sabato 11 settembre 2010

Tour de l'Avenir, il colombiano Quintana vince il tappone e conquista anche la maglia gialla

Che sia in Italia, in Francia o in Spagna, quando la strada sale, a livello giovanile, è la Colombia a farla da padrona. E l'alfiere della giornata per la nazione sudamericana è stato Nairo Quintana che si è scatenato sulla salita finale staccando tutti e infliggendo distacchi importanti. Alle spalle del colombiano sono arrivati l'americano Andrew Talansky e lo spagnolo Mikel Landa Meana a 39 secondi, a 41 secondi è giunto il compagno John Atapuma e a 43 secondi l'olandese Tom Slagter. In classifica generale Quintana comanda con 20 secondi su Slagter, 38 su Jarlinson Pantano e con gli altri poco distanti. Vista la cronometro di domani di 13,5 chilometri, la classifica è tutt'altro che decisa.
La tappa si è svolta tra Saillans e Risoul per 204 chilometri con ben 6 GPM da affrontare e un arrivo in salita in quota a 1870 metri. I corridori ci hanno messo poco a entrare in azione e già sul Col de Pennes in quattro, il francese Yoann Barbas, l'eritreo Daniel Teklehaimanot, il bielorusso Konstantin Klimiankou e lo spagnolo Ion Izaguirre Insausti, sono andati all'attacco, passando con una trentina di secondi in vetta. In discesa Teklehaimanot e Klimiankou sono caduti, staccandosi irrimediabilmente dalla fuga, mentre rientravano davanti il francese Romain Hardy e il colombiano Jarlinson Pantano, terzo in classifica generale. Superato anche il Col de Cabre, davanti sono rientrati anche il tedesco Martin Grunder, l'australiano Benjamin King, lo sloveno Andi Bajc e il britannico Luke Rowe, formando un gruppetto di otto corridori davanti. Il vantaggio non è mai salito oltre il minuto e mezzo e la fuga è rimasta ben controllata dal gruppo tirato dal Belgio del leader Eijssen anche sui tre successivi GPM di terza categoria. Con l'inizio della salita finale ancora molto distante sia Pantano che Hardy si sono rialzati poco dopo la fine della discesa mentre il resto dei fuggitivi è stato raggiunto al chilometro 171. Tutto è rimasto tranquillo fino alla salita finale quando Quintana ha iniziato la sua serie di scatti. Il leader Eijssen ha provato a resistere ma Quintana ha proseguito imperterrito staccando tutti e mettendo subito un buon margine tra sé e gli altri uomini di classifica, interessati soprattutto a non perdere troppo in vista della cronometro del giorno dopo. All'arrivo Quintana ha preceduto Talansky e Landa Meana di 39 secondi conquistando la maglia di leader che proverà a difendere domani dagli attacchi degli avversari, soprattutto quel Tom Slagter staccato di soli 20 secondi e buon specialista.

ORDINE D'ARRIVO
1° Nairo Quintana (Col) Colombia
2° Andrew Talansky (Usa) Stati Uniti a 39''
3° Mikel Landa Meana (Esp) Spagna s.t.
4° John Atapuma (Col) Colombia a 41''
5° Tom Slagter (Ned) Olanda a 43''

CLASSIFICA GENERALE
1° Nairo Quintana (Col) Colombia
2° Tom Slagter (Ned) Olanda a 20''
3° Jarlinson Pantano (Col) Colombia a 38''
4° Mikel Landa Meana (Esp) Spagna a 41''
5° John Atapuma (Col) Colombia a 49''
6° Andrew Talansky (Usa) Stati Uniti a 57''
7° Romain Bardet (Fra) Francia B a 1'07''
8° David Rosch (Ger) Germania a 1'16''
9° Thomas Bonnin (Fra) Francia A a 1'35''
10° Higinio Fernandez Suarez (Esp) Spagna a 1'54''

Tour of Britain, Andre Greipel vince la 1°tappa in volata

Quest'anno sembra proprio inarrestabile. E se il Mondiale finirà in una volata di gruppo, sarà bellissimo vedere la sfida tra i due campioni dell'HTC Columbia. Anche qua, al Tour of Britain, iniziato proprio oggi, André Greipel ha lasciato il segno firmando subito il primo sprint della corsa. Gli avversari non saranno quelli che ci sono alla Vuelta, ma è anche più facile fare una figuraccia contro corridori che, comunque, sono di buon livello. Alle spalle del tedesco si sono piazzati l'italiano Manuel Belletti della Colnago e il neozelandese Greg Henderson della Sky mentre al quarto e quinto posto si sono piazzati Alex Rasmussen della Saxo Bank e Martin Reimer della Cervelo. L'ennesima vittoria per Greipel della stagione, addirittura la numero 19, impreziosita questa volta da un grande recupero nei chilometri finali visto che a 8 chilometri dalla fine ha forato e grazie alla squadra è riuscito a rientrare ai - 4 e a disputare la volata partendo davanti a tutti.
La tappa odierna si è tenuta tra Rochdale e Blackpool per un totale di 132,6 chilometri senza grandi asperità. Protagonisti della giornata sono stati tre corridori, l'australiano Richie Porte della Saxo Bank, l'olandese Wout Poels della Vacansoleil e il neozelandese Jack Bauer dell'Endura Racing. Andati in fuga sul primo GPM di giornata, dopo soli 24,5 chilometri di gara, i tre hanno monopolizzato le classifiche intermedie ma, con HTC Columbia e Sky alle spalle, niente hanno potuto contro il ritorno del gruppo. Porte ha provato, a 25 chilometri dal traguardo, di continuare da solo ma dopo soli 5 chilometri si è dovuto arrendere al ritorno del gruppo. Da questo punto la tappa è diventata una cavalcata visto l'arrivo di Blackpool con l'HTC Columbia che, grazie a un grande sforzo, è riuscita a riportare sotto Greipel dopo una foratura e con Tony Martin e Mark Renshaw l'ha lanciato verso la vittoria.

ORDINE D'ARRIVO
1° André Greipel (Ger) HTC Columbia
2° Manuel Belletti (Ita) Colnago - CSF Inox s.t.
3° Greg Henderson (Nzl) Team Sky s.t.
4° Alex Rasmussen (Den) Saxo Bank s.t.
5° Martin Reimer (Ger) Cervelo TestTeam s.t.

Vuelta a Espana, Joaquim Rodriguez trionfa sul Pena Cabarga, Nibali in maglia rossa

Si dice che la fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede benissimo. Ed è questo che deve aver pensato il povero Igor Anton, in maglia rossa fino a oggi, pronto per scaldare i cuori degli spagnoli sulla salita finale di Pena Cabarga, quando a terra dolorante ha capito che la sua Vuelta era finita lì. Non gli era mai successo di essere davanti a tutti in un grande giro, sembrava finalmente arrivato il suo momento, quello di un talento che tardava a esplodere pur conoscendo i suoi fantastici mezzi sulle montagne. Ma dopo due grandi vittorie di tappe e l'apparante facilità di pedalata in montagna, Anton ha dovuto dire addio ai sogni di gloria per una caduta, un banale incastro di ruote con il compagno Egoi Martinez, e saluti alla prossima stagione. Invece chi ha pensato per un istante di essere baciato dalla fortuna è stato Vincenzo Nibali. Il corridore della Liquigas si è ritrovato senza l'avversario principale e, preso dall'entusiasmo, ha attaccato sulla salita finale dopo il grande lavoro della sua squadra, lui che poteva tranquillamente stare a ruota fino al traguardo. Probabilmente sarebbe andata comunque così ma l'italiano è stato ripreso e superato a 1 chilometro dal traguardo da Joaquim Rodriguez, molto brillante e con la giusta cattiveria, pronto ad andarsi a prendere una vittoria di tappa a lungo inseguita e la maglia rossa di leader. Per una questione di secondi, quattro, Nibali è riuscito a stare davanti allo spagnolo ma la questione non è finita qui, visto anche il buon Ezequiel Mosquera, terzo a 2 secondi da Nibali nella tappa e a 50 secondi in classifica generale in compagnia di Xavier Tondo della Cervelo. Poi, il vuoto, con l'irlandese Roche e Frank Schleck a oltre 2 minuti dal campione della Liquigas. Da segnalare oggi anche la disfatta della Caisse d'Epargne con il solo Ruben Plaza rimasto tra i primi dieci della classifica generale, nono, ma anche tanta sfortuna visto la perdita sia di Rigoberto Uran sia di Marzio Bruseghin, caduti insieme ad Anton ed entrambi in ospedale per fratture e contusioni. Buona la prova di David Moncoutie, rimasto con i migliori e quarto all'arrivo, una prova da grande uomo di classifica.

LA CRONACA
La quattordicesima tappa della Vuelta a Espana ha preso il via da Burgos per concludersi dopo 178,8 chilometri sulla salita di prima categoria di Pena Cabarga. Nel mezzo, tre GPM di seconda categoria e un lungo tratto di pianura prima della salita finale. La prima fuga di giornata è stata portata dall'olandese Niki Terpstra della Milram, raggiunto dopo 63 chilometri di gara da David Millar e David Zabriskie della Garmin Transitions. Il vantaggio dei tre è arrivato a toccare anche i 13 minuti ma il gruppo, tirato soprattutto da Caisse d'Epargne e Cervelo, ha iniziato a ridurre lo svantaggio quando ancora la salita finale era lontana. Sulla penultima salita, l'Alto del Caracol, la Caisse d'Epargne ha provato a impensierire l'Euskaltel mandando in avanscoperta prima David Arroyo e poi Luis Leon Sanchez, ottavo in classifica, insieme ad Alexander Kolobnev. Il loro tentativo non è durato molto e il gruppo, tirato anche da Katusha, è rientrato sui due contrattaccanti, riducendo anche il margine sui tre battistrada. Fino alla salita finale la situazione è rimasta tranquilla, con il gruppo in costante ripresa e i battistrada a dare tutto. Dopo che Zabriskie aveva già ceduto il passo, a 6,5 chilometri dal traguardo una caduta in gruppo ha eliminato dalla corsa Egoi Martinez e Igor Anton, rendendo Nibali il leader in corsa. A seguito di questa caduta davanti si è messa la Liquigas con Kreuziger, pronto a dare tutto per il proprio capitano. A quattro chilometri dal traguardo Terpstra ha staccato Millar, mantenendo pochi secondi di vantaggio sul gruppetto dei migliori fino a circa 2 chilometri dalla vetta quando è arrivato il primo Mosquera. In risposta è ripartito subito Nibali che è riuscito in un primo momento a staccare tutti ma Joaquim Rodriguez è stato bravo a riprenderlo a 1 chilometro dall'arrivo e a staccarlo poco dopo, mettendo subito qualche secondo tra loro. Rodriguez ha proseguito con un buon passo fin sul traguardo vincendo la sua seconda tappa alla Vuelta in carriera e distanziando Nibali di 20 secondi, riducendo a 4 secondi il vantaggio dell'italiano in classifica generale.

ORDINE D'ARRIVO
1° Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha
2° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas Doimo a 20''
3° Ezequiel Mosquera (Esp) Xacobeo Galicia a 22''
4° David Moncoutie (Fra) Cofidis a 33''
5° Nicolas Roche (Irl) Ag2R La Mondiale a 34''

CLASSIFICA GENERALE
1° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas Doimo
2° Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha a 4''
3° Ezequiel Mosquera (Esp) Xacobeo Galicia a 50''
4° Xavier Tondo (Esp) Cervelo Test Team s.t.
5° Nicolas Roche (Irl) Ag2R La Mondiale a 2'11''
6° Frank Schleck (Lux) Team Saxo Bank a 2'12''
7° Peter Velits (Svk) HTC Columbia a 2'29''
8° Tom Danielson (Usa) Garmin Transitions a 3'29''
9° Ruben Plaza (Esp) Caisse d’Epargne a 3'41''
10° Carlos Sastre (Esp) Cervelo TestTeam a 3'52''

Giro del Friuli Venezia Giulia, annullata ultima tappa, classifiche invariate

Tramite un comunicato stampa la direzione della corsa, in accordo con i direttori sportivi a seguito della riunione tecnica di questa mattina, ha deciso di annullare l'ultima tappa del Giro del Friuli Venezia Giulia in segno di rispetto per il giovane Thomas Casarotto che sta lottando tra la vita e la morte in ospedale a Udine ma anche per richiamare l'attenzione della Federciclismo sulla difficoltà di organizzare una corsa di livello minore. Il gruppo si trasferirà ad andatura ridotta fino a Udine, sede di arrivo della tappa odierna e della gara.

Questo è il comunicato della direzione di corsa: "In assemblea plenaria, dopo l'incidente accaduto ieri in gara al corridore Thomas Casarotto (Generali), in accordo col presidente del Giro Giovanni Cappanera, i direttori di corsa, il collegio dei commissari e tutti i direttori sportivi all'unanimità, si è deciso di annullare la tappa agonistica e comunque di effettuare un trasferimento fino all'arrivo di Udine con partenza alle ore 10.45.
Le classifiche della corsa rimangono quelle della giornata di ieri dopo l'arrivo a Forni di Sopra. La direzione di corsa, insieme agli organizzatori e ai direttori sportivi, vuole in questo modo portare rispetto al ragazzo, le cui condizioni rimangono critiche, ai suoi familiari e alla sua squadra, e spera anche di lanciare un segnale importante per quanto riguarda il bisogno di maggiore sicurezza stradale nel corso delle manifestazioni ciclistiche".

Quindi, riportiamo la classifica generale di ieri che, a questo punto, sarà anche quella finale, con il norvegese Vegard Stake Laengen che ha preceduto di 45 secondi il brasiliano Carlos Alexandre Manarelli della Marchiol Orogildo e di 1 minuto e 28 secondi Matteo Busato della Zalf Desiree Fior.

CLASSIFICA FINALE
1° Vegard Stake Laengen (Nor) Norvegia
2° Carlos Alexandre Manarelli (Bra) Marchiol Orogildo a 45''
3° Matteo Busato (Ita) Zalf Desiree Fior a 1'28''
4° Stefan Kirchmair (Aut) Team Radland Tirol s.t.
5° Kristian Durasek (Cro) Loborika s.t.
6° Sven Schelling (Swi) VC Mendrisio a 2'13''
7° Evgeniy Sladkov (Kaz) Kazakhstan a 2'37''
8° Edgaras Kovaliovas (Ltu) VC La Pomme Marseille a 2'50''
9° Siarhei Papok (Blr) S. Marco Concrete Caneva a 3'04''
10° Gregoire Tarride (Fra) VC La Pomme Marseille a 3'09''

GP Cycliste de Quebec, attacco vincente per Thomas Voeckler, sua la 1°edizione

Si potrebbe aprire una lunga discussione su cosa veramente rende una corsa prestigiosa e importante: il tracciato? l'albo d'oro? il nome? oppure il parco di atleti alla partenza? La risposta, come al solito, probabilmente sta in mezzo. Quindi questo GP Cycliste de Quebec, prima corsa di sempre del ProTour che si svolge in America del Nord, non si può considerare ancora una classica, visto che si trattava della prima edizione, ma con tutti i grandi nomi che erano schierati la partenza e hanno fatto corsa vera e con un circuito con una salita finale abbastanza impegnativa, hanno reso la corsa molto avvincente e combattuta.
A spuntarla, dopo 15 giri di gara, è stato il francese Thomas Voeckler, abile ad approfittare di un momento di rilassamento in gruppo, andando a vincere in solitaria. Alle sue spalle il gruppetto degli inseguitori è stato regolato dal norvegese Edvald Boasson Hagen del Team Sky e dall'olandese Robert Gesink della Rabobank. Molto bene gli italiani con Alessandro Ballan sesto, Francesco Reda nono e Damiano Cunego decimo e attivo nelle fasi più importanti della corsa. Per Voeckler si tratta della terza vittoria stagionale dopo il campionato nazionale e la tappa al Tour de France e, vista la forma nonostante la poca preparazione, ora sta ripensando sulla propria partecipazione ai Mondiali.
"Ero molto sorpreso di aver vinto questa corsa perché mi aspettavo di essere tra i primi dieci ma niente di più" ha dichiarato Voeckler dopo la gara. "Sono arrivato qui non nella mia migliore condizione. Sono stato fortunato perché sono riuscito a prendere vantaggio dai fuggitivi che hanno fatto un grande lavoro e anche dalle squadre che hanno lavorato duro per riprenderli. C'erano 15 giri e ho avuto il tempo per memorizzare l'ultima salita. Sapevo esattamente dove potevo attaccare e così ho fatto".
La prima edizione del GP Cycliste de Quebec si è svolta lungo un circuito di 12,6 chilometri da ripetere per 15 volte per un totale di 189 chilometri. La parte più interessante della gara erano sicuramente gli ultimi tre chilometri del circuito dove sono state inserite ben quattro strappetti, tra cui uno al 10% di media. La corsa è partita subito forte con un attacco di 7 uomini che non hanno preso molto vantaggio, consentendo ad altri corridori dietro di rientrare. Dopo vari rimescolamenti la situazione si è consolidata e davanti sono rimasti in 14. Il gruppetto era formato da Alfredo Balloni della Lampre, Markel Irizar e Yaroslav Popovych della Radioshack, Jakob Fuglsang della Saxo Bank, Francois Parisien del Team Canada, Jurgen van de Walle della Quick Step, Jussi Veikkanen della FDJ, Julien Fouchard della Cofidis, Sebastien Turgot della BBox, Elia Viviani e Valerio Agnoli della Liquigas, Bram Tankink della Rabobank, Maxim Gourov dell'Astana e Dominik Nerz della Milram. Il vantaggio della fuga ha preso proporzioni interessanti arrivando a toccare anche i 4 minuti con il gruppo che non riusciva a organizzarsi per l'inseguimento. A 5 giri dal termine davanti si sono messe a tirare Euskaltel e Sky. Sotto la spinta di Fuglsang la fuga si è ridotta a sette membri e con lui sono rimasti soltanto Balloni, Irizar, Van De Walle, Nerz, Tankink e Agnoli, ma i battistrada avevano ormai vita breve, visto che la velocità del gruppo continuava ad aumentare. Infatti, a 2 giri dal traguardo, i fuggitivi sono stati ripresi e il gruppo si è ricompattato. All'ultimo giro, sulla Cote de la Montagne, all'attacco sono partiti Matti Breschel della Saxo Bank e Dries Devenyns della Quick Step seguiti poco dopo anche da Ryder Hesjedal della Garmin, Fabian Wegmann della Milram e Damiano Cunego della Lampre. L'attacco sembrava quello buono ma gli inseguitori sono riusciti a rientrare e agli 800 metri dal traguardo, complice un rallentamento del gruppo, Voeckler è partito all'attacco cogliendo tutti di sorpresa e andando a vincere con un leggero margine sul resto del plotoncino.

ORDINE D'ARRIVO
1° Thomas Voeckler (Fra) BBox Bouygues Telecom
2° Edvald Boasson Hagen (Nor) Team Sky a 1''
3° Robert Gesink (Ned) Rabobank s.t.
4° Ryder Hesjedal (Can) Garmin - Transitions s.t.
5° Staf Scheirlinckx (Bel) Omega Pharma Lotto s.t.
6° Alessandro Ballan (Ita) BMC Racing s.t.
7° Fabian Wegmann (Ger) Team Milram s.t.
8° Maxime Monfort (Bel) HTC Columbia s.t.
9° Francesco Reda (Ita) Quick Step s.t.
10° Damiano Cunego (Ita) Lampre s.t.

venerdì 10 settembre 2010

Doping. Roy Sentjens confessa l'uso di EPO e si ritira dalle corse

Tramite una lunga lettera sul proprio sito internet, il belga Roy Sentjens ha confessato l'uso di EPO, scoperto tramite un controllo a sorpresa a metà agosto, e ha inoltre annunciato il suo ritiro dalle competizioni. Il corridore della Milram, 30 anni quest'anno, nella lettera si apre completamente, facendo trapelare la propria vita di uomo e ciclista, con i dubbi e le paure di non farcela, con l'idea sempre presente di ricorrere a uno scorciatoia più facile, specialmente quando tutto sembra andare storto, i risultati non arrivano più e un contratto professionistico diventa più importante anche della propria salute, perché c'è una famiglia da mantenere e dei conti da pagare. Una vita di un uomo qualunque che sbaglia, che ricorre a quello che è vietato, proibito, ma che ha la dignità e il coraggio, quando viene scoperto, di rendere pubblica la sua debolezza e la sua colpevolezza, senza ricorrere a dichiarazioni di guerra aperta sapendo di essere nel torto.
Se volete leggervi qualche passo della lettera, la potrete trovare sul sito ufficiale del corridore, mentre a questo link trovate già la versione tradotta in inglese Link.

Giro del Friuli Venezia Giulia, Thomas Casarotto in fin di vita. La 3°tappa era andata all'australiano Semple

Doveva essere il tappone decisivo questa terza tappa del Giro del Friuli Venezia Giulia e così è stato, con grandi emozioni fin sul traguardo e una classifica generale completamente stravolta. Ma purtroppo, i festeggiamenti sono durati poco: il corridore della Generali Thomas Casarotto ha subito una brutta caduta nella discesa di Sella Ciampigotto, andando a sbattere contro un'auto estranea alla corsa. Subito trasportato all'ospedale di Udine con l'elisoccorso, dopo una prima serie di esami si sono evidenziati alcuni ematomi cranici. Il ragazzo era in coma e intorno alle 22 è stato dichiarato morto. Notizia smentita quasi subito dai sanitari, anche se le sue condizioni rimangono disperate, seppur rimaste stabili nella notte. Il presidente della Generali, Mauro Flora, ha commentato: "Siamo preparati al peggio ma speriamo ancora che Thomas riesca a trovare le forze necessarie per uscire da questa situazione. Nella notte abbiamo pregato per lui insieme a tutta la squadra: i ragazzi e anche Roberto sono ancora sotto choc per quanto è avvenuto in gara".

LA 3°TAPPA
La frazione, 174 chilometri da Maniago a Forni di Sopra, è andata all'australiano Adam Semple della Brisot Cardin Bibanese che ha regolato allo sprint un gruppetto di attaccanti. Alle sue spalle si sono piazzati i compagni di fuga Mattia Cattaneo della Trevigiani, lo svizzero Sven Schelling del VC Mendrisio e il norvegese Vegard Stake Laengen che, grazie ai secondi guadagnati oggi, è diventato anche il nuovo leader della corsa sfilando la maglia al brasiliano Manarelli della Trevigiani.
La gara è entrata nel vivo già nei primi chilometri di corsa grazie a un attacco di tredici atleti, ripresi dopo la discesa del primo GPM del Passo Sant'Osvaldo. Neanche il tempo di rifiatare che altri 28 atleti sono ripartiti al contrattacco, con la salita di prima categoria di Sella Ciampigotto a fare da spartiacque per la corsa. Infatti, sul GPM i big si sono messi in mostra con il leader Manarelli che è riuscito a riportarsi sulla testa della corsa. La discesa ha rimescolato le carte e davanti si sono ritrovati in 18 ma un successivo ricompattamento ha riformato un nutrito gruppo in testa alla corsa. La salita decisiva si è rivelata la terza e ultima di giornata, la Cima Corso, dove Semple, il lituano Edgaras Kovaliovas della VC La Pomme, Schelling, Cattaneo, Winner Anacona della Caparrini e il kazako Slodkov si sono riportati su Mantas Bliakevicius della Gruppo Lupi, partito in solitario prima dell'inizio della salita. Sui battistrada sono riusciti a riportarsi successivamente anche Antonio Doneddu della Palazzago, Paolo Colonna della Delio Gallina e Stake Laengen, formando un gruppetto ben assortito con tutto l'interesse di tirare fino al traguardo. A due chilometri dall'arrivo Schelling e Semple sono andati all'attacco, raggiunti quasi subito da Stake Laengen e Cattaneo: i quattro si sono giocati la vittoria allo sprint con Semple che è riuscito a precedere Cattaneo e Schelling.
A fine frazione ha parlato il norvegese Stake Laengen, 1 metro e 93 eppure ottimo scalatore, astro nascente insieme al fratello Oystein del ciclismo nordico: "Sono venuto al Giro sperando di far bene, ma nella maglia quasi non ci speravo dato che non ho mai indossato una maglia di leader in tutta la mia vita". Ora Stake Laengen conduce con 45 secondi sul brasiliano Manarelli e con1 minuto e 28 secondi su un trio composto da Matteo Busato della Zalf, Stefan Kirchmair della Tyrol e Kristian Durasek della Loborika.

ORDINE D'ARRIVO
1° Adam Semple (Aus) Brisot Cardin Bibanese
2° Mattia Cattaneo (Ita) Trevigiani Dynamon Bottoli s.t.
3° Sven Schelling (Swi) VC Mendrisio s.t.
4° Vegard Stake Laengen (Nor) Norvegia s.t.
5° Winner Anacona (Col) Caparrini Le Village a 21''

CLASSIFICA GENERALE
1° Vegard Stake Laengen (Nor) Norvegia
2° Carlos Alexandre Manarelli (Bra) Marchiol Orogildo a 45''
3° Matteo Busato (Ita) Zalf Desiree Fior a 1'28''
4° Stefan Kirchmair (Aut) Team Radland Tirol s.t.
5° Kristian Durasek (Cro) Loborika s.t.
6° Sven Schelling (Swi) VC Mendrisio a 2'13''
7° Evgeniy Sladkov (Kaz) Kazakhstan a 2'37''
8° Edgaras Kovaliovas (Ltu) VC La Pomme Marseille a 2'50''
9° Siarhei Papok (Blr) S. Marco Concrete Caneva a 3'04''
10° Gregoire Tarride (Fra) VC La Pomme Marseille a 3'09''

Tour de l'Avenir, 5°tappa al tedesco Degenkolb, Eijssen sempre in maglia gialla

Il tedesco John Degenkolb ha vinto la quinta tappa del Tour de l'Avenir portando a termine una lunga fuga iniziata nei primi chilometri di gara. Il corridore della nazionale tedesca ha preceduto in uno sprint ristretto lo spagnolo Jesus Herrada Lopez e il portoghese Nelson Oliveira mentre il gruppo principale è stato regolato dall'australiano Michael Matthews a una quarantina di secondi. Una grande soddisfazione per Degenkolb, prossimo al passaggio tra i prof con l'HTC Columbia e uno dei grandi favoriti degli imminenti Mondiali di Melbourne, giunto alla seconda vittoria in questo Tour de l'Avenir. La classifica generale non ha subito grossi scossoni con il belga Yannick Ejssen sempre primo con 17 secondi sul francese Romain Bardet e sul colombiano Jarlinson Pantano mentre Degenkolb è risalito al sesto posto a circa 1 minuto di ritardo dal leader.
La quinta tappa si è tenuta tra Vals-les-Bains e Loriol-sur-Drome per un totale di 153 chilometri con soltanto due salite a inizio gara e un dentello nel finale di terza categoria. Per il resto, una lunga discesa e tanta pianura. Dopo aver superato le due asperità di giornata, al chilometro 34 è nata la fuga che caratterizzerà l'intera corsa. Sei uomini prendono il largo, Degenkolb, Herrada Lopez, Oliveira, l'americano Benjamin King, lo sloveno David Tratnik e il francese Yoann Barbas. Il vantaggio fatica a lievitare ma un albero in mezzo alla strada, al chilometro 84, costringe gli organizzatori a neutralizzare un tratto di corsa e a ripartire al chilometro 91. Sfruttando la situazione i battistrada guadagnano ancora terreno sul plotone mentre da dietro il russo Arkimedes Arguelyes prova a lanciare un contrattacco. Nonostante sembri un attacco quasi disperato, Arguelyes riesce a rientrare sui sei attaccanti della prima ora con, però, il gruppo in ritardo soltanto di 35 secondi. Grazie soprattutto al grande sforzo di Degenkolb i fuggitivi riescono a riguadagnare terreno scollinando sulla Cote des Roberts con un minuto circa di vantaggio sul gruppo. Nella successiva discesa è ancora il tedesco a fare selezione con Barbas e Arguelyes che non riescono a tenere il ritmo dello scatenato corridore teutonico e vengono ripresi dal plotone principale. I fuggitivi riescono a mantenere una trentina di secondi fin sul traguardo e nella volata tra i cinque superstiti non c'è storia con Degenkolb che detta legge con estrema facilità, mettendo ancora la firma sulla prestigiosa corsa francese.

ORDINE D'ARRIVO
1° John Degenkolb (Ger) Germania
2° Jesus Herrada Lopez (Esp) Spagna s.t.
3° Nelson Oliveira (Por) Portogallo a 1''
4° Benjamin King (Usa) Stati Uniti s.t.
5° David Tratnik (Slo) Slovenia s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Yannick Eijssen (Bel) Belgio
2° Romain Bardet (Fra) Francia B a 17''
3° Jarlinson Pantano (Col) Colombia s.t.
4° David Rosch (Ger) Germania a 45''
5° Tom Slagter (Ned) Olanda a 54''
6° John Degenkolb (Ger) Germania a 1'05''
7° Thomas Bonnin (Fra) Francia A a 1'14''
8° Nairo Quintana (Col) Colombia a 1'17''
9° Mikel Landa Meana (Esp) Spagna a 1'19''
10° John Atapuma (Col) Colombia a 1'25''

Giro della Cina, il prologo al tedesco Dirk Muller della Nutrixxion Sparkasse

Il tedesco Dirk Muller ha vinto il prologo del Giro della Cina (Tour of China), corsa a tappe che è iniziata oggi nel grande paese asiatico. Il corridore del Team Nutrixxion Sparkasse ha preceduto di 4 secondi il tedesco Tobias Erler della Tabriz Petrochemical e l'australiano David Tanner della Fly V Australia. Per Muller si tratta della seconda vittoria stagionale dopo aver conquistato il Pomerania Tour in Polonia in Luglio.
Il prologo si è svolto nella città di Xi'an su un percorso di 3,5 chilometri, preludio ad altre sette tappe che incoronerrano il successore di Andrey Mizourov, ultimo vincitore della corsa nel lontano 2005.

ORDINE D'ARRIVO
1° Dirk Muller (Ger) Team Nutrixxion Sparkasse
2° Tobias Erler (Ger) Tabriz Petrochemical a 4''
3° David Tanner (Aus) Fly V Australia a 8''
4° Daniel Summerhill (Usa) Stati Uniti s.t.
5° Mehdi Sohrabi (Iri) Tabriz Petrochemical a 9''

Vuelta a Espana, ancora Cavendish! Non c'è 1 senza 2, sua la 13°tappa

Quando in casa HTC-Columbia tutto funziona alla perfezione, il motore di Mark Cavendish serve soltanto a mettere l'accento sulla vittoria, quel punto esclamativo finale che evidenzia ancora di più una prestazione mostruosa di tutta la squadra, finalizzata dal più forte velocista sulla faccia della terra. E per il secondo giorno consecutivo la vittoria è arrivata per distacco, con tutti gli altri velocisti indietro, a inseguire la sagoma giallo-bianco-nera del folletto dell'isola di Man, che come al Tour dopo qualche giorno diventa imprendibile. Bene Hushovd, secondo e in crescendo, e bene Bennati, dopo le critiche (finora legittime) di ieri, finalmente in lotta per un podio e arrivato in una volata in cui i velocisti migliori c'erano tutti. Purtroppo un po' poco, probabilmente, per il Mondiale. Per il resto, un grande Matthew Goss che ha preparato ancora una splendida volata per il suo capitano e che se lo ritroverà da avversario ai Mondiali mentre questa volta Tyler Farrar non ha trovato lo spunto per provare a contrastare il britannico.

LA CRONACA
La tappa odierna si è tenuta tra Rincon de Soto e Burgos per un totale di 196 chilometri, frazione ideale per le fughe viste le due salite di terza categoria poste nel finale. Infatti, dopo 30 chilometri di gara, se ne sono andati in cinque, Allan Davis dell'Astana, Olivier Kaisen dell'Omega Pharma-Lotto, Giampaolo Cheula della Footon-Servetto, Manuele Mori della Lampre e Niki Terpstra della Milram. Il vantaggio dei cinque battistrada ha raggiunto anche gli 8 minuti ma alle loro spalle le squadre dei velocisti avevano già pronto il piano di recupero. Con HTC-Columbia, Garmin Transitions e Quick Step a tutta, per gli uomini in fuga non c'è stato molto spazio per inventarsi qualcosa. Gli attaccanti sono stati bravi a resistere nel finale, arrivando ai -10 con ancora 45 secondi di vantaggio, ma l'inevitabile è arrivato a 5 chilometri dall'arrivo quando il gruppo è tornato compatto. A quel punto, tutte le squadre degli uomini veloci hanno fatto a gara per balzare al comando e aiutare i proprio sprinter senza che nessuna vincesse il confronto finché, a 500 metri dal traguardo, uno straordinario Goss si è messo davanti con alla ruota Cavendish facendo di nuovo il vuoto e consentendo al britannico di vincere la seconda tappa consecutiva alla Vuelta, condita pure da un saltello sul traguardo.

ORDINE D'ARRIVO
1° Mark Cavendish (Gbr) HTC-Columbia
2° Thor Hushovd (Nor) Cervélo TestTeam s.t.
3° Daniele Bennati (Ita) Liquigas Doimo s.t.
4° Yauheni Hutarovich (Blr) Francaise des Jeux s.t.
5° Manuel Cardoso (Por) Footon Servetto s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Igor Anton (Esp) Euskaltel Euskadi
2° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas Doimo a 45''
3° Xavier Tondo (Esp) Cervelo Test Team a 1'04''
4° Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha a 1'17''
5° Ezequiel Mosquera (Esp) Xacobeo Galicia a 1'29''
6° Marzio Bruseghin (Ita) Caisse d’Epargne a 1'57''
7° Ruben Plaza (Esp) Caisse d’Epargne a 2'07''
8° Rigoberto Uran (Col) Caisse d’Epargne a 2'13''
9° Nicolas Roche (Irl) Ag2R La Mondiale a 2'30''
10° Frank Schleck (Lux) Team Saxo Bank s.t.

Giro del Friuli Venezia Giulia, 2° tappa e maglia per il brasiliano Manarelli

Il brasiliano Carlos Alexandre Manarelli ha vinto la seconda tappa del Giro del Friuli Venezia Giulia grazie a un'azione solitaria nel finale, propiziata dal lavoro dei suoi due compagni di squadra, membri di una fuga iniziata a inizio tappa. Il corridore della Marchiol Pasta Montegrappa Orogildo ha preceduto di 43 secondi gli altri membri della fuga regolata da Enrico Battaglin della Zalf Desiree Fior e Matteo Trentin, suo compagno di squadra e vincitore della prima tappa.
La frazione, partita da Codroipo e terminata a Pordenone, è entrata subito nel vivo quando 17 corridori sono andati all'attacco nei primi chilometri ma la successiva salita del Cansiglio, posta dopo 100 chilometri di gara, ha rimescolato i giochi. Davanti sono scollinati Sven Schelling del VC Mendrisio, Mattia Moresco della Coppi Gazzera e Alberto Petitto della Zalf Desiree Fior mentre dietro inseguivano una ventina di corridori. Terminata la successiva discesa, i tre battistrada erano stati ripresi dagli altri attaccanti e davanti si era formato un gruppo di 23 atleti formato, oltre ai tre, da Manarelli, Trentin e Gianluca Leonardi della Marchiol, Enrico Battaglin, Stefano Agostini e Matteo Busato della Zalf, Kristian Durasek e Hrvoje Miholjevic della Loborika, Nicolò Martinello della Coppi Gazzera, Antonio Doneddu e Maurizio Anzalone della Palazzago, Georg Preidler dell'Austria, Vincenzo Ianniello della Gr Made Tamburini, Marco Stefani della Caparrini, Vegard Stake Laengen della Norvegia, Mantas Bliakevicius del Gruppo Lupi, Edgaras Kovaliovas della La Pomme, Yevgehiy Sladkov del Kazakhstan, Coutet Teychenne della Chambery e Stefan Kirchmair della Tyrol. Il gruppo, alle loro spalle, non è più riuscito a rientrare visto la folta rappresentanza davanti delle squadre migliori. Ai 6 chilometri dal traguardo Manarelli ha lanciato il proprio attacco, arrivando al traguardo con un cospicuo vantaggio sugli ex compagni di squadra.
Manarelli a fine tappa ha commentato: "Abbiamo messo in atto lo stesso gioco di squadra di ieri, prima è partito Leonardi e poi io: se mi avessero ripreso sarebbe toccato di nuovo a Trentin in volata, ma stavolta mi è andata bene. Domani è una giornata decisiva per la classifica: faremo il possibile per difendere la maglia, consapevoli che si tratta di una tappa impegnativa".

ORDINE D'ARRIVO
1° Carlos Alexandre Manarelli (Bra) Marchiol Orogildo
2° Enrico Battaglin (Ita) Zalf Desiree Fior a 43''
3° Matteo Trentin (Ita) Marchiol Orogildo s.t.
4° Matteo Busato (Ita) Zalf Desiree Fior s.t.
5° Mathieu Teychenne Coutet (Fra) Chambery CF s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Carlos Alexandre Manarelli (Bra) Marchiol Orogildo
2° Matteo Trentin (Ita) Marchiol Orogildo a 43''
3° Matteo Busato (Ita) Zalf Desiree Fior s.t.
4° Stefan Kirchmair (Aut) Team Radland Tirol s.t.
5° Gianluca Leonardi (Ita) Marchiol Orogildo s.t.
6° Kristian Durasek (Cro) Loborika s.t.
7° Vegard Stake Laengen (Nor) Norvegia s.t.
8° Thomas Girard (Fra) Chambery CF a 2'32''
9° Siarhei Papok (Blr) San Marco Concrete Caneva a 2'37''
10° Claudio Zanotti (Ita) Delio Gallina S. Inox s.t.

Tour de l'Avenir, sfiora l'impresa Bardet, 4° tappa ad Hardy

Stavi quasi per realizzarsi un colpaccio inaspettato in questa quarta tappa del Tour de l'Avenir, svoltasi ieri tra Ambert e Vals-les-Bains per un totale di 183 chilometri lungo un percorso vallonato e ideale per gli attacchi. E infatti, proprio un attaccante della prima ora per poco non è riuscito a vestire la maglia gialla di leader della classifica generale. La vittoria di tappa è andata al francese Romain Hardy della Francia A che ha preceduto al traguardo il connazionale Romain Bardet della Francia B e il tedesco David Rosch, ultimi rimasti della fuga di giornata. E proprio Bardet, per soli 17 secondi, non è riuscito a sfilare la maglia a Eijssen, in difficoltà insieme alla nazionale belga nell'inseguimento di questo attacco quasi suicida. Tutto è partito al chilometro 10 quando Hardy, Bardet e il compagno Yoann Barbas, il colombiano Chaves e gli spagnoli De la Cruz ed Herrada sono andati all'attacco, raggiunti poco dopo dal tedesco Rosch mentre De la Cruz perdeva l'occasione a causa di una caduta. Il vantaggio è salito rapidamente raggiungendo i tre minuti sulla Cote de la Chomasse, posto dopo 63,5 chilometri di gara. A questo punto, in testa al plotone si è messa la nazionale belga del leader Eijssen visto la buona posizione in classifica di Bardet. Lungo la successiva discesa al contrattacco è partito il kazako Umerbekov che è riuscito a rientrare sulla fuga ai piedi della Col de la Clede, la cui vetta era posta a circa 65 chilometri dal traguardo. In discesa il ritmo si è notevolmente alzato e davanti Bardet, Hardy e Rosch sono rimasti da soli, riguadagnando terreno sul gruppo e arrivando a meno di 20 chilometri dal traguardo con ancora 2 minuti e 45 secondi di vantaggio. I tre hanno tirato di comune accordo fin sul traguardo, Bardet per la maglia, Hardy e Rosch per la tappa. Il tedesco ha lanciato il proprio sprint ai 300 metri dall'arrivo ma Hardy seguito da Bardet è riuscito a riprenderlo e superarlo, tagliando per primo il traguardo. Purtroppo per Bardet, il gruppo negli ultimi chilometri è riuscito a recuperare quasi 40 secondi sulla fuga ed Eijssen è riuscito a mantenere la maglia per pochi secondi ma, e questo ieri è stato chiarissimo, al Tour de l'Avenir non si può mai stare tranquilli.

ORDINE D'ARRIVO
1° Romain Hardy (Fra) Francia A
2° Romain Bardet (Fra) Francia B s.t.
3° David Rosch (Ger) Germania s.t.
4° Jean-Lou Paiani (Fra) Francia B a 2'00''
5° Michael Matthews (Aus) Australia a 2'06''

CLASSIFICA GENERALE
1° Yannick Eijssen (Bel) Belgio
2° Romain Bardet (Fra) Francia B a 17''
3° Jarlinson Pantano (Col) Colombia s.t.
4° David Rosch (Ger) Germania a 45''
5° Tom Slagter (Ned) Olanda a 54''
6° Thomas Bonnin (Fra) Francia A a 1'14''
7° Nairo Quintana (Col) Colombia a 1'17''
8° Mikel Landa Meana (Esp) Spagna a 1'19''
9° John Atapuma (Col) Colombia a 1'25''
10° Higinio Fernandez Suarez (Esp) Spagna a 1'33''

Vuelta a Espana, la prima per Cavendish, Anton saldamente in maglia

Ci sono volute ben dodici tappe per mettere il proprio marchio anche sull'ultimo grande giro che mancava ancora nella sua carriera, ma alla fine il britannico Mark Cavendish è riuscito a imporsi anche qui, alla sua maniera, con un vantaggio quasi da attacco all'ultimo chilometro con tutti gli altri a inseguire, invano, dietro la sua ruota. Una buona parte del merito per la vittoria deve andare all'ultimo uomo di Cavendish, Matthew Goss, abilissimo a portarlo ai 200 metri con un buon vantaggio sugli altri velocisti e terzo nell'ordine d'arrivo, anticipato soltanto da Tyler Farrar a causa dei festeggiamenti per la vittoria. Gli altri? Stanno a guardare, primo fra tutti proprio Farrar che fa il massimo contro l'HTC Columbia ma senza mai lottare seriamente per la vittoria. Il quarto posto del russo Galimzyanov della Katusha è una conferma di un nuovo interessante talento che sarà da valutare l'anno prossimo mentre il quinto di Hushovd lo conferma a buon livello in un Mondiale adatto a lui. E gli italiani? 11° Angelo Furlan, 12° Daniele Bennati. Domanda lecita: il corridore della Liquigas è veramente un dubbio per il Mondiale? O meglio, lo è stato mai? Spero proprio di no. In ripresa Freire, sesto, che diventa pericolosissimo per Melbourne (ma lo sapevamo già), mentre i piazzamenti di Allan Davis e Philippe Gilbert li riconfermano ad alti livelli, magari per uno sprint meno folto.

LA CRONACA
La dodicesima tappa della Vuelta a Espana si è tenuta tra Andorra la Vella e Lleida per un totale di 172,5 chilometri, una lunga discesa verso l'arrivo con un tratto finale pianeggiante senza neanche una curva. La corsa è entrata subito nel vivo con una fuga di sei uomini, partita dopo 10 chilometri. Markus Eichler della Milram, Perrig Quemeneur della BBox, Gustavo Cesar della Xacobeo Galicia, Lars Ytting Bak dell'HTC-Columbia, Antonio Piedra dell'Andalucia CajaSur e Blel Kadri dell'Ag2R sono stati raggiunti al chilometro 51 da altri tre corridori, David Garcia Dapena e Gustavo Rodriguez della Xacobeo Galicia e Marco Marzano della Lampre, formando un attacco che poteva diventare pericoloso vista la presenza di tre corridori della stessa squadra con uno di loro, Garcia Dapena, soltanto a 5 minuti dal leader Anton. Intuito il pericolo, il gruppo non ha lasciato grande spazio alla fuga che ha raggiunto soltanto i tre minuti di vantaggio ed è stata ripresa a 23 chilometri dal traguardo. In vista del traguardo le squadre dei velocisti si sono messe davanti a lavorare per il loro capitani con Lampre, Liquigas e Garmin in prima fila ma al momento decisivo la squadra dominante si è rivelata l'HTC Columbia che, grazie soprattutto allo splendido lavoro di Goss, ha portato Cavendish ai 200 metri dal traguardo con un buon vantaggio sugli avversari, consentendogli di vincere senza sforzo.
La classifica generale è rimasta invariata con Anton in maglia rossa davanti a Nibali e Tondo, in attesa delle prossime salite.

ORDINE D'ARRIVO
1° Mark Cavendish (Gbr) HTC-Columbia
2° Tyler Farrar (Usa) Garmin Transitions s.t.
3° Matthew Goss (Aus) HTC-Columbia s.t.
4° Denis Galimzyanov (Rus) Katusha s.t.
5° Thor Hushovd (Nor) Cervelo TestTeam s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Igor Anton (Esp) Euskaltel Euskadi
2° Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas Doimo a 45''
3° Xavier Tondo (Esp) Cervelo Test Team a 1'04''
4° Joaquim Rodriguez (Esp) Team Katusha a 1'17''
5° Ezequiel Mosquera (Esp) Xacobeo Galicia a 1'29''
6° Marzio Bruseghin (Ita) Caisse d’Epargne a 1'57''
7° Ruben Plaza (Esp) Caisse d’Epargne a 2'07''
8° Rigoberto Uran (Col) Caisse d’Epargne a 2'13''
9° Nicolas Roche (Irl) Ag2R La Mondiale a 2'30''
10° Frank Schleck (Lux) Team Saxo Bank s.t.

giovedì 9 settembre 2010

Elite/Under 23. Matteo Trentin vince la 1°tappa del Giro del Friuli Venezia Giulia, ad Andrea Peron l'Astico Brenta

Continua l'avvicinamento ai Campionati del Mondo di categoria anche per gli Under 23 e gli Elite senza contratto che hanno potuto mettersi in mostra in due gare ieri, Mercoledì 8 Settembre.
Con l'arrivo di Fagagna si è conclusa ieri la prima tappa del Giro del Friuli Venezia Giulia, breve corsa a tappe che vede al via alcuni tra i migliori atleti del panorama nazionale e internazionale di categoria. La vittoria è andata a Matteo Trentin della Marchiol Orogildo che ha regolato in volata un gruppetto di 19 attaccanti, andati in avanscoperta dopo soltanto 45 chilometri. Alle spalle dell'italiano si sono piazzati Matteo Busato della Zalf Desiree Fior e Claudio Zanotti della Delio Gallina, quarto è giunto il bielorusso Siarhei Papok della Caneva e quinto si è classificato Luca Orlandi del Team Aurora Named. Una gara segnata anche da un violento nubifragio che ha aiutato i fuggitivi ad aumentare il proprio vantaggio sul gruppo principale che, con il passare dei chilometri, si è spezzato in più tronconi. Nel finale, nonostante alcuni scatti di uomini battuti in volata, tra cui quello del norvegese Vegard Stake Laengen, la Marchiol ha tenuto il gruppetto unito sfruttando la superiorità numerica e ha lanciato la volata dell'ottimo Trentin che ha nettamente preceduto gli altri fuggitivi. Al traguardo, Trentin ha commentato soddisfatto: "Mi trovo bene con la pioggia. Siamo riusciti a fare un bel gioco di squadra, inserendo tre uomini nella fuga e sfruttando la tattica che già ci aveva permesso di vincere al Giro Bio la tappa di Salsomaggiore Terme con Leonardi. Obiettivi per questo Giro? Non lo so, viviamo alla giornata, senza pressioni".
A Rossano Veneto, in provincia di Vicenza, si è tenuta la 86° edizione della Astico-Brenta, una delle gare più antiche del panorama dilettantistiche e valida, quest'anno, come premondiale, visto il percorso selettivo che risoltosi con una volata tra gli sprinter. La vittoria è andata al ventunenne Andrea Peron del Cyber Team che ha preceduto il duo della Trevigiani composto dal brasiliano Rafael Andriato e dall'italiano Filippo Fortin. La gara ha offerto indicazioni importanti al CT della nazionale Marino Amadori, presente al seguito della corsa in moto, che sta preparando la squadra che si giocherà il Mondiale in Australia.

GIRO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA - 1°TAPPA
1° Matteo Trentin (Ita) Marchiol Montegrappa Orogildo
2° Matteo Busato (Ita) Zalf Desiree Fior s.t.
3° Claudio Zanotti (Ita) Delio Gallina s.t.
4° Siarhei Papok (Blr) Gs Caneva s.t.
5° Luca Orlandi (Ita) Team Aurora Named s.t.

ASTICO BRENTA - ROSSANO VENETO (VI)
1° Andrea Peron (Ita) Cyber Team
2° Rafael Andriato (Bra) Trevigiani Dynamon Bottoli s.t.
3° Filippo Fortin (Ita) Trevigiani Dynamon Bottoli s.t.
4° Davide Gomirato (Ita) Zalf Desiree Fior s.t.
5° Andrea Menapace (Ita) Team Trentino s.t.

mercoledì 8 settembre 2010

Doping. Il belga Roy Sentjens della Milram sospeso per EPO

Apprendiamo dal sito dell'UCI che il corridore Roy Sentjens della squadra tedesca Team Milrarm è stato provvisoriamente sospeso. La decisione di sospendere il corridore belga è la conseguenza di una comunicazione da parte del laboratorio di Colonia, accredidato WADA, che delle tracce di EPO Ricombinante sono state trovate in un campione di urina prelevato al corridore in un controllo fuori dalle competizioni il 16 Agosto. Fatta salva la richiesta di controanalisi del corridore, la sospensione rimarrà in forza finché la federazione belga non prenderà provvedimenti sul caso.
Sentjens, in questo momento, stava correndo la Vuelta a Espana ma la squadra ha già fatto sapere che il corridore, al primo anno con la Milram, a seguito della sospensione verrà rimosso dalla corsa. In un comunicato il team manager Gerry van Gerwen ha aggiunto che, come previsto dai regolamenti interni della squadra, verranno effettuate delle ulteriori analisi sul corridore da parte di esperto indipendente e riconosciuto dalla WADA per garantire maggiore trasparenza.