sabato 2 ottobre 2010

Cinturo de l'Emporda, 1°tappa e maglia a Moises Duenas

Lo spagnolo Moises Duenas ha vinto la prima tappa del Cinturo de l'Emporda, breve corsa a tappe che è iniziata ieri in Spagna, dedicata principalmente alle formazioni Continental ed Elite. Il corridore della Supermercados Froiz ha preceduto di 9 secondi i suoi ex compagni di fuga, regolati dal compagno di squadra Vicente Garcia De Mateos e dal belga Pieter Serry della Jong Vlaanderen. Per Duenas si tratta della prima vittoria da quando è tornato alle corse dopo la squalifica per EPO patita al Tour del 2008.
La gara si è decisa quando, a circa 70 chilometri dal traguardo, sull'Alto de la Vajol in sei si sono avvantaggiati rispetto al gruppo principale. Il gruppeto era formato da Duenas e Garcia De Mateos della Supermercados Froiz, Serry della Jong Vlaanderen, José Herrada Lopez e Garikitz Bravo della Caja Rural e Francisco Mancebo della Heraklion Kastro Murcia. Alle loro spalle si erano formati vari gruppetti al loro inseguimento mentre il gruppo principale si trovava a circa 3 minuti di ritardo. I battistrada, diventati cinque dopo che Bravo si era staccato, hanno proseguito fin sul traguardo quando Duenas ha approfittato del gioco di squadra per staccare i compagni di fuga e, protetto da Garcia, arrivare da solo all'arrivo.

ORDINE D'ARRIVO
1° Moises Duenas (Esp) Supermercados Froiz
2° Vicente Garcia De Mateos (Esp) Supermercados Froiz a 9''
3° Pieter Serry (Bel) Jong Vlaanderen s.t.
4° José Herrada Lopez (Esp) Caja Rural s.t.
5° Francisco Mancebo (Esp) Heraklion Kastro Murcia s.t.

Doping. Sospesa la spagnola Fullana, 2 anni a Giunti e Rebellin

Un lungo comunicato è apparso sul sito dell'UCI su alcune decisioni prese in materia di doping.
L'UCI ha comunicato all'atleta spagnola Margarita Fullana che è stata provvisoriamente sospesa. La decisione in merito alla sospensione è stata presa a seguito di un rapporto dal laboratorio accredidato Wada di Montreal che indicava la scoperta di tracce di EPO nel campione di urine prelevato alla ciclista in un test fuori dalle competizioni il 30 Agosto 2010. La sospensione della Fullana rimarrà in vigore finché una commissione giudicante formata dalla Federazione Spagnola determinerà se l'atleta ha commesso una violazione alle leggi sull'antidoping. L'atleta ha diritto alla richiesta e alla verifica delle analisi sul campione B.

Inoltre, l'UCI ha reso note anche alcune decisioni che le federazioni nazionali hanno preso in merito alle sanzioni per positività all'antidoping.
La Federazione Spagnola ha punito Eladio Jimenez Sanchez con una sospensione di 2 anni e con una multa di 8400 euro.
La Federazione Italiana ha punito Massimo Giunti con una sospensione di 2 anni e con una multa di 1750 euro.
La Federazione Monegasca ha punito Davide Rebellin con una sospensione di 2 anni a partire dal 28 Aprile 2009.

Campionati del Mondo 2010. Giorgia Bronzini vince a Melbourne tra le donne

L'italiana Giorgia Bronzini ha vinto la prova femminile in linea dei Campionati del Mondo di Melbourne 2010. La velocista ha preceduto allo sprint l'olandese Marianne Vos e la svedese Emma Johansson per un ordine d'arrivo di assoluto spessore. Per l'Italia si tratta della terza vittoria in quattro anni dopo i successi di Marta Bastianelli a Stoccarda 2007 e di Tatiana Guderzo l'anno scorso a Mendrisio. La corsa si è risolta nel finale quando il gruppo, tirato da canadesi e italiane, è riuscito a recuperare qualche secondo sulle fuggitivi Nicole Cooke e Judith Arndt. La prima a lanciare lo sprint è stata la Vos con Johansson e Bronzini alla ruota. Appena riprese le due fuggitive, ai 200 metri circa, la Bronzini ha lanciato la sua volata superando in agilità la Vos, partita troppo presto e in difficoltà negli ultimi metri, e andando a guadagnarsi una meritata vittoria.
La gara ha offerto uno scenario simile a quello degli Under 23 anche se alla fine la selezione è stata più netta ma, se ce n'era bisogno, la corsa ha confermato l'idea che il circuito non è banale ma che per fare tanta selezione ci vorrà un mezzo miracolo e tanta tanta energia. Nella gara di oggi la parte della fuggitiva della prima ora è stata interpretata dall'americana Curi Mattis che è rimasta davanti fino al penultimo giro quando olandesi e italiane hanno iniziato a prendere in mano la situazione. Le velociste pure si sono già staccate perché la bagarre nei giri precedenti è stata alta ma il gruppo è ancora folto e si ritrova praticamente compatto all'inizio dell'ultimo giro. Qui inizia la gara delle favorite: sulla prima salita a fare la selezione è l'italiana Berlato insieme alla britannica Pooley ma è Nicole Cooke a provarci, seppur timidamente. Sulla seconda salita è la nostra Guderzo a provarci ma in cima sono in otto ad aver resistito con il resto del gruppo poco distante. Qui, nel tratto successivo alla salita, partono la Arndt e la Cooke mentre dietro, grazie anche al gioco di squadra portato dalla Pooley, si fatica a organizzare l'inseguimento. La situazione cambia quando a circa 1 chilometro e mezzo dal traguardo una decina di atlete rientra sulle prime inseguitrici e davanti si mette a tirare a tutta la canadese Willock. Il vantaggio sembra bastare alla Cooke e alla Arndt per giocarsi il Mondiale ma un grande lavoro di Guderzo prima e Cantele poi riporta sotto il gruppo finché ai 300 dal traguardo parte come una furia la Vos. L'olandese riprende in un attimo le due battistrada e lancia la volata, alla sua ruota la svedese Johansson prova a uscire a destra, verso le transenne, ma viene chiusa mentre la nostra Bronzini si sposta al centro della strada superando con facilità una Vos ormai quasi ferma, andando a vincere uno splendido titolo iridato.

ORDINE D'ARRIVO
1° Giorgia Bronzini (Ita) Italia
2° Marianne Vos (Ned) Olanda s.t.
3° Emma Johansson (Swe) Svezia s.t.
4° Nicole Cooke (Gbr) Gran Bretagna s.t.
5° Judith Arndt (Ger) Germania s.t.
6° Grace Verbeke (Bel) Belgio a 3''
7° Trixi Worrack (Ger) Germania s.t.
8° Rasa Leleivyte (Ltu) Lituania s.t.
9° Elizabeth Armitstead (Gbr) Gran Bretagna s.t.
10° Carla Swart (Rsa) Sudafrica s.t.

Circuito Franco-Belga, trionfo Liquigas nella 2°tappa, 1° Guarnieri, poi Viviani e Chicchi

L'italiano Jacopo Guarnieri ha vinto la seconda tappa del Circuito Franco-Belga mettendo il sigillo su un dominio schiacciante della sua squadra negli ultimi metri. Il corridore della Liquigas, infatti, ha preceduto sul traguardo i compagni di squadra Elia Viviani e Francesco Chicchi, quarto è arrivato il tedesco Gerald Ciolek del Team Milram mentre quinto si è piazzato un altro Liquigas, il polacco Maciej Paterski. Più staccato il resto del gruppo che nulla ha potuto contro lo strapotere della squadra italiana, arrivando a diversi metri di ritardo. Per Guarnieri si è trattato del secondo successo stagionale dopo la vittoria in una tappa del Giro di Polonia.
La gara si è tenuta lungo 186,9 chilometri da Lessines a Poperinge con un percorso senza apparenti difficoltà. Terreno ideale per fughe da lontano e infatti al chilometro 15 sono in cinque a partire, Timothy Duggan della Garmin, Kevin Seeldrayers della Quick Step, Roy Curvers della Skil Shimano, Sep Vanmarcke della Topsport Vlaanderen e Maxime Mederel della Big Mat Auber 93. Il vantaggio arriva a toccare i 4 minuti ma non decolla mai, rendendo facile al gruppo principale rientrare sui fuggitivi a 15 chilometri dal termine. A questo punto, i tentativi di fuga diventano numerosi: da sottolineare soprattutto l'attacco di 18 corridori, tra cui il leader Blythe, considerato subito molto pericoloso dal gruppo e ripreso nell'arco di pochi secondi dal gruppo principale. Alla fine, è volata e qui entra in scena la Liquigas che, con un treno di 4 uomini, spezza il gruppo principale con il solo Ciolek capace di mantenere la scia. L'ultima tirata è data da Elia Viviani che lascia spazio a Jacopo Guarnieri per la vittoria numero 39 della squadra in stagione, mentre il gruppo principale arriva poco dopo senza una volata degna di questo nome.

ORDINE D'ARRIVO
1° Jacopo Guarnieri (Ita) Liquigas Doimo
2° Elia Viviani (Ita) Liquigas Doimo s.t.
3° Francesco Chicchi (Ita) Liquigas Doimo s.t.
4° Gerald Ciolek (Ger) Team Milram s.t.
5° Maciej Paterski (Pol) Liquigas Doimo s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Jacopo Guarnieri (Ita) Liquigas Doimo
2° Adam Blythe (Gbr) Omega Pharma Lotto a 2''
3° Sep Vanmarcke (Bel) Topsport Vlaanderen a 3''
4° Marco Marcato (Ita) Vacansoleil s.t.
5° Gerald Ciolek (Ger) Team Milram a 4''

venerdì 1 ottobre 2010

Campionati del Mondo 2010. Michael Matthews trionfa tra gli Under 23, poi Degenkolb e Phinney-Boivin

L'australiano Michael Matthews è diventato il nuovo campione del mondo della categoria Under 23 conquistando nettamente lo sprint finale della prova che si è svolta in nottata a Melbourne. Il giovane classe '90 ha preceduto di qualche metro il tedesco John Degenkolb e, in un caso più unico che raro, l'americano Taylor Phinney e il canadese Guillaume Boivin, terzi a pari merito dopo aver analizzato anche il fotofinish. Un podio di tutto rispetto e di grandissimo valore per una prova che vedeva alla partenza alcuni tra i più grandi talenti degli ultimi tempi.
Non è difficile immaginare che nei prossimi 10 anni una delle classiche monumento del ciclismo possa finire con un podio simile, magari con diversi piazzamenti, ma sembra ormai certo che Matthews, Degenkolb e Phinney sono tre stelle che possono fare la differenza da subito tra i professionisti. Tutti e tre hanno fatto parte nel 2010 di squadre Continental e, anche con le proprie nazionali, hanno partecipato alle più importanti corse di categoria e non in Europa. L'australiano, che passerà professionista con la Rabobank a soli 20 anni, può essere considerato un nuovo Freire, forte abbastanza da rimanere nel gruppo principale su strappi non troppo duri e velocissimo in volata, capace di battere chiunque anche in una volata a gruppo compatto. Il tedesco passerà prof con l'HTC Columbia e continuerà la politica della squadra di prendere giovani potenti, veloci e di grande talento. Può tranquillamente puntare a tutte le classiche più importanti del panorama ciclistico e in volata, se è possibile, è anche meglio di Matthews. L'americano è, probabilmente, il talento più puro e ancora inespresso: campione nazionale a cronometro in carica, anche in volata dice la sua e può tranquillamente puntare a diventare un uomo da grandi giri, pur assmigliando di più come fisico e caratteristiche a un Cancellara. Era da tempo che la gara degli Under 23 non vedeva così tanto talento sul podio, senza dimenticare il giovane canadese Boivin, meno conosciuto e decantato degli altri tre ma sicuramente un buon prospetto per una nazione che, nel ciclismo, sta crescendo a vista d'occhio.
Gli italiani non hanno fatto male, hanno giocato le proprie carte come hanno potuto inchinandosi a corridori già formati, praticamente professionisti, mentre i nostri al massimo hanno corso il campionato europeo e qualche gara internazionale in Italia. Fa male vedere talenti come Enrico Battaglin costretti a rivaleggiare contro avversari già molto più avvezzi alle corse internazionali, semplicemente perché l'Italia snobba la Coppa delle Nazioni di categoria e le gare più importanti come Tour de l'Avenir e le numerose corse a tappe francesi, olandesi e tedesche. Il migliore è stato decisamente Moreno Moser che ha dimostrato una grande resistenza allo sforzo oltre che una condizione invidiabile mentre Battaglin ha sofferto un percorso troppo semplice per le sue caratteristiche. Sonny Colbrelli, migliore dei nostri al sesto posto, ha provato quello che ha potuto in volata ma aveva davanti dei veri e propri mostri sacri. C'è tanto da lavorare e, probabilmente, da cambiare nella mentalità dei nostri. Una proposta: all'estero ci sono squadre a livello giovanile come Jayco Bay (Australia), Trek Livestrong (Usa), Thuringer e LKT (Germania) oltre alle numerose francesi che corrono anche le corse dei grandi con i migliori giovani; da noi è impossibile fare una cosa del genere?

LA CRONACA
Dopo le prove a cronometro, finalmente le gare in linea hanno preso la ribalta. La gara degli Under 23 si è tenuta su 10 giri del circuito di Geelong, caratterizzato da due salite principali, quella di The Ridge e quella di Aphrasia Street, oltre a un finale non facilissimo in leggera ascesa. Bastano solo tre chilometri per registrare la prima fuga, quella dell'americano Ben King. Al suo inseguimento, tra il secondo e il quarto giro, si lanciano l'altro Ben King del gruppo, un australiano, il corridore di Hong Kong King Lok Cheung e il bielorusso Andrei Krasilnikau. Proprio nel quarto giro i tre si ricompattano all'inseguimento del King americano che può vantare 6 minuti sul gruppo e 3 minuti sugli inseguitori. Il gruppo entra in azione nel corso del quinto giro grazie a una trenata del francese Johan Le Bon che dimezza il margine su King ma è nel sesto giro che le speranze dei fuggitivi crollano: sulla prima salita del circuito, quella di The Ridge, esce dal gruppo l'italiano Moreno Moser, raggiunto poco dopo anche dal britannico Alex Dowsett, dall'eritreo Daniel Teklehaimanot e dal russo Vyacheslav Kuznetsov, e in quattro rientrano sugli altri tre inseguitori. Basta un giro a Moser per prendere le misure ai compagni di fuga e per rilanciarsi all'attacco insieme a Dowsett sulla salita di The Ridge. Sulla seconda salita Moser stacca anche il britannico e prima del traguardo raggiunge e supera anche l'ottimo King, grande protagonista di giornata. L'italiano passa tutto l'ottavo giro da solo al comando ma il ritorno del plotone è inesorabile e all'inizio del nono giro Moser è ripreso. Sulla salita di Aphrasia Street ci prova il francese Tony Gallopin, seguito dal nostro Battaglin, un incredibile Degenkolb e dall'olandese Tom Dumoulin ma l'Australia, compatta per favorire lo sprint di Matthews, non lascia troppo spazio a un così pericoloso tentativo. Durante l'ultimo giro gli attacchi sono numerosi con Battaglin e i francesi Paiani e Gallopin tra i protagonisti insieme a Degenkolb. In cima all'ultimo passaggio su Aphrasia Street è ancora Gallopin a ripartire ma ai -2 il gruppo torna compatto con circa una cinquantina di corridori al suo interno. L'ultimo chilometro è preso in testa dagli italiani con l'ottimo Battaglin a tirare per il velocista Colbrelli ma la differenza di forze è palese ed è Degenkolb a lanciare la volata ai -300 con Matthews a ruota. Il tedesco, partito troppo presto, si pianta mentre Matthews esce al momento giusto dalla scia e va a vincere quasi per distacco con Degenkolb secondo e il duo Phinney-Boivin terzo, per un podio degno di un grandissimo Mondiale.

ORDINE D'ARRIVO
1° Michael Matthews (Aus) Australia
2° John Degenkolb (Ger) Germania s.t.
3° Taylor Phinney (Usa) Stati Uniti s.t.
3° Guillaume Boivin (Can) Canada s.t.
5° Arnaud Demare (Fra) Francia s.t.
6° Sonny Colbrelli (Ita) Italia s.t.
7° Laurens De Vreese (Bel) Belgio s.t.
8° Sebastian Lander (Den) Danimarca s.t.
9° Juan Jose Lobato Del Valle (Esp) Spagna s.t.
10° Vyacheslav Kuznetsov (Rus) Russia s.t.

giovedì 30 settembre 2010

Circuito Franco-Belga, Adam Blythe vince in volata la 1°tappa

Il britannico Adam Blythe ha vinto la prima tappa del Circuito Franco-Belga regolando in volata il gruppo giunto compatto al traguardo. Il giovane corridore dell'Omega Pharma Lotto ha preceduto il tedesco Gerald Ciolek del Team Milram e il belga Kristof Goddaert dell'Ag2R La Mondiale. Per Blythe, classe '89, si tratta della prima vittoria stagionale dopo tanti ottimi piazzamenti durante tutto il 2010, tra cui un quinto posto nella terza tappa del Giro d'Italia.
Nonostante tutto il gotha del ciclismo mondiale sia impegnato a preparare il Mondiale di Melbourne o le classiche di fine stagione, il ciclismo in certe nazioni rimane sempre attivo. La prima tappa del Circuito Franco-Belga ha preso il via da Templeuve, in Francia, terminando dopo 187 chilometri a Mouscron, in Belgio. Nessuna grande difficoltà altimetrica doveva essere affrontata dai corridori e tutto lasciava presagire già dalla partenza un finale in volata. Al chilometro 58 in quattro hanno tentato la fortuna, andando in fuga. Il gruppetto era formato da Marco Marcato della Vacansoleil, Jakob Fuglsang della Saxo Bank, Damien Gaudin della BBox e Thomas Degand della Verandas Willems. Il quartetto ha raggiunto i 5 minuti e mezzo di vantaggio sul gruppo ma quando le squadre dei velocisti sono entrate in azione il vantaggio è rapidamente svanito. A 10 chilometri dalla fine i battistrada potevano vantare ancora un minuto di margine che si è volatilizzato nell'arco di soli 5 chilometri, con il gruppo che è tornato compatto grazie soprattutto all'impulso di RadioShack e QuickStep. Blythe è stato bravo a uscire dalla scia del duo Milram Ciolek-Stroetinga, superando il tedesco con grande potenza.
Da segnalare anche che alla corsa ha partecipato, dopo mesi di lunga assenza, il campione belga Tom Boonen.

ORDINE D'ARRIVO
1° Adam Blythe (Gbr) Omega Pharma Lotto
2° Gerald Ciolek (Ger) Team Milram s.t.
3° Kristof Goddaert (Bel) AG2R La Mondiale s.t.
4° Kenny Van Hummel (Ned) Skil - Shimano s.t.
5° Wim Stroetinga (Ned) Team Milram s.t.

Campionati del Mondo 2010. Conferenza stampa Italia, riserve Gasparotto e Nocentini

Riportiamo un comunicato della Federciclismo, apparso oggi sul proprio sito, in merito all'annuncio delle squadre che parteciperanno alle prove in linea Under 23, Donne ed Elite.

Sciolte le riserve: tutte le Nazionali azzurre della prova in linea hanno i loro titolari. Scelte difficili e a volte combattute per i commissari tecnici. Saranno Matteo Mammini e Gianluca Leonardi, gli stessi che hanno corso la prova contro il tempo, le riserve della squadra under in gara domani, venerdì 1 ottobre, sul percorso cittadino di Geelong: 10 giri per ben 159 chilometri. Spiega il C.T. Marino Amadori: "Non è stato semplice scegliere le riserve, anche perché i due cronomen hanno effettuato delle buone prestazioni nella prova contro il tempo. Saremo comunque una squadra e sarà importante essere presenti nelle azioni decisive. Abbiamo l’Australia come nazionale di riferimento con Michael Matthews che è molto veloce. Da metà gara in poi abbiamo anche noi atleti in grado di dare la giusta interpretazione del percorso. In caso di arrivo a gruppo ristretto e in volata, sarà Sonny Colbrelli la nostra punta. Naturalmente tutto dipende anche da come si svolgerà la prima parte della gara e dalle condizioni atmosferiche molto variabili". Il CT Andrea Collinelli si sofferma sulla tipologia del circuito: "Impegnativo ed esigente. Ogni azzurro rispetterà il ruolo che gli è stato affidato".
"Mi è costata molta fatica - esordisce il CT Dino Salvoldi in merito alla scelta di Monia Baccaille come riserva - Cercheremo negli Stati Uniti una possibile alleata perché è la squadra di riferimento, effettuando così una corsa selettiva. Se non saranno loro a entrare in azione, lo faremo noi da metà gara in poi. Il nostro obiettivo è infatti di affrontare il finale in superiorità numerica". Ricordiamo che sabato 2 ottobre saranno otto le azzurre al via, anziché sei, perché la campionessa del mondo Tatiana Guderzo corre per diritto, mentre la settima atleta corre perché l'Italia, terza nel ranking, si avvale della regola che premia le prime cinque nazioni con un atleta in più al mondiale.
Anche il CT Paolo Bettini scioglie i suoi dubbi e indica Enrico Gasparotto come seconda riserva e Rinaldo Nocentini come prima. Al ballottaggio come prima riserva era anche Andrea Tonti, poi scelto come titolare: "Per la sua esperienza Andrea Tonti riuscirà a gestire al meglio la prima parte della gara. Lo reputo più idoneo al ruolo senza sacrificare un altro atleta in gara. Non abbiamo un solo uomo ma un grande potenziale di squadra da distribuire lungo il percorso. Ben venga una corsa dura, siamo pronti e se confrontiamo la nazionale azzurra con altre squadre notiamo che l’Italia ha il gruppo più vario proprio per avere differenti alternative e possibilità in gara".
Regista designato in corsa l'azzurro Luca Paolini, ormai alla sua settima esperienza mondiale: "E' un ruolo in cui è necessario essere lucidi e attenti, perché occorre sempre trovarsi nel vivo della corsa restando vicino alle punte che abbiamo in squadra. E’ un incarico in cui niente è precluso, bisognerà vedere l’andamento della corsa e valutare il momento giusto per entrare in azione" ha dichiarato Paolini.
Per Filippo Pozzato, uno dei fari della nazionale, quella di domenica, nonostante le numerose vittorie in carriera, sarà la corsa della vita: "Siamo una squadra e per questo siamo pronti a tutto. Sono felice di sentirmi questa responsabilità che mi trasmette una motivazione in più per fare bene in gara anche nel ricordo di Franco Ballerini".
Così il vincitore della Vuelta, Vincenzo Nibali: "Mi sento bene, sarà una corsa dura visto il percorso e la presenza del vento".

LE SQUADRE

Elite Uomini
Marzio Bruseghin, Francesco Gavazzi, Vincenzo Nibali, Daniel Oss, Luca Paolini, Filippo Pozzato, Andrea Tonti, Matteo Tosatto, Giovanni Visconti.

Elite Donne
Elena Berlato, Giorgia Bronzini, Rossella Callovi, Noemi Cantele, Valentina Carretta, Tatiana Guderzo, Eleonora Patuzzo, Luisa Tamanini.

Under 23
Stefano Agostini, Enrico Battaglin, Sonny Colbrelli, Massimo Graziato, Moreno Moser.

Doping. Confermata la positività di Ezequiel Mosquera insieme al compagno Garcia Dapena

Della raffica di notizie sul doping che sono arrivate oggi, finalmente arriva anche qualche spiraglio di verità. Gli spagnoli Ezequiel Mosquera e David Garcia Dapena, rispettivamente secondo e undicesimo all'ultima Vuelta a Espana, sono stati trovati positivi dall'UCI a una sostanza chiamata Hydroxyethyl starch, a seguito di un controllo del 16 settembre scorso, proprio durante la corsa spagnola. Il laboratorio che ha rintracciato la positività è quello di Colonia, affiliato alla Wada. I due corridori della Xacobeo Galicia non sono stati sospesi perché la sostanza non è un vero e proprio prodotto dopante ma un coprente, utilizzato per mascherare altri prodotti.

Doping. Contador, Riccò, Mosquera: tutti già condannati, ma le prove?

Che giornata... che giornata! Neanche il tempo di festeggiare per la vittoria di Cancellara al Mondiale di Melbourne che le pagine web dei maggiori giornali sportivi si sono riempite di notizie sul doping, sulle positività, su sostanze sconosciute e capsule. Cerchiamo di fare un po' d'ordine, dando una comunicazione chiara su una situazione che, ovviamente, è molto più chiara di quello che sembra.

Iniziamo da Alberto Contador. Riportiamo la notizia.
"Alberto Contador è risultato positivo al Clenbuterolo, sostanza vietata da quest'anno al Tour de France. Lo spagnolo si era sottoposto al controllo il 21 luglio scorso nel secondo giorno di riposo del Tour a Pau, nei Pirenei. Un messaggio rilasciato dal suo addetto stampa personale spiega che Contador è stato vittima di una contaminazione degli alimenti. Dal momento della prima comunicazione dell'UCI in data 24 agosto, la contaminazione di Alberto Contador pare sia l'unica possibile spiegazione di quanto è accaduto e ora toccherà alle autorità del ciclismo chiarire questo gravissimo problema. Gli esperti consultati finora hanno deciso che questo è una caso di contaminazione degli alimenti, soprattutto se si considera il numero di test a cui si è sottoposto Contador all'ultimo Tour de France".
Bene. Ora, da ulteriori notizie e indiscrezioni, è venuto fuori che, parlando di quantità, qui si parla di "50 picogrammi, ben 400 volte meno del minimo fissato per parlarsi di doping". E quindi? Dov'è la notizia? Perché la sospensione?
In più, Contador ha successivamente dichiarato che: "Nelle analisi del 20 luglio non c'è traccia di nulla, in quelle del 21 poche tracce di clenbuterolo, in quelle del 22 ancora meno tracce. Significa che ho assunto cibo contaminato la sera del 20 luglio. E quella sera a cena ho mangiato un filetto che avevo fatto arrivare dalla Spagna".
Caso chiuso? Non andava neanche aperto se questa è la realtà.

Passiamo a Riccardo Riccò. Ecco la notizia, direttamente da Leggo.
"Altro colpo da ko per il ciclismo. E’ sotto inchiesta per doping Riccardo Riccò, secondo classificato al Giro d’Italia 2008. Nell’ambito della recente indagine dei Nas, che la scorsa settimana ha smascherato un’organizzazione con base a Roma, dedita al traffico di sostanze dopanti, Riccò ha infatti subito una perquisizione domiciliare presso la sua casa in località Serra Mazzoni, in provincia di Modena, nel corso della quale sono state trovate una cinquantina di compresse considerate dagli inquirenti sospette. Si tratta di pasticche anonime, conservate sfuse in un armadietto e in parte sminuzzate, quindi per identificarne la sostanza bisognerà attendere il risultato delle analisi. Riccò, al momento, risulta comunque denunciato dai carabinieri per violazione della legge sul doping, perché il suo nome compare in diverse intercettazioni telefoniche.
Riccò, come è noto, è cognato di Enrico Rossi, il ciclista arrestato la settimana scorsa insieme ad altre quattro persone tra cui un farmacista e un’infermiera. Inoltre, l’atleta ha sulle spalle già un precedente. Due anni fa, mentre era impegnato nel Tour de France, fu trovato positivo al Cera (Epo di terza generazione) e per questo subì una squalifica di due anni, scaduta a marzo scorso. Non solo. L’indagine dei Nas è iniziata a seguito di un sms inviato da uno sconosciuto, forse per errore, proprio all’allenatore di Riccò, nel quale si chiedevano informazioni su come reperire l’Epo.
Attualmente Riccò corre per la Ceramica Flaminia di Rieti, nel Lazio, stessa squadra del ciclista arrestato Rossi. E c’è un altro professionista iscritto alla Ceramica Flaminia ad essere finito nei guai: si tratta di Donato Cannone, pugliese, nato nel 1982. A casa di Cannone, anche lui denunciato per doping, i Nas hanno trovato 30 fiale e 40 compresse tra eccitanti e cortisonici".

Oltre a evidenziare il fatto che Riccò, da un pochino di tempo, corre per la Vacansoleil e non più per la Ceramica Flaminia (conoscenza del settore di chi ha scritto l'articolo molto elevata), dove sta la notizia? Che Donato Cannone è stato denunciato per possesso di eccitanti e cortisonici, ma Riccò? Cos'ha fatto? E' indagato perché risulta in alcune telefonate, per il resto sono notizie senza significato, per adesso. Le compresse sono anonime, le sostanze sono sconosciute attualmente. Se poi il tutto verrà verificato in prodotti dopanti, Riccò verrà giustamente denunciato, ma adesso?

E terminiamo con Ezequiel Mosquera.
"Ezequiel Mosquera, secondo all'ultimo Giro di Spagna, è risultato positivo. A dare la notizia per prima è stata Cadena Ser poi confermata dal sito spagnolo biciciclismo.com. Il 35enne corridore spagnolo, secondo alle spalle di Vincenzo Nibali all'ultima Vuelta, aveva firmato un nuovo contratto con la formazione olandese Vacansoleil. Ma non è tutto: sembra che anche un secondo corridore della Xacobeo Galicia sia risultato positivo alla Vuelta".
Risultato positivo. Per cosa? Non si sa. Quando? Non si sa. Lo scopriremo solo vivendo, diceva la Gialappa's.

Quindi, riassumendo: quello di Contador non è doping, Riccò è indagato ma poco di più, di Mosquera si sa ancora meno. Lungi da me fare la morale sul ciclismo e sul doping dicendo che non esiste e che sono in pochi quelli che si dopano, anche perché penso l'esatto contrario. Io, che non sono un giornalista, sono per il buon giornalismo, quello fatto di notizie vere e sensate, cercando la verità e non il titolone. Seguirò attentamente la faccenda con estremo interesse e condannerò sempre chi verrà scoperto positivo (sottolineo la parola scoperto), ma finché non ci sono condanne o sentenze, per favore, rimaniamo in silenzio. Ah, tanto per gradire, Franco Pellizotti sta aspettando ancora il giudizio su dei valori anomali del 2009 e, intanto, non può correre: avete sentito qualcuno scagliarsi contro la giustizia sportiva in favore del corridore italiano? Esatto, no.

Ultima cosa: per caso sono iniziati i Mondiali? Perché tutte queste positività contemporaneamente, mi destano qualche sospetto.

Campionati del Mondo 2010. Cancellara vince l'oro nella cronometro Elite, poi Millar e Martin

Fabian Cancellara ha vinto per la quarta volta il titolo di Campione del Mondo della prova a cronometro dedicata agli Elite. Il corridore svizzero ha surclassato i propri avversari staccando di oltre un minuto il bravissimo David Millar, secondo, e un incredibile Tony Martin, terzo nonostante un cambio ruota che sembrava poter essere fatale. La vittoria di Cancellara è impreziosita dal fatto che la sua condizione non era delle migliori, come da lui stesso ammesso, ma il ticinese, quando si tratta di cronometro, potrebbe vincere probabilmente anche con una gamba sola.
"Sono molte felice" ha dichiarato Cancellara. "E' stato meraviglioso e probabilmente è stata la mia vittoria più difficile perché non conoscevo bene la mia condizione. Alla fine mi sono focalizzato sulla mia corsa e ho dato tutto quello che potevo". L'unico inghippo per lo svizzero è stato un passaggio troppo ravvicinato con una transenna: "Non l'ho toccata ma ogni secondo è importante, così ho provato a rimanere in piedi senza cadere perché era l'ultima cosa che volevo".
Ora Cancellara, dopo essere entrato nella leggenda per il numero di titoli vinti a cronometro, può cercare l'impresa di bissare il successo anche nella prova in linea dove, a questo punto, è sicuramente uno dei grandi favoriti.
Per il resto, la prova odierna ha visto l'exploit di Millar, da tempo lontano dai migliori nelle prove contro il tempo, mentre l'impresa di Martin ha confermato il tedesco come l'unico vero rivale di Cancellara nelle cronometro. Bene anche il giovane australiano Richie Porte, quarto per un soffio e arrivato davanti al terzo volte campione del mondo Michael Rogers, il migliore prima dell'ultima serie di corridori. Un po' di delusione per la prova dello svedese Gustav Larsson, secondo l'anno scorso, che probabilmente senza il riferimento di Cancellara dell'anno scorso non è riuscito a rimanere su standard elevati.
E gli italiani? Ah già, non ce n'erano in gara. Come a dire che fuori Pinotti, in Italia non ci sono altri specialisti che possono ambire a un dignitoso piazzamento. Dal 2012 tornerà anche la prova a squadre, cosa abbiamo intenzione di fare? Niente come negli ultimi anni? Altra domanda: Adriano Malori, campione del mondo tra gli Under 23, non era degno di partecipare? Arrivano le Olimpiadi, le prove a cronometro ai Mondiali diventeranno due, forse potrebbe essere il caso di curare anche un settore che sta diventando sempre più importante nelle corse a tappe e prestigioso quasi quanto la prova in linea. Basterebbe crederci un po'.

ORDINE D'ARRIVO
1° Fabian Cancellara (Swi) Svizzera
2° David Millar (Gbr) Gran Bretagna a 1'02''
3° Tony Martin (Ger) Germania a 1'12''
4° Richie Porte (Aus) Australia a 1'19''
5° Michael Rogers (Aus) Australia a 2'25''
6° Koos Moerenhout (Ned) Olanda a 2'40''
7° Luis Leon Sanchez Gil (Esp) Spagna a 2'44''
8° David Zabriskie (Usa) Stati Uniti a 2'51''
9° Maciej Bodnar (Pol) Polonia a 3'00''
10° Gustav Larsson (Swe) Svezia a 3'01''

mercoledì 29 settembre 2010

Mondiali 2013 a Firenze, l'UCI sceglie la proposta italiana

Apprendiamo e riportiamo dal sito della Federciclismo la notizia che i Mondiali su strada del 2013 sono stati assegnati alla candidatura italiana di Firenze, Lucca, Pistoia e Montecatini Terme. Il progetto ha battuto la concorrenza di Ponferrada, in Spagna, e Hooglede Gits, in Belgio, e permetterà all'Italia di rivivere i Mondiali di ciclismo dopo l'entusiasmante edizione di Varese 2010.
I primi commenti sono arrivati dalla bocca del presidente della Federazione Italiana Renato Di Rocco: "E' la vittoria del ciclismo italiano. Firenze, Lucca, Montecatini Terme e Pistoia organizzeranno i Campionati del Mondo Ciclismo su strada 2013. E' la vittoria della profonda tradizione ciclistica toscana. E' la vittoria per Franco Ballerini. E' la vittoria per il grande saggio Alfredo Martini. Al Comitato Organizzatore, presieduto da Claudio Rossi, che insieme agli Enti locali ha portato avanti un progetto vincente che amalgama le bellezze del territorio alle fatiche del ciclismo, il nostro sostegno, con la certezza che l'Italia ancora una volta saprà distinguersi per la sua eccellenza. E' anche con soddisfazione che a Montichiari, il primo velodromo coperto in Italia, siano stati assegnati i Mondiali di paraciclismo del 2011, prova valida per la qualificazione paraolimpica. Sono orgoglioso di rappresentare uno sport che si distingue nel nostro territorio come a livello internazionale per capacità organizzative, merito anche della gente comune che, appassionata delle due ruote, vuole vivere sempre di più il ciclismo".

Campionati del Mondo 2010. La britannica Emma Pooley trionfa nella prova a cronometro Donne

La britannica Emma Pooley ha vinto la prova a cronometro femminile dei Campionati del Mondo 2010 che sono iniziati oggi a Melbourne, in Australia. La Pooley ha sbaragliato la concorrenza precedendo la tedesca Judith Arndt e la neozelandese Linda Villumsen, arrivate entrambe a 15 secondi dalla vincitrice e divise soltanto da pochi centesimi. Una vittoria annunciata, quella della Pooley, indicata dai più come la grande favorita della prova che si è corsa su un tracciato di 22,9 chilometri, che ha firmato il suo primo successo a un Mondiale.
Male le italiane con Tatiana Guderzo decima e Noemi Cantele dodicesima, sempre fuori dalle prime posizioni ma probabilmente con la testa già alla prova in linea di sabato dove l'Italia dovrà difendere il titolo conquistato l'anno scorso proprio dalla Guderzo.

ORDINE D'ARRIVO
1° Emma Pooley (Gbr) Gran Bretagna
2° Judith Arndt (Ger) Germania a 15.17''
3° Linda Melanie Villumsen (Nzl) Nuova Zelanda a 15.80''
4° Amber Neben (Usa) Stati Uniti a 37.66''
5° Jeannie Longo-Ciprelli (Fra) Francia a 43.94''
6° Evelyn Stevens (Usa) Stati Uniti a 1'00.08''
7° Tara Whitten (Can) Canada a 1'05.91''
8° Shara Gillow (Aus) Australia a 1'13.18''
9° Emilia Fahlin (Swe) Svezia a 1'22.20''
10° Tatiana Guderzo (Ita) Italia a 1'25.55''

Elite/Under 23. Manuel Francesco Bongiorno vince la Ruota d'Oro - GP Festa del Perdono

L'italiano Manuel Francesco Bongiorno ha vinto l'edizione 2010 della Ruota d'Oro - GP Festa del Perdono, tradizionale classica di fine stagione del ciclismo italiano, dedicata agli Under 23 e agli Elite. Il corridore del Team Futura Matricardi ha preceduto di soli 3 secondi il gruppetto degli inseguitori formato da Matteo Trentin della Marchiol, Gabriele Pizzaballa della Palazzago, il colombiano Carlos Quintero Norena della Bedogni Grassi Natalini e il brasiliano Carlos Alexander Manarelli della Marchiol. Un altro importante successo per il corridore di Fucecchio, vincitore di importanti corse in questa stagione.
La corsa si è svolta sulle strade del Valdarno e ha visto alla partenza 184 corridori di ben 35 squadre tra cui otto formazioni straniere e le migliori squadre italiane. La gara si è decisa nei chilometri finali quando Bongiorno è entrato in azione: il primo scatto è arrivato a 12 chilometri dal traguardo sulla salita di Cima Monticello, grazie al quale è riuscito a recuperare i due fuggitivi Quintero e Manarelli. Sul muro del Valcello, a 6 chilometri dall'arrivo, un altro scatto ha permesso a Bongiorno di rimanere tutto solo davanti mentre alle sue spalle si formava il gruppetto formato da Manarelli, Quintero, Trentin e Pizzaballa. Nonostante il forte inseguimento dei suoi avversari Bongiorno è riuscito a mantenere sul traguardo tre preziosissimi secondi, lasciando a Trentin e Pizzaballa le altre due posizioni sul podio.

ORDINE D'ARRIVO
1° Manuel Francesco Bongiorno (Ita) Team Futura Matricardi
2° Matteo Trentin (Ita) Marchiol Pasta Montegrappa a 3''
3° Gabriele Pizzaballa (Ita) Team Palazzago s.t.
4° Carlos Quintero Norena (Col) Bedogni Grassi Natalini s.t.
5° Carlos Alexander Manarelli (Bra) Marchiol Pasta Montegrappa s.t.
6° Antonino Parrinello (Ita) Bedogni Grassi Natalini a 24''
7° Alexander Serebryakov (Rus) Sammarinese Gruppo Lupi a 28''
8° Mirko Tedeschi (Ita) CarmioOro NGC Pool Cantù s.t.
9° Matteo Busato (Ita) Zalf Desiree Fior s.t.
10° Marco Zamparella (Ita) Maltinti BCC Cambiano s.t.

Campionati del Mondo 2010. Phinney vince il titolo Under 23 a cronometro, 6° Mammini

Lo statunitense Taylor Phinney ha vinto la prova a cronometro dedicata agli Under 23 conquistando il primo oro dei Campionati del Mondo 2010 di Melbourne. Phinney ha preceduto, lungo i 31,8 chilometri del tracciato di Geelong, l'australiano Luke Durbridge e il tedesco Marcel Kittel, con il primo distanziato soltanto di 1 secondo e 90 centesimi mentre Kittel è arrivato al traguardo con un ritardo di 24 secondi. Il migliore degli italiani è stato Matteo Mammini, sesto a 49 secondi dal vincitore, mentre Gianluca Leonardi si è piazzato 13° a 2 minuti e 4 secondi dall'americano.
Per Phinney si tratta della ciliegina sulla torta di una stagione molto importante, iniziata con i successi ai Mondiali su pista, passando per le tante soddisfazioni su strada nelle corse di categoria e vincendo pochi giorni fa anche il titolo nazionale assoluto a cronometro. Un buon preludio per il suo definitivo passaggio tra i professionisti che avverrà l'anno prossimo nella BMC Racing.

ORDINE D'ARRIVO
1° Taylor Phinney (Usa) Stati Uniti
2° Luke Durbridge (Aus) Australia a 1.90''
3° Marcel Kittel (Ger) Germania a 24.01''
4° Nelson Oliveira (Por) Portogallo a 27.96''
5° Rohan Dennis (Aus) Australia a 46.87''
6° Matteo Mammini (Ita) Italia a 49.88''
7° Tom Dumoulin (Ned)Olanda a 1'06.55''
8° Jesus Herrada Lopez (Esp) Spagna a 1'18.48''
9° Andrei Krasilnikau (Blr) Bielorussia a 1'35.62''
10° Geoffrey Soupe (Fra) Francia a 1'38.21''

sabato 25 settembre 2010

Tour du Gevaudan Languedoc-Roussillon

Il Team Vulco - VC Vaulx en Velin ha vinto il prologo a squadre inaugurale del Tour du Gevaudan Languedoc-Roussillon, brevissima gara a tappe che si sta svolgendo in Francia. La squadra francese ha preceduto in classifica generale la spagnola Orbea, arrivata con 14 centesimi di ritardo, e la francese VC La Pomme Marseille, terza a un secondo. Il primo leader della classifica è diventato Guillaume Bonnet, il primo del Team Vulco a tagliare il traguardo, ma nessun vantaggio reale arriverà per questa vittoria per il francese visto che la frazione, 1,3 chilometri pianeggianti e senza alcuna difficoltà, non è inserita nel computo della classifica generale.

ORDINE D'ARRIVO
1° Team Vulco - VC Vaulx en Velin (Fra)
2° Orbea (Esp) s.t.
3° VC La Pomme Marseille (Fra) a 1''
4° Atlas Personal BMC (Swi) a 2''
5° Chambery CF (Fra) a 3''