domenica 21 marzo 2010

La Roue Tourangelle, vittoria di Yann Guyot su Baldo e Samokhvalov

Il giovane corridore francese Yann Guyot ha conquistato la sua più importante vittoria in carriera riuscendo a vincere la Roue Tourangelle, importante gara del calendario francese dedicato agli Elite e ai Dilettanti. Il corridore della Sojasun AC Noyal ha battuto allo sprint i compagni di fuga Nicolas Baldo dell'Atlas Personal e Dimitry Samokhvalov della Blois Cac 41.
La corsa è entrata subito nel vivo con molti tentativi di fuga, dei quali il più importante è quello partito al chilometro 21 formato da 7 uomini e ripreso dopo una quaratina di chilometri. La svolta arriva a 80 chilometri dall'arrivo, poco dopo il quinto strappo della giornata, quando in 14 riescono a scappare dal gruppo principale. I membri del gruppo sono Clement Penven e Jimmy Turgis della CC Nogent-Sur-Oise, Mederic Clain della St Cyr Tours, Michael Reihs della Designa Kokken, Andreas Frish dell'Energi Fyn, Nicolas Baldo dell'Atlas Personal, Dimitry Samokhvalov della Blois Cac 41, Vitor Rodrigues della Caja Rural, Fabien Sidaner della Cotes d'Armor, Sylvian Blanquefort della Mosaic Diffusion, Yann Guyot e Thibault Mace della Sojasun e Jocelin Maillet e Yann Moritz della Vendee U.
La fuga prende largo, raggiungendo fino a 1 minuto e 50 secondi di vantaggio. Il gruppetto dei 14 resiste al ritorno del gruppo finché ai 2 chilometri dal traguardo Baldo, Samokhvalov e Guyot se ne vanno, con Guyot bravo a vincere la volata sugli altri due attaccanti.

ORDINE D'ARRIVO
1° Yann Guyot (Fra) Sojasun AC Noyal
2° Nicolas Baldo (Fra) Atlas Personal s.t.
3° Dimitry Samokhvalov (Rus) Blois Cac 41 a 1''
4° Yann Moritz (Fra) Vendee U a 30''
5° Mederic Clain (Fra) St Cyr Tours s.t.
6° Thibault Mace (Fra) Sojasun AC Noyal s.t.
7° Michael Reihs (Den) Designa Kokken s.t.
8° Clement Penven (Fra) CC Nogent-Sur-Oise s.t.
9° Sylvain Blanquefort (Fra) Mosaic Diffusion s.t.
10° Vitor Rodrigues (Por) Caja Rural s.t.

Istrian Spring Trophy, vittoria finale per Vrecer, ultima tappa a Rogina

Lo sloveno Robert Vrecer ha vinto l'Istrian Spring Trophy grazie alla sua costanza in tutte e quattro le tappe della corsa e alle due vittorie parziali, nel prologo e nella seconda tappa. Il corridore della Perutnina Ptuj ha conservato la maglia di leader entrando nella fuga decisiva di oggi, promossa dai suoi due rivali più agguerriti per la classifica finale, cioè lo sloveno Blaz Furdi, arrivato secondo a 18 secondi, e il croato Radoslav Rogina, terzo a 24 secondi.
Dopo tre secondi posti nelle ultime gare, Rogina è riuscito a vincere la tappa odierna, battendo Furdi e l'altro componente della fuga Jan Tratnik.

ORDINE D'ARRIVO
1° Radoslav Rogina (Cro) Loborika
2° Blaz Furdi (Slo) Sava s.t.
3° Jan Tratnik (Slo) Zheroquadro Radenska s.t.
4° Robert Vrecer (Slo) Perutnina Ptuj s.t.
5° Boy Van Poppel (Ned) Rabobank Continental a 29''

CLASSIFICA FINALE
1° Robert Vrecer (Slo) Perutnina Ptuj
2° Blaz Furdi (Slo) Sava a 18''
3° Radoslav Rogina (Cro) Loborika a 24''
4° Jan Tratnik (Slo) Zheroquadro Radenska a 54''
5° Wilco Kelderman (Ned) Rabobank Continental a 1'05''
6° Arkimedes Arguelyes (Rus) Itera - Katusha a 1'10''
7° Matej Gnezda (Slo) Adria Mobil a 1'23''
8° Harald Totschnig (Aut) Tyrol Team a 1'26''
9° Michael Stevenson (Swe) Sparbenken Vest a 1'34''
10° Tomas Buchacek (Cze) Psk Whirlpool a 1'41''

Cholet Pays de Loire, vittoria in volata per Leonardo Duque della Cofidis

Il colombiano Leonardo Duque ha vinto la seconda prova della Coppa di Francia, la Cholet Pays de Loire, regolando il gruppo arrivato compatto al traguardo. Dietro il corridore della Cofidis, secondo Matthieu Ladagnous della Francaise des Jeux e terzo Klaas Lodewyck della Topsport Vlaanderen.
La corsa, 200 chilometri totali, si è subito animata con una fuga di otto corridori partita dopo soltanto 4 chilometri. I componenti della fuga erano Sebastien Chavanel della Francaise des Jeux, Matteo Carrara della Vacansoleil, Anthony Ravard dell'Ag2R, Anthony Charteau della Bouygues Telecom, Preben Van Hecke della Topsport Vlaanderen, Guillaume Levarlet della Saur - Sojasun, Johan Mombaerts dell'Auber 93 e Renaud Dion della Roubaix Lille Metropole. Vantaggio massimo per gli otto 5 minuti e 50 secondi, a circa metà gara. Dietro, Saxo Bank, Cofidis e Bretagne Schuller tiravano al massimo mentre davanti Charteau e Dion subivano una caduta, con il solo Dion capace di rientrare.
A 30 chilometri dal traguardo, Pierrick Fedrigo, Thomas Voeckler e Cyril Gautier della Bouygues Telecom e Jeremie Galland della Saur - Sojasun sono riusciti a rientrare sulla testa della corsa, con il gruppo principale staccato di 2 minuti. Ma nonostante gli sforzi degli attaccanti, il gruppo è riuscito a rientrare sui fuggitivi. Sull'ultima salita ci ha provato il giovane Arthur Vichot della Francaise des Jeux ma le squadre dei velocisti erano attente e pronte a sventare qualsiasi attacco. All'arrivo, Duque è risultato il più veloce portando la vittoria alla Cofidis, già arrivato all'undicesima vittoria stagionale.

ORDINE D'ARRIVO
1° Leonardo Duque (Col) Cofidis
2° Matthieu Ladagnous (Fra) Francaise des Jeux s.t.
3° Klaas Lodewyck (Bel) Topsport Vlaanderen s.t.
4° Cedric Pineau (Fra) Roubaix Lille Metropole s.t.
5° Romain Feillu (Fra) Vacansoleil s.t.
6° Kevyn Ista (Bel) Cofidis s.t.
7° Florian Vachon (Fra) Bretagne - Schuller s.t.
8° Davy Commeyne (Bel) Landbouwkrediet s.t.
9° Jimmy Casper (Fra) Saur - Sojasun s.t.
10° Andrea Piechele (Ita) CarmioOro NGC s.t.

fonte: cyclismactu.net

Ronde van het Groene Hart, stoccata vincente di Jens Mouris della Vacansoleil

L'olandese Jens Mouris ha vinto la 4° edizione dell'Eneco Ronde van het Groene Hart, gara che si corre in Olanda con partenza a Pijnacker e arrivo a Zoetermeer, passando per Rotterdam, Utrecht e Amsterdam. Il corridore della Vacansoleil è partito a poco più di 10 chilometri dall'arrivo lasciando la compagnia degli altri fuggitivi. Il suo vantaggio non è mai salito sopra i 15 secondi ma dietro non c'è stata grande collaborazione per andarlo a riprendere. Quando, all'ultimo chilometro, il vantaggio era sceso sui 6 secondi, dietro hanno iniziato a guardarsi lasciando a Mouris un tranquillo arrivo a braccia alzate, con Nico Eeckhout a battere Sep Vanmarcke e Graeme Brown per il secondo posto.
La fuga, composta da 15 corridori, si era formata nella prima parte della corsa quando il plotone si era frazionato in più tronconi. Il gruppetto era formato da Jens Mouris e Lieuwe Westra della Vacansoleil, Nico Eeckhout dell'An Post - Sean Kelly, Sep Vanmarcke e Pieter Vanspeybroeck della Topsport Vlaanderen, Graeme Brown e Rick Flens della Rabobank, Kenny Van Hummel e Tom Veelers della Skil Shimano, Geert Omloop della Palmans - Cras, Wim De Vocht e Servais Knaven della Milram, David Boucher della Landbouwkrediet, Vicente Reynes dell'HTC - Columbia e Kim Lachmann del Team Nutrixxion Sparkasse.
Il vantaggio era salito fino a 3 minuti e 30 secondi finché la Vacansoleil non ha provato a organizzare l'inseguimento ma il distacco, ormai, era troppo alto. A 15 chilometri dall'arrivo sono iniziati gli scatti nel gruppo principale, con Nico Eeckhout della An Post Kelly tra i più attivi, finché Mouris non ha scelto il momento giusto per andarsene e non è stato più ripreso, grazie anche al prezioso lavoro di rottura dei cambi del compagno Westra nel gruppo degli inseguitori.

ORDINE D'ARRIVO
1° Jens Mouris (Ned) Vacansoleil
2° Nico Eeckhout (Bel) An Post - Sean Kelly a 11''
3° Sep Vanmarcke (Bel) Topsport Vlaanderen s.t.
4° Graeme Brown (Ned) Rabobank s.t.
5° Kenny Van Hummel (Ned) Skil - Shimano s.t.
6° Geert Omloop (Bel) Palmans - Cras s.t.
7° Pieter Vanspeybroeck (Bel) Topsport Vlaanderen s.t.
8° Wim De Vocht (Bel) Team Milram s.t.
9° David Boucher (Fra) Landbouwkrediet s.t.
10° Vicente Reynes (Esp) HTC - Columbia s.t.

Milano - Sanremo, le pagelle di Parliamo di Ciclismo

Oscar Freire (Rabobank) 9.5
Ha corso la gara perfetta, sempre coperto, nelle posizioni che contavano sulle salite. Ha fatto una volata regale, era nettamente il più forte. E poi, giusto per valorizzare ancora di più la sua corsa, in pratica era senza squadra. Un vero campione.
Tom Boonen (QuickStep) 8
Secondo dietro un imbattibile Freire, dimostra di essere in forma e pronto per le sue amate classiche del Nord. Come lo spagnolo, sempre tra i primi sulle salite, in volata gli è mancata forse un po' di brillantezza.
Alessandro Petacchi (Lampre) 8
La miglior Sanremo di Petacchi, prende le salite addirittura in testa, è molto attento e la gamba sembra buona. Si ritrova senza squadra alla fine e ne soffre dato che a lui piace prendere le volate davanti. Flecha lo ostacola all'ultima curva e perde un po' di terreno, ma uno come lui non doveva farsi sorprendere.
Sacha Modolo (Colnago) 9
Neoprofessionista, ha partecipato a neanche 20 corse e riesce a piazzarsi, in una corsa di 300 chilometri, al quarto posto in netta rimonta dopo aver preso la volata da dietro. La sorpresa più lieta della giornata, un velocista vero che ricorda un po' Freire e un po' McEwen, lasciamolo crescere anche se sembra già pronto per vincere.
Daniele Bennati (Liquigas) 7
Dalla sua aveva la squadra più forte, con gregari del calibro di Nibali, Pellizotti, Kreuziger e un sorprendente Oss. Parte in testa ma troppo presto, probabilmente non aveva alternative ma le gambe non giravano benissimo, già sul Poggio era un po' in difficoltà. La Sanremo è adatta a lui, ci riproverà.
Thor Hushovd (Cervelo) 6.5
Sesto posto per il terzo dell'anno scorso, quest'anno la forma non era la stessa, lo dimostra il tentativo di attacco nella discesa del Poggio, chiaro segnale che in volata si sentiva battuto. Per un velocista della sua mole, essere arrivato con i primi è comunque un ottimo segnale di forma.
Filippo Pozzato (Katusha) 7
Fa tirare la squadra per tutta la corsa ritrovandosi nel finale da solo, ci prova ripetutamente sulle varie salite e agli ultimi 2 chilometri, ma la corsa era destinata a finire in volata e si deve accontentare. Ci poteva stare un attacco più convinto sul Poggio ma il vento contrario ha messo in difficoltà tutti. La forma fa ben sperare per le prossime corse.
Francesco Ginanni (Androni) 7.5
Alla sua prima Sanremo, dimostra che il chilometraggio non è un problema e che è un buon discesista, provandoci sia dopo la Cipressa che dopo il Poggio. Si piazza anche in volata e dimostra ottime qualità. Gli sono mancati i compagni di squadra, dall'Androni ci si aspettava di più.
Stefano Garzelli 8 e Luca Paolini 5 (Acqua & Sapone)
L'Acqua & Sapone, probabilmente, ha puntato sull'uomo sbagliato. Garzelli era in palla come non mai, ha sempre tirato per il suo capitano Paolini che però non si è in pratica mai visto davanti, sempre a ruota e non ha mai dato la sensazione di poter vincere. Per Garzelli probabilmente era impossibile vincere, per Paolini lo è stato.
Philippe Gilbert (Omega Pharma Lotto) 6
Bravo a provarci sul Poggio e nella discesa, ma la forma non è ancora delle migliori. Da lui, dopo il finale di stagione dell'anno scorso, ci si aspetta sempre molto, cosa che alla Sanremo non ha fatto.
Vincenzo Nibali (Liquigas) 5.5
Bravo a provarci ripetutamente dopo il Poggio, ma sbaglia clamorosamente l'attacco finita la discesa, dato che dietro la sua squadra si stava organizzando per portare Bennati in volata. E un gregario in più al velocista sarebbe servito.
Daniel Oss (Liquigas) 8
Con Modolo, l'altra gradita sorpresa di giornata. Al secondo anno da neoprof, tira nell'ultimo chilometro da solo, dopo 298 chilometri di corsa. Gregario esemplare, potrebbe avere qualche possibilità in più dal Fiandre in avanti, visto anche il fisico che si ritrova. Sicuramente, la Liquigas ha un bel campioncino tra le mani.
Fabian Cancellara (Saxo Bank) 5
Arriva con il primo gruppo ma, sinceramente, qualcuno se n'è accorto? Non aveva la gamba dei giorni migliori e lo sapevamo, non si stava nascondendo alla Tirreno, semplicemente non ne aveva. La forma sta migliorando ma questa Sanremo, con così pochi gregari a disposizione negli ultimi chilometri, era l'ideale per un suo attacco, magari insieme a Pozzato.
Mark Cavendish (HTC-Columbia) 4
Non gli si poteva chiedere di più. Non è in forma e lui, per vincere la Sanremo, lo deve essere. Ha avuto anche tanta sfortuna ma il Cavendish dell'anno scorso sarebbe stato comunque lì. Il primo obiettivo di stagione è sfumato, ma lo rivedremo sicuramente più avanti.
Damiano Cunego (Lampre) 4.5
Si fa sorprendere nella discesa del Turchino e rimane dietro, fa un gran numero in discesa e riesce a rientrare ma poi non è mai protagonista. Si vede davanti solo sulla Cipressa ma poco più. Aveva detto che ci avrebbe provato, non si sa quando e dove però.
Edvald Boasson Hagen (Sky) 4
Arrivava da favorito, almeno per i maggiori esperti, ma delude in pieno le aspettative, come purtroppo spesso gli capita. Accusa dolori allo stomaco e arriva insieme a Cavendish, sarebbe ingiudicabile ma da lui ci si aspetta sempre qualcosa di più. Ha l'occasione di rifarsi subito con le classiche del Nord. Noi lo aspettiamo.
Parliamo di Ciclismo 8
Mi assegno un 8 perché avevo pronosticato due dei tre che sono finiti sul podio, Boonen e Freire, ma ho sbagliato su Boasson Hagen. Bennati è stato comunque protagonista mentre un Petacchi così in forma non me l'aspettavo proprio. Ci rivediamo per il Giro delle Fiandre!

Dilettanti. Finalmente una vittoria per Matteo Pelucchi, suo il Trofeo Edilizia Mogetta

Matteo Pelucchi ha vinto la decima edizione del Trofeo Edilizia Mogetta Giuseppe che si è svolto sabato 20 Marzo a Sambucheto di Montecassiano, in provincia di Macerata. Il velocista della Trevigiani ha battuto allo sprint il duo della Bedogni Grassi Natalini Francesco Lasca e Salvatore Puccio. Per Pelucchi si tratta della prima vittoria stagionale dopo qualche piazzamento sul podio nelle gare delle settimane precedenti.
La gara si è svolta con un ritmo forsennato, con circa 46 chilometri/orari di media, che ha così limitato i classici tentativi di fuga. Si entrava nel vivo della corsa sul circuito finale di Montecassiano a Sambucheto, da ripetere 10 volte per un totale di 120 chilometri. Al secondo giro ci hanno provato Pizzingrilli della Palazzago e Camilli della Vega Prefabbricati ma senza fortuna, dato che sono stati ripresi a poco più di mezza gara. Poco dopo, un'altra fuga ha provato ad avvantaggiarsi ma con, alle spalle, il treno della Trevigiani a tutta c'era poco da fare per i battistrada, ripresi e tenuti sotto controllo dalla squadra di Pelucchi.
Il velocista della Trevigiani ha fatto un'ottima volata, dimostrando le sue indubbie qualità negli sprint e sfruttando al massimo il lavoro dei compagni

ORDINE D'ARRIVO
1° Matteo Pelucchi (Ita) U.C. Trevigiani Dynamon Bottoli
2° Francesco Lasca (Ita) Bedogni Grassi Natalini s.t.
3° Salvatore Puccio (Bedogni Grassi Natalini s.t.
4° Marco Zanotti (Ita) Team Delio Gallina S.Inox s.t.
5° Fabio Tommassini (Ita) S.C. Reda Mokador s.t.
6° Domenico Rosini (Ita) Futura Team Matricardi s.t.
7° Manuel Fedele (Ita) Aran Cucine D’Angelo & Antenucci s.t.
8° Christian Delle Stelle (Ita) U.C. Trevigiani Dynamon Bottoli s.t.
9° Giacomo Calzoni (Ita) Team Delio Gallina S.Inox s.t.
10° Antonino Puccio (Ita) Bedogni Grassi Natalini s.t.

fonte: federciclismo.it

Istrian Spring Trophy, 2°tappa a Robert Vrecer che ritorna leader della classifica

Dopo soltanto un giorno, Robert Vrecer della Perutnina Ptuj è subito ritornato leader, grazie a una prova solida nella seconda tappa, vinta con un buon vantaggio sugli immediati inseguitori. Lo sloveno ha preceduto di 21 secondi un trio formato da Radoslav Rogina, Arkimedes Arguelyes e Blaz Furdi, scalzato dalla vetta della classifica proprio da Vrecer.
Il corridore della Perutnina Ptuj ora ha 25 secondi su Furdi della Sava e 34 secondi su Wilco Kelderman della Rabobank Continental.
Domani l'ultima tappa, che riporterà i ciclisti su un percorso pianeggiante dopo la prima e la seconda tappa che presentavano un profilo più movimentato, con tutti i migliori che proveranno comunque a scalfire la posizione di leader di Vrecer anche se il vantaggio dello sloveno è consistente.

ORDINE D'ARRIVO
1° Robert Vrecer (Slo) Perutnina Ptuj
2° Radoslav Rogina (Cro) Loborika a 21''
3° Arkimedes Arguelyes (Rus) Itera - Katusha s.t.
4° Blaz Furdi (Slo) Sava s.t.
5° Junya Sano (Jpn) Nippo a 24''

CLASSIFICA GENERALE
1° Robert Vrecer (Slo) Perutnina Ptuj
2° Blaz Furdi (Slo) Sava a 25''
3° Wilco Kelderman (Ned) Rabobank Continental a 34''
4° Radoslav Rogina (Cro) Loborika s.t.
5° Arkimedes Arguelyes (Rus) Itera - Katusha a 39''
6° Matej Gnezda (Slo) Adria Mobil a 52''
7° Harald Totschnig (Aut) Tyrol Team a 55''
8° Jan Tratnik (Slo) Zheroquadro Radenska a 57''
9° Michael Stevenson (Swe) Sparbenken Vest a 1'03''
10° Matthias Wiele (Ger) Jenatec Cycling s.t.

sabato 20 marzo 2010

Milano - Sanremo, tripletta per Oscar Freire, un'altra perla dello spagnolo!

Oscar Freire Gomez ha vinto la 101°edizione della Milano - Sanremo grazie a uno sprint vincente e una gara corsa tatticamente in modo splendido, sempre nelle prime posizioni ma coperto, e arrivato al momento decisivo in terza ruota, posizione ideale per vincere. Lo spagnolo della Rabobank ha battuto Tom Boonen della QuickStep e Alessandro Petacchi della Lampre in un'ordine d'arrivo in cui è mancato praticamente solo il nome di Mark Cavendish.
Le prime fasi di corsa con Turchino e Manie
I 298 chilometri della prima classica di stagione si sono svolti sotto una leggera pioggia a inizio corsa, scomparsa poi una volta entrati in Liguria. Clima ideale per correre, con la temperatura sui 12-15 gradi, ma con un vento che in alcune fasi della corsa ha dato fastidio ai corridori.
Dopo soltanto un chilometro la prima fuga di giornata, promossa da Diego Caccia dell'ISD-Neri, Aristide Ratti della CarmioOro e Fabrice Piemontesi dell'Androni Giocattoli. Massimo vantaggio per i tre corridori, 22 minuti e 35 secondi.
Con il gruppo che inizia a tirare il vantaggio inizia a scendere velocemente, finché non si arriva alla prima asperità di giornata, il Passo del Turchino. Ma la selezione non avviene in salita, ma nella discesa successiva, con il gruppo che si spezza in due tronconi sotto la spinta di Acqua & Sapone e ISD - Neri. Dietro rimangono atleti del calibro di Cavendish, Cunego, Schleck e Rogers. Approfittando della situazione, la Katusha di Pozzato sulla salita delle Manie si mette davanti a tutta, sfruttando il lavoro di Ivanov, Mazzanti e Kolobnev. Vengono ripresi i fuggitivi e davanti rimangono una decina, con il gruppo molto frazionato anche grazie alla discesa. Nel tratto pianeggiante che precede l'inizio della fase finale della corsa, rientrano praticamente tutti quelli che si erano staccati, compreso un comunque affaticato Cavendish.
La Cipressa
A 60 chilometri dall'arrivo, ci prova Maxime Bouet dell'Ag2R, inseguito successivamente da 7 corridori. Il francese riesce a raggiungere fino a 1 minuto e 30 secondi di vantaggio ma, sul Capo Berta, dagli inseguitori si stacca Dmytro Grabovskyy che rientra su Bouet e lo supera, rimanendo da solo al comando. Ma dietro le squadre più forti si sono organizzate e per Grabovskyy non c'è scampo.
Sulla Cipressa, a circa metà salita, ci prova ancora Kolobnev, con a ruota tutti i migliori. Dietro, si staccano Cavendish e anche un malconcio Giovanni Visconti. Liquigas e Lampre provano a fare ulteriore selezione, segnale che Bennati e Petacchi stanno bene. La discesa è velocissima e si segnalano numerosi attacchi con tra i più attivi Ginanni dell'Androni. Finita la discesa ci prova da solo Yoann Offredo della Francaise des Jeux, mentre il gruppo dietro si è ulteriormente frazionato, con davanti una trentina di corridori con tutti i migliori presenti.
Nel tratto in pianura tra la Cipressa e l'inizio del Poggio sono numerosi gli attacchi ma senza la necessaria convinzione per fare selezione. Tutti stanno aspettando il Poggio.
Il Poggio
E all'attacco dell'ultima salita di giornata, davanti ci sono Bernucci e Petacchi della Lampre, con a ruota Garzelli, che dopo qualche metro si mette davanti a tirare a tutta. Ai -9 viene ripreso Offredo, con sempre Garzelli davanti per il compagno Paolini. Ai -8 ci prova Rogers e Bernucci e Garzelli mollano. In risposta a Rogers parte Gilbert dell'Omega Pharma con a ruota Pozzato. Il gruppo si assottiglia ancora di più. Ma come per le salite precedenti, la selezione avviene in discesa. Pozzato e Gilbert partono in testa ma è Vincenzo Nibali della Liquigas a provarci, portando via altri quattro corridori. Le posizioni continuano a mescolarsi ed è Ginanni a riprovarci ancora, che arriva per primo nel tratto pianeggiante.
L'arrivo
Siamo ai -3 dall'arrivo e ci prova ancora Nibali, ma si accorge che dietro Bennati sta bene e si ferma, non rispondendo all'attacco di Filippo Pozzato, ripartito al contrattacco. Per Pozzato un centinaio di metri di vantaggio a 2 chilometri dall'arrivo, ma dietro la Liquigas è a tutta, con Daniel Oss davanti a Daniele Bennati.
Si passa sotto il triangolo rosso dell'ultimo chilometro e la situazione vede Oss davanti a Bennati, Freire e Boonen, poi Flecha, che ostacola un po' Petacchi alla sua ruota. Bennati esce dalla ruota di Oss e prende la volata in testa, ma Freire è pronto e aspetta il momento giusto per lanciarsi. Oscarito supera a doppia velocità Bennati mentre sia Boonen che Petacchi non hanno la forza per contrastare lo spagnolo. Vince Freire, con un buon margine sugli avversari.

Quando si superano i 250 chilometri, quando la gara è importante, quando tutti gli altri sono stanchi, Freire sembra appena partito, ha lo spunto vincente, è un campione. Non si vincono per caso tre Mondiali e tre Milano - Sanremo. Onore a Freire e a tutti gli sconfitti, perché l'edizione 2010 della Classicissima è stata la più emozionante e combattuta da qualche anno a questa parte, merito di tutti i partecipanti, che hanno provato in tutti i modi a darsi battaglia e a vincere questa gara affascinante, non durissima, ma pensata per i veri campioni.
Seguiranno i commenti dei protagonisti e una serie di valutazioni personali su chi c'è stato, chi è mancato e chi poteva fare di più.

ORDINE D'ARRIVO
1° Oscar Freire Gomez (Esp) Rabobank
2° Tom Boonen (Bel) Quick Step s.t.
3° Alessandro Petacchi (Ita) Lampre s.t.
4° Sacha Modolo (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
5° Daniele Bennati (Ita) Liquigas - Doimo s.t.
6° Thor Hushovd (Nor) Cervelo Test Team s.t.
7° Francesco Ginanni (Ita) Androni Giocattoli s.t.
8° Maxim Iglinskiy (Kaz) Astana s.t.
9° Philippe Gilbert (Bel) Omega Pharma - Lotto s.t.
10° Luca Paolini (Ita) Acqua & Sapone s.t.

Milano - Sanremo 2010, i commenti dei protagonisti

Oscar Freire, Rabobank, Vincitore della Milano - Sanremo 2010
"Sono veramente molto felice di quello che sono riuscito a fare, perché vincere la Sanremo è sempre un'emozione fantastica. Quest'anno ho fatto cinque volate e ne ho vinte quattro, ma questa è sicuramente la più importante. La squadra ha lavorato molto bene e la vittoria la voglio dedicare a loro. Temevo il brutto tempo, perché la gara sarebbe diventata ancora più dura, ma per fortuna tutto è andato per il meglio e sono riuscito a conquistare questa vittoria straordinaria. Il momento più difficile per me è stato lungo la discesa del Poggio. Pozzato ha guadagnato un po' di margine con altri cinque o sei. Ho avuto paura che riuscissero ad andarsene. Poi quando ha attaccato sapevo che dovevo soltanto cercare una buona ruota perché non potevo rincorrerlo. Questo era l'unico modo per vincere lo sprint."

Tom Boonen, Quick Step, 2° classificato
"Ho fatto una grande corsa, ho fatto il massimo, ho fatto tutto quello che dovevo fare. Anche in volata ero al posto giusto, sono riuscito a prendere la ruota di Freire ma Oscar oggi è stato il più forte. E la volata si commenta da sè. Complimenti a Freire".
Boonen continua sul suo desiderio di vincere la Sanremo: "Per vincere la Milano - Sanremo serve molto esperienza perché bisogna sapere come stare freddo durante la gara. Ho 29 anni e ci riproverò l'anno prossimo. Cipollini l'ha vinta dopo 14 anni, giusto? Questa era la mia ottava partecipazione, ho ancora tempo".
Boonen è poi passato a parlare delle classiche del Nord: "Ora è tempo per le classiche del Nord, che iniziano virtualmente questo mercoledì. La corsa di oggi ha dimostrato la mia forma e darò tutto sia per il Giro delle Fiandre sia per la Parigi - Roubaix".

Alessandro Petacchi, Lampre, 3° classificato
"Ho fatto proprio una grande Sanremo. Sulla Cipressa e sul Poggio sono andato veramente forte. Poi la volata è andata in un modo strano. All'ultima curva mi è entrato dentro Flecha che, dopo avermi passato, ha perso qualche metro e mi ha costretto a recuperare. Comunque sono contento perché essere arrivato terzo dopo tutto quello che mi è successo, è stata davvero un'impresa".

Sacha Modolo, Colnago, 4° classificato
"Ringrazio la squadra perché senza di loro questo non sarebbe stato possibile. Dopo la caduta nella galleria del Turchino eravamo rimasti tutti nel secondo gruppo e inseguire 81 corridori non è semplice. Una volta rientrato, ho cercato di stare il più possibile vicino a Boonen, Freire e Bennati, poi sulla Cipressa ho fatto un po' di fatica perché s'è fatta grande selezione, soprattutto sul falsopiano appena terminata la salita. Sul Poggio, invece, mi son tenuto dietro per salvare la gamba, ma mi sono sentito bene".
Modolo passa a parlare della volata: "Ero a ruota di Freire, poi di Boonen, poi nelle ultime curve sono spuntati corridori da tutte le parti e ho pensato più a restare calmo che a battagliare per la posizione. Lo sprint l'ho preso da molto dietro e son partito lunghissimo anche perché avevo visto che erano in tanti ad essere stanchi. C'è un po' di rammarico perché se fossi partito da una posizione migliore non so come sarebbe finita".

Daniele Bennati, Liquigas, 5° classificato
"Ho provato la volata anche se ero abbastanza stanco. Oss ha fatto un grande lavoro ma eravamo troppo lunghi e io son dovuto partire altrimenti rischiavo di essere anticipato. Mi dispiace. Ci credevo ma, se Cipollini ci ha messo 14 anni per vincere la Sanremo, va bene così"

Thor Hushovd, Cervelo, 6° classificato
"Stavo bene oggi e la scorsa settimana, quando ho fatto la Tirreno, ero felice perché le mie performance miglioravano giorno dopo giorno. Oggi penso di aver dimostrato la mia forma, negli ultimi 14 chilometri ho sbagliato lo sprint e non sono salito sul podio, ma credo sia stato il mio unico errore alla fine. Ora guardo avanti. Ho fatto un buon lavoro tutto l'inverno allenandomi bene tranne quando stavo male, e ora penso che la mia condizione stia continuando a migliorare".

Mark Cavendish, HTC - Columbia
"Quando siamo partiti non stavo così male ma quando eravamo all'inizio del Turchino e stavamo lottando per la posizione mi si sono rotte tre razze della ruota. Ho dovuto cambiare la ruota, ho inseguito e proprio in cima sono rientrato nel plotone ma in discesa c'è stata una caduta. Il gruppo si è frazionato. Sono un buon discesista e sono riuscito a rientrare nel secondo gruppo ma sapevo che davanti c'erano altri 40 corridori.
Riguardo all'attacco della Katusha, ha detto: "La squadra Katusha sapeva che avevo problemi e ha attaccato. Non penso che sia stato un gesto sportivo, onestamente. La mia squadra ha inseguito. Ha fatto un incredibile lavoro e li abbiamo quasi raggiunti sul Manie ma sono caduto nella discesa. Abbiamo ricominciato l'inseguimento da capo. Sono riuscito a rientrare ancora nel gruppo principale ma sulla Cipressa ho ceduto".
"L'anno scorso avevo qualcosa in più. Se avessi iniziato ad allenarmi solo due settimane prima, sarei stato meglio".

Filippo Pozzato, Katusha
Pozzato parla del suo attacco dopo il Poggio: "Era l’ultima carta da giocare, ci ho provato. Volevo partire un po’ più avanti ma ho sfruttato il rallentamento appena finita la discesa prima che rientrassero da dietro. Complimenti a Freire, penso che oggi abbia vinto quello più forte. Oggi la squadra ha interpretato benissimo la corsa e devo ringraziarli di cuore. Sul Poggio c’era vento contrario e non si riusciva a fare la differenza. Ci riproverò".

Matti Breschel, Saxo Bank, 11° classificato
"E' stata una gara faticosa grazie alla pioggia all'inizio della tappa e il finale con così pochi corridori davanti ha confermato che è stata una giornata unica in Italia. Stavo bene fino all'ultima salita dove io e Fabian (Cancellara) eravamo tra i primi a iniziare la discesa. Sfortunatamente, non sono riuscito a entrare nei migliori 10 ma la gara di oggi mi ha dato la sicurezza che la mia forma sarà al massimo all'inizio di Aprile".

Linus Gerdemann, Team Milram
"E' stato un giorno veramente duro. Siamo partiti con 7 gradi e pioggia a Milano e abbiamo corso con pessime condizioni con sporco e nebbia per 200 chilometri. Nel finale, sulla Cipressa, abbiamo provato con tre uomini di fare la differenza. Sull'ultima salita, il Poggio, ero da solo davanti e ho dato tutto. Ma dopo 290 chilometri non avevo più forze. Nello sprint finale, non avevo chance di vittoria. I miei complimenti alla squadra".

Juan Antonio Flecha, Team Sky
"Thomas Lovkvist mi ha portato davanti all'ultima curva, ma Boonen si è messo tra Freire e me. Volevo essere lì nel caso in cui gli sprinter commettessero un errore, ma non ero nelle migliori condizioni per lo sprint. Stavo aspettando il momento di attaccare, ma non avevo le gambe. A confronto degli anni passati questa edizione è stata la più dura a causa del tempo e delle cadute. La prova di questo è stata la fine con non molti corridori rimasti davanti".

Edvald Boasson Hagen, Team Sky
Boasson Hagen ha spiegato le sue difficoltà causate da dolori allo stomaco: "I miei problemi sono iniziati all'inizio della Cipressa e, tempo di arrivare in vetta, non potevo più rimanere in gruppo e ho dovuto correre la mia gara fino al traguardo. Sono dispiaciuto perché se non era per il mio problema, credo che sarei stato con i migliori alla fine. Non credo che la lunghezza sia un grande problema".

Tyler Farrar, Garmin Transitions
"Stavo bene oggi e quindi sono molto deluso di non aver fatto risultato. Sfortunatamente ho accumulato un po' di svantaggio nella discesa della Cipressa e mi è costato qualcosa. Avevo Johan Van Summeren e David Millar ad aiutarmi e siamo ritornati sotto ma dopo hanno iniziato il Poggio e non sono riuscito a rimanere nel gruppo. Penso che il tempo abbia reso la corsa molto dura per tutti":

Roberto Reverberi, ds Colnago - CSF Inox
Reverberi inizia parlando di Modolo: "Nei giorni precedenti la gara avevo parlato con alcuni sponsor ed avevo detto loro di guardare la corsa perché ero convinto che Modolo sarebbe entrato nei primi cinque. Evidentemente ci avevo visto giusto".
Parlando della corsa, invece: "Ce la siamo vista brutta perché dopo la caduta di Fischer sono stati eccezionali tutti i ragazzi, da Canuti a Stortoni, da Frapporti a Marangoni: hanno tirato a tutta per avvicinarsi al gruppetto dei favoriti. Ci ha dato una mano il Team HTC di Cavendish, altrimenti la nostra corsa sarebbe finita lì. Sulle Mànie è stato invece Pozzovivo a dare una bella trenata, portandoci a circa 30" dal primo gruppo. E poi in discesa siamo riusciti a rientrare con Modolo e con lo stesso Pozzovivo. Siamo decisamente contenti, oggi è una bella giornata".

Luca Scinto, ds ISD - Neri
"Abbiamo animato la corsa, prima con Caccia che è entrato nella fuga del pronti-via. Diego è un ottimo passista che si era già messo in luce alla Tirreno. Una buona azione che ha anticipato l'altro attacco, nella discesa del Turchino. Insieme all'Acqua & Sapone abbiamo davvero reso dura la corsa. Poi Grabovskyy è entrato nella fuga nata con l'attacco in discesa, ha collaborato con gli altri ma quando ha visto che nessuno aveva voglia di tirare, si è avvantaggiato da solo. E' stato bello vederlo in azione perchè sta dimostrando di esserci. Bisogna ricordarsi che è un ragazzo fortissimo in piena ripresa, dopo tre anni di professionismo vissuti da non da professionista".
L'analisi di Scinto si sposta poi su Simon Clarke, il migliore dei suoi: "Clarke mi ha quasi stupito, sapevamo che stava bene soprattutto dopo le ottime prestazioni alla Tirreno. E' rimasto con i primi fino al Poggio, è giovane e deve solo crescere. Poi ci sono Gatto e Visconti. Il primo stava bene ma quando si è rotto il gruppo sulla Cipressa è rimasto tagliato fuori. Visconti non ha avuto problemi alla gamba sinistra e questo è il risultato più importante".

Andrei Tchmil, ds della Katusha
"Abbiamo interpretato al massimo le disposizioni studiate in partenza. In molti volevano fare la corsa dura, ma siamo stati gli unici a farlo nei punti chiave. Sono soddisfatto della prova dei miei ragazzi".

fonti: vari siti di news e delle squadre

Classic Loire Atlantique, vittoria di Laurent Mangel in solitario

Laurent Mangel della Saur - Sojasun ha vinto la Classic Loire Atlantique, che si è svolta oggi in Francia lungo i 168 chilometri di un circuito da percorrere 10 volte. Mangel ha vinto davanti ai compagni di fuga Renaud Dion della Roubaix Lille Metropole, Pierrick Fedrigo della Bbox Bouygues Telecom e Jean-Marc Bideau della Bretagne Schuller. Per la Saur Sojasun si tratta della terza vittoria stagionale, un importante bottino per squadra Professional francese.
La corsa si è decisa già dalle battute iniziali, quando un gruppo di 19 corridori ha preso largo al secondo giro. Davanti si sono ritrovati Fedrigo, Giovanni Bernaudeau e Guillaume Le Floch della Bbox Bouygues Telecom, Mangel e Fabrice Jeandesboz della Saur-Sojasun, Dion e Cedric Pineau della Roubaix Lille Metropole, Kevin Reza della Vendee U, Bideau della Bretagne, Damien Monier della Cofidis, Romain Bardet della Chambery CF e Mickael Renou della Nantes Atlantique. Il vantaggio è subito salito a 55 secondi ma dietro il gruppo ha iniziato a lavorare tirato dall'Itera - Katusha e dalla Veranda Rideau.
A quattro giri dall'arrivo, davanti sono rimasti in 16 con, all'inseguimento, un altro gruppetto con 4 uomini della Bouygues Telecom. Il gruppo principale, suddiviso e spezzettato, era già tagliato fuori dai giochi per la vittoria. A 20 dall'arrivo, davanti sono rimasti Bideau, Mangel, Dion e Fedrigo, con 48 secondi sui primi inseguitori. I quattro, di comune accordo, sono arrivati fino all'ultimo chilometro, quando Mangel ha provato un attacco, riuscendo ad arrivare da solo sul traguardo davanti agli altri tre compagni di fuga.

ORDINE D'ARRIVO
1° Laurent Mangel (Fra) Saur - Sojasun
2° Renaud Dion (Fra) Roubaix Lille Metropole a 4''
3° Pierrick Fedrigo (Fra) Bbox Bouygues Telecom s.t.
4° Jean-Marc Bideau (Fra) Bretagne - Schuller a 6''
5° Cedric Pineau (Fra) Roubaix Lille Metropole a 1'32''
6° Fabrice Jeandesboz (Fra) Saur - Sojasun s.t.
7° Kevin Reza (Fra) Vendee U a 1'38''
8° Kevin Cherruault (Fra) Team Nantes Atlantique s.t.
9° Damien Monier (Fra) Cofidis s.t.
10° Vojtech Hacecky (Cze) Atlas Personal - BMC s.t.

fonte: cyclismactu.net

GP Al Fatah, in Libia la spunta il britannico Chris Opie su Hannachi

Chris Opie ha vinto il Grand Prix of Al Fatah, gara in linea che si è svolta in Libia il 19 Marzo, subito dopo la fine del Tour of Libya. Il giovane britannico, classe '87, ha battuto allo sprint l'algerino Abdelbasset Hannachi e l'eritreo Jani Tewolde Weldegaber. Opie è uno dei giovani più promettenti della scuola britannica di ciclismo, che sta provando a passare professionista dopo qualche buona stagione da dilettante tra Belgio e Olanda. Chissà che non sentiremo ancora parlare di lui più avanti nella stagione, magari in corse più importanti.

ORDINE D'ARRIVO
1° Chris Opie (Gbr)
2° Abdelbasset Hannachi (Alg) s.t.
3° Jani Tewolde Weldegaber (Eri) s.t.
4° Freqalsi Debesay (Eri) s.t.
5° Karim Jendoubi (Tun) s.t.
6° Dawit Araya (Eri) s.t.
7° Steven Lampier (Gbr) s.t.
8° Soufiane Haddi (Mar) s.t.
9° Adnane Aarbia (Mar) s.t.
10° Yanto Barker (Gbr) s.t.

Tour de Taiwan, vittoria finale per David McCann, ultima tappa al malese Zainal

David McCann ha vinto l'edizione 2010 del Tour de Taiwan riuscendo a controllare la corsa con la sua squadra, la Giant Asia, nell'ultima tappa, un circuito di 60 chilometri a Taipei. L'irlandese è il primo corridore della storia della corsa ad avere vinto vestendo la maglia di leader dalla prima all'ultima tappa. Ancora qualche brivido lo ha avuto da Takashi Miyazawa, quarto della generale, che ha provato a raggiungere i corridori che erano in fuga per giocarsi la tappa e guadagnare quei 14 secondi che lo dividevano da McCann. Ma l'irlandese è stato bravo a tallonarlo e a stoppare la sua azione. Dietro a McCann, secondo posto per Philipp Gaimon della Kenda Pro Cycling e terzo posto per William Clarke della Genesys Wealth Advisers.
Non è una sorpresa vedere David McCann vincere una corsa in Asia, visto che negli ultimi anni ha quasi sempre corso per la Giant Asia. La vittoria al Tour de Taiwan si aggiunge a un già ricco palmares che annovera, tra le altre, le vittorie al Tour d'Indonesia, Tour of Milad do Nuor in Iran, Tour de Korea e Tour de Hokkaido, oltre alle vittorie in Europa nella corsa di casa, l'FDB Insurance, e a svariati titoli nazionali in linea e a cronometro.
Nell'ultima tappa, una fuga di 11 corridori ha preso piede, con il benestare della Giant Asia che, così, non permetteva agli avversari del proprio leader di guadagnare abbuoni. Alla fine, allo sprint ha vinto il corridore della Malesia Mohd Rizuan Zainal davanti al giapponese Shinichi Fukushima della Geumsan Ginseng Asia e all'australiano Dean Windsor della Rapha Condor.

ORDINE D'ARRIVO
1° Mohd Rizuan Zainal (Mas) Malesia
2° Shinichi Fukushima (Jpn) Geumsan Ginseng Asia s.t.
3° Dean Windsor (Aus) Rapha Condor s.t.
4° Jaroslaw Rebiewski (Pol) CCC Polsat s.t.
5° Jonathan Sundt (Usa) Kenda Pro Cycling s.t.

CLASSIFICA FINALE
1° David McCann (Irl) Giant Asia
2° Philipp Gaimon (Usa) Kenda Pro Cycling a 8''
3° William Clarke (Aus) Genesys Wealth Advisers a 11''
4° Takashi Miyazawa (Jpn) Giappone a 14''
5° King Wai Cheung (Hkg) Hong Kong a 26''
6° Dean Downing (Gbr) Rapha Condor a 29''
7° Chun Kai Feng (Tpe) Action Cycling Team a 30''
8° Takeaki Ayabe (Jpn) Aisan Racing Team a 43''
9° Roger Beuchat (Swi) CKT Tmit a 51''
10° Ki Ho Choi (Hkg) Hong Kong a 53''

Giro do Interior de Sao Paulo, vittoria finale per Renato Seabra, ultima tappa a Nilceu Santos

Termina con una volata il Giro do Interior de Sao Paulo e Renato Seabra può così festeggiare la vittoria nella corsa di casa, giunta grazie all'azione vincente della seconda tappa con arrivo a Bocaina. Il ciclista del Clube Dataro de Ciclismo ha vinto con un vantaggio di 14 secondi su Wagner Pereira Alves e di 25 secondi sull'argentino Jorge Giacinti.
L'ultima tappa, come detto prima, si è risolta in volata ed è andata a Nilceu Santos della Scott Marcondes Cesar, che ha battuto Roberto Pinheiro della Funvic e il compagno di squadra Renato Ruiz.

ORDINE D'ARRIVO
1° Nilceu Santos (Bra) Scott Marcondes Cesar
2° Roberto Pinheiro (Bra) Funvic - Pindamonhangaba s.t.
3° Renato Ruiz (Bra) Scott Marcondes Cesar a 2''
4° Flavio Santos (Bra) Funvic - Pindamonhangaba s.t.
5° Andre Pulini (Bra) GRCE Memorial Santos s.t.

CLASSIFICA FINALE
1° Renato Seabra (Bra) Clube Dataro de Ciclismo
2° Wagner Pereira Alves (Bra) XPro IB Factoring a 14''
3° Jorge Giacinti (Arg) Scott Marcondes Cesar a 25''
4° Andre Pulini (Bra) GRCE Memorial Santos a 28''
5° Roberto Pinheiro (Bra) Funvic - Pindamonhangaba a 36''
6° Flavio Santos (Bra) Funvic Pindamonhangaba a 37''
7° Geraldo Silva (Bra) Sao Lucas Saude a 41''
8° Antonio Nascimento (Bra) GRCE Memorial Santos a 56''
9° Walter Ribeiro Junior (Bra) Padaria Real Ceu Azul a 58''
10° Soelito Gohr (Bra) Scott Marcondes Cesar a 1'13''

venerdì 19 marzo 2010

Istrian Spring Trophy, 1°tappa e maglia di leader per lo sloveno Blaz Furdi

Lo sloveno Blaz Furdi della Sava ha vinto per distacco la prima tappa dell'Istrian Spring Trophy riuscendo anche a conquistare la maglia di leader. Furdi ha battuto, sull'arrivo in salita Labin, il croato Radoslav Rogina di 3 secondi e lo sloveno Matej Gnezda di 6 secondi. Quarto e quinto posto per Wilco Kelderman e Robert Vrecer, arrivati a pari tempo ieri nel prologo e ora secondi in classifica generale alle spalle di Furdi con 4 secondi di svantaggio. Resiste nei primi 10 l'italiano Nicola d'Andrea della Meridiana Kamen, ottavo staccato di 17 secondi.

ORDINE D'ARRIVO
1° Blaz Furdi (Slo) Sava
2° Radoslav Rogina (Cro) Loborika a 3''
3° Matej Gnezda (Slo) Adria Mobil a 6''
4° Wilco Kelderman (Ned) Rabobank Continental a 8''
5° Robert Vrecer (Slo) Perutnina Ptuj s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Blaz Furdi (Slo) Sava
2° Robert Vrecer (Slo) Perutnina Ptuj a 4''
3° Wilco Kelderman (Ned) Rabobank Continental s.t.
4° Matej Gnezda (Slo) Adria Mobil a 7''
5° Moreno Hofland (Ned) Rabobank Continental a 15''
6° Arkimedes Arguelyes (Rus) Itera - Katusha a 16''
7° Radoslav Rogina (Cro) Loborika s.t.
8° Nicola d'Andrea (Ita) Meridiana Kamen Team a 17''
9° Harald Totschnig (Aut) Tyrol Team a 20''
10° Jan Tratnik (Slo) Zheroquadro Radenska a 23''

Tour de Taiwan, il polacco Smolen vince la 6°tappa in volata, McCann rimane leader

La sesta tappa del Tour de Taiwan è andata al velocista polacco Tomasz Smolen della CCC Polsat, bravo a battere il britannico Dean Downing e il giapponese Takeaki Ayabe. Solo quarto posto per Takashi Miyazawa, che non è riuscito a conquistare nessun secondo di abbuono e rimane quindi staccato di 14 secondi dal leader David McCann.
Domani si correrà l'ultima tappa, con 19 secondi di abbuoni disponibili, quindi McCann e la sua squadra, la Giant Asia, dovranno mantenere la concentrazione al massimo per portarsi a casa la vittoria.

ORDINE D'ARRIVO
1° Tomasz Smolen (Pol) CCC Polsat
2° Dean Downing (Gbr) Rapha Condor s.t.
3° Takeaki Ayabe (Jpn) Aisan Racing Team s.t.
4° Takashi Miyazawa (Jpn) Giappone s.t.
5° Chad Burdzilauskas (Usa) Kenda Pro Cycling s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° David McCann (Irl) Giant Asia
2° Philipp Gaimon (Usa) Kenda Pro Cycling a 8''
3° William Clarke (Aus) Genesys Wealth Advisers a 11''
4° Takashi Miyazawa (Jpn) Giappone a 14''
5° King Wai Cheung (Hkg) Hong Kong a 26''
6° Dean Downing (Gbr) Rapha Condor a 29''
7° Chun Kai Feng (Tpe) Action Cycling Team a 30''
8° Roger Beuchat (Swi) CKT Tmit a 51''
9° Ki Ho Choi (Hkg) Hong Kong a 53''
10° Takeaki Ayabe (Jpn) Aisan Racing Team a 57''