sabato 11 settembre 2010

Giro del Friuli Venezia Giulia, annullata ultima tappa, classifiche invariate

Tramite un comunicato stampa la direzione della corsa, in accordo con i direttori sportivi a seguito della riunione tecnica di questa mattina, ha deciso di annullare l'ultima tappa del Giro del Friuli Venezia Giulia in segno di rispetto per il giovane Thomas Casarotto che sta lottando tra la vita e la morte in ospedale a Udine ma anche per richiamare l'attenzione della Federciclismo sulla difficoltà di organizzare una corsa di livello minore. Il gruppo si trasferirà ad andatura ridotta fino a Udine, sede di arrivo della tappa odierna e della gara.

Questo è il comunicato della direzione di corsa: "In assemblea plenaria, dopo l'incidente accaduto ieri in gara al corridore Thomas Casarotto (Generali), in accordo col presidente del Giro Giovanni Cappanera, i direttori di corsa, il collegio dei commissari e tutti i direttori sportivi all'unanimità, si è deciso di annullare la tappa agonistica e comunque di effettuare un trasferimento fino all'arrivo di Udine con partenza alle ore 10.45.
Le classifiche della corsa rimangono quelle della giornata di ieri dopo l'arrivo a Forni di Sopra. La direzione di corsa, insieme agli organizzatori e ai direttori sportivi, vuole in questo modo portare rispetto al ragazzo, le cui condizioni rimangono critiche, ai suoi familiari e alla sua squadra, e spera anche di lanciare un segnale importante per quanto riguarda il bisogno di maggiore sicurezza stradale nel corso delle manifestazioni ciclistiche".

Quindi, riportiamo la classifica generale di ieri che, a questo punto, sarà anche quella finale, con il norvegese Vegard Stake Laengen che ha preceduto di 45 secondi il brasiliano Carlos Alexandre Manarelli della Marchiol Orogildo e di 1 minuto e 28 secondi Matteo Busato della Zalf Desiree Fior.

CLASSIFICA FINALE
1° Vegard Stake Laengen (Nor) Norvegia
2° Carlos Alexandre Manarelli (Bra) Marchiol Orogildo a 45''
3° Matteo Busato (Ita) Zalf Desiree Fior a 1'28''
4° Stefan Kirchmair (Aut) Team Radland Tirol s.t.
5° Kristian Durasek (Cro) Loborika s.t.
6° Sven Schelling (Swi) VC Mendrisio a 2'13''
7° Evgeniy Sladkov (Kaz) Kazakhstan a 2'37''
8° Edgaras Kovaliovas (Ltu) VC La Pomme Marseille a 2'50''
9° Siarhei Papok (Blr) S. Marco Concrete Caneva a 3'04''
10° Gregoire Tarride (Fra) VC La Pomme Marseille a 3'09''

GP Cycliste de Quebec, attacco vincente per Thomas Voeckler, sua la 1°edizione

Si potrebbe aprire una lunga discussione su cosa veramente rende una corsa prestigiosa e importante: il tracciato? l'albo d'oro? il nome? oppure il parco di atleti alla partenza? La risposta, come al solito, probabilmente sta in mezzo. Quindi questo GP Cycliste de Quebec, prima corsa di sempre del ProTour che si svolge in America del Nord, non si può considerare ancora una classica, visto che si trattava della prima edizione, ma con tutti i grandi nomi che erano schierati la partenza e hanno fatto corsa vera e con un circuito con una salita finale abbastanza impegnativa, hanno reso la corsa molto avvincente e combattuta.
A spuntarla, dopo 15 giri di gara, è stato il francese Thomas Voeckler, abile ad approfittare di un momento di rilassamento in gruppo, andando a vincere in solitaria. Alle sue spalle il gruppetto degli inseguitori è stato regolato dal norvegese Edvald Boasson Hagen del Team Sky e dall'olandese Robert Gesink della Rabobank. Molto bene gli italiani con Alessandro Ballan sesto, Francesco Reda nono e Damiano Cunego decimo e attivo nelle fasi più importanti della corsa. Per Voeckler si tratta della terza vittoria stagionale dopo il campionato nazionale e la tappa al Tour de France e, vista la forma nonostante la poca preparazione, ora sta ripensando sulla propria partecipazione ai Mondiali.
"Ero molto sorpreso di aver vinto questa corsa perché mi aspettavo di essere tra i primi dieci ma niente di più" ha dichiarato Voeckler dopo la gara. "Sono arrivato qui non nella mia migliore condizione. Sono stato fortunato perché sono riuscito a prendere vantaggio dai fuggitivi che hanno fatto un grande lavoro e anche dalle squadre che hanno lavorato duro per riprenderli. C'erano 15 giri e ho avuto il tempo per memorizzare l'ultima salita. Sapevo esattamente dove potevo attaccare e così ho fatto".
La prima edizione del GP Cycliste de Quebec si è svolta lungo un circuito di 12,6 chilometri da ripetere per 15 volte per un totale di 189 chilometri. La parte più interessante della gara erano sicuramente gli ultimi tre chilometri del circuito dove sono state inserite ben quattro strappetti, tra cui uno al 10% di media. La corsa è partita subito forte con un attacco di 7 uomini che non hanno preso molto vantaggio, consentendo ad altri corridori dietro di rientrare. Dopo vari rimescolamenti la situazione si è consolidata e davanti sono rimasti in 14. Il gruppetto era formato da Alfredo Balloni della Lampre, Markel Irizar e Yaroslav Popovych della Radioshack, Jakob Fuglsang della Saxo Bank, Francois Parisien del Team Canada, Jurgen van de Walle della Quick Step, Jussi Veikkanen della FDJ, Julien Fouchard della Cofidis, Sebastien Turgot della BBox, Elia Viviani e Valerio Agnoli della Liquigas, Bram Tankink della Rabobank, Maxim Gourov dell'Astana e Dominik Nerz della Milram. Il vantaggio della fuga ha preso proporzioni interessanti arrivando a toccare anche i 4 minuti con il gruppo che non riusciva a organizzarsi per l'inseguimento. A 5 giri dal termine davanti si sono messe a tirare Euskaltel e Sky. Sotto la spinta di Fuglsang la fuga si è ridotta a sette membri e con lui sono rimasti soltanto Balloni, Irizar, Van De Walle, Nerz, Tankink e Agnoli, ma i battistrada avevano ormai vita breve, visto che la velocità del gruppo continuava ad aumentare. Infatti, a 2 giri dal traguardo, i fuggitivi sono stati ripresi e il gruppo si è ricompattato. All'ultimo giro, sulla Cote de la Montagne, all'attacco sono partiti Matti Breschel della Saxo Bank e Dries Devenyns della Quick Step seguiti poco dopo anche da Ryder Hesjedal della Garmin, Fabian Wegmann della Milram e Damiano Cunego della Lampre. L'attacco sembrava quello buono ma gli inseguitori sono riusciti a rientrare e agli 800 metri dal traguardo, complice un rallentamento del gruppo, Voeckler è partito all'attacco cogliendo tutti di sorpresa e andando a vincere con un leggero margine sul resto del plotoncino.

ORDINE D'ARRIVO
1° Thomas Voeckler (Fra) BBox Bouygues Telecom
2° Edvald Boasson Hagen (Nor) Team Sky a 1''
3° Robert Gesink (Ned) Rabobank s.t.
4° Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions s.t.
5° Staf Scheirlinckx (Bel) Omega Pharma Lotto s.t.
6° Alessandro Ballan (Ita) BMC Racing s.t.
7° Fabian Wegmann (Ger) Team Milram s.t.
8° Maxime Monfort (Bel) HTC Columbia s.t.
9° Francesco Reda (Ita) Quick Step s.t.
10° Damiano Cunego (Ita) Lampre s.t.

venerdì 10 settembre 2010

Doping. Roy Sentjens confessa l'uso di EPO e si ritira dalle corse

Tramite una lunga lettera sul proprio sito internet, il belga Roy Sentjens ha confessato l'uso di EPO, scoperto tramite un controllo a sorpresa a metà agosto, e ha inoltre annunciato il suo ritiro dalle competizioni. Il corridore della Milram, 30 anni quest'anno, nella lettera si apre completamente, facendo trapelare la propria vita di uomo e ciclista, con i dubbi e le paure di non farcela, con l'idea sempre presente di ricorrere a uno scorciatoia più facile, specialmente quando tutto sembra andare storto, i risultati non arrivano più e un contratto professionistico diventa più importante anche della propria salute, perché c'è una famiglia da mantenere e dei conti da pagare. Una vita di un uomo qualunque che sbaglia, che ricorre a quello che è vietato, proibito, ma che ha la dignità e il coraggio, quando viene scoperto, di rendere pubblica la sua debolezza e la sua colpevolezza, senza ricorrere a dichiarazioni di guerra aperta sapendo di essere nel torto.
Se volete leggervi qualche passo della lettera, la potrete trovare sul sito ufficiale del corridore, mentre a questo link trovate già la versione tradotta in inglese Link.

Giro del Friuli Venezia Giulia, Thomas Casarotto in fin di vita. La 3°tappa era andata all'australiano Semple

Doveva essere il tappone decisivo questa terza tappa del Giro del Friuli Venezia Giulia e così è stato, con grandi emozioni fin sul traguardo e una classifica generale completamente stravolta. Ma purtroppo, i festeggiamenti sono durati poco: il corridore della Generali Thomas Casarotto ha subito una brutta caduta nella discesa di Sella Ciampigotto, andando a sbattere contro un'auto estranea alla corsa. Subito trasportato all'ospedale di Udine con l'elisoccorso, dopo una prima serie di esami si sono evidenziati alcuni ematomi cranici. Il ragazzo era in coma e intorno alle 22 è stato dichiarato morto. Notizia smentita quasi subito dai sanitari, anche se le sue condizioni rimangono disperate, seppur rimaste stabili nella notte. Il presidente della Generali, Mauro Flora, ha commentato: "Siamo preparati al peggio ma speriamo ancora che Thomas riesca a trovare le forze necessarie per uscire da questa situazione. Nella notte abbiamo pregato per lui insieme a tutta la squadra: i ragazzi e anche Roberto sono ancora sotto choc per quanto è avvenuto in gara".

LA 3°TAPPA
La frazione, 174 chilometri da Maniago a Forni di Sopra, è andata all'australiano Adam Semple della Brisot Cardin Bibanese che ha regolato allo sprint un gruppetto di attaccanti. Alle sue spalle si sono piazzati i compagni di fuga Mattia Cattaneo della Trevigiani, lo svizzero Sven Schelling del VC Mendrisio e il norvegese Vegard Stake Laengen che, grazie ai secondi guadagnati oggi, è diventato anche il nuovo leader della corsa sfilando la maglia al brasiliano Manarelli della Trevigiani.
La gara è entrata nel vivo già nei primi chilometri di corsa grazie a un attacco di tredici atleti, ripresi dopo la discesa del primo GPM del Passo Sant'Osvaldo. Neanche il tempo di rifiatare che altri 28 atleti sono ripartiti al contrattacco, con la salita di prima categoria di Sella Ciampigotto a fare da spartiacque per la corsa. Infatti, sul GPM i big si sono messi in mostra con il leader Manarelli che è riuscito a riportarsi sulla testa della corsa. La discesa ha rimescolato le carte e davanti si sono ritrovati in 18 ma un successivo ricompattamento ha riformato un nutrito gruppo in testa alla corsa. La salita decisiva si è rivelata la terza e ultima di giornata, la Cima Corso, dove Semple, il lituano Edgaras Kovaliovas della VC La Pomme, Schelling, Cattaneo, Winner Anacona della Caparrini e il kazako Slodkov si sono riportati su Mantas Bliakevicius della Gruppo Lupi, partito in solitario prima dell'inizio della salita. Sui battistrada sono riusciti a riportarsi successivamente anche Antonio Doneddu della Palazzago, Paolo Colonna della Delio Gallina e Stake Laengen, formando un gruppetto ben assortito con tutto l'interesse di tirare fino al traguardo. A due chilometri dall'arrivo Schelling e Semple sono andati all'attacco, raggiunti quasi subito da Stake Laengen e Cattaneo: i quattro si sono giocati la vittoria allo sprint con Semple che è riuscito a precedere Cattaneo e Schelling.
A fine frazione ha parlato il norvegese Stake Laengen, 1 metro e 93 eppure ottimo scalatore, astro nascente insieme al fratello Oystein del ciclismo nordico: "Sono venuto al Giro sperando di far bene, ma nella maglia quasi non ci speravo dato che non ho mai indossato una maglia di leader in tutta la mia vita". Ora Stake Laengen conduce con 45 secondi sul brasiliano Manarelli e con1 minuto e 28 secondi su un trio composto da Matteo Busato della Zalf, Stefan Kirchmair della Tyrol e Kristian Durasek della Loborika.

ORDINE D'ARRIVO
1° Adam Semple (Aus) Brisot Cardin Bibanese
2° Mattia Cattaneo (Ita) Trevigiani Dynamon Bottoli s.t.
3° Sven Schelling (Swi) VC Mendrisio s.t.
4° Vegard Stake Laengen (Nor) Norvegia s.t.
5° Winner Anacona (Col) Caparrini Le Village a 21''

CLASSIFICA GENERALE
1° Vegard Stake Laengen (Nor) Norvegia
2° Carlos Alexandre Manarelli (Bra) Marchiol Orogildo a 45''
3° Matteo Busato (Ita) Zalf Desiree Fior a 1'28''
4° Stefan Kirchmair (Aut) Team Radland Tirol s.t.
5° Kristian Durasek (Cro) Loborika s.t.
6° Sven Schelling (Swi) VC Mendrisio a 2'13''
7° Evgeniy Sladkov (Kaz) Kazakhstan a 2'37''
8° Edgaras Kovaliovas (Ltu) VC La Pomme Marseille a 2'50''
9° Siarhei Papok (Blr) S. Marco Concrete Caneva a 3'04''
10° Gregoire Tarride (Fra) VC La Pomme Marseille a 3'09''

Tour de l'Avenir, 5°tappa al tedesco Degenkolb, Eijssen sempre in maglia gialla

Il tedesco John Degenkolb ha vinto la quinta tappa del Tour de l'Avenir portando a termine una lunga fuga iniziata nei primi chilometri di gara. Il corridore della nazionale tedesca ha preceduto in uno sprint ristretto lo spagnolo Jesus Herrada Lopez e il portoghese Nelson Oliveira mentre il gruppo principale è stato regolato dall'australiano Michael Matthews a una quarantina di secondi. Una grande soddisfazione per Degenkolb, prossimo al passaggio tra i prof con l'HTC Columbia e uno dei grandi favoriti degli imminenti Mondiali di Melbourne, giunto alla seconda vittoria in questo Tour de l'Avenir. La classifica generale non ha subito grossi scossoni con il belga Yannick Ejssen sempre primo con 17 secondi sul francese Romain Bardet e sul colombiano Jarlinson Pantano mentre Degenkolb è risalito al sesto posto a circa 1 minuto di ritardo dal leader.
La quinta tappa si è tenuta tra Vals-les-Bains e Loriol-sur-Drome per un totale di 153 chilometri con soltanto due salite a inizio gara e un dentello nel finale di terza categoria. Per il resto, una lunga discesa e tanta pianura. Dopo aver superato le due asperità di giornata, al chilometro 34 è nata la fuga che caratterizzerà l'intera corsa. Sei uomini prendono il largo, Degenkolb, Herrada Lopez, Oliveira, l'americano Benjamin King, lo sloveno David Tratnik e il francese Yoann Barbas. Il vantaggio fatica a lievitare ma un albero in mezzo alla strada, al chilometro 84, costringe gli organizzatori a neutralizzare un tratto di corsa e a ripartire al chilometro 91. Sfruttando la situazione i battistrada guadagnano ancora terreno sul plotone mentre da dietro il russo Arkimedes Arguelyes prova a lanciare un contrattacco. Nonostante sembri un attacco quasi disperato, Arguelyes riesce a rientrare sui sei attaccanti della prima ora con, però, il gruppo in ritardo soltanto di 35 secondi. Grazie soprattutto al grande sforzo di Degenkolb i fuggitivi riescono a riguadagnare terreno scollinando sulla Cote des Roberts con un minuto circa di vantaggio sul gruppo. Nella successiva discesa è ancora il tedesco a fare selezione con Barbas e Arguelyes che non riescono a tenere il ritmo dello scatenato corridore teutonico e vengono ripresi dal plotone principale. I fuggitivi riescono a mantenere una trentina di secondi fin sul traguardo e nella volata tra i cinque superstiti non c'è storia con Degenkolb che detta legge con estrema facilità, mettendo ancora la firma sulla prestigiosa corsa francese.

ORDINE D'ARRIVO
1° John Degenkolb (Ger) Germania
2° Jesus Herrada Lopez (Esp) Spagna s.t.
3° Nelson Oliveira (Por) Portogallo a 1''
4° Benjamin King (Usa) Stati Uniti s.t.
5° David Tratnik (Slo) Slovenia s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Yannick Eijssen (Bel) Belgio
2° Romain Bardet (Fra) Francia B a 17''
3° Jarlinson Pantano (Col) Colombia s.t.
4° David Rosch (Ger) Germania a 45''
5° Tom Slagter (Ned) Olanda a 54''
6° John Degenkolb (Ger) Germania a 1'05''
7° Thomas Bonnin (Fra) Francia A a 1'14''
8° Nairo Quintana (Col) Colombia a 1'17''
9° Mikel Landa Meana (Esp) Spagna a 1'19''
10° John Atapuma (Col) Colombia a 1'25''

Giro della Cina, il prologo al tedesco Dirk Muller della Nutrixxion Sparkasse

Il tedesco Dirk Muller ha vinto il prologo del Giro della Cina (Tour of China), corsa a tappe che è iniziata oggi nel grande paese asiatico. Il corridore del Team Nutrixxion Sparkasse ha preceduto di 4 secondi il tedesco Tobias Erler della Tabriz Petrochemical e l'australiano David Tanner della Fly V Australia. Per Muller si tratta della seconda vittoria stagionale dopo aver conquistato il Pomerania Tour in Polonia in Luglio.
Il prologo si è svolto nella città di Xi'an su un percorso di 3,5 chilometri, preludio ad altre sette tappe che incoronerrano il successore di Andrey Mizourov, ultimo vincitore della corsa nel lontano 2005.

ORDINE D'ARRIVO
1° Dirk Muller (Ger) Team Nutrixxion Sparkasse
2° Tobias Erler (Ger) Tabriz Petrochemical a 4''
3° David Tanner (Aus) Fly V Australia a 8''
4° Daniel Summerhill (Usa) Stati Uniti s.t.
5° Mehdi Sohrabi (Iri) Tabriz Petrochemical a 9''

Vuelta a Espana, ancora Cavendish! Non c'è 1 senza 2, sua la 13°tappa

Quando in casa HTC-Columbia tutto funziona alla perfezione, il motore di Mark Cavendish serve soltanto a mettere l'accento sulla vittoria, quel punto esclamativo finale che evidenzia ancora di più una prestazione mostruosa di tutta la squadra, finalizzata dal più forte velocista sulla faccia della terra. E per il secondo giorno consecutivo la vittoria è arrivata per distacco, con tutti gli altri velocisti indietro, a inseguire la sagoma giallo-bianco-nera del folletto dell'isola di Man, che come al Tour dopo qualche giorno diventa imprendibile. Bene Hushovd, secondo e in crescendo, e bene Bennati, dopo le critiche (finora legittime) di ieri, finalmente in lotta per un podio e arrivato in una volata in cui i velocisti migliori c'erano tutti. Purtroppo un po' poco, probabilmente, per il Mondiale. Per il resto, un grande Matthew Goss che ha preparato ancora una splendida volata per il suo capitano e che se lo ritroverà da avversario ai Mondiali mentre questa volta Tyler Farrar non ha trovato lo spunto per provare a contrastare il britannico.

LA CRONACA
La tappa odierna si è tenuta tra Rincon de Soto e Burgos per un totale di 196 chilometri, frazione ideale per le fughe viste le due salite di terza categoria poste nel finale. Infatti, dopo 30 chilometri di gara, se ne sono andati in cinque, Allan Davis dell'Astana, Olivier Kaisen dell'Omega Pharma-Lotto, Giampaolo Cheula della Footon-Servetto, Manuele Mori della Lampre e Niki Terpstra della Milram. Il vantaggio dei cinque battistrada ha raggiunto anche gli 8 minuti ma alle loro spalle le squadre dei velocisti avevano già pronto il piano di recupero. Con HTC-Columbia, Garmin Transitions e Quick Step a tutta, per gli uomini in fuga non c'è stato molto spazio per inventarsi qualcosa. Gli attaccanti sono stati bravi a resistere nel finale, arrivando ai -10 con ancora 45 secondi di vantaggio, ma l'inevitabile è arrivato a 5 chilometri dall'arrivo quando il gruppo è tornato compatto. A quel punto, tutte le squadre degli uomini veloci hanno fatto a gara per balzare al comando e aiutare i proprio sprinter senza che nessuna vincesse il confronto finché, a 500 metri dal traguardo, uno straordinario Goss si è messo davanti con alla ruota Cavendish facendo di nuovo il vuoto e consentendo al britannico di vincere la seconda tappa consecutiva alla Vuelta, condita pure da un saltello sul traguardo.

ORDINE D'ARRIVO
1° Mark Cavendish (Gbr) HTC-Columbia
2° Thor Hushovd (Nor) Cervélo TestTeam s.t.
3° Daniele Bennati (Ita) Liquigas Doimo s.t.
4° Yauheni Hutarovich (Blr) Francaise des Jeux s.t.
5° Manuel Cardoso (Por) Footon Servetto s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Igor Anton (Esp) Euskaltel Euskadi
2° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas Doimo a 45''
3° Xavier Tondo (Esp) Cervelo Test Team a 1'04''
4° Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha a 1'17''
5° Ezequiel Mosquera (Esp) Xacobeo Galicia a 1'29''
6° Marzio Bruseghin (Ita) Caisse d’Epargne a 1'57''
7° Ruben Plaza (Esp) Caisse d’Epargne a 2'07''
8° Rigoberto Uran (Col) Caisse d’Epargne a 2'13''
9° Nicolas Roche (Irl) Ag2R La Mondiale a 2'30''
10° Frank Schleck (Lux) Team Saxo Bank s.t.

Giro del Friuli Venezia Giulia, 2° tappa e maglia per il brasiliano Manarelli

Il brasiliano Carlos Alexandre Manarelli ha vinto la seconda tappa del Giro del Friuli Venezia Giulia grazie a un'azione solitaria nel finale, propiziata dal lavoro dei suoi due compagni di squadra, membri di una fuga iniziata a inizio tappa. Il corridore della Marchiol Pasta Montegrappa Orogildo ha preceduto di 43 secondi gli altri membri della fuga regolata da Enrico Battaglin della Zalf Desiree Fior e Matteo Trentin, suo compagno di squadra e vincitore della prima tappa.
La frazione, partita da Codroipo e terminata a Pordenone, è entrata subito nel vivo quando 17 corridori sono andati all'attacco nei primi chilometri ma la successiva salita del Cansiglio, posta dopo 100 chilometri di gara, ha rimescolato i giochi. Davanti sono scollinati Sven Schelling del VC Mendrisio, Mattia Moresco della Coppi Gazzera e Alberto Petitto della Zalf Desiree Fior mentre dietro inseguivano una ventina di corridori. Terminata la successiva discesa, i tre battistrada erano stati ripresi dagli altri attaccanti e davanti si era formato un gruppo di 23 atleti formato, oltre ai tre, da Manarelli, Trentin e Gianluca Leonardi della Marchiol, Enrico Battaglin, Stefano Agostini e Matteo Busato della Zalf, Kristian Durasek e Hrvoje Miholjevic della Loborika, Nicolò Martinello della Coppi Gazzera, Antonio Doneddu e Maurizio Anzalone della Palazzago, Georg Preidler dell'Austria, Vincenzo Ianniello della Gr Made Tamburini, Marco Stefani della Caparrini, Vegard Stake Laengen della Norvegia, Mantas Bliakevicius del Gruppo Lupi, Edgaras Kovaliovas della La Pomme, Yevgehiy Sladkov del Kazakhstan, Coutet Teychenne della Chambery e Stefan Kirchmair della Tyrol. Il gruppo, alle loro spalle, non è più riuscito a rientrare visto la folta rappresentanza davanti delle squadre migliori. Ai 6 chilometri dal traguardo Manarelli ha lanciato il proprio attacco, arrivando al traguardo con un cospicuo vantaggio sugli ex compagni di squadra.
Manarelli a fine tappa ha commentato: "Abbiamo messo in atto lo stesso gioco di squadra di ieri, prima è partito Leonardi e poi io: se mi avessero ripreso sarebbe toccato di nuovo a Trentin in volata, ma stavolta mi è andata bene. Domani è una giornata decisiva per la classifica: faremo il possibile per difendere la maglia, consapevoli che si tratta di una tappa impegnativa".

ORDINE D'ARRIVO
1° Carlos Alexandre Manarelli (Bra) Marchiol Orogildo
2° Enrico Battaglin (Ita) Zalf Desiree Fior a 43''
3° Matteo Trentin (Ita) Marchiol Orogildo s.t.
4° Matteo Busato (Ita) Zalf Desiree Fior s.t.
5° Mathieu Teychenne Coutet (Fra) Chambery CF s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Carlos Alexandre Manarelli (Bra) Marchiol Orogildo
2° Matteo Trentin (Ita) Marchiol Orogildo a 43''
3° Matteo Busato (Ita) Zalf Desiree Fior s.t.
4° Stefan Kirchmair (Aut) Team Radland Tirol s.t.
5° Gianluca Leonardi (Ita) Marchiol Orogildo s.t.
6° Kristian Durasek (Cro) Loborika s.t.
7° Vegard Stake Laengen (Nor) Norvegia s.t.
8° Thomas Girard (Fra) Chambery CF a 2'32''
9° Siarhei Papok (Blr) San Marco Concrete Caneva a 2'37''
10° Claudio Zanotti (Ita) Delio Gallina S. Inox s.t.

Tour de l'Avenir, sfiora l'impresa Bardet, 4° tappa ad Hardy

Stavi quasi per realizzarsi un colpaccio inaspettato in questa quarta tappa del Tour de l'Avenir, svoltasi ieri tra Ambert e Vals-les-Bains per un totale di 183 chilometri lungo un percorso vallonato e ideale per gli attacchi. E infatti, proprio un attaccante della prima ora per poco non è riuscito a vestire la maglia gialla di leader della classifica generale. La vittoria di tappa è andata al francese Romain Hardy della Francia A che ha preceduto al traguardo il connazionale Romain Bardet della Francia B e il tedesco David Rosch, ultimi rimasti della fuga di giornata. E proprio Bardet, per soli 17 secondi, non è riuscito a sfilare la maglia a Eijssen, in difficoltà insieme alla nazionale belga nell'inseguimento di questo attacco quasi suicida. Tutto è partito al chilometro 10 quando Hardy, Bardet e il compagno Yoann Barbas, il colombiano Chaves e gli spagnoli De la Cruz ed Herrada sono andati all'attacco, raggiunti poco dopo dal tedesco Rosch mentre De la Cruz perdeva l'occasione a causa di una caduta. Il vantaggio è salito rapidamente raggiungendo i tre minuti sulla Cote de la Chomasse, posto dopo 63,5 chilometri di gara. A questo punto, in testa al plotone si è messa la nazionale belga del leader Eijssen visto la buona posizione in classifica di Bardet. Lungo la successiva discesa al contrattacco è partito il kazako Umerbekov che è riuscito a rientrare sulla fuga ai piedi della Col de la Clede, la cui vetta era posta a circa 65 chilometri dal traguardo. In discesa il ritmo si è notevolmente alzato e davanti Bardet, Hardy e Rosch sono rimasti da soli, riguadagnando terreno sul gruppo e arrivando a meno di 20 chilometri dal traguardo con ancora 2 minuti e 45 secondi di vantaggio. I tre hanno tirato di comune accordo fin sul traguardo, Bardet per la maglia, Hardy e Rosch per la tappa. Il tedesco ha lanciato il proprio sprint ai 300 metri dall'arrivo ma Hardy seguito da Bardet è riuscito a riprenderlo e superarlo, tagliando per primo il traguardo. Purtroppo per Bardet, il gruppo negli ultimi chilometri è riuscito a recuperare quasi 40 secondi sulla fuga ed Eijssen è riuscito a mantenere la maglia per pochi secondi ma, e questo ieri è stato chiarissimo, al Tour de l'Avenir non si può mai stare tranquilli.

ORDINE D'ARRIVO
1° Romain Hardy (Fra) Francia A
2° Romain Bardet (Fra) Francia B s.t.
3° David Rosch (Ger) Germania s.t.
4° Jean-Lou Paiani (Fra) Francia B a 2'00''
5° Michael Matthews (Aus) Australia a 2'06''

CLASSIFICA GENERALE
1° Yannick Eijssen (Bel) Belgio
2° Romain Bardet (Fra) Francia B a 17''
3° Jarlinson Pantano (Col) Colombia s.t.
4° David Rosch (Ger) Germania a 45''
5° Tom Slagter (Ned) Olanda a 54''
6° Thomas Bonnin (Fra) Francia A a 1'14''
7° Nairo Quintana (Col) Colombia a 1'17''
8° Mikel Landa Meana (Esp) Spagna a 1'19''
9° John Atapuma (Col) Colombia a 1'25''
10° Higinio Fernandez Suarez (Esp) Spagna a 1'33''

Vuelta a Espana, la prima per Cavendish, Anton saldamente in maglia

Ci sono volute ben dodici tappe per mettere il proprio marchio anche sull'ultimo grande giro che mancava ancora nella sua carriera, ma alla fine il britannico Mark Cavendish è riuscito a imporsi anche qui, alla sua maniera, con un vantaggio quasi da attacco all'ultimo chilometro con tutti gli altri a inseguire, invano, dietro la sua ruota. Una buona parte del merito per la vittoria deve andare all'ultimo uomo di Cavendish, Matthew Goss, abilissimo a portarlo ai 200 metri con un buon vantaggio sugli altri velocisti e terzo nell'ordine d'arrivo, anticipato soltanto da Tyler Farrar a causa dei festeggiamenti per la vittoria. Gli altri? Stanno a guardare, primo fra tutti proprio Farrar che fa il massimo contro l'HTC Columbia ma senza mai lottare seriamente per la vittoria. Il quarto posto del russo Galimzyanov della Katusha è una conferma di un nuovo interessante talento che sarà da valutare l'anno prossimo mentre il quinto di Hushovd lo conferma a buon livello in un Mondiale adatto a lui. E gli italiani? 11° Angelo Furlan, 12° Daniele Bennati. Domanda lecita: il corridore della Liquigas è veramente un dubbio per il Mondiale? O meglio, lo è stato mai? Spero proprio di no. In ripresa Freire, sesto, che diventa pericolosissimo per Melbourne (ma lo sapevamo già), mentre i piazzamenti di Allan Davis e Philippe Gilbert li riconfermano ad alti livelli, magari per uno sprint meno folto.

LA CRONACA
La dodicesima tappa della Vuelta a Espana si è tenuta tra Andorra la Vella e Lleida per un totale di 172,5 chilometri, una lunga discesa verso l'arrivo con un tratto finale pianeggiante senza neanche una curva. La corsa è entrata subito nel vivo con una fuga di sei uomini, partita dopo 10 chilometri. Markus Eichler della Milram, Perrig Quemeneur della BBox, Gustavo Cesar della Xacobeo Galicia, Lars Ytting Bak dell'HTC-Columbia, Antonio Piedra dell'Andalucia CajaSur e Blel Kadri dell'Ag2R sono stati raggiunti al chilometro 51 da altri tre corridori, David Garcia Dapena e Gustavo Rodriguez della Xacobeo Galicia e Marco Marzano della Lampre, formando un attacco che poteva diventare pericoloso vista la presenza di tre corridori della stessa squadra con uno di loro, Garcia Dapena, soltanto a 5 minuti dal leader Anton. Intuito il pericolo, il gruppo non ha lasciato grande spazio alla fuga che ha raggiunto soltanto i tre minuti di vantaggio ed è stata ripresa a 23 chilometri dal traguardo. In vista del traguardo le squadre dei velocisti si sono messe davanti a lavorare per il loro capitani con Lampre, Liquigas e Garmin in prima fila ma al momento decisivo la squadra dominante si è rivelata l'HTC Columbia che, grazie soprattutto allo splendido lavoro di Goss, ha portato Cavendish ai 200 metri dal traguardo con un buon vantaggio sugli avversari, consentendogli di vincere senza sforzo.
La classifica generale è rimasta invariata con Anton in maglia rossa davanti a Nibali e Tondo, in attesa delle prossime salite.

ORDINE D'ARRIVO
1° Mark Cavendish (Gbr) HTC-Columbia
2° Tyler Farrar (Usa) Garmin Transitions s.t.
3° Matthew Goss (Aus) HTC-Columbia s.t.
4° Denis Galimzyanov (Rus) Katusha s.t.
5° Thor Hushovd (Nor) Cervelo TestTeam s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Igor Anton (Esp) Euskaltel Euskadi
2° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas Doimo a 45''
3° Xavier Tondo (Esp) Cervelo Test Team a 1'04''
4° Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha a 1'17''
5° Ezequiel Mosquera (Esp) Xacobeo Galicia a 1'29''
6° Marzio Bruseghin (Ita) Caisse d’Epargne a 1'57''
7° Ruben Plaza (Esp) Caisse d’Epargne a 2'07''
8° Rigoberto Uran (Col) Caisse d’Epargne a 2'13''
9° Nicolas Roche (Irl) Ag2R La Mondiale a 2'30''
10° Frank Schleck (Lux) Team Saxo Bank s.t.

giovedì 9 settembre 2010

Elite/Under 23. Matteo Trentin vince la 1°tappa del Giro del Friuli Venezia Giulia, ad Andrea Peron l'Astico Brenta

Continua l'avvicinamento ai Campionati del Mondo di categoria anche per gli Under 23 e gli Elite senza contratto che hanno potuto mettersi in mostra in due gare ieri, Mercoledì 8 Settembre.
Con l'arrivo di Fagagna si è conclusa ieri la prima tappa del Giro del Friuli Venezia Giulia, breve corsa a tappe che vede al via alcuni tra i migliori atleti del panorama nazionale e internazionale di categoria. La vittoria è andata a Matteo Trentin della Marchiol Orogildo che ha regolato in volata un gruppetto di 19 attaccanti, andati in avanscoperta dopo soltanto 45 chilometri. Alle spalle dell'italiano si sono piazzati Matteo Busato della Zalf Desiree Fior e Claudio Zanotti della Delio Gallina, quarto è giunto il bielorusso Siarhei Papok della Caneva e quinto si è classificato Luca Orlandi del Team Aurora Named. Una gara segnata anche da un violento nubifragio che ha aiutato i fuggitivi ad aumentare il proprio vantaggio sul gruppo principale che, con il passare dei chilometri, si è spezzato in più tronconi. Nel finale, nonostante alcuni scatti di uomini battuti in volata, tra cui quello del norvegese Vegard Stake Laengen, la Marchiol ha tenuto il gruppetto unito sfruttando la superiorità numerica e ha lanciato la volata dell'ottimo Trentin che ha nettamente preceduto gli altri fuggitivi. Al traguardo, Trentin ha commentato soddisfatto: "Mi trovo bene con la pioggia. Siamo riusciti a fare un bel gioco di squadra, inserendo tre uomini nella fuga e sfruttando la tattica che già ci aveva permesso di vincere al Giro Bio la tappa di Salsomaggiore Terme con Leonardi. Obiettivi per questo Giro? Non lo so, viviamo alla giornata, senza pressioni".
A Rossano Veneto, in provincia di Vicenza, si è tenuta la 86° edizione della Astico-Brenta, una delle gare più antiche del panorama dilettantistiche e valida, quest'anno, come premondiale, visto il percorso selettivo che risoltosi con una volata tra gli sprinter. La vittoria è andata al ventunenne Andrea Peron del Cyber Team che ha preceduto il duo della Trevigiani composto dal brasiliano Rafael Andriato e dall'italiano Filippo Fortin. La gara ha offerto indicazioni importanti al CT della nazionale Marino Amadori, presente al seguito della corsa in moto, che sta preparando la squadra che si giocherà il Mondiale in Australia.

GIRO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA - 1°TAPPA
1° Matteo Trentin (Ita) Marchiol Montegrappa Orogildo
2° Matteo Busato (Ita) Zalf Desiree Fior s.t.
3° Claudio Zanotti (Ita) Delio Gallina s.t.
4° Siarhei Papok (Blr) Gs Caneva s.t.
5° Luca Orlandi (Ita) Team Aurora Named s.t.

ASTICO BRENTA - ROSSANO VENETO (VI)
1° Andrea Peron (Ita) Cyber Team
2° Rafael Andriato (Bra) Trevigiani Dynamon Bottoli s.t.
3° Filippo Fortin (Ita) Trevigiani Dynamon Bottoli s.t.
4° Davide Gomirato (Ita) Zalf Desiree Fior s.t.
5° Andrea Menapace (Ita) Team Trentino s.t.

mercoledì 8 settembre 2010

Doping. Il belga Roy Sentjens della Milram sospeso per EPO

Apprendiamo dal sito dell'UCI che il corridore Roy Sentjens della squadra tedesca Team Milrarm è stato provvisoriamente sospeso. La decisione di sospendere il corridore belga è la conseguenza di una comunicazione da parte del laboratorio di Colonia, accredidato WADA, che delle tracce di EPO Ricombinante sono state trovate in un campione di urina prelevato al corridore in un controllo fuori dalle competizioni il 16 Agosto. Fatta salva la richiesta di controanalisi del corridore, la sospensione rimarrà in forza finché la federazione belga non prenderà provvedimenti sul caso.
Sentjens, in questo momento, stava correndo la Vuelta a Espana ma la squadra ha già fatto sapere che il corridore, al primo anno con la Milram, a seguito della sospensione verrà rimosso dalla corsa. In un comunicato il team manager Gerry van Gerwen ha aggiunto che, come previsto dai regolamenti interni della squadra, verranno effettuate delle ulteriori analisi sul corridore da parte di esperto indipendente e riconosciuto dalla WADA per garantire maggiore trasparenza.

Memorial Rik Van Steenbergen, volata vincente del belga Michael Van Staeyen

Il belga Michael Van Staeyen ha vinto la 20° edizione del Memorial Rik Van Steenbergen, gara in linea che si svolge in Belgio dedicata alla memoria di uno dei corridori con il palmares tra i più ricchi del mondo, con tre perle conquistate ai Campionati del Mondo. Il corridore della Topsport Vlaanderen ha preceduto l'australiano Robbie McEwen della Katusha e il belga Jurgen Roelandts dell'Omega Pharma Lotto, mentre gli italiani Enrico Rossi e Daniele Colli della Ceramica Flaminia si sono piazzati rispettivamente 5° e 8°. Una grande soddisfazione per il giovane classe '88 Van Staeyen, giunto alla seconda vittoria stagionale dopo aver vinto una tappa del Giro di Danimarca.
La corsa si è svolta lungo un tracciato di 195,9 chilometri che non presentava particolari difficoltà altimetriche, cosa che ha portato il plotone ad arrivare al traguardo forte di un'ottantina di unità. La classica fuga di giornata è stata portata da tre corridori, Klaas Lodewyck della Topsport Vlaanderen, Francois Jurgen della Palmans ed Enrico Peruffo della CarmioOro, capaci di rimanere in avanscoperta per quasi tutta la durata della corsa. Ripresi i tre durante il circuito conclusivo della corsa, 8,4 chilometri da ripetere sei volte, ormai sembrava chiaro che la gara si sarebbe conclusa in volata. Ha provato a incanalarla su binari diversi Marco Marcato ma il corridore della Vacansoleil è dovuto soccombere alla forza del treno della Katusha. Nonostante l'appoggio dei compagni e la buona partenza in volata McEwen non è riuscito a contrastare fino in fondo il giovane Van Staeyen e il belga è riuscito a sopravanzare il ben più navigato avversario proprio sul traguardo.

ORDINE D'ARRIVO
1° Michael Van Staeyen (Bel) Topsport Vlaanderen
2° Robbie McEwen (Aus) Team Katusha s.t.
3° Jurgen Roelandts (Bel) Omega Pharma Lotto s.t.
4° Anthony Ravard (Fra) Ag2R La Mondiale s.t.
5° Enrico Rossi (Ita) Ceramica Flaminia s.t.
6° Lloyd Mondory (Fra) Ag2R La Mondiale s.t.
7° Stefan Van Dijk (Ned) Verandas Willems s.t.
8° Daniele Colli (Ita) Ceramica Flaminia s.t.
9° Benjamin Verraes (Bel) Jong Vlaanderen s.t.
10° Alexander Kristoff (Nor) BMC Racing s.t.

Tour de l'Avenir, colpo del belga Eijssen, 3°tappa e maglia

Sembra non voler terminare mai l'anno magico di Yannick Eijssen dopo la grande prestazione nella tappa odierna del Tour de l'Avenir. Il corridore belga, classe '89, ha firmato la quarta vittoria stagionale in gare UCI dopo i successi in corse prestigiose come la Beverbeek Classic e la Ronde de l'Isard conquistando anche la maglia di leader della corsa, strappata al britannico Dowsett. Tutto si è deciso nei chilometri finali quando nella discesa del Col du Chansert Eijssen ha perso il largo resistendo al contrattacco dei corridori colombiani sulla salita finale del Col du Beal. Il corridore belga ha preceduto di 21 secondi il colombiano John Atapuma e di 26 secondi lo statunitense Andrew Talansky, con tutti gli altri uomini di classifica arrivati alla spicciolata, mentre in classifica generale Eijssen può vantare un vantaggio di 17 secondi su un altro colombiano, Jarlinson Pantano, e di 54 secondi sull'olandese Tom Slagter.
La tappa di oggi si è tenuta tra Saint-Pourcain-sur-Sioule e il Col du Beal, salita di prima categoria la cui cima è stata posta dopo 157 chilometri. L'attesa per il finale di tappa ha subito messo in moto le squadre degli uomini di classifica che hanno tenuto chiusa la corsa fino al quarantesimo chilometro quando in cinque sono riusciti ad andarsene. Il gruppetto di attaccanti era formato dal belga Gaetan Bille, dal francese Jean-Lou Paiani, dall'australiano Benjamin King, dallo sloveno Jan Tratnik e dal kazako Abdraimzhan Ishanov e il loro vantaggio è rapidamente salito fino a 3 minuti, ma sotto la spinta di Gran Bretagna e Stati Uniti il ritardo del gruppo è calato ripidamente riuscendo infine a riprendere i cinque prima ancora della salita di Chansert. Sulla salita di seconda categoria il più brillante si è rivelato il colombiano Chaves che è scollinato da solo con un leggero margine sul gruppo che ha ripreso il corridore nella successiva discesa. Ed è proprio in un tratto molto tecnico della picchiata verso l'inizio della salita finale che Eijssen ha lanciato il proprio attacco riuscendo a guadagnare fino 1 minuto e 20 secondi sul gruppo principale. Il belga ha proseguito senza soste anche sulla salita finale riuscendo a mantenere un buon margine sugli inseguitori, trainati da un trio di colombiani formato da Pantano, Atapuma e Quintana. Tra i tre l'unico a resistere davanti è stato Atapuma mentre da dietro l'americano Andrew Talansky risaliva fino a raggiungere e superare i due colombiano ritardatari, Pantano e Quintana. Sul traguardo è stata grande festa per Eijssen, capace di resistere al ritorno dei colombiani gestendo alla grande le forze a propria disposizione. Un duro smacco, invece, per la nazionale sudamericana che sicuramente ritornerà all'attacco già dalla tappa di domani.

ORDINE D'ARRIVO
1° Yannick Eijssen (Bel) Belgio
2° John Atapuma (Col) Colombia a 21''
3° Andrew Talansky (Usa) Stati Uniti a 26''
4° Jarlinson Pantano (Col) Colombia a 33''
5° Tom Slagter (Ned) Olanda a 56''

CLASSIFICA GENERALE
1° Yannick Eijssen (Bel) Belgio
2° Jarlinson Pantano (Col) Colombia a 17''
3° Tom Slagter (Ned) Olanda a 54''
4° Timothy Roe (Aus) Australia a 1'10''
5° Thomas Bonnin (Fra) Francia A a 1'14''
6° Nairo Quintana (Col) Colombia a 1'17''
7° Mikel Landa Meana (Esp) Spagna a 1'19''
8° John Atapuma (Col) Colombia a 1'25''
9° Higinio Fernandez Suarez (Esp) Spagna a 1'33''
10° Andrew Talansky (Usa) Stati Uniti a 1'35''

Vuelta a Espana, impresa di Anton nell'11°tappa, vince ad Andorra e conquista la maglia rossa

Doveva essere la tappa dei primi verdetti, delle prime certezze e delle prime grandi eliminazioni dalla corsa per la maglia rossa, e l’arrivo di Andorra non ha deluso le attese. Il migliore di tutti, in salita, si è dimostrato ancora il basco Igor Anton, questa volta imponendosi in un arrivo con una salita vera. Il corridore dell’Euskaltel – Euskadi ha staccato tutti negli ultimi 2 chilometri di corsa precedendo di pochissimi secondi Ezequiel Mosquera della Xacobeo Galicia e Xavier Tondo della Cervelo. L’italiano Vincenzo Nibali ha retto come ha potuto contro l’armata spagnola di scalatori ed è riuscito a limitare i danni, salendo al secondo posto in classifica generale a 45 secondi da Anton (e senza gli abbuoni sarebbero molti meno). Non ha tenuto, invece, il leader Joaquim Rodriguez, arrivato a 1 minuto da Anton e superato da molti altri uomini di classifica, segno che sulle salite vere, quelle lunghe, ancora fa molta fatica. Piccola resurrezione sia per Frank Schleck che per Carlos Sastre, arrivati rispettivamente 6° e 9° a 23 e 32 secondi da Anton, ma le prime posizioni della classifica sembrano ormai lontanissime. Chi ha completamente fallito la tappa di oggi è stato il russo Denis Menchov, staccato e ormai fuori classifica, lui che era probabilmente il più atteso e il più indicato a vincere la corsa spagnola insieme ad Andy Schleck.
La tappa odierna, 208,4 chilometri da Vilanova ad Andorra, non prevedeva grandi difficoltà fino alla scalata verso l'arrivo, 10 chilometri di salita versa fino al piccolo stato europeo. Prima dell'ascesa finale non ci sono state grandi emozioni se non un attacco a due di Johann Tschopp della BBox Bouygues Telecom e di Mikael Cherel della Francaise des Jeux che sono usciti in avanscoperta dopo una cinquantina di chilometri di corsa. Il duo è riuscito a guadagnare fino a circa 15 minuti di vantaggio ma le squadre degli uomini di classifica, prime fra tutte la Katusha di Rodriguez e la Rabobank di Menchov, si sono messe a tirare duramente quando la corsa è entrata nel vivo. Il vantaggio dei due è rapidamente sceso fino a ridursi a soli 30 secondi all'inizio della salita finale, a 10 chilometri dal traguardo. Il primo ad attaccare sull'ascesa verso Andorra è stato il kazako Dmitry Fofonov dell'Astana ma il gruppo, tirato dalla Katusha, non ha lasciato molto spazio. Ripresi sia i fuggitivi della prima ora che Fofonov all'attacco è partito il francese Nicolas Vogondy della BBox ma anche per lui l'avventura solitaria è finita a 5 chilometri e mezzo dal traguardo. Nel frattempo, il russo Menchov si era già staccato dal gruppo dei migliori. Arrivati al punto più duro della salita la corsa è stata presa in mano dalla Xacobeo Galicia che ha messo davanti due uomini per preparare l'attacco di Mosquera, arrivato puntualmente ai -5 dal traguardo. All'inseguimento dello spagnolo si sono portati soltanto Nibali e Rodriguez ma entrambi hanno dovuto cedere il passo al suo ritmo forsennato. La tattica migliore, alla fine, si è rivelata quella di Anton che non ha risposto a Mosquera, è salito del proprio passo e ha accelerato nel finale andando a riprendere e staccare Mosquera all'ultimo chilometro, cogliendo il secondo successo a questa Vuelta e conquistando la maglia rossa di leader della classifica generale. Mosquera ha comunque retto fino alla fine arrivando a soli 3 secondi da Anton mentre un ottimo Tondo si è piazzato terzo a 10 secondi con la coppia della Caisse d'Epargne formata da Marzio Bruseghin e Rigoberto Uran poco dietro a 15 secondi.
In classifica generale ora Anton può gestire un vantaggio di 45 secondi su Nibali e di 1 minuto e 4 secondi su Tondo, Rodriguez è quarto a 1 minuto e 17 mentre Mosquera è quinto a 1 minuto e 29.

ORDINE D'ARRIVO
1° Igor Anton (Esp) Euskaltel Euskadi
2° Ezequiel Mosquera (Esp) Xacobeo Galicia a 3''
3° Xavier Tondo (Esp) Cervelo Test Team a 10''
4° Marzio Bruseghin (Ita) Caisse d’Epargne a 15''
5° Rigoberto Uran (Col) Caisse d’Epargne s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Igor Anton (Esp) Euskaltel Euskadi
2° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas Doimo a 45''
3° Xavier Tondo (Esp) Cervelo Test Team a 1'04''
4° Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha a 1'17''
5° Ezequiel Mosquera (Esp) Xacobeo Galicia a 1'29''
6° Marzio Bruseghin (Ita) Caisse d’Epargne a 1'57''
7° Ruben Plaza (Esp) Caisse d’Epargne a 2'07''
8° Rigoberto Uran (Col) Caisse d’Epargne a 2'13''
9° Nicolas Roche (Irl) Ag2R La Mondiale a 2'30''
10° Frank Schleck (Lux) Team Saxo Bank s.t.