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lunedì 12 aprile 2010

Parigi - Roubaix, i commenti dei protagonisti

Fabian Cancellara (Swi) Saxo Bank, 1° Classificato
"Sapevo che la mia forma e il modo in cui sono andate le scorse settimane avrebbero spaventato i miei avversari, anche se avessi avuto soltanto dieci metri di vantaggio. Quando ho accelerato sapevo che sarebbe stata dura riprendermi e questa è stata una motivazione in più. Sapevo che questo gli avrebbe fatto male, questa volta psicologicamente. Dopo il tratto di Mons-en-Pevele ho chiesto all'auto della squadra quanti corridori fossero dietro, perché sapevo che potevano correre contro di me, ma non l'hanno fatto. Dalla macchina mi hanno detto "sono stanchi, è l'ora di andare". Chi avrebbe potuto recuperare lo svantaggio? C'erano Boonen, Flecha e Hushovd e altri ma pensavo che loro sapevano che stavano correndo per il secondo posto. Sono stato capace di guadagnare un buon vantaggio e mantenerlo fino all'arrivo".
Sul comportamento Boonen e la sua gara, lo svizzero ha detto: "Sapevo che ci stavamo guardando l'uno con l'altro durante la gara e il modo in cui si stava sviluppando la corsa mi ha reso un po' nervoso. Non avevo più compagni di squadra e c'erano tanti altri corridori. Sapevo che ci potevano essere degli attacchi e che avrei potuto perdere la fuga giusta. Boonen ha provato a creare una fuga e sicuramente dovevo seguirlo. Ma sentivo che stava un po' esagerando. Il team manager mi ha detto di stare calmo e di non fare la corsa degli altri ma di fare la mia. Credo che Boonen volesse creare una prima selezione perché voleva arrivare allo sprint nel velodromo, ma sapevo che non voleva farlo contro di me vista la mia forma e le mie vittorie. Quando ho attaccato ero davanti e c'era un piccolo ventaglio. Ho accelerato e dopo Mons-en-Pevele avevo il vantaggio e le motivazioni per andare a tutta. Volevo creare un piccolo gruppetto e vedere come andava ma sono rimasto da solo e così sono andato".

Tom Boonen (Bel) QuickStep, 5° Classificato
"Sono dispiaciuto? Certo, lo sono, e anche frustrato perché Cancellara ha attaccato nell'unico momento che non ero in testa. E' stato avvisato probabilmente dalla sua auto che ero indietro. Comunque sia, non penso che avrei potuto battere Cancellara oggi, soprattutto vedendo come ha vinto. Ma non ho potuto giocarmi le mie possibilità e questo è un po' frustrante. Se lui mi avesse staccato l'avrei accettato meglio".
Boonen ha continuato a parlare della corsa, dopo l'attacco di Cancellara: "Sono stato bloccato da tre corridori della Columbia. Ho dovuto passarli e mettermi al vento e, una volta in testa, ho cercato di organizzare l'inseguimento ma nessuno voleva correre. Poi ho affrontato il pavé al 100%, come lui. Ho ripreso tutti quelli che stavano davanti e quando siamo usciti dal pavé lo svantaggio era ancora gestibile. Erano in quattro o cinque alla mia ruota ma hanno pensato che andava bene così, che era meglio correre per il secondo posto. Credo che questo sia bizzarro. E' meglio essere soltanto in due o tre che vogliono andare a tutta che essere in una situazione come quella che si è creata. Quando ci sono due o tre mele marce, rovinano tutto. In pratica non c'è stato un vero inseguimento a Cancellara. Non c'era cooperazione. Se lavoravamo in quattro avremmo recuperato lo svantaggio, anche su Cancellara".

Thor Hushovd (Nor) Cervelo, 2° Classificato
"Oggi sono molto felice perché non c'erano possibilità di battere Cancellara dopo che ha attaccato a 50 chilometri dall'arrivo. Penso che tutto il gruppo abbia capito che era impossibile andarlo a riprendere. Per questo sono felice".
"E' stata una gara per il secondo posto. L'intera squadra ha fatto un grande lavoro, con Jeremy Hunt e Roger Hammond davanti. Ero molto ma molto stanco alla fine così volevo salvarmi il più possibile per vincere lo sprint. E' stato un buon podio. Ho lottato duramente tutto l'anno ma niente ha funzionato. Oggi era l'ultima corsa ed era l'obiettivo più grande. E ho trovato la forma. Un anno potrò vincerla".

Juan Antonio Flecha (Esp) Team Sky, 3° Classificato
"Sono contento di come ho corso perché sono ancora sul podio. Ho lavorato molto nel finale perché Hushovd mi aveva detto di avere i crampi. Mi ha battuto allo sprint ma non è importante. Secondo o terzo è comunque un ottimo risultato. E sarà qui anche l'anno prossimo per riprovarci. Sono contento anche per Fabian. Abbiamo corso insieme alla Fassa Bortolo e siamo buoni amici. Vincere Fiandre e Roubaix è qualcosa di speciale. E' stato il più forte e quello che ha preso il rischio più grande a scattare così presto. Non molte persone possono fare quello che ha fatto. Ci vogliono le palle per fare quello che ha fatto Fabian e lui ce le ha".

Roger Hammond (Gbr) Cervelo, 4° Classificato
"Speravo di aprire la gara presto e far lavorare i compagni di Boonen e Cancellara. Ma Cancellara era da solo e così ho iniziato ad attaccare presto. Ma Fabian è stato incredibile, è di un altro pianeta, e subito ha guadagnato un minuto. Dopo 10 minuti, sapevamo che stavamo correndo per il secondo posto. Credo che un secondo e un quarto posto non siano male, se togliamo Cancellara dall'equazione abbiamo un primo e un terzo".

Bjorn Leukemans (Bel) Vacansoleil, 6° Classificato
Leukemans ha parlato del suo tentativo di seguire Cancellara e del suo attacco: "Oggi non ho visto nessuno che poteva battere questo Cancellara. Quando sono scattato, speravo che dietro si sarebbero guardati ma, sfortunatamente, alla radio ho sentito che stavano ritornando su di noi. Eppure, se mi ha staccato, è perché la mia ruota anteriore si è sgonfiata con il passare dei chilometri. In tutte le svolte, ero obbligato praticamente a fermarmi per non cadere. Mi sembrava di correre dietro una moto ma Cancellara era veramente dietro una moto, quella della televisione e, all'uscita da una curva, ha accelerato portandosi dietro Fabian nella sua scia. Dopo, nell'inseguimento, nessuno pedalava con la stessa convinzione di prima e ho capito che qualcuno pensava soltanto al podio".

Filippo Pozzato (Ita) Katusha, 7° Classificato
Pozzato è arrivato al velodromo di Roubaix con in mano una foto di Franco Ballerini mentre correva la sua ultima Roubaix, nel 2001, e sul traguardo ha aperto la sua maglietta mostrando una scritta "Merci Roubaix". L'italiano ha conquistato il premio speciale per il primo italiano all'arrivo, in memoria di Ballerini: "Volevo veramente tanto quel premio speciale. Lo terrò a casa come mio modo per ricordarmi di Franco. E' stata una persona importante per me. Speravo di ricordarmi di lui vincendo ma non potevo fare di più. Sono rimasto sorpreso da come sono riuscito a gestirmi dopo che non avevo corso negli ultimi giorni. Ho fatto gli ultimi 30 chilometri con una grande determinazione. Ho provato a marcare Cancellara per quanto ho potuto. Ma quando è scattato, tutti ci guardavamo e nessuno aveva le gambe per seguirlo. Credo che Boonen siamo rimasto un po' intontito dall'attacco di Cancellara, probabilmente non pensava che avrebbe attaccato così presto. Ma tutti sappiamo che Fabian ha un grande, grande motore e che può fare cose come questa".

Leif Hoste (Bel) Omega Pharma Lotto, 8° Classificato
Mostrando la mano infortunata per una caduta, il corridore belga ha detto "Non è niente. Ho corso la gara che volevo fino alla foratura. Eravamo molto probabilmente a più di 20 chilometri dal traguardo, nel settore quando Flecha ha attaccato. Lo stesso punto dove mi è entrata la bandiera nella ruota nel 2004. Ho lottato per 20 chilometri. E' stata dura. Sono stato da solo per molto tempo, lottando contro il vento".
Sul momento dell'attacco di Cancellara, Hoste ha dichiarato: "Ho provato ad anticipare. Quando Cancellara è arrivato ho continuato con il mio ritmo perché non c'era molto che potevamo fare contro di lui. Come squadra c'eravamo. Abbiamo corso una buona gara d'attacco. Anche Greg Van Avermaet ha forato. Jurgen Roelandts era con me ma anche lui ha forato nel momento peggiore. Questa è la Roubaix".

Sebastien Hinault (Fra) Ag2R, 9° Classificato
"Speravo in un piazzamento nei migliori 20, nei 10 se tutto fosse andato bene, ma oggi, anche un posto nei primi 5 era possibile. Ero nel gruppo di testa con Boonen, Flecha, Hushovd, Pozzato e gli altri. A 20 chilometri dall'arrivo, ero un po' affaticato. Quando Flecha ha attaccato, mi sono staccato. Mi sono spaventato perché pensavo di essere raggiunto ma mi sono gestito per arrivare nei primi dieci".
Sull'attacco di Cancellara ha dichiarato: "L'ho visto da vicino quando ci ha passati. Andava almeno 3/4 km/h più veloce di noi sul pavé. Non potevamo seguirlo. L'unico che ci ha provato è stato Leukemans, ha fatto 300 metri e ha mollato".

Servais Knaven (Ned) Milram, 16 Parigi - Roubaix terminate
"Adesso sono felice. E' stata una giornata dura con il vento contrario. Ce n'era parecchio alla partenza e poi è iniziato il pavé e il vento laterale. Settimana scorsa pensavo che era importante fare una buona corsa ma negli ultimi giorni in tanti hanno iniziato a parlare del record, così ho realizzato quanto sarebbe stato bello finire per la 16° volta la corsa. E' stato un grande traguardo per me. La prima volta che sono venuto qui ero molto nervoso. Pensavo tra me e me "Ce la farò o no?", ma sin da quella volta questa corsa è diventata uno dei miei principali obiettivi. Vedremo se tornerò ancora qua".

George Hincapie (Usa) BMC
"Non è stata la mia giornata. Ho avuto molte difficoltà a seguire le accelerazioni e mi sono ritrovato senza forze. Non avevo tutta la potenza nel mio motore oggi. Non stavo così bene come nei giorni prima della gara, è un peccato".

Stijn Devolder (Bel) QuickStep
Il belga ha parlato delle sue ripetute forature e delle cadute: "Non ho mai avuto la possibilità di essere in corsa. E' frustrante quando sei in forma ma non riesci a fare niente. Mi sono fatto male al ginocchio in corsa, il dottore mi ha curato un paio di volte ma i suoi trattamenti non mi hanno aiutato. E' un momento brutto perché sono tornato al livello che volevo. Devo continuare a lavorare e un giorno la fortuna arriverà. Spero di avere una buona estate o un buon autunno".

Matti Breschel (Den) Saxo Bank
Il danese ha parlato del suo ritiro, causato da problemi al ginocchio destro. "Ho avuto qualche problema in gara. Ho provato a curarmi ma non è servito, e nella foresta di Arenberg il mio ginocchio si è bloccato. Penso sia un problema serio. Spero abbia tenuto ma sta diventando sempre peggio. Come ciclista devi sempre stare attento alle ginocchia perché sono qualcosa di molto fragile. E adesso sono un po' nervoso e preoccupato".

Tyler Farrar (Usa) Garmin - Transitions
"Per far bene alla Roubaix servono buone gambe e fortuna. Oggi, ho avuto soltanto metà di questa equazione. E' un peccato. Volevo veramente vedere di cosa ero capace ma non ne ho avuta la possibilità. La mia corsa è finita prima ancora che la vera gara fosse iniziata".
Sulla caduta che ha coinvolto anche Vansummeren ha commentato: "Sono caduti proprio davanti e non ho potuto evitarli. Non mi sono fatto male ma la bici era inutilizzabile. Ho preso la ruota di Julian Dean ma la bici era proprio ingestibile. Avevo una bici pronta dopo la foresta di Arenberg, sono riuscita a prenderla e potevo vedere il gruppo. Stavo cercando di rientare con le auto ma la giuria stava facendo lo sbarramento per i corridori staccati".

David Millar (Gbr) Garmin - Transitions
"Non so se correrà la Roubaix ancora, sicuramente non l'anno prossimo. Penso che Fiandre e Amstel siano più adatte a me. La mia aspettativa era che sarebbe stata dura, e lo è stato. Ammetto di non essere al meglio sul pavé, non mi viene naturale. Non ho il completo controllo della situazione".

Bjarne Riis - Saxo Bank, Team Manager
Parlando dell'attacco di Cancellara, Riis ha dichiarato: "Gli ho detto io di attaccare alla radio. Appena ho visto che Boonen non era alla sua ruota, gli ho detto "Vai ora". Un corridore come lui, quando parte, è per vincere, non per divertimento. Sapevo che era il momento giusto e che stava correndo per vincere la corsa. Altrimenti l'avrei fermato subito".
Su Boonen ha dichiarato: "Boonen ha fatto degli errori durante la corsa. Quanti? Due possono essere già troppi. Penso che se vuoi vincere la corsa devi stare calmo, rilassato e non stressato. E andartene quando devi andare. Il problema per gli altri è che Fabian andava forte, anche da solo. Sapevamo questo ed era un bonus che avevamo, potevamo farlo partire da lontano e abbiamo sfruttato questa strategia. Non molti corridori possono fare questo".

Nico Verhoeven - Rabobank, Team Manager.
Il direttore sportivo della Rabobank commenta il risultato della squadra, con il migliore, Tjallingii, 31° a 7 minuti. "Questa è la Parigi - Roubaix. E' un gioco di inconvenienti. Alcuni li puoi correggere, altri no. I primi 200 chilometri sono andati come volevamo", poi Langeveld ha bucato ed "è riuscito a rientrare nel primo gruppo ma il finale era iniziato e i favoriti erano già andati". Tjallingii era davanti ma ha rotto il cambio "e non c'era possibilità di un cambio bici, perché in quel momento non potevamo essere dietro di lui. Così le nostre possibilità sono svanite. Se Maarten non avesse rotto il cambio e fosse riuscito a stare con il gruppo di Boonen, un piazzamento nei dieci sarebbe stato possibile".
Parlando della prova di Boom, all'esordio alla Roubaix, ha commentato: "Come al Fiandre, Lars è andato bene nei primi 200 chilometri. Avrà le sue opportunità, ma adesso 259 chilometri per lui sono troppi".

Parigi - Roubaix, le pagelle di Parliamo di Ciclismo

Puntuali come sempre arrivano le pagelle di Parliamo di Ciclismo riguardanti la splendida gara che abbiamo potuto vivere ieri pomeriggio. Senza indugi, via con i voti!

Fabian Cancellara (Saxo Bank) 10
Lo stesso voto del Giro delle Fiandre, vince, stravince, incanta, sembra non avere avversari. Per lui il pavé è come per gli altri andare sull'asfalto dietro moto. Si parla della tattica sbagliata degli avversari, ma sinceramente si era capito quasi subito che si lottava per il secondo posto.

Tom Boonen (Quick Step) 5.5
Se il secondo posto alla Sanremo e il secondo al Fiandre ci potevano stare, il quinto posto della Roubaix fa male. Probabilmente non poteva battere Cancellara, ma spendersi in attacchi inutili per chilometri e farsi sorprendere dallo svizzero nel momento clou è un errore madornale. Paga ancora una volta una squadra mediocre.

Thor Hushovd (Cervelo) 6.5
Voto di media tra il 7.5 per il piazzamento e il 5.5 per la tattica scellerata di gara. La Cervelo aveva due uomini forti, lui e Hammond, davanti e quando è partito Cancellara nessuno lo stava marcando. Si vede che ne aveva, è stato bravo a gestirsi nel finale e, come nel più classico dei finali, non tira un metro fingendosi stanchissimo per poi battere Flecha allo sprint.

Juan Antonio Flecha (Sky) 6.5
Sembra averne ma perde, come tutti, l'attimo buono per accodarsi a Cancellara. E' l'unico che prova ad andarsene dal gruppetto degli inseguitori ed è come sempre generoso. Nel finale viene beffato da Hushovd che l'avrebbe battuto anche pedalando al contrario, il gesto di disappunto è comprensibile per il comportamento passivo del norvegese.

Roger Hammond (Cervelo) 7
Ottima spalla per Hushovd, fa la sua corsa provando un attacco su un tratto di pavé. Dopodiché, aiuta il capitano come può ma le energie son poche. Recupera stando a ruota e in volata batte Boonen confermandosi in un ottimo stato di forma.

Bjorn Leukemans (Vacansoleil) 7
Una riconferma per il belga dopo l'ottimo Giro delle Fiandre. Va all'attacco con Hoste nel momento giusto, per poco non resiste alla furia di Cancellara ma è costretto a staccarsi, cedendo all'impeto dello svizzero. Ripreso, resiste nel secondo gruppetto degli inseguitori e incamera un buon sesto posto.

Filippo Pozzato (Katusha) 6.5
Media tra il 7 per lo stato di forma e il 6 per il piazzamento, sicuramente non alla sua altezza. Fa quello che può e lo fa bene. Stava marcando a uomo Cancellara ma lo perde proprio nel momento decisivo. Non avrebbe retto alla distanza, questo è sicuro, ma comunque mi è piaciuto, soprattutto per la grinta dimostrata sul Carrefour de l'Arbre quando si trovava in difficoltà.

Leif Hoste (Omega Pharma Lotto) 6.5
Ha fatto il possibile per le sue condizioni fisiche, mezzo voto in meno rispetto a Leukemans perché lui Cancellara l'ha proprio visto passar via come una moto. Nel finale scompare dal gruppetto dei migliori conquistando un anonimo ottavo posto, ma forse più di così proprio non poteva fare.

QuickStep 4
Dov'è finita la squadra che dominava le classiche del Nord fino all'anno scorso? Boonen si è sempre ritrovato da solo, un po' per propri demeriti un po' per l'assenza dei compagni. Questo 4 va anche a Stijn Devolder, sicuramente sfortunato ma sempre disattento e mai presente nei momenti importanti della corsa.

Saxo Bank 7
Vedere un'intera squadra tirare il gruppo dopo la foresta di Arenberg fa sicuramente la sua figura. Bene, benissimo, fino ai 60 dall'arrivo, poi Cancellara viene lasciato completamente da solo, ma purtroppo Breschel è stato escluso per una caduta. Il 7 va anche per la fortuna di avere un campione come lo svizzero in squadra, ma comunque si poteva fare anche di più.

George Hincapie (BMC) 5
A un certo punto è scomparso dalla corsa, staccatosi in un tratto neanche troppo difficile di pavé. Sembrava in forma dopo il Fiandre, quando ha dichiarato di stare benissimo. Invece, prova incolore, anonima, simile alle altre sue apparazioni nelle classiche del Nord degli ultimi anni.

Garmin - Transitions 5
La sfortuna li ha colpiti in pieno quando nella stessa situazione hanno perso i due capitani (Maaskant e Vansummeren) e un volitivo Farrar. Millar ci ha provato ma questa corsa è probabilmente troppo per lui. Sicuramente non è colpa loro la caduta, però resta una prova negativa.

Rabobank 4
Erano in corsa? Si sono visti in qualche inquadratura Boom e Langeveld, ma sono scomparsi tanto velocemente quanto la strada diventava più difficile. Campagna del Nord disastrosa, devono ringraziare il buon Freire che, in pratica, ha già reso la stagione vincente grazie alla Milano - Sanremo.

Liquigas 5
Il migliore, alla fine, risulta essere il giovane Koren. Quinziato, Oss e Guarnieri sono coinvolti nella stessa caduta che ha coinvolto mezza Garmin, ma il primo comunque si è visto davanti dopo la foresta di Arenberg. Sagan ci ha provato ma probabilmente è ancora troppo giovane e la Roubaix richiede un minimo di esperienza. Aspettiamoli, sono giovani, cresceranno, ma comunque qualcosina di più ce lo potevamo aspettare.

Servais Knaven (Milram) 8
Termina la sua 16° Parigi - Roubaix raggiungendo il belga Raymond Impanis come numero di Roubaix finite. A questo record, aggiunge anche la vittoria nel 2001. Sicuramente sono emozioni che l'olandese si ricorderà per tutta la vita.

34 corridori arrivati fuori tempo massimo 8

Anche se ci hanno messo qualche minuto in più degli altri, per me è come se fossero arrivati insieme a Cancellara. Complimenti a tutti per aver voluto finire la corsa, probabilmente sapendo di arrivare fuori tempo massimo, ma dimostrando coraggio e voglia di arrivare fino a Roubaix.

Parliamo di Ciclismo 8
Non ci posso fare nulla se Boonen anche alla Roubaix sbaglia tattica. Facile prevedere la vittoria di Cancellara, meno il piazzamento di Flecha. Delusione su Hincapie, sorpresa nel vedere Hushovd e Pozzato ad alti livelli dopo i problemi avuti negli scorsi giorni, buona l'intuizione su Hammond. Resto deluso dai giovani, ma la Roubaix è una corsa ostica e ci vuole molta esperienza. Si rifaranno.

sabato 10 aprile 2010

Parigi - Roubaix, i pronostici di Parliamo di Ciclismo

Il carrozzone del ciclismo si sposta nel nord della Francia, nei luoghi del pavé, per affrontare l'edizione numero 108 di una della classiche più belle e affascinanti di tutti i tempi, la Parigi - Roubaix. Difficile correrla sia con il sole che con la pioggia: nel primo caso diventa difficile respirare e vedere bene in alcuni punti a causa del polverone che si alza dal passaggio della corsa, nel secondo caso diventa quasi impossibile guidare la bici sui ciottoli lisci dei tratti in pavé e nei punti fangosi della corsa. I tratti in pavé di quest'anno saranno 27 per un totale di 52,9 chilometri, da tenere d'occhio il settore 17, la foresta di Arenberg, 2400 metri che spesso possono farti perdere la corsa, e il settore 4, il Carrefour de l'Arbre, 2100 metri decisivo per le sorti della corsa, specialmente perchè è l'ultimo di quattro tratti terribili nonché l'ultimo vero settore di pavé.
In gara ci saranno 5 vincitori della corsa, Tom Boonen, campione uscente e vincitore per 3 volte, Fabian Cancellara, vincitore nel 2006, Stuart O'Grady, vincitore nel 2007, Servais Knaven, vincitore nel 2001 e Frederic Guesdon, vincitore nel 1997.
Dopo questa brevissima introduzione passiamo ai pronostici.
Come al solito, ho suddiviso i corridori in fasce di merito, con alla fine qualche nome in più che potrebbe regalarci qualche sorpresa. Sinceramente, come per il Giro delle Fiandre, il pronostico per il vincitore non può spostarsi troppo da due nomi: il belga Tom Boonen della QuickStep e lo svizzero Fabian Cancellara della Saxo Bank. I due hanno dimostrato di essere gli uomini più forti e più in forma al momento e in una gara dura e imprevedibile come la Roubaix, queste due caratteristiche sono fondamentali. Visto l'andamento del Fiandre, Cancellara ha qualche punto percentuale in più di chance rispetto a Boonen, ma dipenderà moltissimo da come si evolverà la corsa. La differenza tra i due potrebbe farla anche le loro rispettive squadre: Boonen potrà contare su "gregari" come Wouter Weylandt (11° l'anno scorso), Kevin Van Impe (9° e 14° in passato) e Stijn Devolder, voglioso di fare bene dopo un Fiandre anonimo; Cancellara avrà dalla sua parte un ex vincitore come Stuart O'Grady, una carta importante da giocare come Matti Breschel e gregari di lusso come Gustav Larsson, Frank Hoj e Baden Cooke, che sarebbero capitani in altre squadre presenti alla corsa.
In seconda fascia, tre corridori più uno: George Hincapie della BMC, Leif Hoste dell'Omega Pharma Lotto, Juan Antonio Flecha del Team Sky + Filippo Pozzato della Katusha. Hincapie, dopo uno stupendo Fiandre, meriterebbe di essere inserito subito dopo i due grandi favoriti, specialmente guardando il suo palmares, dato che è arrivato 7 volte nei primi dieci e una volta secondo. Ma, purtroppo, lo statunitense ha sempre avuto qualche problema con la fortuna alla Roubaix, chissà però che quest'anno non sia la volta buona, dato anche che potrà contare sull'apporto del tedesco Burghardt, sicuramente una buona spalla. Hoste ha dimostrato al Fiandre di essersi ritrovato dopo un paio di stagioni non alla sua altezza. In passato sesto e quarto, l'anno scorso ha pagato la caduta di Flecha ma probabilmente non avrebbe potuto fare di più. Perso Vansummeren, il suo gregario più forte è Staf Scheirlinckx, ma tutta la squadra è all'altezza della corsa. Flecha deve riscattare un Fiandre non alla sua altezza, parte da piazzamenti di tutto rispetto alla Roubaix (2°, 3°, 4° e 6° in passato) e può essere una grande sorpresa. Potrà contare su Arvesen e su una buona squadra, ma dovrà soprattutto non commettere errori di valutazione. Filippo Pozzato: sarebbe stato insieme a Boonen e Cancellara nel pronostico ma la sua condizione è tutta da valutare. Saltato il Fiandre per l'influenza, bisognerà vedere se ha recuperato le energie e la forma. Il russo Ivanov potrà essere un ottimo supporto.
Nella terza fascia il numero di corridori aumenta. Bjorn Leukemans della Vacansoleil, Stijn Devolder della QuickStep, Matti Breschel della Saxo Bank, Bernhard Eisel dell'HTC, Roger Hammond della Cervelo e i quattro alfieri della Garmin, Maaskant, Vansummeren, Millar e Farrar. Per Devolder (7° in passato) e Breschel (10° nel 2009) il ruolo è di spalla dei capitani, ma in caso di difficoltà degli stessi o di un'evoluzione particolare della corsa, potranno recitare un ruolo da protagonisti. Leukemans è entrato di diritto nei favoriti dopo un ottimo Fiandre, ha una grande squadra per queste corse e un quarto posto nel 2007. Eisel, quinto nel 2006, se rimarrà insieme ai primi potrà diventare pericoloso nel caso di sprint e può contare su Sieberg e altri buoni passisti come gregari. Hammond è stato il più brillante della Cervelo al Fiandre, ha un terzo posto alla Roubaix e un passato da ciclocrossista che lo ha sempre aiutato nella corsa francese. In squadra ci sono gregari come Klier (12° nel 2009) e Hunt, oltre a un Theo Bos voglioso di far bene. Il suo ruolo dipenderà anche dallo stato di forma di Hushovd. Discorso a parte merita la Garmin Transitions: i suoi due teorici capitani, Vansummeren (5° e 8° in passato) e Maaskant (4° nel 2008) non sono in grandissima forma, mentre David Millar e Tyler Farrar stanno bene ma non hanno grande esperienza su queste strade, pur avendo caratteristiche ideali per questa corsa. La squadra americana potrebbe essere la mina vagante della corsa, bisogna tenerli d'occhio.
In quarta fascia, Thor Hushovd della Cervelo, Danilo Hondo della Lampre, Jens Keukeleire della Cofidis e il trio Liquigas Manuel Quinziato, Daniel Oss e Peter Sagan. Hushovd sarebbe il capitano indiscusso, visto il terzo posto dell'anno scorso, ma l'inizio di stagione non è stato esaltante e Hammond sta andando forte, si vedrà durante la corsa cosa potrà fare. Hondo è stato bravo al Fiandre, la Roubaix sembra più adatta a lui ma non ha grandi risultati in questa corsa. Keukeleire è l'astro nascente belga di quest'anno, ha già vinto tanto ma è alla prima partecipazione alla Roubaix, vedremo cosa saprà fare. Il trio Liquigas Quinziato, Oss e Sagan è ben assortito, con un corridore d'esperienza come Quinziato (9° in passato) che potrà contare su giovani fortissimi come Oss e Sagan, che potranno correre la loro corsa e cercare di dare il meglio. La curiosità su di loro è altissima.
In quinta e ultima fascia, forse più per rispetto che per altro, Frederic Guesdon della FdJ, la Rabobank e Servais Knaven della Milram. Guesdon, vincitore nel 1997, si è sempre piazzato tra i primi negli ultimi anni ma, ormai, ha perso lo smalto delle migliori stagioni. Stesso discorso per Servais Knaven, 1° nel 2001, che però potrà aiutare i giovani della sua squadra a imparare qualche segreto sulla corsa. La Rabobank schiera una buona formazione, con corridori come Lars Boom, Sebastian Langeveld e Joost Posthuma, ma non sembrano in grande forma e non hanno risultati di livello negli ultimi anni. Incredibile che la squadra olandese si sia fatta sfuggire Maaskant, frutto del proprio vivaio e l'olandese più forte nelle classiche del Nord.
Ci sono altri due nomi che voglio fare, per due motivi diversi: Luca Paolini dell'Acqua & Sapone e un giovane francese, Damien Gaudin della Bouygues Telecom. Probabilmente non li vedremo mai davanti, ma Paolini è il capitano unico della sua squadra ed è un corridore che può far bene su queste strade, mentre Gaudin ha vinto la Roubaix Juniores nel 2007 e si è ben piazzato l'anno scorso, quindi sono curioso di vederlo ancora all'opera.

Tirando le somme, favorito numero uno Cancellara, favorito numero due Boonen, alle loro spalle prima Hincapie e poi Flecha, se è in forma sicuramente Pozzato. Curiosità nel vedere all'opera Keukeleire, Oss e Sagan, spero in un buon piazzamento di qualche italiano dopo l'ottimo secondo di Pozzato dell'anno scorso.
Buona Roubaix a tutti!