihiro Doi (Jpn) Skil - Shimano a 2'52''
7° Oscar Gatto (Ita) ISD - Neri a 3'48''
8° André Greipel (Ger) HTC - Columbia a 4'16''
9° Remi Pauriol (Fra) Cofidis a 5'05''
10° Christophe Kern (Fra) cofidis a 5'13''
fonte: cyclingnews.com
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