Alle spalle dei primi 3, ottimi piazzamenti per Liquigas con in fila Tiziano Dall'Antonia, Moreno Moser e Alan Marangoni. Solo 16° Ivan Basso che ha preceduto di 2 secondi Elia Viviani.
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lunedì 25 giugno 2012
Dario Cataldo è il nuovo campione italiano a cronometro. Battuti Malori e Pinotti
Grande sopresa ai campionati italiani nella prova contro il tempo. A portarsi a casa la vittoria e la maglia tricolore è stato Dario Cataldo. Il corridore dell'Omega Pharma QuickStep ha preceduto due cronoman di grande livello come Adriano Malori (Lampre) e Marco Pinotti (BMC), arrivati rispettivamente a soli 2 secondi e a 35 secondi dal vincitore. Cataldo è sempre stato un buon interprete delle cronometro ma non era mai arrivato a questi livelli, cosa che fa ben sperare per il proseguo della stagione.
lunedì 11 ottobre 2010
Gp Beghelli, Dario Cataldo sbaraglia tutti in volata
L'italiano Dario Cataldo ha vinto l'edizione 2010 del GP Beghelli regolando un gruppo ristretto di attaccanti sull'arrivo di Monteveglio in leggera salita. Il corridore della QuickStep ha preceduto nettamente il danese Jakob Fuglsang della Saxo Bank e l'altro italiano Daniele Pietropolli della Lampre Farnese Vini. Per Cataldo, dilettante di assoluto livello in passato, si tratta della terza vittoria da professionista ma è in assoluto la prima in una gara con avversari di assoluto livello internazionale, visto che le due precedenti vittorie erano arrivate con la maglia della nazionale italiana al Tour de l'Avenir del 2007.
La corsa si è svolta lungo un percorso di 195,8 chilometri con, nel finale, la salita dello Zappolino da affrontare per 8 volte. Nonostante questa asperità, la corsa è quasi sempre terminata con una volata, cosa che faceva presagire un arrivo allo sprint anche quest'anno. La situazione in gara ha preso una decisa svolta dopo 75 chilometri, quando Matteo Rabottini della Lampre, Alexander Mironov della Katusha, Andre Steensen della Saxo Bank, Fabrice Jeandesboz della Saur Sojasun, Elia Favilli dell'ISD Neri, Xavier Tondo Volpini della Cervelo, Domenico Loria della CDC e Volodymyr Zagorodny della Miche hanno preso il largo. Il vantaggio degli otto non ha mai raggiunto proporzioni interessanti, rimanendo sempre sotto i tre minuti. Al 6° giro Rabottini, Tondo, Favilli e Steensen se ne vanno sullo Zappolino mentre dal gruppo escono 9 corridori all'inseguimento, tra cui Sinkewitz, Riccò, Paolini e Gasparotto. La situazione si delinea al penultimo passaggio sulla salita dove i controattaccanti, diventati 8, rientrano sui 4 battistrada. La fuga dura, però, soltanto un giro e ai piedi dell'ultima ascesa il gruppo è compatto. Sullo Zappolino è Sinkewitz dell'ISD a fare la differenza, seguito da Cataldo, Fuglsang, Pietropolli e tutti gli altri. Il vantaggio di questi 11 battistrada rimane consistente fino all'ultimo chilometro e, nononstante un gruppo in forte rimonta, saranno loro a giocarsi la vittoria. Ai 250 metri, dopo una lunghissima trenata di Sinkewitz, è Cataldo a partire, staccando subito gli altri fuggitivi, tra cui velocisti del calibro di Martens e Pietropolli che rimangno chiusi e al corridore della QuickStep, non rimane che festeggiare.
ORDINE D'ARRIVO
1° Dario Cataldo (Ita) Quick Step
2° Jakob Fuglsang (Den) Team Saxo Bank s.t.
3° Daniele Pietropolli (Ita) Lampre Farnese Vini s.t.
4° Paul Martens (Ger) Rabobank s.t.
5° Marco Frapporti (Ita) Colnago CSF Inox s.t.
6° Alessandro Proni (Ita) Acqua & Sapone s.t.
7° Ludovic Turpin (Fra) AG2R La Mondiale s.t.
8° Luca Mazzanti (Ita) Team Katusha s.t.
9° Patrik Sinkewitz (Ger) ISD - Neri s.t.
10° Jerome Coppel (Fra) Saur - Sojasun s.t.
La corsa si è svolta lungo un percorso di 195,8 chilometri con, nel finale, la salita dello Zappolino da affrontare per 8 volte. Nonostante questa asperità, la corsa è quasi sempre terminata con una volata, cosa che faceva presagire un arrivo allo sprint anche quest'anno. La situazione in gara ha preso una decisa svolta dopo 75 chilometri, quando Matteo Rabottini della Lampre, Alexander Mironov della Katusha, Andre Steensen della Saxo Bank, Fabrice Jeandesboz della Saur Sojasun, Elia Favilli dell'ISD Neri, Xavier Tondo Volpini della Cervelo, Domenico Loria della CDC e Volodymyr Zagorodny della Miche hanno preso il largo. Il vantaggio degli otto non ha mai raggiunto proporzioni interessanti, rimanendo sempre sotto i tre minuti. Al 6° giro Rabottini, Tondo, Favilli e Steensen se ne vanno sullo Zappolino mentre dal gruppo escono 9 corridori all'inseguimento, tra cui Sinkewitz, Riccò, Paolini e Gasparotto. La situazione si delinea al penultimo passaggio sulla salita dove i controattaccanti, diventati 8, rientrano sui 4 battistrada. La fuga dura, però, soltanto un giro e ai piedi dell'ultima ascesa il gruppo è compatto. Sullo Zappolino è Sinkewitz dell'ISD a fare la differenza, seguito da Cataldo, Fuglsang, Pietropolli e tutti gli altri. Il vantaggio di questi 11 battistrada rimane consistente fino all'ultimo chilometro e, nononstante un gruppo in forte rimonta, saranno loro a giocarsi la vittoria. Ai 250 metri, dopo una lunghissima trenata di Sinkewitz, è Cataldo a partire, staccando subito gli altri fuggitivi, tra cui velocisti del calibro di Martens e Pietropolli che rimangno chiusi e al corridore della QuickStep, non rimane che festeggiare.
ORDINE D'ARRIVO
1° Dario Cataldo (Ita) Quick Step
2° Jakob Fuglsang (Den) Team Saxo Bank s.t.
3° Daniele Pietropolli (Ita) Lampre Farnese Vini s.t.
4° Paul Martens (Ger) Rabobank s.t.
5° Marco Frapporti (Ita) Colnago CSF Inox s.t.
6° Alessandro Proni (Ita) Acqua & Sapone s.t.
7° Ludovic Turpin (Fra) AG2R La Mondiale s.t.
8° Luca Mazzanti (Ita) Team Katusha s.t.
9° Patrik Sinkewitz (Ger) ISD - Neri s.t.
10° Jerome Coppel (Fra) Saur - Sojasun s.t.
domenica 27 giugno 2010
Campionati Nazionali. Marco Pinotti, Matteo Mammini e Tatiana Guderzo vincono le prove a cronometro del Campionato Italiano
Non ci poteva essere un finale più bello di questo per una Settimana Tricolore che ha regalato emozioni e tante vittorie di prestigio. L'ultima giornata era dedicata alle prove a cronometro per Elite e Under 23 uomini ed Elite Donne.
Nella prova degli Elite Uomini, 37,3 chilometri completamente pianeggianti, si è riconfermato campione italiano Marco Pinotti. Il portacolori dell'HTC Columbia ha preceduto di 1 minuto netto Dario Cataldo della Quick Step e di 1 minuto e 38 secondi Adriano Malori della Lampre - Farnese Vini. Per Pinotti si tratta del quinto titolo italiano a cronometro, il quarto consecutivo, consacrandolo una volta di più assoluto dominatore della specialità in Italia. Tanti corridori alla partenza, ben 38, con alcuni nomi di assoluto valore come il neo campione italiano Giovanni Visconti e l'ex campione italiano Marzio Bruseghin. Dopo aver vinto a 50 km/h di media, Pinotti al traguardo si è concesso per le interviste: "Dopo il Giro, nono, migliore risultato di sempre, ho cercato di recuperare freschezza alternando allenamenti e riposo, con una breve corsa di cinque tappe in Olanda, la Elektrotoer, poi qui, niente strada, ma solo crono. Sapevo di andare bene, ma gli avversari erano competitivi e non sono arrivati lontano. Era la crono più lunga, quasi 37 km, affrontata quest’anno, e poi non bisogna mai sottovalutare, mai dare per scontata una corsa. Ci possono sempre essere imprevisti. Ora quattro o cinque giorni senza bici, altri 30 di riposo attivo, a Livigno, con moglie e figlio, al fresco. Quindi via alla seconda parte della stagione, dalla Classica di San Sebastian oppure dal Giro di Polonia in poi, obiettivo il Mondiale, anzi, i Mondiali, perché vorrei disputare non solo la crono, ma stavolta anche la strada".
La prova dedicata alle donne Elite si è tanta del colore dell'iride visto che la vittoria è andata alla campionessa del Mondo in carica della prova in linea Tatiana Guderzo. L'atleta delle Fiamme Azzurre ha preceduto di 23 secondi Silvia Valsecchi della Top Girls e di 33 secondi Noemi Cantele dell'HTC Columbia. Un risultato importante per la Guderzo, al terzo titolo nazionale a cronometro, che a fine gara ha commentato: "Non me l'aspettavo, non ho fatto una preparazione particolare, semplicemente mi sono sentita a mio agio e il risultato è venuto di conseguenza. Quando sto bene e mi diverto riesco sempre a fare belle cose. Non era una crono adatta alle mie caratteristiche, e confesso che non mi ero preparata in modo particolare per questa prova, tant'è vero che la bici da crono l'ho provata per la prima volta soltanto venerdì. Ma corro per vincere, sempre, e quando capisco di non farcela, corro per far vincere una mia compagna. Com'è successo per Monia Baccaille nel Tricolore su strada. Sono stata sempre in testa, e siccome non c'erano radioline, i tempi me li urlavano, contro vento, dalla macchina. L’unica cosa che capivo è che ero in vantaggio".
Nella prova per gli Under 23 il successo è andato a Matteo Mammini della Mastromarco Chianti che ha preceduto di 17 secondi Gianluca Leonardi della Marchiol Pasta Montegrappa e di 21 secondi Alessandro Stocco della Trevigiani Dynamon Bottoli. Un importante successo per Mammini, uno dei migliori cronoman della sua categoria se non il più forte, su un circuito di 26,9 chilometri pianeggiante.
Elite Uomini
1° Marco Pinotti (HTC Columbia)
2° Dario Cataldo (Quick Step) a 1'00''
3° Adriano Malori (Lampre - Farnese Vini) a 1'38''
4° Matteo Montaguti (De Rosa - Stac Plastic) a 1'58''
5° Manuel Quinziato (Liquigas - Doimo) a 2'03''
6° Giovanni Visconti (ISD Neri) a 2'20''
7° Riccardo Chiarini (De Rosa - Stac Plastic) a 2'36''
8° Marzio Bruseghin (Caisse d'Epargne) a 2'40''
9° Alan Marangoni (Colnago CSF Inox) a 2'53''
10° Stefano Borchi (De Rosa - Stac Plastic) a 3'03''
Under 23 Uomini
1° Matteo Mammini (Mastromarco Chianti)
2° Gianluca Leonardi (Marchiol Pasta Montegrappa) a 17''
3° Alessandro Stocco (Trevigiani Dynamon Bottoli) a 21''
4° Massimo Coledan (Trevigiani Dynamon Bottoli) a 29''
5° Nicola Dal Santo (Mantovani Cycling Fontana) a 30''
Elite Donne
1° Tatiana Guderzo (G.S. Fiamme Azzurre)
2° Silvia Valsecchi (Top Girls Fassa Bortolo) a 23''
3° Noemi Cantele (HTC Columbia Women) a 33''
4° Valentina Bastianelli (Top Girls Fassa Bortolo) a 2'05''
5° Gloria Presti (Top Girls Fassa Bortolo) a 2'10''
Nella prova degli Elite Uomini, 37,3 chilometri completamente pianeggianti, si è riconfermato campione italiano Marco Pinotti. Il portacolori dell'HTC Columbia ha preceduto di 1 minuto netto Dario Cataldo della Quick Step e di 1 minuto e 38 secondi Adriano Malori della Lampre - Farnese Vini. Per Pinotti si tratta del quinto titolo italiano a cronometro, il quarto consecutivo, consacrandolo una volta di più assoluto dominatore della specialità in Italia. Tanti corridori alla partenza, ben 38, con alcuni nomi di assoluto valore come il neo campione italiano Giovanni Visconti e l'ex campione italiano Marzio Bruseghin. Dopo aver vinto a 50 km/h di media, Pinotti al traguardo si è concesso per le interviste: "Dopo il Giro, nono, migliore risultato di sempre, ho cercato di recuperare freschezza alternando allenamenti e riposo, con una breve corsa di cinque tappe in Olanda, la Elektrotoer, poi qui, niente strada, ma solo crono. Sapevo di andare bene, ma gli avversari erano competitivi e non sono arrivati lontano. Era la crono più lunga, quasi 37 km, affrontata quest’anno, e poi non bisogna mai sottovalutare, mai dare per scontata una corsa. Ci possono sempre essere imprevisti. Ora quattro o cinque giorni senza bici, altri 30 di riposo attivo, a Livigno, con moglie e figlio, al fresco. Quindi via alla seconda parte della stagione, dalla Classica di San Sebastian oppure dal Giro di Polonia in poi, obiettivo il Mondiale, anzi, i Mondiali, perché vorrei disputare non solo la crono, ma stavolta anche la strada".
La prova dedicata alle donne Elite si è tanta del colore dell'iride visto che la vittoria è andata alla campionessa del Mondo in carica della prova in linea Tatiana Guderzo. L'atleta delle Fiamme Azzurre ha preceduto di 23 secondi Silvia Valsecchi della Top Girls e di 33 secondi Noemi Cantele dell'HTC Columbia. Un risultato importante per la Guderzo, al terzo titolo nazionale a cronometro, che a fine gara ha commentato: "Non me l'aspettavo, non ho fatto una preparazione particolare, semplicemente mi sono sentita a mio agio e il risultato è venuto di conseguenza. Quando sto bene e mi diverto riesco sempre a fare belle cose. Non era una crono adatta alle mie caratteristiche, e confesso che non mi ero preparata in modo particolare per questa prova, tant'è vero che la bici da crono l'ho provata per la prima volta soltanto venerdì. Ma corro per vincere, sempre, e quando capisco di non farcela, corro per far vincere una mia compagna. Com'è successo per Monia Baccaille nel Tricolore su strada. Sono stata sempre in testa, e siccome non c'erano radioline, i tempi me li urlavano, contro vento, dalla macchina. L’unica cosa che capivo è che ero in vantaggio".
Nella prova per gli Under 23 il successo è andato a Matteo Mammini della Mastromarco Chianti che ha preceduto di 17 secondi Gianluca Leonardi della Marchiol Pasta Montegrappa e di 21 secondi Alessandro Stocco della Trevigiani Dynamon Bottoli. Un importante successo per Mammini, uno dei migliori cronoman della sua categoria se non il più forte, su un circuito di 26,9 chilometri pianeggiante.
Elite Uomini
1° Marco Pinotti (HTC Columbia)
2° Dario Cataldo (Quick Step) a 1'00''
3° Adriano Malori (Lampre - Farnese Vini) a 1'38''
4° Matteo Montaguti (De Rosa - Stac Plastic) a 1'58''
5° Manuel Quinziato (Liquigas - Doimo) a 2'03''
6° Giovanni Visconti (ISD Neri) a 2'20''
7° Riccardo Chiarini (De Rosa - Stac Plastic) a 2'36''
8° Marzio Bruseghin (Caisse d'Epargne) a 2'40''
9° Alan Marangoni (Colnago CSF Inox) a 2'53''
10° Stefano Borchi (De Rosa - Stac Plastic) a 3'03''
Under 23 Uomini
1° Matteo Mammini (Mastromarco Chianti)
2° Gianluca Leonardi (Marchiol Pasta Montegrappa) a 17''
3° Alessandro Stocco (Trevigiani Dynamon Bottoli) a 21''
4° Massimo Coledan (Trevigiani Dynamon Bottoli) a 29''
5° Nicola Dal Santo (Mantovani Cycling Fontana) a 30''
Elite Donne
1° Tatiana Guderzo (G.S. Fiamme Azzurre)
2° Silvia Valsecchi (Top Girls Fassa Bortolo) a 23''
3° Noemi Cantele (HTC Columbia Women) a 33''
4° Valentina Bastianelli (Top Girls Fassa Bortolo) a 2'05''
5° Gloria Presti (Top Girls Fassa Bortolo) a 2'10''
mercoledì 19 maggio 2010
Giro d'Italia, fuga bidone nell'11°tappa, vince Petrov, Porte in maglia rosa, a 13 minuti i big
Dopo la tappa di oggi, credo che al Giro di quest'anno le abbiamo viste proprio tutte. Dopo cadute a ripetizioni, nubifragi, grandine, uno spruzzo di neve e il fango, oggi è arrivato il giorno della più classica delle fughe bidone. Il problema è che all'attacco non ci sono andati i soliti quattro sconosciuti che hanno approfittato di una giornata no del gruppo ma sono partiti una cinquantina di corridori tra cui nomi noti come Bradley Wiggins e Carlos Sastre e due corridori che erano ben piazzati in classifica generale come Richie Porte e David Arroyo. Se poi aggiungiamo che tutti questi corridori avevano con sé tre o quattro gregari a testa e che dietro le squadre dei big hanno fatto a gara per non tirare, possiamo ben immaginare che il vantaggio è subito lievitato ed è diventato incolmabile. Il più bravo di quelli davanti è stato il russo Evgeni Petrov della Katusha che sulla salita finale che conduceva a L'Aquila ha preceduto di 5 secondi un ottimo Dario Cataldo della Quickstep e Sastre della Cervelo. Il gruppo maglia rosa, ridotto a una ventina di unità, è arrivato al traguardo con circa 13 minuti di ritardo.
La tappa è partita subito fortissima, con tanti corridori che hanno provato dopo pochi chilometri ad andare in fuga, sperando nelle condizioni meteo sfavorevoli (pioggia e temperature molto basse) e nel percorso attraverso gli Appennini, con arrivo in quota all'Aquila. Infatti, dopo soli 20 chilometri davanti si è formato un gruppetto di 56 corridori con Porte, Wiggins, Sastre, Arroyo, Petrov, 3 gregari per Wiggins, 4 per Arroyo, 3 per Sastre tra cui Xavier Tondo e corridori ben piazzati in classifica e pericolosi come Alexander Efimkin dell'Ag2R, Linus Gerdemann della Milram e il duo della Liquigas formato da Valerio Agnoli e Robert Kiserlovski. Dietro, il gruppo ha iniziato a guardarsi, lasciando fare ai fuggitivi che intanto, grazie alle squadre più rappresentate, hanno guadagnato dopo pochissimi chilometri un gran margine. Quando nel plotone hanno iniziato a tirare Astana, BMC e Androni, il vantaggio degli uomini di testa aveva già raggiunto i 17 minuti. Sfruttando anche le tante defezioni odierne di Astana e BMC, i fuggitivi sono riusciti a incrementare ancora il vantaggio sulla prima salita di giornata a Rionero Sannitico, portandosi a quasi 18 minuti, con il gruppo della maglia rosa che intanto perdeva corridori. Quando la situazione è incominciata a peggiorare i gregari dei corridori di classifica hanno iniziato a staccarsi dalla fuga, tra cui Vanotti e Dall'Antonia della Liquigas, Bertogliati, Carlos Ochoa e Wurf dell'Androni, Bookwalter della BMC e Jufre Pou e Stangelj dell'Astana. Appena venivano ripresi, i gregari si mettevano subito al servizio dei propri capitani ma il vantaggio non scendeva più di tanto, arrivando a 70 chilometri dal traguardo a toccare i 15 minuti. Superata anche la salita di Capo di Valle, la cui sommità si trovava a 36,5 chilometri dall'arrivo, il vantaggio del gruppetto di testa rimaneva alto, quasi 13 minuti, con i capitani che iniziavano a rimanere da soli, visto il grande lavoro dei loro gregari che davano tutto e si staccavano sulle tante salite. Tutti i più forti corridori presenti in questo Giro, rimasti senza aiuto, hanno iniziato a tirare con cambi regolari per cercare di limitare i danni, mentre davanti il gruppetto degli attaccanti iniziava a perdere qualche pezzo. Con l'approssimarsi dell'arrivo, tra gli attaccanti è iniziata la bagarre. Il primo a provarci è stato Jerome Pineau della Quickstep a 8 chilometri dal traguardo con Voeckler subito dietro, ma tutti gli altri corridori erano distanti soltanto qualche metro. Ripresi i due francesi ci ha provato il belga Jan Bakelants ma lo scatto più deciso è stato quello di Dario Cataldo che ha subito preso qualche secondo di vantaggio. Il giovane abruzzese è riuscito a rimanere in testa da solo fino a circa 3 chilometri dall'arrivo quando è stato ripreso da Bakelants e Gerdemann. Prima della salita finale verso l'Aquila, i corridori dovevano affrontare una discesa resa insidiosa dalla pioggia e proprio in una curva Bakelants è scivolato lasciando il solo Gerdemann davanti visto che anche Cataldo si era staccato. Il tedesco della Milram sembrava in grado di tenere fino all'arrivo ma alle sue spalle Petrov stava risalendo velocemente superando prima Cataldo e poi proprio Gerdemann, lanciandosi da solo verso il traguardo. Cataldo era bravo a gestire le forze e ad arrivare secondo con qualche metro di vantaggio su Sastre mentre Wiggins arrivava poco più indietro. Tutti i favoriti, stremati e senza gregari, hanno tagliato il traguardo a quasi 13 minuti di ritardo da Petrov, stravolgendo la classifica generale.
La maglia rosa è andata al giovane australiano Richie Porte della Saxo Bank, salita agli onori della cronaca al Giro di Romandia per la vittoria in una cronometro e conosciuto in Italia per aver militato qualche anno in formazioni dilettantistiche nostrane. Alle spalle di Porte, a 1 e 42, troviamo David Arroyo mentre a 1 e 56 c'è Robert Kiserlovski della Liquigas. Il primo degli ex big di classifica, Vinokourov, deve recuperare a Porte quasi 10 minuti.
Sono tanti i dubbi che tutti gli appassionati si stanno domandando da oggi, Porte riuscirà a tenere fino a Verona? Arroyo, un corridore molto regolare, perderà 8 o più minuti da qui a Verona? Come si comporterà adesso Sastre che si trova in vantaggio rispetto a tutti i suoi avversari? E il suo compagno Xavier Tondo che è sembrato molto in palla in salita? E la Liquigas? Punterà su Kiserlovski e Agnoli o li farà comunque lavorare per Nibali e Basso? E Wiggins? Proverà a vincere il Giro adesso che è in una posizione favorevole?
Un Giro senza padroni, un Giro che nessuno sembra voglia vincere. Attenzione che a Verona non ci scappi la sorpresa. E se continuiamo così...
ORDINE D'ARRIVO
1° Evgeni Petrov (Rus) Team Katusha
2° Dario Cataldo (Ita) Quick Step a 5''
3° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team s.t.
4° Bradley Wiggins (GBr) Sky Professional a 7''
5° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
12° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 9'58''
La tappa è partita subito fortissima, con tanti corridori che hanno provato dopo pochi chilometri ad andare in fuga, sperando nelle condizioni meteo sfavorevoli (pioggia e temperature molto basse) e nel percorso attraverso gli Appennini, con arrivo in quota all'Aquila. Infatti, dopo soli 20 chilometri davanti si è formato un gruppetto di 56 corridori con Porte, Wiggins, Sastre, Arroyo, Petrov, 3 gregari per Wiggins, 4 per Arroyo, 3 per Sastre tra cui Xavier Tondo e corridori ben piazzati in classifica e pericolosi come Alexander Efimkin dell'Ag2R, Linus Gerdemann della Milram e il duo della Liquigas formato da Valerio Agnoli e Robert Kiserlovski. Dietro, il gruppo ha iniziato a guardarsi, lasciando fare ai fuggitivi che intanto, grazie alle squadre più rappresentate, hanno guadagnato dopo pochissimi chilometri un gran margine. Quando nel plotone hanno iniziato a tirare Astana, BMC e Androni, il vantaggio degli uomini di testa aveva già raggiunto i 17 minuti. Sfruttando anche le tante defezioni odierne di Astana e BMC, i fuggitivi sono riusciti a incrementare ancora il vantaggio sulla prima salita di giornata a Rionero Sannitico, portandosi a quasi 18 minuti, con il gruppo della maglia rosa che intanto perdeva corridori. Quando la situazione è incominciata a peggiorare i gregari dei corridori di classifica hanno iniziato a staccarsi dalla fuga, tra cui Vanotti e Dall'Antonia della Liquigas, Bertogliati, Carlos Ochoa e Wurf dell'Androni, Bookwalter della BMC e Jufre Pou e Stangelj dell'Astana. Appena venivano ripresi, i gregari si mettevano subito al servizio dei propri capitani ma il vantaggio non scendeva più di tanto, arrivando a 70 chilometri dal traguardo a toccare i 15 minuti. Superata anche la salita di Capo di Valle, la cui sommità si trovava a 36,5 chilometri dall'arrivo, il vantaggio del gruppetto di testa rimaneva alto, quasi 13 minuti, con i capitani che iniziavano a rimanere da soli, visto il grande lavoro dei loro gregari che davano tutto e si staccavano sulle tante salite. Tutti i più forti corridori presenti in questo Giro, rimasti senza aiuto, hanno iniziato a tirare con cambi regolari per cercare di limitare i danni, mentre davanti il gruppetto degli attaccanti iniziava a perdere qualche pezzo. Con l'approssimarsi dell'arrivo, tra gli attaccanti è iniziata la bagarre. Il primo a provarci è stato Jerome Pineau della Quickstep a 8 chilometri dal traguardo con Voeckler subito dietro, ma tutti gli altri corridori erano distanti soltanto qualche metro. Ripresi i due francesi ci ha provato il belga Jan Bakelants ma lo scatto più deciso è stato quello di Dario Cataldo che ha subito preso qualche secondo di vantaggio. Il giovane abruzzese è riuscito a rimanere in testa da solo fino a circa 3 chilometri dall'arrivo quando è stato ripreso da Bakelants e Gerdemann. Prima della salita finale verso l'Aquila, i corridori dovevano affrontare una discesa resa insidiosa dalla pioggia e proprio in una curva Bakelants è scivolato lasciando il solo Gerdemann davanti visto che anche Cataldo si era staccato. Il tedesco della Milram sembrava in grado di tenere fino all'arrivo ma alle sue spalle Petrov stava risalendo velocemente superando prima Cataldo e poi proprio Gerdemann, lanciandosi da solo verso il traguardo. Cataldo era bravo a gestire le forze e ad arrivare secondo con qualche metro di vantaggio su Sastre mentre Wiggins arrivava poco più indietro. Tutti i favoriti, stremati e senza gregari, hanno tagliato il traguardo a quasi 13 minuti di ritardo da Petrov, stravolgendo la classifica generale.
La maglia rosa è andata al giovane australiano Richie Porte della Saxo Bank, salita agli onori della cronaca al Giro di Romandia per la vittoria in una cronometro e conosciuto in Italia per aver militato qualche anno in formazioni dilettantistiche nostrane. Alle spalle di Porte, a 1 e 42, troviamo David Arroyo mentre a 1 e 56 c'è Robert Kiserlovski della Liquigas. Il primo degli ex big di classifica, Vinokourov, deve recuperare a Porte quasi 10 minuti.
Sono tanti i dubbi che tutti gli appassionati si stanno domandando da oggi, Porte riuscirà a tenere fino a Verona? Arroyo, un corridore molto regolare, perderà 8 o più minuti da qui a Verona? Come si comporterà adesso Sastre che si trova in vantaggio rispetto a tutti i suoi avversari? E il suo compagno Xavier Tondo che è sembrato molto in palla in salita? E la Liquigas? Punterà su Kiserlovski e Agnoli o li farà comunque lavorare per Nibali e Basso? E Wiggins? Proverà a vincere il Giro adesso che è in una posizione favorevole?
Un Giro senza padroni, un Giro che nessuno sembra voglia vincere. Attenzione che a Verona non ci scappi la sorpresa. E se continuiamo così...
ORDINE D'ARRIVO
1° Evgeni Petrov (Rus) Team Katusha
2° Dario Cataldo (Ita) Quick Step a 5''
3° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team s.t.
4° Bradley Wiggins (GBr) Sky Professional a 7''
5° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1° Richie Porte (Aus) Team Saxo Bank
2° David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 1'42''
3° Robert Kiserlovski (Cro) Liquigas - Doimo a 1'56''
4° Xavier Tondo Volpini (Esp) Cervelo Test Team a 3'54''
5° Valerio Agnoli (Ita) Liquigas - Doimo a 4'41''
6° Alexander Efimkin (Rus) Ag2R La Mondiale a 5'16''
7° Linus Gerdemann (Ger) Team Milram a 5'34''
8° Carlos Sastre (Esp) Cervelo Test Team a 7'09''
9° Laurent Didier (Lux) Team Saxo Bank a 7'24''
10° Bradley Wiggins (Gbr) Sky Professional a 8'14''
12° Alexandre Vinokourov (Kaz) Astana a 9'58''
mercoledì 5 maggio 2010
Giro d'Italia 2010. Presentazione delle squadre: Quick Step (Belgio)
Quindicesima puntata del nostro viaggio attraverso le squadre che parteciperanno al prossimo Giro d'Italia, ormai imminente. Questa sera tocca alla squadra belga della QuickStep.
Pur essendo una squadra straniera l'anima della compagine è sicuramente italiana, con ben 5 corridori italiani su 9. In mancanza di un vero e proprio leader per la classifica finale, la squadra cercherà soprattutto di mettersi in mostra e di provare a vincere una o più tappe. I due corridori più rappresentativi sono gli italiani Matteo Tosatto e Marco Velo, con il primo che vedremo sicuramente in qualche fuga a Giro inoltrato, mentre il secondo farà parte del treno che cercherà di aiutare il giovane Wouter Weylandt nelle volate. E' proprio il belga il nome più interessante della squadra, vincitore di una tappa alla Vuelta già nel 2008 ed esordiente al Giro. Quest'anno ha avuto anche l'onore di essere lanciato in una volata da Tom Boonen, segno che la fiducia della squadra nei suoi confronti è alta. L'italiano Dario Cataldo e il bielorusso Branislau Samoilau, due grandi corridori da dilettanti, stanno ancora faticando da professionisti ma potranno correre il Giro liberi, senza particolari esigenze di fare risultato e potranno testarsi sulle salite più impegnative. Addy Engels e Jerome Pineau sono due ottimi attaccanti e, insieme a Mauro Facci e Francesco Reda, completano il roster della squadra. Attenzione a Reda, 8° nell'arrivo dell'anno scorso a Bologna sul San Luca e corridore che sta provando a ritagliarsi uno spazio nelle gare di un giorno.
In sintesi, la QuickStep proverà a vincere una tappa con le volate di Weylandt, le fughe di Tosatto nelle tappe vallonate e di Cataldo e Samoilau in quelle più difficili. In generale, si spera nell'esplosione di qualche giovane che potrebbe togliersi qualche soddisfazione.
Iscritti
- Dario Cataldo (Ita) 1985
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 58° nel 2009. 4° nella 3°tappa con arrivo a Valdobbiadene al Giro 2009. Vincitore del Giro d'Italia Baby nel 2006 e di 2 tappe al Tour de l'Avenir nel 2007.
- Addy Engels (Ned) 1977
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 24° nel 2002. 2° nella 12°tappa con arrivo a Sestri Levante al Giro 2006. Nessuna vittoria da professionista, 2° in una tappa alla Vuelta a Murcia nel 2003.
- Mauro Facci (Ita) 1982
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 34° nel 2007. 7° nella 15°tappa con arrivo a Faenza al Giro 2009. Nessuna vittoria da professionista, 2° alla Settimana Coppi e Bartali nel 2005.
- Jerome Pineau (Fra) 1980
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: Esordiente. Vincitore del Tour de Normandie nel 2002, della Clasica de Almeria, del Tour de l'Ain e della Parigi - Bourges nel 2004.
- Francesco Reda (Ita) 1982
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 138° nel 2009. 8° nella 14°tappa con arrivo a Bologna/San Luca al Giro 2009. Vincitore di una tappa al Giro della Provincia di Cosenza nel 2006.
- Branislau Samoilau (Blr) 1985
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 22° nel 2007. 12° nella 13°tappa con arrivo al Santuario di Oropa al Giro 2007. Campione bielorusso nel 2007 e vincitore di una tappa alla Settimana Lombarda nel 2008.
- Matteo Tosatto (Ita) 1974
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 43° nel 1999. Vincitore della 12°tappa con arrivo a Montebelluna al Giro 2001. Vincitore di una Coppa Placci, un Giro di Toscana, del GP Kanton Aargau e di una tappa al Tour de France.
- Marco Velo (Ita) 1974
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 11° nel 2001. 3° nella 14°tappa con arrivo a Pula al Giro 2004. Due volte campione italiano a cronometro nel 2000 e nel 2001.
- Wouter Weylandt (Bel) 1984
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: Esordiente. Vincitore della Ronde van het Groene Hart, di una tappa al Giro del Belgio e di una tappa all'Eneco Tour nel 2007, della Nokere Koerse e di una tappa alla Vuelta a Espana nel 2008 e della Le Samyn nel 2009.
Pur essendo una squadra straniera l'anima della compagine è sicuramente italiana, con ben 5 corridori italiani su 9. In mancanza di un vero e proprio leader per la classifica finale, la squadra cercherà soprattutto di mettersi in mostra e di provare a vincere una o più tappe. I due corridori più rappresentativi sono gli italiani Matteo Tosatto e Marco Velo, con il primo che vedremo sicuramente in qualche fuga a Giro inoltrato, mentre il secondo farà parte del treno che cercherà di aiutare il giovane Wouter Weylandt nelle volate. E' proprio il belga il nome più interessante della squadra, vincitore di una tappa alla Vuelta già nel 2008 ed esordiente al Giro. Quest'anno ha avuto anche l'onore di essere lanciato in una volata da Tom Boonen, segno che la fiducia della squadra nei suoi confronti è alta. L'italiano Dario Cataldo e il bielorusso Branislau Samoilau, due grandi corridori da dilettanti, stanno ancora faticando da professionisti ma potranno correre il Giro liberi, senza particolari esigenze di fare risultato e potranno testarsi sulle salite più impegnative. Addy Engels e Jerome Pineau sono due ottimi attaccanti e, insieme a Mauro Facci e Francesco Reda, completano il roster della squadra. Attenzione a Reda, 8° nell'arrivo dell'anno scorso a Bologna sul San Luca e corridore che sta provando a ritagliarsi uno spazio nelle gare di un giorno.
In sintesi, la QuickStep proverà a vincere una tappa con le volate di Weylandt, le fughe di Tosatto nelle tappe vallonate e di Cataldo e Samoilau in quelle più difficili. In generale, si spera nell'esplosione di qualche giovane che potrebbe togliersi qualche soddisfazione.
Iscritti
- Dario Cataldo (Ita) 1985
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 58° nel 2009. 4° nella 3°tappa con arrivo a Valdobbiadene al Giro 2009. Vincitore del Giro d'Italia Baby nel 2006 e di 2 tappe al Tour de l'Avenir nel 2007.
- Addy Engels (Ned) 1977
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 24° nel 2002. 2° nella 12°tappa con arrivo a Sestri Levante al Giro 2006. Nessuna vittoria da professionista, 2° in una tappa alla Vuelta a Murcia nel 2003.
- Mauro Facci (Ita) 1982
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 34° nel 2007. 7° nella 15°tappa con arrivo a Faenza al Giro 2009. Nessuna vittoria da professionista, 2° alla Settimana Coppi e Bartali nel 2005.
- Jerome Pineau (Fra) 1980
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: Esordiente. Vincitore del Tour de Normandie nel 2002, della Clasica de Almeria, del Tour de l'Ain e della Parigi - Bourges nel 2004.
- Francesco Reda (Ita) 1982
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 138° nel 2009. 8° nella 14°tappa con arrivo a Bologna/San Luca al Giro 2009. Vincitore di una tappa al Giro della Provincia di Cosenza nel 2006.
- Branislau Samoilau (Blr) 1985
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 22° nel 2007. 12° nella 13°tappa con arrivo al Santuario di Oropa al Giro 2007. Campione bielorusso nel 2007 e vincitore di una tappa alla Settimana Lombarda nel 2008.
- Matteo Tosatto (Ita) 1974
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 43° nel 1999. Vincitore della 12°tappa con arrivo a Montebelluna al Giro 2001. Vincitore di una Coppa Placci, un Giro di Toscana, del GP Kanton Aargau e di una tappa al Tour de France.
- Marco Velo (Ita) 1974
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: 11° nel 2001. 3° nella 14°tappa con arrivo a Pula al Giro 2004. Due volte campione italiano a cronometro nel 2000 e nel 2001.
- Wouter Weylandt (Bel) 1984
Miglior piazzamento al Giro d'Italia: Esordiente. Vincitore della Ronde van het Groene Hart, di una tappa al Giro del Belgio e di una tappa all'Eneco Tour nel 2007, della Nokere Koerse e di una tappa alla Vuelta a Espana nel 2008 e della Le Samyn nel 2009.
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