domenica 13 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Paolo Tiralongo vince il primo arrivo in salita, Hesjedal nuova maglia rosa

GIRO D'ITALIA 2012 - 7° TAPPA

Recanati - Rocca di Cambio, 205 km

L'italiano Paolo Tiralongo ha vinto la 7° tappa del Giro d'Italia 2012 domando la salita finale di Rocca di Cambio. Il corridore dell'Astana ha preceduto allo sprint Michele Scarponi (Lampre) mentre poco più indietro 3° è giunto Frank Schleck (RadioShack) con Joaquin Rodriguez (Katusha) a ruota. 5° posto finale per la nuova maglia rosa, Ryder Hesjedal (Garmin), primo canadese a vestirla. Tutti nelle prime posizioni i big della corsa mentre l'ex maglia rosa Adriano Malori ha dovuto abdicare dopo pochi chilometri di salita.

LA CORSA

Tutta la 7° tappa del Giro d'Italia stava lì, nella salita finale di Rocca di Cambio. E i corridori si sono mossi di conseguenza. Al chilometro zero subito 4 in fuga, Matteo Rabottini (Farnese Vini), Mirko Selvaggi (Vacansoleil), Reto Hollenstein (NetApp) e Fumiyuki Beppu (Orica GreenEDGE). Per loro vantaggio massimo intorno agli 8 minuti ma il gruppo, tirato prima dalla Lampre e dopo i - 50 km dalla Garmin, ha iniziato con poco più di 2 minuti di ritardo la salita conclusiva. Tra i fuggitivi il più in forma era sicuramente Rabottini, atleta di casa, che infatti ha proseguito da solo nel tentativo di arrivare più vicino possibile al traguardo. Dietro, invece, come consuetidine, ai -17 km si è assistito allo scatto di Stefano Pirazzi (Colnago): l'italiano è riuscito a riprendere subito Beppu, Selvaggi e Hollenstein e dopo qualche chilometro è rientrato anche su Rabottini. All'inseguimento di Pirazzi era portato Valerio Agnoli (Liquigas) ma l'italiano è stato ripreso e superato da José Herrada (Movistar), bravo a rientare su Pirazzi e Rabottini. Agnoli, insieme a Pietropolli (Lampre) e Santaromita (BMC), è rimasto in avanscoperta per qualche chilometro venendo ripreso insieme agli altri due ai -10. Dal gruppo ci hanno provato anche Sella e Cunego e ha provato qualche scatto Rujano, finché non si sono messi a tirare il gruppo prima Ochoa (Androni) e poi l'Astana. In testa, ai -10 Rabottini si è staccato mentre la verve di Pirazzi portava l'italiano a continui scatti, anche se con l'Astana al completo a tirare dietro, il distacco si era ridotto di molto. Ai 1400 metri dall'arrivo Pirazzi ha sbagliato a prendere una corsa perdendo le ruote di Herrada ma dopo qualche centinaia di metri venivano ripresi entrambi dal gruppo. All'ultimo chilometro è partito il progetto Lampre: Niemec si è messo davanti a tirare e Scarponi ha fatto il resto, scattando ai 700 dall'arrivo seguito dal solo Tiralongo. Lo scalatore dell'Astana ha stretto i denti fino ai metri conclusivi, lasciando sui pedali Scarponi quando è scattato per lo sprint, e accasciandosi al suolo, stremato, appena superato il traguardo.
Alle spalle dei due italiani sono arrivati alla spicciolata tutti gli altri uomini di classifica, con Rujano ultima della fila a 22 secondi.
La classifica generale vede Hesjedal maglia rosa, 2° Tiralongo a 15 secondi, 3° Joaquin Rodriguez a 17 secondi e 4° e 5° i compagni Vandevelde e Stetina della Garmin.

IL COMMENTO

Poteva finire come quasi tutti gli altri arrivi sugli Appennini, sprint del gruppetto dei migliori e abbuoni per i primi tre e zero distacchi tra i big. Invece, ci ha pensato Scarponi a dare una prima botta alla corsa. I distacchi inflitti nella 7° tappa non sono sicuramente quelli di una tappa alpina ma ci hanno fatto capire chi sta bene e chi no. Sicuramente, Scarponi sta bene. Il solo Tiralongo è riuscito a stare dietro al suo scatto su una salita non certo impegnativa, sintomo di ottime gambe. Benissimo anche i due stranieri più attesi, Joaquin Rodriguez e Frank Schleck, non abbastanza reattivi allo scatto di Scarponi ma arrivati subito dietro, mentre piace Hesjedal, probabilmente perderà terreno sulle Alpi ma non è da sottovalutare troppo, anche perché la Garmin può contare anche sui due americani Vandevelde e Stetina e sembra tonica. Nota positiva anche i 9 secondi presi da Basso che spesso in questi arrivi perde molto di più. Insieme a lui sono arrivati anche Daniel Moreno, più che un gregario per Rodriguez, e un bravissimo Domenico Pozzovivo, il migliore della Colnago che ha trovato un altro uomo classifica in Gianluca Brambilla, 10° a 11 secondi.
A livello di squadre, le più forti sembrano essere Lampre (Niemec è un gregario formidabile), Liquigas (bravi oggi anche Capecchi e Caruso), una sorprendente Garmin e la solidissima Astana, con Kreuziger che è arrivato con il grosso del gruppetto dei migliori a 11 secondi. Mi ispira sempre più fiducia Schleck, fortunatamente venuto in Italia non in gita, anche se lo voglio vedere in tappe più impegnative.
Nota di merito per Pirazzi che finalmente ha portato un attacco in un momento importante riuscendo quasi a portarlo a termine e non venendo ripreso dopo 500 metri come in molte altre occasioni.

GLI ITALIANI

Dopo 7 tappe è arrivata la prima vittoria italiana. A portarla, un emigrato della bici, un uomo squadra eccezionale che ha trovato le capacità e la forza di vincere dopo anni di onorata carriera da gregario, Paolo Tiralongo. Ma è stata tutta la pattuglia italiana degli scalatori a dare lustro alla tappa, anche se prima bisogna fare un plauso a Selvaggi e soprattutto a Rabottini per il tentativo di fuga. Pirazzi sta diventando più che uno sconclusionato scattista e una nota di merito va anche ad Agnoli, Pietropolli, Santaromita e Sella che hanno provato a replicare allo scatto di Pirazzi in vari momenti della salita.
Bene tutti gli uomini di classifica con Scarponi il più brillante, poi Basso e Pozzovivo, un bravissimo Gianluca Brambilla e Cunego, per finire con Pinotti e Cataldo, poco distanti dai migliori.

IL VINCITORE

Paolo Tiralongo è diventato celebre in bici soprattutto per le sue doti di grande gregario nelle tappe di montagna. Ha dovuto aspettare tanto per la prima vittoria, arrivata soltanto nel 2011 grazie al grande aiuto dell'ex compagno di squadra Contador nella tappa al Giro con arrivo a Macugnaga.
Ma ormai sembra averci preso gusto Tiralongo, prima piazzato nelle volate al Giro di Romandia, ora vincente in un'altra tappa al Giro d'Italia, il primo arrivo in salita.

LE ALTRE CORSE

TOUR DE PICARDIE - FRANCIA: La 2° tappa si è conclusa in volata con il successo dell'olandese Kenny Van Hummel (Vacansoleil), 2° sul traguardo ma diventato primo dopo la squalifica del francese Nacer Bouhanni (FDJ) per sprint irregolare. Alle spalle dell'olandese 2° Stephane Poulhies (Saur Sojasun) e 3° John Degenkolb (Argos Shimano) che è rimasto leader della corsa grazie agli abbuoni.
RHONE-ALPES ISERE TOUR - FRANCIA: Successo per Jerome Cousin nella 3° tappa. Il corridore dell'Europcar, partito insieme a Florent Barle (Cofidis) e Gabriel Chavanne (Chambery) nei primi km, è riuscito a mantenere un ampio vantaggio sul gruppo nella salita finale andando a vincere con 2 minuti e 15 secondi sull'ex compagno di fuga Barle e Clement Penven e Stian Remme, usciti dal gruppo, mentre il gruppetto dei migliori con il leader Paul Poux è arrivato a 2 minuti e 53 secondi. Il francese della Saur Sojasun conduce con 35 secondi su Romain Hardy (Bretagne Schuller) e 39 secondi sul compagno Yannick Talabardon.
TOUR OF MALOPOLSKA - POLONIA: Successo finale per il polacco Marek Rutkiewicz. Il corridore della CCC Polsat ha letteralmente dominato la terza e ultima impegnativa frazione della corsa arrivando con 43 secondi su Stanislav Kozubek (Whirlpool Author) e 1 minuto e 35 secondi sul compagno Mateusz Taciak che ha regolato il gruppetto del leader Pawel Cieslik (BGZ Bank). In classifica generale Rutkiewicz ha distanziato proprio Cieslik di 1 minuto e 40 secondi mentre il 3°, Mariusz Witecki (BGZ Bank), è arrivato a 4 minuti e 31 secondi.
SCANDINAVIAN RACE UPPSALA - SVEZIA: Dominio Cykelcity nella corsa di casa con 4 uomini nei primi 5 posti. La vittoria è andata a Jonas Ahlstrand sul compagno Michael Olsson mentre a 11 secondi di ritardo Edvin Wilson superava il francese Thomas Rostollan (VC Axois). 5° un altro Cykelcity, Johan Landstrom.
JELAJAH MALAYSIA - MALESIA: Altro sprint nella 5° tappa e successo per Hariff Salleh (Terengganu), vincitore anche della 4° tappa. Alle sue spalle 2° posto per Mohd Ridzuan Zainal (Malaysian Armed Forces) e 3° posto per Alex Carver (Genesys Wealth Advisers). Classifica generale invariata con al comando Yusup Abrekov (Suren).
HEYDAR ALIYEV ANNIVERSARY TOUR - AZERBAIJAN: Nella 4° tappa successo dopo una lunga fuga per Gennadiy Tatarinov (Itera Katusha) che ha preceduto di 17 secondi gli ex compagni di fuga Maksym Vasilyev (ISD Donetsk) e Tilegen Maidos (Kazakistan). Il gruppo è arrivato a 23 secondi di ritardo, con il leader Youcef Reguigui (Centre Mondiale du Cyclisme) ancora saldamente al comando della classifica.
AZERBAIJAN TOUR - IRAN: Nella 2° tappa sprint vincente per il ceco Alois Kankovsky (Dukla Praha) con l'iraniano Hossein Nateghi (Tabriz) 2° e l'ucraino Yuri Metlushenko (Kolss) 3°. Il compagno di squadra di Kankovsky, Milan Kadlec, è diventato il leader della corsa.

sabato 12 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Adriano Malori si veste di rosa, a Rubiano la 6° tappa

GIRO D'ITALIA 2012 - 6° TAPPA

Urbino - Porto Sant'Elpidio, 210 km

Il colombiano Miguel Angel Rubiano Chavez ha vinto per distacco la 6° tappa del Giro d'Italia 2012. Il corridore dell'Androni Giocattoli ha salutato i compagni di fuga quando all'arrivo mancavano ancora 34 chilometri e non è stato più raggiunto. L'italiano Adriano Malori (Lampre) ha regolato il gruppetto degli altri fuggitivi, arrivati a 1 minuto e 10 secondi, diventando anche la nuova maglia rosa della corsa, visto che Navardauskas (Garmin), in difficoltà sin dai primi strappi di giornata, è arrivato al traguardo con quasi 16 minuti di ritardo. Alle spalle di Malori troviamo ora Michal Golas (Omega Pharma QuickStep), 3° oggi, a 15 secondi mentre 3° è Ryder Hesjedal (Garmin) a 17 secondi.
Da segnalare i primi ritiri della corsa con due nomi illustri, Thor Hushovd e Tyler Farrar, il velocista Romain Feillu e lo sfortunato Pablo Lastras (Movistar), caduto con Jack Bauer mentre era in fuga.

LA CORSA

Tappa difficile questa Urbino - Porto Sant'Elpidio con un continuo su e giù per gli Appennini, ben più dei 4 GPM segnalati, fino a terminare sul mare. Dopo 25 km partono in 11, Cesare Benedetti (NetApp), Adriano Malori (Lampre), Miguel Rubiano (Androni), Aleksandr Dyachenko (Astana), Dominique Rollin (FDJ), Pablo Lastras (Movistar), Michal Golas (Omega Pharma QuickStep), Luke Roberts (Saxo Bank), Jack Bauer (Garmin), Aleksandr Kuschynski e Gatis Smukulis (Katusha). La fuga nella prima parte di gara viene tenuta sotto tiro dal gruppo e sul Passo della Cappella il vantaggio non andava oltre i 4 minuti e mezzo sul gruppo tirato dalla Liquigas. La maglia rosa Navardauskas ha subito patito le salite, continuando a staccarsi e a rientrare e finendo per mollare sulla salita di Montelupone. Il gruppo di testa ha iniziato ad assottigliarsi sui muri successivi finché Rubiano ha rotto gli indugi andandosene sul muro di Montegranaro, staccando definitavamente gli altri compagni di fuga rimasti ancora davanti, Malori, Golas, Dyachenko e Benedetti. Dietro ai fuggitivi, gruppo fin troppo tranquillo con gli uomini Farnese e BMC davanti a tirare soltanto negli ultimi 40 km, troppo pochi per pensare di ricucire lo strappo. Dopo la salita di Montegranaro ha provato un velleitario attacco Pozzato mentre sulla salita di Santa Lucia ci hanno provato prima Gianluca Brambilla (Colnago) e poi Giovanni Visconti (Movistar) ma senza grandi speranze di riacciufare i fuggitivi, distanti ancora 4 minuti a 20 chilometri dall'arrivo. Rubiano ha proseguito la propria cavalcata trionfale durata circa 35 chilometri giungendo per primo sul traguardo mentre Malori regolava Golas, Dyachenko e Benedetti per il secondo posto, con il gruppo dei migliori poco distante a 1 minuto e 51 secondi. La maglia rosa ha tagliato il traguardo dopo 15 minuti e 40 secondi, mentre il gruppetto dei velocisti ha evitato il fuori tempo massimo arrivando dopo 33 minuti e 12 secondi.

IL COMMENTO

Davanti all'impresa di Rubiano Chavez bisogna solo togliersi il cappello. Grandissima gara del colombiano, primo su tutti i GPM di giornata e capace di staccare i compagni di fuga senza troppe difficoltà e di resistere nel tratto finale in pianura.
Secondo posto magico per Adriano Malori che gli vale la maglia rosa, un sogno per qualsiasi italiano. Il corridore della Lampre ha tenuto duro in una tappa che per lui poteva considerarsi impegnativa dimostrando buona resistenza anche in salita e venendo premiato con l'effige del primato.
Delusione piena per tutti gli uomini favoriti di giornata, Pozzato, Ballan, Visconti, etc. La tappa sembrava una grande classica e così era da interpretare. La tattica giusta era attaccare e mettere la squadra alla frusta per sfiancare gli avversari e i fuggitivi ma tutti sono rimasti fin troppo coperti arrivando negli ultimi chilometri con molti avversari ancora relativamente freschi e i fuggitivi troppo distanti. Un errore che si ripete per i nostri portacolori che sembrano sempre aspettare qualche attimo di troppo nelle gare che contano di più.
Tutto tranquillo per gli uomini di classifica con l'unica eccezione di Matteo Carrara (Vacansoleil), uomo che poteva puntare a entrare nei 10 e arrivato con 20 minuti di ritardo dopo una caduta.

IL VINCITORE

Miguel Angel Rubiano Chavez, classe '84, colombiano, al primo anno con l'Androni Giocattoli, ha già militato per altre squadre italiane iniziando la propria carriera da professionista nel 2006 con la Ceramica Panaria. Ottimo scalatore e con un pericoloso spunto veloce, ha già collezionato in carriera numerosi piazzamenti in alcune corse di un giorno italiane. Per lui, anche una squalifica per doping nel 2008 di 6 mesi.
La vittoria nella 6° tappa del Giro d'Italia è sicuramente la più prestigiosa della carriera visto che finora le vittorie più preziose erano il Tour de Hokkaido e una tappa del Tour de San Luis, entrambe l'anno scorso. Quest'anno, miglior piazzamento finora il 2° posto al Trofeo Laigueglia.

GLI ITALIANI

Un tifoso non può che essere deluso dei nostri portacolori. A inizio tappa avevano promesso di spaccare il mondo, di essere pronti per una vittoria, invece hanno deciso di rimanere coperti, di non fare tirare le proprie squadre tranne negli ultimi chilometri con la fuga lontana, e non hanno neanche provato attacchi importanti per provare almeno di rientrare sui fuggitivi all'inseguimento di Rubiano.
6 tappe e 6 sconfitte. Alcune previste come quella nel prologo, nella cronosquadre e dietro a un mostro delle volate come Cavendish. Oggi, si poteva fare di più.
Bene la Liquigas e bene la Lampre, davanti a tirare per tenere la corsa tranquilla e i capitani davanti in vista di tappe ben più importanti.
Benissimo Adriano Malori: è mancato nel prologo, si è riscattato oggi raggiungendo un traguardo che per la maggior parte dei corridori professionisti è e sarà inarrivabile, la maglia rosa.

RITORNO IN SELLA PER REBELLIN ALLA MERIDIANA KAMEN

Davide Rebellin, dopo una telenovela lunga tutta la prima parte della stagione, ha finalmente trovato casa per il 2012, andando a correre per le fila della croata Meridiana Kamen. Prima corsa il Giro di Grecia, da mercoledì prossimo.
Sempre per quanto riguarda il ciclomercato, lo svizzero Thomas Frei ha firmato un contratto per la Christina Watches. Per Frei si tratta del ritorno alle competizioni dopo la squalifica di 2 anni per doping.

LE ALTRE CORSE - SFUMA IL SUCCESSO PER BACCAILLE IN CINA, DEGENKOLB 1° AL TOUR DE PICARDIE

Al Tour de Picardie in Francia 1° tappa con arrivo in volata e successo per il tedesco John Degenkolb (Argos Shimano), giunto al 3° successo stagionale. Alle spalle del giovane classe '89 il giapponese Takashi Miyazawa (Saxo Bank) e il francese Sebastien Chavanel (Europcar).
In Francia, sorpresa nella 2° tappa del
Rhone-Alpes Isere Tour. A vincere è il francese Frederic Talpin, classe '81, della VC Caladois, al primo risultato in carriera in una corsa UCI. Con il gruppo compatto Talpin è scattato a 10 chilometri dal traguardo riuscendo a guadagnare una trentina di secondi mantenendone 6 fin sul traguardo, resistendo anche al muro finale che ha spaccato il gruppo. Alle sue spalle gruppetto dei migliori regolato da Sergey Rudaskov (Itera Katusha) e il leader Paul Poux (Saur Sojasun).
In Cina, sfuma per pochissimo il successo di Monia Baccaille nella classifica finale del Tour of Chongming Island. Nell'ultima tappa, dopo gli sprint intermedi con abbuoni, la Baccaille aveva mantenuto il vantaggio invariato sulla principale avversaria, l'australiana Melissa Hoskins, ma nello sprint finale l'atleta della GreenEDGE ha preceduto l'italiana andando a vincere la tappa e conquistando i 4 secondi in più di abbuono per vincere anche la classifica finale. Dispiacere per l'atleta della MCipollini, 2° in classifica generale per solo 1 secondo e 2° di tappa. Al 3° posto si è piazzata la belga Liesbet De Vocht, staccata di 26 secondi.
In Polonia, 2° tappa del Tour of Malopolska e vittoria per Pawel Cieslik (BGZ Bank), diventato anche il nuovo leader della corsa. Frazione molto dura con 5 GPM nel finale e corridori arrivati molto spezzettati al traguardo. Cieslik ha preceduto allo sprint Marek Rutkiewicz (CCC Polsat) mentre staccato di ben 2 minuti e 23 secondi è arrivato il 3° classificato, Mariusz Witecki, compagno di squadra di Cieslik.
In Malesia, vittoria in volata per Hariff Salleh nella 4°tappa della Jelajah Malaysia. L'atleta della Terengganu CT ha preceduto il giapponese Shinpei Fukuda (Aisan) e l'australiano Joel Pearson (Genesys Wealth Advisers). In classifica generale resta saldamente primo l'uzbeko Yusup Abrekov (Suren)
In Azerbaijan, successo nella 3° tappa dell'Heydar Aliyev Anniversary Tour per il russo Dmitry Vernidub (Samara) allo sprint sul leader della classifica generale, l'algerino Youcef Reguigui (Centre Mondiale du Cyclisme), e l'ucraino Maksym Vasilyev (ISD Donetsk). Classifica generale praticamente invariata.
In Iran, successo per lo spagnolo Javier Ramirez (Andalucia) nella 1° tappa dell'Azerbaijan Tour.

venerdì 11 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Mark Cavendish vince anche a Fano, 3° Bennati

GIRO D'ITALIA 2012 - 5° TAPPA

Modena - Fano, 209 km

Mark Cavendish ha vinto allo sprint la 5° tappa del Giro d'Italia 2012. Il corridore del Team Sky ha preceduto l'australiano Matthew Goss (Orica GreenEDGE) e Daniele Bennati (RadioShack), primo italiano a salire sul podio di una tappa del Giro di quest'anno.
Nessun cambiamento in classifica generale con il lituano Ramunas Navardauskas (Garmin Barracuda) saldamente al 1° posto. Escono di classifica Tyler Farrar e soprattutto Taylor Phinney, che a causa dell'ennesima caduta è arrivato al traguardo con 12 minuti di ritardo.

LA CORSA

Tappa per velocisti questa Modena - Fano anche se, dopo 160 chilometri di pianura, il tratto di costa tra Misano Adriatico e Pesaro era tutt'altro che piatto e banale.
Dopo pochi chilometri parte la fuga di giornata composta da Brian Bulgac e Olivier Kaisen (Lotto), Pierpaolo De Negri (Farnese Vini) e Alessandro De Marchi (Androni Giocattoli). Per i quattro massimo vantaggio intorno ai 6 minuti. Il gruppo nel finale, tirato dagli uomini della maglia rosa, riduce il distacco ma l'aumento della velocità provoca anche qualche caduta e a farne le spese è ancora Taylor Phinney. Sul tratto di strada panoramica, davanti se ne va De Marchi mentre dietro si mette in testa la Liquigas, facendo perdere le ruote del gruppo a velocisti come Bos, Guardini, Hushovd, Farrar e Ferrari.
Nel tratto in discesa verso Pesaro è l'Astana a mettersi a tirare per tenere davanti il capitano Kreuziger finché, tornati in pianura, sono le squadre dei velocisti a rimettersi in testa. Su tutte è la Sky la squadra più convincente e il treno per Cavendish funziona ancora perfettamente con Thomas che lancia il campione del mondo con il traguardo in vista. Per Cavendish lavoro semplice (o almeno per lui è così) e per Goss e Bennati c'è solo la possibilità di piazzarsi sul podio di giornata. Da segnalare gli squilli di Sacha Modolo (Colnago), 5°, Elia Favilli (Farnese Vini), 7°, e Manuel Belletti (AG2R), 8°.

IL COMMENTO

Impedirgli di fare la volata sembra davvero l'unico modo per fermare la striscia vincente di Mark Cavendish. Il campione del mondo sembra incontenibile, ancor più se la sua squadra riesce a farlo partire anche in testa. Goss ci ha provato a uscire ma è stato subito ricacciato indietro mentre Bennati, 3°, non si è neanche alzato sui pedali puntando direttamente a un piazzamento. Una facilità di vincere che ricorda molto quella di Mario Cipollini ai tempi d'oro, seppur con grandissime differenze di stili. A parte Goss, sembrano solo le cadute l'unica arma per contrastare questo Cavendish.

GLI ITALIANI

Italia protagonista nella 5° tappa del Giro d'Italia. Dopo la fuga di De Negri e De Marchi, gli azzurri riescono a piazzarsi bene in volata nonostante l'assenza di Ferrari e Guardini. Ottimo piazzamento per Daniele Bennati (RadioShack), sicuramente non brillantissimo ma corridore solido. Incoraggianti il 5° posto di Modolo e l'8° di Belletti mentre il processo di crescita di Elia Favilli sembra continuare nel migliore dei modi con il 7° posto del giovane atleta della Farnese Vini, reduce da una campagna del Nord eccezionale e dal "salto" sopra Cavendish nella 3° tappa.
Nelle classifiche generali, Alfredo Balloni mantiene per un altro giorno la maglia azzurra del leader dei GPM.

LE ALTRE CORSE - MONIA BACCAILLE VINCE IN CINA

Importante successo per Monia Baccaille nella 2° tappa del Tour of Chongming Island in Cina. L'atleta della MCipollini Giambenini ha preceduto allo sprint l'australiana Chloe Hosking (Specialized) e l'americana Shelley Olds (AA Drink). Per la Baccaille, grazie agli abbuoni, primo posto anche in classifica generale a una sola tappa dal termine della corsa.
In Francia, successo per Paul Poux nella 1° tappa del Rhone-Alpes Isere Tour. Il corridore della Saur Sojasun ha sfruttato il percorso vallonato per attaccare i compagni di fuga e andare a vincere con 28 secondi sul primo gruppetto inseguitore, regolato da Romain Hardy (Bretagne Schuller) e Kevin Reza (Europcar).
In Polonia, arrivo in volata nella 1° tappa del Tour of Malopolska. Al primo posto si è piazzato Mariusz Wiesiak (Nazionale Polacca), 2° Tomasz Smolen (Bank BGZ) e 3° Bartlomiej Matysiak (CCC Polsat). Wiesiak è diventato anche il primo leader della corsa.
In Malesia, 3° tappa della Jelajah Malaysia contraddistinta da una fuga con il corridore di casa Mohd Shahrul Mat Amin (Terengganu) che si è imposto in volata sull'indonesiano Dani Lesmana (Polygon Sweet Nice) mentre l'altro malese Muhamad Othman (Nazionale Malesia) è arrivato 3° a 21 secondi. Il gruppo, disinteressato a riprendere la fuga, è arrivato 1 minuto e 58 secondi dal vincitore. Rimane leader della corsa l'uzbeko Yusup Abrekov (Suren).
In Azerbaijan, lo spagnolo
Diego Rubio ha vinto la 2° tappa del Heydar Aliyev Anniversary Tour. Il corridore della Diputacion de Avila, sfruttando un tracciato molto duro e con 3 GPM, ha preceduto di 12 secondi il giovane algerino Youcef Reguigui (Centre Mondiale), già vincitore di una tappa al Terre di Toscana, e di 13 secondi il lituano Zydrunas Savickas (Gediminas Gruodis), mentre il quarto classificato è giunto a più di 1 minuto di ritardo. Grazie alla buona prova nella cronosquadre, Reguigui è diventato il nuovo leader della corsa. Alle sue spalle il russo Kirill Yatsevich (Itera Katusha), staccato di 43 secondi, e il kazako Baktiyar Kozhatayev, in ritardo di 48 secondi, mentre lo spagnolo Rubio si è portato a 52 secondi di ritardo conquistando il 4° posto in graduatoria.

giovedì 10 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Garmin Barracuda vince la cronosquadre a Verona, Navardauskas primo lituano in maglia rosa

Giro d'Italia 2012 - 4° tappa

Cronosquadre Verona - Verona, 33,2 km

La Garmin Barracuda ha vinto la 4° tappa del Giro d'Italia 2012 facendo registrare il miglior tempo nella prova a squadre. La squadra statunitense ha preceduto di 5 secondi la Katusha e di 22 secondi l'Astana e la Saxo Bank. In virtù di questi risultati il nuovo leader della corsa è diventato il giovane lituano Ramunas Navardauskas che precede in classifica altri 3 compagni di squadra, Farrar, Hunter e Hesjedal. 10° posto per la BMC della maglia rosa Taylor Phinney, ora 5° in classifica generale a 13 secondi dal nuovo capofila.

IL COMMENTO

La cronosquadre si conferma una prova da specialisti, nonostante il percorso non fosse completamente pianeggiante. Ai primi posti della classifica si sono piazzate le squadre più attese con la grande sorpresa del 2° posto della Katusha, inaspettata protagonista di una prova che non sembrava alla loro portata. Controprestazione per Sky e BMC, 9° e 10°, che dovevano occupare con la Garmin i primi tre posti della classifica e che invece hanno ottenuto un risultato anonimo. Attenuante per la BMC le condizioni di Phinney, tre punti di sutura al piede, e un'escursione sull'erba che poteva costare cara al giovane statunitense. Inghippo anche per l'Androni, terz'ultima, che ha dovuto aspettare Rujano causa foratura ai -5.
Da notare che l'uomo meglio piazzato in classifica per la Garmin era il danese Alex Rasmussen, staccatosi dopo pochi chilometri dall'inizio della prova.
Giusto per le statistiche, 4° vittoria su 4 di un paese anglofono dopo i successi di Phinney, Cavendish e Goss, giusto per sottolineare in che direzione si sta spostando il ciclismo professionistico.

GLI UOMINI DI CLASSIFICA

Il vincitore morale della cronosquadre è Joaquin Rodriguez. Lo spagnolo della Katusha è stato il migliore, con la squadra, tra i favoriti per la classifica generale ed è riuscito addirittura a guadagnare secondi in una prova che sembrava a lui sfavorevole. Il team russo è riuscito a infliggere 17 secondi all'Astana di Kreuziger, 21 secondi alla Liquigas di Basso, 24 secondi alla Radioshack di Frank Schleck, 29 secondi alla Lampre di Scarponi e Cunego e 1 minuto e 39 secondi all'Androni di Rujano.
La classifica generale ora vede il pericoloso Ryder Hesjedal (Garmin) 4° a 11 secondi da Navardauskas, il compagno Vandevelde a 26 secondi mentre Joaquin Rodriguez si ritrova 10° a 30 secondi da Navardauskas. Lo spagnolo può già contare 10 secondi su Kreuziger, 17 secondi su un ottimo Basso, 28 secondi su Uran (Sky), 39 secondi su Frank Schleck, 49 secondi su Cunego e 52 secondi su Scarponi e un grande vantaggio sugli altri 2 pesi leggeri, Rujano (a 2 minuti e 1 secondo) e Gadret (2 minuti e 13 secondi).
Una situazione che nessuno alla partenza poteva immaginare per Rodriguez, scalatore che in certe salite può far davvero male. Da sottolineare comunque l'inizio di Basso, probabilmente mai così in alto in classifica negli ultimi anni all'inizio di un grande giro. Speriamo che il varesino confermi quello che sembra un ottimo stato di forma, suo e della sua squadra.

IL VINCITORE

Per la squadra statunitense Garmin Barracuda si tratta della 9° vittoria stagionale, la seconda cronosquadre dopo il successo al Tour of Qatar, mentre in quella della Tirreno Adriatico si era dovuta accontentare del 3° posto dietro GreenEDGE e RadioShack.
Un breve cenno al palmares della nuova maglia rosa Ramunas Navardauskas, giovane lituano classe '88, giramondo del pedale dal Belgio al Kazakistan fino agli Stati Uniti.
Nella sua breve carriera da professionista troviamo già 2 titoli lituani in linea, uno nel 2007 e uno l'anno scorso, una vittoria nella Liegi Bastogne Liegi per Under 23 e, quest'anno, due 8° posti al Tour of Qatar e al Tour of Oman.

GLI ITALIANI

Buona prestazione della Liquigas, 7° a 26 secondi, e della Lampre, 12° a 34 secondi. Discreta quella della Farnese Vini che senza uomini da classifica si piazza 14° a 59 secondi. Deludente ma giustificata l'Androni, 20° a 1 minuto e 44 secondi, mentre la Colnago si piazza poco sopra, 19° a 1 minuto e 12 secondi, anche se questo distacco poteva essere preventivabile.
In classifica generale resiste Manuele Boaro (Saxo Bank) 6° a 19 secondi dal leader mentre tra gli uomini di classifica si conferma tra i primi Ivan Basso (Liquigas), preceduto da Dario Cataldo e Marco Pinotti, entrambi in ritardo di 37 secondi. Resistono bene Cunego e Scarponi mentre Domenico Pozzovivo perde un po' di terreno nonostante il buon prologo e si ritrova a 1 minuto e 49 secondi dalla maglia rosa.

LE ALTRE CORSE - FIVE RINGS OF MOSCOW A BOEV, IN MALESIA SPUNTA CRAWFORD

Successo finale per Igor Boev alla Five Rings of Moscow. Il corridore della Itera Katusha ha preceduto di 1 secondo in classifica il serbo Ivan Stevic (Salcano - Arnavutkoy) grazie a uno sprint con abbuoni dove ha preceduto proprio lo stesso Stevic. 3° posto finale, a 11 secondi, per il tedesco Dirk Muller della Nutrixxion. Per Boev si tratta della 6° vittoria stagionale, impreziosita anche dei successi nella Mayor Cup e nel GP de la Ville de Nogent-sur-Oise in Francia.
Nell'ultima tappa, volata vincente per lo sloveno Luka Mezgec (Sava) che ha preceduto allo sprint il tedesco Michael Schweizer (Nutrixxion) e il russo Leonid Krasnov (RusVelo).
In Malesia, fuga vincente per l'australiano Jai Crawford nella 2° tappa della Jelajah Malaysia. Il corridore della RTS ha preceduto allo sprint il giapponese Yasuharu Nakajima (Aisan), gli indonesiani Tonton Susanto e Dadi Suryadi (Putra Perjuangan) e l'uzbeko Yusup Abrekov (Suren), mentre il gruppo è arrivato al traguardo dopo 3 minuti e 8 secondi. Proprio Abrekov è diventato il nuovo leader della corsa con 21 secondi su Crawford e 23 su Nakajima.
In Azerbaijan, vittoria dell'Itera Katusha nella cronosquadre inaugurale dell'Heydar Aliyev Anniversary Tour. La squadra russa ha preceduto di 5 secondi l'Astana Continental e di 16 secondi il Team Specialized Concept Store. Grazie alla vittoria della sua squadra, il primo leader della classifica è Alexander Grigoriev.
In Marocco, la terza prova in linea della Challenge du Prince, il Tropheé de la Maison Royale, è andata al marocchino Abdelatif Saadoune che ha preceduto allo sprint il connazionale Tarik Chaoufi, vincitore della prima gara, mentre Reda Aadel, vincitore della seconda gara, regolava un gruppetto per il 3° posto.

mercoledì 9 maggio 2012

Matteo Pelucchi vince l'ultima tappa della 4 Giorni di Dunkerque, classifica a Engoulvent

Giornata senza Giro d'Italia quella appena trascorsa. In attesa di vedere la grande sfida a squadre di Verona (ricordatevi anche che quest'anno si assegnerà un titolo del mondo in questa specialità), è la 4 Giorni di Dunkerque a tenere banco.

ENGOULVENT VINCE LA 4 GIORNI DI DUNKERQUE

Il francese Jimmy Engoulvent ha vinto la 58° edizione della 4 Giorni di Dunkerque. Il corridore della Saur Sojasun si è imposto nella corsa francese gestendo il vantaggio accumulato nella 3° tappa nelle ultime due frazioni, specialmente nella 4° tappa vinta dal ceco Stybar. Per Engoulvent si tratta della vittoria più importante della carriera nonché i primi due successi della stagione.
Alle spalle del francese si sono piazzati il ceco Zdenek Stybar (Omega Pharma Quickstep) a 42 secondi e il tedesco John Degenkolb (Argos Shimano) a 45 secondi. Da segnalare anche la buona prova del giovane colombiano Carlos Alberto Betancur (Acqua & Sapone), 4° a 1 minuto e 3 secondi che ha preceduto in classifica due mostri sacri francesi come Voeckler e Fedrigo.
L'ultima tappa ha visto il trionfo in volata dell'italiano Matteo Pelucchi (Europcar) che ha anticipato al fotofinish Degenkolb, partito molto presto e rimontato dall'italiano sulla linea del traguardo. 3° posto per l'altro italiano Danilo Napolitano (Acqua & Sapone). Successo importante per il giovane Pelucchi, al primo successo stagionale e al secondo da professionista dopo la Clasica de Almeria dell'anno scorso in maglia Geox.

NIBALI 2013: LIQUIGAS SI O LIQUIGAS NO?

Domanda leggitima che sta infiammando il ciclomercato in questa primavera. Dopo le voci che davano il siciliano praticamente già all'Astana, la Liquigas ha voluto replicare dicendo che nessuna trattativa ufficiale per il rinnovo del contratto verrà affrontata prima del 1° agosto 2012, in pieno rispetto del regolamento dell'UCI.
Un comunicato che sembra mettere la parola fine al rapporto Vincenzo Nibali - Liquigas. Un rapporto di amore e odio con il successo nella Vuelta a Espana ma anche tanti equivoci, come il dualismo Nibali - Basso e il recentissimo dualismo Nibali - Sagan che si è vissuto a inizio stagione.
Le qualità tecniche e gli ottimi risultati dell'italiano sia nei grandi giri che nelle classiche fanno di Nibali un atleta che potrebbe fare la fortuna di qualsiasi team World Tour, cosa che giustifica il baillamme di questi giorni intorno al suo nome.

LE ALTRE CORSE

In Russia, cambio al vertice della Five Rings of Moscow. Dopo la 4°tappa, in virtù dei migliori piazzamenti, Igor Boev (Itera Katusha) ha preso il comando della classifica generale superando il serbo Ivan Stevic, 2° con lo stesso tempo di Boev. La frazione è andata in volata al russo Konstantin Yakimov (Udmurtia) che ha preceduto i connazionali Leonid Krasnov (RusVelo) e Sergey Nikolaev (Samara).
In Malesia, successo del giapponese Shinichi Fukushima nella 1°tappa della Jelajah Malaysia. Il portacolori della Terengganu ha preceduto in uno sprint ristretto il neozelandese Michael Torckler (Pure Black) e l'indonesiano Hari Fitrianto (Polygon Sweet Nice), 4° Zagorodniy e 5° Andrey Mizourov.
In Marocco, prime due prove della Challenge du Prince: il Tropheé Princier è andato a Tarik Chaoufi (Marocco) sull'algerino Abdelmalek Madani e sull'altro marocchino Essaid Abelouache. La seconda prova, il Tropheé de l'Anniversaire, è stata vinta in uno sprint ristretto dal marocchino Reda Aadel sui connazionali Adil Jelloul e lo stesso Chaoufi, con il primo inseguitore arrivato a più di 1 minuto di ritardo.

martedì 8 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Matthew Goss vince la 3°tappa, carambola nel finale con a terra Cavendish e Phinney

GIRO D'ITALIA 2012 - 3°TAPPA

Horsens - Horsens (Danimarca), 190 km

L'australiano Matthew Goss ha vinto la rocambolesca volata che ha concluso la 3° tappa del Giro d'Italia 2012. Il corridore della GreenEDGE, guidato perfettamente dal proprio treno, ha preceduto l'argentino Juan José Haedo (Saxo Bank) e lo statunitense Tyler Farrar (Garmin). Lo sprint è stato caratterizzato dall'ennesima caduta di questi giorni, provocata dall'italiano
Roberto Ferrari (Androni) che ha cambiato traiettoria andando vistosamente e pericolosamente verso destra, toccando la ruota anteriore di Mark Cavendish (SKY) che ha innescato il capitombolo generale. Tra gli altri, a farne le spese maggiori è stata la maglia rosa Taylor Phinney (BMC), che ha raggiunto la linea del traguardo dopo svariati minuti a terra. Per lui, dopo aver comunque festeggiato sul podio la propria maglia rosa, trasferimento a Verona e controlli in ospedale, con la speranza che la caviglia gonfia guarisca miracolosamente.

LA CRONACA

Tappa pianeggiante la Horsens - Horsens che ha concluso la campagna danese del Giro d'Italia. Profilo classico, un dentello di 4° categoria a metà percorso e circuito finale cittadino. Prima di partire, minuto di silenzio dedicato allo scomparso Wouter Weylandt, deceduto l'anno scorso proprio al Giro d'Italia, al quale la tappa è stata dedicata.
Dopo pochi chilometri sei uomini sono riusciti a prendere il largo, Miguel Minguez Ayala (Euskaltel), Martijn Keizer (Vacansoleil), Alfredo Balloni (Farnese Vini), Ramunas Navardauskas (Garmin), Reto Hollenstein (NetApp) e Mads Christensen (Saxo Bank). Vista la presenza di Navardauskas, distante soli 22 secondi dalla maglia rosa, la BMC di Phinney ha tenuto chiusa la corsa lasciando un vantaggio massimo di soli 3 minuti e 52 secondi ai fuggitivi. Ai 37 dall'arrivo Christensen ha salutato la compagnia degli altri fuggitivi, rimanendo in avanscoperta per qualche altro chilometro, ma il ricongiungimento era ormai inesorabile. Come nella tappa precedente, al contrattacco si è lanciato Lars Bak (Lotto): per lui vantaggio massimo di 15 secondi, ripreso ai -11.
La colorata sfilata dei treni per i velocisti si è lanciata a tutta fin sul traguardo, con il team di Goss che ha preso davanti l'ultimo chilometro. L'australiano è riuscito a partire in testa tenendo a bada Haedo e Farrar mentre Roberto Ferrari cambiava traiettoria tirando giù Cavendish e la maglia rosa Phinney.

IL COMMENTO

Tappa fotocopia della precedente, lunga fuga, gruppo attento soprattutto a evitare le cadute, contrattacco di Bak e volata con caduta per il gran finale. Questa volta la GreenEDGE ha fatto valere la classe e la potenza del suo treno, portando Goss in prima posizione. Per l'australiano è stato semplice contrastare gli avversari, tenendo dietro nell'ordine Haedo, Farrar e Demare. Peccato per Cavendish, non era nelle prime posizioni ma è abituato a vincere anche partendo più indietro. Finalmente un piazzamento nei 10 per Guardini che continua a essere troppo indietro quando la volata viene lanciata, e un incoraggiante 7° posto per Kristoff, finito a terra nella 2° tappa e oggi piazzato. Sfortuna nera per Phinney: dopo l'inconveniente meccanico di ieri, oggi è finito a terra rialzandosi con difficoltà, ma ha dimostrato una volontà di ferro, caratteristica dei grandi campioni di questo sport.

IL VINCITORE

Come tutti gli altri velocisti, anche l'australiano Matthew Goss può ritenersi un po' sfortunato nell'essere nato durante la generazione di Mark Cavendish. Eppure il corridore della GreenEDGE è riuscito a ritagliarsi il suo spazio, vincendo e convincendo con il passare degli anni. Insieme all'assente Greipel, sembra l'unico in grado di impensierire il campione del Mondo negli sprint di gruppo compatto.
A seguire, un breve palmares:

1 Milano Sanremo
2 tappe al Giro d'Italia
1 GP Ouest Plouay
1 Parigi Bruxelles
1 Philadelphia International Championship
Campione del Mondo su Pista nell'Inseguimento a squadre (2006)
Vicecampione del Mondo a Copenhagen 2011
1 GP Liberazione

GLI ITALIANI

Dopo le prime tre tappe in terra danese, mi vien da pensare che il lato positivo è che nessuno dei leader è caduto e ha perso secondi. Per il resto, anche oggi dobbiamo accontentarci di una fuga dell'ottimo Alfredo Balloni e del 10° posto di Andrea Guardini (entrambi Farnese Vini). Nota negativa il fatto che è stato proprio un italiano, Roberto Ferrari, a causare la caduta durante lo sprint, e che gli altri siano rimasti coinvolti perché già in posizione sfavorevole per la volata o per un piazzamento sul podio.
Speriamo che, arrivati in Italia, riusciremo a conquistare qualcosa di più di una seppur prestigiosa maglia Azzurra dei GPM con Balloni.

LE ALTRE CORSE - IMPRESA STYBAR ALLA 4 GIORNI DI DUNKERQUE

Un numero di alta scuola quello del ceco Zdenek Stybar nella 4° tappa della 4 giorni di Dunkerque. Il corridore dell'Omega Pharma QuickStep, chiusa la stagione di cross, è riuscito a staccare tutti sul muro finale di Cassel precedendo di 10 secondi il colombiano Carlos Alberto Betancur (Acqua & Sapone) e di 15 secondi un gruppetto regolato da Thomas Voeckler (Europcar). Proprio i primi tre dell'ordine d'arrivo sono stati gli animatori del finale di tappa, andando a ripetizione all'attacco nei chilometri finali. Ma è stato Stybar, sul muro finale in pavé, a staccare tutti senza lasciar speranza di rientrare a nessuno dei suoi inseguitori. Giornata difficile per il leader Jimmy Engoulvent (Saur Sojasun) che è riuscito a mantenere la maglia grazie al suo largo vantaggio, ora ridotto a 43 secondi su Stybar e a 51 secondi su John Degenkolb, arrivato con il gruppo di Voeckler al traguardo. Vantaggio confortante per il francese che ormai vede l'importante successo finale, il più prestigioso della sua carriera.
In Russia, Igor Boev dell'Itera Katusha ha vinto la 3°tappa della Five Rings of Moscow superando allo sprint lo sloveno Luka Mezgec (Sava) e il serbo Ivan Stevic (Salcano Arnavutkoy). Proprio Boev ha raggiunto in testa alla classifica Stevic, rimasto primo per i migliori piazzamenti. I due guidano la graduatoria con 8 secondi sul tedesco Dirk Muller (Nutrixxion).

lunedì 7 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Volata vincente per Mark Cavendish su Goss e Soupe

GIRO D’ITALIA2012 – 1°TAPPA
Herning – Herning (Danimarca) 206 km

Arrivo in volata per la prima tappa del Giro d’Italia 2012 eprima vittoria per il campione del Mondo Mark Cavendish. Lo sprinter della Skysi è imposto in un finale rocambolesco sull’australiano Matthew Goss(GreenEDGE) e sul sorprendente francese Geoffrey Soupe (FDJ). Primo degliitaliani Roberto Ferrari (Androni Giocattoli), 5°. L’americano Taylor Phinney(BMC), nonostante una noia meccanica ai -8 km, è riuscito a mantenere la magliarosa su Thomas (SKY) e Rasmussen (Garmin), mentre Cavendish, grazie ai 20secondi di abbuono, si è portato a 27 secondi dalla leadership.

LA CORSA

Profilo completamente pianeggiante per questa prima tappa inlinea della Corsa Rosa 2012. 206 chilometri con lo spauracchio del vento e untemibilissimo GPM di 4° categoria a metà strada. Appena dopo l’inizio dellacorsa sono tre i temerari che si sono avventurati all’attacco, l’italianoAlfredo Balloni (Farnese Vini), il belga Oliver Kaisen (Lotto) e il colombianoMiguel Angel Rubiano (Androni Giocattoli). Per il terzetto vantaggio massimointorno agli 11 minuti e mezzo e la soddisfazione per Balloni di vestire lanuova maglia azzurra come leader dei GPM.
Sotto il controllo Sky, sul tratto più temuto della corsa sul Mare del Nord, lafuga ha perso inesorabilmente secondi venendo risucchiata ai -40. Dopo pochichilometri ci ha provato Lars Bak (Lotto), atleta di casa, che è rimasto inavanscoperta per 25 chilometri venendo riassorbito dal gruppo tirato Sky,Liquigas e Astana.
Scongiurato il vento sulla costa e la pioggia che non si è vista, il gruppo atutta velocità si è infilato nel circuito finale pronto per la volata. Agli 8dall’arrivo, un imprevisto meccanico ha coinvolto la maglia rosa Phinney che haperso in un attimo 30 secondi, recuperati nell’arco di pochi chilometri graziea una minicronosquadre tutta BMC.
Negli ultimissimi chilometri la solita bagarre delle squadre dei velocisti nonha provocato fortunatamente cadute fino all’ultima curva prima del lungorettilineo finale dove una sbandata di Theo Bos (Rabobank) ha fatto caderemalamente Alexander Kristoff (Katusha), contuso alle costole e con una feritaal sopracciglio, e i nostri Guardini e Colbrelli, con il gruppo che si èfrazionato lasciando davanti una decina di corridori. Davanti il grande lavorodi Thomas per Cavendish e Hunter per Farrar ha lasciato coperti i due capitanimentre ha provato ad anticipare tutti Hushovd. Il norvegese è rimasto poco intesta superato dalla sorpresa Soupe (FDJ) che a sua volta è stato recuperato daCavendish e Goss che hanno chiuso nell’ordine, con il britannico campione delMondo festante sul traguardo.

IL COMMENTO

Prima volata di gruppo e primo successo per Cavendish. Vistala gamba del campione del Mondo e soprattutto della sua formidabile squadra,gli altri dovranno inventarsi qualcosa di diverso per batterlo. Thomas è statoimpressionante, ha portato il proprio capitano coperto fino al punto giusto,poi la classe e la potenza di Cavendish ha fatto il resto. L’australianoMatthew Goss conferma di essere un ottimo sprinter ma un gradino sotto ilbritannico, gli altri hanno ancora meno speranze. Un sussulto è arrivato daHushovd e Farrar che si sono fatti vedere davanti ma ai quali sembra che manchiqualcosa per potersi confrontare con i migliori. A causa della caduta nonabbiamo potuto vedere all’opera giovani come Guardini e Demare o velocistiattesi come Chicchi e lo stesso Bos, per loro possibilità di rifarsi giàdomani.
Per il resto della corsa, plauso alla bicicletta composta da trattori in movimentoe ai bei paesaggi della Danimarca, per il resto la classica tappa pianeggiantein stile Tour de France, fortunatamente con cadute che non hanno lasciato troppo il segno: a farne le spese Serpa dell'Androni che ha una frattura al quarto metacarpo della mano destra e che non dovrebbe prendere il via oggi.

IL VINCITORE

Di Cavendish si è detto di tutto e di più, quindi milimiterò a enunciare una breve parte del suo palmares, certo che un commento sudi lui potrò farlo nei prossimi giorni.
1 Campionato del Mondo in linea a Copenhagen (2011)
2 Campionati del Mondo su Pista nella Madison (2005-2008)
8 Vittorie al Giro d’Italia
20 Vittorie al Tour de France e 1 classifica a punti (2011)
3 Vittorie alla Vuelta di Spagna e 1classifica a punti (2010)
1 Milano Sanremo
3 Scheldeprijs Vlaanderen
1 Kuurne Bruxelles Kuurne

GLI ITALIANI

Giornata amara per gli italiani con l’unica nota positivadella maglia azzurra dei GPM di Alfredo Balloni (Farnese Vini), dopo unagiornata in fuga. In volata i velocisti più attesi sono rimasti tagliati fuori acausa della caduta con il solo Roberto Ferrari che è riuscito a concludere neiprimissimi arrivando 5° in rimonta e con Daniele Bennati subito dietro, 8°, arrivatostaccato dal “gruppetto” del vincitore.

LE ALTRE CORSE – FUGA VINCENTE E MAGLIA PER ENGOULVENT ALLA4 GIORNI DI DUNKERQUE

Domenica 6 Maggio
Numero di Jimmy Engoulvent alla 4 Giorni di Dunkerque. Il portacolori dellaSaur Sojasun, andato in fuga insieme ad altri cinque corridori a inizio tappa,ha vinto la 3°tappa della corsa riuscendo a vestire anche la maglia di leaderdella corsa. Engoulvent ha battuto allo sprint il compagno di fuga KevinLaloutte (Pomme Marseille) mentre gli altri fuggitivi sono arrivati a 20secondi di ritardo regolati da Benoit Jarrier (Veranda Rideau). Il gruppo ègiunto al traguardo a 1 minuto e 45 secondi con Matteo Pelucchi (Europcar)primo allo sprint per il 7° posto.
Il russo Sergey Firsanov ha vinto la Vuelta a la Comunidad de Madridimponendosi con ampio margine nella 2° e ultima tappa sul traguardo in salitadel Puerto de la Morcuera. Il corridore della RusVelo ha preceduto di quasi 2minuti il primo inseguitore, il colombiano Nairo Quintana (Movistar), 2° anchein classifica generale.
Finale di corsa anche in Polonia alla Szlakiem Grodow Piastowskich con la vittoria finale di Marek Rutkiewicz (CCC Polsat), leader dalla cronometro di ieri. Il polacco ha preceduto in classifica generale il tedesco Stefan Schumacher (Christina Watches) di 46 secondi e il compagno di squadra Mateusz Taciak di 1 minuto e 6 secondi. L'ultima frazione è andata al croato Radoslav Rogina (Adria Mobil) che ha preceduto i due compagni di fuga Jure Golcer (Tirol) e Matej Mugerli (Adria Mobil) con Marko Kump (Adria Mobil) 4° che regolava il plotone a 20 secondi di ritardo.
Fine della corsa anche negli Stati Uniti al Tour of the Gila con la vittoria finale dell'australiano Rory Sutherland (UnitedHealthcare), capace di mantenere la leadership sin dalla 1° tappa, incrementando il vantaggio sugli avversari nella cronometro della 3° tappa e resistendo nel tappone finale all'attacco di Chad Beyer (Competitive Cyclist), arrivato a soli 15 secondi di distacco da Sutherland partendo da un ritardo di 2 minuti e 38 secondi. Al 3° posto in graduatoria si è piazzato il promettente Joe Dombrowski, compagno di squadra di Lawson Craddock (Bontrager Livestrong) che ha vinto l'ultima frazione della corsa sul compagno di squadra Ian Boswell e Beyer.
In Russia, il tedesco Michael Schweizer (Nutrixxion) ha vinto in volata la 2°tappa della Five Rings of Moscow davanti al duo RusVelo formato da Leonid Krasnov e Alexander Mironov. Il serbo Ivan Stevic, 6° di giornata, è rimasto leader della corsa.
In Belgio, il sudafricano Reinardt Janse Van Rensburg (MTN) ha vinto allo sprint il Circuit de Wallonie confermando l'incredibile momento di forma che sta vivendo. Alle sue spalle si sono piazzati Kenneth Vanbilsen e Kevin Claeys con l'eterno crossista Sven Nys al 5° posto. Per il corridore della MTN si tratta dell'undicesima vittoria stagionale, la quinta in Europa dopo il Tour de Bretagne e la Ronde van Overijssel, confermandosi oggi uomo da tutti i terreni visto i suoi successi a cronometro, in salita e in volata.
In Olanda, l'Omloop der Kempen è stata vinta dal 41enne Nico Eeckhout (An Post - Sean Kelly) che ha regolato allo sprint un gruppetto di una decina di corridori. Alle sue spalle, piazze d'onore per il compagno di squadra Gediminas Bagdonas e per Yoeri Havik (De Rijke), 20 anni in meno di Eeckhout.
In Bulgaria successo per l'atleta di casa Stefan Hristov nel GP Dobrich II sul connazionale Vladimir Koev e l'ungherese Krisztian Lovassy.

domenica 6 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - Prima maglia rosa a Taylor Phinney (BMC), suo il prologo di Herning

GIRO D'ITALIA 2012 - PROLOGO

Herning (Danimarca) – 8.7 km

Con il prologo nella cittadina dello Jutland, in Danimarca, ha preso il via ieri la 95° edizione del Giro d’Italia.
E come da pronostico la vittoria è andata al giovane Taylor Phinney della BMC. Lo statunitense classe ’90 è letteralmente volato per le vie di Herning coprendo i quasi 9 km della corsa in 10 minuti e 26 secondi, staccando di 9 secondi il britannico Geraint Thomas della Sky e di 13 secondi il danese Alex Rasmussen della Garmin Barracuda. Primo degli italiani e quarto di giornata Manuele Boaro (Saxo Bank) a 15 secondi. Con questo successo Phinney ha vestito anche la prima maglia rosa della corsa.

LA CORSA

C’è poco da commentare sullo svolgimento della corsa visto che stiamo parlando di una cronometro, ma l’ordine d’arrivo può già dare tanti spunti di riflessione sia sul momento attuale del ciclismo sia sullo svolgersi futuro della corsa.
Analizzando velocemente i primi posti della classifica si nota subito la presenza massiccia di atleti che hanno fatto della pista terreno di caccia, primo fra tutti proprio lo stesso Phinney, vincitore nel 2009 e nel 2010 del titolo mondiale dell’Inseguimento, a seguire Thomas e Rasmussen. Deludente, invece, l’altro pistard Jack Bobridge, arrivato addirittura con un minuto di ritardo.
L’altro aspetto che risalta è la presenza di corridori di provenienze più disparate, dagli Stati Uniti all’Australia, dalla Nuova Zelanda alla Lituania, dalla Svezia al Portogallo, dalla Gran Bretagna alla Danimarca con l’Italia ben rappresentata da Boaro e Pinotti. Si nota la mancanza delle grandi potenze della vecchia Europa (Germania, Spagna, Francia, Belgio e Olanda), indice di un movimento che si sta spostando verso i paesi anglofoni.

GLI UOMINI DI CLASSIFICA

Il prologo di Herning è stato anche il primo banco di prova per testare la forma degli uomini che puntano alla vittoria finale.
Il migliore si è dimostrato il ceco Roman Kreuziger (Astana), 28° a 36 secondi di ritardo da Phinney. Chi, però, ha impressionato di più è stato Ivan Basso (Liquigas), 35° a 39 secondi in una prova non adattissima alle sue qualità di fondista, cosa che fa risultare la sua prova più che positiva. Molto bene anche Joaquin Rodriguez (Katusha) a 43 secondi, Rigoberto Uran (Sky) a 46 secondi e Domenico Pozzovivo (Colnago) a 55 secondi, tre scalatori che dovevano soprattutto difendersi e che invece hanno guadagnato qualcosa su rivali ben più accredati. Frank Schleck (RadioShack) ha contenuto i danni, arrivando a 59 secondi dietro Phinney, mentre il duo Lampre Cunego e Scarponi ha fatto leggermente peggio arrivando rispettivamente a 1 minuto e 3 secondi e a 1 minuto e 6 secondi. Concludono la classifica dei favoriti José Rujano (Androni, a 1m7s) e John Gadret (AG2R, 1m16s).
Tra i primi di oggi, da segnalare per la classifica finale le prove di Pinotti (BMC), 8° a 24 secondi, Hesjedal (Garmin), 17° a 29 secondi, e Cataldo (Omega QuickStep), 19° a 31 secondi.

IL VINCITORE

Per gli appassionati di ciclismo il nome di Taylor Phinney circola già da qualche anno. Pur essendo soltanto del 1990, l’americano può già vantare 2 mondiali su pista nell’Inseguimento (2009-2010), 1 mondiale a cronometro U23 e un 3° posto in linea nello stesso anno, il 2010. Oltre che un ottimo cronoman, Phinney è competitivo anche in volate ristrette e ha già dimostrato di essere adatto per le classiche del Nord andando a vincere la Parigi Roubaix Under 23 nel 2009 e nel 2010.
Da segnalare anche le 4 vittorie nelle prime 4 tappe dell’Olympia’s Tour 2010, gara a tappe di prestigio che si svolge in Olanda per gli Under 23.
Da giorni Phinney aveva dichiarato di puntare a questo prologo e ha centrato il bersaglio. Ora, potrà tenere la maglia rosa per tutta la prima parte della corsa, cercando di incrementare il margine sugli avversari nella cronosquadre e provando a piazzarsi nelle volate. Un risultato importante per un talento cristallino, un talento del quale sentiremo parlare per molto tempo.

GLI ITALIANI

È stato il giovane cronoman Manuele Boaro della Saxo Bank a tenere alto il vessillo dell’Italia nel prologo di Herning, confermando i miglioramenti nelle prove contro il tempo già dimostrati nelle ultime corse tra cui il 2° posto al Circuit de la Sarthe un mese fa.
Alle sue spalle si è confermato Marco Pinotti (BMC), 8° a 24 secondi, mentre poco più indietro sono arrivato un ottimo Enrico Gasparotto (Astana), Dario Cataldo (Omega Pharma), Filippo Pozzato (Farnese Vini) e il giovane Giacomo Nizzolo (RadioShack). Ci si aspettava molto di più da Adriano Malori (Lampre), 25° a 33 secondi, e da Daniele Bennati (RadioShack), 65° a 49 secondi, che sembravano i due italiani più accreditati a un podio nel prologo.

LE ALTRE CORSE – DEGENKOLB VINCE LA 2°TAPPA ALLA 4 GIORNI DI DUNKERQUE

Non solo Giro d’Italia in questo Sabato 5 Maggio.
Alla 4 Giorni di Dunkerque in Francia, la 2°tappa è andata al tedesco John Degenkolb della Argos Shimano che ha bissato il successo del giorno prima battendo allo sprint il crossista Zdenek Stybar e Jerome Pineau (Omega Pharma QuickStep). Primo degli italiani Danilo Napolitano (Acqua & Sapone), 6° di tappa e 2° in classifica generale alle spalle di Degenkolb.
In Spagna, Jonathan Castroviejo (Movistar) ha vinto la 1° tappa della Vuelta a la Comunidad de Madrid superando a cronometro la coppia russa della Rusvelo Artem Ovechkin e Sergey Firsanov di 16 e 24 secondi.
In Polonia, alla Szlakiem Grodow Piastowskich, la cronometro del mattino è andata al corridore di casa Marek Rutkiewicz della CCC mentre la tappa del pomeriggio è stata vinta dal tedesco Tino Thomel della NSP in volata con Andrea Palini del Team Idea giunto al 3° posto. Rutkiewicz è diventato anche il leader della corsa.
In Olanda, il sudafricano Reinardt Janse Van Rensburg (MTN) ha vinto la Ronde van Overijssel con Wim Stroetinga (Koga) che ha preceduto tutti allo sprint nell’ultima frazione.
In Russia, il serbo Ivan Stevic ha vinto la prima tappa della Five Rings of Moscow.

sabato 5 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - I pronostici di Parliamo di Ciclismo


Il ciclismo è così. Non capisco perché ma è così. Su di me ha un fascino al quale non riesco a resistere.
È più di un anno che questo blog è fermo. I troppi impegni avevano preso il sopravvento. Ma l’inizio del Giro d’Italia, il fascino e il profumo della corsa Rosa, hanno richiamato la mia voglia di scrivere, anzi, di “parlare” di ciclismo.
E quindi si ricomincia, un’avventura che magari durerà poco, magari il tempo di tre settimane e poi nulla più. O magari molto di più.

Ma basta con le parole, lasciamo spazio alle sensazioni.

GIRO D’ITALIA – L’ANALISI DELLA CORSA

CHI PUÒ VINCERE?

Domanda da un milioni di dollari, soprattutto vista la lista partenti di quest’anno. Un grande, grandissimo favorito non c’è. Mancano i numeri uno (Evans e Contador su tutti) e quelli che ci sono per ora non hanno dimostrato grande condizione.
Favorito d’obbligo è Michele Scarponi (Lampre), campione uscente dopo la squalifica di Contador, che non vede l’ora di mangiare l’asfalto per dimostrare che un Giro se lo merita davvero. Al suo fianco ci saranno “gregari” che definire tali è limitativo, Damiano Cunego e Diego Ulissi. Cunego potrà recitare anche un ruolo di primo piano a livello di classifica generale, con la possibilità concreta di ripetere la doppietta Basso-Nibali di 2 anni fa sul podio. Scarponi può contare su un’ottima condizione, una preparazione improntata al Giro e una squadra solida, oltre a Cunego e Ulissi, con Niemec che l’anno scorso aveva preso il posto di Szmyd come motorino inesauribile.
Favorito numero 2 è sicuramente Ivan Basso (Liquigas). Finora non ha dimostrato eccessiva brillantezza ma al Romandia ha corso nell’ombra, migliorando di giorno in giorno. Basso è un diesel, se arriverà all’ultima settimana ancora in gioco, potrebbe diventare irresistibile. Szmyd, Agnoli, Capecchi e Damiano Caruso saranno i suoi angeli custodi in salita mentre Longo Borghini l’uomo di fiducia.
Dietro i due italiani si aprono scelte e nomi affascinanti: Frank Schleck (RadioShack), John Gadret (AG2R), Roman Kreuziger (Astana), José Rujano (Androni) e Joaquim Rodriguez (Katusha).
Il lussemburghese, in forma, sarebbe favorito al pari di Scarponi, ma la sua forma (e la sua voglia) è un mistero. Inserito all’ultimo, potrà contare su una squadra solidissima in pianura e con Rohregger, Zaugg e Bakelandts in salita. Gadret ha già sopreso l’anno scorso e un Giro come quest’anno può premiarlo ancora. Insieme a Dupont potrebbe anche diventare un’insidia per il podio. Kreuziger è la scommessa più grande di quest’anno, sembra maturato e pronto a far paura per il podio, in più può contare in salita su Tiralongo, Petrov, Seeldrayers e Dyachenko, non poco. Il venezuelano Rujano al Giro si trasforma, può contare in salita su una squadra devastante (Ochoa, Rubiano, Serpa, Sella e Rodriguez) che potrebbe far saltare la corsa. Rodriguez non ha ancora dimostrato di essere un uomo di altissima classifica nei Grandi Giri e gli anni passano, ma come per Gadret potrebbe anche trovare l’ispirazione giusta quest’anno.
Il podio dovrebbe giocarsi tra gli uomini citati sopra. Sotto di loro, il primo è Domenico Pozzovivo (Colnago): ha una squadra al livello dell’Androni in salita (Brambilla e Pirazzi su tutti) e sembra essere molto convinto delle sue possibilità. Deve superare le prime tappe senza farsi male e scoraggiarsi: si può seguire lo stesso discorso di Basso, se arriva all’ultima settimana in gioco, può diventare pericoloso.
Marco Pinotti (BMC), Marzio Bruseghin (Movistar), Sandy Casar (FDJ), Ryder Hesjedal (Garmin), Juan Manuel Garate (Rabobank), Matteo Carrara (Vacansoleil) e Bartosz Huzarski (NetApp) possono giocarsi la Top 10.
Tra i giovani presenti in gara, occhi puntati su Rigoberto Uran e Sergio Henao (Sky), Mikel Nieve (Euskaltel) e il nostro Dario Cataldo (Omega Pharma): i primi 3 avranno la responsabilità di fare classifica per la prima volta e le qualità non mancano, Cataldo invece può puntare al salto di qualità, dimostrandosi un corridore da Grandi Giri e non più solo un cacciatore di tappe.

LE VOLATE

Se per la classifica generale non c’è un vero e proprio favorito assoluto, la stessa cosa non si può dire per gli sprint. Mark Cavendish (Sky), campione del mondo in carica, è il velocista più forte del mondo, ha la squadra più forte, costruita attorno a lui. Unico vero dubbio, la condizione fisica, ma il britannico ha già dimostrato più volte di saper vincere anche senza essere il più in forma.
A contrastare Cavendish ci proveranno in molti. I più accreditati sono Matthew Goss (GreenEDGE) e il duo Rabobank formato da Mark Renshaw e Theo Bos. Tutti e 3 sono usciti bene dal Giro di Turchia e hanno tutti qualcosa da dimostrare. Goss vuole dimostrare di essere all’altezza di Cavendish, Renshaw che non è solo un grandissimo apripista e Bos che può essere il migliore anche su strada.
Sembrano un gradino sotto Sacha Modolo (Colnago), Daniele Bennati (RadioShack), J.J. Haedo (Saxo Bank) e Francesco Chicchi (Omega Pharma). Modolo ha vinto poco quest’anno ma si è preparato bene per il Giro, Bennati ha dichiarato che punterà di più sulle cronometro, chissà che non faccia da apripista per il giovane Giacomo Nizzolo, Haedo insieme al fratello Lucas proverà a piazzare la zampata, mentre Chicchi sembra quello più pericoloso, soprattutto dopo una stagione finora trionfale.
Attenzione a Thor Hushovd (BMC) e Tyler Farrar (Garmin), non più molto vincenti in volata ma dotati di grande classe ed esperienza, a Manuel Belletti (AG2R), Roberto Ferrari (Androni) e Romain Feillu (Vacansoleil).
Menzione a parte per tre giovani: Andrea Guardini (Farnese Vini), Arnaud Demare (FDJ) e Alexander Kristoff (Katusha). Guardini è chiamato a fare il salto di qualità, è al suo primo Giro ma può far bene fin da subito. Demare è il campione Under 23 in carica, è fortissimo, vince anche andando in fuga, può davvero dimostrare di essere l’astro nascente degli sprint. Kristoff è un outsider, non è uno sprinter di prima fascia ma in finale nervosi e difficili può resistere e farsi trovare pronto.

ALL’ATTACCO

Il Giro di quest’anno potrà contare anche su uomini molto adatti alle classiche. Difficile dire chi potrà vincere ma sicuramente i fari di questa “categoria” sono Filippo Pozzato (Farnese Vini) e Alessandro Ballan (BMC), vincenti pochi giorni fa. Insieme a loro inserirei il duo Astana Enrico Gasparotto – Simone Ponzi, Juan Antonio Flecha (Sky), Matteo Tosatto (Saxo Bank), Oscar Gatto (Farnese) e Thomas De Gendt (Vacansoleil).
Meritano un discorso a parte Fabio Felline (Androni), Enrico Battaglin (Colnago), Elia Favilli (Farnese Vini) e Gianni Meersman (Lotto). I quattro hanno caratteristiche abbastanza simili, sono giovani, resistono benissimo in salita e hanno un’ottima volata. Felline e Meersman potrebbero regolare facilmente un gruppetto di una quarantina di atleti, Favilli può anche arrivare con i migliori in tappe più simili alle classiche del Nord, mentre Battaglin ha una sparata “alla Gilbert” che può sfruttare negli ultimi 500 metri, magari in leggera salita.
Altri nomi sparsi sono Matteo Montaguti (AG2R), Mauro Santambrogio (BMC), lo spagnolo Jon Izagirre (Euskaltel), Jens Keukeleire (GreenEDGE), Giovanni Visconti (Movistar) e il duo NetApp Cesare Benedetti – Jan Barta.

CONTRO IL TEMPO

Il prologo iniziale sarà caccia grossa per velocisti specialisti e pistard. Oltre ai già citati Bennati, lo stesso Cavendish, Hushovd e De Gendt, sono tanti i favoriti per le cronometro del Giro e per la prima maglia rosa.
Da molti viene indicato come favorito numero 1 Taylor Phinney (BMC), talento cristallino della BMC, classe ’90, ottimo proprio nei prologhi ma atleta che sembra ancora in crescita. Alle sue spalle da tenere d’occhio Alex Rasmussen (Garmin) e Jack Bobridge (GreenEDGE), pistard che su una cronometro breve possono diventare imbattibili, specialmente il primo che gioca in casa. Non dimentichiamoci di altri specialisti come Geraint Thomas (Sky, forse troppo sottovalutato), Gustav Erik Larsson (Saxo Bank) e dei giovani Michal Kwiatkowski (Omega Pharma) e Jesse Sergent (Radioshack).
L’Italia, oltre a Pinotti e Bennati, schiera Adriano Malori (Lampre), più adatto a vincere la cronometro finale rispetto al prologo, ma sicuramente uomo adatto alle prove contro il tempo di qualsiasi lunghezza.

COSA VEDREMO?

Battaglia, tutti i giorni. Non essendoci favoriti certi, gli attacchi dovrebbero essere all’ordine del giorno, in salita, in pianura, in discesa. Lo spettacolo non mancherà, questo è certo.
Gli uomini copertina, per vari motivi, sono Scarponi, Basso, Cavendish e Frank Schleck. I primi due sembrano i favoriti per la classifica finale, Cavendish l’uomo da battere nelle volate, Schleck l’outsider dell’ultima ora: ricorda un po’ quel Contador arrivato al Giro per caso che si è ritrovato vincitore a Milano. Altra stoffa, lo ammetto, ma le sorprese sono sempre gradite e affascinanti.

sabato 26 febbraio 2011

Giro di Sardegna, 4°tappa a Sagan che diventa sempre più leader



Lo slovacco Peter Sagan ha vinto la quarta tappa del Giro di Sardegna precedendo in volata Manuel Belletti della Colnago CSF Inox e Roberto Ferrari dell'Androni Giocattoli, aumentando anche il suo vantaggio in classifica generale che ora è di 14 secondi su Cunego e di 16 secondi su Serpa.

ORDINE D'ARRIVO
1° Peter Sagan (Svk) Liquigas
2° Manuel Belletti (Ita) Colnago Csf Inox s.t.
3° Roberto Ferrari (Ita) Androni Giocattoli s.t.
4° Ben Swift (Gbr) Gran Bretagna s.t.
5° Alessandro Petacchi (Ita) Lampre ISD s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Peter Sagan (Svk) Liquigas
2° Damiano Cunego (Ita) Lampre ISD a 14''
3° José Serpa Perez (Col) Androni Giocattoli a 16''
4° Emanuele Sella (Ita) Androni Giocattoli a 28''
5° Ben Hermans (Bel) Team Radioshak a 32''

venerdì 25 febbraio 2011

Kerman Tour, 1°tappa a Mehdi Sohrabi della Tabriz Petrochemical

L'iraniano Mehdi Sohrabi ha vinto la prima tappa del Kerman Tour, breve corsa a tappe che è appena iniziata in Iran. Il corridore della Tabriz Petrochemical, diventato anche il leader della classifica generale, ha preceduto allo sprint Hamid Shirisisan della Suren Cycling Team mentre il terzo classificato, arrivato a 43 secondi dal duo di testa, è stato Rasoul Barati. Per Sohrabi si tratta della prima vittoria stagionale.

ORDINE D'ARRIVO
1° Mehdi Sohrabi (Iri) Tabriz Petrochemical
2° Hamid Shirisisan (Iri) Suren Cycling Team s.t.
3° Rasoul Barati (Iri) a 43''
4° Markus Eibegger (Aut) Tabriz Petrochemical a 48''
5° Patrik Tybor (Svk) Dukla Trencin Merida a 50''

giovedì 24 febbraio 2011

Vuelta Independencia Nacional, 5°tappa ad Arriagada, in maglia va Manuel Medina


Arrivano le montagne nella quinta tappa della Vuelta Independencia Nacional e i corridori più forti iniziano a emergere. Alla ribalta sale decisamente la selezione nazionale del Venezuela ma alla fine, a spuntarla oggi, è stato il cileno Marco Antonio Arriagada della Mauricio Baez che in una volata ristretta ha battuto i venezuelani Manuel Medina, Carlos Ochoa e Tomas Gil. Un'altra grande prestazione per Arriagada dopo le vittorie al Tour de San Luis contro importanti atleti che corrono in Europa e alla Vuelta de Chile.
In classifica generale è Medina a salire al primo posto con 42 secondi su Arriagada, 49 su Ochoa e 53 su Gil. Ma domani ci saranno ancora salite e una frazione a cronometro di 10 chilometri e tutto verrà rimesso in discussione.

ORDINE D'ARRIVO
1° Marco Antonio Arriagada (Chi) Mauricio Baez
2° Manuel Medina (Ven) Venezuela s.t.
3° Carlos Ochoa (Ven) Venezuela a 1''
4° Tomas Gil (Ven) Venezuela s.t.
5° Freddy Piamonte (Col) EPM UNE a 1'13''

CLASSIFICA GENERALE
1° Manuel Medina (Ven) Venezuela
2° Marco Antonio Arriagada (Chi) Mauricio Baez a 42''
3° Carlos Ochoa (Ven) Venezuela a 49''
4° Tomas Gil (Ven) Venezuela a 53''
5° Miguel Ubeto (Ven) Venezuela a 1'50''

Tour of South Africa, 5°tappa a Bernardo Riccio dell'D'Angelo & Antenucci, House rimane leader


L'italiano Bernardo Riccio della D'Angelo & Antenucci ha vinto la quinta tappa del Tour of South Africa regolando in volata il gruppo arrivato compatto al traguardo. Riccio ha preceduto la coppia di sudafricani della MTN Qhubeka formata da Daryl Impey e Christoff Van Heerden, conquistando così la sua prima vittoria stagionale, la seconda consecutiva per l'D'Angelo & Antenucci in questa corsa.
Classifica generale invariata con il britannico Kristian House della Rapha Condor che mantiene 2 minuti e 22 secondi di vantaggio su un sestetto composto da Impey, Johann Rabie del Team Bonitas, Jacques Janse Van Rensburg della Burgos 2016, David George della 360 Life, Perrig Quemeneur della Europcar e Thomas Degand della Veranda's Willems.

ORDINE D'ARRIVO
1° Bernardo Riccio (Ita) D'Angelo & Antenucci
2° Daryl Impey (Rsa) MTN Qhubeka s.t.
3° Christoff Van Heerden (Rsa) MTN Qhubeka s.t.
4° Yohann Gené (Fra) Team Europcar s.t.
5° Herman Fouche (Rsa) DCM s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Kristian House (Gbr) Rapha Condor
2° Daryl Impey (Rsa) MTN Qhubeka a 2'22''
3° Johann Rabie (Rsa) Team Bonitas s.t.
4° Jacques Janse Van Rensburg (Rsa) Burgos 2016 s.t.
5° David George (Rsa) 360 Life s.t.

Giro di Sardegna, 3°tappa e maglia per Sagan della Liquigas, battuti Serpa e Cunego


Lo slovacco Peter Sagan ha vinto la terza tappa del Giro di Sardegna superando allo sprint un gruppetto di una ventina di corridori che sono riusciti a rimanere nel gruppo di testa tirato a tutta dalla Liquigas. Sagan ha preceduto i rivali delle prime due tappe, il colombiano José Serpa dell'Androni e Damiano Cunego della Lampre, timbrando il secondo successo nella manifestazione. Sagan ora conduce la classifica generale con 4 secondi su Cunego e 6 secondi su Serpa.

ORDINE D'ARRIVO
1° Peter Sagan (Svk) Liquigas
2° José Serpa (Col) Androni Giocattoli s.t.
3° Damiano Cunego (Ita) Lampre ISD s.t.
4° Emanuele Sella (Ita) Androni Giocattoli s.t.
5° Ben Hermans (Bel) RadioShack s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1° Peter Sagan (Svk) Liquigas
2° Damiano Cunego (Ita) Lampre ISD a 4''
3° José Serpa (Col) Androni Giocattoli a 6''
4° Emanuele Sella (Ita) Androni Giocattoli a 17''
5° Ben Hermans (Bel) RadioShack a 22''

Vuelta a Andalucia a Irizar, ultima tappa a Freire


Lo spagnolo Markel Irizar ha vinto l'edizione 2011 della Vuelta a Andalucia mantenendo senza grossi problemi la leadership nell'ultima tappa odierna. Il corridore della RadioShack, che ha costruito il proprio successo con il prologo iniziale, ha preceduto in classifica generale di 1 secondo il belga Jurgen Van den Broeck dell'Omega Pharma Lotto e di 2 secondi l'americano Levi Leipheimer della RadioShack. Per Irizar, classe '80, si tratta del successo più importante in tutta la sua carriera da professionista.
L'ultima tappa si è risolta con una volata e, come ieri, a spuntarla è stato Oscar Freire della Rabobank che ha preceduto l'altro spagnolo Samuel Sanchez dell'Euskaltel e il francese Jonathan Hivert della Saur Sojasun, conquistando così il secondo successo stagionale.

ORDINE D'ARRIVO
1° Oscar Freire (Esp) Rabobank
2° Samuel Sanchez (Esp) Euskaltel s.t.
3° Jonathan Hivert (Fra) Saur Sojasun s.t.
4° Davide Apollonio (Ita) Sky Procycling s.t.
5° Rigoberto Uran (Col) Sky Procycling s.t.

CLASSIFICA FINALE
1° Markel Irizar (Esp) RadioShack
2° Jurgen Van den Broeck (Bel) Omega Pharma Lotto a 1''
3° Levi Leipheimer (Usa) RadioShack a 2''
4° Jerome Coppel (Fra) Saur Sojasun a 3''
5° Luis Pasamontes (Esp) Movistar a 8''
6° Thomas Lovkvist (Swe) Sky Procycling s.t.
7° Rigoberto Uran (Col) Sky Procycling a 9''
8° Haimar Zubeldia (Esp) RadioShack a 12''
9° Samuel Sanchez (Esp) Euskaltel a 16''
10° Ivan Rovny (Rus) RadioShack a 18''